Venerdì 7 Dicembre 2007

Bomba o non bomba

Pare che i festeggiamenti per lo “schiaffone” a Bush, sull’ Iran, incomincino a far posto alle riflessioni serie.
William M. Arkin - esperto di armamenti nucleari (no neocon, no falco) - sul suo blog per il Washington Post spiega perché, dopo la pubblicazione del rapporto dell'intelligence statunitense sul programma nucleare dell'Iran (NIE), “niente in realtà è cambiato”.

Le intenzioni dell’Iran sono ancora la grande incognita

"Temo di essere d’accordo con il presidente Bush e con gli altri che ci stanno mettendo in guardia a proposito del perdurare della minaccia iraniana. Lo dico non perché sia d’accordo con coloro che vogliono trasformare l’Iran nel prossimo Iraq, e neanche perché ritenga che l’Iran potrà mai essere in grado (o gli verrà consentito) di ottenere gli ordigni nucleari. Lo dico perché penso che le rassicurazioni, che si possono dedurre dalla nuova stima nazionale dei servizi segreti [NIE], vengono ampiamente esagerate.
Alla fine del 2003, la leadership iraniana ha deciso di non perseguire la realizzazione di una delle iniziative del premier del paese, in qualche modo similmente al presidente Clinton nel 1995, quando valutò che gli Stati Uniti non erano ancora pronti per la sua visione della riforma del sistema sanitario. Gloria ai servizi segreti per aver scoperto questa decisione in un paese in cui il processo decisionale, specialmente su materie sensibili come le armi nucleari, è molto opaco.
Stiamo leggendo molto a proposito del rapporto dell’intelligence considerato come rimprovero ai falchi di Bush. Certamente, questo rapporto sgonfia, in parte, il pallone della minaccia agitato dall’amministrazione. Ma non è che il NIE dichiari l’Iran benigno o la cessazione del programma iraniano sugli armamenti nucleari. Infatti, nel sommario del rapporto si afferma: “non sappiamo se attualmente intenda sviluppare armamenti nucleari”.
In realtà niente è cambiato.

La preoccupazione sull’Iran oggi, come prima del NIE, riguarda il modo in cui il paese possa deviare materiali nucleari, know-how e tecnologia da legittimi programmi civili in un programma per gli armamenti nucleari clandestino.
L’Iran, anche prima del NIE, era distante anni dal traguardo nucleare. Ho discusso per più di due anni dell’esagerazione - da parte dei critici di Bush e dei fissati con la guerra contro l’Iran - della probabilità di un attacco preventivo americano.
Ritengo, ancora, sia più probabile che la guerra contro l‘Iran avvenga a causa di un’azione ostile iraniana o per un fraintendimento. Le minacce iraniane nello Stretto di Hormuz, l’interferenza in Iraq, il proseguimento dello sviluppo di missili balistici a largo raggio e il supporto al terrorismo internazionale sono tutti potenziali focolai. E, poiché vi è incertezza sulle intenzioni iraniane, la probabilità che anche mosse innocue possano essere fraintese, innescando il conflitto, è elevata.
Questi sono i veri ingredienti per la guerra. Non una “sorpresa d’ ottobre” [i risultati elettorali], sicuramente l’avvertimento più abusato.
E neanche il presidente degli Stati Uniti o il vicepresidente che premono un bottone". (William M. Arkin)

di Minerva alle 07.12.07 16:35 | Estera & Esteri | Commenti (23)

Commenti

Credo che nessuno sano di mente creda che l'Iran sia il paradiso terrestre e non rappresenti una minaccia per l'occidente. Credo che il motivo del contendere sia lo stesso dell'Iraq e lo riassumo con una domanda: "E' accettabile nelle democrazie moderne inventarsi un urgenza (in iraq le armi chimiche mai ritrovate, in Iran l'imminenza di armi atomiche smentita clamorosamente) come pretesto per una guerra?"
Io, tra mille dubbi, credo di no.

di Giancarlo il 09.12.07 11:59 | M | C | #

Sempre interessante discutere dell'Iran, mi domando invece come mai nessun giornale italiano abbia dato la notizia del giornalista di origine greca aggredito in Turchia.

di sing il 09.12.07 20:03 | M | C | #

@ giancarlo
L'imminenza delle armi atomiche non è stata smentita clamorosamente perché comunque il rapporto prevede che l'Iran possa dotarsi dell'arma nucleare nel 2010. Tra due anni.

di sing il 10.12.07 08:02 | M | C | #

Giancarlo, smentisco clamorosamente che tu legga le notizie che commenti.

di Losciacallo il 10.12.07 10:31 | M | C | #

@losciacallo: E perchè mai? Forse mi sono spiegato male, forse hai capito male tu, ma come fai a dire che non ho letto il post? Oppure sei un veggente? o piuttosto un presuntuoso?

di giancarlo il 10.12.07 11:03 | M | C | #

@Losciacallo - comunque visto che sono buono ti do la spiega, il mio commento si riferiva a questo passaggio: " Certamente, questo rapporto sgonfia, in parte, il pallone della minaccia agitato dall’amministrazione. Ma non è che il NIE dichiari l’Iran benigno o la cessazione del programma iraniano sugli armamenti nucleari."
Ora ti torna?

