Il gambero Bersani
Il Decreto-Bersani sulle liberalizzazioni era cosa buona e giusta nel merito (finalmente via qualche privilegio ottocentesco) e nella forma (non vi erano la necessità e l'urgenza, ok, ma serviva un segnale politico forte che poteva arrivare solo per decreto).
Ora, però, le crepe del provvedimento diventano voragini, sia perchè gli scioperi illegittimi e selvaggi - visto che succede a legalizzare tutto purchè utile in chiave antiberlusconiana? - hanno funzionato da tremenda arma di pressione costringendo il Ministro a clamorosi dietrofront, sia perchè nel decreto stesso ci sono una serie di incongruenze, omissioni, contraddizioni che pian piano vengono fuori, di fatto svuotando di contenuti il provvedimento.
Ad esempio, si eliminano i minimi tariffari per gli avvocati.
Bene, anzi benissimo.
Però intanto gli studi di settore - che si basano proprio sul calcolo di tariffe medie ottenute tra le minime e le massime - non cambiano e rimangono applicabili anche ai legali così come sono.
Quindi, io avvocato, pur chiedendo ai miei clienti compensi più bassi delle tariffe minime, mi troverò valutato dall'autorità fiscale sulla base di tariffe non più vigenti.
Tra l'altro, la vicenda dei tassisti e dell'Iva sugli immobili sta convincendo ad astenersi dall'applicazione del decreto anche chi vi era tenuto dopo la pubblicazione in GURI dello stesso.
In sostanza, il provvedimento di Bersani è cosa buona e giusta, ma i suoi effetti non si vedranno mai se si continua a fare un passo avanti e due indietro.
Quindi forza Ministro, lotta duro: hai tutto il mio appoggio.
di Losciacallo alle 18.07.06 12:10 | Politica | Commenti (30)
Gli studi di settore funzionano nello stesso assurdo modo per tutti. Io stesso mi sono sentito dire che devo aumentare i prezzi, pena sanzioni e che, se assumo un dipendente in piu', questo farà automaticamente salire la stima dell'utile e quindi le tasse.
E poi si dice che il governo sta attento all'inflazione e si preoccupa della disoccupazione...
OK
anche Bersani è andato.
Rimane Paoda Schioppa e la Bonino, poi possiamo cedere tutto il governo-centuria come rifiuti tossici alla Somalia.
Anche gratis va bene.
Olden, il problema sta nel fatto che si sono abolite le tariffe minime senza adeguare gli studi di settore, parametrati come se quelle tariffe ancora esistessero (discorso simile sugli arbitrati, ma diventa lungo e noioso quindi evito).
Appaiono solo frattaglie di contorno a fronte dell'importanza della svolta liberista che sembrerebbe aver dato Bersani, ma intanto sono problemi per chi domani dovrà rendere conto all'amministrazione fiscale.
Spero che presto arrivino i necessari correttivi.
Anche i tassinari hanno vinto.
Il governo si è dimostrato più debole anche di una piccola lobby, come al solito: mi rimane l'amarezza nel pensare che forse con l'aiuto dell'opposizione ce l'avremmo fatta.
Ahimé, questa non è terra di liberalismo.
P.s. Francesco, non si capisce un'acca del tuo commento, sai?
Tutti che guardano al proprio orticello, il csx per primo. E anche le piccole lobby fanno sì che tutto rimanga com'è. Le poche riforme che ha fatto Berlusconi (già abbondantemente emendate) verranno distrutte del tutto dalla sinistra, (che appoggia le lobby colpite). Quando toccherà alla destra, avverrà il contrario.
Sono grupppi trasversali presenti all'interno di ogni schieramento.
Poi se aggiungi la conflittualità politica fra i due schieramenti è semplice arrivare alla paralisi.
Secondo te, dopo che il csx ha sempre sparato a zero su ogni manovra del cdx, è possibile che possa intervenire l'aiuto dell'opposizione? Berlusconi (a suo tempo) aveva dato una grossa mano al csx in difficoltà per una questione di interesse nazionale. Il csx ha chiuso tutte le porte quando è successo il contrario.
