Sabato 20 Maggio 2006

Cent'anni di dittatura

Fidel Castro, alla guida di Cuba dal 1959, compirà 80 anni il prossimo 13 agosto. Il suo medico personale ha definito la salute di Castro così buona che, a dispetto delle opinioni della CIA, camperà fino a 140 anni.

di Minerva alle 20.05.06 15:54 | Estera & Esteri | Commenti (26)

Commenti

Lo sanno tutti che Castro è un Highlander.

di Olden il 20.05.06 16:07 | M | C | #

Tranne la CIA.

di Minerva il 20.05.06 16:08 | M | C | #

...la volevi tu una "dittattura" vera...ti sarebbe passata la voglia di sparare stronzate,sicuro.

di brujo il 20.05.06 16:44 | M | C | #

è vero che se campi senza libertà la vita vale pochino, ma se campi con la fame, con le malattie e senza scuola vale ancora meno.
questa analisi un po fa riflettere

di ventomare il 20.05.06 16:52 | M | C | #

Almeno ci sarebbe stata la consolazione di non leggere le tue.

di Minerva il 20.05.06 16:57 | M | C | #

La conosco, Ventomare. La mortalità maggiore negli SU è spiegabile con lo stile di vita, soprattutto l'abitudine di mangiare porcherie in abbondanza. Però questa analisi dovrebbe spiegare perché a Cuba trova terreno fertile il turismo sessuale a buon mercato, se stanno così bene. Senza libertà la vita non vale niente: come essere degli schiavi con la pancia piena.

di Minerva il 20.05.06 17:03 | M | C | #

si minerva sulla libertà siamo d'accordo, però gli stati uniti che sparano a zero contro Cuba, cosa hanno fatto per l'america latina se non contribuire a povertà e dittature di destra? Non so se dovendo scegliere avrei preferito nascere nascere ad Haiti o a Cuba, nel Cile di Pinochet, nell'Argentina di Videla, nel Paraguay di Strossner o a Cuba, nel Guatemala, nel Nicaragua, nel Salvador e nel Brasile delle squadre della morte e della fame, nella Colombia della droga o a Cuba. Il problema non è solo Cuba, è tutta l'America Latina.

di ventomare il 20.05.06 17:24 | M | C | #

Il problema è tutta l'America Latina, d'accordo. Ma in Brasile adesso c'è Lula, e non mi pare le cose vadano meglio. Per non parlare di Chavez. E chissà Zapatero cosa pensa, ora, di Morales, dopo le nazionalizzazioni che colpiscono anche la Spagna.

di Minerva il 20.05.06 17:34 | M | C | #

el doctor se llama scapagninos??? :-)

di watchdogs il 20.05.06 17:40 | M | C | #

Scapagninos de La Habana :)

di Minerva il 20.05.06 17:47 | M | C | #

...si decisamente avresti avuto quanto meno la consolazione di non leggere le mie...

di brujo il 20.05.06 18:09 | M | C | #

Gianni! L'ottimismo è il profumo della vita!

di Manuele il 20.05.06 20:14 | M | C | #

Minerva, però Lula è un po' prestino per giudicarlo... Cavolo in Brasile la situazione è drammatica da decenni! Bambini di nove anni armati fino ai denti, valore della vita sottozero, milioni di persone poverissime...

di Manuele il 20.05.06 20:17 | M | C | #

A Cuba si difendono dicendo che il turismo sessuale e la doppia economia che ne deriva sono effetto dell'embargo e degli sgambetti USA.
Se Cuba non avesse un nemico di tal calibro - dicono all'Avana - sarebbe il paradiso in terra.
In questo c'e' una parte di verità, ma solo una parte. La realtà è che Cuba è un Paese povero come praticamente tutti gli altri componenti del "giardino di casa degli USA". Deve confrontarsi con i problemi tipici di chi sta fuori dal club dei ricchi, e non ha - in termini assoluti - maggiori successi degli altri.
La differenza sta solo nel fatto che - grazie al sistema socialista - la pochissima ricchezza a disposizione è distribuita assai meglio che in altri stati poveri.

di Olden il 20.05.06 21:23 | M | C | #

Manuele, che Lula potesse risolvere i problemi del Brasile in breve tempo non è umanamente possibile, ma è al governo da quattro anni e mi pare che non sia cambiato granché, a partire dalla corruzione.

