Mercoledì 26 Aprile 2006

Miracoli delle urne /2

Contr'ordine, compagni: i precari non sono aumentati con la legge Biagi, quindi non è necessario abbatterla come si era promesso in campagna elettorale.
E le cifre snocciolate con aria drammatica da Rutelli, Bertinotti D'Alema e Fassino durante i dibattiti? Un pour parler.
Certo, per compiacere i compagni Fausto e Oliviero si era pure annunciato l'aumento della tassazione del lavoro precario ma, scoperta dell'acqua calda, se si camminasse in quella direzione i giovani ne verrebbero penalizzati perchè ovviamente ci sarebbe una contrazione delle assunzioni.
Con la benedizione del Corriere della Sera, naturalmente

di Rolli alle 26.04.06 10:00 | Politica | Commenti (104)

Commenti


LAVORO PRECARIO? COLPA DELLA SINISTRA!

La legge Biagi, che secondo parte della sinistra sarebbe il mostro da abbattere perchè affama donne e bambini, non fa altro che regolarizzare, far emergere e fotografare quello che da secoli gia esisteva in Italia, il lavoro NERO O IN NERO. Cioè proprio, lavoro part time a tempo determinato, a chiamata, a progetto ecc. Tipi di lavoro che tra l'altro riguardano, dati di Repubblica, una minima parte del mondo del lavoro, e che hanno dato invece a molti giovani, donne e disoccupati di entrare nel mondo del lavoro. Il motivo della difficoltà italiana, francese continentale di avere un contratto a tempo determinato sta nella esistenza del contratto per il posto, quel posto fisso a vita inamovibile, che garantisce solo LAVATIVI, SCANSAFATICHE, che risiedono soprattutto nel pubblico impiego statale e parastatale dell'industria protetta e assistita. Oggi il lavoro sicuro, degli articoli 18, garantisce alcuni e condanna molti altri. La ricetta è solo una. Riformare il mercato del lavoro, cominciando a togliere qualche PRIVILEGIO a quei lavoratori protetti, abolendo da subito l'art.18 dello statuto dei lavoratori e introducendo da subito il salario di disoccupazione. In uno slogan: LIBERISMO+WELFARE!!

Claudio Mandrelli.

di Claudio Mandrelli il 26.04.06 11:15 | M | C | #

ve vorrei fa fa un paio d'anni da precario...

di silvestro il 26.04.06 11:17 | M | C | #

Io li ho fatti Silvestro, un po' di più e senza contratto

di Rolli il 26.04.06 11:20 | M | C | #

Rolli c'è molta gente che se però non viene rinnovata non sa dove sbattere la testa e non sa di che campare, ma realmente. E magari con un figlio a carico.
Anche te eri in quella condizione?

di Diddy il 26.04.06 11:24 | M | C | #

Scusate! Per dirla alla "Catalano" è meglio avere un lavoro con contratto "atipico" o non lavorare e rimanere disoccupati? Comunque credo sia meglio lavorare ed avere delle entrate. Sta anche un po' a noi cercare di migliorare le proprie condizioni lavorative. Non può una legge determinare la dinamica della nostra vita lavorativa. Le leggi danno solo il perimetro del campo all'interno del quale si svolge la partita. La legislazione sul lavoro fisso, sicuro, inamovibile, penalizza proprio VOI, che siete fuori da quel circuito e avvantaggia solo quelli che quel posto a tempo indeterminato gia ce l'hanno. I fatti lo dimostrano amici miei. Niente è sicuro. Neanche quei posti "sicuri" che voi immaginate di avere, sono solo le promesse, menzogne del sindacato e di gran parte della sinistra che hanno e ancora oggi illudono molti di noi che esista la sicurezza.

Claudio Mandrelli

di Claudio Mandrelli il 26.04.06 11:31 | M | C | #

Claudio te che lavoro fai? No, sai, perchè discorsi simili sono soliti farli quelli che un posto garantito già ce l'hanno...

Questo simpatico sermone vallo a fare "di persona" ad un gruppo di over 45 cassintegrati. Poi ci risentiamo quando torni... ammesso che torni.


di Raffo il 26.04.06 11:47 | M | C | #

rolli, secondo te ne ho fatti solo due di anni da precario?
da cococo mi hanno passato a cocopro dicendomi di trovare da me i soldi.
riesco a trovarli saltuariamente grazie a fondi stranieri.
ho 35 anni e vorrei mettere su famiglia.
la mia compagna lavora come precaria per un ospedale del vaticano e se rimane incinta la cacciano a calci.
i contributi che pago sono ridicoli e mi prendo gli stessi rischi dei liberi professionisti guadagnando un decimo lavorando come una bestia.

direi che questo tipo di "flessibilità" si può sopportare nei primi anni, poi basta, diventa sfruttamento bello e buono.

i tesisti che passano da me non hanno più nessuna opportunità e, se vogliono fare il ricercatore, gli consiglio di andarsene.

gli istituti di ricerca e di controllo hanno percentuali sopra il 30% di personale precario.
è una situazione che sta diventando insostenibile.

vogliamo credere che le cose stiano andando bene?
a me, fino ad ora, le cose sono notevolmente peggiorate, non sono ottimista sul futuro ma mi sono dato ancora un paio d'anni.
dopodiche, se le cose non cambiano, abbandonerò questo eden senza alcun rimpianto andando a vivere in un paese con un futuro decente e potremo cominciare a discutere serenamente sul precario italiano.

ora non è il caso, la vivo questa situazione e mi salta la mosca al naso quando leggo cose non vere. abbi pazienza


di silvestro il 26.04.06 11:49 | M | C | #

si, solitamente chi parla del precariato come claudio, di solito non lo è, precario.

