Il pettirosso di Gino Paoli e la "pietas greca" per i pedofili

Suscita grande clamore la canzone "Il pettirosso" di Gino Paoli, brano contenuto nel suo ultimo cd.
Certo, possiamo scomodare ogni cosa, la libertà di espressione, la libertà contro la censura, l'"arte senza costrizioni" e via così, resta che il testo della canzone non è nè delicato nè di denuncia, rasenta invece la giustificazione della pedofilia.
Dove sono la sensibilità e la denuncia nella descrizione di una bambina "donna di unidici anni e mezzo" che si alza (quindi volontariamente, intende Paoli) "la gonna per saltare il fosso"?
E dov'è la condanna dell'uomo anziano che le si butta addosso per violentarla (ma forse no, visto che la gonna, come ha scritto Paoli, se l'è alzata volontariamente,la donna-bambina?), se questi viene descritto delicatamente come "un bambino" di settant'anni?
E ancora dove sono denuncia, sensibilità, orrore per il pedofilo, se l'uomo muore di infarto (e ancora Paoli ci delizia con un accostamento romantico con il primo amore), mentre tenta di portare fino alla fine la violenza sessuale, e la bambina gli accarezza compassionevole il viso?
E' un testo tutto incline alla comprensione verso il pedofilo, "bambino", cattivo certo, ma meritevole di perdono e compassionevole tenerezza, che va con la bimba, all'inizio curiosa e consenziente.

Gino Paoli asserisce che il brano nasce "dalla pretesa di umanità per tutti e due i protagonisti, anche del mostro" e ci propone la sua idilliaca lettura del violentatore, inteso come "un borderline che non sa cosa è bene e cosa è male"
"Lo stupro" - ci erudisce - "non si consuma fino in fondo, il vecchio ha un attacco di cuore mentre tenta la violenza e la bambina che lo vede a terra morente prova pietà invece di odio, anche perché priva di sovrastrutture"
E scomoda anche la "pietas greca", indicandoci la via: "la comprensione invece della condanna: solo così in una società si evitano gli sbagli nel futuro. Dovrebbe insegnarci molte cose, se guardiamo agli ultimi avvenimenti”.
Quali avvenimenti, di grazia? i bambini stuprati e uccisi dei quali purtroppo è pieno il nostro Paese? O i ragazzini violentati da preti e familiari, che vivono con il loro macigno, un dolore terribile che non guarirà mai totalmente?
Devono donare comprensione ai loro violentatori, perchè questi in fondo, poverelli, non sanno cosa siano il bene e il male?
Brutto modo di invecchiare, quello di Gino Paoli, repellente, direi
La commissione bicamerale per l'Infanzia ha deciso di ascoltare il cantautore, nell'ambito di una indagine conoscitiva sulla pedopornografia.
Mi sembra una stupidaggine, ma questo non rende migliore il brano

Il pettirosso - Gino Paoli

Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.

Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto

e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male.

E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare

99 Commenti

Diventerà il nuovo symbolum.

PS. Perché "il pettirosso"?.

A me sembra un'operazione pubblicitaria studiata a tavolino. Poi non gli darei troppa importanza, trattasi di canzonette. Invece non sottovaluterei quella che tu definisci stupidaggine, che magari va a finire che per legge imporranno di mettere i braghettoni ai putti sui quadri.

Guarda Stalker, ho pensato anche io a quel titolo, e faccio finta di non credere che si riferisca alla leggenda del pettirosso che tolse la spina alla corona di Cristo, rimanendo poi macchiato di sangue, perchè altrimenti dovrei prendere a calci nei denti Paoli finchè non li sputa tutti

No, non penso metteranno i braghettoni ad alcunchè, ma guarda che far passare un messaggio come quello di 'sta schifezza non è esattamente una buona operazione, di questi tempi

Penso che se non ci fosse stato battage pubblicitario, il messaggio non sarebbe passato per il semplice motivo che Paoli non è esattamente l'idolo delle folle. Sarebbe stata una canzone in un cd che vendeva un minimo di copie: non ce la vedevo in testa alle classifiche, prima di questa pubblicità. Poi sulla materia io ho tantissimi dubbi ma a seguire la stessa logica, bisognerebbe mettere all'indice Lolita che ha avuto una platea ben più ampia. Quando l'ho letto è stato un pugno allo stomaco, ma non sono diventato pedofilo per averlo letto.