Mi sono mangiato un pezzo: 'Sono grupppi trasversali presenti all'interno di ogni schieramento' doveva essere inoltre ci sono anche gruppi trasversali all'interno di ogni schieramento che hanno il potere di bloccare qualsiasi tipo di riforma
mi spiace ma è la tua coalizione che è stata ceduta ben 4 volte di seguito. Ricordatelo.....
Oste,
nel repellente caravanserraglio che Prodi chiama governo, si trovano alcune persone che paiono degne di stima, per azioni passate o anche per intenzioni presenti.
Fino all'oscena ritirata davanti ai tassisti e alle ancora peggiori giustificazioni (vedasi Repubblica di oggi), il sig. Bersani era uno di questi. Oggi non lo è più.
Se deludessero anche la Bonino e Padoa Schioppa, non rimarrebbe nell'interia centuria prodiana una sola persona a cui stringere la mano senza un guanto di lattice. Di quelli usa e getta.
Certo hai ragione a lamentare le posizioni di larga parte dell'opposizione ma:
1) al governo c'è il CSX
2) Bersani ha ribadito che lui alle liberalizzazioni non ci pensava proprio
Saluti
E io, ancora una volta, vorrei chiedere ai sostenitori del decreto alcune cose, e gradirei avere risposte nel merito.
1)Se il problema è la scarsità di taxi nelle città, l'unico rimedio è spalancare il settore a grandi gruppi industriali?
1b)Non sarebbe meglio, da un lato dare più licenze (magari studiando realtà per realtà qual'è la domanda), e dall'altro evitare normative rigide quali i turni ed altre amenità? 2)Ho sentito affermare da Bersani in persona che con il suo decreto diventava possibile anche da noi l'avvento di quei fantasmagorici studi legali che si vedono nei telefilms americani. Molto fashion, ma resta il fatto che negli States la giustizia ha un costo molto, ma molto superiore che da noi.
3)Visto lo sbandieramento della concertazione, perchè, dalla via che se ne parla da tempo, non la si è fatta, ad esempio, coi farmacisti? E coi tassisti? Perchè fare una trattativa dopo e non prima? Cosa c'hanno, la peste? Fare un decreto, Sciacallo, non serviva a niente; lo dimostra che si è fatta una retromarcia immediata.
Avrei altre domande, ma mi fermo qui.
Sono un lavoratore autonomo, lavoro da solo e solo per aziende pertanto -putroppo- non posso evadere: questo "putroppo" pesa come un macigno, ma chi lavora da solo e deve fatturare tutto, con prezzi che devono essere "competitivi", spesso sopravvive. Lavorereste voi per un anno, praticamente gratuitamente? E' quello che è capitato a me grazie agli "studi di settore"; di fatto, per "adeguarmi", ho dovuto RIMETTERCI DI TASCA MIA, REGALANDO l'equivalente di centinaia di ore di lavoro.
Tutto per un "fatturato presunto" che avrei dovuto raggiungere! Se avessi lavorato pulendo cessi o -disonorevolmente- grattandomi gli attributi come fanno abitualmete i "bidelli", avrei guadagnato di più, con un decimo di pensieri, e molto meno tempo sottratto alla vita, regalato ad inutile gente in esubero che vegeta e vive improduttivamente di assistenzialismo nella pubblica amministrazione.
Pensare che non ho mai aderito ai vergognosi condoni, non avendone motivo alcuno. Cosa fareste, vedendo il vostro lavoro calpestato e disprezzato in in questo modo, non vi sentireste legittimati ad evadere?
