Pubblicità e Progresso
Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti, ha scelto come slogan pubblicitario per promuovere i Centri di impiego, la frase "il lavoro rende liberi", ben stampata sul dépliant promozionale, con tanto di specifica: "non ricordo dove lessi questa frase, ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all'istante perché raccontano un'immensa verità".
Che gli vuoi dire?
di Rolli alle 31.08.06 03:49 | L'altroMondo | Commenti (23)
Più che lo scivolone colpì l'ingenuità. Ma non l'ha ancora capito che sono i soldi e non il lavoro a rendere liberi? E i soldi si posson ben fare senza lavorare. O no?
Battute a parte, lo scivolone è piuttosto grossolano, ha urtato sensibilità sempre all'erta e per un politico la faccenda è pesantina, almeno un comunicato di scuse e di rammarico poteva sforzarsi di farlo.
infatti xman, e semmai "il lavoro rende consumatori".
Lo sconcerto per la svista dell'assessore si sparge a macchia d'olio sul suo staff, gruppo di appartenenza fino all'indotto che ha prodotto i volantini (grafici, tipografie...).
Che nessuno se ne sia accorto? Avranno avuto i loro motivi, da contestare.
Poi il Giornale, "Hitter", "Höss", lasciamo stare va...
Propongo di vederla in senso positivo: finalmente ci si riappropria di frasi violentate dell'uso che ne hanno fatto i nazisti ma che, di per loro, non hanno niente di male.
Xman
I soldi ti risolvono tanti problemi, ma non ti rendono libero. La vera libertà quella interiore non si compra.
Byer
Ma scusate, di che ci si meraviglia? Uno che di carriera fa il politico DEVE essere ignorante. Può essere furbo ma non può, di default, essere colto. Tantomeno competente: devi servire solo la tua organizzazione di merda. Sennò col cavolo che entri nel giro della nomenklatura. E questo vale a sinistra, a destra, di sopra, di sotto e affianco.
Caro sing, potrai pure avere la libertà interiore, ma quando devi sostituire la caldaia, l'idraulico ti chiede 2.000 euro e tu non puoi pagarli, ti resta la libertà di stare al freddo.
Mentre i sinistri si sperticano nel dire che "insomma, basta, e che palle con 'sto Olocausto, son decenni che ce la menano così poi i cattivi sionisti si giustificano e fanno come gli pare", si scopre che invece gli ebrei "blaterano" perchè appunto qui non si conoscono nemmeno i fondamenti di quanto è successo.
Coletti ingenuamente l'ammette, ma basterebbe fare un giretto nella fascia che va dai ventenni ai quarantenni per scoprirne migliaia di questi campioni della conoscenza
Poi certo che hezbollah diventa un interlocutore, e il terrorismo lo si spaccia per "resistenza"
nel blog acrilico.org da ormai quasi un mese
si può vedere un fotomontaggio che usa
questa frase o motto indicando qualcosa che esiste ancora
ma in chiave negativa
nn e' per nulla passata l idea che il lavoro rende liberi
anzi il lavoro e' visto come una benedizione qualsiasi forma abbia
anche se si lavora da boia
un altro motto campeggia "tengo famiglia"
e' vero Rolli
e ricordarlo oggi nn fa che rendere omaggio
alle vittime
di ieri e di oggi
perché e' sbagliato pensare che un olocausto nn potrà mai piu esserci
come dice Amato
o le farneticazioni che lui scrive sul Socialismo
nella pagina della cultura di domenica su Repubblica
l olocausto e' ancora oggi tra noi
e nn possiamo far finta di nulla
no nn possiamo per il ricordo
di tutti quelli che furono uccisi
ieri in Europa oggi in Africa e sud est asiatico
milioni di persone morte
e milioni di persone che moriranno
e noi qui a spaccare il capello in 4
il mondo soffre
allora come ora e chi nn lo vuole vedere
e' inconsapevolmente complice ?
ma complice
dell orrore presente
Rolli, ma il concetto espresso da quella frase è o non è positivo?
E' lecito continuare a interpretare una frase del genere solo con la lente del nazismo che ne ha usurpato il fine?
Non sarebbe l'ora di ricominciare da capo senza più usare come discrimine culturale un unico periodo storico che distorce tutto quello che è venuto prima e quello che verrà?
Se i nazisti hanno dato un nuova valenza ad un dato segno non vuol dire che questo si sia trasformato per sempre e per tutti.
E' ora di crescere e di farla finita con un vittimismo che già adesso non regge più.
