Martedì 23 Gennaio 2007

Potenza delle parole.....

....ben scritte.
Infatti, a Paolo Luti alias Giudamaccablog bastano un pretesto (un piccolo evento romano) e poche righe per spiegare chi e cosa sia Walter Veltroni.

di Losciacallo alle 23.01.07 12:42 | Politica | Commenti (76)

Commenti

Uolter "ketchup" Veltroni: americano, rosso e sta bene su tutto.

di silvestro il 23.01.07 13:19 | M | C | #

Com'è che di colpo su questo blog non si parla più di calcio? Io un paio di notizie succosette ce le vedrei... giornate di sospensione... cose così...

di Alex il 24.01.07 11:30 | M | C | #

Mica male, davvero ... ;-)

di Wind Rose Hotel il 24.01.07 11:58 | M | C | #

Alex, sarei io quello che parla sempre di calcio&affini su questo blog.
Però dal 23 dicembre 2006 mi sono dimesso da appassionato di calcio italiano (e ho regalato il mio abbonamento allo stadio), quindi non ho nessuna voglia di commentare le minchiate quotidiane, totti o non totti (e, aggiungerei, spinesi o non spinesi sparito dalla mia fanta formazione per tre giornate senza preavviso).

di Losciacallo il 24.01.07 13:05 | M | C | #

cosa è successo il 23/12?

ciao

di Francesco il 24.01.07 13:52 | M | C | #

Il Grande Tradimento ai danni del Maestro boemo.

di Losciacallo il 24.01.07 17:15 | M | C | #

Beh, non è che scendendo di categoria e libero di scegliere uomini e moduli abbia ottenuto 'sti grandi risultati.

Cerca di essere obiettivo, carissimo.

Ciao

di Francesco il 24.01.07 17:28 | M | C | #

Francè, stai rischiando lo sfanculamento, lo sai....
Quali moduli, quali uomini, quale libertà di scelta?
Lascia perdere, non ne sai altro se non quelle quattro puttanate in croce che leggi sulla Gazzetta (se le leggi, ma ne dubito).
Ne avessi voluto/potuto parlare, ci avrei fatto un post.
Ho risposto a una domanda, ma mi sa che ho sbagliato.
Ciao
Ps: cmq, grazie dell'interessamento.

di Losciacallo il 24.01.07 18:14 | M | C | #

Allora, ti do pienamente ragione: non leggo la Gazza, al massimo la mezza paginetta che dedica al basket.

Però se neppure scendendo di categoria il buon Zeman ha ottenuto di lavorare come vuole lui, non capisco perchè avrebbe accettato.

Poi a me sta antipatico, tranne per il fatto di fumare. Però figurati che l'allenatore della mia squadra è Pisolo Ancelotti, capisci che non posso essere maldisposto verso altri allenatori.

Ciao

di francesco il 26.01.07 11:03 | M | C | #

Meglio il calcio che Veltroni. Ho letto che Orrico (fra parentesi, comunista convintissimo), si è licenziato dalla Carrarese. Beh, per una volta un compagno mi sta simpatico. Innanzitutto perchè ha il "vizio" di licenziarsi, e penso sia l'unico allenatore in Italia a farlo rinunciando ai quattrini dell'ingaggio (lo fece pure all'Inter). E in secondo luogo perchè ha affermato che l'unico campionato dove l'allenatore può sperimentare davvero ed incidere sulla squadra è quello di serie C. E ha ragione: vorrei vedere in quella categoria tanti mister che di gavetta non ne hanno fatta proprio.
PS: Domandina: si licenziò pure Donadoni, o ricordo male?

di bill il 26.01.07 12:11 | M | C | #

OT - LIBERALIZZAZIONI

1) Ora i parrucchieri potranno vendere i giornali di lunedi'.

2) Todos peluqueros !

di Ginchelli il 26.01.07 12:30 | M | C | #

Ginchelli nonsolohairdresser:

- potrai saldare un muto senza pagre penale
- potrai acquistare una macchina senza registrarla al PRA
- potrai fare benzina ad un costo più basso
- potrai aprire un'azienda con un tempo inenarrabilmente più breve
- potrai telefonare per 10 euro su 10 e non si 8 su 10
- dovrai essere informato trasparentemente sui costi reali degli aerei, dei conticorrenti, delle assicurazioni
potrai aprire un cinema, un centro estetico, un parrucchiere molto più facilmente
- trasferire targa ad un altro autovelicolo
- saranno aboliti 4 enti inutili: PRA, sopprime Isvap (Istituto vigilanza assicurazione private), Covip (Commissione vigilanza fondi pensione), Ufficio italiano cambi e Cicr (Comitato interministeriale credito e risparmio).
- sarai rimborsato dalla tua assicurazione
- sarai rimborsato se la posta arriva tardi o non arriva
- potrai recedere liberamente senza costi e tempi nascosti da contratti di televisione, telefono, internet
- maggiore trasparenza sui conti correnti ed i costi relativi (massimo scoperto in caso di non utilizzazione)
- sgravi per le aziende che investono

etc.etc, etc.

Altro che montagna che partorisce il topolino. E' l'inizio della rivoluzione liberale di un paese ancora mezzo feudale.

di ventomare il 26.01.07 14:01 | M | C | #

Alcune misure sono per lo più di facciata, altre, come l'abolizione del Pra, di sostanza (e di portafogli) e dimostrano che chiudere gli enti inutili - idea tanto strombazzata a destra e manca - si può. E' ingeneroso dire che si colpiscono sempre i soliti 'bottegai' (distributori e banche e TLC, appena lambiti, vero, ma lambiti); ridicolo parlare di rivoluzione liberale. Soprattutto perché lo stesso CdM ha approvato la legge più liberticida a memoria d'italiano: il DdL Mastella.

di Return il 26.01.07 14:48 | M | C | #

I costi di ricarica ed il traffico pagato e non utilizzato incidono per 1,7 miliardi. Probabile che si aumenteranno un po' i listini per rientrare, anche se non sarà facilissimo. Ma quello che è importante che si va ad intervenire sulla trasparenza, sui costi peggiori: quelli nascosti, come su molto altri interventi incidono sul paese dei furbi. Come lambitina 1,7 miliardi mi sembra una bella botta. Se divisi per 25 milioni di utenti (stimiamo che l'altra metà abbia l'abbonamento) fa 68 euro a testa medi annui per ogni utente.

Il decreto Mastella è controverso, ma è una materia molto difficile. In Europa se ne è parlato per due anni. E' stato fatto un tentativo di proteggere i più deboli cercando di non sconfinare nel reato di opinione.

Ho parlato di inizio di rivoluzione liberale.

di ventomare il 26.01.07 15:41 | M | C | #

Lambitina, sì, considerato l'ostruzionismo che Telecom può ancora fare sui cambi di gestione, i contratti Adsl a base annuale con penali da strozzino per chi recede anticipatamente, nessuna norma stringente sui servizi di assistenza e così via. D'accordissimo che i costi occulti sono i peggiori, comunque.
Ventomare il problema che l'inizio della rivoluzione liberale doveva essere il primo decreto bersani, e invece al secondo ci ritroviamo di nuovo all'inizio, dal che uno sospetta che non basterà nemmeno la terza lenzuolata.
Quando Apple alimenta rumors per mesi e poi presenta un solo prodotto per di più sul mercato a sei mesi, analisti e audience si sentono delusi e il titolo scende in borsa. Elementare regola del marketing che il governo non conosce (per inciso l'esatto opposto del primo decreto Bersani, che nessuno si aspettava e produsse un notevole rimbalzo di popolarità).

Sul decreto Mastella, di buone intenzioni (ammesso che lo siamo) è lastricato l'inferno.
Per inciso, ieri sera il Ciccione di merda* non è riuscito a trovare una tesi "sbagliata" sugli ebrei che non fosse anche razzista... ed è dovuto ricorrere al solito maestro omosessuale. Dire che un gay non può fare il maestro è sbagliato, ma non per questo segno di razzismo... Nausea.


*(posso dire "ciccione di merda" o merito 4 anni di galera?)

di Return il 26.01.07 16:21 | M | C | #

return ma che pippo dici? quando apple alimenta rumors e poi presenta un solo prodotto il titolo sale in borsa fino a toccare il massimo di 97$. il drop è avvenuto 10 giorni dopo con i rendiconti finanziari, e nonostane il drop guarda un po cosa dicono quelli stupidi capitasiti come target price

Soleil -- to $115 from $100
Goldman Sachs -- to $110 from $102
Bear Stearns -- to $130 from $125
Prudential -- to $100 from $90
PiperJaffray -- to $124 from $99
UBS -- to $124 from $118
Citigroup -- to $105 from $98
ThinkEquity -- to $120 from $110

il titolo è sceso indipendemente da iphone e il target è salito appunto per l'iphone.

di martin_peccatore il 26.01.07 17:26 | M | C | #

"Ho parlato di inizio di rivoluzione liberale"

il che conferma che anche quando avresti la possibilità di aver ragione, la perdi puntualmente.

