Enzo Trantino: Prodi, bugiardo di ieri e di oggi
Onorevole, possiamo parlare dell’inchiesta su Telekom Serbia?
«Era tempo», risponde Enzo Trantino, avvocato catanese, ex parlamentare di Alleanza Nazionale e, tra l’altro, presidente della Commissione che cercò di fare chiarezza sull’acquisto avvenuto nel 1997 da parte di Telecom Italia - il cui capitale era allora in mano pubblica - del 29 per cento della compagnia telefonica della Serbia.
«Quella inchiesta è stata affossata. Dopo la presentazione in Parlamento di una relazione intermedia che accertava, attraverso fatti e circostanze, come fossero stati gestiti nel modo peggiore 895 miliardi di vecchie lire da parte del Governo di allora, presieduto da Romano Prodi, sulla vicenda è calata una coltre di silenzio. Adesso tornerà prepotentemente d’attualità, nonostante io in questi anni abbia mantenuto un rigoroso riserbo istituzionale»
In quella operazione che si rivelò un baratro finanziario per la società di telecomunicazioni italiana, ci furono responsabilità di Romano Prodi?
«Era lui il presidente del Consiglio e aveva il dovere costituzionale di controllare. Ma non lo fece. Ammoniva gli imprenditori italiani a non avviare operazioni commerciali con la Serbia perché era estremamente pericoloso, ma poi decise di comprare un carrozzone scassato per più del doppio del suo costo reale»
Possibile che avesse ricevuto informazioni sbagliate?
«No. L’allora ambasciatore a Belgrado, Pascone inviò al Ministero degli Esteri 14 telegrammi per avvisare sulla pericolosità dell’operazione commerciale. Ma nessuno gli diede ascolto»
Telekom-Serbia costò l’equivalente di 450 milioni di euro e fu rivenduta due anni dopo a 195 milioni. Non fu proprio un bell’affare per lo Stato?
«L’aspetto economico non era principale nell’inchiesta parlamentare. Anche se è stato accertato che il prezzo reale d’acquisto avrebbe dovuto essere più vicino alla seconda cifra piuttosto che alla prima. Invece, nel caso di Telekom-Serbia il venditore fu invitato per 5 volte dall’acquirente ad alzare il prezzo. Cosa mai successa nella storia del commercio»
Che fine ha fatto la Commissione parlamentare di inchiesta su Telekom-Serbia che lei presiedeva?
«Dopo la presentazione della relazione intermedia avevamo chiesto al Parlamento di poter proseguire i lavori. Ma i parlamentari decisero di partire in massa per seguire una partita di Champions del Milan a Istambul, e così passò un emendamento della sinistra che bloccò ogni cosa. Purtroppo le responsabilità su questo capitolo della storia del Paese sono bipartizan»
Ieri il Corriere della Sera ha scritto che quella Commissione fu «inquinata da manovre calunniose orchestrate, e scoperte, ai danni di Prodi, Dini e Fassino». Che ne dice?
«Le manovre calunniose, se e quando verranno accertate, rimangono del tutto indifferenti al lavoro della Commissione, che voleva chiarezza su responsabilità politiche»
Quanto hanno pesato le incongruenze delle dichiarazioni di Igor Marini e Antonio Volpe?
«Ho sempre detto che chiunque avesse qualcosa da dire, da noi avrebbe trovato ascolto. Chi lo ha fatto imprudentemente, risponderà alla giustizia penale. La Commissione Telekom-Serbia voleva fare luce sulla correttezza di comportamento delle figure politiche. Faccio notare che su questo versate della vicenda non è mai stata emesse alcuna sentenza, neppure in primo grado. Ci sono soltanto indagini in corso davanti all’autorità giudiziaria di Torino. La realtà è che si è voluto concentrare l’attenzione dei media su questi due personaggi, spostandola dai veri quesiti»
Quali sono?
«C’era un modo per evitare lo spreco di tutto quel denaro pubblico? Quali segnalazioni sono arrivate al Governo per indurlo all’acquisto e quali, invece, sconsigliavano l’operazione?»
La Commissione, quali segnalazioni riuscì a verificare?
«Ne riscontrammo innumerevoli e tutti contrari, da quelli provenienti dalle Ambasciate a quelle degli esperti, agli analisti e ai funzionari dello Stato interessati. A quello dell’attuale neo presidente di Telecom Guido Rossi, che allora in più occasioni si schierò contro l’operazione. Tra le cose oscure c’è anche il modo rocambolesco con cui venne deliberato l’acquisto»
Come andò?
«L’acquisto della quota di Telekom-Serbia fu deliberata durante una seduta del Consiglio di amministrazione - ricordo che la società era pubblica al 61 per cento - durata sei minuti. L’operazione fu presentata sotto la voce “Varie ed eventuali”. Non ci fu nessun dibattito, nessun avviso preventivo per alcuno, nessuno in quell’occasione potè prendere la parola. Altra curiosità, le spese per i mediatori dell’acquisto»
Quanto venne sborsato?
«Trenta miliardi di vecchie lire. Nonostante nella finanza pubblica non fosse mai accaduto prima di pagare una intermediazione. E sa a chi, ufficialmente, furono versati quei denari?»
Lo dica
«A una società che produceva mangimi per animali. Cosa che mi pare leggermente diversa dalla telefonia»
Si sente odore di tangenti. Al tempo ci furono dubbi anche sul ruolo di Nomisma, l’associazione di studi economici vicina al presidente Prodi. Come sono andate le cose?
«Su Nomisma la Commissione aveva aperto delle indagini. Ma l’associazione ha sede a San Marino e quella Repubblica alzò un muro di gomma burocratico invalicabile rifiutandoci qualsiasi informazione. E così le indagini si fermarono»
Ma perché un’associazione di natura culturale decide di prendere la sua sede in un Paese che non ha con l’Italia nessun accordo per controllare i flussi di denaro poco trasparenti?
«Domanda pertinente»
Si riaccenderanno i riflettori sul caso Telekom-Serbia?
«Basterà che qualcuno abbia voglia di leggere i documenti che abbiamo presentato. Le prove si trovano in quelle carte. Il senatore Roberto Castelli ha rilasciato una dichiarazione assolutamente condivisibile: non appena si parla di Telekom-Serbia, rispunta il nome di Prodi, ha detto il parlamentare della Lega Nord. E la dichiarazione è fondata»
Onorevole Trantino, in conclusione, ma lei che idea si è fatto sulle responsabilità nel caso Telekom-Serbia?
