Dei delitti e delle pene /3
Ci si sente al sicuro, nelle mani della giustizia italiana: 11 anni a Previti, 12 a chi ha massacrato e ucciso due ragazzi
Venti, se ne uccidi quattro. Saldi di stagione
di Rolli alle 16.06.06 20:12 | Giustizia | Commenti (46)
Aggiungiamo anche quel PM dallo strano nome anglosassone che ha fatto arrestare Vittorio Emanuele.
Se non sbaglio lo stesso PM affetto da mania di protagonismo si era già esibito in arresti eccellenti finiti poi in bolle di sapone.
Mi piace anche quella simpatica ragazza di Milano (che oggi si occupa di banchieri) che a suo tempo ha scarcerato i terroristi islamici dicendo che in fondo erano combattenti per la libertà, mentre, allo stesso tempo, negava il diritto di asilo ad un medico esule dato che le superiori esigenze del suo paese (Cuba) necessitavano della sua presenza colà.
Non è che si è pentito? forse c'è qualche speranza che tiri dentro Berlusconi. Non si sa mai.
Parlaavo dell'omicida naturalmente. Con Previti Berlusconi è gia colluso.
la giustizia communiscta colpisce ancora... è la dimostrazione che per vincere hanno dovuto fare un patto col diavolo, anzi con "satana" in persona... Oggi non è che sia poi un gran giornata per andare al mare,anche in questo si vedono i limiti del nostro governo... Previti libero, anzi santo subito.
Massì freccianera, usiamo pure ogni morto ammazzato per fare propaganda politica. Poi magari un giorno mi spieghi che cosa c'entrino i due ragazzi uccisi dalle bestie di satana con la giustizia comunista, ma intanto hai il tuo bello slogan da due soldi.
Troppo poco 12 anni agli assassini. Giusti gli 11 anni a Previti. Ecchecc'entrava lui però lo sai solo te.
Infatti, sono schifosamente pochi gli anni dati agli assassini.
Da un lato mi dispiaccio di leggere certe cose, ma per altro verso ciò mi conferma come sia possibile che nel nostro Paese un televenditore sia potuto diventare imperatore; e la spiegazione che mi do è: ignoranza.
Senza offesa, ovviamente, intendo ignoranza come NON conoscenza delle cose: chi non sa ignora, dunque è ignorante.
Ecco, è l'ignoranza che ha fatto ascendere il venditore ai più alti scranni della Repubblica, quella stessa ignoranza che fa partorire certe riflessioni che mettono su di un identico piano di giudizio vicende criminali totalmente distinte.
Il dato che non conosce probabilmente l'estensore del post è che il processo, e sia ringraziato iddio se è così, deve seguire delle regole. E queste regole, ringraziando iddio nuovamente, debbono essere uguali per tutti.
Ciò almeno sino a quando la funzione legislativa non è finita nelle mani di certi signori che di processi ne hanno parecchi sul groppone, e che hanno dato vita alla pagina più buia della storis della Giustizia italiana.
Un esempio?
La legge sull'inappellabilità.
Sapete cos'è?
E' una legge, varata dai difensori della Patria che ci hanno lasciati dopo la scorsa tornata elettorale, che stabilisce che se uno è assolto da un'accusa nel primo grado di Giudizio, il Pubblico Ministero NON può presentare appello, punto.
Ebbene, l'estensore del post dovrebbe NON ignorare, che proprio grazie a questa legge "di libertà" quel tal Mario Maccione, che delle Bestie in argomento fu famiglio, s'è riuscito a scampare l'appello essendosi scampata in primo grado la condanna per associazione a delinquere.
Detto questo (espressione molto in voga oggi), sarebbe opportuno NON ignorare inoltre, che il processo in questione s'è svolto sì come appello verso la sentenza di condanna, ma ciò non relativamente all'affermazione o meno della penale responsabilità dei condannati, bensì su di una questione meramente di rito. E' accaduto infatti, che nel primo grado, nonostante la scelta del rito abbreviato, questi imputati, contrariamente alla legge, fossero stati condannati al massimo della pena e che, per far ciò, il Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP) avesse dovuto compiere non poche capriole interpretative.
