Giovedì 5 Ottobre 2006

Finanziaria e scuola: bocciare meno per risparmiare

la finanziaria degli asini.gif

Nella Finanziaria fantastica che bastona tutti, quella che ha inaugurato una nuova categoria di "ricchi" - praticamente già a 30.000 euro sei un vero "sciur" - se ne inaugura un'altra: i promossi a risparmio garantito.
Per cui vanno attivati "idonei interventi finalizzati al contrasto degli insuccessi scolastici attraverso la
flessibilità e l’individualizzazione della didattica, anche
al fine di ridurre il fenomeno delle ripetenze" con "attività di accoglienza, rimotivazione e riorientamento, nonché l'individualizzazione della didattica in modo da tener conto delle diverse forme di intelligenza e dei diversi stili di apprendimento"
Si potrebbe essere anche in parte d'accordo, magari dimenticando la sempre più vasta torma di ragazzini svogliati, dediti più calcio e alla PlayStation piuttosto che alla scuola, se il fine fosse quello di recuperare queste "diverse intelligenze" allo studio.

Lo scopo invece è il risparmio, e quando si tratta di soldi l'obiettivo si raggiunge anche quando di fatto non lo si sfiora nemmeno.
E infatti è nero su bianco:"la conseguente riduzione della permanenza media degli alunni all'interno del sistema determinerà una riduzione della spesa per oneri del personale ...Al fine della stima del risparmio, è stata considerata una riduzione del l0% del numero dei ripetenti dei primi due anni di corso della scuola secondaria di secondo grado, ammontanti oggi complessivamente a 185.002 studenti. Sì ricava così una diminuzione di 18.500 unità per la popolazione studentesca che, considerando l'attuale rapporto alunni/classi, corrisponde a 805 classi; supponendo quindi di poter diminuire il numero complessivo di classi in ragione dell'80% del possibile risparmio, si stimano 644 classi in meno ...per una minore spesa di euro 56 milioni a decorrere dall'anno 2008, ed euro 18,6 milioni per l'anno 2007"
Quindi: meno studenti bocciati, minor permanenza di anni nelle strutture scolastiche, meno classi, meno insegnanti, meno bidelli, meno personale.
Insomma, studenti promossi e insegnanti più morbidi per legge, ché effettivamente se ne sentiva il bisogno.
Più felicità per tutti - studenti compresi - come promesso

di Rolli alle 05.10.06 02:03 | Politica | Commenti (69)

Commenti

Hehe... ma questo sembra più un invito agli insegnanti a bocciare, più che a promuovere.
In pratica dici loro che più bocci e più hai garantito il posto di lavoro!!

di Manuele il 05.10.06 06:29 | M | C | #

Rolli c'è post@ per te:

1) 15enne si ribella al Ramadan e tenta il suicidio
http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2006/10/articolo2791.shtml

2) Polemiche sulla dispensa ad un poliziotto musulmano britannico di non prestare servizio nella protezione all’ambasciata di Israele per ragioni morali
http://news.independent.co.uk/uk/this_britain/article1800514.ece

3) Progetto di ospedale islamico a Rotterdam con rigida separazione dei sessi
http://www.liberation.fr/actualite/monde/208454.FR.php

di sing il 05.10.06 12:24 | M | C | #

Rolli, su, non mi cader dal pero.
Già ai tempi della Moratti (e pure prima) la 'produttività' della scuola si misurava in percentuali di promossi e tu non potevi né dare il debito né tanto meno bocciare se non dimostravi di aver adottato il piano degli IDEI (Interventi didattico-educativi integrativi): insomma, si parte dal presupposto che se il pargolo non impara qualcosa la colpa sia tua che non gliela spieghi, rispieghi, decanti, decostruisci e bignamizzi abbastanza, non certo sua che non c'ha voglia; e se proprio non c'ha voglia, te tu lo devi motivare - in ogni caso, come disse una volta (suscitando l'ilarità malamente repressa del Collegio Docenti) una preside (ex docente di lettere, peraltro): voi mi dovete dimostrare che vi si siete attivati e avete adottato tutti gli opportuni interventi affinché l'allievo poi non mi HA più il debito.
E sicuramente, come nel 99,98% di quel che fanno i presidi, l'input veniva dall'alto. E parliamo già di qualche anno fa.
O ti suona nuova, che più o meno bocciati vogliano dire più o meno alunni nel corso precedente o successivo, quindi più o meno classi e più o meno posti di lavoro? E gli insegnanti sono tutti missionari comboniani, scevri di qualsivoglia considerazione mondana, foss'anche la loro pagnotta? In quale universo?

di Il Griso il 05.10.06 12:25 | M | C | #

Rolli c'è post@ per te:

1) 15enne si ribella al Ramadan e tenta il suicidio
http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2006/10/articolo2791.shtml

di sing il 05.10.06 12:26 | M | C | #

2) Polemiche sulla dispensa ad un poliziotto musulmano britannico di non prestare servizio nella protezione all’ambasciata di Israele per ragioni morali
http://news.independent.co.uk/uk/this_britain/article1800514.ece

3) Progetto di ospedale islamico a Rotterdam con rigida separazione dei sessi
http://www.liberation.fr/actualite/monde/208454.FR.php

di sing il 05.10.06 12:28 | M | C | #

Tranquillizzatevi tutti: in questa scuola, da decenni, non si boccia più. E se ne vedono bene anche i risultati. In compenso, nessun timore per l'occupazione: da qui a tre anni sono previsti 150.000 insegnanti in più.

di bill il 05.10.06 12:35 | M | C | #

Sing grazie, poi vado a leggere queste chicche della meravigliosa monoculturalità travestita da multiculturalità

Griso, e pensare che mi pareva di aver scritto un post contro una linea guida della Finanziaria e contro i somari, sempre più autorizzati ad esserlo con la benedizione dello stato
si vede che sono affetta da incomunicabilità

di Rolli il 05.10.06 12:40 | M | C | #

Beh bill, in compenso il governo precedente aveva pensato bene di aumentare il numero di insegnanti di relgione...