«I responsabili sono tre. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, perché conosceva la situazione istituzionale della Serbia e non avrebbe dovuto autorizzare quell’operazione capestro, anche in considerazione del fatto che i soldi che arrivarono a Belgrado rappresentarono una bombola d’ossigeno per il regime di Slobodan Milosevic. Prodi aveva l’obbligo giuridico di controllare la spesa dello Stato italiano e un’operazione di quella portata non poteva passare inosservata al presidente del Consiglio. Quando Prodi dice che non ne sapeva nulla, dice una bugia enorme. Come dice una bugia quando sostiene di non essersi occupato della vicenda Telecom di oggi. Un rappresentate delle istituzioni di quel livello ha l’obbligo di chiamare Tronchetti Provera e chiedere notizie sul futuro di un’azienda strategica per il Paese. Cosa che senza dubbio Prodi, giustamente, ha fatto nonostante lo neghi»
Gli altri due responsabili?
«L’allora ministro degli Esteri Lamberto Dini. Da Belgrado furono inviati 14 telegrammi con parere negativo sull’operazione. I messaggi furono inviati, per competenza, al sottosegretario Piero Fassino, che in Commissione negò ma fu smentito dal diplomatico della Farnesina Stefano Sannino - oggi, guarda caso, consigliere diplomatico di Prodi -. Sannino dichiarò di aver ricevuto quei telegrammi e di averli trasmessi a Fassino. Compito dell’autorità giudiziaria è quello di dire se ci sono state tangenti e a chi sono andate. Ma resta il fatto che Prodi, Dini e Fassino hanno delle fortissime responsabilità politiche nella vicenda Telekom-Serbia»
Toni Mirabile
di Rolli alle 30.09.06 16:37 | Opinioni | Commenti (56)
Ti stai preparando eh? Tra un po' sono affari tuoi. in canna c'ho la famosa domanda :)))))
Rollina, non è che la commissione chiuse quando improvvisamente viene, anche se indirettamente, coinvolto un parlamentare AN? Trantino lo dovrebbe sapere bene
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La Procura di Torino chiede però l'archiviazione dell'inchiesta: il deputato non ne conosceva la provenienza
Telekom Serbia, soldi a Bocchino
Oltre due miliardi di lire al dirigente di An per risanare il "Roma"
di Carlo Bonini, Alberto Custodero
1997. Telekom SerbiaROMA - L'operazione per l'acquisizione di Telekom Serbia fu affare legittimo e l'accusa di corruzione all'ex amministratore delegato di Telecom Italia, Tomaso Tommasi di Vignano, e all'allora dirigente della società telefonica Giuseppe Gerarduzzi va archiviata. La Procura di Torino rassegna al giudice per le indagini preliminari, Francesco Gianfrotta, le conclusioni dell'inchiesta avviata nel marzo del 2001. Ma la notizia non è in questo annunciato esito dell'istruttoria. La notizia, per come documentata dalla procura di Torino, è che un solo politico italiano è stato destinatario finale di parte dei flussi di denaro che hanno trovato origine in quell'affare con il regime di Belgrado. Questo politico non appartiene né ai Ds, né alla Margherita, né è vicino a Prodi. E' il deputato di An Italo Bocchino, membro della defunta commissione di inchiesta Telekom Serbia. Nel 2001, Bocchino ricevette dalla "Finbroker", società finanziaria con sede a San Marino, 2 miliardi e 400 milioni di lire per aggiustare gli scassati conti del quotidiano napoletano "Roma". Quel denaro proveniva dai 14 miliardi di lire in contanti che erano stati percepiti dal conte Gianni Vitali per la sua mediazione nell'affare Telekom e che proprio la "Finbroker" gli avrebbe «sottratto con una truffa» dopo averne ottenuto l'affidamento fiduciario.
Può sembrare un finale grottesco. E, lo vedremo, in realtà lo è assai meno di quel che appaia. Ma – va detto subito – è un finale che in ogni caso libera l'onorevole Bocchino da addebiti da codice penale. Perché – osserva la Procura - se legittima è stata l'operazione Telekom e dunque legittimo è stato il denaro percepito da chi «facilitò l'affare» (il conte Vitali), altrettanto legittimo è stato il comportamento di chi, alla fine, se n'è visto consegnare una parte da un intermediario finanziario ("Finbroker"). Soprattutto se – come Bocchino ha ripetuto nei tre interrogatori che ha affrontato a Torino - di quei 2 miliardi e 400 milioni «ignorava l'origine». Avendone negoziato importo e modalità di finanziamento direttamente con la "Finbroker", nella persona di Silvana Spina, convivente del proprietario della finanziaria Loris Bassini.
Non è dunque con la lente del processo penale che va letta e apprezzata la storia. Ma con il canovaccio di quanto accadde nell'estate 2003. I mesi della "Grande Trappola", tesa dal centro-destra e svelata da un'inchiesta di "Repubblica".
In quell'estate, tra le bufale a rate ammannite su "mortadella" e "ranocchio" da Igor Marini, facchino all'ortofrutta di Brescia e sedicente "conte", la Commissione gode del lavoro nell'ombra di Antonio Volpe, truffatore ed ex spione dell'intelligence militare. Lo ha messo al lavoro l'onorevole di Forza Italia Alfredo Vito, ex "mister 100 mila preferenze", reo confesso nella Tangentopoli napoletana e implacabile inquisitore nella Commissione Telekom. A Volpe viene consegnato un «anonimo» (è la fotocopia di una contabile bancaria) e un incarico: «indagare sulla Finbroker di san Marino» indicata come «snodo della tangente Telekom» e «vicina ai Ds».
E' una missione su cui la maggioranza sembra riporre grandi attese. La stampa di destra, entusiasta, strilla: "La pista Volpe fa partire l'inchiesta Finbroker". Peccato che, in Commissione, qualcuno conosca bene quella finanziaria di san Marino: il commissario Italo Bocchino, che, due anni prima, dalla "Finbroker" ha ricevuto 2 miliardi e 400 milioni. E peccato che quei soldi arrivino proprio dalla provvigione "scomparsa" del conte Vitali, indicato come possibile snodo della tangente ai leader del centro sinistra. Qualche domanda: in quell'estate del 2003, Bocchino parla di quel finanziamento ottenuto dalla "Finbroker" al compagno di partito e allora presidente della commissione Enzo Trantino? Gli spiega cosa è e che cosa fa quella finanziaria? Chi sono Loris Bassini e Silvana Spina? Non è dato saperlo. Ma un fatto è certo. Quando la procura di Torino arriva ai denari di Bocchino e chiede di interrogarlo, la maggioranza di centro-destra reagisce vivacemente.