Un'unica soddisfazione: il mio otto per mille non andrà né allo stato, né tantomeno a quei misogini del vaticano s.p.a. (volutamente scritto in minuscolo)
1) la soluzione migliore è lasciare la libertà agli attori economici senza preventivi interventi statalisti
1b) vedi risposta 1
2) allora detti studi non dureranno un giorno, a meno che i loro servizi non valgano il costo. "chi paga noccioline, lavora con le scimmie"
3) la concertazione fa schifo. Bersani anche.
ciao, vecchio comunista
Franz
Francesco: il mondo esiste da qualche anno, purtroppo. Tu fai le cose semplici, ma non lo sono. Un intervento governativo che permetta lo smembramento di un mercato da perte di grandi gruppi economico-finanziari non è un provvedimento liberista: è uno scendiletto, un grazioso omaggio. Il che non significa non cercare di migliorare i servizi: significa ragionare. Se si andasse avanti come te, domattina si dovrebbero immediatamente licenziare almeno, e sto basso, la metà dei dipendenti pubblici. Forse, bisognerebbe pure pensare che ci sarebbe un egual numero di famiglie con qualche problema, no?
Fermo restando che "grande" non significa affatto certezza di mercato pulito e concorrenziale. Nel nostro paese ha significato anzi monopolio, inefficenza, truffe ai danni dei consumatori e dei risparmiatori. Non a caso l'unico comparto che fino ad oggi ha funzionato è proprio quello delle PMI. Vogliamo andare a vedere che fine hanno fatto i grandi gruppi industriali privati italiani (quelli pubblici uguale)? E ribadisco che i mercati vanno regolamentati, tenendo conto di dove sei, della realtà che c'è, della storia che c'è dietro.
Concludo: questo non significa che tutto va bene così com'è. Neanche che, per fare un favore a qualcuno, si dice "arrivederci e grazie" a decine di migliaia di persone. E in mome di che? Del liberismo di Bersani, che è un socialista? Massù..
maddai, detto da un comunista come te, socialista è un complimento ;=)
non mi convinci affatto, però auguri lo stesso per esserti iscritto all'UDC ... o alla DC
Caspita Francesco, mi sono comprato un amuleto: democristiano mai! Guarda che il mercato giudice uno e supremo i liberisti non lo professano dal 700 dc. Il mercato va regolamentato: è così negli States, è così in GB, è così ovunque.
Senza contare poi, se metti da parte le crociata liberista fatta da un governo che al 70% è fatto da ex-post-neo comunisti, tutta la valanga di tasse che volevano metterci. Quela sul cacao è, o meglio era perchè hanno ritirato pure quella, la più meravigliao. Leggitelo, il decreto, che poi ci facciamo due risate.
Concordo sul fatto che il mercato vada regolamentato.
Il tuo innegabile (ahimè) istinto democristiano sgorga impetuoso quando esemplifichi come, perchè, a che scopi questo vada fatto.
E non mi dire che sei meglio di Bersani: lo sapevo già!
Ciao
Per capire, Francesco. Lungi da me fare il buonista con la lacrimuccia. Ma se, di grazia, mi spieghi dov'è il liberismo nella trasformazione di piccoli imprenditori, artigiani, lavoratori autonomi (trova tu la definizione per i tassinari) in impiegati al servizio di un grosso gruppo finanziario te ne sono grato. Con un decreto poi: io investo denaro, mi indebito, oltretutto non pare ci si arricchisca particolarmente, e stamattina mi sveglio e imparo che il principe mi dice che non ho più niente, che bisogna fare il regalo a indovina chi. E questo cos'è, se non un esproprio? Ma va là. In compenso, tanto per non rimanere nella teoria, l'Alitalia è l'unica compagnia aerea europea che non solo non guadagna, ma che fà acqua da tutte le parti. L'UNICA. Però qui no, non si può licenziare nessuno, o passare qualcuno da qualche altra parte. Agli aeroporti di Milano, altro esempio, hanno dovuto riassumere i ladri beccati con le telecamere. E qui si fa un decreto? Ma cos'è, uno scherzo? E le associazioni dei consumatori, altre organizzazioni mezzo mafiose che non servono a niente se non alla carriera di due imbecilli, cos'hanno da bofonchiare? br
PS:ti ripeto: vatti a vedere la parte del decreto scritta da Visco. E' allucinante.
Il liberismo è nel fatto che tale trasformazione avverrebbe (se avvenisse) per motivi economici, di libero agire del mercato.