Prodi non farebbe la rivoluzione liberale neppure in 15 anni di potere assoluto, come te del resto: odiate il liberalismo (e diffidate della libertà).

meglio questo poco che niente, di certo ancora troppo poco.

di francesco il 26.01.07 17:54 | M | C | #

- Le compagnie telefoniche toglieranno il costo di ricarica ma.... aumenteranno lo scatto alla risposta.
- 7 giorni per aprire una impresa? Per aprire la partita iva si puo' gia' fare online in tempo quasi reale, ma per il resto dei documenti ci si incagliera' nei meandri dei soliti dirigenti/impiegati della PA.
- Di alcuni provvedimenti di luglio 2006 e altri entrati dal 1 gennaio che quindi sono gia' in vigore si aspettano ancora spiegazioni e circolari dal ministero finanze (es. l'applicazione della ritenuta di acconto su prestazioni d'opera ai condomini)
- Sulla "semplificazione" in generale di alcuni admepimenti fiscali ecco un altro esempio. Per avere la deduzione del 36% su alcuni tipi di lavori si richiedeva la fattura e si pagava con bonifico bancario. Ora non basta, sulla fattura bisogna indicare anche: [segue copia e incolla] "... Il costo della manodopera può essere indicato quale dato
complessivo, senza che sia necessaria un’evidenziazione puntuale in ordine ai singoli dipendenti impiegati.
• In caso di una ditta individuale che renda la prestazione di servizio mediante l’attività del solo titolare, non dovrà essere indicato alcun costo per la manodopera da lui prestata. Peraltro, dovrà essere fatta menzione di tale circostanza nella fattura emessa.
• In caso di impresa con dipendenti in cui anche il datore di lavoro partecipa alle fasi di lavoro, l’imprenditore avrà l’obbligo di specificare il costo della manodopera impiegata, al netto del costo riferibile al proprio apporto di lavoro.
• Anche qualora i lavori siano effettuati avvalendosi delle prestazioni lavorative rese da un soggetto non dipendente che opera in forza di un contratto d’opera o di un subappalto, nella fattura dovrà essere fatta menzione di tale circostanza, evidenziando sia il costo della manodopera impiegata direttamente, sia quello della manodopera impiegata da
eventuali appaltatori o subappaltatori...."
etc etc

di Ginchelli il 26.01.07 18:07 | M | C | #

Martin non mi riferivo a questo keynote ma al precedente, quando l'ipod nano venne sostituito da un clone del mini, venne presentato lo Shuffle 2 ma a sei mesi dalla produzione, un'iTv che era una scatola vuota e 4 cazzate di Leopard.
Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che alla delusione generale fece seguito un meritato calo in borsa.

Ciao

di Return il 26.01.07 18:27 | M | C | #

no ti sbagli sai, il keynote "it's showtime" è del 12 settembre 2006, 72.63$ da allora non è mai sceso sotto il 73$ anzi è andato salendo. lo shuffle era in consegna dopo due mesi solo itv era in la nel tempo. i dati li trovi ovunque, un modo comodo è la sezione finance di google che tiene anche le "flag" che commentano picchi e discese in base alle notizie. il nome del titolo è AAPL. buona ricerca, ma non giocare in borsa.

di martin_peccatore il 26.01.07 18:46 | M | C | #

ginchè, affidati a gianfranco fini allora, che due palle

di silvestro il 26.01.07 18:50 | M | C | #

p.s.
ginchè, semplificare non vuol dire facilitare l'evasione, cippirimerlo..

di silvestro il 26.01.07 18:58 | M | C | #

fini puo essere un ottimo leader di un grande partito conservatore, non puo esserlo di un grande parito liberale.

di martin_peccatore il 26.01.07 19:14 | M | C | #

Return, il ddl prevede una norma anche per i contratti di telefonia, internet e televisione.

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Libero recesso contratti tv, telefonia, internet. Il nuovo decreto stabilisce la libertà di "recedere o trasferire" senza "vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche o spese non giustificate da costi degli operatori" i "contratti stipulati per adesione con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazioni elettronica". Gli attuali contratti dovranno pertanto tenerne conto ed essere adeguati entro 60 giorni.
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inizio di rivoluzione liberale: un passo alla volta, primo e secondo ddl, poi ce ne sarà un terzo e poi un quarto, ..... la gente si abituerà e capirà che la paura del cambiamento può lasciare lo spazio alla liberazione di nuova creatività e di maggiore consapevolezza e trasparenza. Basta all'italia che si sente furba e invece si dementizza sempre più. Eravamo quasi all'inedia.

P.S: ci vuole proprio la faccia come il sedere per minacciare una manifestazione di 5 milioni di persone per difendere i propri interessi personali. Ma non esiste un fondo alla vergogna per quest'uomo?

di ventomare il 26.01.07 19:20 | M | C | #

che ci vuole a fare una manifestazione di 5 milioni di persone? basta farli contare a Tremonti utilizzando gli stessi meccanismi con cui calcolava l'aumento del pil quando era ministro la prima volta :)
Certo che fa tenerezza vedere sminuire i piccoli accennni di liberalizzazione da chi ha inneggiato a Berlusconi liberalizzatore che in 5 anni l'unica cosa che ha liberalizzato e' il pagamento delle tasse.(nel senso che pagarle per molti era un optional).

di giancarlo il 26.01.07 20:36 | M | C | #

A proposito di tasse. Tataaaannn, è il secondo! Tra un po' sta cosa va in televisione.
No scontrino, no parti! :)

COMMERCIO: NIENTE SCONTRINO, CHIUSO NEGOZIO PER 3 GIORNI
Non emetteva gli scontrini fiscali e ora oltre a pagare una salata multa per tre giorni dovra' tenere la saracinesca abbassata. E' successo a Fabriano dove un commerciante e' stato colto per tre volte dai finanzieri a non rilasciare ai propri clienti lo scontrino. Il direttore regionale dell'agenzia delle Entrate ha, dunque, emesso il provvedimento che dispone la chiusura dell'esercizio e l'applicazione di una sanzione pecuniaria di 516 euro per ognuno dei tre scontrini non emessi. Il provvedimento diverra' esecutivo con l'intervento delle Fiamme gialle che apporranno i sigilli al negozio. Dall'inizio dell'anno Guardia di Finanza e Agenzia dell'entrate hanno gia' eseguito centinaia di controlli in linea con le nuove direttive per il contrasto all'evasione fiscale. Lo scorso anno la sola Guardia di Finanza aveva eseguito oltre 15 mila controlli nel settore contestando circa 1500 mancate emissioni di scontrini.

di ventomare il 26.01.07 20:55 | M | C | #

Martin, prendo nota e faccio ammenda.

Ventomare, se è vero aspetto di vedere come sarà applicata.

bye

di Return il 26.01.07 21:24 | M | C | #

Che queste siano liberalizzazioni è da discutere. Gran parte dei provvedimenti sono solo di facciata. Altre sono il ribadire di leggi andate perse chi sa dove. Il resto è dirigismo di stampo comunista che daranno, alle categorie con maggior potere colpite dal decreto, il pretesto per taglieggiare il consumatore. Poi mi spiegate perchè paghiamo profumatamente un'authority (senti che bel nome, fa quasi emozionare) se poi il tizio che la guida non fa niente e il governo fa un DECRETO al posto suo? Misteri di Prodi. Ma la gente è comunque contenta. Questa seconda mandata di cosiddette liberalizzazioni direi che è penosa rispetto alla prima; il che è tutto. Con la prima all'inizio pareva che avessero smontato i un sacco di privilegi che costavano parecchio alla collettività. L'unica cosa rimasta sono le aspirine alla coop. Con la seconda mandata la conquista più grande è che possiamo andare dal barbiere il lunedì. Una conquista fondamentale per il consumatore. Ora aspettiamo la terza.

di Ellegi il 26.01.07 23:59 | M | C | #

Ellegi, secondo Federconsumatori ogni famiglia spenderà 1.005 euro in meno l’anno, per Altroconsumo circa 520 euro. Non mi sembra granché ma è sempre meglio del taglio delle tasse di Berlusconi, soprattutto perché stavolta a pagare non sarà mio nipote. La battutaccia sul dirigismo comunista pro-monopolista la dovresti fare a benzinai e le assicurazioni che minacciano barricate e ricorsi. Reimmatricolare al Pra un'auto acquistata all'estero costava sui 300 euro, parlo per esperienza personale. Se ha ragione Ventomare, Telecom e Wind potranno pure alzare le tariffe internet, ma io potrò cambiare gestore quando mi pare, non solo una volta l'anno - cogli l'attimo! - quindi non gli converrà farlo. Io la chiamerei maggiore concorrenza, non so te.

di Return il 27.01.07 11:49 | M | C | #

Pensa a chi hai sottratto quei soldi (se i risparmi saranno veri e non fittizzi come temo): a dei poveri cristi. Invece le vere rendite sono rimaste integre. I risparmi sono stati calcolati pensando che chi è stato colpito dal decreto non reagisca. Credi che togliendo per decreto il costo di ricarica non farà trovare alle compagnie telefoniche un'altro modo per riscuotere quello che hanno perso? e le banche? e i petrolieri? Se non elimini le storture dall'alto, creando un vero mercato, credi che togliendo 10 centesimi al benzinaio faccia la differenza? L'unica nota positiva sono le semplificazioni burocratiche. Ma non puoi chiamarle "liberalizzazioni".

di Ellegi il 27.01.07 12:21 | M | C | #

Da uno che si professa liberale minimizzare gli interventi sulle garanzie per il consumatore è quasi un sacrilegio. La prossima volta che protestarai nei confronti di un fornitore adducendo questa legge faresti bene a ricordarlo, ellegi. Per quanto riguarda l'impatto che questo provvedimento avrà sull'economia ricorda che i prezzi diminuiscono e l'efficienza aumenta, all'aumentare dell'offerta e della competitività.
Togliere costi nascosti che oscurano la trasparenza e vincoli che ingessano il mercato e limitano la libertà di impresa sono un segno di civismo e vitalità.

