Scusate il disturbo
Nel giro di due mesi la Gazzetta dello sport da bastione della pulizia calcistica si è rapidamente e completamente trasformata in megafono di invocazioni assolutorie, all'inizio semicamuffate e maliziose, poi sempre più evidenti.
La apri oggi e ci trovi le ultime dichiarazioni di Nedved sul suo amore per la Juve, gli aggiornamenti del calciomercato, le parole dello smemorato di Cologno (che era Shevchenko, mica Berlusconi).
Per sapere qualcosa del secondo troncone di indagini sul Calciopoli devi avere avuto la fortuna di scorgere, tre giorni fa, il trafiletto che raccontava di quel testardone di Palazzi che vorrebbe vedere condannate Arezzo e soprattutto Reggina, il cui presidente Foti ne ha fatte quasi quante Moggi (basta leggere le intercettazioni per averne un'idea), e si proclama innocente.
I giornalisti della Gazzetta hanno alimentato il vento che soffiava voglia di pulizia, ora invece - evidentemente scocciati da questo fastidio persistente di quel monello di Palazzi che ancora non si decide ad andarsene in vacanza - preferiscono far spirare quello che porta vagonate di sabbia a coprire tutto.
S'è ben adeguato Mastella nel caso della sentenza di primo grado, ed oggi a ruota arriva Maurizio Gasparri, che sul TG1 serale racconta di quale grave ingiustizia sarebbe far pagare solo la Reggina. Ovviamente, è impensabile dare uguale spazio a qualche rappresentante di quegli sfigati dei terzi interessati (Lecce, Brescia, Avellino nel caso dell'Arezzo), dei quali è pacifico che non freghi una cippa a nessuno.
Ma un minimo di copertura per i fatti di oggi (la corte si pronuncia sulle richieste di Palazzi), ecco, almeno quello lo si gradirebbe. Lo so bene che è un fastidio, ma in fondo è il vostro mestiere, signori giornalisti della rosea: ogni rosa ha le sue spine, e queste manco pungono.
Aggiornamento ore 19.30:
Non bastasse il silenzio sulle vicende che riguardano Reggina e Arezzo (che fa ridere se paragonata all'attenzione spasmodica sul primo grado e sull'appello), ora la Gazzetta ha ripreso la tradizionale funzione di megafono dei tifosi juventini e in prima pagina spara un bell'articolo su cosa si aspettano gli Elkann e Cobolli Gigli dalla Corte di conciliazione che a breve deciderà sul ricorso juventino contro la sentenza d'appello: "Una pena congrua potrebbe essere la serie A con qualche punto di penalizzazione".
Questi sono quelli che in primo grado avevano chiesto una sorta di patteggiamento, ammettendo che la b con penalizzazione era cosa buona e giusta. Hanno evidentemente cambiato idea, hanno evidentemente capito l'aria che tira (o magari recitano a soggetto un copino scritto da tempo).
D'altra parte, sono pure comprensibili: è lecito, no?, sperare di farla franca, quando uno dei componenti della Corte d'appello, commentando la riduzione della pena rispetto al primo grado, dice che "un giudice è un uomo e io credo sia giusto interpretare il diritto prefigurando le conseguenze delle proprie decisioni".
I fondo, loro, i giudici, avevano solo cercato di "interpretare un sentimento collettivo".
E poi, la Juve ha un altro bel proiettile da (minacciare di) sparare: il ricorso al TAR.
La paura di questi ricorsi incide sui giudici, vero Prof. Serio?
"C´entrano, c´entrano.".
Però, in fondo, loro hanno "inserito le squalifiche dei campi per renderli più difficili", questi ricorsi.
Così, a riguardo Guido Rossi ha fatto il duro: "chi pensa a saldi di fine stagione è del tutto fuori strada", anche se sulla squalifica dei campi si può discutere .....
E allora gli Elkann, quelli che mentre Moggi smanettava non c'erano e se c'erano dormivano, hanno potuto virilmente ribadire che loro staranno "sempre vicini alla Juve", e contano "ancora di poter disputare il prossimo campionato di serie A per una questione di equità".
Una questione di equità, chiaro?
E se non saranno trattati equamente, si valuter "ogni soluzione". TAR incluso?Ovviamente!
Minchia, u capisti?A u Tarra ci fannu u ricorsu!
di Losciacallo alle 16.08.06 14:30 | Opinioni | Commenti (8)
a me risulta che hanno avuto un calo di vendite, forse hanno capito che andare contro i voleri del maggior mercato del tifo (i tifosi della juve) era un poco controproducente.
Sottoscrivo il post al 100%.
Sul presunto calo di vendite, credo non ci sia relazione con la politica editoriale, credo che, se c'è, andrebbe ricercato nell'evidente bisogno di "spurgarsi" da parte di tutti quelli che hanno provato fastidio e nausea per gli scandali.
Il problema di fondo è: sei un giornalista a tutto tondo o la tua unica funzione è far vendere copie al giornale?