sara che a me paoli le poche volte che ho avuto la disgrazia di sentirlo mi ha sempre fatto venire il latte ai ginocchi (fra lui e battisti non so chi sia il peggiore) -Ma effettivamente devo dare un po ragione a giancarlo cioè se non leggevo qui Rolli, ,e il relativo cancan pubblicitario che sta sorgendo ,almeno io
manco avrei nemmeno saputo dell esistenza della sudetta canzone -- azzo ero perfino convinto che Paoli fosse morto

Rolli, la gonna se la alza per saltare il fosso, volontariamente, certo, ma mica per tentare il violentatore. Per farlo con comodità. Possibile che pensi che Paoli abbia volutointendere qualcosa di diverso, se poi alla fine proprio alla bamina concede la pietas inconsapevole verso il vecchio?

Certo che bisogna avere pietà anche per chi violenta, perché nella stragrande maggioranza dei casi sono stati violentati.

Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.

Non si può certo dire questo alle vittime, e certo non si può considerare l'affronto all'infanzia incosapevole come uno dei peggiori abusi, ma almeno psicologi e poeti facciamolo dire.

Io non la conoscevo questa canzone ma è di una grandissima intensità. Le cose sono più complesse di come appaiono. Altrimenti torniamo al concetto che i mostri sono sempre gli altri, ed invece una parte del mostro alberga dentroognuno dinoi.

Vedi le mamme he uccidono i figli.

Ah! si alza la gonna per farlo con comodità
Questa la incornicio

Se ti dovessero violentare fammi sapere, circa il perdono, che fare i froci con il culo degli altri rende molto poeti

Rolliiiiiiiiiiiiiiiiiiii, per saltare il fosssooooooooooooooooooooooooooooooooo.
Si è alzata la gonna per saltare un fosso, la comodità è per saltareeeee. Ma sei dura come un sanpietrino.
Allora il vecchio l'ha vista scoperta e si è eccitato. Ma lei ha fatto un atto tipoco da bambina. E letterale non va interpretato quel verso.Il fosso non è simbolico, non è il fosso della sessualità, è un fosso vero, una buca sul terreno.

Non ne sono convinta, Vento, perchè non ci sarebbe consecuzione
Se io ti prendo e ti violento senza nessun precedente contatto prima, col piffero che il violentato, nemmeno santa maria goretti, se schiatti prima di farcela a portare avanti la tua violenza, ti accarezza il visino
Se la dà a gambe levate terrorizzata, anche a cinque di anni
e' volutamente ambiguo; Paoli: leggila bene

Che scandalo! Parlate piuttosto di come muiono i bambini a Gaza.Italiani psicofrenici e malati ...Il sesso non ha età

ma quale ambiguo, la bambina carezza il bambino, il bambino stanco di giocare, il vecchio, conserva la stessa eccitazione del primo amore, e non è mai cresciuto.

il testo è di una grande sintesi poetica e ci dice e ci rappresenta:

1. la spontaneita del verso della bambina, un verso che avremo tutti visto mille volte. la bambina che non si cura di farsi vedere lemutandine e pensa a non cadere, che è anche femminilità certo, perché è sapienza, è eleganza, che poi si ritrova nele donne grandi. Nelle donne grandi quella sapienza produce sensualità. I bambini non mettono la gonna e non sanno farlo.


2. il verso, il movimento, che essendo elegante e caratteristico delle bambne ispira sensualità, ma nel vecchio non crescito mescola infantilismo a sessualità repressa, a trauma vissuto su se stesso. Il trauma che l'ha inchiodato ad un'età psichica di 5 anni.

e altre cose.

la rappresentazione, ovviamente è lirica, spesso è vero i bambini si comportano come dici tu fuggono, ma spesso, invece vengono attratti dalle persone adulte che conservano dei forti tratti di infantilismo.

Comunque, più la rileggo e più è bella.

Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.