Se il mercato spinge verso grandi imprese (un motivo classico sono le economie di scala), opporsi a questo è interventismo ingiustificabile. Il sistema non esiste per soddisfare il desiderio di indipendenza del singolo a scapito della collettività.
POI, le grandi imprese le tratti con un forte antitrust, perchè non riescano a fottere il mercato.
Ma i tuoi "protetti" campano di protezioni legali, cioè privilegi, non di capacità di fornire ai consumatori quello che questi vogliono. Come campino (se bene o al limite della suissitenza) è del tutto irrilevante nei calcoli costi-benefici della società.
Su Visco ti credo sulla parola, questi credono di poter far pagare le tasse solo con il bastone (e in più dovrebbe pure crescere l'economia): sono fuori di zucca come Berlusconi che parla dei giudici, o peggio!
Francesco: non è il mercato che spinge verso i grandi gruppi, ma i grandi gruppi stessi. Il fatto che i tassinari campino perchè hanno una licenza è fuffa: anche un ipermercato ha una licenza, mica può aprire dove vuole. E' chiaro che se te ne faccio aprire 25000 io, comune, faccio una scelta politica, una scelta dirigistica, non di mercato. Non me ne può importare di meno se il tutto sembra volere una massa di sfigati stipendiati, e pochi agglomerati finanziari che gli vendono paccottiglia a due lire. E' un processo nient'affatto liberale, ma di massificazione. E non tirare fuori la cosa, tutta da dimostrare, che le corse costerebbero meno: niente te lo può garantire. In compenso, ci sarebbe una marea di precariato ridicolo, improvvisato, sottopagato e inefficente. Hai presente un call center, tipo Tim o Tiscali per dire? E' quattro mesi che sto cercando di attivare l'adsl a casa mia: i grandi, efficentissimi gruppi! Una marea di sottopagati che se ne fottono messi in un call center, nessun responsabile e nulla che funziona. A costi altissimi rispetto a tutto il mondo. Altro che mercato: favolette.
IN pratica Bill, stai facendo il sindacalista dei diritti acquisiti dei tassinari, farmacisti e notai.
In compenso quando uno dice da domani non avete + TFR oppure andrete in pensione 3 anni prima di morire ai lavoratori dipendenti va tutto bene. Nonostante quelli siano altrettanto diritti acquisiti.
E tu sei il primo che etichetta come sabotatori dell'economia e delle nuove leve i sindacati. Cosa che, in parte, io ritengo giusta.
No Diddy, il discorso è un pò più complesso. I diritti ce li hanno tutti, non solo i dipendenti e/o viceversa. Mi spiego: i sindacati hanno fatto tutto fuorchè difendere i lavoratori. Perchè dietro finti diritti, il mantenere in vita realtà economiche improduttive ha generato cassa integrazione a gogo, lecenziamenti e tanti, fallimenti epocali ( stile Olivetti), e un sistema pensionistico ridotto all'osso. Io dico che compari in questo sfacelo sono stati, in ordine: lo stato partitocratico, i sindacati e i grandi (si fa per dire) imprenditori. I quali grandi imprenditori, nonostante finanziamenti a pioggia, rottamazioni varie, cessioni di aziende pubbliche mai pagate, ordinativi statali con telescriventi rotte, compagnie aeree inutilmente obese e via dicendo hanno prodotto tutto tranne che ricchezza. Se vai a vedere le piccole-medie imprese, sono quelle che licenziano meno, con meno conflittualità sindacale, che competono sui mercati: in due parole, quelle che tengono in piedi la baracca. Tra parentesi, senza incentivi, senza cassa integrazione, senza regalie varie.
Concludendo: andiamo avedere CHI ha ridotto le cose al punto in cui siamo. CHI, ad esempio, non ha voluto riformare le pensioni per tempo? E' dalla fine degli anni 70 che si sapeva benissimo che ad inizio millennio il sistema, così com'era sarebbe imploso. Non lo si è voluto riformare quando i costi sarebbero stati minimi, e adesso tutti, non solo i dipendenti, pagano una marea di contributi per pensioni..che non si sa se ci saranno. Per cui, ho in un commento precedente detto a Francesco che non si possono licenziare così, dalla sera alla mattina, i dipendenti pubblici, e tu mi dici che ci godo a vederli alla frutta? Non è così, Diddy.
