Mercoledì 21 Marzo 2007

La Lega Nord arruola Che Guevara

lega.jpg

La rivoluzione ha cambiato colore, grida la Lega Nord di Arzignano, provincia di Vicenza, che con questo slogan inaugura il tesseramento 2007, con l'effige di Che Guevara sulle nuove tessere verdi.
Del resto, se Fassino invita i talebani, non si vede perchè la Lega non possa arruolare il guerrigliero fra i "martiri della libertà"
E poi, puntualizzano, non era comunista.

di Rolli alle 21.03.07 22:47 | Politica | Commenti (481)

Commenti

hasta el bacalà siempre. i gas delle concerie han dato alla testa a sti magnatti. gia li sento intora alto il canto:
Aquí se queda la clara,
La padana transparencia
De tu a pontida presencia,
Comandante Ché Guevara.

di martin_peccatore il 21.03.07 23:43 | M | C | #

:)

di Rolli il 21.03.07 23:52 | M | C | #

l'idiozia è un tarlo veramnte vorace... non bastavano leghisti, pure cheguevaristi... santo cielo...

di Gabibbo il 22.03.07 00:41 | M | C | #

Cazzo

oltre alla mia collezione di magliette rosse con facciotta del Che adesso devo comprare anche quelle verdi?

a quando lo iscrivono pure a Forza Italia?

di francesco il 22.03.07 00:58 | M | C | #

Viviamo nell'epoca tecnologico-massmediologica, in cui è enormemente cresciuto l'accesso all'informazione. Tuttavia, sembra inarrestabile la crescita dell'ignoranza. br
Immagino poi che, vista la moda dei giornali di chiamare i politici col nome proprio (Silvio, Romano..), cominceranno pure a chiamarlo Ernesto. Fà tanto famiglia..

di bill il 22.03.07 11:27 | M | C | #

Be se era diventato l'icona dei pacifisti, perchè non dei leghisti???

di massimo il 22.03.07 11:28 | M | C | #

Bill

ma quanto sei indietro!

lo chiamano già col nick!

;)

di Francesco il 22.03.07 11:48 | M | C | #

“….il ns. modo di pensare è chiaro il ns. comportamento trasparente: Il fatto che io non sia un comunista affiliato al partito comunista non ha importanza. Siamo accusati di essere comunisti per ciò che facciamo, non per ciò che siamo o per quello che diciamo. Se credete che ciò che facciamo sia comunismo, allora siamo comunisti. Se mi chiedete se sono membro del partito comunista, o del partito popolare socialista, come viene chiamato qui (a Cuba), allora vi devo rispondere di no….”
- MI DISPIACE PER "GLI ORFANI DI sTALIN", MA QUESTE SONO LE ESATTE PAROLE DI ERNESTO "CHE" GUEVARA DE LA SERNA.
L'AFFERMAZIONE DEI LEGHISTI E' STORICAMENTE CORRETTA.
CRIS

di cris il 24.03.07 14:58 | M | C | #

Infatti sono i leghisti ad essere storicamente scorretti...

di MarTa il 26.03.07 18:27 | M | C | #

uh ma che vedo..un PRESUNTO pacifista che da 30 anni viene stampato sulle magliette.... ma si..proprio lui! quel caro ragazzo che ha aperto campi di concentramento come la habana..kilo 7.5..i tostadores..si proprio lui! lui che rinchiudeva i bambini dagli 8 ai 12 anni! ma si proprio lui!!! quello che deportava gli omosessuali!...ok..da domani in poi andro in giro con una maglietta con su la faccia di Himmler! L'ennessimo falso mito dopo Giuliani.............

di Thor89 il 27.03.07 20:51 | M | C | #

“….il ns. modo di pensare è chiaro il ns. comportamento trasparente: Il fatto che io non sia un comunista affiliato al partito comunista non ha importanza. Siamo accusati di essere comunisti per ciò che facciamo, non per ciò che siamo o per quello che diciamo. Se credete che ciò che facciamo sia comunismo, allora siamo comunisti. Se mi chiedete se sono membro del partito comunista, o del partito popolare socialista, come viene chiamato qui (a Cuba), allora vi devo rispondere di no….”

1. con questa affermazione Guevara fece capire che lui aveva intenzione di rimanere a Cuba a governare ma voleva "esportare" la rioluzione e il socialismo anche in altri paesi (detto per questo un "rivoluzionario romantico") e lasciare Cuba al governo dei suoi compagni di rivoluzione.

2. basta leggere qualche opera scritta da E. Che Guevara per capire il suo colore politico e il suo appoggio al Marxismo.

3. Durante il suo tentativo di rivoluzione in Congo Che Guevara indottrinava i soldati al socialismo oltre a spiegare come andava portata avanti una rivoluzione.

4.Tutte le rivoliuzioni che Che Guevara appoggiava erano di stampo Marxista.

5.Aneddoto: come tutti gli appassionati di storia sanno, Che Guevara era un medico am ricopri la carica di ministro dell'Economia cubana; racconti di altri di rivoluzionari attribuiscono il motivo di questa carica al fatto che alla domanda di Castro "c'è tra di noi un economista?" un Guevara distratto rispose "io!" poiche capì che Castro chiese "c'è un comunista?"... Molto probabilmente è solo un delle tante leggende della storia però non negava ciò che guevara era: ovvero un COMUNISTA.

6.Che un partito che si attesta su posizione xenofobe e razziali come la Lega Nord utilizzi l'immagine di Che Guevara credo sia ridicolo infatti concludo con una frase storica e poco conosciuta di Che Guevara che penso l'On. Borghezio nn condivida:
"Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare"

Simone - Genova

di Simone - Genova il 03.04.07 16:21 | M | C | #

MI CORREGGO: nel commento prima ho dimenticato un "NON" che ha completamente modificato il significato del Punto 1

1. con l'affermazione citata in precedenza Guevara fece capire che lui NON aveva intenzione di rimanere a Cuba a governare ma fece capire che la sua intenzione era quella di continuare nella sua lotta "esportando" la rivoluzione e il socialismo anche in altri paesi (per questo fu definito un "rivoluzionario romantico") e lasciare Cuba al governo dei suoi compagni di rivoluzione.

Simone - Genova

di Simone - Genova il 04.04.07 17:31 | M | C | #

Ringrazio Simone di Genova, perchè mi offre la possibilità di chiarire la realtà storica degli accadimenti, aldilà della retorica di regime, di quella infame vergogna dell'umanità, che si chiama COMUNISMO!
Forse anche "Carlotto il barbone", si sarebbe rifiutato di scrivere "Il manifesto dei comunisti" e "Il capitale", se avesse previsto i futuri risultati tragici e degenerativi, derivati dal fraintendimento distorto, del proprio pensiero filosofico.
Del resto, l'affermazione post rivoluzionaria di Vladimir Ilijc Ulianov (meglio conosciuto come Lenin), sintetizza l'aberrazione marxista-leninista:

"La verità è ciò che più conviene al partito in un preciso momento storico" ( Lenin )

Tornando al comandante "Che" Guevara, nessuno nega l'iniziale ispirazione marxista, di questo ideologicamente corretto rivoluzionario.
La citazione del Che, riguardante la sua NON iscrizione al partito comunista o socialista cubano, che ho fedelmente riportato, corrisponde ad una seconda fase "matura" della sua vita.
In questo periodo, egli era il convinto assertore dell'UOMO NUOVO (non comunista), che così descrive:

"....per giungere alla conclusione che ormai tutto ciò che pensavamo o sentivamo in quell'epoca ormai trascorsa va archiviato e che bisogna creare un nuovo tipo di uomo. e se ciascuno si fa architetto personale di questo nuovo tipo di uomo, sarà per tutti molto più facilecrearlo e farlo l'esponente della nuova Cuba." Ernesto "Che" Guevara

Del resto, chi ha conversato con Aleyda March (la vedova del Che) e Maria Del Carmen Ariet (aiutante di battaglia del Che e riconosciuta come la più grande esperta del mondo, delle notizie riguardanti il comandante Guevara), conosce benissimo l'assioma da me citato, considerandolo quale verità incontrovertibile, aldilà di ogni ragionevole dubbio.
Viceversa, non trovo riscontro dei due aneddoti sul "Che", esposti da Simone di Genova, non solo nei miei libri in italiano o inglese dedicati all'argomento, ma neppure nei testi specifici, in lingua spagnola, da me acquistati all'Avana.
Un illuminato saluto a tutte le persone libere dalle catene di pensiero.

Cris

di cris il 22.04.07 15:39 | M | C | #

Rispondo alle obiezioni di Cris

Caro Cris mi spiace contraddirti ma non credo che tu possa basarti su frasi da te interpretate a modo tuo. Se tu affermassi che Guevara si distaccò dal "socialismo reale" del regime sovietico potrei anche concordare con le tue idee ma affermare che ci sia stato un allontanamento di Guevara dalla dottrina marxista mi sembra completamente errato. Anche nei suoi ultimi scritti e nelle sue ultime affermazioni non mi pare di notare un rifiuto della dottrina Marxista. COn questo non voglio dire che Guevara era il prototipo del Marxista ma era un uomo che su quelle idee si basava. Nei suoi scritti anche Antonio Gramsci si discosta dal Leninismo ma non per questo Gramsci non è considerato un comunista.

Per quanto riguarda l'aneddoto sull'incarico di Guevara a Ministro dell'economia è un aneddoto che in molti raccontano (cio non vuol dire che sia vero ma è significativo credo...). Comunque questo aneddoto fu citato anche da Paolo Mieli in un suo programma ma senza andare a scovare quella puntata basta cercare questo aneddoto su un qualsiasi motore di ricerca che balza subito agli occhi.

Per concludere tu parli di idee aberranti da parte di Karl Marx: secondo me bisogna prima considerare il periodo storico e poi giudicare alcune parti della dottrina marxista ideata in anni in cui il dislivello sociale era ai massimi livelli.

Infine Cris permettimi di farti notare come bisogna saper distinguere il bene dal male e posso tranquillamente dire che Stalin era il male, Pol Pot era il male ma non per questo tutti coloro che in uno stato democratico prendono ispirazione da una dottrina ideata a fine 800 siano tutti uguali.
Credo che paragonare Josif Stalin a Enrico Berlinguer o peggio ancora pensare che tutti i comunisti siano stalinisti sia sbagliato ed ingiusto nei confronti di quelle persone che si sono sempre battute per i diritti dei lavoratori opponendosi a chi invece a questi diritti si opponeva come il regime sovietico.