Ventomare al riguardo su questo punto ti suggerirei di andare a leggerti Andrew Vachss in "Nato Sotto una cattiva Stella"
uno che di queste cose se ne occupato per anni,,/

Ormai è al livello dei Baci Perugina

Lirico, oserei dire

Non e per cattiveria Ventomare ma allora seguendo il tuo ragionamento un Serial Killer e stato a sua volta vittima (mancata per ovvi motivi ) di un altro Serial Killer Intendiamoci ce una buona dose di probabilita che le condizioni da te esposte rendano la vittima un domani carnefice -non la sta escludendo a priori Ma e altrettanto vero che nella stessa maniera ci sono altretante possibilita per l opposto-Cosi come chi e venuto fuori da situazioni (se mi passate il termine) di merda non deve necessariamente diventare a sua volta una merda -
-in parole povere il discorso da te fatto
Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.
--non è assolutamente una certezza matematica -

Credo che si tratta di una brutta canzone con un brutto messaggio. Nessuna bambina con solo undici anni e mezzo è già una donna. Solo che vedendola così, come una donna, si può giustificare l'atto di pedofilia. Il fatto che l'abuso non sia stato compiuto si deve solo alle circostanze, alla morte del pedofilo. La "pietas" finale, alla quale allude Gino Paoli è per trasformare in un semplice, inocente, allegro gioco, un atto violento.Fa pensare che l'abbia scritto un anziano.

E' anche troppo generoso parlare di arte e libertà di espressione. Non stiamo parlando del Ratto di Proserpina del Bernini, ma di uno stupidissimo testo da quinta elementare con le rime baciate... Cuore-Amore, da non crederci. Sembra scritto da Jovanotti.

se dentro al pedofilo violentatore c'è disperazione e distruzione sono (ormai) un po' cazzi suoi.
io questa canzone non la trovo poetica per nulla, ma anzi patetica. E se Paoli vede nel settantenne bambino stanco se stesso che non riesce a rivelare andasse a farsi curare. Ma da uno bravo.
Sarà anche un grande poeta, ma questo testo è una schifezza.
Non voglio manco lontanamente pensare a un'aura di giustificazione artistica e poetica a un reato gravissimo.
Altrimenti non siamo meglio di Berlusconi che vuol mettere un poliziotto dietro a ogni bella ragazza, saremmo ugualmente idioti.

I pedofili non sono necessariamente persone che hanno subito violenze da piccoli, molti sono solo alla ricerca del proibito perché il sesso "normale" non li eccita più, amano sopraffarare il prossimo ma non sono capaci di farlo con altri adulti perché frustrati e insicuri, così si sfogano con bambini indifesi.
Questa canzone è non solo brutta, ma la descrizione del vecchio bavoso come "un bambino stanco di giocare" è davvero ripugnante. Viene da pensare che Gino Paoli, che ha la stessa età del suo protagonista, abbia provato un'attrazione perversa e ora tenti inconsciamente di giustificarsi. Il guaio è che con tutta questa pubblicità risucirà pure a vendere un sacco di cd. E' ora che anche i cantanti vadano in pensione.

BB, grazie a dio, non tutti quelli che subiscono cattiverie poi ne agiscono, anzi è una ristretta minoranza. Gli acting-out fortunatamente sono pochi rispetto alla diffusione degli stati psicotici, borderline o anche nevrotici, per i casi più leggeri di forme di "cattiveria". Possiamo intendere come "cattiveria" anche forme di passività o di attività molesta. L'io di solito fa un ottimo lavoro di contenimento.

Se vogliamo parlare chiaro, si tratta di dividere il concetto della responsabilità individuale, dalla responsabilità psichica ed in ultimo la responsabilità sociale.

La responsabilità sociale è quella del corpo collettivo sullo sviluppo sano e potenziale del singolo individuo.

La responsabilità familiare quella del corpo sociale ristretto legato da vincoli di parentela e di sangue, dei doveri di assistenza ed educativi, in particolare riferiti ai rapporti genitoriali di cura dei figli

La responsabilità psichica è quella dell'io. Cioè la responsailità che l'individuo è in grado di esercitare su se stesso. Ovviamente influenzata dalle due responsabilità precedenti e dalla condizione organica dell'individuo stesso.