Comunque la reazione minimizzatrce della destra, conferma ancora volta se ce ne fosse bisogno che i veri statalisti, di uno statalismo immobile, becero e clientelare si trovano tra quelli che si professano del partito delle libertà. Vedere il buco della sanità del Lazio per credere. La libertà che professano, più che vera libertà del cittadino trattasi, piuttosto, solo della libertà di farsi i cazzi propri. In primo luogo di non pagare le tasse.

di ventomare il 27.01.07 16:30 | M | C | #

Infatti questa manovra fornisce una base fondamentale per l'efficienza del mercato: farsi fare la barba il lunedì è fondamentale per il consumatore e aumenta la competitività. Come consumare il caffè e leggersi il giornale comprato nel bar. Peccato che chi gestisce la distribuzione dei giornali, con questa legge, rimane in regime di monopolio. La prossima volta aboliamo per legge lo scatto alla risposta? E mettere le date di scadenza grandi quanto i contenitori è opera meritoria per noi poveri miopi. Come i cosiddetti costi nascosti dei viaggi in aereo: sapere il valore Tassa sulla gestione e movimentazione dei bagagli o sulla sicurezza aeroportuale mi diminuirà sicuramente il costo del biglietto. Infine fare benzina al supermercato mi costerà ben 5 centesimi il litro in meno che dal benzinaio. Abbiamo tolto il monopolio a quei sovversivi di benzinai che ricattavano quel povero Moratti con le loro pretese. Far costare la benzina 5 centesimi in più al litro. Tsè.

di Ellegi il 27.01.07 18:41 | M | C | #

E i poveri cristi chi sarebbero, gli assicuratori o la lobby delle autoscuole?! O i benzinai che truccano le pompe e ti fregano un tanto al litro? O i poveri tassinari che sgozzano i concorrenti? O i farmacisti che ti tutelano dal prendere avventatamente l'aspirina?

Non ho parlato dei costi di ricarica ma delle clausole anti-recesso anticipato che sono fra le cose che rendono virtuale la concorrenza, viste le penali astronomiche che uno deve pagare per cambiare gestore se 'buca' la finestra di scadenza. E sì, bisognerebbe abolire anche lo scatto alla risposta (che infatti all'estero non c'è, come il costo di ricarica) perché ti rende complicato far di conto e confrontare i piani tariffari. E' per questo che esiste, Ellegi, o pensi che le compagnie terrebbero in piedi una cosa così impopolare se fosse tanto facile rimpiazzarlo con un aumento delle tariffe?
Poi è naturale che ci sono rendite di posizione molto più sostanziose (parli del monopolio della distribuzione? Parliamo pure di quello pubblicitario allora) che nessuno si azzarda a toccare. Me ne dolgo, mi fa incazzare, intanto mi godo l'addio l Pra.

di Return il 27.01.07 19:23 | M | C | #

Ma credi, Return, che questo in un paese normale sia compito del Governo? La prossima volta allora, già che ci siamo, facciamogli imporre direttamente le tariffe. Ma che cazzo lo paghiamo a fare Calabrò? Aboliamoli questi enti inutili, ritorniamo al ventennio. O a oltrecortina, come preferisci.
Se volevano farci risparmiare, senza togliere niente a nessuno, bastava che facessero una bella legge sulla taratura delle pompe di benzina (che non esiste). Sai quanto risparmiavi di più?

di Ellegi il 27.01.07 19:33 | M | C | #

Le autorità di controllo non funzionano e andrebbero riformate e finanziate, non moltiplicate come avviene. Solo che non potete starnazzare tutto il tempo che la politica dovrebbe fare il suo mestiere e prendere decisioni anziché delegare all'ente terzo fintamente imparziale e poi lamentarvi che ci dovrebbe pensare l'ente terzo. Per la cronaca, Calabrò è quello che ha detto "io Bersani me lo sposerei" quindi condivide le inziziative del governo, semplicemente non ha la forza di portarle avanti lui.
Ma come al solito tu sposti il dicorso a piacimento dal merito al metodo e dal metodo al merito pur di non riconoscere al governo di csx il sia pur minuscolo merito (stavolta).

di Return il 27.01.07 19:51 | M | C | #

Che discorsi intelligenti return. Allora secondo te noi dovremmo mantenere un ente inutile come le Authority (non ricordo chi le ha create, me lo rammenti te?) e in più avere un governo che, invece di pensare a creare le basi per avere un vero mercato, pensa ad imporre le tariffe o decidere se lo scatto alla risposta è equo o no per il cittadino. Questo si chiama dirigismo. Se vuoi una cosa del genere, allora basta che Bersani dica: da domani le tariffe sono queste. Così facciamo prima e ci togliamo il pensiero. Mettiamo da parte l'idea balsana che i prezzi li stabilisce il mercato e lo stato ha solo il compito di controllo.

di Ellegi il 27.01.07 20:03 | M | C | #

Balzana. chiedo venia.

di Ellegi il 27.01.07 20:04 | M | C | #

Intelligente il tuo, di discorso. Le Authority le ha create il csx sull'esempio di altri paesi. Per un certo periodo, alcune hanno funzionato. L'Antitrust di Amato funzionava benissimo. La Consob mai perché la Banca d'Italia e la politica le hanno sempre negato le competenze necessarie. Ripeto: mi auguro che le si faccia funzionare. Nel frattempo ti faccio notare che tutti i paesi del mondo hanno dei meccanismi di controllo pubblico di alcuni aspetti del mercato, senza che si chiami dirigismo. Ce li hanno gli Stati Uniti, il Giappone, il Regno Unito. L'Europa ha addirittura un commissario (do you remember Peter Mandelson?), ossia un ministro del governo comunitario. In tutti i casi, in accordo con le authority o in solitudine, governi certo non dirigisti (Clinton per la Microsoft per es.) intraprendono azioni positive. Cosa tanto più urgente in un paese come il nostro dove la situazione di partenza è il corporativismo spinto.

Per inciso che io sappia la legge sulla taratura c'è eccome.

di Return il 27.01.07 20:19 | M | C | #

Ti ricordo che sono al vaglio del parlamento disegni di legge per:

- riforma delle professioni
- riforma del mercato televisivo
- class action
- riforma delle società di servizio negli enti locali
- riforma del mercato dell'energia

per quanto riguarda la decisione sulle ricariche, Calabrò era semplicemente e perfettamente d'accordo, il Governo non si è messo attraverso, mica ha contrastato l'Authority, l'ha avallata, accelerata ed aiutata.

Inoltre, il prossimo provvedimento sul mercato hhe metterà in campo il governo sarà proprio quello di fare una legge per rinforzare e rendere più autonome proprio le Authoriy.

Poi siccome continui a parlare solo di edicole e parrucchieri mentre c'è un elenco di interventi in tutti i settori: piccoli e grandi, ti sovvengo con il testo completo del provvedimento. Leggiti la lenzualata.

Certo, capisco ellegi, deve essere umiliante aver sostenuto un governo che si procamava di liberisti che ha governato per 5 anni non ha neppure scalfito neppure una di queste rigidità. Ma lo dovevi prevedere che un governo con a capo un oligopolista inguaiato con la giustizia non avrebbe fatto altro che fare leggi per avvantaggiarsi. Continua ancora adesso a minacciare vandee se si sente toccato nel portafoglio e nel potere.


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E' il pilastro della manovra delle liberalizzazioni il decreto-legge che contiene le misure urgenti per la tutela dei consumatori. Il testo che pubblichiamo è ancora una bozza ed è quindi soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale. E' questo il testo che contiene, tra le altre, la misura che taglia la ricarica dei telefonini, le misure assicurative e bancarie, le informazioni sui prezzi dei carburanti, la trasparenza sulle tariffe aeree, la semplificazione degli adempimenti per la nascita delle imprese.(27 gennaio 2007)
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Decreto-legge«Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (impresa in un giorno)». Cdm 25.1.2007

CapoI
Misure immediate per la tutela dei consumatori

ARTICOLO1
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet.
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, sono vietati,da parte degli operatori della telefonia l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del Codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle presenti disposizioni entro il termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge.
2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.
3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni. Le clausole difformi sono nulle fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articoloi rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore della presente disposizione entro i successivi 30 giorni.
4. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative, ove necessarie all'attuazione del presente articolo, e le sanzioni per la violazione delle medesime disposizioni.