Purtroppo,dunque, in appello è accaduto quello che tutti gli addetti ai lavori sapevano già, cioè la Corte altro non ha potuto fare che adeguare la condanna alle pene previste per chi aderisce al rito alternativo denominato rito abbreviato: la Corte cioè si è limitata a fare ciò per cui è stata istituita: applicare la legge.
Dunque cara Rolli, il problema non è chi applica le leggi, ma chi le fa, come chi ha fatto la legge sull'inappellabilità (ed in questo un riferimento a Previti sarebbe stato sacrosanto).
Fai un piccolo sforzo ulteriore. Era un esempio. Anche se ti sta antipatico. E comunque anche il processo Previti è stata una vergogna.
Una volta lo prevede la legge e il magistrato non può far niente, un'altra deve interpretare. A proposito di ignoranza Freccianera, dovresti sapere che quella legge prevede anche la possibilità di riaprire il processo se vengono alla luce le prove necessarie. Per il resto fai anche un'altro ripassino del codice perchè ci sono delle inesattezze. Ora ho fretta ma ci torniamo su.
vai vai, e grazie per le dritte lg,ripasserò per evitare inesattezze
La giustizia è davvero in un brutto momento. Una specie di roulette russa.
Uagliò, nell'elenco manca il nominativo di quel tale che confessò 60 omicidi, si fece 5 anni e poi divenne "collaboratore" con tanto di prebende e protezione.
Mah, a me pare ovvio che (come Rolli) sia naturale aspettarsi che i reati contro la persona vengano sanzionati con condanne maggiori rispetto agli altri reati.
Non è vero che le regole sono eguali per tutti: un giro per uffici giudiziari e aule di tribunale sarebbe sufficiente a squarciare il velo dell'ignoranza.
Eccome se è un problema anche di applicazione della legge: tutte le leggi vanno interpretate e il magistrato ha sempre una discrezionalità più o meno ampia. Basti vedere le questioni intepretative sottoposte alla Cassazione.
P.S. Camicia nera, basco nero, cavaliere nero: se uno legge freccianera facile che ti scambi per un destrorso. L'ho già scritto che non avresti bisogno di chiedere che qualcuno spieghi, se trasformassi il nickname in frecciarossa.
Una sintesi perfetta, questa, presa dall'articolo di oggi di Scalfari, dello schifo del governo dei cinque anni, inutilmente e dannosamente, passati. Che Dio ci salvi da altre esperienze simili a queste.
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L'eredità di cinque anni di malgoverno emerge ormai al di là di ogni dubbio per quello che noi temevamo che fosse e peggio ancora: una catastrofe economica e finanziaria, l'isolamento in Europa, l'inutile rischio dei nostri soldati in Iraq, l'irrilevanza della nostra politica estera in Medio Oriente e nel mondo. Ma anche un imbarbarimento morale, il galoppo degli egoismi, lo sfascio costituzionale, lo sfarinamento delle istituzioni.
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VOTIAMO COMPATTI PER IL NO AL REFERENDUM. SALVIAMO LO SPIRITO DELLA COSTITUZIONE.
Veni Creator Spiritus,
Mentes tuorum visita,
Imple superna gratia,
Quae tu creasti, pectora.
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Accende lumen sensibus,
Infunde amorem cordibus,
Infirma nostri corpis
Virtute firmans perpeti.
Eh no, freccianera, ora si supera il limite. Ignoranza? IGNORANZA?
La legge sull'inappellabilita' e' sacrosanta. Che un branco di giudici incompetenti non siano riusciti a provare che Maccioni fosse coinvolto non inficia per nulla la bonta' del principio per cui se vieni assolto, e' assolutamente INGIUSTO che tu venga perseguito ancora in appello. A meno di nuovi elementi. Al contrario e' GIUSTO E SACROSANTO che tu possa ricorrere in appello se sei stato condannato ingiustamente (ovvio, dal TUO punto di vista), visto che la legge deve tutelare il cittadino dallo Stato e non viceversa. Principi base dello stato di diritto. Che nasce non per tutelare l'interesse generale (formula aberrante dal mio punto di vista), ma per tutelare il diritto del singolo cittadino.
Poi mi diverte davvero la tua argomentazione: mi parli di un GUP che fa i salti mortali interpretativi, e te la prendi con il legislatore.