La responsabilità individuale è quella che ti fa rispondere legalmente e alla collettività dei tuoi atti. Cioè, hai infranto la legge e paghi. Di solito è molto difficile valutare nel concetto di responsabiità individuale l'impatto della responsabilità psichica, quando quest'ultima è inficiata da forme patologiche che ne limitano l'esercizio.

Si potrebbe aggiungere la responsabilità storica o verso il corpo sociale, per quei soggetti che esercitando controllo di potere, di solito non vengono puniti secondo la legge ordinaria perché la controllano.

E' evidente che quando parliamo e commentiamo, decidiamo di scegliere il piano di responsabilità rispetto al quale fare le nostre considerazioni e critiche. Spesso si sceglie di omettere nelle considerazioni la responsabilità prichica per il fatto che affrontarla è complicato. Molto più semplice essere trancianti.

Però, dicevo nel primo commento, lasciao lmeno ai poeti la pietas e agli psicologi di giustificare le ragioni dei malati psichici.

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Quello che si chiama "il male" e che viene esercitato tra individui, o addirittura dall'individuo su se stesso, nasce da mancanza totale o parziale di comunicazione di amore. Da danni più o meno profondi di tipo psichico causati da un passaggio di dolore irrisolto da una persona al proprio figlio, in genere. O da esperienze traumatiche non gestite. Poi c'è chi è organicamente più resistente e chi meno, che è soggetto a tare.

Il male è un blocco psichico che impedisce all'individuo uno sviluppo sano e responsabile. Il male è l'incapacità di comunicazione, di far circolare la linfa dell'amore. l'incapacità ad esempio di un genitore, a sua volta portatore di dolore di riuscire a soddisfare le esigenze di un figlio, e le frustra, provocandone a suavolta, di solito incosapevolnente, ferite psichiche, più o meno profonde.

Le cose sono più complesse di come spesso ci conviene semplificarle. Semplificazioni che entro certi limiti sono sane. Non ci possiamo caricare di problemi di tutti, ed in fondo non sarebbe nemmeno utile gisustificare tutto. Le vie della guarigione e della crescita infatti passano anche attraverso un sano scontro tra individui ed una critica diretta ai comportamenti delle persone.
Entro certi limiti, cioè quando il danno psichico non lo consente, non consente se non curato di imparare dalle critiche.

quindi ventomare se un pedofilo violenta una delle mie due bambine io devo comprendere che sia perché non gli circola la linfa dell'amore?
come ti è venuta questa perla?

Non t'ho mica chiesto a te di comprendere, tanto per iniziare, e poi non dico che un pedofilo deve essere lasciato libero di nuocere.

Però esistono delle politiche repressive e preventive che non possono non tenere conto delle realtà psichiche.

E' lo stesso discorso della pena di morte: esiste il dolore ed il desiderio di giustizia e di vendetta delle vittime, ed invece le politiche di uno stato, e le ragioni e le motivazioni profonde di un comportamento ed i conseguenti atti.

Se ci si pone come obiettivo quello del miglioramento reale una società e dell'uomo, non ci si può solo far guidare dall'istinto ma dalla faticosa e lenta comprensione della realtà.

tanto per chiarire, IO non ho gli strumenti per comprendere, e complimenti a te che li hai, evidentemente. Ammetto di aver parlato soprattutto come madre di due bambine piccole, il cui enorme terrore sta principalmente nel considerare che il reato di pedofilia, insieme a quello di violenza sessuale, è trattato, in Italia, con due modalità differenti a seconda che si stia molto a destra o molto a sinistra, ma con identico esito: il disinteresse nei confronti delle vittime, e la tolleranza, a livello quasi di pacca sulla spalla, nei confronti dei carnefici.
il concetto alla base è che, al di là dell'umana comprensione, della pietas greca, se non ci metti vicino anche una sana politica di esemplare punizione, non si arriva da nessuna parte.
Me ne sbatto, ti dirò, che il pedofilo abbia problemi di circolazione amorosa, per quello ci sono gli psichiatri: vorrei solo che nel loro caso la giustizia fosse ferrea, se non altro per interrompere il circolo vizioso di persone con problemi di linfa amorosa che mal circola...

purtroppo, cara la laura, spesso l'inconscio malato è più forte della legge e le punizioni esemplari servono spesso solo a tacitare la pubblica opinione e le sue paure.

ripeto, le persone socialmente pericolose devono essere messe nella condizione di non nuocere, questo però non ci esime di comprendere le motivazioni profonde di certi comportamenti, per tentare delle soluzioni ed indicazioni sociali, a volte di maggior efficacia che le punizioni esemplari.

le quali soluzioni sociali in cosa dovrebbero consistere, quindi?