PS: Tu però non fare il sindacalista dei grandi gruppi finanziari. Non ne hanno bisogno, ti assicuro.
Guarda io lavoro in una ditta di 4 persone che presta opera in outsourcing per lo sviluppo software: 3 soci ed io, unico dipendente.
Capirai che le PMI e la flessibilità le conosco benissimo.
Fai te quanto mi possono stare simpatici i sindacalisti... ma fai anche te quanto mi possono stare simpatici quelli che si dichiarano imprenditori ma alla fine lo vogliono essere con il culo protetto dalle leggi dello stato, li vedo come delle piccole FIAT, perdite-pubbliche guadagni-privati.
L'anno scorso vendevano un tabacchi, ero andato ad informarmi, questo signore mi ha spiegato che essere tabaccai è come essere impiegati statali perchè con il fatto con la licenza hai un bacino di utenza garantito, con in + il fatto che se vuoi guadagni quanto un AD.
Oppure tu che tanto spesso difendi i bottegai, l'anno scorso ho lavorato in posto dove c'erano 4 aziende con circa 1000 impiegati ciascuna che davano su una via commerciale, durante la pausa pranzo la via era piena di gente ma i negozi era tutti chiusi. Hai idea di quanto questi negozi rompessero i coglioni perchè a 5 KM avevano aperto un centro commerciale? Hai idea di quanto rompessero i coglioni con la modifica della viabilità perchè li avrebbe "penalizzati"? In compenso restavano chiusi dalle 12.30 alle 15.30 perchè la maggior parte di loro era abituata a farsi 3 ore di pausa pranzo+ pennichella, mi sono informato..non era questione di permessi. Ti sembra giusto che io debba sempre piegarmi alle esigenze del mercato mentre questi vogliono che lo stato pieghi il mercato ai loro comodi?
Il loro discorso è +/- quelli che fanno i dipendenti pubblici, ma almeno questi guadagnano poco e non possono evadere le tasse... cosa che i bottegai considerano un diritto.
Quindi ben vengano i centri commerciali e la flessibilità per tutti, non solo per gli sfigati delle PMI.
Ma guarda, Diddy, che io non sono uno che dice: qui è tutto meraviglioso, di là tutta merda. So benissimo che i commercianti hanno fatto i cazzi loro per decenni, ed è giusto che la manna finisca. Dico che si è passati da zero a mille per la grande distribuzione, spesso a capocchia. Con questo, non dico che non debba esistere: è che magari ne trovi mille da una parte, e niente di niente da un'altra. So benissimo come si comportano i negozianti: a Bologna in agosto rischi di morire di fame, e vedi turisti che si chiedono se abbiano sganciato una bombe n..La mentalità da impiegato è diffusissima, sono d'accordo. Solo che non penso che i grandi gruppi siano la panacea. Primo perchè la Fiat, faccio un nome a caso, è peggio di un ministero. Secondo, perchè ci sono mille e una prova che loro, della clientela, se ne fottono quanto e se possibile di più del piccolo commerciante. E ti ripeto: trova un settore in mano a grosse conglomerate che funzioni. Alla faccia dell'efficenza e della competitività.
Concludo: tranquillo che oggi i commercianti si stanno svegliando, perchè sennò chiudono. Io ho notato che oggi, a differenza del periodo post euro, molti beni costano meno. Nell'abbigliamento, per esempio. E' il consumatore che deve svegliarsi, mentre vedo la tendenza ad affidarsi a un qualcuno e/o un qualcosa che dovrebbe preoccuparsi di farci stare meglio. Questo qualcuno e/o qualcosa non esiste.
Bill
non capisco come tu faccia a volere i vantaggi del libero mercato (no alla mentalità impiegatizia e allo sperpero di denaro delle tasse in azioni di politica industriale) e allo stesso tempo odi la libertà di mercato (accetti come fosse naturale che il comune abbia il potere di permettermi o meno di metter su un'impresa).