Se un passato vuole fagocitare il presente e con esso tutti i suoi cittadini, io non ci sto.
Rispetto per chi ci ha preceduto, ma niente di più.
Il lavoro debilita l'uomo e lo rende simile alla bestia.
L'etica del lavoro è un etica da schiavi, per fortuna la tecnologia ci aiuta e nell'ultimo secolo una enormità di lavoro manuale è scomparsa grazie alle macchine, lasciandoci con più tempo libero a disposizione, più sani e meno stanchi (oltre che meno soggetti ad incidenti).
Suggerisco a tutti di provare a vivere per un mese senza lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, veicoli privati e pubblici che non siano a trazione animale, lavorare la terra o spostare oggetti pesanti senza l'ausilio di strumenti moderni, comunicando solo per posta o recandosi di persona presso ogni destinatario, svolgendo la propria attività senza nessun ausilio tecnologico (computers, veicoli, telefono, aria condizionata, luce elettrica ecc...) poi ne riparliamo.
L'uso da parte del presidente abruzzese della famigerata frase denota solo la sua profonda ignoranza, nascondersi dietro il fatto che in fondo la frase tolta dal cancello di Auschwitz ha una sua bellezza è pari all'affermare che "Gott mit uns" è una preghiera delle orsoline tedesche.
Io la penso così.
E per una volta sono d'accordo con OrlandoFurioso quando dice:
"E' lecito continuare a interpretare una frase del genere solo con la lente del nazismo che ne ha usurpato il fine?
Non sarebbe l'ora di ricominciare da capo senza più usare come discrimine culturale un unico periodo storico che distorce tutto quello che è venuto prima e quello che verrà?
Se i nazisti hanno dato un nuova valenza ad un dato segno non vuol dire che questo si sia trasformato per sempre e per tutti.
E' ora di crescere e di farla finita con un vittimismo che già adesso non regge più."
scusate...ho sbagliato a trascrivere il link nel post precedente...
il link corretto è: http://www.rm-fr.org/cgi-bin/wiki/moin.cgi/DeliriumFremensAgosto2006#head-05a8d34fee6d4a5ab69deeda93c08c5d5160869a
Il lavoro rende schiavi, il lavoro è una triste necessità, la vendita del nostro tempo in cambio della sopravvivenza. Una società veramente civilzzata, amante della vita e dell'individuo dovrebbe piantarla di fare l'apologia del lavoro, ed iniziare ad usare le straordinarie tecnologie che abbiamo a disposizione per farci lavorare tutti di meno, molto di meno. Il culto del lavoro, è culto della produzione fine a sè stessa, della causa, del fine sopra ogni cosa..nazista o democratico che sia. Bisognerebbe pensare alla felicità degli uomini piuttosto che al PIL, altrimenti rendiamo questo mondo un immenso lager, al cui ingresso riportare il motto nazi sul lavoro che rende liberi.
Detto questo, stupisce l'ignoranza del Presidente della Provincia di Chieti. O meglio, più che stupire, ci conferma lo stato pietoso della nostra classe politica.
il lavoro mi riferisco a quello comandato
gia nella bibbia era visto come una maledizione
il sig Red ha ragione quando dice che le ns attuali tecniche potrebbero far star bene in molti
ma il controllo dell uomo sull uomo che solo il lavoro può dare dove andrebbe a finire _?
giustamente il lavoro rende liberi perché solo col guadagno l uomo può liberarsi dalla vera schiavitù contemporanea
che e' il lavoro stesso
si rimane di stucco quando si vedono persone cosi ricche da poter stare in pace per 20 generazioni
eppure ogni giorno si recano al lavoro prima dei loro operai
be questa la dice lunga sul vero valore dei soldi che sono un invenzione per le masse
dopo il 1971 nn esiste nemmeno piu la conversione denaro in oro quindi nn sono altro che biglietti per buoni acquisti
l umanita nn e' ancora uscita dalla preistoria dove si facevano sacrifici umani per ingraziarsi gli dei della tribu
quando i sacrificati guarda caso erano sempre dei giovani un po irruenti o rompi scatole
l umanità sembra nn scorgere ancora oggi questa sottigliezza
anzi vede il lavoro come unica via alla felicita
l umanita' dietro la sua sbandierata modernita nn e' altro che una massa ignorante e violenta
cosi la desiderano i loro capi
ogni tanto capita che scappi di mano il gioco
e il massacro diventa totale
il lavoro rende liberi
dice il vero ma nn dice la verità
Premesso che la libertà e la democrazia poco o nulla hanno a che fare col lavoro, ci sono dittaure dove la gente lavora tanto...l'ignoranza sul periodo storico del fascismo e del nazismo è un fenomeno preoccupante, ci deve far riflettere tutti
Il depliant è imbarazzante per l’ignoranza che denuncia, e se Coletti avesse avuto un po’ di decenza lo avrebbe senz’altro ritirato, oltre a scusarsi. Credo che quella frase abbia assunto ormai un significato indelebile, non è più possibile decontestualizzarla e considerarla in sé.