Che ci siano paesi poveri in cui le condizioni di vita sono peggiori è vero, Olden, però, anche se Cuba fosse un paese ricco, la mancanza di libertà di stampa e i dissidenti nelle carceri le impedirebbero comunque di essere il paradiso in terra.
Alla distribuzione della ricchezza socialista mi pare sfugga il "ceto dirigente".

di Minerva il 20.05.06 22:47 | M | C | #

E a proposito di presidenti comunisti non dimentichiamo il nostro Napolitano. La faccia non fa presagire nulla di buono. Arriverà a natale? Che dice la Cia?

di gianfilippo il 20.05.06 23:43 | M | C | #

Ma è ormai chiaro che sulla Cia non si può fare affidamento. Potremmo rivolgerci al Mossad.

di Minerva il 21.05.06 00:35 | M | C | #

Alle dittature si risponde con l'Europa, con la democrazia e il concetto di patria interdipendente, si risponde con i diritti universali.

Ragazzi si comincia. Europa resisti, arrivano i nostri! :)

A Ventotene per ricordare Altiero Spinelli
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In tutti gli interventi è emerso chiaramente il tema del rilancio delle politiche europeiste. Emma Bonino ha proposto, proprio per richiamare l'attenzione sugli ideali dell'Unione europea, di tradurre in arabo il "Manifesto di Ventotene", siglato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941, per farne strumento di educazione dei paesi islamici, perché "capire che patria e democrazia si costruiscono tra gli Stati e non negli Stati sarebbe un vero insegnamento", secondo il ministro delle Politiche Comunitarie.

Giuliano Amato ha chiesto che "i no francesi siano letti e interpretati, perché chiedono più Europa e non meno Europa. Bisogna trovare il coraggio per cambiarli in sì e per fare dell'Unione la risposta efficace ai problemi che gli europei sentono dentro di loro". Il ministro dell'Interno ha parlato anche delle radici cristiane dell'Europa. "Mi spaventa chi le rivendica per escludere chi ne vuole far parte e non per includere", ha detto Amato, ricordando che "il messaggio cristiano" insegna esattamente il contrario.

Nelle parole di conclusione, con le quali Napolitano ha ricordato la lezione di Altiero Spinelli, un sunto dell'idea di rilancio dell'Unione. Quella del pensatore è, per il capo dello Stato, "una grande lezione di metodo: non chiudere le proprie analisi in uno schema, ispirarsi tenacemente a idealità non passeggere, sapersi risollevare da ogni sconfitta". Questo perché "si può imparare da Altiero ad essere uomini e donne di alti pensieri e di forte, indomabile, volontà d'azione".

di ventomare il 21.05.06 12:35 | M | C | #

Olden, quando andai a Cuba chiesi a vari cubani che cosa ne pensassero della situazione economica e del regime. Quando potevano essere sentiti (in un pullmann o lungo il malecòn dell'Avana, sotto i cui portici ogni 'accompagnatore' doveva fermarsi - scusa un attimo! - per allungare qualche dollaro ai funzionari) tutti rispondevano acconciamente; in privato erano lacrime di rabbia. La 'poca ricchezza che c'è' non è poca per colpa dell'embargo. Del resto l'embargo è americano e basta (ma la coca cola si trova eccome, lo stesso i turisti made in Usa), europeo a corrente alternata - il sotterfugio si trova sempre - sicuramente non cinese o venezuelano o brasiliano. Il motivo è che ben prima della baia dei porci l'economia dell'isola andava a scatafascio, per un motivo che tutti sanno: Cuba produceva solo canna da zucchero, che l'Urss comprava a prezzo politico. Fu il Che a deciderlo, da ministro dell'industria, e le imprese nazionalizzate furono lasciate fallire confidando nel Sol dell'Avvenir. Poi tutto il Comecon fallì miseramente dimostrando che il socialismo reale produce solo miseria. Quando andai io, ormai 10 anni fa, ragazzine di 12 anni sedevano sulle ginocchia di anziani e panciuti tedeschi nello splendido chiostro simil-moresco del mio hotel, il Sevilla. La colazione si faceva al piano terra, in una grande sala dalle vetrate colorate che dava sulla strada. E, finestre aperte per il caldo, le guardie attendevano per tutta la durata fuori, tenendo a distanza i ragazzini e gli adulti impegnati a fissarti dal marciapiede. El gobierno aveva appena razionato le uova. Una sbarra mobile impediva ai cubani non addetti agli hotel di entrare a Varadero, dove noi penetrammo quasi per sbaglio uscendone il giorno dopo. C'erano in effetti cubani non autorizzati, lungo la spiaggia bianca come il talco: solo neri, solo ben messi, e tutti in compagnia di una turista europea. Più tardi ci spiegarono che 'quelli' - i cubani neri - sono dei buoni a nulla. In una farmacia notammo centinaia di boccette tutte uguali, buone per ogni male. Giorni dopo passammo vicino a un ospedale cinto dal filo spinato, mi sembra nei pressi di Matanzas, ma potrei sbagliarmi. Ci dissero che era l'ospedale psichiatrico. Ma tornati all'Avana sapemmo che lì rinchiudevano i malati di Aids. Al tramonto il cielo era incredibile: carta da zucchero e rosa intenso. Arrivammo a Santiago e tornammo indietro. Palme palme palme. Caricammo un vecchio contadino arso dal sole che percorreva la strada a piedi con una sacca di tuberi in spalla. Ci ringraziò tutto il tempo. Scendendo disse solo 'Cuba es linda!'. L'aria dell'Avana era densa di petrolio. Macchioline nere ti si formavano addosso dopo pochi minuti di esposizione. Nessuno seppe dirci se c'erano molti casi di cancro. In ogni caso, il 'migliore sistema sanitario del mondo in via di sviluppo' non può curare il cancro. In aereo pensammo alla Thailandia, dove eravamo stati l'anno prima. Al caos inenarrabile di Bangkok, ai bordelli ostentati, alla nube tossica, alla quasi-schiavitù dei bimbi. Fra una generazione, pensai, almeno la Thailandia sarà uscita dalla miseria.