di sing il 05.10.06 12:41 | M | C | #

Rolli, si vede che son io che non comunico: volevo semplicemente dire che l'andazzo è lo stesso da un pezzo, compreso il regno dell'efficientista e aziendalista Moratti.
Se la 'produttività' della scuola si misura sul numero di promossi, la manovalanza - convinta o meno - si adegua: abbassa gli standard e promuove.

di Il Griso il 05.10.06 13:08 | M | C | #

La verità è che il ceto medio in Italia guadagna questo. Un insegnante può essere considerato ceto medio, non è un laureato? guadagna 25.000 euro. Il ceto medio non è chi guadagna la media del reddito nazionale? Beh la media è 24.000 euro. Il 90% delle persone, almeno a guardare le dichiarazioni, guadagna 40.000 euro. Questa è la verità, cara Rolli. Tantissimi si sono impoveriti, solo pochissimi si sono superarricchiti. Questa è la verità. Siamo un paese più povero e di parecchio. Ma non ce lo vogliamo raccontare. Senza parlare della povertà che si avvicina, quelli che adesso sopravvivono grazie alle pensioni dei genitori e tra 20 anni non le avranno o ne avranno di bassissime non sufficienti neppure a fa sopravvivere loro stessi.

A proposito di scuola, verranno stanziati fino a 1.000 euro a testa per l'acquisto di pc per gli insegnanti di tutti i livelli scolastici. Uno sforzo notevole per innovare. Se tu vuoi finanziare lo sviluppo da qualche parte i soldi devi andarli a prendere.

di ventomare il 05.10.06 13:24 | M | C | #

il 90% guadagna meno di 40.000 euro, ovviamente .... sono quelli che saranno anche se poco premiati dall'intervento fiscale.
fino a 30.000 i single, fino a 40.000 se con carichi familiari.

se uno guadagna 50.000 euro guadagna il doppio della media. se uno guadagna 75.000 euro tre volte la media. i calcoli ovviamente non tengono conto del 25% dell'evaso e del sommerso.

Voglio ricordare che in Francia e germania gli insegnanti guadagnano il doppio.

di ventomare il 05.10.06 13:33 | M | C | #

Eh ma ora con la famosa redistribuzione alla prodi, il divario creato da berlusconi verrà colmato. 10 euroni a testa per i redditi sotto i 2500 e non se ne parli più.

di Ellegi il 05.10.06 18:38 | M | C | #

Io boccerei i somari, ma LICENZIEREI i professori incapaci.
Vi sta bene così?
Io penso di no...

di orlandofurioso il 05.10.06 20:51 | M | C | #

Io non escludo che ci siano milioni di cose che non vanno in questa finanziaria.

Però questa non esiste proprio. Insomma, hai trovato un passo in cui (traduco in italiano grezzo) si consiglia di motivare gli studenti piuttosto di segarli, così la scuola risparmia. E' più o meno la scoperta dell'acqua calda: un alunno bocciato è uno spreco per tutti. Per la famiglia, per l'alunno, per la scuola, per il welfare. E' sempre stato così, e infatti è da decenni che si tende a segare meno.

(Qui si potrebbe anche aprire una parentesi: conoscete qualche alunno bocciato che dalla sua bocciatura abbia tratto qualche giovamento? Di solito è semplicemente un travaso di mele marce a cui gli insegnanti si rassegnano per disperazione).

Insomma, la notizia dov'è? Possibile che non ci sia qualcosa di più discutibile, in quella finanziaria? Non ti applichi mica tanto, eh Rolli?

di leo il 05.10.06 23:43 | M | C | #

E Leo, non è così come dici, perchè se è vero che ormai migliaia di asini vanno avanti per inerzia e volere dello Stato, quando lo metti nero su bianco con indicate le percentuali di risparmio diventa un obiettivo non esattamente umanitario ma strumentale, dove si evidenzia come dell'alunno, della cultura, della preparazione e di qualsiasi altra cosa abbia a che vedere con l'uomo di domani, se ne sbattano.
Non è che non mi applico, è che tu dopo anni di questa scuola non comprendi più
A parte il link di Rocca, ovvio
E pensa se avessimo lasciato la riforma Berlinguer, cosa avresti estrapolato ...

di Rolli il 06.10.06 01:16 | M | C | #

Una cosa semi-OT, scusate.

Ma l'incredibile modifica che prevede la finanziaria su questo argomento?

Mi pare che questa cosa meriti un'incazzatura seria (a differenza delle critiche che ho letto finora :-P)

di Manuele il 06.10.06 09:59 | M | C | #

"Siamo un paese più povero e di parecchio"

pregasi di tradurre in italiano questa interessante informazione. il PIL è cresciuto in quasi tutti gli ultimi 50 anni, il che implica che il valore del prodotto nazionale è cresciuto.
Il PIL procapite anche, per cui non stai parlando del reddito medio come indicatore di povertà.

e allora di cosa stai parlando?

grazie

e per il futuro, prova ad evitare queste dichiarazioni generiche e prive di contenuto, mica sei il Presidente del Consiglio.

di Francesco il 06.10.06 13:30 | M | C | #

"ridurre il fenomeno delle ripetenze"... eh?
a studiare, 'sta gente...

di Gabibbo il 06.10.06 15:38 | M | C | #

Ma i professori incapaci quando li LICENZIAMO?

di orlandofurioso il 06.10.06 20:29 | M | C | #

Francesco però per molti anni il PIL è cresciuto meno dell'inflazione. Anzi, negli ultimi anni non ricordo una volta che è successo il contrario. Se non sbaglio questo significa impoverirsi. O dico una castroneria?

di Manuele il 06.10.06 23:12 | M | C | #

negli ultimi 5 anni il PIL è cresciuto del 4%, l'inflazione del 12%.