di giancarlo il 10.12.07 11:07 | M | C | #

Non so, giancarlo, magari è colpa mia: è che mi si altera il concetto di imminenza quando lo lego ad una bomba nucleare.

di Losciacallo il 13.12.07 15:19 | M | C | #

Scusate l'OT, ma visto che si parla di guerre, qualcuno sa spiegarmi la situazione in Kosovo? Quali sono le ragioni che spingono gli USA e l'UK a spingere tanto per l'indipendenza?

di sing il 14.12.07 12:54 | M | C | #

Non credo Sing che ci sia un ragionamento strategico. Semplicemente, le cose sono andate avanti per inerzia, sospinte da ogni successiva crisi, e a forza di ribadire - spesso in polemica o come avvertimento a Mosca - il diritto all'autodeterminazione, ci si è ritrovati nell'impossibilità di revocarlo senza far saltare tutto in aria. Adesso l'obiettivo è limitare i danni. i serbi sono stati allegramente epurati, in questi anni: ne restano ben pochi. C'è, serio, il problema dei monasteri ortodossi per i quali si cerca una formula di salvaguardia. C'è l'orgoglio umiliato di Belgrado che dovrebbe rinunciare a Kosovo Poljie, luogo inaugurale della Missione della Serbia a Defensor fidei in questa parte della Cristianità. C'è la certezza che quasi 10 anni di Unmik hanno distrutto quel poco che esisteva dell'economia di una provincia, il Kovoso, già miserrima, quindi la prospettiva di un buco nero, o Stato delle mafie se preferisci, nel cuore dei Balcani. Infine, è incredibile la faciloneria di voler dare uno schiaffone del genere ai russi in un contesto in cui possono fare sfracelli muovendo un solo dito, per esempio con una telefonatina a Pale.


Segnalo che Bernard Lewis, sempre citato dai teoconi come guru, sostiene non solo la compatibilità di islam e democrazia, ma soprattutto, che essa compatibilità deriva dal carattere contrattualista del governo, sull'idea di patto sociale. tutto il contrario di quanto si vanno dicendo per lettera ultrà religiosi con ola di atei devoti.

http://jimmomo.blogspot.com/2007/12/bernard-lewis-su-islam-e-democrazia.html

di Return il 14.12.07 13:17 | M | C | #

Return, gli Usa non potevano non sapere quale sarebbe stata la futura situazione. Lo sapevo io, ultima dei pirla, non l'avevano messo in preventivo loro, grandi strateghi?
non mi rammentate la guerra in serbia, vi prego, perchè mi viene un rigurgito di antiamericanismo (e non solo)

di Rolli il 14.12.07 13:35 | M | C | #

Che ti devo dire

di Return il 14.12.07 13:43 | M | C | #

Rolli,

non potevano non sapere?

e detto degli USA che noi europei abbiamo pregato in ginocchio di intervenire?

meglio che ti passi, questo rigurgito.

Return, ultrà religiosi vestiti di bianco?

Posso ricordarto che se la comunità umana si basa sul contrattualismo, la maggioranza islamica ha il diritto di fare quello che vuole?
O fermerai la volontà della maggioranza sbandierando pezzi di carta scritti da uomini?

Io non capisco certe pulsioni suicide.

Ciao

di Francesco il 14.12.07 13:45 | M | C | #

No, non mi passa, anzi mi vengono in mente i falsi scoop di Panorama, ad essere sincera, e soprattutto i meravigliosi focolai di terrorismo islamico che abbiamo a due passi, al di là di quella striscia di mare.

Francé: ma tu proprio di criticare e ragionare con la tua capa non ne vuoi sentir parlare, eh? Se una cosa proviene dai tuoi amici (anche miei, se è per quello, ma quando fanno porcate va detto, e che caspita!) la giustifichi oltre ogni evidenza

di Rolli il 14.12.07 13:59 | M | C | #

di bianco e di nero

vedetevela con Lewis e rimettete in discussione la sua Auctoritas, che vuoi da me?

di Return il 14.12.07 14:03 | M | C | #

Return le zone a nord del fiume Ibar sono serbofone ed esiste continuità territoriale con la Serbia, ma i Kosovari non le vogliono mollare. Come se domani l'Alto Adige dichiarasse l'indipendenza e si volesse tenere il Trentino, l'indipendenza del Kosovo aizzerà gli albanesi di macedonia all'indipendenza che tra l'altro sono aumentanti vertiginosamente con l'immigrazione dal Kosovo. Ora l'indipendenza è un bene anche per la Serbia perché i kosovari con un indice di fecondità di 3 figli è meglio lasciarli andare per la loro strada, ma questa storia del principio di autodeterminazione dei popoli non mi convince, perché in Turchia con i Curdi non vale per Washington. Ci sarebbe fare da un discorso inoltre sull'indipendenza del Montenegro che è stata ottenuta grazie al voto della maggioranza albanese nella regione. Insomma i musulmani sono decisamente gli alleati di Washington nella regione.
Rolli sei pro-serba?