Ti saluto riportandoti uno stralcio di un discorso di Enrico Berlinguer che ho trovato navigando su internete che mi sembra significativa per farti notare come i molti comunisti italiani non fossero e non siano legati ortodossia marxista-leninista nè tantomeno alienati e ottusi da quella stalinista:
"Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto Karl Marx e alcune delle lezioni di Lenin conservino una loro validità, e che vi sia poi, d'altra parte, tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti, che debbono essere abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, che si concentra su un tema che non era il tema centrale dell'opera di Lenin"

Simone - Genova

di Simone - Genova il 25.04.07 19:10 | M | C | #

Caro Simone,

Come puoi notare (e come comprendono sicuramente i lettori di questo blog), lo scrivente, relativamente al “Che”, non ha riportato delle proprie idee, ma le esatte parole del Comandante, che risultano inequivocabili. (rileggerle per verificare)
Inoltre ti ho riportato i nomi di persone (M.D.C. Ariet e A. March) che sicuramente “adorano” la memoria del Che e pertanto, non sosterrebbero mai tesi settarie contro la sua persona e tantomeno contro i suoi ideali, che personalmente, io stesso ritengo molto nobili.
Per quelle che sono le mie informazioni e le mie ricerche condotte non solo sui libri, ma anche direttamente a Cuba (e ci tornerò anche quest’anno), il comandante era soprattutto un rivoluzionario, non un “teologo” di Marx ed Engels. A Cuba poteva avere tutto, invece rinunciava a lussi ed agi (per sé stesso ed imponendo le stesse rinunce a tutto il suo entourage) proprio per offrire un solido esempio per “el Pueblo” e la sua realizzazione “dell’uomo nuovo”.
Come l’aveva definito egli stesso, “hombre” diverso per principio essenziale da quello socialista.
E. Guevara non sapeva in quale nazione sarebbe morto (e lo disse specificatamente), ma sicuramente come sarebbe morto: da rivoluzionario! Ma ciò non implica affatto che sarebbe morto da marxista!
Auspico pertanto, che tu non sia tra coloro che vogliono alterare la realtà oggettiva dei fatti.
Riguardo le affermazioni che appartengono alla storia, ritengo non sia una questione di opinioni, ma di fatti indubitabili.
Dalla saga del Guareschi, ricordo ne: “Il compagno Don Camillo” l’episodio di Peppone (magistralmente interpretato dal grande Gino Cervi) e Don Camillo (Fernandel), relativo al loro viaggio in CCCP (URSS):
Nel merito, Il primo cittadino di Brescello, dopo una serie di preoccupanti peripezie, esclamava una frase simile a questa:“Io poi, caro Don Camillo, non voglio credere a questa Russia, ma alla MIA Russia!”
Egli in pratica non ammetteva neppure con sé stesso, la degenerazione del principio socialista reale.
Io sono tutt’altro che un estimatore del “compagno Lenin”. La famiglia dei Romanov, seviziata e poi massacrata (bambini compresi), è solo la punta dell’iceberg accusatorio nei confronti di questo criminale paranoico. Rammentiamo che all’epoca, Stalin era solo uno dei suoi luogotenenti, pertanto con poteri limitati.
T’invito cordialmente a fare un passo avanti Simone, verificando la nuova prospettiva che si delinea aldilà dei propri limiti e delle proprie conoscenze, magari spesso costruite su luoghi comuni o aforismi.
Riguardo il comunismo o socialismo reale, ti rammento che egli non è basato solamente sui grandi criminali genocidi da te citati, ma anche sull’attuale Cina di piazza Tiennamen, sui milioni di morti per fame della Nord Corea, sul sottosviluppo voluto, del Vietnam e della bellissima isola di Cuba (quando si raggiunge l’isola, una delle prime cose che i locali chiedono è: “Senor, por favor, DATEMI SAPONE”) e di tutti quei paesi dove la gente soffre per un ideale utopistico, che favorisce esclusivamente il controllo assoluto del regime totalitario ai vertici, privilegi annessi.
Rammentiamo sempre che il 28 settembre 1939, la Polonia fu smembrata e suddivisa non solo tra i due criminali genocidi Hitler e Stalin, ma tra due popoli, quello Russo e quello Tedesco, che avevano giurato fedeltà assoluta ai loro tiranni.
Riguardo lo sfruttamento della povera gente (il “fulminato di mercurio” che fece accendere le “polveri” rivoluzionarie del “Che”) ti consiglio due libri molto interessanti : The Corporation e No Logo. Esiste anche in Italia, una “miniera” culturale a costo zero, alla quale tutti possiamo attingere, si chiama biblioteca. Non è necessario spendere denaro per leggere libri!
La SIAE e i “potentati” che essa rappresenta, volevano ottenere il diritto d’autore anche sui libri bibliotecari in prestito, ma una forte opposizione democratica popolare, ha annichilito le loro (a mio parere) ingiuste pretese.
In pratica, a mio modesto avviso, è come se il Governo ci imponesse di pagare ogni volta l’IVA, sull’oggetto che prestiamo all’amico, al conoscente, al parente o al vicino di casa.
Salutami la tua bella città, cosmopolita, moderna, culturalmente attivissima, ma con un sistema di parcheggi da incubo, per me secondi per orrore, solamente ad un’altra bellissima città di mare: Napoli.
Ricambio cordialmente i tuoi saluti che estendo anche agli altri lettori del blog.

Cris

di cris il 28.04.07 17:30 | M | C | #

POSTILLA :

Forse anche "Carlotto il barbone", si sarebbe rifiutato di scrivere "Il manifesto dei comunisti" e "Il capitale", se avesse previsto i futuri risultati tragici e degenerativi, derivati dal fraintendimento distorto, del proprio pensiero filosofico.

+ Scusa Simone da Genova, ma ti sembra forse che con questa frase, attribuisca idee aberranti a Marx? +
+ Mi sembra anzi, d’attribuire a “Carlotto” un principio giusto ed adeguato al tempo, che in seguito è degenerato per colpa di altri, tra i quali Lenin e stalin +

di cris il 29.04.07 13:03 | M | C | #

noi di ilbatacchiodimatematica.wordpress.com stiamo male per tutto ciò. Io sto vomitando sulla tastiera e il mio collega sul mouse! Insomma non era un razzista, anzi combatteva per i diritti di tutti! E poi forse dovreste rileggervi un po' la sua storia, quando a Cuba, Castro chiese se tra loro ci fosse un economista, il Che si propose subito pensando che stessero cercando un comunista. Vergogna

di andrei il 01.06.07 13:47 | M | C | #

Che tristezza strumentalizzare l'icona del Che per i propri comodi... Se lo vedesse si rivolterebbe nella tomba!

di Luna il 04.06.07 00:48 | M | C | #


La frase relativa alla presunta affermazione del "Che" riguardo l'economista - comunista è stata addirittura negata da alcuni suoi fidi "companeros".
Ritengo che la stessa sia verosimilmente una leggenda metropolitana più internazionale che cubana.
Tuttavia se qualcuno ha citazioni di testi o documenti certi nel merito, può evidenziarli serenamente. Un saluto a tutti.
Cris

di cris il 11.06.07 19:07 | M | C | #

bè, dopotutto non è del tutto errato. il fine comune è sempre la "liberazione di un popolo". alla fine alla nascita della lega i primi sostenitori provenivano per la maggior parte dall'area comunista; se poi pensiamo alla sinistre indipendentiste basche, irlandesi e sarde tutto sembra tornare. cmq vi prego, non attaccatemi come nella gabbia dei leoni: è un discorso sul quale sto ragionando da un po' anche se sembra assurdo. certo è che se poi si alleano con berlusconi e fini dimostrano come i loro slogan rimangano tali, strumenti col solo scopo di agitare quelle masse di ebeti che li stanno ad ascoltare. però solidarizzo con quanti della base si sono sentiti traditi dai vertici su temi come la TAV e il Dal Molin di Vicenza. ripeto: non aggreditemi, ammetto che posso benissimo sbagliarmi; ragioniamo e parliamone.

di van il 16.06.07 14:08 | M | C | #

ciao, guarda cris, secondo me il Che ha sempre avuto idee comuniste, l'unico motivo per cui ha scritto quelle frasi che ti riporto ("Se credete che ciò che facciamo sia comunismo, allora siamo comunisti. Se mi chiedete se sono membro del partito comunista, o del partito popolare socialista, come viene chiamato qui (a Cuba), allora vi devo rispondere di no….")era perchè probabilmente non si identificava più in un regime totalitario e dittatoriale che era sorto a Cuba, infatti poi se ne andò a combattere per la LIBERTA' in altri paesi, mentre i fratelli della lega la libertà la ostruiscono sia ai poveri immigrati che scappano dalle loro famiglie perchè muoiono di fame, sia a noi che siamo costretti a veder rivivere dei fantasmi che ritevamo cacciati il 25 aprile 45

marco

di marco il 16.06.07 14:16 | M | C | #

Cmq vorrei precisare che il discorso varrebbe per una minoranza del partito (quella di sinistra appunto) che è presente anche nel "parlamento del nord" con la lista "comunisti padani"

a proposito vi rimando alla pagina
http://old.lapadania.com/1998/aprile/28/280498p10a1.htm