"son tutti finocchi col culo degli altri"
(enrique balbotin)

di silvestro il 26.04.06 11:56 | M | C | #

Io ero in una situazione peggiore, Diddy, e dopo tre anni ho ottenuto un contratto, mentre tutti gli altri miei colleghi no (rischiavi il licenziamento per la sola richiesta, ma come è intuibile io sono quella che si taglia i cosiddetti per principio. Mi è andata bene, se così si può dire), che però non significava quasi una cippa, visto che avevi l'obbligo del dipendente e gli introiti del subalterno in proprio. Voglio dire, ,Silvestro, certo che non è meraviglioso come scenario, ma è meglio del non lavorare. E se i sindacati e Prodi pensano di scaricare tutto sul datore di lavoro, il risultato sarà quello di avere meno assunzioni. Concordo sul migliorare la condizione, ma va fatto con intelligenza e bisogna rassegnarsi a più compromessi e meno demagogia.
Altrimenti, sai dirmi quale sia l'alternativa?

di Rolli il 26.04.06 12:23 | M | C | #

Non posso che sottoscrivere ogni parola di Mandrelli e Rolli. Non è polemica, so di cosa parlo, anche io vivo sulla mia pelle tutti i disagi dei rinnovi temporanei dei contratti.

Non vi capisco ragazzi. Sembra che manchi sempre una parte dei vostri commenti. Criticate, ricordate i problemi finanziari, ricordate l'età e i problemi per mettere su famiglia, ok, ma poi? Dov'è questa strabiliante soluzione? Chi paga?

Posti fissi per tutti non ce ne sono, non servirebbero nemmeno, è una colossale illusione. Quindi che si fa? Attualmente stiamo lavorando per mantenere a vita solo una parte di società, che poi, come sempre nella storia, è quella meno produttiva, più conservatrice, quella che vuole mantenere lo status quo.

di LR il 26.04.06 12:26 | M | C | #

Diciamo che una buona legge dovrebbe evitare che a cusa della stessa si creino delle mostruosità tipo 10 anni di "primo impiego".
Dai privati ora è difficile che ti permettano di aprire una partita IVA: perchè dovrei pagarti una parcella da proffessionista quando con i cocopro posso fare lo stesso pagandoti come un appprendista?
E' addiritura peggio della tua situazione Rolli perchè hai lo stipendio molto inferiore al dipendente e le sicurezze inferiori di un libero professionista.
Basterebbe spiegarsi: se serve la flessibilità la si può ottenere e la si fa pagare il giusto (come negli stati uniti) se invece servono degli schiavetti malpagati e non si ha voglia di imparare il cinese o il rumeno allora si abbia il buongusto di dirlo e di non far passare lo schiavetto per un viziatello illuso.

di Diddy il 26.04.06 12:27 | M | C | #

Rolli, il problema è che "alcuni" datori di lavori fanno un discorso di opportunistica da quando è entrato in gioco il percorso formativo e il contratto a termine, specie in virtù del fatto che le neoassunzioni sono detassate e sgravate.
Al datore conviene più assumere neolaureati alla ricerca di primo impiego e, terminato il periodo di stage-contratto, trovarsene di nuovi; nella migliore delle ipotesi, al vecchio assunto chiedono di restare a condizioni peggiori delle precedenti, altrimenti va a casa.


di Raffo il 26.04.06 12:31 | M | C | #

Che sia chiaro: io non mi illudo che resusciti il posto fisso ne mi sembra necessario; sono però dell'idea che il lavoro debba essere retribuito come lavoro non come rimborso spese.

di Diddy il 26.04.06 12:34 | M | C | #

rolli, guadagnare saltuariamente 1000 euro al mese per tutta la vita e senza possibilità di carriera e senza pensione è una cosa impensabile.
soprattutto se si tratta di un'intera generazione.

la flessibilità può servire nella scelta del personale e nella facilitazione all'assunzione.
dopodichè il datore di lavoro non si può permettere di fare contratti settimanali senza dover pagare i contributi per una pensione decente, la malattia e/o la maternità.

quindi, se dopo gli anni di introduzione al lavoro vuole gente addestrata, deve dare loro quello che gli spetta.
altrimenti o continua a prendere giovani inesperti solo per contratti di formazione (come molti hanno fatto fino alla legge 30, e non è che la cosa mi fa sorridere), o paga quello che deve pagare al lavoratore.

l'imprenditore italiano si deve mettere in testa che per guadagnare di più ed ampliare la propria azienda deve puntare su progetti a lungo termine.

deve cominciare a competere sulla qualità con gli altri paesi europei e non sul costo del lavoro come i cinesi.

negli usa, se sei bravo, ti offrono di più. qui ti evitano come la peste.
rifiutano i curricola troppo buoni perchè cercano neolaureati da cacciare dopo due anni, poi ci si lamenta se le industrie italiane vanno male (esperienza personale).

l'imprenditore vuole aggirare l'articolo diciotto? allora il cocopro gli deve costare di più di un contratto a tempo indeterminato.
altrimenti la flessibilità serve solo per pagare meno i lavoratori.

di silvestro il 26.04.06 12:42 | M | C | #

diddy,

come funziona negli Stati Uniti? tu dici che lì la flessiblità viene pagata il giusto, immagino che intenda non troppo poco.

Qui da noi è tutto un lamentarsi di stipendi da fame e incertezza per il futuro.