di sing il 14.12.07 14:53 | M | C | #

Si, Sing

di Rolli il 14.12.07 15:04 | M | C | #

Mitrovica e dintorni sono ancora serbe, è vero, ma ci sono parecchie altre enclavi: comunque nulla a che vedere con questo (http://www.kosovo.net/serb-roma91.jpg) segno che sotto il protettorato Onu la pulizia etnica è proceduta spedita. L'indipendenza unilaterale, visto che ogni mediazione è fallita, non potrà che rivendicare i confini amministrativi attuali. Il Kosovo non ha nulla di nulla, a parte i monasteri, ma difficilmente liberarsi di questo peso morto converrebbe a Belgrado: sarebbe una ulteriore inaccettabile amputazione del territorio nazionale, per di più carico di peso simbolico. Fra i motivi per i quali Mosca è contrarissima c'è ovviamente anche il principio di autodeterminazione riconosciuto internazionalemnte per la prima volta in relazione a una provincia interna (il Montenegro era entità federata), che potrebbe dare il via a rivendicazione in tutta la Federazione Russa.

di Return il 14.12.07 15:11 | M | C | #

Return, dal punto di vista psicologico anche averci in casa il 20% della popolazione (gli albanesi) che ti fanno il triplo di figli non è molto rassicurante e questo i serbi lo hanno capito, io avrei puntato più sul tenere il montenegro (del resto la lingua è la stessa) e nell'anessione della repubblica serba di bosnia con la quale c'è continuità territoriale. Che senso ha poi per l'UE avere le popolazione serbofone tutte divise mentre nel frattempo facciamo la grande albania wow! Da notare che l'islam radicale è contentissimo della politica usa nei balcani.

di sing il 14.12.07 16:10 | M | C | #

Francesco non è colpa nostra se il papa, invece di perder tempo a combattere il laicismo o a produrre affermazioni deliranti sulla relazione tra guerra e unità della famiglia, non si occupa di denunciare questo e questo

di sing il 14.12.07 17:11 | M | C | #

Non consideri il valore simbolico, storico e religioso del Kosovo, varianti imprescindibili del discorso politico serbo.

tieni anche conto che buona parte dei serbi di Mitrovica sono a loro volta sfollati interni, cioè serbi scacciati da altre località kosovare e "convinti" da Berlgrado a fermarsi lì, proprio per rafforzare la linea del fronte etnico.

"Che senso ha poi per l'UE avere le popolazione serbofone tutte divise"

non che debba avere un senso: sono fatti, mica puoi deportare popoli come ti pare (o meglio, puoi, ma non è mai una buona idea)


Lascerei stare la Bosnia che è già un miracolo se non esplode da sola per contagio.

di Return il 14.12.07 17:28 | M | C | #

@ Return
La UE ha sostenuto l'indipendenza del Montenegro, che cosa c'entra la deportazione? La divisione non era mica un fatto, che differenza c'è tra la lingua parlata dai serbi e dai montegrini? Almeno i croati utilizzano l'alfabeto latino.

di sing il 14.12.07 17:37 | M | C | #

Non ho capito, Sing. Vuoi dire che sarebbe nell'interesse di tutti, in primis della Serbia, che il Kosovo fosse indipendente? I serbi l'hanno capito? Non mi pare: sono assolutamente contrari alla secessione. A mio parere non sarebbe nemmeno nell'interesse dei kosovari, siano serbi o albanesi.
E' naturale che stati etnicamente omogenei sono di norma più stabili e in questo senso preferibili, ma questo obiettivo può avere un prezzo troppo alto da pagare, e storicamente i Balcani non sono una latitudine favorevole a questa ipotesi. Che c'entra il Montenegro, l'hai tirato in ballo te: comunque sempre referendum popolare fu, e in ogni caso sempre Stato-Mafia è pure il Montenegro, la cui unica ratio è far arrivare la dorsale verde (droga, armi, clandestini e terroristi) a uno sbocco sull'Adriatico ora che l'Albania è più o meno sotto controllo. A cui fra un po' si aggiugeranno contributi dal Kosovo Pkkizzato, stato fallito fin dalla nascita e pienamente sovrano di secernere sugna verso i noi, oltre a mandare in malora in 3 minuti il precario equilibrio bosniaco. Bingo.

di Return il 14.12.07 19:53 | M | C | #

Rolli,

parliamo di Iraq.

Credo che gli USA abbiamo commesso tre gravi errori:

1) fermarsi nel 1991
2) mantenere alla cazzo l'embargo nel decennio successivo, senza riuscire a liberarsi di Saddam
3) inventare motivazioni deboli per dare un taglio al problema Saddam nel 2003

l'ultimo è il minore dei tre. e forse quello a cui stanno ponendo rimedio, SE la situazione evolve come sembra.

E se è ancora possibile.

Ciao

di Francesco il 16.12.07 21:35 | M | C | #

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