leggete il primo commento

di van il 16.06.07 14:20 | M | C | #

Cari Marco e Van,
Finchè il dibattito rimane in termini pacifici ed intelligenti, è sempre un piacere per il sottoscritto rispondere con le sue conoscenze e/o esperienze dirette, vissute nell'isola castrista.
Fermo restando quanto ho riportato precedentemente, che v'invito a rileggere, desidero evidenziare il famoso aneddoto attribuito al "Che" riguardo la sua presunta appartenenza alla filosofia comunista.
In realtà fu l'esecutivo USA del tempo, a definire il Comandante quale comunista ed antiamericano e in effetti il "Che" anti USA lo era eccome!
Verso la fine del 1959, il "Che" venne incaricato da Fidel Castro di sostituire Felipe Pazos nell'incarico di Presidente della Banca Nazionale Cubana. Al suo arrivo in questa sede, un edificio di pietra a colonnati situato nella vecchia Avana, trovò quasi tutti gli uffici vuoti.
Gli impiegati del vecchio regime di Batista, si erano dimissionati quasi nella totalità, intimoriti dalla leggenda di ferocia che accompagnava il "Che". Egli dovette quindi richiedere la collaborazione di nuovo personale, a cominciare dai vertici direttivi.
Guevara convocò nel merito un professore di matematica che stimava , il dott. Vilaseca per proporgli la vice presidenza e quando quest'ultimo uomo onesto e corretto, riferì al comandante che egli nulla sapeva d'economia, il "Che" citò scherzando l'aneddoto fantasioso dell'economista - comunista.
Ciò che era nato per scherzo, riportato chissà in quale maniera e da chi (agenti CIA?), attribuì a Guevara la fama del comunista. E' vero che egli studiò a fondo marxismo, leninismo, nazioni socialiste e il maoismo, ma è altrettanto vero che la stessa URSS attraverso i rapporti dell'agente del KGB Alejandro ( Andrej Alexiev ), definiva quella di Cuba una rivoluzione piccolo borghese antisocialista, esponendo di fatto che anche il "Che" era un piccolo borghese rivoluzionario.Inoltre si potrebbero citare tutti gli scontri verbali tra i fratelli Castro appoggiati dal "Che", contro la dirigenza del movimento "26 luglio", composto dalla rigida falange comunista Cubana.
La battuta scherzosa del Comandante, servita a smorzare il clima di tensione del momento, negli uffici della Banca Nazionale, è stata in seguito travisata da molti (ritenendolo un episodio realmente accaduto).
La frase fu peraltro espressa dopo l'incarico formale del "Che", prima come ministro dello sviluppo industriale e dell'economia cubana, poi come Presidente del "Banco Nacional de Cuba".
Guevara era tutt'altro che uno sciocco, prima ancora che gli fosse prospettato il pregevole incarico bancario, studiava già da tempo economia con il prof. Juan Noyola (economista messicano)e matematica avanzata con il prof. Vilaseca.
Comunque ragionando sull'episodio controverso: V'immaginate il "Che", trentenne, che lavorava abitualmente anche sino alle 6,30 del mattino, dotato di una forza di volontà eccezionale, che gli permetteva anche d'aver ragione di un'asma tremenda, che durante una riunione formale e fondamentale assieme a Fidel, Raoul Castro e tutto il direttivo rivoluzionario, come un vecchio "rinco" si sveglia dal torpore del sonno e alla domanda di Fidel: "Esiste tra noi un buon economista?" egli risponda "Io" alzando la mano pensando che "el lider maximo" cercasse un comunista? Assolutamente NO cari amici! Abbiamo a che fare con il "Che", non con Prodi.
A mio avviso, chi afferma il contrario o è superficialmente informato, oppure vuole gettare fango su questo personaggio leggendario della storia moderna ( Ernesto Guevara, non Prodi).
Hasta la victoria siempre!
Cris

di cris il 16.06.07 19:17 | M | C | #

PS: Mi correggo: Leggendario personaggio della storia CONTEMPORANEA, non moderna come ho erroneamente indicato.
Un cordiale saluto a tutti i lettori del blog.

Cris

di cris il 17.06.07 10:35 | M | C | #

Vallo a dire a tutte le persone che ha ammazzato e/o fatto ammazzare, oltre a tutte quelle sbattute in galere infami. L'apologia dei macellai vattela a fare all'ipercoop.

di bill il 18.06.07 09:43 | M | C | #

Caro Bill,
Potrei risponderti che il "Che" pretendeva che tutti i processi avvenuti quando era il Comandante della "Cabana", avvenissero nel meticoloso rispetto dei diritti del giudicato, che egli era accusato particolarmente da membri del "Directorio" di "allungare" i termini delle esecuzioni a favore dei condannati e che particolarmente in Bolivia, evitò per quanto possibile di passare per le armi i disertori, infine che le esecuzioni avvennero nei confronti dei fedeli del tiranno Batista, che si erano macchiati di stragi e di torture (va un po' a vederti le testimonianze di chi è stato torturato succubi di questo despota).
Potrei evidenziarti altre cento citazioni a favore di Guevara. MA QUESTO SERVIREBBE A FARTI CAMBIARE IDEA?
Il "Che" era severissimo, suo malgrado ha ucciso e ha ordinato di uccidere, ma escludo categoricamente, secondo le mie ricerche, che egli godesse nel vedere questi morti ammazzati.
Il "Che" non era un santo, era un rivoluzionario e soprattutto un uomo, con tutti i pregi e i difetti caratteristici di questa condizione vivente, errori e storture comprese.
Vedi Bill, durante una rivoluzione, una vera e propria guerra civile, le uccisioni fanno (purtroppo) parte dell'insieme.
Prova tuttavia anche a riflettere sulle migliaia di "morti bianche" in ambiente di lavoro, magari a causa della volontà di alcuni A.D. di aumentare il profitto delle Company o comunque delle imprese, a scapito della sicurezza dei dipendenti.
Prova a rileggerti la storia della Union Carbide in India, chiedendo ad uno dei parenti dei 150 mila deceduti dal 1984 ad oggi, se ritiene il "Che" il vero macellaio della storia contemporanea, oppure qualche speculatore nordamericano in giacca e cravatta, che ad oltre 20 anni di distanza dal disastro, deve ancora comparire di fronte alla Giustizia Penale dell'India.
Ciao Bill che il buonsenso ti sorrida!
Cris

di cris il 18.06.07 12:22 | M | C | #

Cris: le ricerche che fai ti dovrebbero evidenziare almeno qualche cosa. Innanzitutto, che l'epopea castrista ricalca in pieno la teoria marxista ( mondo ingiusto a causa del profitto; un'avanguardia proletaria che "libera" il "mondo"; accentramento delle attività economiche a favore dello stato..), ovvero, in soldoni, una minoranza che prende il potere con la violenza ed instaura una dittatura. Dittatura che ha il solo, unico, incontrovertibile scopo di proteggere i nuovi privilegi della nuova classe dirigente, perpetrando le medesime ingiustizie che c'erano prima: cambiano solo i beneficiari. A Cuba, poi, siamo addirittura di fronte ad un regime schifosamente dinastico, che si caratterizza per le carceri sempre immancabilmente piene, per la mancanza delle libertà più elementari e per il mantenimento perpetuato del suo popolo in uno stato di perenne indigenza.
Il mito della rivoluzione è una immane scemenza, cosa che non gli ha impedito di procurare milioni di morti nel mondo, e fame e morte laddove, sfiga, ha avuto la meglio.
La democrazia ha tantissimi difetti, ma sicuramente un pregio: è riformabile. Qui infatti i diritti vengono man mano conquistati. Nei regimi comunisti, tutti, vengono semplicemente calpestati, nel nome di una stupidissima idea della costruzione di una nuova società, che è una favoletta assurda, oltrechè sbagliata.
Tutto ciò con le morti bianche non c'entra un emerito tubo: non c'è bisogno della rivoluzione per combattere queste cose. Laddove ci sono i Che Guevara al potere, i sindacati sono come il club di Topolino..guarda le morti bianche in Cina, così, per fare due conti.
Ora tu dirai che tutti i comunisti del mondo hanno sbagliato, ma che qui siamo diversi etc etc. Grazie tanto, ma non mi pare proprio il caso di fare esperimenti..

di bill il 18.06.07 15:39 | M | C | #

dinastico?

di silvestro il 18.06.07 16:45 | M | C | #

Ciao bill, volevo farti notare come a Cuba il PIL, nel 1993 fosse -10 per poi passare al +0.7 (1994), +2.5 (1995), addirittura al +7.8 nel 1996; senza contare i miglioramenti nella sanità e nell'istruzione.
Tenendo sempre conto del fatto che sia comunque un Paese sotto una dittatura ferrea, quale altro stato, democratico o no, è riuscito a fare questo senza che qualcuno (borghesi o proletari) ci rimettano??

marco

di ddda il 18.06.07 20:49 | M | C | #

mi correggo, che qualcuno ci rimetta?

di marco il 18.06.07 20:53 | M | C | #

Caro Bill,
Ti ringrazio innanzitutto per aver "allargato" in forma scritta il tuo pensiero.
Lo stile telegrafico che avevi nei tuoi inserimenti precedenti, non consentiva almeno allo scrivente, una visione oggettiva dello stesso.
Come sottintende con il suo punto interrogativo Silvestro, forse ritieni quello castrista non un potere dinastico, ma un regime nepotistico, considerato anche il passaggio dei poteri da Fidel a Raul.
E' lungo elencare in questo Blog, il passaggio della rivoluzione cubana, al socialismo reale.
Per sintetizzare, diciamo che questa "virata" politica, è iniziata a causa della più grande democrazia del mondo, che è quella USA. Il suo esecutivo del '61, ritenne giusto far invadere l'isola, con il famoso sbarco nella baia dei porci! Non solo, aerei non identificati ( CIA ), si "divertivano" in precedenza, a sganciare bombe su diverse coltivazioni di zucchero cubano, procurando un grave danno all'economia già minata dell'isola, in grave difficoltà sia a causa della guerra di rivoluzione, sia perchè prima Gerardo Maciado, poi fulgencio Batista, erano fuggiti con la cassa di Stato.
Se mi dici che a Cuba vige un regime dittatoriale, in virtù di ciò che ho vissuto, debbo per forza convenire con te.
Tuttavia sottolineo un distinguo tra l'operato dei Castro e quello di Guevara, distinzione che a mio modesto parere, dovresti verificare personalmente con le tue ricerche sul Comandante.
Se mi credi, non tutto nell'isola funziona male.
Hanno ad esempio un discreto sistema sanitario, che sarebbe di gran lunga migliore se non esitesse l'ingiusto embargo USA, che li priva di medicine importanti brevettate dalle Company USA.
L'alfabetizzazione è totale e i giovani dimostrano generalmente un buon grado d'istruzione.
L'indice di mortalità nell'isola è pressochè uguale a quello statunitense.
L'isola è sicura, si può girare tranquillamente senza essere aggrediti, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
La droga è praticamente inesistente.
Inoltre Cuba possiede uno sviluppo artististico che è apprezzato a livello internazionale.
Voglio approfittare di questo spazio per esortare eventuali turisti a NON noleggiare auto a Cuba. In caso d'incidente, si rischiano mesi, anni di carcere. Ho conosciuto un ns. connazionale carcerato per un mese perchè aveva investito una mucca! Poi dovette sborsare molti euro ( se non ricordo male 12 mila, per rientrare in patria ). Rivolgevevi all'ambasciata italiana a Cuba per maggiori ragguagli.
Tornando alle osservazioni di Bill, concordo con te che Fidel, Raul e il direttivo rivoluzionario, hanno di fatto imposto una dittatura socialista nell'isola. Che le elezioni sono libere, cioè espresse dalla base elettorale solamente a livelli intermedi.
Tuttavia i residenti sembrano generalmente sereni. Vedessi in occasione delle celebrazioni del 26 luglio, una festa popolare in cui rarissimamente accadono disordini.
Anche se poi ti chiedono di lasciare loro dentifricio, medicinali, sapone (anche in confezioni aperte) ed altro di prima necessità, che a Cuba è scarsamente presente.
Vorrei tuttavia cortesemente che tu leggessi un buon libro sul "Che", per comprendere il suo pensiero, per molti versi diverso da quello dei fratelli Castro.
S'intitola: "Che" - Una vita rivoluzionaria; di Jon Lee Anderson. E' un particolareggiato volume di oltre mille pagine, frutto di 5 anni di lavoro e ricerca, ricco di citazioni e fonti d'informazione. L'autore si sforza di "guardare" gli eventi storici cubani con distacco, evitando per quanto possibile d'inserire il proprio parere.
La democrazia è una gran bella cosa, se non esistessero tante ingiustizie e privilegi causati dai suoi governi, spesso succubi di potentati economici.
Ti rammento che anche gli USA sono passati da una guerra d'indipendenza ( posso definirla una sorta di rivoluzione? ) con gruppi etnici d'origine prevalentemente europea, che in seguito si sono approriati con la forza, versando laghi di sangue, per l'occupazione di territori appartenuti da millenni a tribù indigene.
Lo stesso pseudonimo che usi Bill, mi ricorda William Cody (Buffalo Bill).
Prima sterminò migliaia di bisonti, primaria fonte di cibo di molti pellerossa della prateria, poi come scout, indicava i percorsi all'esercito regolare per sterminare le tribù che non si conformavano alle imposizioni.
Naturalmente morte per chiunque, senza distinguo per uomini, donne e bambini. I pellerossa più fortunati morivano di fame in riserve inadeguate, imposte dalla civiltà democratica bianca statunitense!
Solo nello spazio caro Bill, il paradosso coincide con l'equazione, ma qui siamo sul pianeta terra!
Leggi un buon libro sul "Che", poi ne riparleremo citando epoche, fonti, accadimenti.
Cordialmente,
Cris