Non è che negli USA uno utilizza i primi anni di lavori pagati poco per costruirsi le competenze che gli permetteranno di essere pagato meglio dopo? E poi, mi pare che solo da noi un disoccupato di 45 anni (che i cassintegrati tali sono) sia in una situazione disperata: come fanno nel resto del mondo a trovargli un lavoro?


Silvestro, un giorno spiegherai come mai il lavoro che fai in Italia non vale un pippero (e così non ti pagano) e all'estero ti corrono dietro per coprirti d'oro ;). Io faccio fatica a capirlo. Davvero fatica.

Saluti

di Francesco il 26.04.06 12:44 | M | C | #

francè, più che altro dovresti chiederti perchè in tutti i paesei tecnologicamente avanzati il ricercatore viene coperto d'oro tranne che in italia.
e dovresti seriamente domandarti da dove viene tutto ciò che usi quotidianamente, o è chiederti troppo?

di silvestro il 26.04.06 12:49 | M | C | #

Silvestro,

in economia non esistono le decisioni a casaccio. Se in Italia nessuno vuole pagare a peso d'oro i ricercatori, vuol dire che nessuno ne ha un ritorno sufficiente. Perchè?

Infine, visto come sei bravo, vai tu a fare l'imprenditore. Sennò siamo al solito, fare i froci col culo degli altri ;)

Saluti

di Francesco il 26.04.06 13:29 | M | C | #

Ha ragione Francesco: Nei paesi avanzati non hanno capito niente, pagano i cervelli. Noi che siamo più furbi preferiamo pagare per cose più utili, tipo calciatori e veline.

di giancarlo il 26.04.06 13:31 | M | C | #

Silvestro, io che sono uno studente di scienze politiche ammetto che le materie scientifiche qui in Italia sono sbobbate dall'elite muffosa che contraddistingue la nostra penisola. Pensa che la scuola per eccellenza è il classico, un posto dove l'inglese lo fanno fino alla terza, la matematica non sanno manco cos'è. In compenso fanno il greco che si sa, è utilissima per comunicare col mondo globalizzato rifornendoci di idee nuove e adatte alle condizioni socioeconomiche del 2006. Le università scientifiche mica partono dal fatto che chi vi si iscrive di solito ha fatto lo scientifico oppure un istituto tecnico, ma dal presupposto che abbiano fatto il classico! Ed ecco che i programmi ripartono dagli integrali, dagli elementari studi di funzioni tutto per agevolare chi proviene dalla SCUOLA, sbattendosene di chi quelle cose non solo le sa fare, ma che gli paiono a ragione una perdita di tempo. Ovviamente non c'è reciprocità nelle facoltà umanistiche quali lettere e filosofia dove danno per scontato che lo studente abbia fatto 5 anni di studi classici. Silvestro, tu credi che in un sistema così ordinato si possa sperare che i ricercatori scientifici siano incentivati dallo Stato? Qui in Italia si vendono spesso i morti senza produrre nulla di innovativo sia per quanto riguarda il comparto tecnico-scientifico che quello umanistico troppo spesso vittima di intellettualoidi incapaci e stupidi, ma che però sanno il greco :)

di OrlandoFurioso il 26.04.06 13:35 | M | C | #

Se in Italia non si pagano abbastanza i ricercatori è perché non abbiamio ancora capito che l'avvenire sta li. Non abbiamo strategie a lungo termine e si vede è la nostra economia che prende più colpi dalle tigri asiatiche.

di sing il 26.04.06 13:36 | M | C | #

Però c'è anche da dire che la nostra economia non ci permette di fare della ricerca la nostra prerogativa. Dobbiamo infatti confrontarci con i limiti finanziari che sono fisiologici.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 13:56 | M | C | #

orlà, io non sottovaluterei però gli studi umanistici in una società.
la scuola serve anche per aprire le capoccie, per formare allo studio, ben venga anche il greco antico perciò (anche se un pò più di inglese...).

bisognerebbe potenziare la formazione e renderla accessibile a tutti. si avrà più possibilità di dare dei mezzi a più persone e si aumenterà la qualità dei futuri lavoratori.
la nascita di imprese che funzionino fatta da gente preparata e non solo da "ereditieri" dipende anche da questo.

e spero che almeno quei quattro mentecatti che ho votato l'abbiano capito, altrimenti sono guai seri

di silvestro il 26.04.06 14:01 | M | C | #

Silvestro, io mica faccio ingengeria :)!
Il classico non può essere preso a modello come scuola di elite per il semplice fatto che non lo è! Basta guardare cosa studiano per rendersene conto: i morti. Certo il passato è importante, ma non è tutto visto che noi siamo vivi e che davanti a noi si apre il futuro. Insomma chi crede che la storia sia ciclica rappresenta bene la filosofia dei licei classici.
Vecchiume, muffa e saccenza sono i pilastri di quel liceo così amato dall'elite monopolista che condanna l'Italia a volgere lo sguardo indietro.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:16 | M | C | #

non lo so orlà, io non ho fatto il classico ma platone, cartesio e tanti altri li farei studiare ai futuri ricercatori.
oltre al fatto che la scuola, insieme all'università, deve preparare alla vita.

agiungerei più che togliere

di silvestro il 26.04.06 14:21 | M | C | #

Io ho fatto lo scientifico e posso dire che almeno noi eravamo ragazzi che sapevano vivere, al contrio di quelli del classico che erano in larga parte dei bischeri incartapecoriti, capaci solo di farsi delle seghe mentali che si concludevano nel nulla classista che lì viene insegnato. Studiare la storia è fondamentale non perché possiamo poi usarla per giustificare un 'eterno' presente, ma per lavorare al futuro che ci attende. Sennò sarebbe giusto studiare il persiano e perché no, pure i testi cuneiformi.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:23 | M | C | #