inoltre hai un debito pesantissimo, e non solo con gli italiani. un debito che non produce investimenti, per cui una parte della ricchezza che produci la usi per pagare debito, una tassa.

inoltre ci siamo impoveriti culturalmente, in Italia solo il 25% delle persone è laureata e diplomata, mentre per fare un esempio nei paesi baltici è il 50%.

ci siamo impoveriti nell'elite scientifica: l'italia esporta ogni anno 30.000 ricercatori (che tra l'altro ci costano 500.000 euro cadauno per essere formati) e ne importa 3.000 impoverendo il nostro paese e arricchendone altri.

ci siamo impoveriti come competitività perché arretriamo nelle produzioni a basso valore e non cresciamo su quelle ad alto.

ci stiamo impoverendo perché vendiamo tutte le nostre maggiori aziende all'estero senza comprarne.

ci stiamo impoverendo perché le nostre aziende sono piccole e non hanno i soldi per investire in innovazione.

ti sei impoverito perché si sono impoverite le infrastrutture.

ti sei impoverito perché hai perso interi settori produttivi.

ti sei impoverito perché la prospettiva pensionistica è dimezzata.

ti sei impoverito perché fai pochi figli.

etc. etc. etc.

inoltre l'impoverimento, causato provocato dal passaggio euro-dollaro e dai mancati controlli ha prodotto un'enorme distribuzione inversa del reddito, impoverendo moltissimi ed arricchendo pochi.

e se non fossi entrato in europa te ne saresti accorto in un modo così drammatico come se ne accorge a Napoli quando tu si apre una voragine in mezzo alla strada in una giornata di pioggia battente.

e se avesse vinto le elezioni berlusconi allora potevi anche spararti che soffrivi meno.

di ventomare il 07.10.06 11:52 | M | C | #

Mica sono d'accordo con tutta la tua lista, ventoma'... cioè non sono d'accordo sulle colpe. Che c'entra il centrodestra con i (da sempre) pochi laureati/diplomati o con la poca natalità?

Idem con la nostra industria di prodotti a basso valore aggiunto, è un problema decennale...

di Manuele il 07.10.06 13:31 | M | C | #

Ma i professori inetti quando li LICENZIAMO?

di orlandofurioso il 07.10.06 14:26 | M | C | #

Manuele, io non ho detto che quella lista è tutta riconducibile al cdx. Ho detto che ci siamo impoveriti e queste sono le riprove. Francesco, tra l'altro, parlava di PIL che cresce da 50 anni.

Ma di sicuro c'è che il cdx nei 5 anni di governo niente ha fatto per invertire la tendenza. Anzi ha evitato assolutamente di parlare di questa tendenza, negandola.

di ventomare il 07.10.06 14:47 | M | C | #

Ma i professori criminali che hanno promosso orlando quandi li IMPICCHIAMO?

di Il Griso il 07.10.06 15:37 | M | C | #

Griso, sei proprio un malandrino :)
Se davvero la scuola fosse dei cittadini quanti professorini andrebbero a pelar patate al posto di rubare soldi allo stato.
E invece si fanno anche tre mesi di ferie pagate e lavorando al massimo 16 ore settimanali.
E poi uno dice che la colpa è degli studenti...
si certo e Cristo è morto dal sonno.

di orlandofurioso il 07.10.06 18:04 | M | C | #

Griso, sei proprio un malandrino :)
Se davvero la scuola fosse dei cittadini quanti professorini andrebbero a pelar patate al posto di rubare soldi allo stato.
Invece si fanno anche tre mesi di ferie pagate lavorando al massimo 16 ore settimanali.
E poi uno dice che la colpa è degli studenti...
si certo e Cristo è morto dal sonno.

di orlandofurioso il 07.10.06 18:06 | M | C | #

Orlando, i professori non lavorano "al massimo 16 ore settimanali".

Fanno 16 o 18 ore di lezione alla settimana, che è ben diverso.

Ti sembrano poche? Provaci tu. Sul serio. Prova a pensare, seriamente, cosa significa garantire 18 ore di insegnamento alla settimana.

Non è conteggiata la programmazione didattica; la progettazione coi colleghi; la direzione collegiale degli istituti scolastici (che io abolirei immediatamente, ma tant'è); i colloqui coi genitori, ecc. ecc.

Tutte cose che tantissimi insegnanti fanno male. Verissimo. Del resto li si paga poco. Vecchio discorso.

Insisto: qui stiamo spaccando un inutile capello in quattro. Bocciare uno studente è molto spesso uno spreco di risorse; la scuola deve attivarsi per evitarlo, con tutte le sue forze (che ahimé sono scarse). Se c'è un articolo della legge finanziaria che lo mette nero su bianco in economichese, cambia poco o nulla. Non credo che l'articolo della finanziaria entrerà in molti dibattiti dei consigli di classe, quando effettivamente si decide se segare un asino o no.

Quanto al licenziamento degli insegnanti inetti, sono assolutamente favorevole; come del resto sono favorevole a graduatorie di merito. L'unico che provò a introdurle fu Berlinguer, mi pare, che si beccò la protesta compatta della categoria. La Moratti se n'è ben guardata, per motivi che immagino ma che preferisco mi diciate voi. Tra un po' l'orda di insegnanti babyboomers va in pensione, e i rincalzi dovranno darsi una struttura che non c'è più. Nei prossimi anni la scuola cambierà veramente: non per le elocubrazioni di qualche consulente ministeriale, ma perché cambierà improvvisamente gran parte della gente che a scuola tutti i giorni ci lavora.

