Renato Brunetta: la CGIL? Non esiste

Non perde occasione, il ministro Brunetta, per esternare la sua arroganza e villania, cercando di demolire e infangare intere categorie; prima gli statali, poi gli studenti contestatori, per passare ai "poliziotti panzoni". Ora tocca alla CGIL, a suo dire "ridotta ai minimi termini" e priva di seguito durante gli scioperi.
Quindi, conclude Brunetta, "non ne riconosco più l'esistenza"
Si continua con la politica dei buzzurri, insomma

4 Commenti

Gli va dato atto che non si limita ad esternare: zitto zitto ha appena avuto la soddisfazione di vedere approvata una legge - firmata in tandem con Tremonti - che consente di aumentare il numero dei componenti dei consigli di amministrazione delle società a controllo statale, non quotate in borsa. Davvero rivoluzionario.

Il signorino è furbo e non stupido. Si muove nella tradizione del forte coi deboli e debole coi forti. Ha dunque buone ragioni per sentirsi ganzo e infatti i sondaggi gli danno ragione.

Grazie Minerva :) questa me l'ero persa. Ho provveduto.
Come diceva, Fantozzi? Mer**cce.

Di niente, Rolli :)

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