C'ho pensato. Ma non è che pettirosso si riferisce al pene?

Pettirosso = Il pettirosso è un piccolo uccello cantore europeo molto comune. Pur avendo dimensioni ridotte è conosciuto per il suo comportamento spavaldo. È di aspetto paffuto e senza collo. Gli adulti hanno il petto e il fronte colorato di arancio.

Diamine ventomà, sta canzone è di una finezza. Come dicevi "grande intensità".

Poi mi chiedevo: perché sceglie proprio gli 11 anni e mezzo? perché non 12? Quello dell'età della bambina è l'unico verso senza rima (tutte le altre sono in -osso). Ma... speriamo che non sia una confessione.

Gino Paoli da Fabio Fazio
«Macché perdono, è pietà»
25 gennaio 2009

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CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA «Non si applaude un pedofilo». Entrando negli studi di “Che tempo che fa”, il cantautore genovese, 74 anni, ha risposto così al benvenuto del pubblico
«Non si applaude un pedofilo». Gino Paoli non ha intenzione di girarci intorno. La polemica sulla sua canzone “Il pettirosso”, contenuta nel nuovo album “Storie”, ha fatto il giro dell’Italia mediatica e politica. Per questo ieri, entrando negli studi di “Che tempo che fa”, il talk show di Fabio Fazio su Raitre, il cantautore genovese, 74 anni, cinquanta di carriera nel 2009, ha risposto al benvenuto del pubblico con un sorriso un po’ amaro, facendo capire da subito di essere pronto ad affrontare le accuse di avere scritto una canzone che sembra un po’ troppo “comprensivo” nei confronti dei pedofili.

Il caso-pettirosso è noto: il brano racconta di una bambina di 11 anni che subisce un tentativo di stupro da parte di un uomo di settanta. La violenza non viene consumata fino in fondo solo perché l’anziano muore di infarto nel tentativo. A questo punto, il corpo senza vita del vecchio suscita, ed è questo l’aspetto più controverso, la pietà della bambina che ne accarezza il volto, descritto come quello di “un bambino stanco di giocare”.

Furiosa e dai toni accesi a questo punto la polemica, comprese le bacchettate dell’Osservatorio sui diritti dei minori nei confronti della presunta “indulgenza” di Paoli verso uno dei fenomeni più allarmanti dell’età contemporanea. Fa ancora più clamore però la convocazione da parte del Parlamento: il cantante è stato invitato a comparire di fronte alla Commissione bicamerale per l’infanzia presieduta da Alessandra Mussolini. Non per una questione di censura, si dice, ma per dare spiegazioni, dato il timore degli effetti che può avere il testo di una canzone sulla psiche collettiva.

Per il momento Paoli non risponde all’invito della commissione, ma accetta di parlare del caso nell’unica trasmissione che ritiene aperta e priva di tentazioni dietrologiche: quella di Fazio appunto, che nella puntata di stasera ospiterà Carla Bruni in arrivo dalla Francia, divenuta ormai una specie di palcoscenico televisivo per eccellenza dell’attualità e dell’agenda della politica italiana, oltre a una fortissima presenza di celebrità straniere della cultura e dell’arte.

«Cominciamo a dire una cosa: io credo nelle domande, non nelle risposte» dice Paoli al conduttore che gli chiede di spiegare il brano incriminato «un uomo decente deve porsi delle domande, e di solito si risponde con altre domande. Quelli con le risposte in tasca, nella mia esperienza spesso sono dei poco di buono. Per questo io coltivo i dubbi, non le certezze».