Cari lavoratori precari ......
ecco la mia esperienza:
laureato in scienze politiche 110 su 110 lavori stagionali durante gli studi poi una volta laureato concorsi pubblici. Naturalmente se volevi vincerli o pagavi o doveva sponsorizzarti un qualche politico ... allora fan culo. Ma bisogna campare o no? Accetto di fare lo stagionale in uno zuccherificio, quindi trovo lavoro in una ditta di distribuzione gas a usi civili facendo di tutto: facchinaggio, letturista e quindi impiegato. Faccio esperienza e comincio a conoscere i primi computer. Trovo quindi una occasione ed entro nella grande distribuzione. Mi trasferisco di città, lavoro dalle 12 alle 14 ore al giorno sabati compresi ed a volte anche le domeniche. Mi faccio le ossa in posti decisionali, gestendo risorse materiali ed umane. Nuova opportunità all'interno della società nell'ufficio marketing che però chiude. Quindi accetto di lavorare in una piattaforma logistica di distribuzione prodotti freschi, si lavora anche di notte.....
Non vado d'accordo con il capo cambio mestiere. Ditta di trasporti mi dicono una cosa ma mi ritrovo a caricare e scaricare camion di pesce .... il personale è quello che è e bisogna arrangiarsi ... ma guadagno bene ... mi compro un monolocale e faccio un mutuo.
Va bene tutto però lavorare 28 ore consecutive dopo un pò non mi va più. Scoppio e mi licenzio.
Trovare un nuovo lavoro a 40 anni non è certo facile non avendo "una specializzazione". Mi rivolgo alle agenzie di lavoro interinale accetto quello che mi passano .... lavoro così per un anno quindi trovo il posto dove sono adesso. Mi occupo di computer, acquisti, modulistica, servizi generali. Guadagno discretamente ho tutti i week end liberi, mi faccio le ferie ad agosto e tutti i ponti .......
Morale muovete il culo

di Fabrizio il 26.04.06 14:24 | M | C | #

cioè fabrì? ti hanno fatto un contratto a tempo indeterminato?
hai trovato finalmente qualcuno che te lo ha fatto?

beh, incorpori il chiaro esempio di chi ha un contratto da precario e chi ha un contratto serio.
è quello che vogliono tutti, come lo volevi tu prima: uno stipendio decente e il sabato e la domenica liberi.
la vogliamo dare a tutti questa possibilità o vuoi restare un'eccezione?
non essere egoista fabrì ;)

di silvestro il 26.04.06 14:30 | M | C | #

Silvestro, io non dico mica che non si debbano studiare i classici, ci mancherebbe!
Solo è innegabile che noi non produciamo più nulla per il semplice fatto che ci affidiamo ai morti per nascondere la nostra inadeguatezza al futuro che di fatto distrugge le nostre certezze.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:32 | M | C | #

Fabrizio, io sarei disposto a farmi sponsorizzare. Meglio così che finire dopo 5 anni di studi a scaricare pesce.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:35 | M | C | #

orlà, il problema è che di gente preparata ne abbiamo ma li regaliamo agli altri paesi, economicamente concorrenti a noi.

io non imputerei la nostra mancanza di competività alla scuola che abbiamo, ma alla cecità delle istituzioni e degli imprenditori italiani (con le dovute eccezioni)

di silvestro il 26.04.06 14:37 | M | C | #

Anzi, tra poco mi toccherà fare qualche tessera ma non me ne frega nulla: le userò per i miei scopi e quando non mi serviranno più le getterò nella spazzatura.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:38 | M | C | #

Silvestro, io imputo la nostra incapacità competitiva a tutto il nostro sistema che include sia la scuola che il mondo dell'imprenditoria. L'Italia è il regno dei monopoli ed è per questo che nella globalizzazione stiamo arrancando in modo vergognoso.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 14:43 | M | C | #

il problema non è il lavoro flessibile/precario: il problema è la totale assenza di mnime garanzie per chi ha un lavoro di questo tipo:
maternità, contributi, ferie, permessi vari, assicurazioni....
lo sapete che un ricercatore non assunto deve pagarsi di tasca propria l'assicurazione per i rischi connessi al proprio lavoro (obbligatoria, se no non ti fanno entrare in un laboratorio?)...

e poi l'idea di avere contratti precari per un lavoratore per 10 anni è stupida anche per un'impresa: perchè bene o male un lavoratore va formato, deve imparare un lavoro, l'azienda ci deve investire qualcosa e quindi rischia ogni volta di perdere questo lavoratore "formato" e ricominciare da capo....

per quanto riguarda i ricercatori la questione è annosa e complessa: la differenza tra l'Italia e gli altri paesi è data da tanti fattori:
- separazione e incomunicabilità tra sapere accademico e attività imprenditoriale
- storica incapacità italiana di valorizzare il sapere scientifico (nonostante Fermi, Marconi, Rubbia)
- tessuto economico italiano basato su piccole e medie imprese impossibilitate ad investire seriamente su ricerca e sviluppo

per chi lavora in campi ad alta tecnologia muovere il culo significa portare i propri 5-10 anni di studio, di sapere e competenze fuori dall'Italia a beneficiare altre nazioni....

di apicella il 26.04.06 14:44 | M | C | #

"io sarei disposto a farmi sponsorizzare. Meglio così che finire dopo 5 anni di studi a scaricare pesce."