ARTICOLO 2
Bonus in caso di mancata consegna o ritardo di invii postali
1. All'articolo 12, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole "affidabilità dei servizi" è aggiunto il seguente periodo: "determinando altresì le modalità per l'erogazione al mittente di un bonus automatico immediatamente spendibile, di valore equivalente quale rimborso in caso di ritardo ovvero di valore superiore in caso di mancato recapito nella consegna degli invii postali registrati".
2. L'Autorità per le comunicazioni vigila sull'applicazione data alle disposizioni di cui al presente articolo, segnalando le possibilità tecniche di estensione della registrazione degli invii postali e le conseguenti possibilità di estensione dell'area di applicazione del bonus.

ARTICOLO 3
Informazione sui prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete autostradale e stradale
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza dei prezzi nel settore della distribuzione dei carburanti, di garantire ai consumatori un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio,nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato,il gestore della rete stradale e autostradale deve utilizzare i dispositivi di informazione di pubblica utilità esistenti lungo la rete e le convenzioni con emittenti radiofoniche, nonché gli strumenti di informazione di cui al comma 3 per informare gli utenti,anche in forma comparata, dei prezzi di vendita dei carburanti praticati negli impianti di distribuzione dei carburanti presenti lungo le singole tratte della rete autostradale e delle strade statali di primaria importanza, con conseguente onere informativo dei gestori degli impianti ai concessionari circa i prezzi praticati.
2. Il gestore della rete stradale e autostradale deve utilizzare i medesimi strumenti di informazione per avvertire, in tempo reale, delle condizioni di grave limitazione del traffico che gli utenti potrebbero subire accedendo alla rete di competenza.
3. Il ministero dei Trasporti sottopone al Cipe una proposta intesa a disciplinare, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico,nell'ambito delle concessioni autostradali e stradali, l'installazione di strumenti di informazione di pubblica utilità e la sottoscrizione di convenzioni con emittenti e gestori di telefonia per facilitare la diffusione delle informazioni di cui ai commi 1 e 2.

ARTICOLO 4
Trasparenza delle tariffe aeree
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe aeree, di garantire ai consumatori un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, sono vietate le offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l'indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi,ovvero riferite a una singola tratta di andata e ritorno,a un numero limitato di titoli di viaggio o a periodi di tempo delimitati o a modalità di prenotazione, se non chiaramente indicati nell'offerta.
2. A decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, le offerte e i messaggi pubblicitari di cui al comma 1 sono sanzionati quali pubblicità ingannevole.

ARTICOLO 5
Data di scadenza dei prodotti alimentari
1. All'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2bis. L'indicazione della data di scadenza o del termine minimo di conservazione deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto e in un campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore ".
2. I soggetti tenuti all'apposizione dell'indicazione di cui al comma 1 si adeguano alle prescrizioni del medesimo comma entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni.

ARTICOLO 6
Misure per la concorrenza e per la tutela del consumatore nei servizi assicurativi
1. I divieti di cui all'articolo 8d el decreto legge 3 luglio 2006, n. 223, come convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si applicano alle clausole contrattuali di distribuzione esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni, a decorrere dal termine previsto dal medesimo articolo.
2. All'articolo 134, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209,sono aggiunti iseguenti commi: "5. L'impresa di assicurazione in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, anche aggiuntivo al precedente, con le formule di cui all'articolo 133, a prescindere dalla contestuale vigenza di un'altrapolizza,non può assegnare al contraente una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito.
6.Conseguentemente al verificarsi di un sinistro, le imprese di assicurazione non possono applicare alcuna variazione di classe di merito prima di aver accertato l'effettiva responsabilità del contraente, che è individuata nel responsabile principale del sinistro, secondo la liquidazione effettuata in relazione al danno e fatto salvo un diverso accertamento in sede giudiziale. Ove non sia possibile accertare la responsabilità principale, la stessa si computa pro quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di più sinistri.
7. È fatto comunque obbligo alle imprese di assicurazione di comunicare tempestivamente al contraente le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito".
3. All'articolo 136 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209,dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma: "4. Il ministero dello Sviluppo economico utilizza il sistema tariffario completo in tutte le sue estensioni organizzato dall'Isvap, sulla base dei dati forniti dalle imprese di assicurazione, per realizzare un servizio informativo, anche tramite il proprio sito internet, che consente al consumatore di comparare le tariffe applicate dalle diverse imprese di assicurazione relativamente al proprio profilo individuale".
4. Al primo comma dell'articolo 1899 del Codice civile l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "In caso di durata poliennale, l'assicurato ha facoltà di recedere annualmente dal contratto senza oneri e con preavviso di sessanta giorni".
5. Le clausole in contrasto con le prescrizioni del presente articolo sono nulle ai sensi dell'articolo 1418del Codice civile, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare le clausole in vigore all'entrata in vigore della presente disposizione entro i successivi 60 giorni.

ARTICOLO 7
Semplificazione nel procedimento di cancellazione dell'ipoteca nei mutui immobiliari
1. Ai fini di cui all'articolo 2882 Codice civile., il creditore, se soggetto esercente attività bancaria, è tenuto a comunicare entro 30 giorni direttamente l'avvenuta estinzione del mutuo alla conservatoria, che provvede d'ufficio alla immediata cancellazione dell'ipoteca. Ai fini di cui al presente comma non è necessaria l'autentica notarile. Ove ricorra un giustificato motivo ostativo, il creditore ne deve dare comunicazione al debitore nel medesimo termine.
2. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui ai commi precedenti e le clausole in contrasto con le prescrizioni del presente articolo sono nulle ai sensi dell'articolo 1418 del Codice civile.

Capo II
Misure immediate per lo sviluppo imprenditoriale e la promozione della concorrenza

ARTICOLO 8
Comunicazione unica per la nascita dell'impresa
1. Ai fini dell'avvio dell'attività d'impresa, l'interessato presenta all'Ufficio del registro delle imprese, di norma via telematica, la comunicazione unica per gli adempimenti di cui al presente articolo.
2. La comunicazione unica vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al registro delle imprese e ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l'ottenimento del Codice fiscale e della partita Iva.
3. L'Ufficio del registro delle imprese contestualmente rilascia la ricevuta, che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale e dà notizia alle Amministrazioni competenti dell'avvenuta presentazione della comunicazione unica.
4. Le Amministrazioni competenti comunicano all'interessato e all'Ufficio del registro delle imprese, anche per via telematica,immediatamente il codice fiscale e la partita Iva ed entro i successivi 7 giorni gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate.
5. La procedura di cui al presente articolo si applica anche in caso di modifiche o cessazione dell'attività d'impresa.
6. La comunicazione, la ricevuta e gli atti amministrativi di cui al presente articolo sono di norma adottati in formato elettronico e trasmessi per via telematica. A tal fine le Camere di commercio assicurano, gratuitamente, previa intesa con le associazioni imprenditoriali, il necessario supporto tecnico ai soggetti privati interessati.
7. Con regolamento adottato dal ministro dello Sviluppo economico, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,di concerto coni ministri per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione, dell'economia e finanze e del lavoro e della previdenza sociale, sono individuati il modello di comunicazione unica di cui al presente articolo, nonché le modalità di attuazione degli adempimenti di cui ai commi precedenti per le ipotesi residuali e transitorie nelle quali non sia possibile ricorrere a strumenti informatici e telematici. Con regolamento del presidente del Consiglio dei ministri o del ministro delegato per le riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, di concerto con i ministri dello Sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi dell'articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le regole tecniche per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti, le modalità di presentazione da parte degli interessati e quelle per l'immediato trasferimento telematico dei dati tra le Amministrazioni interessate anche ai fini dei necessari controlli.
8. La disciplina di cui al presente articolo trova applicazione a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" della Repubblica Italiana del decreto di cui al comma 7.
9. A decorrere dalla data di cui al comma 7, sono abrogati l'articolo 14, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n.412 e l'articolo 1 del decreto legge 15 gennaio 1993, n.6,convertito dalla legge 17 marzo 1993, n. 63, ferma restando la facoltà degli interessati, per i primi sei mesi di applicazione della nuova disciplina, di presentare alle Amministrazioni competenti le comunicazioni di cui al presente articolo secondo la normativa previgente.
10. L'importo della tariffa dell'imposta di bollo per le domande e le denunce presentate per via telematica ovvero su supporto informatico all'Ufficio del registro delle imprese da parte di imprese individuali è fissato per ciascuna domanda e denuncia in euro quindici.