di cris il 18.06.07 21:00 | M | C | #

Correzione: Per mortalità intendo l'indice di mortalità infantile. Cuba dichiara un indice del 6 per mille, che sarebbe sulla carta addirittura inferiore a quello USA.
L'assistenza sanitaria è totalmente gratuita per tutti i cubani e per gli ospiti stranieri di Paesi in difficoltà economiche.
Ricordo che lo stesso Maradona andò a disintossicarsi nelle cliniche cubane.
La scuola è gratuita sino all'università.
Esiste un'università per il turismo, per avvantaggiare questo settore economico che ha superato per introiti sia il tabacco che la canna da zucchero con i suoi distillati.
Cordiali saluti a tutti.
Cris

di cris il 18.06.07 21:43 | M | C | #

Cris, alcune cosette. Nessuno sostiene che la democrazia e il capitalismo siano due esempi di perfezione: solo che sono perfettibili. E infatti, le condizioni di vita nei paesi democratici sono costantemente migliorate. Certo che esistono sacche di povertà, ovvio che non tutto sia risolto. Ma non vorremo paragonare, spero, quello che è accaduto e accade nei regimi socialisti. Penso che l'illusione che, accentrando nello stato le attività produttive, verrebbero meno le ingiustizie sociali perchè viene eliminata la causa prima, ovvero il profitto, sia una colossale baggianata. Il denaro, in una sociatà marxista, viene sostituito dal potere politico, che crea una nuova classe di potere (e che oltretutto non ha alcun tipo di merito).
Parlando di pil, per favore, non citate dati economici. Hitler ridusse in Germania a zero la disoccupazione, e ne fece una potenza industriale e militare in sei anni, facendola rinascere dalle macerie. Questo giustifica in qualche modo il fenomeno nazista? Non credo proprio. La Cina in questi anni sta avendo una crescita del pil del 10% all'anno, se non di più. Questo giustifica una dittatura spietata quale quella cinese?
Voi dite che a Cuba la gioventù è "istruita". Bene, andate nella principale libreria dell'Havana, e non trovate neanche una carta geografica. L'unico giornale che circola è quello di regime: quattro pagine di bla bla sulla revolucion. Non c'è libertà di movimento, nè libertà di critica. Il popolo cubano, che sicuramente ha grande dignità, è tenuto nell'ignoranza, altro che istruzione.
Volete parlare di arte? La musica cubana moderna è nata prima della rivoluzione, e si è sviluppata negli States ad opera degli esuli cubani. E fa comunque parte del patrimonio storico-culturale di un popolo, non di un regime.
Gli States hanno fatto errori? Sicuramente. fatto sta che trovarsi a poche miglia un regime che ambiva ad ospitare testate nucleari russe non è che predisponesse al volemose bene.
Se poi vogliamo parlare della politica economica cubana, che finito il rublo ha dovuto obtorto collo aprirsi al turismo per tirare su qualche quattrino, guardate quante volte il regime ha cambiato i tipi di coltivazione agricola, senza alcun senso, o come i rubli che riceveva sono stati investiti in attività produttive. Zero.
E uno stato che vive di turismo sessuale, che costringe la sua gioventù a prostituirsi, che ha le galere piene di dissidenti, a me fa profondamente schifo. Quanto quei deficienti che il turismo sessuale lo praticano.

di bill il 19.06.07 11:49 | M | C | #

Mi tocca essere d'accordo con Bill.

di Return il 19.06.07 12:55 | M | C | #

Caro Bill,
Mi sembra che tu stia unendo delle cose sensate a delle inesattezze.
Il primo errore, riguarda il fatto che dai tuoi scritti emerge l'impressione che il sottoscritto, desideri sostituire le forme democratiche con il socialismo reale, o con il comunismo. Questo è assolutamente falso! Probabilmente o non hai letto, o lo hai effettuato in maniera frettolosa, perchè in questo stesso blog, nel riquadro datato 28-4-07, espongo una serie di critiche piuttosto pesanti verso i regimi comunisti. Difendo viceversa Marx e buona parte della sua ideologia, perchè nata in difesa della classe povera, sfruttata e vilipesa.
Secondo errore: Personalmente non ritengo saggio eliminare il profitto e la libera impresa (ne stanno nascendo diverse anche a Cuba). Basta che il profitto non sia a scapito della sicurezza dei lavoratori e non ne provochi il loro ingiusto sfruttamento, tutto da effettuarsi nel pieno rispetto dell'ambiente. Nei tuoi scritti mi sembra di venir considerato una sorta di "orfano di stalin", cosa assolutamente non conforme alla realtà. Per essere ulteriormente chiari, reputo che NESSUNA dittatura, di destra o di sinistra è umanamente giustificata, perchè non considera un fattore importantissimo: L'uomo quale individuo!
Terzo errore: I fratelli Castro mi stanno simpatici probabilmente quanto lo sono a te. Forse ti riferisci a Raul quando ritieni ingiustamente il "Che" responsabile di inutili massacri. Ma il "macellaio" di Santiago era il soprannome di Raul non di Guevara. Ti dirò inoltre che il fratello di Fidel per questa ragione è malconsiderato a Cuba, mentre il "Che", per i residenti, ovunque tu vada, viene considerato una sorta di divinità della "santeria".
Quarto errore: Gli States non si sono trovati dall'oggi al domani i missili puntati sul territorio federale, dalle basi cubane. Ma ciò è avvenuto dopo una lunga serie di provocazioni, rinunce diplomatiche, veri e propri atti di guerra (bombardamenti ed attacco alla baia dei porci), anche a livello internazionale (Turchia), che sono sfociati in un abbraccio politico e militare tra Cuba ed URSS. Sinceramente reputo gli USA e particolarmente la CIA, colpevoli al 90% di questa situazione, che al tempo ha impaurito l'intero pianeta. Inoltre ti ricordo che gli USA detengono una base militare a Guantanamo (territorio cubano), con una forza variabile tra i 10 e i 15 mila soldati, un accordo avrebbe dovuto restituire questo territorio a Cuba nel 1999, cosa mai avvenuta.
Ti riporto un discorso di Castro effettuato nel 1959 all'agente del KGB "Alejandro" riguardo la rivoluzione cubana: "E' una vera rivoluzione, fatta dal popolo per il popolo. Vogliamo costruire una società in cui l'uomo non sfrutti il suo simile ed un popolo armato che difenda le sue vittorie". Nel suo rapporto al KGB Alejandro sottolineò che Fidel in ogni suo discorso, evitava di usare la parola socialismo. Come vedi il socialismo fu in seguito una scelta difensiva obbligata per il governo rivoluzionario cubano.
Quinto errore: Scusami, ma mi sembra che ridurre l'isola cubana ad "uno Stato che vive di turismo sessuale" sia offensivo per la tua intelligenza e per quella dei milioni di turisti italiani e stranieri!
Visita per bene l'isola, evita di rimanere 15 gg. balneari negli hotels di Varadero, prendi alloggio in qualche "casas particulares" di buona famiglia e vivi la vera vita cubana. Conoscerai al meglio tutti i pregi (comprese arti, istruzione, sport, musei e biblioteche, sanità, folklore)ed anche i numerosi difetti.
Sottolineo che Cuba ha un rapporto abitanti - bibliotche tra i più alti al mondo ( una biblioteca ogni 2000 abitanti ) ed esiste addirittura una festa nazionale dedicata all'istituzione. E' il 7 giugno, anniversario della nascita di Bachillier Morales, il primo bibliotecario cubano. I quotidiani e settimanali dell'isola sono almeno 11, oltre a 30 riviste periodiche. Se vuoi ti posso citare il nome dei principali.
L'università degli artisti si chiama ISA (simile al ns. DAMS) con sedi all'Avana, Santiago e Santa Clara, la laurea si ottiene (gratis) dopo 5 anni di studi ed esami.
I Nomadi e molti altri artisti di fama mondiale, si sono uniti in gemellaggio alla facoltà di musica cubana (escuela nacional de musica). Per la musica classica, la nostra rappresentanza a Cuba è curata dal direttore d'orchestra Fabrizio Bugani.
Potrei aggiungere molto altro ancora ma lo spazio è limitato. Gradirei qualche osservazione intelligente e costruttiva, anche da parte di altri lettori del Blog.
Ti rinnovo cordialmente i miei saluti.
Cris

di cris il 19.06.07 13:46 | M | C | #

Non sapevo che i Nomadi godessero d fama mondiale

di Return il 19.06.07 14:44 | M | C | #

scherzi?
se ne gode tiziano ferro perchè non i nomadi

di silvestro il 19.06.07 14:46 | M | C | #

Sembrano sereni, i cubani, certo. Ricordo bene quella guida che per dire due parole sincere mi fece fare un periplo dell'Avana Vecchia onde schivare tutte le guardie, e quando aprì bocca non sapeva se fidarsi nemmeno di me. I bambini affamati che stazionavano di fronte alle vetrate dell'hotel Sevilla dove i ricconi europei mangiavano questo mondo e quell'altro protetti dalla vigilanza. Due tredicenni sulle ginocchia di un vecchio tedesco nel patio moresco del suddetto albergo. Profferte di fica e cazzo ogni due passi. Le farmacie, poi: due mensole di boccette tutte uguali per ogni malattia. Da lontano, l'ospedale dove i malati di Aids venivano rinchiusi. La puzza di benzina in città e le goccioline di nafta che mi si appiccicavano addosso. E il disprezzo con cui i cubani di etnia spagnola parlavano dei neri: sono poco di buono, ladri, non ti fidare di quelli.