Detto questo, a chi usa l’episodio come argomento per sostenere l’antisemitismo dei “sinistri”, che gli vuoi dire?
"Il lavoro rende liberi" è una frase nazista per antonomasia. Presuppone in fatti che l'uomo non sia libero per diritto e per nascita, bensì sia tenuto a conquistarsi la propria libertà col lavoro da schiavo. In questo modo non sarà mai libero, bensì liberto, che è un'altra cosa.
Nell'articolo Coletti dice: "Non sono mai andato ad Auschwitz o a visitare altri lager".
Be', sarebbe bene che ci andasse al più presto.
Fiandri caro, io non uso l'argomento per sostenere che l'antisemitismo di sinistra bla bla, dico semplicemente che soprattutto in quest'ultimo periodo gran parte dei sinistri reiterano la solfa che indica gli ebrei come piagnoni che strumentalizzano il loro Olocausto ad ogni piè sospinto.
Si lamentano, i sinistri, per tutto questo tirare in ballo ogni tre per due la shoa, peccato che poi non conoscano nemmeno i fondamentali di quanto è successo.
ma si vuole essere sinceri ?
quanti sono che possono dire di sapere
oggi il mondo in che condizione vive?
e vogliamo che conoscano la storia di 60 anni fa?
cose da vecchi a loro importa
...
nn mi viene in mente nulla ma sono sicuro che
qualcosa gli deve importare
a certo
Winnie Pooh
i buoni conigli mannari
sanno a cosa pensare
stop
ora sono stanchi
un pausa
sfizziosa
e poi si ricomincia
a parlare di fumetti
ma nn e' colpa loro
questo e' il prodotto dell instupidimento
generale
arrivano a dire che il "lavoro"
quello dei ns giorni sia una cosa vera
e nn un oltraggio alla vita stessa delle persone
lavori se sei bella
se sei giovane al di sotto dei 27 anni
se sei laureata e sai 6 lingue se ecc
altrimenti ti prendi 700 800 euro e ti mantieni la famiglia (?)
e attenta alla flessibilita'
e se hai piu di 50 anni sei un peso sociale
e tutti a dire e' vero sei vecchio
oggetti esattamente come lo erano
nei campi di sterminio
qui manca il coraggio di andare oltre
ma come si dice nn si sa mai
allora ben venga il giorno della memoria
ma si parli anche di questo neo psico genocidio
globale
Allora si vede che mi sono sbagliato, bla bla. Ma non è che uno possa prendere l’ignoranza di un presidente di provincia ed estenderla automaticamente ai “sinistri”, non funziona mica così. Se dai un’occhiata alle iniziative che vengono prese per mantenere viva la memoria e diffondere la conoscenza sul tema della Shoah, o alle critiche che vengono mosse al revisionismo, ti accorgi che assai spesso vengono dai “sinistri”: dunque?
Allo stesso modo, la menata del vittimismo e della strumentalizzazione dell’olocausto non è certamente esclusiva di una parte politica: è una forma di idiozia equamente ripartita fra gli schieramenti; soprattutto - ma non solo - agli estremi.
Tutt’altra cosa è dire che la destra ha tendenzialmente avuto un atteggiamento favorevole alla politica del governo israeliano, e la sinistra tendenzialmente no. Ci tocca di imparare a distinguere il dissenso politico dall’antisemitismo strisciante.
Coletti è stato imbarazzante. Ma tra gli ignoranti e gli strumentalizzatori, io forse sto con gli ignoranti.
Peraltro, in campana quando dite: "a ciascuno il suo". Qualcuno potrebbe - giustamente - offendersi.
la stessa miopia degli anni
40
la stessa incredibile la stessa
una volte un caso
due volte una combinazione
ma alla terza
cosa diciamo
....
ce qualcosa che nn torna
qualcosa di finto e fittizio
OT
Prodi ha deciso, la manovra finanziaria sara' di 30... denari.
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