di leo\ il 07.10.06 19:45 | M | C | #

Leo, dopo 2-3 anni uno va avanti per forza di inerzia visto che ormai ha imparato a memoria i manuali da appioppare agli studenti e come suddividerli in lezioni. Siccome si parla sempre dei datori di lavoro come dei demoni colpevoli dell'inefficienza della scuola (alunni e loro famiglie), mi pareva giusto gettare qualche dubbio in proposito. Al mio liceo c'era un 'professore' che non faceva nemmeno l'appello: si poteva andare via in tutta tranquillità senza essere richiamati da chicchessia. Un altro invece non era capace di fare un esercizio di matematica che dasse un risultato uguale a quello riportato dal manuale (diceva sempre che li faceva ad occhio).
La cosa buffa è che questi signori sono ancora lì a puppare quattrini e a bocciare qualche studente poco diligente. Cose da pazzi.

di orlandofurioso il 07.10.06 20:46 | M | C | #

Ovviamente la mia è una provocazione: è chiaro che la maggior parte dei docenti è costituita da persone valide, ma gli inetti non sono certo una quota marginale. Io li quantificherei su un quinto del totale.

di orlandofurioso il 07.10.06 20:48 | M | C | #

orlando: "Un altro invece non era capace di fare un esercizio di matematica che DASSE un risultato uguale a quello riportato dal manuale".
Hai ragione, circa un quinto dei tuoi insegnanti hanno puppato quattrini: quelli che (non) t'insegnavano Italiano.

di Il Griso il 07.10.06 21:49 | M | C | #

Griso sei davvero un malandrino :)
Come siete prevedibili voi professorini :D

P.s. Io nei blog o nei forum scrivo come parlo e, siccome sono di Firenze, caro il Griso, mi pare che far traspirare il mio 'dialetto' non sia altro che professare l' amore verso la mia città e la sua cultura.
Quindi, se uso dasse al posto di desse, che male posso arrecare alla santissima grammatica che proprio in Toscana ha trovato le sue radici?
Sto forse scrivendo un documento pubblico dove l'essere 'asettico' è la giusta norma?
Caro il Griso, mi sa tanto che tu non ami la conoscenza tanta è la tua ferocia verso tutto ciò che non rientra nei tuoi confini. E, sebbene questi possano essere meravigliosamente estesi, non saranno mai infiniti.
Ricordati infatti che una testa, per grande che possa essere, non potrà mai contenere tutto quello che il mondo ha da offrire. Tu, invece, pecchi di presunzione e come tanti professorini di mia conoscenza, cadi inevitabilmente tra i bozzoni del buon senso.
Ciao :)

di orlandofurioso il 08.10.06 15:30 | M | C | #

Griso sei davvero un malandrino :)
Come siete prevedibili voi professorini :D

P.s. Io nei blog o nei forum scrivo come parlo e, siccome sono di Firenze, caro il Griso, mi pare che far traspirare il mio 'dialetto' non sia altro che professare l' amore verso la mia città e la sua cultura.
Quindi, se uso dasse al posto di desse, che male posso arrecare alla santissima grammatica che proprio in Toscana ha trovato le sue radici?
Sto forse scrivendo un documento pubblico dove l'essere 'asettico' è la giusta norma?
Caro il Griso, mi sa tanto che tu non ami la conoscenza tanta è la tua ferocia verso tutto ciò che non rientra nei tuoi confini. E, sebbene questi possano essere meravigliosamente estesi, non saranno mai infiniti.
Ricordati infatti che una testa, per grande che possa essere, non potrà mai contenere tutto quello che il mondo ha da offrire. Tu, invece, pecchi di presunzione e come tanti professorini di mia conoscenza, cadi inevitabilmente tra i bozzoni del buon senso.
Ciao :)

di orlandofurioso il 08.10.06 15:30 | M | C | #

O orlanhino, nunnè ch'i'so'ppresuntuoso, gli è che tu se'bischero (e scusa se il toscano lo parlo male):
"S. Alfonso nel 1746 dimorava a Deliceto (Foggia) in mezzo a un folto gruppo di congregati, tra cui si notavano diversi giovinetti, ammessi di recente nel suo istituto missionario. Ad essi occorreva un maestro. Ebbene l'infaticabile Fondatore, sottraendo qualche ora ai gravi studi di Teologia morale sulla Medulla del Busembaum, con paterna bontà si assise tra i banchi scolastici per insegnare geografia e aritmetica. Né ricusò di spiegare ai suoi birichini gli elementi della lingua italiana, rifuggendo dall'inveterato metodo settecentesco. [...] Non sappiamo se gli capitò sotto gli occhi la pregevole pubblicazione del barnabita Salvatore Corticelli (1690-1758) Regole ed osservazioni della lingua toscana (Bologna, 1745), la cui importanza non è mai scemata presso gl'italiani. E forse per disegno prestabilito non volle controllare il Torto e il diritto del Bartoli per non condividerne lo scetticismo grammaticale. Comunque, il santo, ch'era allora sulla cinquantina, incamminatosi per tal sentiero irto di difficoltà compì uno studio proficuo. Le lezioni brevi e facili piacquero: qualche allievo sveglio, come Tannoia o Landi, dovè pregare con insistenza il maestro a riunirle in un libro.
Gli appunti coordinati e ridotti a forma schematica uscirono alfine fuori da una stamperia napoletana, quando tutti, più o meno, balbettavano da vili schiavi, secondo l'improperio del Carducci. Il biografo del santo grammatico discorre a questo modo dell'operetta: "Soffrendo Alfonso. a malincuore l'imperizia di taluni, che vantandosi filosofi e teologi, fanno tutt'altro che scrivere italiano, e volendo giovare a' suoi ed agli altri, restrinse in un opuscolo le regole più essenziali dell'italiana ortografia, affinché colla scorta di questa si schivassero più facilmente i difetti" (Memorie, II, cap. 34).
Il trattatello di piccol sesto non ha nessuna pretenzione scientifica, né assume alcun tono [...]. 'Si dice: stessi, non stassi; dessi e desse, non dassi e dasse.'"