di Return il 21.05.06 13:45 | M | C | #

Return, quale sarebbe la sintesi? Che gli orrori della Thailandia non sono colpa di nessuno, mentre quelli di Cuba sono tutti colpa del regime?
Perchè gli sugli effetti collaterali del capitalismo sei piu' indulgente che verso quelli del comunismo?
Perchè del capitalismo di ostentano solo i successi e si è fatalisti e assolutori sui danni?


di Olden il 21.05.06 21:07 | M | C | #

Non è vero che ci si occupa solo dei successi, tant'è vero che l'Italia e altri paesi hanno leggi contro lo sfruttamento sessuale per i crimini compiuti all'estero, ovunque.

La differenza, ovvia, è che in democrazia lo sfruttamento è un 'effetto collaterale' dello sviluppo, in autocrazia dell'impoverimento.

di Return il 21.05.06 22:32 | M | C | #

Ventomare,

sei stupendo.

Citare come indicatore significativo "il tasso di partecipazione delle donne alla vita politica", quando Cuba è una dittatura, mostra una sensibilità politica degna di scarabeo.
Se Hitler avesse nominato il 50% di donne nel Consiglio Supremo delle SS, cosa avresti fatto? un post per dire che Hitler era meglio di Prodi?

Idem per i dati sugli accessi ad Internet: cosa conta il numero se non mi si dice se sono accessi liberi o controllati dal governo?

I numeri, a non saperli leggere con il cervello, hanno la stessa utilità dei programmi di 281 pagine.

Saluti a tutti

di Francesco il 22.05.06 10:20 | M | C | #

x V.

Ma a Ventotene c'era qualcuno di sobrio? E cosa aveva bevuto la povera Emma?

di Francesco il 22.05.06 10:21 | M | C | #

@ Francesco ; Return
Concordo e sottoscrivo, ma plz, per amor d'equità, dov'é il post originale di ventomare sul tasso di partecipazione alla vita politica e sugli accessi ad Internet?

Grazie e saluti, Dio ci conservi.

di aristide il 22.05.06 16:15 | M | C | #

è linkato in un suo post in cui invita a riflettere, più sopra.

una domanda: è peggio il medico di Castro che parla come quello di Berlusconi o viceversa?

di Francesco il 22.05.06 17:16 | M | C | #

@ ventomare

Non c'entra nulla con l'argomento, ma tu non eri tra quelli che difendeva la sensibilità degli islamici per le vignette su Maometto?
E adesso come la mettiamo con la vignatta antisemita pubblicata su liberazione?
Viviamo in un mondo dove per farsi rispettare bisogna bruciare ambasciate minacciare di morte.
E soprattutto essere numerosi.

di sing il 22.05.06 22:03 | M | C | #

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