Ecco, almeno un passo avanti l'hai fatto e infatti non ti avventuri più nelle fantasticherie dell'affare che alla fin fine fu vantaggioso.
Certo inciampi nei soliti due di Repubblica che prima indagano e poi controindagano la loro stessa indagine. Molto buffa la cosa.
e inciampi in italo bocchino, emerito "chicaxxosenefrega" della politica di centrodestra, che a tuo dire viene spalleggiato dall'ex maggioranza e in virtù del quale si affossa Telekom. Non per salvare Fassino, che mente dicendo di no nsapere dei 14 dispacci, subito smentito da Sannino, capo della sua segreteria; non per salvare dini e Prodi ma, udite udite, italo bocchino.
Un affare corretto, certo, dare soldi a Milosevich, e per ritrovarsi a restituire la quota serbia pagata a meno della metà
ma come ben sappiamo Prodi è maestro in queste cose.
Ed è per questo che è stata affossata, non certo per l'inviso a 3/4 del centrodestra Bocchino.
Ed è per giungere a questo che l'amato Fassino si è rifiutato di testimoniare.
Il punto, carissimo Ventomare, è che siete una banda di delinquenti, di quelli veri, incalliti, bugiardi, maneggioni, spudorati, con una faccia di tolla incredibile. Una banda che appunto vende a Milosevich, scientemente, apparecchiature comprese, e poi va tranquillamente in guerra contro di lui, strappandosi i capelli perchè è cattivone. Dopo avergli dato il respiratore, tanto perchè sopravviva ancora un po'. Un caso di corruzione internazionale, come è stato giustamente definito, portato avanti da brutta gente, impareggiabile.
ma pensa a tutto quello che ha fatto berlusconi......ha passato e ripassato leggi per salvarsi dalla galera.....voi di destra siete incredibili, avete pure il coraggio dopo aver avuto un premier pieno di conflitti di interessi e delinquente!
Mado', Fabio!!!! Ma e' possibile che ogni porcheria che esce fuori relativa a sta sinistra deve essere messa da parte con sto ca%%o di "Tanto anche Berlusconi ha fatto porcate"????? Ma ti pare un discorso sensato, logico, accettabile, adulto? Puo', questo, essere una giustificazione a tutto??? Io non ce la faccio piu' a sentire sta cosa. Seguendo questo filo, allora, Prodi e' autorizzato a fare QUALUNQUE, dico QUALUNQUE, cosa. Potrebbe impunemente invadere la Svizzera, tanto "anche Berlusconi e' andato in Iraq". Potrebbe fare una legge che gli assicura una pensione pari a 5 punti del PIL, tanto "anche Berlusconi si e' fatto leggi ad personam". Potrebbe venire da te e schiaffarti in galera a vita, tanto "anche Berlusconi ne ha fatte tante".
E Ventomare, pure lui. La Commissione si e' fermata per non coinvolgere Bocchino. Ma chi ca%%o e', sto Bocchino? Ma pensi veramente che a fronte della possibilita' di affondare per sempre Prodi, Fassino e Dini, il cdx abbia bloccato tutto per salvare uno con un nome cosi'????
Ma quando si riuscira' ad avere una discussione adulta, basata su ragionamenti non dico razionali, ma quanto meno verosimili??
si, perchè in politica tutti fanno i giochi sporchi.....è una cosa normale, è la logica del potere e non c'è sinistra o destra che tenga.
Detto ciò, voi di destra non potete parlare perchè le cose peggiori provengono dal vostro governo.
E' inutile stare a discutere di etica, non c'è e non ci sarà mai, Prodi compreso!
e poi parla proprio fini che di pasticci ne ha fatti tanti...poi fini dovrebbe stare solo zitto, con sua molgie e le cliniche...ma per piacre. Questo non è un blog equilibrato: rema solo contro la sinistra, ops contro il governo....NON ACCETTAIMO LA MORALE DA VOI
Rolli, l'economicità dell'affare Telekom non lo ha deciso né Prodi, né Ciampi, né tantomeno Fassino. La Serbia usciva dagli accordi di Dayton e tutti, dico tutti, dagli americani, agli, inglesi ai tedeschi ai francesi, ai greci che hanno comprato una quota in telekom serbia, erano andati a fare affari alla fine della guerra. telecomitalia che ancora allora aveva un'ottima ramificazione internazionale, specie in europa decise di investire. E lo fece in autonomia poiché era sul piede della privatizzazione completa e liberalizzazione del mercato. Poi ritornò la guerra e le condizioni non erano più quelle di prima. In economia ci sono dei rischi. Tra parentesi, trovami una mia frase in cui dico che l'operazione alla fine s'è rivelata vantaggiosa. Ma nell'intrapresa esiste una cosa chiamata "alea", ma se vuoi che i rischi siano zero, stai fermo.
Ora, le indagini di Bonini e D'Avanzo che avevano messo in luce la possibilità di una malversazione interna alla società da parte di dirigenti che lavoravano all0estero, poi si dovettere dirigere da tutt'altra parte, a smontare il castello putrescente di accuse messe in piedi da personaggi squallidi che tra un po' andranno sotto processo.
Ho messo questo articolo, proprio per il fatto che Trantino, tanto galantuomo, alla fine dimostrato finto galantuomo, non fece niente per mettere al riparo la Commissione dalle scorribande dei personaggi suddetti, portati in commissioni e sostenuti dai commissari dell'allora maggioranza, riducendo un organo giuridico del parlamento ad una vergognosa messainscena, strumento che aveva l'unico scopo di attaccare Prodi per controbilanciare il processo di Milano al quale Berlusconi cercava di sfuggire. Solo merda nel ventilatore.
Aggiungo che la commissione si occupò pochissimo o non si occupò dei fatti della prima inchiesta di Bonini e D'Avanzo che fu il "casus belli" per far partire la commissione.
Alla fine quando vola vola il cetriolo è ritornato dalle parti della casa delle libertà, e Trantino lo sapeva prima di fare questa intervista, smascherati i millantatori e depistatori, soldi della intermediazioni arrivati ad un esponente di AN, allora in fretta e furia hanno smobilitato.