Scrivi SOLO per vendere?
Bene, non c'è mica niente di male.
Solo, basta saperlo.
Perchè così, la prossima volta che fai partire campagne moralistiche almeno potrò riderti in faccia e ricordarti come cambia bandiera a seconda della tua sola e unica convenienza.
E badate che non parlo da amante tradito: nè io nè, credo, altri, ci siamo fatti abbindolare dalla Gazzetta e altri i media che prima incensavano Moggi e poi, a bufera scoppiata, gli davano del ladro.
Parlo solo da lettore incazzato che gradirebbe leggere notizie su vicende che lo riguardano direttamente (il Lecce - per chi ci crede - potrebbe pure essere in serie A tra poche ore) e interessano, penso, la maggior parte di chi si appassiona al calcio.
E che cazzo, vabbè eludere le notizie non gradite, ma almeno un trafiletto.....
Embè, che t'aspettavi, che qualcuno più di quattro o cinque pazzi asociali volesse davvero la pulizia nel mondo pallonaro? Su su, poche storie, prendi la paletta e metti la sabbia lì sopra! Ecco, così, bravo. Visto com'era facile? Era il caso di fare tutte queste storie? Guarda gli altri bambini come sono felici di interrare le figurine di Rossi e Borrelli, e quel Palazzi, che brutto, le bambine gli hanno persino fatto pipì sopra! Forza, interra bene che poi andiamo a comprare il "Chi" e "Novella" con le ultime novità sulle trombate estive di Vieri e Buffon.
Ma pensi un po' signora mia che Paese di deficienti è mai questo, una volta che una cosa funziona eccoti arrivare quattro pistola travestiti da sceriffi a far credere che erano tutti dei ladroni, e noi, complice il caldo che dava alla testa, lì a dar retta a 'sti pistola per settimane intere. Meno male che è arrivato il fresco e ci siamo svegliati in tempo per l'inizio del campionato. Speriamo solo che facciano in tempo a riammettere la Juve, altrimenti in trasferta mi tocca di vedere certi burini.
Ed è sempre più intollerabile il silenzio bastione del vaticano, oramai, neanche più semicamuffato da quello pseudopietismo di matrice democristiana antisantisagarattiana e nennista. Silenzio che oggi esplode come un boato mancante della curva ultrà. Curva decrescente dovemmo aggiungere, come quella di questo paese oramai ostaggio delle gerarchie ecclesiali, imbavagliato dalle lobby, immobilizzato nei cerchi centripeti di un cooperativismo sinistro ipocrita sbullonato, campione del competitismo bufalo dell’arraffo. Ma questo certo non interessa certo ai manichini annestati nel bois de rose degli sconci salotti romani, ai girotondismi da boudoir della sinistra, sempre pronti a stazzonarsi la giacca pur di saltare sul carro dei vincitori. Stasera nel colpevole silenzio della diocesi livornese i tifosi boicottano l’azzurro smencio di una nazionale campione di inseguimento dell’impunità. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da lottare da raccogliere firme, consensi petizioni e perché no anche funghi se la stagione lo permette. Abbiamo già ricordato le lotte di noi radicali per questo calcio malato, per la libertà di cura, il testamento biologico. Muniti di siringa, con il compagno marco pannella abbiamo iniettato in 650 palloni di cuoio massicce dosi di barbiturico, prima di essere arrestati dal direttore dell’ipermercato, il tutto immaginate un po’, nel silenzio assordante delle istituzioni impegnate a fare la permanente ai riccioli di materia organica alla deriva oscurantista di un paese ombroso al crepuscolo.
Ma adesso riprendono la racolta firme i tavoli per la libertà le sedie per la giustizia le consolle per il rinnovamento. Il compagno Pannella da tre settimane sta portando avanti lo sciopero della playstation nel silenzio assordante dell’informazione. Mentre invece si moltiplicano gli appelli di amici compagni e conoscenti perché Marco ponga fine a quest’iniziativa lodevole ma che rischia di portarlo a fine prematura.
La battaglia continua.
Daniele Capazzone
Sempre per stare in argomento, oggi su repubblica classica intervista in ginocchio al commissario Rossi. Che sia in arrivo qualche scoop sul calcio per republica ?
Ma il "silenzio" su Reggina e Arezzo si spiega molto anche con il fatto che si tratta di squadre "minori " e piu di tanto non e che facciano notizia,,,,rispetto alle altre coinvolte dei piani alti (Lazio,milan Juve,Fiorentina ) ---Per il resto vale quel che detto prima,, ,,, Squadre come Juve Milna, Fiorentina Lazio son squadre che nel bene e nel male muovono e fanno fare soldi,,, al baraccone ,,,quindi piu di tanto non hanno voluto o potuto andarci pesanti a parte un po di teatrino alll inzio per fare scena ... tanto per tentare di salvare le apparenze,,, Insomma alla fin fine è stata la "solita farsa all italiana "
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