E si'tte tu vòi proprio la Hrusca, io te la do, o ciuhino:
"No, non è una questione di cacofonia, ma per cosí dire di "pregnanza": l'uso dell'indicativo nella dipendente non esprimerebbe bene un giudizio inteso come non vero. Tento di spiegarmi: sarebbe correttissimo e inequivoco dire: «se non mi avessero insegnato correttamente, forse non riterrei che il congiuntivo di dare non è "dasse"», perché si vorrebbe affermare «non è "dasse"» come vero. Allo stesso modo, nel costrutto di Tiziana: «se non mi avessero insegnato correttamente, forse riterrei che il congiuntivo di dare sia "dasse"», «sia "dasse"» ha un immediato sentore di falsità. Credo che Tiziana avrebbe intorbidato il suo pensiero se avesse scritto: «se non mi avessero insegnato correttamente, forse riterrei che il congiuntivo di dare è "dasse"». Infatti, poiché tutti sappiamo che «è "dasse"» non è vero, l'uso dell'indicativo sembrerebbe voler negare la comune convinzione e contraddirebbe la correttezza dell'insegnamento ricevuto. Per lo stesso motivo potremmo dire, invertendo la protasi: «se mi avessero insegnato correttamente, forse riterrei che il congiuntivo di dare è "desse"»; o anche: «se mi avessero insegnato correttamente, non avrei ritenuto che il congiuntivo di dare fosse "dasse"» («fosse "dasse"» si intende come tardivamente riconosciuto per non vero). Poco cambierebbe se invece che un condizionale il verbo reggente fosse un indicativo. «Non ritengo [o "ritenevo", o "non ritenevo", fa lo stesso] che il congiuntivo di dare sia "dasse"»; «ritengo che il congiuntivo di dare è "desse"»; «non ritengo che il congiuntivo di dare non sia "desse"»: in tutti questi casi chi parla è sicuro e lo esprime in modo inequivoco. Invece, dicendo «ritengo che sia "desse"» s'esprimerebbe qualche residuo dubbio, pur senza voler negare."
Come si coniuga un verbo fondamentale non è questione di scrivere come si parla: ess'anche fosse, te tu mi parli male - e sei troppo bestia pe'hhapirlo.
Non puoi sbraitare 'a casa i prof. nullafacenti' e poi ignorare le norme fondamentali dell'ortografia: come se inveissi contro il Comune che non fa niente contro il traffico e poi ti beccassero col SUV parcheggiato sul posto per gli handicappati davanti al Pronto Soccorso.

di Il Griso il 08.10.06 18:08 | M | C | #

Griso, lo sai che sei davvero buffo? :P

P.s. Riguardo al mio 'parlar male' la colpa è del mio 'dialetto'. Griso, che vuoi farci, purtroppo nascere a Firenze ti segna in qualche modo. Ah, dimenticavo: il periodo "...come se inveissi contro il Comune..." necessita di un bel verbo. Che sia "é"? Boh :) Inoltre qui manca anche il soggetto che non può essere sottinteso a meno che non sia “io”, cosa peraltro impossibile visto il “ti” posto prima del verbo “beccassero” nella proposizione coordinata alla principale. Infatti i due punti posti prima di “come”sono un segno di interpunzione forte che, in questo caso, servono a distinguere due periodi diversi e quindi indipendenti. Il primo è
“Non puoi sbraitare 'a casa i prof. nullafacenti' e poi ignorare le norme fondamentali dell'ortografia:”, mentre il secondo lo dobbiamo riconoscere in “come se inveissi contro il Comune che non fa niente contro il traffico e poi ti beccassero col SUV parcheggiato sul posto per gli handicappati davanti al Pronto Soccorso.”
Inoltre, sei davvero sicuro che l'intervento che hai citato dal sito dell'Accademia della Crusca riguardi la sostituzione di desse con dasse? Qui si tratterebbe di carenze cognitive e non di un mero refuso. Però voglio sperare che tu, avendo molti compiti da correggere e la lezione di domani da preparare, ti sia soltanto distratto un attimo e non che un professore non abbia capito quello che ha letto.

Ciao :)

di orlandofurioso il 08.10.06 19:32 | M | C | #

Griso, magari sei un professore bravissimo, ma non puoi raccogliere una critica sbraitando sulla sua corretta formulazione otografica per tralasciarne la fondatezza e quindi la conseguente legittimità. Griso, dimostrami che sbaglio e sarò lieto di ammettere il mio errore.
Ciao.

di orlandofurioso il 08.10.06 19:47 | M | C | #

Lo vedi che il presuntuoso sei tu? Me li immagino, i poveri cristi che cercavano d'insegnarti la grammatica e tu che alzavi le spalle tanto te tu sei toshano (come se un brasiliano non dovesse imparare i fondamentali, a pallone). E adesso tocca a me ripeterti le regole fondamentali: io li avevo sul sussidiario, i congiuntivi. Ma la colpa è effettivamente degli insegnanti: la mia maestra, a sentire 'dasse', t'avrebbe rifilato uno scapaccione da imprimerti la faccia sul quaderno peggio della Sindone (oggi si beccherebbe una sospensione dal servizio e mezza dozzina di denunce).
Pure nella sintassi sei scarso e ancora più presuntuoso: mai sentito parlare di ellissi? E di coreferenza? Lo sai che in italiano il soggetto non è obbligatorio perché esiste una flessione verbale abbastanza ricca?
In più hai delle carenze cognitive, certo: scusa se ti ho riportato un intervento troppo complesso.

di Il Griso il 08.10.06 20:00 | M | C | #

Continui a non capire, peraltro: qui non è che stiamo parlando di figa e che tu abbia detto 'mi piacerebbe se quella me la dasse'.
Se sostieni che qualcuno non sa fare il suo mestiere, devi anche dimostrare di sapere di cosa stai parlando: mentre invece, come spesso succede a scuola, i più asini sono anche quelli che contestano.