Adesso però non tra molto partirà il processo e ce lo godiamo, con pop-corn e coca cola.
notare la finezza "era sul piede della privatizzazione". Quindi assolutamente autonoma. Cioè il presidente del consiglio e i vari ministri (RESPONSABILI dell'azienda pubblica) siccome l'azienda era sul piede della privatizzazione no erano obbligati a sapere niente. A volte quest'azienda è strategica e (anche se amministrata dai privati) il governo è autorizzato a metterci le mani, a volte invece è pubblica e il governo non è tenuto a sapere niente. Misteri.
Spiacente Vento, le tue bugie qui non passano e anzi devi piantartela di dirle altrimenti te le casso pure, visto il tuo fine propagandistico.
Allora: Milosevich nel '96 tentò di vendere agli americani ma questi gli fecero il gesto dell'ombrello, tanto per chiarire. si fece avanti Telecom, statale, con il solito Prodi omissis, che offrì un prezzo fuori dal mondo, giudicato tale in primis dai serbi. Prezzo che Telecom, cosa mai vista prima, ritoccò ...al rialzo. L'acquirente, in pratica, dice: no guarda, il prezzo d'acquisto mi pare scarsino, cià che ti dò di più. Chiaro il concetto?
Sintesi: non solo l'acquisto fu sconsigliato persino dai serbi ma chi sgancia i soldoni, nostri, lo paga anche di più, spontaneamente.
Capito perchè fate-fanno schifo e siete una banda di corrotti, fiancheggiatori e conniventi a scelta?
Italo bocchino, che a tuo dire percepisce la tangente, semmai fosse vero, prende un'infima parte del fiume di danaro ricostruito, e ci piacerebbe tanto tanto sapere a chi è andato il resto, altro che difendere mister chicaxxoselofila, capisci? Ed è questo che tu salti a piè pari con la malafede che ti contraddistingue.
Marini ecc dei buffoni? Perfetto, peccato che rimangano in piedi quesiti politici ed etici gravissimi che invece cercate di affossare:
come mai, ben sapendo chi fosse e cosa facesse Milosevich, ormai con l'acqua alla gola, gli viene data una boccata d'ossigeno così ampia?
Slobodan a quei tempi aveva scatenato una repressione furiosa, con gravi violazioni dei diritti umani ed economicamente era alla canna del gas. Ci pensarono i tuoi compagnucci a risollevarlo. Senza ombra di smentita, quindi evitA di rivoltare la frittata, pena quanto ti ho detto all'inizio del commento, perchè alla malafede c'è un limite.
Milosevich denunciò una tangente enorme, non certo di italo bocchino, ergo qui ancora si attende di sapere.
I capitani coraggiosi si rifiutarono di andare a testimoniare in commissione, come degli al capone qualsiasi.
Perchè Fassino mentì più volte, smentito poi dal suo stesso segretario?
Questi oggi ci governano, tanto per inciso, e presidente del consiglio è un tizio dei fondi neri che rispose a di pietro che, ma tu guarda che strano, non ricordava nulla; un tizio che con la sua nomisma ha beneficiato di fondi in pieno conflitto fino all'altro giorno, un tizio che ancora nulla conosceva di Eurostat e via discorrendo.
Il contratto, inusualmente, fu secretato? Why?
Capisci che con tutta 'sta mazzetta di cose devi solo che star zitto, con un minimo di decenza se ancora ce l'hai, prenderti il soldatino leo per mano e tenere la testa bassa. Per la vergogna.
Ah, dimenticavo: di Telekom Serbia non si potevano nemmeno certificare i bilanci, ciò nonostante si procedette in ben otto minuti otto. Mentre l'opposizione serba manifestava contro l'operazione e la legittimazione che essa portava con sè nei confronti di Milosevich. Capisci, vero, perchè mi fate ribrezzo? amen
Guarda, per correttezza, per quanto riguarda Bocchino, lo evidenzia anche l'articolo che ho girato sopra, il magistrato ha detto che non era al corrente che i soldi arrivassero dall'intermediazione, per cui dal punto di vista penale non è responsabile. Tanto più che il magistrato dice che l'operazione di vendita e anche l'intermediazione è legittima.
Il punto non è questo, perciò, ma la coda tra le gambe che s'è messa la commissione alla notizia.
Ora, io ti confermo che tutto il mondo stava facendo affari con la Serbia dopo Dayton, non certamente solo su Telekom Serbia, ma in tutti i settori. Anzi si credeva in quel momento che proprio una collaborazione commerciale avrebbe potuto contribuire a democratizzare il paese.
Può essere stata una valutazione sbagliata, che non teneva conto, dell'irriducibilità di milosevic a praticare il dispotismo e della sua follia, ma questa era la volontà. Tanto più per il motivo che la Serbia fosse al centro dell'europa. Insomma il mondo in quel momento diede un'apertura di credito a Milosevic.
In Italia anche la destra, o parte, lo ha fatto. E non tutta la sinistra.
Guarda che nell'affare telekom c'era la grecia, ora io non conosco, non ho approfondito i termini della trattativa commerciale, ma mezzo miliardo di euro per il controllo, insieme alla grecia della società dei telefoni serbi, non mi sembra così eccessivo. tantopiù che avrebbe potuto significare un grande investimento se la sotuazione nel paese si fosse stabilizzata verso la pace. puoi pensare che il controllo di una società di telecomunicazioni di tutto un paese possa costare meno di 1 miliardo di euro? Cos'era mezzo miliardo di euro, per una società come telecomitalia che fa investimenti per 5 all'anno?
Ti ripeto, ci possono essere valutazioni politiche e commerciali differenti, sia sull'operato della dirigenza telecom, molto meno del governo (si parlava di mezzo miliardo di euro), cosa assolutamente diversa è la corruzione. Una valutazione politica non sarebbe stata sufficiente per gettare fango con roboanti quanto misere campagne fatte con i megafoni del cavaliere. Ed infatti in commissione nessuno, capito, nessuno, se ne occupò. Si fecero eccitare solo dalla fattoria degli animali.
e, infine, te lo consiglio, per decenza. smettila con queste frasi perché oltre che ridicola sei anche noiosa, sembri una campana che suona stonata e ripetitiva, e anche un po' isterica:
"Il punto, carissimo Ventomare, è che siete una banda di delinquenti, di quelli veri, incalliti, bugiardi, maneggioni, spudorati, con una faccia di tolla incredibile"
....