di Return il 19.06.07 15:07 | M | C | #

Cari Return e Silvestro,
Riguardo i Nomadi e la loro internazionalità, Vi propongo di visitare il loro sito, dove troverete le tappe della loro musica per la solidarietà, che destina parte delle loro royalties alla salvaguardia dei diritti dei popoli in difficoltà.
I Nomadi dichiarano d'aver toccato i seguenti Paesi:
Cambogia; Vietnam; Albania; Sud dakota; India; Perù; Messico; Cuba; Palestina; Marocco; Cile.
Forse me ne è sfuggito qualcuno.
Possono piacere oppure no, ma credo che un gruppo musicale fondato nel 1963, che continua a suonare con successo, rappresenti qualcosa anche fuori dai confini nazionali.
Se dicevo Joan Baez cambiava qualcosa?
Mi spiace per Return, ma deve aver vissuto una vacanza veramente sfortunata, con gente particolare.
Ma scusami, non è forse vero che tutte le guide cubane e comuniste in genere, sono al servizio del ministero degli interni del posto?
Prima della caduta della cortina di ferro, io non ho mai sentito una guida parlare male del suo governo "rosso" e di Paesi dell'Est ne ho visitati parecchi.
Che nella totalitaria Cuba, "assassina dei diritti umani", stia arrivando una ventata di democrazia?
Grazie comunque ad entrambi per l'intervento.
Cris

di cris il 19.06.07 15:25 | M | C | #

cris, la mia non era una battuta.

di silvestro il 19.06.07 15:38 | M | C | #

Bene Silvestro,
Anche se sei telegrafico, ti ho sempre ritenuto acuto ed intelligente.
Un cordiale saluto.
Cris

di cris il 19.06.07 15:53 | M | C | #

Cris

Il ragazzo che mi fece da guida non aveva nessun tesserino. Forse per questo sul Malecon dell'Avana almeno una volta al giorno chiedeva scusa e andava ad allungare qualche dollaro dei miei a un poliziotto sotto i portici, sempre lo stesso. E in effetti come ho detto non parlò male di Cuba, rispose a monosillabi, fremendo, a qualche domanda. Con una fatica che ben presto mi indusse a desistere. Ho incontrato anche tanta gente simpatica e cordiale, Cris, l'isola è bella ma davvero non sono riuscito a godermela, se devo essere sincero. Soprattutto perché ogni volta che parlavo con qualcuno non ero certo che mi dicesse la verità, né del motivo per cui parlasse con me. D'un tratto, sempre, nel momento in cui la conversazione stava per prendere un tono informale, scattava un gratuito panegirico del regime o la richiesta di denaro (di una boccetta di profumo quasi finita, di un paio di Superga). Sicché io l'umanità cubana l'ho vista quasi solo negli occhi sfuggenti della mia guida habanera.

di Return il 19.06.07 16:24 | M | C | #

perchè mi piacciono i nomadi?

bravo return, a momenti scoppiava la terza guerra mondiale perchè si stavano dotando di armi non convenzionali, e tu gli regali un paio di superga?
usate magari.

di silvestro il 19.06.07 16:32 | M | C | #

:-D

Ti ricordi quando in giro per l'Europa riconoscevi gli italiani perché avevano le Superga infilate sugli specchietti retrovisori tanto puzzavano?

:-DDD

di Return il 19.06.07 17:00 | M | C | #

però fungevano da zampirone che era una meraviglia!

di silvestro il 19.06.07 17:15 | M | C | #

Ok ragazzi,
Così mi piace, casi vissuti ed un pizzico d'ironia.
Effettivamente a Cuba il turismo sessuale esiste, gli altri isolani chiedono piccoli regali in genere di scarso valore per noi, ma fondamentali per la loro igiene, salute o per ottenere una minima miglioria al loro status.
Un paio di Superga usate ( è vero, decisamente puzzolenti e non dipende da chi le ha usate ) per loro sono una piccola ricchezza.
Sono razionati generi indispensabili come sapone, dentifricio, detersivi e altro. Pensate che ai tempi del "Che" gli isolani chiamavano "Bolos" una traduzione che si avvicina è zozzoni, i funzionari dell'URSS che lavoravano a Cuba, sia per il loro afrore, in genere pungente, sia per l'abbigliamento pacchiano e pesante.
Le Jineteras (cavallerizze) intese come ragazze "facili", cercano viceversa di sbarcare il lunario adescando il "pollo" di turno, accompagnandolo con taxi "amici", in locali convenzionati, che riconoscono loro la provvigione.
Con il sistema del bastone e della carota tengono la loro preda sulle spine, poi dopo qualche giorno lo abbandonano per un altro "pollo da spennare".
Tuttavia insisto nel dire che Cuba non è solo questo, men che meno sopravvive per il solo turismo sessuale, anzi molte famiglie da tutto il mondo, USA esclusi, visitano ed apprezzano l'isola, la sua cultura e la sua gente. Chi vi scrive è tra questi.
Strano l'episodio del poliziotto corrotto citato da Return, se scoperto rischierebbe almeno 20 anni di galera e non immaginate cosa fanno gli altri detenuti ad un ex poliziotto.
Il turismo sessuale a Cuba è sempre poca cosa rispetto a quanto ho visto nelle vicine Jamaica, Portorico e S. Domingo, oppure in Tailandia, Russia ex Paesi dell'Est, ma anche nei democratici States e nel continente africano. Ufficialmente il governo cubano penalizza lo sfruttamento sessuale. I luoghi d'adescamento in genere sono i locali da ballo e di divertimento, a volte vengono inseriti agenti "fidelisti" in borghese, per controllare il fenomeno.
Consiglio valido in tutto il pianeta: sia che siate benestanti o proletari, NON date mai mance ai ragazzini, altrimenti non vanno più a scuola a studiare, ma imparano a chiedere soldi ai turisti e un domani da adulti, potrebbero pretenderli con il coltello alla gola della vittima. Anche i dolci sono da evitare.
Se ipoteticamente un domani arrivassero in Italia gli extraterrestri, a dispensarci gratuitamente lingotti d'oro o banconote da 500 euro, chi andrebbe più a lavorare?
Ultima cosa, in alcuni locali cubani, ho bevuto il miglior espresso prodotto fuori dall'Italia, provare per credere! Neppure Parigi garantisce un prodotto migliore.
Il miglior caffè espresso al mondo? Per me a Napoli, sicuramente.
Ciao a tutti.
Cris

di cris il 19.06.07 20:04 | M | C | #

Cris, sia chiaro: ognuno è libero di gradire ciò che vuole. C'è solo un problema: il marxismo è il comunismo. Una teoria che vede la classe sofferente, il proletariato, redentrice dell'umanità, motore della storia che ha come meta la creazione di una società senza classi. Ora, una cosa è darsi da fare perchè migliorino costantemente le condizioni di tutti, per eliminare l'indigenza, per una distribuzione più equa del reddito. Altra un sistema economico-sociale basato sulla teoria marxista, che prevede il superamento dell'economia di mercato e la dittatura di quela cosa difficilmente definibile che è il proletariato. E' talmente fallimentare questa teoria, che come notavi anche nei regimi marxisti si stanno reintroducendo forme di iniziativa privata. A Cuba, minimissime. Ma scusami, non basta: senza libertà di pensiero tutto ciò non significa nulla. E il discorsino di Fidel che hai citato (di cui immagino avrai fatto un sunto, visto che l'uomo era abituato ad interventi fluviali, di varie ore, magari sotto il sole e con la gente costretta a non muoversi..) rimane una colossale menzogna: a Cuba c'è una classe dirigente che sfrutta, eccome, il resto della popolazione. Chi non concorda viene vessato, umiliato,incarcerato. Possono stampare quanti fogli vogliono: non esiste libertà di stampa, sono solo megafoni di un regime dittatoriale.
Puoi fare l'università finchè vuoi: avrai la cultura che ti sarà graziosamente concesso di avere, e non saprai nulla del mondo. Tutti i più grandi artisti cubani, appena e se hanno potuto, sono andati via da quella tristezza. E a quanto mi raccontano tante persone che ci sono state, l'unica cosa che aspettano con ansia è che crepi Fidel. Allora vedrai come rinascerà Cuba.

di bill il 20.06.07 13:23 | M | C | #

Si Bill,
Stai dicendo delle cose giuste, anche Cuba è sottoposta ad una nomenklatura di stampo nepotistico, che "predica bene e razzola male", di fatto il suo direttivo è prevalentemente concentrato nelle mani di due fratelli, i Castro.
Tuttavia vedo in quello cubano un popolo eterogeneo, sulla via (ancora faticosa) del progresso sociale, del miglioramento.
Ho visto e filmato, persone che vivevano in carrozze dei treni dismesse, ma all'interno di esse esisteva un arredamento per quanto minimo, una televisione, una tavola imbandita con poco. Ma l'impressione era quella di gente che aveva mantenuto anche nella povertà la propria dignità umana.
E' notizia di queste ore, che l'ONU ha stralciato Cuba, dall'elenco degli Stati che eludono i diritti umani e questo rappresenta un passo significativo, nel lento miglioramento dello stato di diritto dei suoi isolani.
Il marxismo ( inteso come filosofia di Marx ed Engels ) nacque principalmente per riscattare milioni di lavoratori, orribilmente sfruttati e sottomessi, ad un livello umano di dignità.
Il comunismo e/o il socialismo reale, sono a mio parere, la stortura degenerativa di questo pensiero , dimostrabile dai milioni di morti e perseguitati a causa di un'idea contraria ai regimi rossi .
Lo stesso "Che" pur dopo aver suggerito a Fidel l'aggregazione politico-economico-militare, con i sistemi comunisti Cinese, Sovietico e dell'Est Europa, considerava apertamente dispotico e tropppo asiatico nello stile il primo, mentre definiva borghese, arrogante e corrotto quello del blocco europeo orientale.
Gli Usa avevano isolato completamente Cuba, addirittura imponevano sanzioni speciali per le nazioni che aiutavano quest'isola (che in realtà è un vero e proprio arcipelago), non esisteva quindi alternativa per i "barbudos", se non quella di "gemellarsi" con il blocco socialista.
Comunque spero anch'io che il dominio dei Castro cessi al più presto e che termini l'abominevole embargo USA.
A soffrirne non è realmente la nomenklatura cubana (che possiede valuta pregiata in quantità grazie al turismo), ma la povera gente e i bambini in particolare.
Molte malattie sono curate a Cuba con la fitoterapia, che in occidente è una valida alternativa, ma non sostitutiva della medicina ufficiale. Per i cubani risulta invece una scelta forzata e in certe patologie inadeguata.
Spero anche che la prevedibile liberalizzazione economica futura, non getti questo popolo orgoglioso in balia dei potentati economici occidentali, sarebbe altrimenti per loro un ulteriore passo indietro.
Ciao.
Cris