non credo sia necessario analizzare oltre. questa frase, valida per moltissimi italiani, anche tutt'altro che abbienti di famiglia, contiene tutti i nostri problemi e tutta l'impossibilità di risolverli.

mi pare che al di là dl mare ci sia un paese in cui vige una mentalità opposta, forse dovremmo farci colonizzare, ma sul serio!

di Francesco il 26.04.06 14:45 | M | C | #

già fatto francè.
ed è stata proprio la mancanza di alternanza che ha creato ciò.
ed ovviamente la mancanza di un grande partito socialdemocratico non comunista che garantisse l'alternanza.

ci stavano pensando moro e berlinguer, ed è andata a schifio, voleva provarci craxi, e invece si rese complice di quel sistema.

ed al di là dell'oceano, ti ricordo, coprono d'oro quegli italiani che fanno quell'inutile lavoro di ricerca

di silvestro il 26.04.06 14:55 | M | C | #

Innanzitutto passerei finalmente ad un sistema federale di tipo tedesco, rendendo così la nostra Costituzione contemporanea e quindi finalmente performante. Poi riformerei in toto la giustizia e la scuola rendendoli finalmente efficienti e fedeli alle loro precipuità. Fatto questo abbasserei le tasse di un terzo rendendo quasi impossibile l'evasione fiscale adottando un sistema di tipo americano sia per la verifica, sia per le sanzioni da infliggere agli evasori. Toglierei gli incentivi statali alle grandi imprese e abolirei l'articolo 18.
Introdurrei paracaduti sociali per chi lavora in modo flessibile e punirei in modo esemplare chi fornisce lavoro nero. Gli stranieri verrebbero accolti esclusivamente attraverso delle quote concordate con i vari enti locali ed espellerei immediatamente i clandestini.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 15:05 | M | C | #

Francesco, io sono solo onesto: DOPO 5 ANNI DI STUDI NON VOGLIO FINIRE A SCARICARE PESCE.
Se poi tu vuoi fare il moralista con il futuro degli altri, mi spiace, ma con me caschi male.
Le regole qui sono queste e l'unica cosa che posso fare è adeguarmici. Meglio essere allievi di Machiavelli che di S.Precario

di OrlandoFurioso il 26.04.06 15:13 | M | C | #

OPS, scusate,

Silvestro,

vedo che l'economia ti sfugge sempre e del tutto.

PERCHE' il lavoro di ricercatore è inutile in Italia? COME si cambia la propensione di imprenditori che vivono delle proprie decisioni di investimento a fare ricerca? DOVE sono i fondi pubblici (e te li concedo agratisse, vedi come ti vengo incontro)che non vengono investiti in ricerca e sviluppo?

ciao

P.S. Cazzo c'entrano Berlinguer e Moro con la socialdemocrazia? Non ti seguo proprio.

di Francesco il 26.04.06 15:14 | M | C | #

... i non abbienti... ma se nemmeno studiando possiamo usare l'ascensore sociale, ma che pretendi, che andiamo tutti zitti e buoni a fare gli operai? Io non ne ho nessunissima intenzione.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 15:18 | M | C | #

Pure per andare a lavorare in USA devi avere uno sponsor. A sto punto sto a casa mia.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 15:23 | M | C | #

Francesco se mi fai lavorare tu io non cerco lo sponsor. Ci stai?
Mi va bene tutto purché ben pagato e consono al mio ormai prossimo titolo di laurea

di OrlandoFurioso il 26.04.06 15:26 | M | C | #

francè, io non posso farmi carico anche della tua di ignoranza.

1)il lavoro da ricercatore non è affatto inutile in italia, è NECESSARIO.
l'italia è sotto organico per quanto riguarda i ricercatori.

2)gli imprenditori che puntano sulla ricerca si incentivano, per esempio con una detassazione sugli utili dai brevetti, e si controlla che la facciano, la ricerca.(non è il mio mestiere l'economia ed i miei sono solo idee personali, ma vedo che non è manco il tuo di mestiere).

chiedilo a chi li ha amministrati fin'ora i soldi destinati alla ricerca.

leggiti cos'era il compromesso storico.
http://www.bcdeditore.it/Catalogo/Scheda_libro.aspx?id=2094

però, questo è un rimprovero francè, non cercare di polemizzare su cose che evidentemente ignori.
lo sviluppo e la tecnologia sono importantissimi per un paese, soprattutto se ha la pretesa di essere un paese industrializzato.
noi stiamo regalando all'estero le nostre conoscenze e i nostri giovani più promettenti.
ci fanno i contratti senza neanche guardarti in faccia, solo mandando un curriculum.

non lo capisci? sono problemi tuoi, e gravi, ma se tutti ti dicono la stessa cosa, da destra e da sinistra, non ti viene in mente che non c'hai capito una mazza?
e sii meno presuntuosetto suvvia ;)