di Il Griso il 08.10.06 20:06 | M | C | #

Griso, sei il totem attorno al quale io adoro ballare :)
Il mio non era un errore e te l'ho già dimostrato. La tua frase invece è scorretta e basta leggerla ad alta voce per rendersene conto, senza scomodare ellissi e coreferenza che qui non c'entrano proprio nulla.
Mi spiace Griso, ma come professore sei BOCCIATO :). [Ovviamente mi riferisco esclusivamente al nick Griso e a quello che posso leggere a sua firma, non alla persona che si cela dietro]

P.s. in tutto il mio ciclo di studi ho sempre avuto il massimo dei voti in italiano, ma che vuoi farci, in Toscana la scuola è davvero mediocre. Per non parlare di Firenze, un covo di somari patentati dediti al brigantaggio di congiuntivi.
Ciao :)

di orlandofurioso il 08.10.06 20:28 | M | C | #

"Il mio non era un errore e te l'ho già dimostrato."
Dimoche? Guarda, non devi dimostrarlo a me, ma agli autori delle grammatiche italiane da qualche secolo a questa parte. Piuttosto, dimostrami che ellissi e coreferenza non c'entrano nelle puttanate che spari tu, faccia da smiley.

di Il Griso il 08.10.06 20:38 | M | C | #

Griso, errare humanum est perseverare autem diabolicum :D
Senti, facciamo pace?
Però a una sola condizione: che tu cominci a voler bene anche ai ciuchini perché nella vita prima o poi c'è sempre un momento in cui lo diventiamo tutti. Mica vorrai condannarti da solo? Allora, amici come prima?

P.s. faccia da smiley è davvero bellina come battuta ;)

di orlandofurioso il 08.10.06 21:07 | M | C | #

Va bene, va bene: mica ti mangio ;-)
(Sennò dopo lo dici alla tu'mamma e al ricevimento mi cazzia perché maltratto il su'figliolo chell'è tanto bonino.)

di Il Griso il 08.10.06 22:38 | M | C | #

No, ragazzi, veramente...c'è un limite a tutto, altrimenti davvero tante vale che si parli di figa e pallone.
Come si fa a dire che siamo più poveri perchè il tasso di inflazione è maggiore del pil?
Allora nel 1980, con un'inflazione al 21% e una crescita inferiore all'1%, abbiamo registrato in terimi reali una recessione del 20%? E il boom degli anni '80 in realtà altro non era che una depressione?


di Contrarian il 09.10.06 10:25 | M | C | #

No, ragazzi, veramente...c'è un limite a tutto, altrimenti davvero tante vale che si parli di figa e pallone.
Come si fa a dire che siamo più poveri perchè il tasso di inflazione è maggiore del pil?
Allora nel 1980, con un'inflazione al 21% e una crescita inferiore all'1%, abbiamo registrato in terimi reali una recessione del 19%? E il boom degli anni '80 in realtà altro non era che una depressione?


di Contrarian il 09.10.06 10:25 | M | C | #

Il boom degli anni '80. Se vabbè. Il boom dello spreco, della spesa per interessi, del debito pubblico e della milano da bere.
Quello che tu chiami boom con un'inflazione a due cifre è stata un'ineguagliabile dimostrazione d'egoismo e di irresponsabilità. Nani e ballerine che gozzovigliavano ai danni delle successive generazioni che pagheranno per anni quelle follie. Quel periodo ci costa il 3% di PIL l'anno di interessi, cioè circa 40 miliardi di euro. Dividendo per 40 milioni di italiani attivi: circa 1000 euro l'anno a capoccia in più degli altri paesi europei. Avremmo potuto pagarci una piccola pensione integrativa.

Se l'inflazione cresce del 12% e la crescita del 4% in cinque anni vuol dire che tutti sono più poveri, hanno un minor potere d'acquisto. e non solo. Infatti l'inflazione non è parimenti distribuita sui prodotti ad alto e su quelli a basso prezzo. I secondi sono aumentati più dei primi indebolendo i ceti più poveri che hanno pagato i mancati controlli del cambio euro molto di più dei ceti più agiati che hanno beneficiato di un'enorme redistribuzione del reddito.

di ventomare il 09.10.06 12:28 | M | C | #

Tu sei fuori di testa.
Prenditi le serie storiche dell'andamento del PIL e dell'inflazione. Tra il 1974 e il 1984 l'inflazione non è mai stata sotto il 10% (con punte del 21) e la crescita non è mai stata superiore al 4%. Come mai l'Italia non è diventata la Corea del Nord?
E comunque: negli ultimi 35 anni l'inflazione è stata praticamente sempre superiore alla crescita del Pil. Vuoi sostenere che tutti siamo più poveri rispetto al 1970?
Ma vai a zappare la terra, va'...
In effetti mi rendo conto di cadere nello stesso errore di cui chiedevo conto agli altri (e cioè darti corda), ma certe puttanate, oltretutto espresse con una sicumera nauseante, gridano proprio vendetta.

di Contrarian il 09.10.06 13:53 | M | C | #

Caro Manuele, laido imbecille Ventomare,

la crescita del PIL di cui tutti ci riempiamo la bocca è REALE, cioè al netto dell'effetto di aumento dei prezzi.
Semplificando, se un anno l'inflazione è del 20% e il PIL cresce del 2%, vuol dire che il PIL nominale (o a prezzi correnti) è cresciuto del 22%. Siamo più ricchi del 2%, non più poveri del 18%.

Ventomare, la tua collezione di povertà è stupenda, sembri mio figlio che ravana nel cestino (però lui ha 10 mesi). Giochi con quello che non capisci. Scommetto che persino Prodi ne capisce più di te, su Visco non punterei.