Una cosa però, il cantautore ci tiene a chiarirla in fretta: «Non so perché si è parlato di “perdonare” i pedofili. Io nella canzone non parlo mai di perdono». E dopo aver letto tutto il testo a titolo di conferma, prosegue: «Quello di cui si parla qui è la pietà. Io ho pietà per i vinti. Anche per quelli che hanno fatto le cose peggiori: quando uno è a terra io non lo prendo a calci in faccia. Fa parte della mia natura. Forse è questo che ha provato la bambina del “Pettirosso”, la pietas che a noi riesce così difficile».

Sul fatto che la pedofilia sia un crimine dei più odiosi, Paoli si dichiara d’accordo: «Il vecchio della canzone è chiaramente un matto, ma cosa dobbiamo fare dei matti? C’è anche in loro un’umanità che va capita: non per giustificare o per perdonare. Si fa in fretta a condannare senza capire, ma capire serve a evitare che certe cose si ripetano». Ma perché proprio la pedofilia, fra i tanti possibili comportamenti devianti? «La pietà si cerca dove ce n’è bisogno, dove è più difficile averne. La pietà “facile” è falsa, è retorica. Questo clamore sveglierà un sacco di gente, il che è giusto. Come artista di fama, so di avere un faro puntato addosso tutto il tempo e faccio del mio meglio per portarlo dove mi sembra giusto».

Restano le parole di Alessandra Mussolini: «Attenzione ai messaggi fuorvianti, anche nel testo di una canzone. Possono essere devastanti». Un’accusa da cui Paoli si difende rivendicando il ruolo particolare della musica: «Dare una valutazione morale e sociale dell’arte è una cosa che si usava tanti anni fa e che oggi si usa solo in certe dittature. L’arte è fatta per suscitare emozioni, il testo di una canzone, come quello di una poesia, va “sentito”, non analizzato».

L’autore poi rispedisce gli attacchi al mittente, senza mezzi termini: «Le emozioni sono filtrate dalla sensibilità individuale, chi ha una sensibilità sporca svilupperà una risposta emotiva sporca, chi si sente pulito, le vivrà come emozioni pulite». In ultima analisi, conclude Paoli, si tratta di capire che «chi ha buon senso ha sicuramente dato il significato giusto alla canzone, e di chi non ne ha, non me ne frega niente».

ho visto l'intervista su youtube.
un pedofilo è un criminale, non un matto, attenzione.
"bravo" fazio a non fare domande scomode
"bravo" paoli a non rispondere a nulla, pensandosi il vladimir nabokov dei miei stivali
se questa intervista aveva lo scopo di chiarirmi le idee, in effetti lo ha fatto: due chiari esempi di idiozia (paoli) e sudditanza (fazio).

Lalaura, è che tu come me c'hai la sensibilità sporca.
Probabilmente, come me infamona, in uno stupro vedi uno stupro, nell'indulgenza di chi lo tratta vedi la schifosa indulgenza di chi lo tratta.
siam sporche, che ci vuoi far

già, che ne vogliamo fare di 'sti poveri pedofili? dove la vogliamo mettere la pietas un po' greca un po' cristiana? io avrei un paio di formidabili idee!

uh ops avevo completamente saltato il primo verso! Caspita, me lo potevate dire prima! Scusate.

@ventomare

scrivi: "la bambina che non si cura di farsi vedere lemutandine e pensa a non cadere, che è anche femminilità certo, perché è sapienza, è eleganza, che poi si ritrova nele donne grandi"

complimentoni! direi che hai un immaginario erotico... come dire... PERTINENTE.
sarà per questo, che il tuo giudizio sui pedofili è così tenero?

meno male che io faccio parte delle persone con la sensibilità sporca e infamona...

Pietas verso il pedofilo?
Non sarebbe piu' giusta la pietas verso la bambina violentata...??
E Paoli confonde tutto,con la sindrome di Stoccolma...insomma il testo non è solo raccapricciante, ma fa capire che questo cantautore è da sempre un "disattento"lettore della quotidianita'...
Sarebbe il caso per Gino Paoli di cambiare canzone...o meglio,cambiare aria...magari andasse ai giardinetti...oddio,visto il testo della canzone,meglio di no!