di silvestro il 26.04.06 15:43 | M | C | #

Io concordo, ovviamente, col fatto che il lavoro precario non sia il massimo. Specie quando qualche impresa se ne approfitta, e lo adotta per sempre. Ma, stante trovare i soldi per gli amortizzatori sociali, leggo che parecchi paesi, anche le socialdemocrazie nordiche piuttosto che la Spagna, hanno un numero di lavoratori a tempo determinato molto superiore al nostro. Si tratta quindi di dare , ribadisco trovando i soldi, garanzie in più. Ma alzare i contributi, abbassandoli sui contratti a tempo indeterminato, è una scocchezza colossale.
Vorrei dire una cosa, riguardo alla ricerca: ma vi siete accorti che noi siamo un paese antimoderno? In Spagna, in Cina, in Irlanda in un decennio o poco più hanno cambiato il mondo; da noi non si possono usare ascensori iperveloci, come quelli americani, le metropolitane decidono che non le vogliono (Bologna), un collegamento adsl costa una cifra quando è un servizio, una volta attivato, che non comporta oneri per chi lo offre. Ma vi ricordate che ci fu chi non voleva neppure la tv a colori? E' tutto così, in tutti i campi. Tutte le cariche importanti, in tutti i settori, sono occupate da gente che dovrebbe essere in pensione. Poi si lamentano che un ragazzo viva coi genitori (e per certi versi è vero), ma si fà di tutto per togliere ambizioni alle persone: tutti i sondaggi indicano come la stragrande maggioranza dei giovani ambisca ad un posto fisso. E' uno spettacolo desolante.

di bill il 26.04.06 15:46 | M | C | #

Per orlando furioso ......
"io sarei disposto a farmi sponsorizzare. Meglio così che finire dopo 5 anni di studi a scaricare pesce."
Così si perpetua la spirale mafiosa ..... solo gli "amici" ti possono garantire il posto ....

"Anzi, tra poco mi toccherà fare qualche tessera ma non me ne frega nulla: le userò per i miei scopi e quando non mi serviranno più le getterò nella spazzatura."
Non crederci .... sarai sempre in debito e te lo ricorderanno ad ogni occasione utile ....

"Meglio così che finire dopo 5 anni di studi a scaricare pesce"
Cosa c'è di male nello scaricare il pesce? Vuoi campare? Se è il caso si fa anche questo o aspetti la manna dal cielo?

per silvestro:
"cioè fabrì? ti hanno fatto un contratto a tempo indeterminato? hai trovato finalmente qualcuno che te lo ha fatto? beh, incorpori il chiaro esempio di chi ha un contratto da precario e chi ha un contratto serio."
No tutti contratti a tempo indeterminato tranne quelli temporanei che in due casi su tre potevano benissimo trasformarsi in indeterminati assunto direttamnete dall'azienda dove ero stato inviato in missione......
Quello che volevo dire come morale era molto semplice se vuoi lavorare datti da fare non stare ad aspettare chissà che cosa. Le opportunità alla fine ci sono anche se non centrano niente con tutto quello che hai studiato o fatto prima. Devi solo avere voglia di imparare ed anche di fare quei sacrifici che sono necessari. Nessuno ti regala niente.

di Fabrizio il 26.04.06 16:02 | M | C | #

mi fa piacere che hai fatto un passo avanti bill. fino all'altro ieri scrivevi che i precari sono tali perchè non gli va di fare una mazza e non lo vorrebbero neanche il contratto a tempo indeterminato.

di silvestro il 26.04.06 16:02 | M | C | #

no, bill, i giovani di questo paese non sono peggio di quelli spagnoli o irlandesi.....
dovete sapere che gli italiani si fanno sempre onore a livello scientifico dovunque vadano, abbiamo un grande prestigio come singoli studiosi e scienziati, italiani sono tra i protagonisti delle ricerche più importanti del mondo anche oggi, adesso: il CEO della Bookham, una delle multinazionali più importanti dei laser è italiano, italiano uno dei leader dei laboratori Bell (dove hanno inventato il transistor, per dare l'idea e dove sfornano un Nobel ogni dieci anni)....

e tanti ce ne sono in ogni paese, dappertutto, anche in Italia....non si lamentano, lavorano e cercano di fare il proprio meglio anche in condizioni difficili: sapete che anche se il finanziamento per la ricerca in Italia è la metà di altri paese, come produzione scientifica siamo ancora tra i primi del mondo, davanti abbondantemente a Spagna e Irlanda??

e poi, via bill, non siamo un paese anti-moderno: siamo ai primissimi posti per numero di telefonini, per schermi piatti, etc...etc....

il problema è semmai fare passare l'idea che scienza, ricerca, sapere sono pilastri fondamentali di civiltà e società, spingere le persone attaccate ad un videofonino a chiedersi: "ma come funziona 'sto coso? cosa c'è dentro??"...

di apicella il 26.04.06 16:07 | M | C | #

a fabrì, io c'ho alle spalle begli anni di culo per due lire ed anche gratis.
sono emigrato e ho provato a tornare a casa per lavorare e stare vicino ai miei che stanno diventando anziani.
è pieno di gente che si fa il culo e non ha avuto la tua fortuna di trovare qualcuno abbastanza lungimirante da investire su una persona.

quindi parla per te.


di silvestro il 26.04.06 16:08 | M | C | #

"1)il lavoro da ricercatore non è affatto inutile in italia, è NECESSARIO.
l'italia è sotto organico per quanto riguarda i ricercatori."

Scusa Silvestro ma continui a farmi ridere. Cosa vuole dire che l'Italia è sotto organico? Esiste una tabella mondiale con il numero di ricercatori necessari per ogni paese?

Per un economista, è un problema interessante quello di una figura professionale NECESSARIA ma di cui NESSUNO sente il bisogno (tranne quelli che aspirano a quel posto).
Se sei in grado di dimostrare che hai ragione, ti consiglio di farlo perchè sei vicino ad un Premio Nobel per l'economia, ed anche alla fama (tra i fallimenti del mercato non possiamo dimenticare Il paradosso del ricercatore, scoperto da Silvestro).

E non sto scherzando affatto.