Prima degli anni '80 ci furono i '70: perchè non facciamo un confronto di quale eredità è peggiore?

di Francesco il 09.10.06 13:59 | M | C | #

hai dato un occhiata al debito pubblico?
se tu puoi indebitarti l'inflazione pesa sulle generazioni successive. fino a che non fai il botto come nel 1992 quando si arrivò al rischio del congelamento dei BOT e si dovette fare una finanziaria di 92.000 miliardi per tamponare il rischio di bancarotta. se non puoi indebitarti ulteriormente, invece, pesa sulle generazioni correnti. e' questa la differenza.

di ventomare il 09.10.06 14:13 | M | C | #

Francesco vatteneaffanculo, laido imbecille sei tu, stronzo.

di ventomare il 09.10.06 14:14 | M | C | #

No Francesco, non dovevi dirgli che l'incremento del pil è espresso in termini reali.
Se non tu gliel'avessi detto, avrebbe sicuramente partorito una teoria che avrebbe spiegato come negli anni '80 si sia verificata una depressione peggiore di quella degli anni '30.
E io a questo punto ero curioso di leggerla. :)

di Contrarian il 09.10.06 14:31 | M | C | #

Se l'inflazione cresce del 12% e la crescita del 4% in cinque anni vuol dire che tutti sono più poveri, hanno un minor potere d'acquisto.

Provo a non incazzarmi. Un po' di matematica. Fatto 100 il reddito al primo anno, il reddito all'ultimo anno secondo il tuo ragionamento è:
100*(1+4%-12%)^5 = 66. Cioé secondo te l'Italia dei primi anni Ottanta ha perso un terzo del suo reddito reale. Sinceramente, fai ancora in tempo ad ammettere che non capisci niente di economia e farti spiegare che hai preso fischi per fiaschi. Liberissimo in ogni caso di perseverare nell'idiozia.

di Calvin il 09.10.06 14:35 | M | C | #

l'inflazione è una tassa che grava sui redditi fissi, inoltre pesa come differenziale sui tassi sul debito. se devi per imposizione contenere il deficit e non puoi usare l'indebitamento, evidentemente la spirale si chiude e c'è una reale perdita di potere d'acquisto. inoltre non capisco il tuo calcolo, non capisco perché hai moltiplicato per 5 anni, quel differenziale che invece è maturato solo alla fine dei 5 anni.

di ventomare il 09.10.06 14:48 | M | C | #

1. i redditi non sono fissi, altrimenti anche il 2% di inflazione nel medio periodo ammazzerebbe le retribuzioni.

2. per contenere il deficit non puoi usare l'indebitamento, non "per imposizione", ma per il semplice fatto che l'indebitamento varia annualmente della differenza tra entrate e uscite. Quindi se contieni il deficit il debito cresce meno (o decresce), e basta.

3. di solito i dati si esprimono per anno, e siccome si parlava dei primi anni Ottanta ho dedotto intendessi la situazione in cui il paese cresce al 4% annuo e ha un'inflazione del 12%. adesso ho capito i numeri che hai dato (espressione particolarmente azzeccata): quindi secondo te il PIL reale italiano è diminuito dell'8% durante dal 2001 al 2006? ribadisco quanto sopra.

4. che minchia vuol dire che l'inflazione pesa come differenziale sui tassi sul debito???

pregasi rispondere per punti.

di Calvin il 09.10.06 14:57 | M | C | #

1. infatti accade proprio così, te la ricordi la scala mobile? quando non hai crescita non puoi aumentare le retribuzioni, potresti farlo solo virtualmente, creando spirale debitoria come fu negli anni della crescita del debito pubblico.

2. non capisco. io ho detto che se non puoi indebitarti dovendo contenere il deficit devi o tagliare o aumentare le tasse. e questo si sente tanto più quanto il debito è alto e perciò è alta la spesa per interessi.

3. la perdita di potere d'acquisto degli italiani secono me va ben oltre l'8%.

4. l'inflazione aumenta gli interessi sui prestiti che lo stato deve cheidere per coprire il debito. E' una semplice regola del mercato del denaro.

di ventomare il 09.10.06 15:15 | M | C | #

L'inflazione diminuice il costo del debito, a parità di tassi nominali di interesse. Infatti tu volevi dire che i tassi nominali salgono a parità di tassi reali. L'inflazione ha altri costi, carissimo il mio dilettante.

Ventomare, finchè difendi le tue tesi con argomenti imbecilli, io non resisto alla tentazione. E per generosità aggiungo un laido, che suona bene.

"se tu puoi indebitarti l'inflazione pesa sulle generazioni successive." o sei un Nobel per l'economia, o hai accatastato parole a casaccio.

di Francesco il 09.10.06 15:32 | M | C | #

Griso, potresti darmi una tua opinione sull'utilizzo del web per la didattica?
Da ex alunno ti segnalo un sito che secondo me tutti i professori dovrebbero leggere: http://www.edupodcast.it/index.php/2006/10/07/web-docet-5-giochi-distruzione-di-massa/

Ciao :)

di orlandofurioso il 09.10.06 16:58 | M | C | #

Ah, sì, l'inflazione diminuisce il costo del debito?

Ed allora qual è il processo che ha portato ad avere tassi sui Bot del 20% negli anni 80, sempre di qualche punto più alti dell'inflazione, ovviamente?

L'inflazione produce una ricchezza nominale fasulla e invece produce alti tassi reali sul debito.