"Capito perchè fate-fanno schifo e siete una banda di corrotti, fiancheggiatori e conniventi a scelta?"
Vento, tu non rispondi a nessuna domanda, spargi fumo per deviare l'attenzione. Qui si parla di prezzi rialzati dall'acquirente, di Fassino che mente smentito dal suo segretario, di un affare sconsigliato da tutti (telekom serbia faceva schifo) e rifiutato dall'opposizione serba che sfidava il calcagno di Milosevich; di Mjlosevich che denuncia tangenti, di 14 dispacci ignorati.
Mi obietti che anche la destra in parte si mostrava aperta verso Milosevich? E quindi questo legittima cosa?
Qui si parla di un affare losco (oppure tu mi dimostri che quando compri, ad esempio, chiedi al venditore di alzarti il prezzo), in un momento drammatico, che ti ripeto fu rifiutato dagli americani mentre tu poco fa mi dicevi che erano tutti felici, in cui nessuno si prende le responsabilità e anzi nega.
Troveranno gente del centrodestra dentro l'affare? Per quel che mi riguarda vanno sbattuti di fronte alle loro responsabilità esattamente come dovrebbero esserlo Fassino, Prodi e Dini.
Le domande stanno lì
Rolli, mi pare vada ricordata una cosa importante al riguardo. Su questa di Telekom Serbia che resta una bruttissima faccenda, l'opposizione allora stette totalmente e dico TOTALMENTE zitta, naturalmente con l'eccezione dei soliti radicali che furono i primi a denunciare l'inopportunità politica dell'operazione, nel momento stesso in cui si compiva e non con anni di ritardo. Non ci voleva un genio per capire che andare a portare soccorso a un regime agonizzante era di per se' un'operazione "sporca" e facilmente convertibile in tangenti. Pero' all'epoca il Polo fece finta di niente. Quindi conniventi anche loro OK ? E naturalmente conniventi anche i radicali, che adesso stanno con Prodi. Adesso che siamo tutti conniventi, possiamo andare a pranzo posto che l'indignazione non ci abbia tolto l'appetito ?
il 01.10.06 13:42
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spiacente Gvertigo, governavano loro, il giochino del tutti colpevoli-tutti innocenti non attacca e ti rammenterei che il governo non rispose all'interrogazione parlamentare dei radicali.
Se hai problemi di mouse fammi sapere
Ci sono quelle che si chiamano intermediazioni, Rolli. Quelli sono i delta, specie in una società così corrotta come era la Jogoslavia di Milosevic. Anche perché quello in potenza era un affare molto vantaggioso. Cinico quanto vuoi, ma vantaggioso, diciamo anche una presa per il collo.
Vuoi sapere come la penso io? Quello, a parte l'opportunità politica (io, come persona, Milosevic l'avevo capito bene e ti dirò che non l'avrei neppure guardato mentre passava, mi sarei girato dall'altra parte, non c'avrei fatto proprio niente, neppure un bagno nello stesso mare dalla costa opposta ) era un ottimo affare potenzialmente.
Acquisire il controllo di una società, anche se insieme alla società di telecomunicazioni greca, con solo mezzo miliardo di euro, era un grande affare, fosse stato solo per la licenza e basta senza neppure le infrastruttura. Voleva dire aprirsi la strada sulle telecomunicazioni di tutta la ex jugoslavia a quattro soldi. Come è andata poi a finire è un'altra cosa.
Certo, i soliti affari alla Prodi. Risanare e svendere. In questo caso comprare a 1000 per rivendere a 100. Lo stato italiano fa sempre ottimi affari quando ci mette lo zampino Prodi. Ventomare ma il tuo procacciatore d'affari è come Prodi? perchè sennò devi essere veramente ricco per fare tutti questi affari così covenienti.
A me risulta che alla commissione fu praticata l'eutanasia iniettandole nelle vene una quantità industriale di merda. Va bene la memoria corta, ma i nomi di Marini, Volpe e dell'ineffabile Taormina dovrebbero rinfrescare un pò la memoria. Trantino può essere definito in due modi: o era d'accordo e allora è un farabutto o non si è accorto di niente e allora è un onesto coglione.
Questa è da incorniciare: «Dopo la presentazione della relazione intermedia avevamo chiesto al Parlamento di poter proseguire i lavori. Ma i parlamentari decisero di partire in massa per seguire una partita di Champions del Milan a Istambul, e così passò un emendamento della sinistra che bloccò ogni cosa. Purtroppo le responsabilità su questo capitolo della storia del Paese sono bipartizan»
Colpa del Milan .... :)
La commissione ha rispecchiato un pò come era il governo insomma... o colpevole o coglione.
Sulla vicenda Telekom Serbia, per quanto attiene gli aspetti economici, non dico nulla, non è materia mia.
Per quanto, invece, di politico, mi piace citare i vecchi commenti di Panebianco "l'opposizione (il quel momento il csx) dica serenamente che all'epoca dei fatti l'operazione pareva la cosa più giusta da fare, che ci si sbagliò e pace", e di Ferrara "la commissione TS fu una cosa inutile e anche un po' stupida". Con buona pace di quel galantuomo di Trantino, malamente atterrato qui con un volo proveniente dal XIX secolo.
Ferrara tira acqua al suo mulino, così può giustificare, ad esempio, formigoni e i suoi "ci ci ciò ciò" con Saddam dei tempi che furono. ora non capisco perchè con Saddam era uno schifo averci a che fare e con Milosevich, invece, "si sbagliò"
Rolli, fai finta di non capire. Le questioni che ha trattato la commissione Telekom Serbia non c'entrano niente con il merito della decisione. Alla Commissione milosevic non importanva niente, o meglio ai commissari della destra, in particolare. La Commissione voleva tentare di mettere Prodi allo stesso livello di Berlusconi processato per corruzione di magistrati a Milano. Spargendo fango e ricorrendo ai mezzi più bassi. Usando il Parlamento. Da una parte si corrompono i magistrati ordinari dall'altra si usano i magistrati parlamentari. E' questo lo schifo che ti ho rappresentato da 4 anni. Ma tu sei sorda come una campana, cieca come una talpa. Se gente come Marini e Volpe può impegnare decine di parlamentari e tentare di spacciare bufole al paese, sostenuti sal giornale dell'ex presidente del consiglio, dipende anche da te. Adesso andranno sotto processo, per merito delle indagini della magistratura, ma abbiamo rischiato tanto e si continua a rischiare per affari come le intercettazioni illegali.