ARTICOLO 9
Misure urgenti per la liberalizzazione di alcune attività economiche
1. Le disposizioni del presente articolo sono volte a garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità sul territorio nazionale e il corretto e uniforme funzionamento del mercato, nonché ad assicurare ai consumatori finali migliori condizioni di accessibilità all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, in conformità al principio comunitario della concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
2. Le attività di acconciatore di cui alle leggi 14 febbraio1963, n. 161 e 17 agosto 2005, n. 174, e l'attività di estetista di cui alla legge 4 gennaio 1990,n.1,sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività, da presentare al comune territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, e non possono essere subordinate al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti,riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attività. È fatto salvo il possesso dei requisiti di qualificazione professionale, ove prescritti, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici e igienico sanitari.
3. Le attività di pulizia e disinfezione, di cui al decreto ministeriale 7 luglio 1997, n. 274 e di facchinaggio di cui al decreto ministeriale 30 giugno 2003,n.221 sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività ai sensi della normativa vigente, da presentare alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura competente,e non possono essere subordinate a particolari requisiti professionali, culturali e di esperienza professionale. Sono fatti salvi, ove richiesti dalla normativa vigente, i requisiti di onorabilità e capacità economico finanziaria. Resta salva la disciplina vigente per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione e in ogni caso le attività professionali di cui al presente comma possono essere esercitate solo nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela del lavoro e della salute,in particolare del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni, e della normativa in materia di smaltimento dei rifiuti speciali o tossici.
4. Le attività di guida turistica e accompagnatore turistico, come disciplinata dall'articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 135, non possono essere subordinate all'obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale secondo la normativa di cui alla citata legge n.135 del 2001. Ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell'arte o in archeologia o titolo equipollente, l'esercizio dell'attività di guida turistica o accompagnatore turistico non può essere negato nè subordinato allo svolgimento dell'esame abilitante di cui alla citata legge n. 135 del 2001 o di altre prove selettive, restando consentita la verifica delle conoscenze linguistiche solo quando le stesse non siano state oggetto del corso di studi.
5. L'attività di autoscuola è soggetta alla sola dichiarazione di inizio attività da presentare all'amministrazione provinciale territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, fatto salvo il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria e degli standard tecnicoorganizzativi previsti dalla normativa vigente. All'articolo 123 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il secondo comma è sostituito dal seguente: "Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa da parte delle province e alla vigilanza tecnica da parte degli uffici provinciali della Direzione generale della Mctc". Al terzo comma dell'articolo 123 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la parola "autorizzazione" è sostituita da "dichiarazione" e le parole da "e per la limitazione" a "del territorio " sono soppresse. I commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo1 del decreto ministeriale 17 maggio 1995, n. 317, sono abrogati.
6. L'apertura di sale cinematografiche non può essere subordinata al rispetto della distanza minima fra più strutture.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui ai commi da2a6.
8. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge le regioni, le province e i comuni adeguano le disposizioni normative e regolamentari ai principi di cui ai commi da2a6.
9. Dopo il comma 5, dell'articolo 1, della legge 11 gennaio 1979,n.12,è inserito il seguente comma: "5bis. L'iscrizione all'albo dei consulenti del lavoro,che operino in Italia in regime di libera prestazione di servizi, non è richiesta per i soggetti abilitati allo svolgimento delle predette attività dall'ordinamento giuridico comunitario di appartenenza ".
10. All'articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, è soppresso il periodo "a condizione che le relazioni di traffico proposte nei programmi di esercizio interessino località distanti più di trenta km da quelle servite da relazioni di traffico comprese nei programmi di esercizio dei servizi di linea oggetto di concessione statale. La distanza di 30 km deve essere calcolata su un percorso stradale che collega le case municipali dei Comuni in cui sono ricomprese le località oggetto della relazione di traffico".

ARTICOLO 10
Misure per il mercato e separazione proprietaria
1. Al fine di accrescere gli scambi sul mercato nazionale del gas naturale, fino al completo recepimento della direttiva 2003/55/Ce, con decreto del ministro dello Sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, da emanare entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità con cui le aliquote del prodotto della coltivazione di giacimenti di gas dovute allo Stato,a decorrere da quelle dovute per l'anno 2006, sono cedute dai titolari delle concessioni di coltivazione presso il mercato regolamentato della capacità di cui all'articolo 13 della deliberazione n. 137/2002 e secondo le modalità di cui all'articolo 1 della deliberazione n. 22/04 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico sono disciplinate le modalità di versamento delle relative entrate al bilancio dello Stato.
2. A decorrere dall'entrata in vigore del decreto di cui al comma precedente, le autorizzazioni all'importazione di gas rilasciate dal ministero dello Sviluppo economico ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 sono subordinate all'obbligo di offerta presso il mercato regolamentato di cui al comma 1 di una quota del gas importato, definita con decreto dello stesso Ministero in misura rapportata ai volumi complessivamente importati. Le modalità di offerta, secondo principi trasparenti e non discriminatori, sono determinate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
3. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 1, comma 905, dellalegge 27 dicembre 2006, n. 296, è emanato entro il termine di 90 giorni a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto legge.

ARTICOLO 11
Estinzione anticipata dei mutui immobiliari.Divieto di clausole penali
1. È nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il mutuatario, che richieda l'estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo per l'acquisto della prima casa, sia tenuto a una determinata prestazione a favore della banca mutuante.
2. Le clausole apposte inviolazione del divieto di cui al comma 1 sono nulle di diritto e non comportano la nullità del contratto.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai contratti di mutuo stipulati dopo l'entrata in vigore della presente legge.
4. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per"acquisto della prima casa " si intende l'acquisto effettuato da una persona fisica della casa dove intende stabilire la propria residenza.
5. L'associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, ai sensi dell'articolo 137 del Codice del consumo, definiscono, entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge, le regole generali di riconduzione a equità dei contratti di mutuo in essere, mediante, in particolare, la determinazione della misura massima dell'importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale del mutuo.
6. In caso di mancato raggiungimento dell'accordo di cui al comma 5, la misura della penale idonea alla riconduzione a equità è stabilita dalla Banca d'Italia e costituisce norma imperativa ai sensi dell'articolo 1419, comma 2, Codice civile ai fini della rinegoziazione dei contratti di mutuo in essere.
7. In ogni caso le banche non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima della entrata in vigore della presente legge, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell'importo della penale entro i limiti stabiliti aisensi dei commi 5 e 6.

ARTICOLO 12
Portabilità del mutuoSurrogazione
1. In caso di mutuo bancario,apertura di credito o altri contratti di finanziamento bancario, la non esigibilità del credito o la pattuizione di un termine a favore del creditore,non preclude al debitore l'esercizio della facoltà di cui all'articolo 1202, Codice civile.
2. Nell'ipotesi di surrogazione ai sensi del primo comma, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali,al credito surrogato.L'annotamento di surrogazione può essere richiesta al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell'atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata.
3. È nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione di cui al primo comma.
4. La surrogazione per volontà del debitore di cui al presente articolo non comporta il venir meno dei benefici fiscali previsti per l'acquisto della prima casa.

ARTICOLO 13
Revoca delle concessioni per la progettazione e costruzione di linee ad alta velocità e nuova disciplina degli affidamenti contrattuali nella revoca di atti amministrativi
1. Al fine di consentire che la realizzazione del Sistema Alta Velocità avvenga tramite affidamenti e modalità competitivi conformi alla normativa attualmente vigente a livello nazionale e comunitario, nonché in tempi e con limiti di spesa compatibili con le priorità e i programmi di investimento delle infrastrutture ferroviarie, nel rispettodei vincoli economici e finanziari imposti dal decreto legislativo 8luglio 2003 n. 188al gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale e degli impegni assunti dallo Stato nei confronti dell'Unione europea in merito alla riduzione del disavanzo e del debito pubblico: a)sono revocate le concessioni rilasciate alla Tav Spa dall'Ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991limitatamente alla tratta Milano Verona e alla subtratta Verona Padova,comprensive delle relative interconnessioni, e il 16 marzo 1992 relativaalla linea MilanoGenova, comprensiva delle relative interconnessioni,e successive loro integrazioni e modificazioni; b) è altresì revocata l'autorizzazione rilasciata al Concessionario Rete ferroviaria italiana Spa all'articolo 5 del decreto ministeriale 31 ottobre 2000 n.138T e successive modificazioni e integrazioni, nella parte in cui consente di proseguire nel rapporto convenzionale con la società Tav Spa relativo alla progettazione e costruzione della linea Terzo Valico dei Giovi/ MilanoGenova,della tratta MilanoVerona e della subtratta VeronaPadova.
2. Gli effetti delle revoche di cui al precedente comma si estendono a tutti i rapporti convenzionali da esse derivanti o collegati stipulati da Tav Spa con i General Contractors in data 15 ottobre 1991 e in data 16 marzo 1992,incluse le successive modificazioni e integrazioni.
3. La Società Ferrovie dello Stato provvede direttamente o tramite società del gruppo all'accertamento e al rimborso, anche in deroga alla normativa vigente, secondo la disciplina di cui al comma seguente, degli oneri delle attività progettuali e preliminari ai lavori di costruzione oggetto di revoca nei limiti dei soli costi effettivamente sostenuti, adeguatamente documentati e non ancora rimborsati alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. All'articolo 21quinquies della legge 7 agosto 1990,n.241 è aggiunto il seguente comma: "Ove la revoca di un atto amministrativo a efficacia durevole o istantanea di cui al comma 1 del presente articolo incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con interesse pubblico".