"Francesco se mi fai lavorare tu io non cerco lo sponsor. Ci stai?
Mi va bene tutto purché ben pagato e consono al mio ormai prossimo titolo di laurea"

Se mai dovessi assumere qualcuno, tu sei dopo l'ultimo posto della lista, alla voce "piuttosto chiudo baracca e burattini"

Saluti

di Francesco il 26.04.06 16:12 | M | C | #

francè, cosa fai, vuoi collezionare un pò di figure barbine?

http://access.unict.it/bollettino/2005%2F2_2005%2F4-9.pdf

http://www.energoclub.it/punto_b_.htm

e non ridere troppo, lo sai in bocca di chi sta il riso?
ciao

di silvestro il 26.04.06 16:20 | M | C | #

http://www.treccani.it/site/Scuola/Osservatorio/unla/scuola_osservatorio.htm

e c'è gente che l'ha già preso il nobel in economia dicendo cose molto meno ovvie delle mie.

http://www.sestocentenario.unito.it/lauree.htm

francè, ma te dove vivi?

di silvestro il 26.04.06 16:26 | M | C | #
di silvestro il 26.04.06 16:28 | M | C | #

aspetto tue notizie francè.

di silvestro il 26.04.06 16:32 | M | C | #

lascia stare, silvestro,
evidentemente Francesco pensa che anche la ricerca scientifica sia uno strumento di lotta per fini elettorali e non lo sfiora l'idea che sia una di quelle cose INDISPENSABILI per un paese:
Aznar e Zapatero hanno fatto lo stesso in Spagna: più finanziamenti,
l'Irlanda, citata da bill, è un paese di destra che più di destra non si può e investe il 5 % del PIL in ricerca,
Thatcher, Blair, Reagan, Clinton e Bush hanno sempre dato a piene mani, così come in Francia con governi di ogni colore...

per curiosità, silvestro, ma tu cosa stai a fà (vedi mai che siamo colleghi)?

di apicella il 26.04.06 16:35 | M | C | #

"Per un economista, è un problema interessante quello di una figura professionale NECESSARIA ma di cui NESSUNO sente il bisogno (tranne quelli che aspirano a quel posto)".


Ehi Francesco,
hai studiato un po' d'economia e non hai mai sentito il paradosso della ricerca di base?
Esiste già sui libri di testo, non importa che la inventi Silvestro! insomma, come dicono i seguaci della teoria dei giochi "gli incentivi individuali non sempre portano a esiti collettivamente vantaggiosi"...

Per la ricerca applicata il marcio sta nella dimensione delle aziende italiane e nell'inadeguatezza dell'università...

di l'oste il 26.04.06 16:38 | M | C | #

apicè,
mi occupo di controllo dei farmaci pediatrici per vil denaro ma in realtà sono un neurofisiologo e sto facendo esperimenti sul metabolismo cerebrale.
tu?

di silvestro il 26.04.06 16:42 | M | C | #

Francesco se l'Italia funzionasse bene mi sa che saresti a scaricare pesce dalla mattina alla sera, ma così non è e chissà quale attività ti vede 'protagonista'.
Le tessere si bruciano, ormai i partiti che gestivano la tua vita non esistono più.
L'importante è saperli scaricare al momento giusto.
Non so se ne sarò capace, ma l'unica cosa certa è che questa è l'unica strada da percorrere per poter ottenere qualcosa nella patria dei monopoli.La raccomandazione in Italia è fondamentale tanto da far parte del curriculum vitae.
Comunque è ovvio che se sei un cazzone, termine volgare ma che racchiude bene una certa tipologia di persone, non farai nulla nemmeno con l'aiuto di Berlusconi o di Prodi.
Se comandassi io cambierei tutto ma siccome non è così e non voglio marcire a fare il lavoro che tu stesso non fai e non vorresti fare, io mi adeguo alla situazione e gioco secondo le regole per ottenere il futuro che altrimenti mi sarebbe negato. Ovviamente certe cose non le dice nessuno mettendoci la faccia a meno che non sia un deficiente o uno che è arrivato così in alto da poter candidamente dire quello che ha fatto senza la paura di subire ritorsioni. Però in rete si resta anonimi e trovo davvero ridicolo chi tenta di mascherarsi anche qui. Almeno io sono onesto, tu?

di OrlandoFurioso il 26.04.06 16:49 | M | C | #

Quello che penso è così moralmente inferiore?

di OrlandoFurioso il 26.04.06 16:59 | M | C | #

silvè,
io mi occupo di nanotecnologie, nello specifico di nanostrutture a semiconduttore per fotonica ed elettronica.....non proprio colleghi, ma insomma...

Francesco,
scusa ma la frase sui ricercatori di cui nessuno sente la mancanza potevi anche risparmiartela....

di apicella il 26.04.06 17:12 | M | C | #

Oste,

grazie per l'ottima e sintetica spiegazione. Magari insegna a Silvestro come si fa, così evita di inondarmi di indirizzi, manco link, che mi guardo bene dal visitare.

Purtroppo mi sono laureato un pò tanto tempo fa e la teoria dei giochi non era un granchè rilevante nel corso di laurea.

Naturalmente hai pienamente ragione. Contenti voi due cervelloni? Di fronte ad una spiegazione ragionevole e non assiomatica io piego il collo e ammetto i miei errori.

Certo, pensare di investire nella ricerca senza ribaltare le università e con la struttura industriale italiana non suona molto bene. E anche intervenire in maniera autoritativa su detta struttura, per avere finalmente le grandi aziende vogliose di stipendiare i ricercatori, mmmmm ... roba da Prodi.