E ora che ti fai un'esame di coscienza, su questa cosa in particolare. Hai fatto un grave errore, e dovresti chiedere scusa di aver creduto ed appoggiato i millantatori e depistatori. Ha ragione Leo, sbagliare è umano perseverare diabolico. E, aggiungo, stupido non riconoscere il proprio grave errore.
Cari compagni: ma perchè una volta tanto non state ai fatti? Questi ci dicono non solo che Telekom Serbia fu, come si suol dire, un affare di cazzetti; ma pure che, a voler essere buoni buoni, dimostra una incapacità, trascuratezza e ignavia da paura. A voler essere cattivi, che a capo dell'esecutivo c'era un ammasso di ballisti magnaccioni. Perchè sono balle che Fassino, Prodi e Dini non sapessero nulla, e grandi come una casa. Il fatto è che per operazioni così intelligenti, di omuncoli con cotanta storia professionale, che da sempre in questo paese si alzano le tasse: per pagare cioè l'incompetenza di chi ci governa e il magna magna dei partiti e dei loro servi. E i sindacati, "baluardo della democrazia", stanno zitti zitti. Come i nostri coraggiosissimi giornali, in mano a quattro strapagati velinari. Poi si lamentano che vendono poco..e pure loro stanno in piedi solo per i soldi pubblici. Un bell'agglomerato di mantenuti.
Bill, è vero o no, che l'affare Mortadella, Cicogna e Ranocchio era una schifosa montatura? E' vero o no, che il Giornale ed altri fogli collegati hanno imbastito una campagna di mesi su questo? E, se è vero questo, allora per quale motivo c'è stato bisogno di ricorrere a queste menzogne se c'erano motivi reali per mettere ugualmente sul banco d'accusa Prodi e Fassino?
Provate a rispondere a queste domande Rolli, Bill, e capirete molte cose. Ma non ci spero.
Ciccio bello, le domande le ho fatte io, quindi è inutile che lanci fumogeni. Nel merito si è comprato, alzato i lprezzo, ignorato dispacci, mentito, e tu speri di svicolare more solito. Niente da fare, per quel che mi riguarda rimani inchiodato alle domande che tenti di affossare, altro che scuse
Rollina, è vero o no, che hai appoggiato per mesi questa campagna e queste montature?
.... appoggiato, rilanciato o dato credito, che è più o meno la stessa cosa
Ventomare
anche se fosse vero quello che affermi, cioè che hanno cercato di affibbiare a Prodi & c. un quintale di letame invece che mezzo, a te resta da spiegare quel puzzolente mezzo quintale di merda che deturpa l'immagine angelicata dei Nostri Eroi. Smettila di svicolare prendendotela con i calunniatori, sono le cose VERE E PROVATE quelle di cui Prodi e Fassino dovrebbero rispondere.
O sbaglio?
Il fatto che sia entrato in scena un millantatore non cambia di mezza virgola lo stato delle cose. Ma i tuoi amici impuniti, ed è uno sconcio, manco si presentarono in commissione. E' una vergogna, visto che i numeri non li ha dati Marino: sono lì, in atti ufficiali. Così come i soldi pagati per una mediazione, cosa che lo stato italiano non aveva mai fatto. Ma per te è tutto normale..e pretendi che qualcuno sano di mente ti stia a sentire? O che qualcuno, in affari di questa portata, possa pensare che i ministri competenti e il capo del governo manco buttino un occhio a cosa fa la più grande azienda pubblica? E cosa stavano a fare lì, a pensare che tasse mettere per renderci tutti più felici?
Sbagli. Perché queste montature erano un tentativo disperato e perfido di dare peso a qualcosa che non ne aveva o non ne aveva assolutamente a sufficienza. Ed in ogni caso, hanno avuto il risultato di oscurare qualunque, ipotetica responsabilità politica nell'affare. Per il semplice motivo che l'obiettivo non era scoprire la verità, seppur minima, ma infangare per depistare l'attenzione dal processo di Milano.
Nessuna verità, specie se piccola, si scopre ricoprendola di menzogne.
Il magistrato ha detto che l'operazione è regolare e regolare anche il prezzo dell'intermediazione. Ogni trattativa indistriale prevede l'intermediazione.
Cosa diversa è valutare l'opportunità politica, etica e commerciale di un'azione. Come è diverso se l'intermediazione si traduce in una provvista per i politici o in una malversazione di dirigenti. Ma il magistrato non lo ha rilevato e comunque la discussione del processo darà finalmente luce pubblica a tutte le ombre che ci sono.
L'opinione pubblica internazionale, e ripeto internazionale, il tuo magistrato - dove "tuo" ha preciso significato - se lo sbatte.
Ribadisco, e da qui non scappi caro il mio scivoloso Ventomare:
un affare in cui il compratore volle alzare il prezzo d'acquisto
in cui si pago l'intermediazione, cosa mai successa prima
in cui 14 dispacci urgenti vennero ignorati
in cui Fassino MENTE e viene smentito dal suo segretario, non da Marino
in cui Milosevjch denunciò le tangenti
un affare scrauso in partenza, non dopo la guerra
un affare portato avanti dalla sinistra mentre Milosevich riempiva le fosse comuni, non di nas costo ma a vista
Altro che ranocchio e mortadella, qui si parla di quanto siete corrotti, ladri, cinici, bugiardi e gaglioffi
Marino al vostro confronto è una perla
Ah, non era mai successo prima che si pagasse un'intermediazione commerciale? Mi fa specie che sei avvocato. Non esiste operazione industriale e commerciale che non ha intermediazione, a meno che, non esista trattativa diretta. Cosa rarissima. Hai mai sentito parlare di procacciatori d'affari? Esiste una legalissma normativa che li prevede. Esiste un rapporto di agenzia più stabile ed esiste il procacciamento, come esiste l'intermediazione. Nel mondo degli affari non è l'eccezione è la regola.
Un conto, poi, è la tangente. E un'altro conto chi la prende. Se dirigenti Telecom e politici avessero preso tangenti allora questo sarebbe illegale. Ma questo va provato in un processo e con le prove. Non manda mica il lagistrato inquirende, che tu definisci "mio", c'è un giudice ed una corte e le testimoninanze degli inquisiti, in parte confessi, e dei testimoni.
Tu sai chi ha preso tangenti?