Una volta si diceva "moglie ubriaca e botte piena".
E non tirare il ballo la FIAT: in un sistema di libero mercato sarebbe fallita da secoli, è perchè ci sono i Bill che si preoccupano delle ricadute sociali ecc. ecc. che è ancora lì a succhiare soldi.
Ciao
Beh Bill: io trovo che la grande distribuzione in mano a grandi conglomerate, cha siano la coop, che siano i discount tedeschi, che siano le Pam o i superbasko funzionano egregiamente e dimostrano una flessibilità che con i negozietti neanche mi sogno.
A volte anzi mi stupisco per il fatto che anticipino i miei bisogni.
C'è chi investe in tecnologia e mi da il telecomando per far prima alla cassa, chi mi resta aperto sino alle 22.30 ecc ecc
A Bologna ho studiato un anno e la cosa che mi è rimasta in mente erano proprio quei negozietti e quelle bancarelle che sparavano prezzi da S. Tropez proprio perchè i supermercati erano fuori dal centro storico.
Fai te che il latte lo dovevo comperare nel bar fico perchè la latteria + vicina era ad un km e passa....
Sarà, ma io preferisco comunque comprare 6 deca di sgombro e 3 di conserva nella bottega della Rosina. Sarà per l'odore, sempre quello di 40 anni fa, sarà che posso incazzarmi con lei per le buche sulla strada che l'amministrazione comunale da una settimana non sistema. Sarà che i miei bisogni sono sempre gli stessi come, credo, per il 90% della gente. Gli altri "bisogni" sono scientemente ed astutamente indotti. Nulla di male, per carità, ma se fosse per il sottoscritto, supermarket et similia sarebbero già falliti da lunga pezza che ad uno scaffale ricolmo di plastica, preferisco la buona vecchia carta oleata..
Caro Leonida,
posso quotarti?
"Io preferisco" è tutto quello che voglio sapere in questo campo.
Il resto lo considero marxismo-leninismo ...
Anche io sto molto attento alla differenza tra bisogni reali e bisogni indotti.
Solo che la possibilità di fare la spesa durante la pausa pranzo o dopo l'apperitivo invece di dover correre perchè senno la Rosina chiude sono bisogni reali, inoltre preferisco comperare e pagare velocemente piuttosto che avere due persone davanti che a "velocità Rosina" vogliono dire 30 minuti a menarselo nel profumo di fegato di merluzzo misto rosolio, minuti levati alle cose che io preferisco come stare con gli amici ecc ecc.
Che la Rosina esista per chi la apprezza ma che siano disponibili anche i negozi per noi futuristi, amanti dell velocità che esaltiamo "il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno."
Ciao ;)
Francesco: allora dimmi, ma non in teoria bensì in pratica, cosa facciamo domattina. La Fiat non è in piedi per quelli come me, ma per chi ha privatizzato i profitti e pubblicizzato le perdite, d'accordo con quella truffa associativa chiamata sindacato. Per quelli che parlano a raglio di impresa, e si fanno i cazzacci loro: i Romiti, tanto per fare un esempio. Tutti campioni del libero mercato, come no. La licenza di un comune, Franceso, dovrebbe (te lo ripeto: dovrebbe) essere non una gentile concessione fatta dal principe del pisello, ma un qualcosa che tutela il consumatore. Mai sentito parlare del REC, e degli esami che si dovevano sostenere per aprire un esercizio? Beme, adesso anche uno che si è grattato lo scroto per tutta la vita può aprire una salumeria. Una grande libweralizzazione, vero? Ed è una emerita cazzata: per il semplice fatto che farà delle porcherie e che non sa neanche di che cosa sta trattando. Libero mercato non significa mangiare carne marcia (la metto giù dura per fare un esempio). Secondo la tua idea del liberismo, è il mercato che, dopo essersi seduto sulla tazza del cesso per un mese per avere mangiato robaccia, decide di non comprare più in quel negozio. Ecco vedi, io quel passggio preferirei non farlo.
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