ARTICOLO 14
Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnicoprofessionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica
1. Il secondo ciclo di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è costituito dal sistema dell'istruzione secondaria superiore e dal sistema dell'istruzione e della formazione professionale. Fanno parte del sistema dell'istruzione secondaria superiore i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali di cui all'articolo 191, comma 2 del Testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, tutti finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Nell'articolo 2 del decreto legislativo n. 226 del 2005, al comma 6 primo periodo sono soppresse le parole: "economico" e "tecnologico " e il comma 8è sostituito dal seguente: "8. I percorsi del liceo artistico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi.". Nel medesimo decreto legislativo n. 226 del 2005 sono abrogati il comma 7 dell'articolo 2 e gli articoli 6 e 10 e il comma 8dell'articolo 2.
2. Fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e nel rispetto delle competenze delle Regioni e degli Enti locali in materia di programmazione dell'offerta formativa possono essere costituiti, in ambito provinciale o subprovinciale, tra gli istituti tecnici e gli istituti professionali, le strutture formative rispondenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui al Capo III del decreto legislativo n. 226 del 2005 e le strutture che operano nell'ambito del sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore denominate "istituti tecnici superiori" nel quadro della riorganizzazione di cui all'articolo 1 comma 631 della medesima legge 296 del 2006, "Poli tecnico professionali", di natura consortile e con le forme di cui all'articolo 7,comma 10 del decreto del Presidente della Repubblica 8marzo 1999,n.275.I"Poli"sono costituiti al fine di promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e le misure per lo sviluppo economico e produttivo del Paese e sono dotati di propri organi da prevedersi nelle relative convenzioni. All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, in conformità ai loro statuti e relative norme di attuazione.
3. Al Testo unico delle imposte suiredditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 15, comma 1, dopo la lettera isepties) è inserita la seguente: "iocties) le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa; la detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ."; b) all'articolo 100, comma 2, dopo la lettera o) è inserita,in fine,la seguente: "obis) le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa, nel limite del 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui; la detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241."; c) all'articolo 147, comma 1, dopo la parola "iquater" sono aggiunte le seguenti: "e iocties".
4. All'onere derivante dal comma 3, valutato in 54 milioni di euro per l'anno 2008e in 31 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009, si provvede: a)per gli anni 2008e 2009 mediante utilizzo delle disponibilità esistenti sulle contabilità speciali di cui all'articolo 5ter del decretolegge 28dicembre 2001,n.452,convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, che a tal fine sono vincolate per essere versate all'entrata del bilancio dello Stato nei predetti anni. Con decreto del ministro della Pubblica istruzione,di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, da emanare entro 30 giorni dalladatadientratainvigoredelpresenteprovvedimentosonostabiliti i criteri e le modalità per la determinazione delle somme da vincolare su ciascuna delle predette contabilità speciali ai fini del predetto versamento; b) dal 2010 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
5. Il ministro dell'Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
6. Il ministro dell'Economia e dellefinanzeprovvedealmonitoraggio degli oneri di cui al comma 3, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima dell'entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al periodo precedente,sono tempestivamente trasmessi alle Camere,corredati da apposite relazioni illustrative.
7. I soggetti che hanno effettuato le donazioni di cui al comma 3 non possono far parte del consiglio di istituto e della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche.
8. Le disposizioni dicuial comma 3 hanno effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso dal 1° gennaio 2007.

di ventomare il 27.01.07 20:33 | M | C | #

Bah! pensavo che contro microsoft si fosse mosso un'organismo che si chiama antitrust, pensa te come sono distratto. E invece nientepopodimenoche Clinton... Insomma mi vuoi dire che se c'è un organo che non funziona ci deve pensare il governo? Bene. Ti ripeto, cosa lo manteniamo a fare Calabrò? A prendere uno stipendio? Non ti viene in mente che forse allora Prodi avrebbe fatto meglio a dare più poteri all'organismo preposto? Ti dico allora che che invece di mantenere Calabrò, sarebbe stato meglio che Bersani decidesse direttamente la tariffa e la imponesse.
Così non stipendiamo un'altro ente inutile e facciamo prima.
Il tizio che hai citato fa la politica commerciale dell'Unione europea, non dice (ad esempio) alla fiat a quanto deve vendere le proprie macchine; capisci la differenza?
A quando l'emissione di una bella sentenza da parte di Mastella? Chessò potrebbe mandare in galera Zornitta con un bel decreto, che ne pensi?

Ventomare, stavamo discutendo delle famose liberalizzazioni, il pacchettino che era su tutti i giornali, non di tutto quello che il csx ha portato in parlamento. Se vuoi ti faccio un'elenchino dei provvedimenti che erano in oggetto preso da repubblica. Così non ti perdi.

di Ellegi il 27.01.07 21:35 | M | C | #

Ellegi non dire altre sciocchezze. La causa antitrust fu avviata dal ministro della giustizia Janet Reno e sostenuta fino allo spasimo dalla Casa Bianca per tutta la sua durata.

I pressi delle automobili non sono tariffarie e non esiste nessun cartello dei produttori di automobili. Capisci la differenza?

'notte

di Return il 28.01.07 01:45 | M | C | #

"tra pochi giorni un altro gruppo di provvedimenti di crescente importanza: la revisione dei compiti, dei poteri e del funzionamento delle Authority, l'abolizione di alcune di esse rivelatisi ora inutili e infine la fondazione di altre tra le quali una, necessaria, per i Trasporti e un'altra proprio per le liberalizzazioni."


Scalfari su Rep. di oggi


di Return il 28.01.07 11:43 | M | C | #

Quindi non è stato l'antitrust ad andare contro microsoft, ma bill clinton. Poi sono io che dico sciocchezze.
Fai un esempio pratico te in cui Peter Mandelson ha detto alle compagnie telefoniche, assicurative o a chi vuoi te, i prezzi che dovevano fare. Così non faccio più confusione fra prezzi e tariffe.

di Ellegi il 28.01.07 11:47 | M | C | #

In America c'è una commissione indipendente, l'equivalente della nostra authority, la Federal Trade Commission, e lAntitrust Commission del dipartimento della Giustizia che è un organo politico ed ha intentato quella famosa causa. Che hanno voluto Clinton e il suo ministro Reno. Causa legale antitrust di iniziativa governativa. Ti è chiaro adesso? Non ne sono sicuro.
Del resto l'Authority, non solo in Italia, non hanno primariamente/esclusivamente il compito di comminare sanzioni quanto di effettuare indagini e suggerire al parlamento le leggi necessarie.

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La Commissione Europea, incurante delle proteste degli operatori, sta procedendo alla definizione di nuove regole per ridurre i costi del roaming, che potrebbero essere adottate entro l’estate.
(...)
Attualmente le tariffe per chiamare dall’estero verso il proprio Paese e viceversa sono da tre a dieci volte superiori a quelle praticate nei singoli Paesi: secondo i dati di Eurobarometro, che ha condotto un sondaggio subito dopo le scorse vacanze estive, per una chiamata di 4 minuti in roaming, un utente paga ancora tra i 4 e 6 euro, per superare in alcuni casi i 12 euro.

Il nuovo regolamento comunitario prevede riduzioni fino al 70% rispetto alle attuali tabelle con una tariffa massima di 49 centesimi al minuto per chiamate dall'estero e di 33 centesimi al minuto per le chiamate nazionali effettuate.

Oltre alla riduzione delle tariffe, la Ue chiede agli operatori anche maggiore trasparenza, attraverso la fornitura agli utenti di informazioni complete sulle tariffe praticate al momento della sottoscrizione del servizio e l’aggiornamento costante sulle variazioni delle tariffe. Alle autorità nazionali di regolamentazione il compito di seguire da vicino l'andamento delle tariffe applicate ai servizi di trasmissione dati come i messaggi SMS e MMS.

Si tratta comunque di misure ancora al vaglio degli europarlamentari che hanno ugualmente proposto soluzioni alternative, quali la realizzazione di una ‘Borsa’ di scambio dei minuti di roaming e la creazione di una tariffa standard, indicativa, battezzata ‘eurotariffa’, destinata ai consumatori che non hanno voglia di districarsi nella selva delle proposte tariffarie.

Quest’ultima formula è stata particolarmente apprezzata dal Bureau européen des consommateurs (BEUC) che preferirebbe che gli operatori applicassero questa tariffa transeuropea di default, lasciando ai consumatori la possibilità di sceglierla o di preferire una formula più adatta alle proprie esigenze.

Il mercato del roaming vale all’incirca 8,5 miliardi di euro, per un servizio utilizzato da circa 147 milioni di utenti: secondo le cifre in mano alla Commissione, da marzo a giugno 2006 – nonostante le proposte degli operatori - i costi del roaming sono rimasti invariati nell’80% dei casi, mentre sono addirittura aumentati nel 6% dei casi esaminati.

Il problema delle tariffe elevate di roaming praticate ai clienti che viaggiano in Europa è stato individuato per la prima volta a metà del 1999, quando la Commissione ha deciso di condurre un'indagine sui servizi di roaming nazionale e internazionale. Tale indagine ha indotto la Commissione ad avviare procedimenti nei confronti di determinati operatori mobili nel Regno Unito e in Germania, accusati di abuso di posizione dominante per aver imposto tariffe eccessivamente alte per l'uso in roaming delle loro reti in Gran Bretagna.

Nel 2001, secondo l’allora Commissario alla Concorrenza Mario Monti, le tariffe applicate agli operatori stranieri erano pari a circa un euro al minuto, tanto che a volte, i prezzi di accesso all'ingrosso erano superiori di quelli al dettaglio.