Ora invece ti spiego come sia possibile che Berlusconi abbia governato per 5 anni, e quasi per altri 5 (se non aveste riempito le schede bianche con crocette tutte uliviste e rifondarole, per non parlare della gestione golpista delle elezioni all'estero: colpo di stato si chiama, in uno stato di diritto): riconsidera la boria e l'arroganza con cui ti presenti su questo blog tacciando tutti di ignoranza.
Ora parliamo di Previti: http://rabbiabarcelona.blogspot.com/2006/05/la-sentenza-del-caso-imi-sir-spiegata.html
...per quanto riguarda i brogli elettorali chiedere a Pisanu cosa è successo la sera del 10 aprile al Viminale tra lui e Berlusconi....
Sapete che vi dico? Che va benissimo leggere di queste intercettazioni. Quando si parla di giochi di potere, di scambi di favori, di carriere rubate, di qualità di merda spacciata per oro al mondo dei telespettatori, di questi retroscena vomitevoli. Così ci facciamo un'idea delle persone e come si muovono quando sono al potere. Fino a ieri le immaginavamo, adesso le tocchiamo con mano. Conme con il calcio. Sono salutari. E' ora che cada il velo.
Io ripristinerei anche la tortura. Così confessano meglio.
Non ho mai visto niente di più vomitevole in vita mia. E parlo delle intercettazioni pubblicate sui giornali. Questi giochini sono sempre pericolosi. Se avessero delle prove per fare un processo, qual'è la necessità di pubblicare le intercettazioni, compresi colloqui privati? Ah già, noi siamo il paese del grade fratello. A chi piace quello televisivo e a chi quello della magistratura. chissà se le vendono.
Rabbi', non ho capito per quale motivo se una sentenza di condanna è ingiusta la si può appellare e se una sentenza di assoluzione è ingiusta non la si può appellare.
(aggiungo che il singolo cittadino è anche la vittima che si costituisce parte civile)
... ops... a proposito di delitti e di pene... da oggi niente più carcere prima della condanna (se non per casi eccezionali), grazie al (fortunatamente ex) ministro Castelli.
Un'ennesima legge che farà gridare al "magistrato rosso!!!" al primo spacciatorucolo che vedremo a spasso prima del processo. Bravi padanotteri, queste sì che sono leggi che garantiscono la sicurezza del cittadino onesto.
Quello che vi ostinate proprio a non capire è che bisogna conoscere le cose per farsi un'opinione, altrimenti si rischia di fare come rabbì, che fa diventare una legge, studiata in tutto il mondo come "unicum", un principio base dello stato democratico...
Ma fatemi ridere... Il vero comunismo, quello più deleterio, quello degli arricchiti, dei buzzurri e degli ignoranti che si dilettano col potere, l'abbiamo avuto eccome, per fortuna che ce ne siamo liberati riempiendo le schede bianche con crocette tutte uliviste e rifondarole, e con la gestione golpista delle elezioni all'estero.
Ma una cosa è certa: la libera stampa [ndr, Repubblica] non è portatrice di alcun interesse.
La differenza non è tra chi, votando "sì", vuole innovare la Costituzione attuale e chi, votando "no", vuole invece pietrificarla nel suo dettato vigente
Il costo ragionevolmente stimato di questa riforma è previsto in 250 miliardi di euro
Con uno Scalfari così, che bisogno c'è di portare argomenti contrari? Io mi dichiaro pienamente informato e soddisfatto e mi appresto a votare SI.
Grazie a Ventomare.
@ Freccianera
Se bisogna ripeterle diverse volte le cose, allora significa che sei in malafede. La pubblica accusa può richiedere di riprocessare l'individuo assolto la prima volta solo se riesce a raccogliere delle prove che (evidentemente) nel primo processo non erano state sufficienti a condannarlo. Significa che un pubbblico ministero non può cercare di farti condannare in base ad un teorema e basta ma deve lavorare seriamente raccogliendo PROVE concrete.
Forse non vi rendete conto del potere e dei soldi che ha a disposizione un pubblico ministero, dei quali non rende conto a nessuno. E non mi sembra che i cittadini normali possano mettere in campo le stesse risorse per dimostrare la propria innocenza.
L'uso politico della giustizia è un caposaldo dei regimi totalitari.