Fino adesso le uniche menzogne delle tangenti ce le hanno portate quella perla di Marino e la fine ricostruzione zoologica di Volpe (la fantasia gli sarà venuta perché ha un cognonme di animale?) e dei suoi compari. Alla quale tu, facendo eco alla cassa di risonanza dei quotidiani che ti diletti di leggere e credere, hai dato peso.
Sta volta il vetro è scivoloso, cara la mia arrampicatrice. Sccrrreecttttttttchhhhhhh!
Ventomare,
anche se non ci sono state tangenti, faccio fatica ad accettare come normale quell'operazione.
E che il governo italiano mentisse dicendo di non sapere niente di un'operazione commerciale con Milosevic di una società al 61% statale è evidente (vero?).
Su questo siamo d'accordo?
Guarda che la prima inchiesta di Bonini e D'Avanzo cercava di fare luce proprio su alcuni aspetti dell'operazione che non erano completamente chiari.
Quello fu il "casus belli" della Commissione, che non serviva perché bastava solo l'indagine della magistratura. La commissione serviva solo mediaticamente.
Ma mai, in commissione, furono affrontati realmente gli aspetti sollevati da quella inchiesta, perché probabilmente troppo deboli o assolutamente inconsistenti per coinvolgere Prodi e Fassino su un piano che non fosse solo politico o di opportunità.
E allora si passò alle invenzioni.
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Lì c'erano due ordini di problemi, da una parte interni all'azienda, con il conflitto tra Rossi e Tomasi di Vignano, dall'altro di opportunità politica: se il governo dovesse o meno intervenire in questioni di una azienda e, comunque fosse opportuno, investire nella Serbia del dopo Dayton.
Mi domando, anche alla luce, delle ultime questioni, come sarebbe stato visto un fermo della trattativa verso una nazione nella quale non c'era nessun blocco, nessun embargo, e dove tutto il mondo tornava ad investire, visti anche i prezzi di realizzo.
Poi si parlò anche di soldi che sarebbero stati girati a dirigenti della società che lavoravano in jugoslavia.
Ma se vuoi informarti meglio basta che ti vai a vedere la prima inchiesta di Bonini e D'Avanzo. Furono costretti poi a farne una seconda per smantellare le facezie di Marini e Volpe.
Per Animabella-ventomare c'è corruzione solo se ci sono tangenti. Non è così. In primo luogo, fra due società statali devi spiegare, Vento, di che mediazione c'è mai bisogno? Cos'è, sono timidi, per incontrarsi devono mettere un'inserzione alla rubrica "matrimoniali"? Seconda questione: come mai il tipo che dice di avere sottoposto gli avvertimenti dell'ambasciatore a Fassino è ora consigliere economico, ben pagato e zittito? Terzo: perchè è stata pagata, nonostante gli avvertimenti, una cifra assurda? Quarto: ti pare umanamente possibile che un'azienda statale non renda conto di operazioni così importanti al suo azionista, cioè ALMENO al ministero competente? Ultima questione: è mai possibile che Prodi riesca sempre a vendere male qualsiasi cosa metta sul mercato? Oh, non ne ha azzaccata una! E questo, nonostante non credo sia particolarmente intelligente, puzza tanto.
Se tu parlassi con conoscenza anzichè con fregola copia incolla e ricerca di google, o se perlomeno cercassi meglio che così non pretendiamo troppo, sapresti che prima di allora nessun altro affare (affare..) nelle partecipazioni statali fu gravato da mediazione
Hai mai sentito parlare di intermediazioni nella vendita di petrolio, Bill? Le trattative internazionali brulicano di intermediazioni, specie in situazioni come quelle dei regimi poco democratici ed in dissoluzione.
Secondo, nell'operazione partecipò anche la Grecia. Ti sembra tanto 500 milioni per il 25% della Telekom Serbia? Cioè, praticamente di tutte le telecomunicazioni fisse di una nazione? a me, no. Che poi dopo telecomitalia se ne liberò per 200 milioni si riconduce al fatto che quando si ritiene che sia meglio uscire non si fa una questione di prezzo. L'affare, a causa della ripresa della guerra, andò male e conveniva uscire. Punto. Sai a quel punto quanto sono 300 milioni di euro? Inezie.
Che poi nel governo ci fossero, aree, come Dini, che era più vicino al regime di Milosevic, come c'erano anche nella opposizione non si può negare.
Tomasi fece passare l'acquisto in 5 minuti senza avvisare il presidente (Rossi) perché diceva di non averne l'obbligo legale.
Tutta la questione fu probabilmente uno scontro politico ed economico trasversale aggravato dalla corruzione e dispotismo del regime, in una situazione caotica del dopoguerra dove tutti, parlo di europei ed americani, accorrevano per accaparrarsi pezzi di stato in dissoluzione.
Ma non ci fu nessuna lira che arrivò né a Ciampi, né a Prodi, né a Fassino. Almeno non ce n'è nessuna assoluta prova. Ciò che è certo sono le invenzioni ed il fango, su quello mi sono impuntato io con Rolli.
Quello che fa rivoltare è l'uso che poi se ne fece, coinvolgendo le parti più squallide dei servizi deviati, che dopo quella volta, si sono fatti periodicamente risentire, ad esempio con gli affari Nigergate, con la questione della lettera falsa attribuita a Prodi che sposava i rapimenti di presunti terroristi (Betulla-Mancini), con le storie sui falsi attentati, e, ultima la storia losca delle intercettazioni.
Bill, mica l'ha fatto Prodi, quell'acquisto. Prodi ha portato l'Italia in Europa, caro Bill. E adesso risolleverà il paese dal fondo in cui si trova. Contaci.
Li fai tu copia ed incolla, rollina, e di volta in volta, vai a sbattere il musino nella cioccolata. Nonostante che uno ti avverta e ti riavverta per tempo.
Non ne esci: prima dell'affare Telekom non ci furono intermediazioni nelle partecipazioni statali. Puoi pestare i piedini quanto vuoi e al massim oandare da bonini a dirgli che cicca bù cattivo non ti ha avvisato, ma questo resta.
E non hai risposto a nessuna domanda.
Non puoi, lo capisco, ma è qui spiaccicato sul tuo musetto, il fatto, non sul mio.
Quindi vedi di rispondere e di mollare i fumogeni, stanno sempre lì
Ventomare
aspetto risposte.
a domande semplici semplici
fatte per curiosità, che a me della questione frega un tubo, sto cercando di decidere se la lotta armata contro questo governo, schifoso benchè democratico, è legittima. che poi io non so sparare.
saluti
Dici pure bugie sui soldi sborsati e sulla quota. Ma chi pensi di prendere per i fondelli?