A ottobre del 2005, la Ue ha anche creato un sito web sui prezzi del roaming. Dai dati presenti sul sito emerge che, di fronte alla minaccia di una normativa comunitaria, alcune compagnie di telefonia mobile hanno iniziato ad offrire speciali pacchetti tariffari a determinati gruppi di clienti. Per la maggior parte dei consumatori che paga tariffe standard, tuttavia, non si è registrato alcun reale progresso.

A oggi, la situazione non è molto cambiata e il Commissario Reding ha ingaggiato una difficile battaglia contro i costi eccessivi del servizio, culminata con una proposta di regolamentazione osteggiata dalla maggior parte degli operatori mobili, molti dei quali hanno proposto l'autoregolamentazione o un'altra forma di regolamentazione.

Anche gli stati membri si sono dimostrati abbastanza ostici in un primo momento, con Italia, Germania, Irlanda ed Estonia convinte della necessità di un nuovo regolamento. Francia e Gran Bretagna con altri 15 Stati chiedevano invece un periodo di transizione di almeno sei mesi, mentre Grecia e Malta si sono strenuamente opposte a nuove norme.

di Return il 28.01.07 12:15 | M | C | #

Insomma è stato clinton, è questo che vorresti farmi credere? fai il favore di non sparare idiozie, grazie.
Oltretutto quelle che indichi sono commissioni europee. Se ti informi meglio, capisci che non sono e non rappresentano il governo europeo. Sono delle authority con il compito di vigilare. Per farti capire meglio, hanno il potere di un Calabrò. Non ho visto nessuno del Consiglio dell'Unione europea (l'equivalente del nostro consiglio dei ministri) dichiarare che le tariffe telefoniche sono da cambiare. Alla luce di questo puoi dire quello che vuoi: se un governo prende direttamente decisioni che non gli competono si chiama dirigismo. E non troverai nessun esempio se non in cina o paesi confratelli. Un modo per farsi pubblicità alla faccia dei poveri gonzi.

di Ellegi il 28.01.07 15:52 | M | C | #

E' stata iniziativa dell'amministrazione Clinton, sì, Ellegi, rassegnati. Peraltro tu non sai nemmeno che cosa sia la Commissione Europea (non "le commissioni europee"). Il "governo europeo" è rappresentato dalla Commissione quanto del Consiglio, ma questo chiunque lo sa, a maggior ragione dovrebbero saperlo quanti hanno accusato Prodi di ogni nefandezza quando ne era a capo.
Per finire datti una letta al fondo di quel dirigista cinese di Mario Monti oggi sul corriere "il governo ha fatto un altro passo significativo verso una politica economica orientata ai consumatori... Alcune delle misure annunciate giovedì sono importanti, vengono incontro alle attese dei cittadini e incoraggiano a pensare che si proseguirà in questo nuovo orientamento..."
Poi c'è ancora un po' di luce consiglierei una passeggiata, dammi retta ci fai più bella figura.

di Return il 28.01.07 17:07 | M | C | #

Return fatti un ripassino delle varie cariche e delle istituzioni europee. ripeti con me: Barroso e Solana non sono la stessa persona. Più volte. La commissione è una, i commissari sono tanti e ognuno si occupa di una cosa specifica. L'articolo di monti leggilo per bene: e (leccate di culo a parte) vedi cosa dice delle ricariche.

di Ellegi il 28.01.07 17:17 | M | C | #

Ma allora sei di coccio!? Solana è segretario generale del Consiglio, una carica quasi onorifica giacché non decide un cazzo - oltre ad essere Alto rappresentante per la PE- cosa cazzo c'entra? Ah forse ti riferivi al pesidente del Consiglio: Frank-Walter Steinmeier, ossia il ministro degli Esteri di Angela Merkel, presidenza tedesca. Pronto???
I commissari sono tanti, ma la commissione è una appunto, le commissioni europee di cui parli tu non esistono, a meno che non ti riferisci alle commissioni d'inchiesta del parlamento europeo.
L'articolo di Monti l'ho letto e prima di leggerlo avevo già scritto cosa pensavo delle ricariche. Sei tu che non l'hai letto bene, specie nel passaggio in cui esorta il governo a fare di più senza nessun riferimento al dirigismo cinese uscito dal tuo cervello.

di Return il 28.01.07 17:34 | M | C | #

"Si può obiettare che alcune misure d'imperio (come quella sulle ricariche dei telefoni cellulari) otterranno sì il plauso immediato dei consumatori ma, poiché non mirano ad accrescere la concorrenza nel mercato, non agiscono nel loro interesse di più lungo periodo." Sennò, da bravo comunista neghi anche l'evidenza. ti esembra una misura di liberalizzazione questa? E non è l'unica presa dal governo in questa cosiddetta liberalizzazione. Se elenchi le vere misure di liberalizzazione ne conti una.

Sulla commissione europea hai ragione. Non sapevo che avesse anche competenze di iniziativa del processo legislativo e di bilancio. Comunque trovami un paese democratico europeo e non, che abbia preso direttamente decisioni sulle tariffe. Solo da noi e solo per pubblicità.

di Ellegi il 28.01.07 18:23 | M | C | #

Ventomare

ma tu di buone intenzioni riesci a nutrirti, visto che te le mangi tutte?

Io preferirei aspettare dei fatti, anche visto il precedente disastroso dei tassisti.

La direzione sembra quella dell'assolutismo facilone e paternalistico, condito di porcate ad personam contro Berlusconi (cui mi associo, tanto quei soldi non li spende per il Milan :): una specie di ircocervo tra Mussolini e Beppe Grillo.

Di liberale e di liberista neppure l'odore, come nel CDX.

Saluti

di Francesco il 28.01.07 18:29 | M | C | #

Ho scritto sopra, Ellegi, proprio rispondendo a Ventomare che quello del costo di ricarica mi pareva una misura di facciata, e mi sarei aspettato norme contro le clausole capestro di non-recesso.

E Ventomare posta che:

3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni. Le clausole difformi sono nulle fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articoloi rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore della presente disposizione entro i successivi 30 giorni.

Questa mi sembra una norma 'di mercato', come per esempio la portabilità del numero telefonico o della targa, perché consente al consumatore di punire il gestore inadempiente (come me) senza pagare penali o imbarcarsi in cause senza fine. Io ho avuto l'adsl staccata per un mese da Libero senza preavviso. Non ho potuto raggiungere il centralino (1 ora e mezza di attesa di media in linea), non mi hanno risposto alle email, nè col fai-da-te on line. Avrei dovuto passare alla concorrenza (libero mercato), no? Beato te! Per recedere senza pagare penali dovevo COMUNQUE dare due mesi di preavviso dalla scadenza naturale del contratto. Oppure pagare 200 euro.
Ergo, per punire Wind dovevo cacciare 200 euro, altrimenti abbozzare o andare dal giudice. Tu dici scemo che hai scelto Libero. Ma la stessa clausola la applicano tutti gli altri, quindi non ho scelta.

Ora li mando a fare in culo il giorno dopo. Scommetti che il servizio migliora? Che prima di staccare la linea ti avvertono? Che il call center ti risponde? Che per tenerti abbassano o almeno non alzano le tariffe?

Questa è una liberalizzazione.

di return il 28.01.07 18:57 | M | C | #

Nessuno la contesta. Ma è una. E non sono così sicuro che funzionerà da deterrente. Strombazzare che sono state prese un sacco di misure di liberalizzazione e trovarsene una mi sembra un pò riduttivo. Non ho rivotato Berlusconi per le mezze leggi che ha varato, e dovrei ritenermi soddisfatto da due mezze proposte di legge fatte più per pubblicità che per effettiva utilità?

di Ellegi il 28.01.07 19:12 | M | C | #

Il Biscardiano "sgub":
"COMMERCIO: NIENTE SCONTRINO, CHIUSO NEGOZIO PER 3 GIORNI"

E' una legge in vigore, e mai abolita, dal _1997_, e precisamente: D.Lgs. n. 471/1997 art.12:

"Qualora siano state definitivamente accertate, in tempi diversi, tre distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi nel corso di un quinquennio, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del decreto legislativo recante i principi generali per le sanzioni amministrative in materia tributaria, é disposta la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività ovvero dell'esercizio del l'attività medesima per un periodo da quindici giorni a due mesi. Se i corrispettivi non documentati nel corso del quinquennio eccedono la somma di lire duecento milioni la sospensione é disposta per un periodo da due a sei mesi."

Se poi i media pompano la notizia, e i pesci abboccano come opera del supermortadella....