Nei paesi liberi la legge difende l'individuo, in quelli meno liberi difende la collettività (naturalmente quali siano le esigenze della collettività lo stabilisce sempre una ristretta oligarchia, fatta di intellettuali, magistrati, politici della parte "giusta" ecc... ecc...)
lg... rileggi tutto e poi spiega a tutti di che mai stai cianciando...
Hai ragione, ho letto di fretta e non ho capito.
E comunque (su quello che hai scritto) anche prima non era contemplata la galera prima del processo, salvo casi eccezionali. soltanto che il magistrato applicava la discrezionalità alla cosa in maniera indecente.
non hai capito? non avevo dubbi. perche' la tutela durante il processo del cittadino accusato e' piu' importante dell'interesse generale. Cosi' lo capisci? Non esistono sentenze di assoluzione ingiuste, nel senso che se non si prova al di la' di ogni ragionevole dubbio che una persona e' colpevole, quella e' innocente. E' INNOCENTE. A meno di trovare altre prove. Mentre l'appello serve come tutela al cittadino.
La parte civile non c'entra un emerito cazzo. Se il cittadino imputato e' innocente, non ha diritto a nulla, punto. A meno che, ripeto, saltino fuori nuove prove. Avete ragione, le cose bisogna conoscerle prima di sparare sentenze.
Continuate ad entrare in questo blog dicendo: sappiamo noi, tutto quanto, voi ignoranti, ma non in senso negativo, noooo, non sia mai... ignoranti nel senso che ignorate. Ma andate a dare via il culo.
Eh mi sa di sì, bisogna proprio saperle.
Allora, visto che è evidente che tu le cose le sai e visto che l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione verrebbe dai principi base dello Stato di diritto, mi sai dire in quali altri ordinamenti vige questa norma? Grazie
Bravo Ellegi (lo avevo chiesto a Rabbi’ per seguire il suo discorso, ma rispondo a te).
E sai come funzionano i processi penali di primo grado negli Stati Uniti? Con le giurie popolari, che emettono un verdetto.
Noi abbiamo le giurie popolari in primo grado? Nemmeno per sogno.
C'è un bell'articolo di Cordero proprio su questo tema, qui, e se ti interessano altri contributi interessanti puoi andare qui.
A parte tutto, non sono sicuro che il sistema giudiziario degli Stati Uniti possa essere preso a modello di tutela dei diritti, visto che in quell’ordinamento è ancora prevista la pena di morte e visto che i casi di persone mandate a morte, poi accertate come innocenti, sono svariati. Altri esempi?
Bravo Ellegi (lo avevo chiesto a Rabbi’ per seguire il suo discorso, ma rispondo a te).
E sai come funzionano i processi penali di primo grado negli Stati Uniti? Con le giurie popolari, che emettono un verdetto.
Noi abbiamo le giurie popolari in primo grado? Nemmeno per sogno.
C'è un bell'articolo di Cordero proprio su questo tema, qui, e se ti interessano altri contributi interessanti puoi andare qui. Scusa ma hai proprio ragione, ne hai citato uno un po' a caso.
A parte tutto, non sono sicuro che il sistema giudiziario degli Stati Uniti possa essere preso a modello di tutela dei diritti, visto che in quell’ordinamento è ancora prevista la pena di morte e visto che i casi di persone mandate a morte, poi accertate come innocenti, sono svariati.
Bravo Ellegi, risposta esatta!
E sai come funzionano i processi penali di primo grado negli Stati Uniti? Con le giurie popolari che emettono un verdetto.
E noi abbiamo le giurie popolari in primo grado? Nemmeno per sogno.
C’è un bell’articolo di Cordero proprio su questo tema all’indirizzo http://www.radioradicale.it/approfondimento_giustizia/inappellabilita/cordero.pdf, ed altri contributi interessanti, per entrambe le posizioni, sempre sul sito di radio radicale.
A parte tutto, non sono sicuro che il sistema giudiziario degli Stati Uniti possa essere preso a modello di tutela dei diritti, e se consideri che in quell’ordinamento è prevista la pena di morte e visto che in effetti i casi di persone mandate a morte dalle giurie popolari, poi accertate come innocenti, sono svariati. Altri esempi?
Se è per questo negli stati uniti non puoi riprocessare la persona che è stata assolta in priomo grado. Da noi il procuratore che abbia voglia, se trova le prove, può riprocessare la persona per lo stesso reato. Non mi sembra una sotigliezza da sottovalutare.