Immaginario erotico, ma che stai a dì! Ti stavo rappresentando un comportamento naturale, il comportamento dell'ingenuità e della comodità, che poi diventa sapienza a portare un abito femminile.
Hai mai visto come si comportano le donne quando prendono le storte con i tacchi? Reagiscono con il disappunto malcelato delle bambine. Sono reazioni automatiche.
Paoli descrive, attento osservatore della realtà, come un atto semplice e naturale diventa agli occhi di una persona disturbata il trigger (grilletto) di un atto malato.
Non si tratta di giustificare, si tratta di capire le cose in profondità, e l'arte ha questa capacità immediata empatica. Poi esiste l'interpretazione dei comportamenti, la psicologia. Tapparsi gli occhi di fronte alle cose, non sollevare quello che Shelley chiama "Il velo dipinto": "Lift not the painted veil which those who live call life", che invita a non alzare il velo perché ci si potrebbero trovare coe che non ci piace vedere, non aiuta a risolvere le cose, a disinnescare "il male".
Come spiega Paoli nella sua intervista, la sua propensione a non infierire sui vinti, gli porta a provare pietà anche per loro e a capire il dramma anche per quelli che commettono atti infamanti e terribili come la pedofilia. Sono uomini come noi, non mostri alieni.

Ma piantala, Ventomare, con queste analisi da manualetto! Le donne quando prendono una storta con i tacchi reagiscono come bambine? Ma ti sei rimbambito? Ma l'hai mai presa una storta?
Le donne reagiscono come chiunque si becchi una distorsione. 'Sta manfrina che stai facendo è antipatica, vezzosa, fuori luogo
E la pietas verso il carnefice? ma tu straparli!
Sai chi la prova la pietas verso il carnefice? Chi non è vittima
Vallo a dire la ragazza di Guidonia o a quella dello stupro di capodanno, di provare pietas, così vediamo con quanti denti torni
Sono discorsetti giustificatori d'accatto, per un testo che fa schifo, che tratta da donna una bimba di undici anni (oh! scusa, undici e mezzo, così è tutt'altra cosa!) per giustificare una merda d'uomo per la quale bisogna provare pure pietas.
Ma vorrei vedere se lo facessero a tua figlia, quanta bella manfrina impostata ci proporresti!

col cazzo, ventomare.
un pedofilo è un mostro alieno eccome, e tanto più lo si aliena, tanto meglio. con buona pace di quel vecchio rincoglionito

ventomare, non hai capito. provo a rispiegartelo:
i "vinti" sono i violentati, non i violentatori.

e uno che, come te, descrive il comportamento femminile (delle donne e delle bambine) con tanta compiaciuta aderenza a cliché datati, ambigui e sessisti, qualche problemino ce l'ha.

a dirla con parole gentili, diciamo che manchi di sottigliezza e di originalità e che forse la tua conoscenza del mondo femminile è un pochino superficiale.

a dirla con parole meno gentili, ti trovo parecchio indulgente sia nei confronti del tuo immaginario francamente autocompiaciuto e ambiguo, sia nei confronti di quello degli altri.

prova a dedicare la tua solidarietà ai "vinti", quelli veri.

uh, dimenticavo: nascondersi dietro le spalle di shelley può essere un simpatico escamotage dialettico da salotto, ma non significa proprio niente. il fatto che fosse un grande poeta non ne fa necessariamente un maître à penser.

Gino Paoli pezzo di mer.. Scherza con il tuo di c... Dovevi crepa tanti anni fà

Ed un pedofilo che ci è diventato perché è stato violentato, come lo chiami, uffa?
O perché ha incontrato la violenza dell'anaffettività? Avete mai sentito parlare della violenza dell'anaffettività? Che le vere mamme violente sono quelle anaffettive? Ci sono forme violentissime che non appaiono e che lasciano segni indelebili e che spesso sono alla radice di patologie come questa.

Questi ragionamenti che fate fanno il paio con il caso Franzoni, Rolli. Sì può essere madre assassina ed avere chi prova pietà per te. Si può avere pietà per il figlio ucciso e per una madre malata che uccide se stessa uccidendo il figlio. Basta guardare la storia privata.