di cris il 20.06.07 14:22 | M | C | #

Desidererei possibilmente che i commenti continuassero, con il profilo costruttivo che molti commentatori del blog hanno iniziato:
Aldilà quindi del parere personale di ognuno di noi, sulla moralità del "Che", che come ogni uomo esistito ed esistente, ha commesso errori, a volte anche tragici, gradirei leggere l'opinione riguardo la sua morte con queste domande:
- Fidel Castro ha responsabilità più o meno gravi correlate alla morte del Comandante?
- Ritenete che il lider maximo abbia "venduto" alla CIA, informazioni atte a favorire la cattura di Guevara in Bolivia?
Ringrazio anticipatamente chiunque intervenga sull'argomento, particolarmente indicando episodi, ed eventuali fonti d'informazione e/o documenti.
Se qualcuno avesse qualche riscontro attendibile riguardo gli ultimi inediti del "Che" (quelli mai pubblicati), gli sarei grato se potesse fornirci qualche anticipazione. A volte il tam-tam del NET fa miracoli.
Un cordiale saluto a tutti.
Cris

di cris il 23.06.07 11:53 | M | C | #

Ho trovato una lettera del "Che" datata 23 maggio del 1959 e destinata a Miguel Quevedo, direttore della rivista Bohemia. Il Comandante nella stessa scriveva:
" ....perchè come un cubano ho condiviso i sacrifici di questo popolo nell'ora della lotta armata e condivido oggi le sue speranze nel momento delle realizzazioni pratiche. Non sono neanche comunista, (se lo fossi, lo griderei ai quattro venti, come proclamo la mia condizione di combattente per le cause popolari e riaffermo la mia speranza che le armi degli stessi popoli di un paese oppresso, spazzino via i dittatori da strapazzo dal panorama americano)....".
Altra conferma dalla "viva voce" del "Che" che egli era: Rivoluzionario, filosoficamente anarchico, ispirato dal marxismo, assolutamente anticapitalista ed anti USA, ma quale uomo intelligente e colto, NON si è mai definito e considerato comunista.
Saluti a tutti.
Cris
PS: Per chi è interessato può trovare il testo completo della lettera sopradescritta a pag. 210 nel libro: ERNESTO CHE GUEVARA - LA STORIA STA PER COMINCIARE ( UNA BIOGRAFIA PER IMMAGINI ) Oscar Mondadori.
"La mia casa continuerà a viaggiare su due gambe e i miei sogni non avranno frontiere" Che

di cris il 15.07.07 14:13 | M | C | #

ciao cris, secondo me, non possiamo basarci solo sulla parte della lettera che tu hai riportato, quel testo fù scritto nel '59 ed era indirizzato ad un direttore di una rivista dell'epoca, non pensi che il Che avesse deciso di scrivere con cautela o magari in quei giorni era, diciamo, in una fase passeggera, nella quale si era "preso una pausa" per capire meglio a cosa si accostassero i suoi ideali, in un mondo che vedeva sistemi di comunismo diversi, come quello sovietico, quello cubano e quello cinese... anche solo il fatto di avere idee differenti da quelle di Castro, poteva averlo portato ad optare per un'ideologia diversa da quella che il comunismo proponeva in quegli anni.
Cordiali saluti.
Marco.

di marco il 25.07.07 15:18 | M | C | #

Caro Marco,
Come ho indicato, la lettera era del maggio 1959, ma altri dati (che ritroverai in discreta parte, in miei precedenti interventi nel blog), indicano chiaramente che il "Che" NON era un comunista!
Dalle mie ricerche biografiche e dirette, più approfondisco l'argomento, più mi convinco che il teorema socialista reale è stato unicamente un mezzo per il direttivo cubano, tantopiù ai tempi del "Che".
Ti dirò di più, a mio avviso, ideologicamente, ho seri dubbi che siano comunisti anche i fratelli Castro.
Quando non hai altro che pane e cipolla, ti accontenti anche di mangiare solamente quelli.
Scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma torno proprio da un viaggio di 16 gg. a Cuba.
Ho condotto ricerche riguardanti la vera morte del "Che" e i risultati si discostano profondamente dalla versione ufficiale.
Visto che il Jefe Maximo sta morendo, spero proprio che non solo la storia, ma che anche il Padreterno possa assolverlo, se quanto ho scoperto corrisponde a verità.
Ciao.
Cris

di cris il 07.08.07 20:42 | M | C | #

Ciao Cris,
proprio in questi giorni ho terminato di leggere il diario del Che in Bolivia.
Premesso che non ho avuto tempo di approfondire il discorso del Che comunista o no, volevo sapere la tua opinione sulla morte del comandante.
Infatti, negli ultimi appunti del diario, si capisce che Ernesto prevede una morte a La Higuera, trovandosi infatti circondato da 250 soldati boliviani e non avendo più via di scampo.
Inoltre credo siano molto veritiere le testimonianze di maestre, contadini, soldati e guerriglieri che si possono trovare oggi e che raccontano della morte del Che nella scuola di La Higuera e della successiva sepoltura nei pressi del piccolo aeroporto.
Grazie per l'attenzione e in attesa di una tua risposta ti porgo cordiale saluto,
Marco

di marco il 16.08.07 20:52 | M | C | #

Caro Marco,
Sono molto lieto che il mio modesto contributo a questo blog, abbia interessato dei lettori acuti come te, ad approfondire l'interesse per questo esemplare ed indomito combattente per i diritti del popolo, chiamato "Che".
Spesso sento parlare del Comandante (bene o male che sia), solo per sentito dire o per aver letto qualche articolo giornalistico, oppure per aver visto un paio di filmati. Sono pochi coloro che hanno condotto ricerche approfondite sul "Che" ed uno di questi è sicuramente Jon Lee Anderson, che ha elaborato un'accuratissima biografia di Ernesto Guevara, durante ben 5 anni di ricerche. Anderson ha messo a nudo con terzialità, molti retroscena e particolari inediti. Il suo libro: "Che" una vita rivoluzionaria; - è l'unica biografia di Guevara indicata su Wikipedia, l'enciclopedia libera on line.
Per sgombrare il campo ad ogni dubbio, ti preannuncio subito che la mia idea è che il Comandante sia stato vittima in Bolivia di un complotto "triangolare" tra CIA,KGB e Castro.
Detta ipotesi è fornita anche da uno degli unici tre sopravvissuti cubani alla disfatta boliviana , Daniel Alarcon Ramirez, meglio noto come Benigno.
Dopo un rocambolesco itinerario di fuga dalla Bolivia durato 5 mesi, furono accolti trionfalmente da Fidel e da una piccola folla festante, ma da buon teatrante Castro aveva organizzato il tutto, senza offrire la notizia del rientro degli eroi alla popolazione cubana. Benigno sospetta da tempo che le cose fossero ben diverse dalla versione ufficiale e discretamente per proprio conto svolge delle accurate indigini, aiutato dal fatto che Fidel forse per comperare il suo silenzio, gli offre incarichi ai vertici dei servizi di sicurezza cubani.
Benigno afferma che il "Che" si scavò la fossa nel febbraio 1965, dopo il suo atto d'accusa contro il comunismo sovietico in occasione del simposio degli stati africani tenutosi ad Algeri.
Senza mezzi termini, com'era nel suo stile, tra le altre gravi accuse, il "Che" aveva ventilato una spregiudicata alleanza tra i due imperialismi, quello capitalista e quello socialista, entrambi protesi a dividersi il mondo in aree d'influenza! Non contento aveva anche sottolineato che contro questa scellerata alleanza il popolo doveva battersi.
Pochi giorni dopo ci fu l'incontro-scontro con Castro e pochi fedelissimi del lider maximo. Il "Che" se ne andò per sempre da Cuba. La Bolivia come sede di un nuovo "foco" (guerriglia) fu una decisione di Fidel, accettata (o subita) da Guevara. se ne andò scrivendo tre lettere, in una terminava: "....questa è la mia rivoluzione, ma non è la mia Cuba!"
Probabilmente con quest'ultimo abbandono "dell'Isla Grande" il "Che" sospettava anche di dover lasciare precocemente l'ultima delle sue sette vite.
Benigno ha scritto 5 libri, ma probabilmente il più significativo è : La rivoluzione interrotta; memorie di un guerrigliero cubano.
Già immediatamente dopo la presa di potere, Fidel vedeva il "Che" più come un rivale che come un amico. Motivo in più per il feroce Raul, che si vedeva di fatto spodestato quale numero due del Paese. La straordinaria battaglia di Santa Clara, vinta dal Comandante contro le migliori e meglio equipaggiate forze di Batista, preponderanti in un rapporto 1 a 10, avevano creato una fama leggendaria, quasi mistica, sulla sua persona.
Mentre il miglior amico del "Che", Camilo Cienfuegos era morto nel '59 in circostanze misteriose, dopo un volo verso Camarguei (tranello castrista?), un altro fu mandato a morire nella rep. Dominicana, durante un improbabile tentativo di golpe. Furono i primi segnali della volontà di fidel di far "terra bruciata" attorno al "Che".
Secondo il resoconto ufficiale del funzionario CIA Garry Drecher, già nel '59 Castro gli aveva confidato , che ragioni di Stato avrebbero comportato il doversi sbarazzare di quel "comunista argentino". Castro ci mise alcuni anni dalla presa di potere prima di parlare ufficialmente di rivoluzione socialista, anzi fu per diverso tempo ostile al "settarismo" (dogmatismo del partito comunista) e concluse diverse "purghe" nel merito.
In Bolivia la talpa di Castro e del KGB fu a mio avviso la compagna Tanja (Tamara Bunke) spia ufficiale della STASI e del KGB, credo che ella abbia di proposito rallentato la colonna Joaquin, non consentendo di fatto a Guevara d'abbandonare la Bolivia assieme ai propri superstiti.
Il "Che" scrive nel suo diario: "...tutto fa pensare che tanja sia stata individuata e con questo vanno in fumo due anni di ottimo e paziente lavoro...". Peraltro entrambe le radio ad onde corte in dotazione al "Che" per dialogare con Cuba, funzionavano solo in ricezione.
Mentre mi era chiaro lo spionaggio castrista e KGB, per diversi anni non sono riuscito a collegare come facesse la CIA a tenere sotto controllo i guerriglieri in Bolivia.
L'ho scoperto proprio quest'estate da una fonte cubana. Guevara aveva in dotazione una particolare pentola da campo sovietica, che di giorno ha il vantaggio di non emettere il fumo di cottura. Ma durante la notte anche se non in funzione, emette una traccia infrarossa perfettamente visibile dall'alto anche da kilometri di distanza. infatti, nel suo diario il "Che" annota, che un piccolo aereo li sorvolava quasi quotidianamente e lui non comprendeva come questo pilota riuscisse a seguirli.
Quasi due giorni prima la radio statale boliviana, comunicava che Guevara ed i suoi, erano stati uccisi in un preciso canalone, cosa che nei fatti in seguito avvenne, ma in realtà il "Che" non fu ucciso, ma solo ferito ad un polpaccio e catturato vivo.
Il resto è storia, arrivò a barrientos si ipotizza da Cuba e dal KGB l'ordine di "liquidare" questo guerrigliero scomodo a tutti, forse la CIA avrebbe preferito interrogarlo, perchè il suo uomo Felix Rodriguez, cercò di evitarne l'esecuzione.
Praticamente tutti i carnefici del "Che" sono morti drammaticamente o decaduti socialmente. Curioso il fatto che Felix Rodriguez, subito dopo l'abbandono della Bolivia, fu colpito da asma cronica (malattia genetica o allergica non contagiosa) egli non ne aveva in precedenza mai sofferto, mentre questa patologia in forma grave aveva accompagnato il Comandante dall'età di due anni sino alla sua morte.
Praticamente la malediazione del "Che" non ha mai abbandonato i suoi carnefici. Le sue spoglie sono state restituite a Cuba, prive delle mani nel 1999.
Questi Marco sono solo alcuni dettagli in mio possesso, molti altri dati li puoi ricavare dalle letture che ti ho indicato. I diari in Bolivia del "Che" furono fotografati al momento della sua cattura,non è escluso che alcune pagine siano state "dimenticate". sono anch'io curioso di prendere in esame i suoi prossimi inediti ( credo li pubblicherà la Mondadori per l'Italia ).
Un cordiale saluto.
Cris