Ogni sistema ha delle sue peculiarità. Ma il paragone fra diversi sistemi non è proponibile, perchè ogni sistema è troppo diverso dagli altri.
Quello che salta all'occhio del nostro sistema è la disparità di trattamento fra accusa e difesa, che non mi sembra sia stata toccata da questa legge sull'inappellabilità. Ti ripeto che un PM ha un potere illimitato, quasi da stato di polizia. E non ci sono contropoteri che possano bilanciare questo strapotere. Il PM non rende conto a nessuno del proprio operato e se si accanisce contro una persona, non c'è nessun potere che possa limitarlo.
La legge sull'inappellabilità è solo un adeguamento del nostro sistema a sistemi più civili. E comunque non è abbastanza.
il nostro sistema senza giurie popolari e' meglio di quello USA, sicuramente, e con l'inappellabilita' lo e' ancora di piu'. Per quanto riguarda la tutela dei diritti nel sistema americano, vi invito tutti a rileggere la costituzione degli USA. E confrontarla con la nostra, che al confronto e' semidittatoriale, imponendo limitazioni legislative (spopola la dicitura "se non nei casi e modi stabiliti dalla legge" con variazioni sul tema) ai diritti fondamentali. Looooo sapevate? Sapevatelo, suuuuu Rieducational Channel.
«la nostra, che al confronto e’ semidittatoriale, imponendo limitazioni legislative (spopola la dicitura ”se non nei casi e modi stabiliti dalla legge” con variazioni sul tema) ai diritti fondamentali».
Rabbi’, parliamone.
I principi fondamentali (artt. 1-12) non contengono questa dicitura. I diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-34) la contengono - non perché vi siano limitazioni semidittatoriali ai diritti, ma - perché come certamente saprai la Costituzione stabilisce i principi ai quali deve uniformarsi il legislatore, il che da un lato delimita i poteri del legislatore, dall’altro viene posto a garanzia contro gli abusi provenienti da altri poteri che non siano quello legislativo.
Esempio.
Art. 13, Costituzione italiana: «La libertà personale è inviolabile. - Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. [...]». Se non ci fosse la dicitura finale, a rigore non potrebbero essere disposte, ad esempio, perquisizioni di alcun genere, perché mancherebbe tout court la previsione di un diritto dell’autorità alla perquisizione.
La Costituzione americana (IV Emendam.), al riguardo, dice: «Il diritto dei cittadini a godere della sicurezza per quanto riguarda la loro persona, la loro casa, le loro carte e le loro cose, contro perquisizioni e sequestri ingiustificati, non potrà essere violato; e nessun mandato giudiziario potrà essere emesso, se non in base a fondate supposizioni, appoggiate da un giuramento o da una dichiarazione sull’onore e con descrizione specifica del luogo da perquisire, e delle persone da arrestare o delle cose da sequestrare.» Anche qui, come vedi, c’è una limitazione (semidittatoriale?) ai diritti sanciti, e la “gestione” di questa limitazione viene demandata all’organo giudiziario (il quale si baserà sulla legge, o sulle altre fonti normative che il sistema di common law prevede, in (apparente) deroga alla Costituzione.
Un altro esempio viene dal confronto fra l’art. 25 Cost. it. e il VI Emendam. Cost. U.S., che rimettono entrambi alla legge l’individuazione del c.d. giudice naturale. E così via.
c'e' una differenza enorme, Fiandri: la costituzione americana non lascia stabilire dalla legge quando e come la liberta' personale puo' essere violata. Ma guarda che non lo dico io, chiedi a qualche costituzionalista, o ad un filosofo politico. E' estremamente diverso.
E chi credi che lo stabilisca, negli Stati Uniti, quando e come possa essere violata la libertà personale? Un giudice, che si basa (grazie a Dio, dico io, altrimenti sì che la cosa sarebbe pericolosa) su norme individuate o da una legge, o dalle altre fonti normative (sappiamo come funzionano i sistemi a common law). Come in Italia, con la differenza che noi non abbiamo il precedente giudiziario vincolante.
Comunque in questi giorni chiederò un parere autorevole al riguardo, poi, se ti interessa, ti giro la risposta.
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