Aggiungo: non solo Fassino mente spudoratamente quando gli viene chiesto se sapesse o meno, ma lo fa dopo aver risposto nel febbraio 98 all'interrogazione di Boco del 97, dove veniva comunque informato della questione.
Non male per "non saperne niente" dopo 14 dispacci urgenti e un'interrogazione parlamentare. Manco l'Alessi..
Più che faccia di tolla è lecito dire abbiate la faccia di melma
Ora vado a Frattocchie dal pargolo, tu raccogli pure con calma le informazioni (prova su virgilio, nel caso Google non ti soddisfacesse) e rispondi alle sempre eterne inevase domande più sopra, tenendo presente che qui per tua disgrazia non abbiamo gli anellini al naso.
Sì, in realtà la quota era maggiore, non il 25% ma il 29%. Il 20% lo prese la Grecia.
Ti ripeto, signora delle magre, io non difendo quell'affare, anche perché Dini e Tommasi di Vignano mi stanno simpatici come il prurito all'inguine.
Quello che ti ho sempre rimproverato è credere ai spargitori di fango. Ti ripeto che l'affare telekom serbia così come ne parla l'indagine di Repubblica non è mai stato preso in considerazione. La prima indagine quella che aveva sollevato il coperchio su un affare poco chiaro.
Tieni, Francesco, questa è tutta l'indagine. Leggi e rendiconta se ti va.
Io chiudo qui.
Ma che lo mandi alla scuola quadri del PCI, il pargolo? :))
Sì, Giancarlo, e non rientro nelle categorie di reddito a cui crescono le tasse.
E' che aderisco alla religione del 33%, oltre si sconfina nell'empietà e ribellarsi è giusto.
In verità il movente immediato della furia è il rifiuto di controllare come vengono spesi i soldi estorti con la tassazione, solo in seconda battuta le bestialità sulle redistribuzione del reddito.
Ciao
Ventomare,
per la prima volta nella storia del mondo vieni zittito? e basta farti una domandina piccola e facile? hai finito la benzina per le manovre diversive?
Vento: qui nessuno sta parlando di tangenti. L'argomento è l'acquisto a prezzi spropositati di un pezzo della società telefonica da uno stato terroristico, che da lì a pochi mesi avremmo bombardato, e della rivendita a saldo di quella partecipazione. Non conta dire che in certi casi si scappa e chissenefrega: ERANO SOLDI PUBBLICI!!! E non sta in piedi che quelle operazioni si facessero all'oscuro dell'esecutivo: e chi li divrebbe controllare i menagers pubblici, la Provvidenza? Oltretutto, se anche vivessimo nella repubblica delle banane e i nostri attenti e seri governanti non avessero saputo nulla (che è forse peggio ancora di averlo saputo, perchè significa che sono scemi), ci pensò l'ambasciatore in loco ad avvisarli. Per cui, sono solo dei grandissimi contaballe, oltrechè maneggioni ed incapaci.
E smetti di tirare fuori favolette sui servizi segreti e quant'altro: non c'entrano un tubo. Se quei boiardi democristiani di merda come Prodi dovessero mai restituire i soldi che hanno buttato al vento coi loro giochetti e coi loro amichetti banchieri, le loro famiglie dovrebbero lavorare in miniera per dieci generazioni.Un branco di maneggioni ladri, ecco cosa sono.
Come non si sta parlando di finte tangenti ai politici? E di cosa ha parlato la commissione Telekom Serbia per 2 anni, due? Ha parlato di queste cazzate, sostenendole con mitomani e falsi dossier. E Rolli postava le pagine deliranti de "Il Giornale" che parlavano di Mortadella, Cicogna e Ranocchio. Perché pensi che ho iniziato a commentare qui?
E' come la storia delle false prove per la guerra in iraq, la mettevo in guardia. E lei insisteva. Del merito dell'acquisto non si è parlato pochissimo, quasi niente, in commissione. Se ci fossero stati elementi seri ti sembra che sarebbero ricorsi ai falsi dossier? Se l'avessero fatto, nonostante, sarebbero stati più coglioni di quanto non sono falsi. No?
Io ho seguito sia la prima sia la seconda indagine di Repubblica. E lei accusava Bonini e D'avanzo di essersi rimangiati tutto. Ed invece non è mai stato vero. Le indagini stanno lì, tranquille.
Oh, se è per questo di indagini imboscate ce ne è davvero tante. Ce n'è una, per tangenti, su Rovati, pensa un pò la vita. Oltre alle indagini poi, esiste una responsabilità politica. E non sperare che non presentarsi in commissione, o far finta di nulla, la possa fare finire in dimenticatoio. Dovresti smettere di dire che l'avevi detto: tu appoggi dei magistrati che hanno pagato la Ariosto per dire tutto e il contrario di tutto. E c'avete marciato per degli anni. Sul nulla. Quell'affare è una ciofeca, voluta e avvallata dal governo dell'epoca. Ora, è noto che il tuo idolo Prodi dorma spesso e volentieri, ma bisogna che si svegli. Si sveglierà presto, vedrai, con un bel tonfo.
Ma se non vuoi rispondere a domande precise, perchè continui a fare entropia? Dì semplicemente Prodi è un mito e amen.
Ma tu ti devi sgonfiare, caro il mio ventomare bugiardino, perchè tu non sei in grado di mettere in guardia nessuno, nemmeno te stesso
sei bugiardo, scientemente, vedi le cifre sparate su Telekom che conosci benissimo ma che hai provato a rifilare nella speranza che siamo ignoranti copincollisti come te. Sei in palese malafede perchè sai benissimo che Fassino ha mentito sapendo di mentire e svicoli. Sei due volte palesemente in malafede perchè sai che prodi è nella stessa barca infangata e non da oggi, tra l'altro; sai di nomisma come sai di delle porcate della sme e cerchi di far fumo raccontando cazzate.
Quindi, Vento, chi vuoi mettere in guardia? nemmeno il barboncino di Berlusconi, puoi mettere in guardia.
e rispondi alle domande che ti sono state fatte, chè non attacca
Altrimenti abbi la decenza di tacere
E leggiteli, i verbali della Commissione, così eviti di dire idiozie come quella madornale che del merito dell'acquisto non si parlò quasi per niente. Era la questione principale.
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