di cris il 17.08.07 16:40 | M | C | #

PS: Le spoglie del "Che" furono restituite a Cuba nel 1997 non nel 1999, mi scuso per l'involontario errore.
Saluti a tutti.
Cris

di cris il 17.08.07 20:31 | M | C | #

- COMANDANTE -
Ieri notte su RAI3 (18-19 agosto) hanno trasmesso un film documentario di Oliver Stone, sul lider maximo di Cuba, Fidel Castro.
Non comprendo il perchè mettere in onda sulla terza rete nazionale, poco prima di mezzanotte, filmati d'attualità tanto importanti, che meriterebbero a mio avviso una prima serata.
Il filmato della durata di ca. 90 minuti, è un condensato di una ripresa di oltre 30 ore, effettuata nel 2002, dal regista di Platoon e Alexander.
Va sottolineato che il "conducator" cubano avrebbe potuto concludere l'intervista in ogni momento, o tagliare pezzi del filmato stesso, ma in tre giorni e tre notti di tempo, non è stato stralciato neppure un singolo fotogramma.
Oltre alla lunga intervista con Castro, Stone ha inserito alcuni filmati storici di Cuba, cercando il resoconto storico-documentaristico.
L'intervista offre uno spaccato piuttosto "pacioso" di Castro, le domande non sono mai incalzanti, Stone tradisce in più occasioni la propria ammirazione per il dittatore caraibico.
Si noti lo spessore pari a ca. 5 centimetri, dei vetri blindati (dal lato di Oliver Stone), della mercedes ufficiale di vecchio modello.
Lo spazio interno piuttosto angusto, causato dalla pesante blindatura (Castro e Stone nel divanetto posteriore ci stanno strettissimi) e il considerevole numero degli agenti di scorta, fanno comprendere come si tema un attentato al comandante cubano.
Una mercedes dotata di tale blindatura è secondo le mie ricerche, strutturata per resistere efficacemente ad un colpo diretto di mortaio o di lanciarazzi (tipo RPG 7).
In considerazione di questo, la decantata soddifazione ed affetto del popolo cubano verso il proprio leader, è probabilmente sovradimensionata dalla stampa di regime.
Riguardo al "Che" e ai loro scontri ideologici e politici, alla disfatta Boliviana e allo scisma politico di Guevara con L'URSS, come previsto, Castro glissa il discorso, portando la discussione verso aneddoti generici ed assolutamente insoddisfacenti.
Il lider maximo preferisce parlare delle sue simpatie giovanili verso Sofia Loren e del cinema come Chaplin (non va al cinema da dieci anni, ma non perde una VHS o DVD dei film importanti).
Curioso uno svarione storico su J.F.Kennedy. Castro afferma che l'assassino (presunto) ufficialmente si è suicidato in carcere per il senso di colpa, causatogli dal delitto!?! Tutti invece sappiamo che Lee Harvey Oswald, fu ucciso poco tempo dopo l'assassinio del Presidente USA, con un colpo a bruciapelo sparato dal "misterioso" Jack Ruby.
La mia impressione è che Castro, come un attore consumato (ricordiamoci che è al potere da quasi 50 anni), dotato di pragmatismo, usa le telecamere di Stone per offrire una visione rassicurante di Cuba e di sè stesso, in rappresentanza del regime.
Rimangono quindi aperti e senza risposta tutti gli interrogativi riguardanti il tradimento subito da Che Guevara e le epurazioni effettuate dal regime (il comandante rivoluzionario Humberto Matos ad esempio). Come del resto rimane aperta la tesi sul complotto dell'omicidio John Kennedy (Castro propende per quest'idea). Sia Oswald: "La responsabilità del delitto Kennedy va ricercata nell'attuale vicepresidenza USA", che la moglie del senatore Connally: "Gli spari provenivano da direzioni diverse" lanciano degli atti d'accusa contro il verdetto della commissione Warren.
Ora Fidel sembra agli ultimi suoi giorni e lo "scettro" è passato al fratello Raul.
Non dimentichiamo che costui è il leader più malvisto di Cuba. A guerra di rivoluzione terminata, fece scavare una "trincea" ad oltre 70 soldati di Batista (molti giovanissimi), li fece mettere in fila orizzontale di fronte ad essa e con una mitragliatrice a treppiede li falciò senza alcuna pietà.
La trincea divenne la fossa comune di questi sventurati militari. Da quel momento Raul divenne per moltissimi cubani: "Il boia o macellaio di Santiago!"
Questo lungometraggio di Oliver Stone, non è mai stato trasmesso negli USA, neppure via cavo.
Il regista e la sua troupe, hanno avuto in patria diversi problemi legali, economici e sociali, causati dalla violazione dell'embargo USA.
Questo la dice lunga anche su quel modello di libertà e democrazia che sono gli Stati Uniti.
Meditiamoci.
Saluti a tutti.
Cris

di cris il 19.08.07 10:44 | M | C | #

Beh Cris, a parte che Stone sembra nell'occasione trovarsi più a suo agio nella posizione di stuoino piuttosto che in quella di regista (come somiglia ai nostri (presunti) intellettuali..), ci sarebbe una sola domanda da fargli: perchè non va a vivere a Cuba? Tutta la sua ammirazione per gli strepitosi successi ottenuti dalla revolucion, perchè non se li va a godere in prima persona?
In quanto al tasso di democrazia negli USA, non so che numero possa rappresentarlo; di sicuro, a mio parere, è più alto del nostro.

di bill il 20.08.07 14:37 | M | C | #

Lieto di rileggerti Bill.
In effetti sono anch'io piuttosto deluso dal resoconto filmato di Stone.
Se questa e la parte migliore di oltre 30 ore di documentario, debbo dire che Stone poteva fare molto meglio.
Personalmente avrei preferito un ruolo incalzante, incisivo e d'alto tenore storico, con domande molto dirette, senza favoritismi o simpatie di sorta.
Troppi sono i quesiti a cui il lider maximo dovrebbe a mio avviso rispondere, relativamente al proprio operato, durante i suoi 50 anni di dominio.
Egli ammette d'aver commesso degli errori, aggiungendo subito dopo: "...come tutti del resto!".
Non ho visto il minimo sfarzo nella sua vita quotidiana, ma mi chiedo perchè le ricerche della rivista Forbes, lo collochino con una ricchezza economica personale, superiore a quella della regina d'Inghilterra.
Forse la risposta sta in una domanda che posi lo scorso anno, ad un funzionario in pensione del ministero degli interni cubano, che replicando alle mie affermazioni sul patrimonio segreto dei Castro, disse che il conducator ha sempre negato di possedere conti segreti, ma se anche ne esistessero nei paradisi fiscali, sarebbero soldi a vantaggio della rivoluzione e del "pueblo" in caso d'attacco controrivoluzionario.
Stone non va a vivere a Cuba, probabilmente per lo stesso motivo per cui io non vado a vivere in Canada, in Australia (nonostante gli inviti d'amici lì residenti) o in Svezia. Perchè malgrado i problemi sempre più gravi (e con l'attuale governo mortadelliano abbiamo toccato il fondo del peggio), amo il Paese in cui sono nato e cresciuto e risiede la gran parte delle persone a me care.
Per quanto concerne la democrazia USA, essa è reale e presente, ma tutt'altro che perfetta. Basta ad esempio un sospetto dell'FBI per venire prelevati con la forza e in certi casi picchiati. Anche la polizia locale (non federale), spesso eccede con i propri metodi quantomeno discutibili. La giustizia è solerte, ma più volte la fa franca chi è ricco, meglio se bianco di carnagione (razza).
La politica è corrotta e collusa come nel resto del mondo.
Ciao
Cris

di cris il 20.08.07 15:43 | M | C | #

Per Marco:
Ho ritrovato un altro dei punti che aiutano a chiarire la reale posizione del "Che" riguardo alla sua attribuita appartenenza al comunismo.
Lo puoi trovare a pagina 666 di quella che personalmente ritengo essere la più accurata e terziale biografia del Comandante: Che - una vita rivoluzionaria di Jon Lee Anderson.
Tra luglio e agosto 1960, Renè Dumont, un economista francese d'ispirazione marxista, rivolse una domanda retorica al "Che": "La rivoluzione era comunista?" Guevara rispose: "Nel caso fosse stata marxista E NOTATE BENE CHE HO DETTO MARXISTA, lo sarebbe, perchè la rivoluzione ha scoperto i sentieri segnalati da Marx con i suoi metodi!"
Sempre in quel periodo, il Comandante declama un discorso pubblico, in cui esprime un concetto rivoluzionario al pari delle sue battaglie, l'eliminazione nel popolo dell'individualismo e la creazione ideologica e sociale dell'UOMO NUOVO.
In pratica il "Che" voleva iniziare una nuova dottrina di vita per tutta Cuba, ispirata dalle teorie di Marx, ma lontana dalle ipocrisie del comunismo reale, particolarmente di matrice sovietica. Alcuni anni più tardi ad Algeri, avverrà il veemente attacco ideologico e politico del "Che" contro l'URSS e il comunismo.
Questa sarà la probabile ragione del suo abbandono logistico in Bolivia e della sua successiva morte.
Ciao
Cris

di cris il 22.08.07 09:14 | M | C | #

Cris, il problema sta in quello che hai detto. Già la formazione di un "Uomo Nuovo" è un concetto terrificante di per sè. Ma seguire il sentiero marxista non porta da nessuna parte, e non c'è proprio nulla di nuovo. b
Tornando al discorso sugli USA, quelli che tu descrivi sono difetti che da noi si ripresentano pari pari, ma all'ennesima potenza. Io non credo affatto che gli States rappresentino la perfezione, perchè la perfezione non esiste. Credo solo che siano un paese fondamentalmente più serio e più sano del nostro, e del 99% dei paesi europei.