Sei tu un presuntuso imbecille, compatisco quelli che ti frequentano.

di ventomare il 09.10.06 17:26 | M | C | #

"L'inflazione produce una ricchezza nominale fasulla e invece produce alti tassi reali sul debito."

di donde discende quel reali, caro il mio Nobel?

neanche allievo di Pomicino sei, neanche.

di Francesco il 09.10.06 17:39 | M | C | #

... prova a non poter svalutare e poi te ne accorgi se sono reali.

di ventomare il 09.10.06 17:44 | M | C | #

io non posso svalutare e tu me lo dici solo ora!

facciamo una partita di poker? solo che alla fine ti avviso che io uso i soldi del Monopoli e tu quelli dello stipendio, furbone :)

il bello è che pensi di capirci di economia, paura mi fai.

di Francesco il 09.10.06 18:05 | M | C | #

1. infatti accade proprio così, te la ricordi la scala mobile? quando non hai crescita non puoi aumentare le retribuzioni, potresti farlo solo virtualmente, creando spirale debitoria come fu negli anni della crescita del debito pubblico.

sì, geniale idea di quelli che stanno al governo adesso tra l'altro. i salari si adeguavano automaticamente all'inflazione dell'anno precedente. la perdita di potere d'acquisto c'era nella misura in cui l'inflazione era sempre crescente (la famosa spirale inflattiva). invece, in un contesto di inflazione stabile al 2% non c'è nessuna perdita di potere d'acquisto, visto che i contratti di lavoro vengono rinnovati incorporando un'inflazione attesa a quel livello; correggi pure questa tua convinzione erronea.

2. non capisco. io ho detto che se non puoi indebitarti dovendo contenere il deficit devi o tagliare o aumentare le tasse. e questo si sente tanto più quanto il debito è alto e perciò è alta la spesa per interessi.

ti facevo solo notare una tua affermazione ridondante: "se devi per imposizione contenere il deficit e non puoi usare l'indebitamento". se devi contenere il deficit per definizione non puoi ricorrere all'indebitamento.

3. la perdita di potere d'acquisto degli italiani secono me va ben oltre l'8%.

"secondo me", perdonami, non conta una sega e non frega a nessuno. i numeri dicono che si tratta di un'invenzione, e non c'è un economista serio che abbia studiato la crisi della quarta settimanal L'Eurispes, che un paio d'anni orsono la menava con 'sta storia, ha Mastella nel consiglio direttivo. Che sorpresa eh?

4. l'inflazione aumenta gli interessi sui prestiti che lo stato deve cheidere per coprire il debito. E' una semplice regola del mercato del denaro.

no, la regola del mercato del denaro è che l'inflazione riduce il valore in termini reali dello stock di debito esistente. tralasciando per semplicità l'effetto tanzi, se hai un debito che vale 100 e un'inflazione del 10%, vuol dire che il valore reale di quel debito dopo un anno sarà 90, ovvero sarà necessario produrre meno beni per ripagare quello stesso debito perché quei beni costano (nominalmente) di più, mentre l'ammontare nominale del debito resta costante. difatti storicamente il sistema migliore per abbattere il debito in fretta è sempre stato una bella inflazione (=stampare più cartamoneta).

di Calvin il 09.10.06 18:19 | M | C | #

fino a che un giorno non lo puoi fare più e ti rimane un debito del 127%. l'alternativa è avere una moneta che vale 0,.

di ventomare il 09.10.06 22:54 | M | C | #

Indubbiamente; peccato che gli stessi che oggi predicano il rigore fiscale e il rispetto dei parametri di Maastricht come fossero le tavole della legge sono gli stessi che credevano che il meccanismo potesse autoalimentarsi all'infinito. Alcuni ce li hai anche al governo, hai presente quelli che chiedono il ripristino della scala mobile?

Tornando alla teoria, invece, il fatto che non si possa il giochino non funzioni all'infinito non toglie una virgola al fatto che l'inflazione fa diminuire il debito reale e non lo aumenta. Continua a studiare.

di Calvin il 10.10.06 10:00 | M | C | #

Calvin Santo Subito!

però solo se rilascia fattura per il corso di economia :)

di Francesco il 10.10.06 10:35 | M | C | #

Certo, puoi decidere di svalutare ratificando la tua povertà. fai i guadagni di Maria Calzetta: ci guadagni sul debito e ci perdi su tutto il patrimonio nazionale. Bel modo di abbattere il debito. E' come se per risparmiare sui preservativi ti sterilizzassi.

Quando poi entri in un sistema a cambi fissi ti ritrovi da un giorno all'altro, con inflazione più bassa e tassi più bassi, e a dover pagare 3 punti di PIL in meno di interessi. Quel vantaggio è o no reale?

di ventomare il 10.10.06 11:42 | M | C | #

L'inflazione non è solo una questione di aspettative, Vento, ci sono anche fattori reali che possono farti avere un'inflazione più alta anche in un regime di cambi fissi.

E' quello che ha schienato l'Argentina e obbligato il Brasile ad abbandonare il cambio fisso.

Scusa, la conosci la differenza tra inflazione e svalutazione, vero?

Saluti

di Francesco il 10.10.06 12:06 | M | C | #

Il cambio fisso è quello che ci obbligherà a fare i conti finalmente con la nostra struttura industriale che si è incancrenita proprio perché utilizzava il trucchetto delle svalutazioni competitive.

Uno stato che può battere moneta copre il suo debito ma indebita/impoverisce tutto il paese reale. Questa è l'inflazione: eccesso monetario rispetto al valore reale.

Da te vorrei sapere qual è la differenza tra uno che ha un debito con del patrimonio ed uno che non ha più un patrimonio. Il risultato non è che sei diventato comunque povero?

di ventomare il 10.10.06 12:16 | M | C | #

Non siamo riduttivi: col cambio fisso faranno i conti non solo la struttura industriale ma anche la produttività del settore pubblico, la qualità della scuola, il peso dei sindacati, il moloch del contratto collettivo nazionale, la velocità della magistratura, i privilegi delle corporazioni.

Solo che lo faranno solo quando si arriverà alla fame, perchè fino al giorno prima di avere la dispensa vuota diranno che è colpa di ... Berlusconi, gli evasori, la Cina, Craxi, chiunque altro.

Sulla tua domanda: preferisco la prima situazione, posso sempre provare a non pagare il debito ;)

di Francesco il 10.10.06 12:23 | M | C | #

Anche i ricchi digiunino.

Solo che Berlusconi invece di farlo lui, lo fa fare a Bondi! :)))

di ventomare il 13.10.06 18:41 | M | C | #

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