No scontrino, no parti! since 1997 :)

di Ginchelli il 29.01.07 10:09 | M | C | #

Ma perchè i socialisti come Ventomare non si limitano a fare i socialisti, ma vogliono pure essere liberali? Non ce la potete proprio fare: il vostro egualitarismo di facciata comunque ve lo impedisce. Ci vuole molto a capire che un governo, se quell'insieme di teste bacate si può definire così, che decide le tariffe di un'azienda prende una decisione populista, inutile (c'erano già procedure avviate dalle auythority) e affatto liberale? Lo volete capire che la vera liberalizzazione non è fare aprire i barbieri al lunedì, ma togliere i limiti d'orario? Ci vuole molto a capire che i costi di chiusura di un mutuo molte banche non li applicano più, e ciò ed altro si ottiene stimolando la concorrenza, non per decreto? Lo capite che la schifezza dei prezzi aerei è fatta solo ad uso e consumo di Alitalia: le tasse aeroportuali, altissime, vigono per tutti: la differenza di prezzo la vedo meglio al netto, o no? Lo volete capire, i miei cooperatori della domenica, che se si vuole una maggiore distribuzione dei carburanti (strano, in un paese che ha il 20% di distributori in più rispetto alla media europea..), allora bisogna dare la possibilità di aprire distributori a TUTTE le aziende commerciali, non solo alla grande distribuzione ( il solito regalo agli amici degli amici, vergognatevi..)? Riuscite a comprendere che quella cagata immonda che si sta preparando in campo televisivo ha il piccolo difettuccio di volere stabilire a priori quanto può guadagnare un'azienda, e come e dove un'altra azienda deve fare pubblicità? E questo lo chiamate liberalizzare? Togliete il canone, questo sarebbe liberalizzare. Poveretti, dovete studiare ancora un pochino..
Ricordo ai cari unionisti che Rutelli, per mesi in campagna elettorale, rimproverava la CDL di non abbassare le accise sui carburanti, visti gli aumenti di prezzo. Se ne è già dimenticato, il bell'uomo? br
Sulla proposta Mastella non ci sono parole: una scemenza che descrive bene la mentalità di questi mentecatti statalisti e dispotici.

di bill il 29.01.07 10:52 | M | C | #

A proposito di canone RAI, mi e' arrivato il bollettino di 104 euri a casa, ma sto pensando di rifarlo ed eventualmente versarlo coi 4 euro di aumento in meno...

di Ginchelli il 29.01.07 11:00 | M | C | #

bill, berlusconi si dice socialista, lo sapevi?

di silvestro il 29.01.07 11:10 | M | C | #

"Ci vuole molto a capire che i costi di chiusura di un mutuo molte banche non li applicano più"

questa è meravigliosa

di silvestro il 29.01.07 11:11 | M | C | #

Bill, le penali per l'estinzione anticipata dei mutui vanno, andavano prima di questa legge, dal 2 al 4%. Su un mutuo di 100.000 euro fanno dai 2.000 ai 4.000 euro. Mi domando che senso ha, aveva, fare pagare una penale per l'anticipazione di un pagamento.

Per quanto riguarda il tetto di pubblicità televisiva fai un discorso che con un'econimia liberale è come un calcio nelle palle. Non esiste nessuna economia liberale che consente ad un operatore di avere il 62% delle entrate pubblicitarie e di detenere praticamente un monopolio. In America ad esempio come arrivi al monopolio fanno lo spezzatino, vedi le sette sorelle petrolifere o le sette compagnie telefoniche nate dallo smembramento dei monopolisti. Non ti dico poi nell'informazione che è un settore delicatissimo per la democrazia. Non faccio neppure cenno al fatto che chi ne deteneva la proprietà è diventato pure il capo della maggioranza e dell'esecutivo. Solo la Thailandia l'ha potuto sopportare e neanche per tanto.

Le authority verranno rafforzate a breve con un provvvedimento della maggioranza in lavorazione ed allora potranno agire più rapidamente ed incisivamente di quanto ha potuto fare quella delle tlc.

Per quanto riguarda il rapporto socialismo e il liberalesimo. Io non ci vedo niente di male, anzi. La libertà economica con le giuste regole è giustizia sociale, è democrazia e sviluppo. Quelle stesse regole che Berlusconi vedeva come il fumo neglio occhi. La regola che valeva per lui erano operare con leggi protettive dei suoi interessi. Si vede anche dai flop che ha fatto all'estero, dove doveva competere senza le mani morte delle protezioni politiche.

di ventomare il 29.01.07 11:20 | M | C | #

16/10/2006 - Una disposizione del decreto legge n. 262/2006 (collegato alla Finanziaria) prevede che basterà una singola violazione alle norme sull’emissione dello scontrino o ricevuta fiscale per far scattare la sanzione accessoria di sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Tuttavia è allo studio del Governo un emendamento che accoglie le proteste dei commercianti: la sanzione dovrebbe scattare con la commissione di tre violazioni in un quinquennio(come previsto in precedenza) ma la chiusura sarà immediata senza attendere la definitività del provvedimento di irrogazione.
Fonte: Il Sole 24 Ore

di silvestro il 29.01.07 11:59 | M | C | #

Silvestro, succede più spesso di quanto pensi. Sempre se, ovviamente, vai a contrattare.
La tutela dei consumatori è sacrosanta e va benissimo, ma sarebbe molto più efficace se consumatori stessi ogni tanto muovessero il culetto e si informassero, o battessero i pugni sul tavolo. Anche per le multinazionali ogni singolo utente è un tesoro da non perdere.
Molti consumatori sono trattati come numeri perchè così si percepiscono e, quindi, vengono percepiti.
Sbagliano.

di Losciacallo il 29.01.07 13:37 | M | C | #

sciacà, anche i mutui per chi ha contratti cocopro dovevano essere facili, ho girato come una trottola e l'unica banca che me l'ha concesso l'ha fatto con la garanzia della pensione dei miei, della loro casa e della casa di mio nonno.
e per soli 15 anni, con l'obbligo di aprire il conto da loro.
ti lascio immaginare la quota mensile, è più del mio stipendio.

dire che se ti fottono è perchè è anche un pò colpa tua non mi trova per nulla d'accordo.

e puoi contrattare solo se gli conviene almeno un poco, con tremila euro sul conto ti ridono in faccia.

sarebbe meglio obbligarli alla trasparenza, non è un'ingerenza, è la base di un vero libero mercato.

di silvestro il 29.01.07 14:08 | M | C | #

"In America ad esempio come arrivi al monopolio fanno lo spezzatino"

come hanno fatto con Microsoft, vero?
del resto negli Stati Uniti hanno una meravigliosa RAI che detiene metà del mercato e che sarebbe l'unica beneficiaria di norme a danno della sua concorrente e che, casualmente, è in condominio tra un sindacato interno rosso e i partiti politici.

"Le authority verranno rafforzate a breve"

sempre a credere alle promesse, stai ancora aspettando che ti consegnino il Colosseo che hai comprato nel tuo ultimo viaggio a Roma, vero? Infatti ogni volta che telefoni ti dicono "a breve, a breve" e tu sei felice.

" un governo ... che decide le tariffe di un'azienda prende una decisione .... affatto liberale": quoto Bill, incisivo e preciso come non mai.

saluti

di Francesco il 29.01.07 15:40 | M | C | #

Standard Oil, AT&T e Microsoft. Che l'azione antitrust contro Gates non sia andata a buon fine non significa che fosse illegittima, tant'è che il giudice (i giudici) sono entrati nel merito e hanno emesso un verdetto.

Nel concetto di "tariffa" è inclusa la possibilità di intervento pubblico. Il punto non è questo ma se l'intervento sia pro concorrenza o solo distorsivo del mercato.

di Return il 29.01.07 17:07 | M | C | #

Segnalo su Phastidio.net una sapiente brutalizzazione ai danni di Rocca riguardo gli effetti della presidenza Bush sui salari americani.

http://phastidio.net/2007/01/28/ritenta-sarai-piu-fortunato/

di Return il 29.01.07 17:16 | M | C | #

Return, anche il post sulla commissione di massimo scoperto non è male.

Silvestro, il mio è un discorso di principio, di impostazione dei rapporti tra consumatore e grandi (e pure piccole) aziende.
Sul tuo caso specifico non so che dire, non è argomento che ho trattato o conosciuto.
Tuttavia, forse l'iniziativa "Patti chiari" potrebbe tornarti utile, dacci uno sguardo e vedi se le banche si sono comportate correttamente (....) o no.

di Losciacallo il 29.01.07 20:33 | M | C | #

Sì, e anche quello sulle liberalizzazioni alla zapatera.

di Return il 29.01.07 20:53 | M | C | #

Ho letto il post di Phstidio sulla commissione massimo scoperto e non mi ha convinto.
Innanzitutto sostenere che togliere un assurdità quale è la commissione massimo scoperto non serve a niente perchè comunque le banche si rifaranno in altro modo equivale a sostenere che tanto vale non far nulla, tanto il modo di mettertelo in quel posto lo troveranno comunque: un po rinuciatario come concetto.
Poi dipenderà che sono sfortunato (o pirla) ma finora le banche che mi hanno concesso un fido di conto corrente mi hanno anche sempre fatto pagare oltre la commissione di massimo scoperto anche le spese di gestione della "pratica", cosa che secondo Phastidio potrebbe accadere nel futuro e che invece accade nel presente e anche nel passato.
Comunque con le banche, se non si è con l'acqua alla gola, l'unico sistema che funzione è quello di metterle in concorrenza tra di loro, utilizzando quella che conviene in un dato momento. Si scopre così che banche alquanto distratte quando si tratta dei nostri interessi, sono attentissime quando un cliente cessa di utilizzare i loro servizi e mettono in campo funzionari che si mettono a contrattare come in un suk. Quel che ho imparato sulla mia pelle è che con la banca bisogna avere lo stesso atteggiamento che si avrebbe se si vivesse con un serpente a sonagli in giro per casa: bisogna sempre stare svegli e sull'avviso :)

di Giancarlo il 29.01.07 21:20 | M |