di bill il 22.08.07 23:33 | M | C | #

Il fatto che il che era contro il capitalismo...non significa che fosse comunista....il che non era comunista...era Nazista leninista

di Lio il 23.08.07 16:44 | M | C | #

"Credo solo che siano un paese fondamentalmente più serio e più sano del nostro, e del 99% dei paesi europei."

Complimenti! Gli usa stanno trascinando il mondo nel baratro...la grave colpa dei paesi europei è quella di seguire gli usa e di aderire alla nato...

Non vedi come quest'ultima potenza rimasta fa quello che vuole nel mondo? CON IL PRETESTO DELLA SICUREZZA METTONO PEDINE MILITARI D'APPERTUTTO!

IL CHE AVEVA RAGIONE: GLI USA SONO IL PIù GRANDE NEMICO DEL GENERE UMANO!

di LIO il 23.08.07 16:47 | M | C | #

Cari Bill e Lio,
Debbo innanzitutto sottolineare una grave carenza USA riguardo al servizio sanitario, per chi non possiede un'assicurazione specifica.
Il nuovo film di Michael Moore: SICKO, denuncia una realtà peraltro già ben conosciuta, indicatrice del fatto che ben 45 milioni di cittadini statunitensi sono privi di copertura sanitaria.
Risultato: Il film documenta chi viene costretto a suturarsi da solo una ferita, assicurazioni che prevedono copertura infortuni per l'amputazione del dito anulare, ma non per il medio o per le altre dita, persone (tra cui 9 milioni di bambini) abbandonate ad un'esistenza completamente priva di assistenza sanitaria.
Risultato: Diversi sfortunati coinvolti in "Ground zero", sono stati costretti ad andare a Cuba per mezzo di canali non ufficiali. Nell'isola arcipelago, hanno trovato un'assistenza sanitaria specialistica completamente gratuita e soddifacente. Per questa ragione (violazione dell'embargo totale a Cuba), Michael Moore è stato perseguito (e perseguitato) penalmente dalla giustizia degli States, nonchè scrupolosamente pedinato ed intercettato dall'FBI.
Mi pare che in questo caso (e non solo), Cuba sia ben diversa da quella tomba dei diritti umani a cui verrebbe ascritta dai suoi detrattori.
Scusa Lio, ma mi pare che dare del nazista al "Che", sia un falso storico senza precedenti. Se mi dici che a volte ha ecceduto nella sua disciplina e commesso degli errori in alcuni casi anche gravi, comprese alcune fucilazioni, non posso che condividere il tuo pensiero, ma paragonarlo a Heydrich delle SD, oppure al suo diretto superiore Himmler delle SS e in una fase successiva anche della Gestapo, questo assolutamente NO!
Il "Che" non ha sulla coscienza la morte di almeno 6 milioni di innocenti ebrei, testimoni di geova, zingari,polacchi, prigionieri politici avversi al nazismo e quant'altro.
V'invito con viva cordialità, a leggervi il libro di Lee Anderson, oppure un'altra biografia "super partes" al riguardo.
Il "Che" non era nè un santo, nè un boia sanguinario, ma un rivoluzionario con la ferma intenzione di liberare l'intera America Latina da tutti i regimi dittatoriali.
Odiava visceralmente il capitalismo e gli States, questo come ho già scritto è verissimo, ma amava profondamente i poveri e gli oppressi, tanto profondamente da barattare la propria vita, per il suo ideale a mio avviso irraggiungibile.
Saluti a tutti.
Cris

di cris il 24.08.07 00:26 | M | C | #

Grazie per le informazioni Cris, purtroppo sono ancora molto giovane e non ho avuto il tempo di informarmi in modo approfondito sulla vita di quest' uomo che secondo me, nel bene o nel male, ha cercato di migliorare un mondo corrotto (come viene fatto notare anche nelle ultime discussioni). Inoltre il fatto che fosse contro gli USA, e mi rivolgo a Bill, non significava che fosse comunista o che approvasse ciò che il comunismo russo metteva in atto, solo seguiva la voce della ragione e come successivamente ha attaccato la dottrina dell'allora URSS, giustamente era anche contro il colonialismo degli Stati Uniti, il problema è che oggi, purtroppo, sono pochi gli uomini come lui, che prima di se stessi pensano agli altri.
Ciao!
Marco

di Marco il 27.08.07 20:38 | M | C | #

A me pare, cari ragazzi, che di uomini che si adoperano per il prossimo, con il piccolo particolare che fanno fuori un mare di persone, la storia ce ne ha dati fin troppi. Non mi commuove affatto un dittatore che vuole far fuori altri dittatori; mi fa anzi ribrezzo.
Due cosucce:
1) Moore è un ballista matricolato, ed ampiamente e pubblicamente smascherato. A me, quel tipo di parrucconi che sfilano a Cannes facendo predicozzi da analfabeti fanno particolarmente schifo. Umanamente prima che politicamente.
2) Il vostro antiamericanismo lo trovo, e qui dico politicamente e non umanamente, più che comunista, nazistoide.

di bill il 27.08.07 22:35 | M | C | #

Ciao Bill

"La nazione più odiata", opinabile ma interessante saggio di un prof americano sulle lontane origini dell'antiamericanismo.

Si scopre che in pratica è dal 1493 che qualcuno in Europa va fuori di testa a proposito dell'America.

E con argomenti che rimangono costanti o quasi nei secoli, riverniciati dalle varie ideologia.

PS il prof in questione è un estremista liberal - peraltro

di Francesco il 28.08.07 13:49 | M | C | #

Caro Marco,
Anche se sei giovane, con il tuo interesse, stai dimostrando di voler approfondire tematiche complesse, al fine di riscontrare la realtà storica ed oggettiva dei fatti. Ti propongo gentilmente, di verificare le notizie di qualche sito di matrice USA, che pone il "Che", quale aguzzino di 20 mila morti fucilati, mentre egli dirigeva il carcere de: La Cabana. Lee Anderson parla di non più di 500 fucilazioni, mentre un ex detenuto ai tempi del "Che" ( se mi dai del tempo ti posso anche fornire il nome ), parla di 179 nominativi identificati. Tutti al mondo abbiamo amici o parenti che denuncerebbero la nostra scomparsa, quindi ritengo quest'ultima cifra piuttosto attendibile. T'invito a leggere anche: Benigno-la rivoluzione interrotta. Leggerai come l'autore ritiene che il "Che" ed altri importanti rivoluzionari siano stati traditi da Fidel e Raul.
Se non lo trovi in libreria, prenotalo gratis nella biblioteca della tua città.

Vedi Bill, personalmente ho avuto in gioventù una fidanzata della Virginia, i miei vicini sono della Florida e viviamo in ottimale armonia, scambiandoci rispettosamente le critiche sui rispettivi governi. Condivido il loro pensiero, quando definiscono l'attuale governo Prodi, quale peggior governo italiano dal dopoguerra ad oggi, ma accettano anche le mie critiche verso la presidenza americana Bush jr. Personalmente reputo gli Usa una grande nazione, dotata di un'immensa e dinamica economia, con una popolazione che reagisce con impegno alle avversità. Inoltre se ripercorri questo blog, vedrai come stigmatizzo il comunismo, con i suoi leader storici (Stalin; Lenin; Mao; Pol Pot; lo stesso Fidel; ecc.), per questo e per molto altro ancora, non mi considero affatto anti-States.
Tuttavia questa grande nazione, è popolata anche da decine di milioni di poveri e di emarginati, ma essa spende cifre enormi, per mantenere un esercito che su comando governativo,in alcuni casi scatena guerre assurde aldifuori dei confini nazionali.Dimmi Bill, perchè non sono mai state trovate le armi di distruzione di massa attribuite a Saddam? Chi ci ha guadagnato dalla guerra in Irak? Per questo e per molto altro ancora, ritengo che gli USA non siano affatto il paradiso sulla terra! Anzi, spesso sono proprio i vari governi USA che soffrono di "sindrome d'accerchiamento", vedendo nemici e comunisti in ogni dove.
Quando si aprirono gli archivi segreti sovietici, non apparve nessun piano reale (primo attacco unilaterale) per un'invasione sovietica dell'Europa e tantomeno degli Usa. Quante panzane avevano scritto al riguardo i giornali occidentali, New York Times in testa, con tanto di fotomontaggi e piani d'invasione dei "barbari comunisti" verso l'occidente.
Sostieni che la guerra di rivoluzione cubana sia stata praticamente una mattanza causata da guerriglieri dittatori. Ma come consideri il generale Grant (secessione USA)? Non ha forse fatto massacrare e fucilare migliaia d'americani, che combattevano contro altri americani, suddivisi in Stati attualmente fusi in un'unica grande unione?
Era veramente il generale Lee il cattivo sanguinario confederato, mentre gli unionisti erano i buoni senza macchia e senza peccato?
Per quanto riguarda il nazismo, ti voglio ricordare che negli USA vige il divieto di praticare politica comunista, ma viene tollerato il partito Nazista Americano (con tanto di divise e stendardi orgogliosamente esibiti durante le loro "parate"). Questo statunitense è un partito neonazista, che spesso si fonde in quell'altra abberrazione umana che è il Ku Klux Klan.
Un cordiale saluto a tutti.
Cris

di cris il 28.08.07 15:49 | M | C | #

Cris

non credo che Bill abbia 12 anni.

di Francesco il 28.08.07 20:05 | M | C | #