Faccio un esempio che scatenerà ancora più polemica. Se guardate alla storia di Saddam Hussein dal suo punto di vista, vi accorgerete della violenza che ha subito, psicologica e reale. Questo non è certamente, neppure lontanamente una giustificazione dei suoi comportamenti. Rimane un dittatore sanguinario che doveva essere messo nella condizione di non nuocere. Ma questo non ci esime dal dire che aveva subito terribili violenze. E che come ho detto prima la cattiveria nasce da altra cattiveria. Consapevole o inconsapevole, come quella dei padri padroni o delle mamme anaffettive.

hai ragione ventomare. mi hai convinto. i veri vinti sono i pedofili.
poverini loro, e poverino anche tu.
ora ti lascio, a non più rivederci.
ma non ti dimentico.
mi piace immaginarti così, mentre ravvivi la tua conoscenza delle donne masturbandoti davanti alle vecchie puntate di non è la rai, un altro esempio luminoso di libertà d'espressione che tutti rimpiangiamo.
buon lavoro, neh.
mi raccomando, cerca di non slogarti il polso, mentre eserciti la conoscenza dell'altro sesso e la tua personale concezione dell'amore romantico.
asta siempre, per parafrasare qualcuno!

o mio dio, uffa! a me sembra che la perversa/o sia tu. devo dire che hai una grande fantasia. :)

MA COME POTETE CHIAMARLA CANZONE!!!!! SEMBRA UN INNO ALLA PEDOFILIA...........IL NONNINO......LA BAMBINA DI UNDICI ANNI........CADE E SI RITROVA A GAMBE ALL'ARIA!!!!!!! ME FA SCHIFO LUI IN PRIMIS!!!!! E POI TUTTI QUELLI CHE COMPRERANNO L'ALBUM!!! ORA CAPISCO PERCHE SI E FIDANZATO CON STEFANIA SANDRELLI QUANDO LEI AVEVA SEDICI ANNI!!! L'AMORE NON HA ETA'........PURE LA PEDOFILIA!!!! RAGAZZINI STATE ATTENTI A STI BASTARDI!!!!

ho capito vento, ma non poteva cercarsi un altro argomento per vendere dù dischi?

guarda, io non mi scandalizzo per l'argomento, mi dà fastidio che il testo sia brutto.

più l'argomento è scabroso più la canzone o la poesia o qualsiasi forma d'arte deve essere talmente alta da farsi perdonare qualsiasi cosa.

e basterebbe citare dante o più semplicemente de andrè per cercare un esempio.

altrimenti, se lo fai al livello di antonello venditti, è meglio che ti dirigi verso il sole, il cuore e l'amore.

così mi dà fastidio, mi urta.

e poi, entrando nell'argomento, non si può accennare alla pietas verso un aguzzino senza sottolineare la violenza e la terribile crudezza delle sue azioni.

non lo ha fatto un alighieri, figuriamoci se si può permettere di farlo un gino paoli.

in conclusione non penso sia una canzone pericolosa, penso sia stupida e di cattivo gusto.

è ovvio che la "pietas" bisogna averla per tutti noi comuni mortali che ogni giorno viviamo su questa terra, anche per quelli malati che commettono reati. Ma su queso testo ci sono dei segnali ambigui di malafede. Alza il velo dagli occhi caro ventomare e vatti a studiare bene la storia professionale di Paoli prima di dare delle interpretazioni, le vittime sono i bambini.

Eccoli, i poveri vecchietti che dovrebbero faci pena.

http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id=%7bBD49E4DD-A66D-416E-8E2B-CFF7E5436223%7d

Quanto cambiano le cose quando dai versi si passa alla prosa, eh?

Poverello, avrà incontrato la violenza dell'anafettività.
E' una vittima, Return, siì bucolico e comprensivo
Speriamo invece che la bambina gli abbia accarezzato il visino, nei momenti di tristezza del pover'uomo

A proposito di Alien, di gonne femminili e di Basic Instinct. Dai facciamoci una risata per sdrammatizzare. :)

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/weaver-tv/1.html

Anche il titolo della trasmissione "The View", era in tema.

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