Mercoledì 23 Agosto 2006

Giustizia e morale

Don Cesare Verzelletti, il parroco che si è premurato di spiegare a reti unificate di come fosse buono, bravo e pio il "mite" cingalese che ha trucidato Elena Lonati, non solo non ha sprecato una parola di pietà per la vittima, con la scusa che non la conoscesse - pare invece che Elena frequentasse quella Chiesa con una certa frequenza e, considerando che generalmente questi luoghi non sono affollati, si deduce che invece in qualche modo la vittima fosse a lui nota - tutto preso dal panegirico in onore del sagrestano, ma se l'è anche presa comoda, visto che nonostante fosse a conoscenza dell'omicidio si è premurato di celebrare la messa e poi, con calma, ha denunciato il misfatto. Senza fretta.
Colpisce, nella conferenza stampa del procuratore Giancarlo Tarquini, la delicatezza con la quale ci viene illustrato l'episodio, tentando anche di trovare una motivazione che giustifichi un così ignobile comportamento:"forse non ha creduto alla confessione del sagrestano", si ipotizza.
Un uomo così è colpevole non solo da un punto di vista penale ma anche da quello religioso, visto che è un prete; eppure scommetto che domenica il tenero parroco celebrerà come sempre la messa, senza defezioni di fedeli, senza che la Curia prenda alcun provvedimento.
Pur essendo questioni diverse, noto la stessa delicatezza usata nel trattare la posizione della mamma di Hina, come se di fronte alle questioni in qualche modo legate alla religione, media e Giustizia si sentissero in dovere di usare attenzioni particolari.
Mi auguro di perdere la scommessa, ma se così dovesse essere, c'è di che riflettere.

di Rolli alle 23.08.06 13:13 | L'altroMondo | Commenti (5)

Commenti

"come se di fronte alle questioni in qualche modo legate alla religione, media e Giustizia si sentissero in dovere di usare attenzioni particolari".

Pare esattamente così, sbandierare la religione sta diventando un must, una moda, "grazie" agli amici islamici e agli integralisti nostrani. Aggiungi che noi italiani siamo affascinati dalle mode, e ci catapultiamo nella loro onda senza esitazione. I media si adattano (devono vendere, fare ascolti o lettori) e coloro che ai media rilasciano dichiarazioni non ci pensano neppure a scalfire il giocattolo.
L'assassino? Un povero ragazzo.
La moglie di un padre rimbecillito? Una donna che soffre con dignità.
Le vittime? Chi?

di xman il 23.08.06 14:24 | M | C | #

Ma marx non era mica l'ultimo degli imbecilli!

di Ellegi il 23.08.06 15:32 | M | C | #

xman, secondo me è riduttivo dire che nel confezionare le proprie prelibatezze i media si adattano ai gusti del pubblico.

Aggiungerei che lo viziano, ingozzandolo, nel tentativo di fidelizzarlo, istruirlo, portarlo verso un certo tipo di richiesta che sposa fini sia economici che pedagogici quindi sociali.

di T A R O il 24.08.06 12:11 | M | C | #

"considerando che generalmente questi luoghi non sono affollati"
Ecco l'errore che la gente ignorante compie: generalizza

di gdsfa il 08.09.06 15:25 | M | C | #

"Un uomo così è colpevole non solo da un punto di vista penale ma anche da quello religioso, visto che è un prete; eppure scommetto che domenica il tenero parroco celebrerà come sempre la messa, senza defezioni di fedeli, senza che la Curia prenda alcun provvedimento"
Secondo me merita la pena di morte

di hshshg il 08.09.06 15:27 | M | C | #

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