In fondo, il problema è come misurare l'interesse collettivo ad investire in ricerca di base, visto che i ritorni privati (cioè reali) sono indiretti. Ho ragione, signor Oste?

Orlando, io conosco ingegneri che hanno inziato col pesce e oggi fanno controllo di gestione in multinazionali. Senza raccomandazioni. Se sei del tipo che ha voglia di lavorare e capacità, dubito tu rimanga sul fondo. Se pretendi, chiaro che affondi.

Io non scarico pesce ma credo di essere pagato tra metà ed un terzo di quello che valgo, tanto per dire.

Saluti

di Francesco il 26.04.06 18:28 | M | C | #

:)

di silvestro il 26.04.06 18:35 | M | C | #

Francesco, la raccomandazione è una conditio sine qua non in molti campi lavorativi e non credo più alle favole.
In fondo è tutta questione di sapersi vendere: tra due laureati di egual valore scegli quello che ti piace di più a pelle o a busta e avoglia a dire che sono casi rari, sono invece molto frequenti.
Poi esistono i geni che possono fare quello che gli pare ma sono davvero eccezioni che non fanno testo.
La riprova è che in Italia c'è una delle percentuali più basse di laureati ma certi lavori vengono svolti lo stesso: questo significa che ci si affida per di più a persone non specializzate per svolgere mansioni che altrove richiedono la laurea.
Essere in possesso di un titolo di studio e poi guadagnare quanto un manovale è un pensiero che mi fa davvero girare le palle, considerato il fatto che ho speso anni per ottenerlo.
Sarò più chiaro: io che otterrò un punteggio da 107 in poi, credi che cercherò lavoro in un'impresa di pulizie? Se questo è pretendere, allora si, io sono uno davvero pretenzioso.

di OrlandoFurioso il 26.04.06 19:19 | M | C | #

Ma alla fine che studio a fare?
A pensarci bene io voglio solo vivere una vita ricca di avventure. A sto punto seguirò le sue orme, chissà che non mi renda di più sotto ogni punto di vista.

Scherzo, ma fino ad un certo punto :P

di OrlandoFurioso il 26.04.06 19:37 | M | C | #

Se FT parla delle difficoltà tutte italiane, è gia colpa di Prodi pur non avendo ancora governato. I risultati positivi sono ovviamente merito del berluscone, sei grande rolli :)))))))) questo è il vero tricheballacche

di .. il 27.04.06 10:03 | M | C | #

Orlando,

io credo che tu sia pretenzioso, soprattutto perchè pretendi dagli altri e non da te stesso.

Un conto è aspirare ad un lavoro che mi piace, mi soddisfa, mi rende, per cui sono preparato; un conto è pensare che sia dovere di qualcun altro.

Se un non laureato è in grado di fare il "tuo" lavoro, non credo il padrone abbia motivo per assumere te, al costo di un laureato. Mi verrebbe da dire che hai sbagliato corso di laurea, ed è una tua decisione di investimento di soldi e di anni di vita.

Ciao

di Francesco il 27.04.06 10:17 | M | C | #

Francesco io sono per l'abolizione del valore legale della laurea proprio perché il pezzo di carta non serve se non a legittimare l'assunzione degli amici e dei parenti.
Sai quanti ingegneri sono degli emeriti incapaci?
Quanti avvocati? Quanti medici? Quanti insegnanti? Tu mi dici che se il lavoro svolto da un non specializzato è lo stesso, sebbene sia palesemente falso solo in base alla differente preparazione, allora è normale che il 'padrone' assuma chi costa meno. Io invece dico che non solo non è normale, ma che è indice della non volontà di produrre qualcosa di qualità dato che comporterebbe anche delle grane visto il sistema monopolistico e familista che abbiamo in Italia.
L'analisi politica, l'informazione, lo studio della società e dei suoi comportamenti non solo sono fondamentali, ma necessitano di una forte spinta innovatrice che li collochi tra le priorità su cui il Paese deve lavorare. Io studio a Firenze nella più antica facoltà di Scienze Politiche d'Italia e mi ritengo fortunato per l'alto tasso formativo che vi ho trovato nonostante sappia benissimo che certi studi non siano ben visti da molti imprenditori.
Comunque sia è anche vero che una persona capace e dotata di ingegno possa apprendere sul campo QUASLIASI LAVORO ed è per questo che abolirei il valore legale di TUTTI I TITOLI DI STUDIO.
Poi sarei io l'immorale...
Mah.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 13:11 | M | C | #

Allora su una cosa siamo d'accordo.

Il problema è che se non ti piace come si comportano gli imprenditori, il tuo compito non è di obbligarli a cambiare idea ma di fare tu l'imprenditore e sbatterli fuori dal mercato.
Ad oggi, le imprese e l'economia stano in piedi per merito loro e, quindi, tanto di cappello.


Se uno si fa il culo così per acquisire una preparazione inutile (o anche solo non particolarmente utile) è un problema suo, non di chi non lo vuole pagare quanto quello desidera.

Saluti

di Francesco il 27.04.06 13:17 | M | C | #

Francesco guarda che gli imprenditori mica producono sempre un profitto per la società, anzi! Non sta certo a loro decidere le politiche di un Paese. Vedi la stessa ricerca che non è mica amata dagli imprenditori italiani, ma è FONDAMENTALE per il benessere di una nazione.
Per te sembra quasi che conti solo il tornaconto immediato e personale, ma attento che ti sbagli di grosso: le variabili sono molte e tutte di eguale importanza. Tu ad esempio hai scritto che la ricerca è inutile perché gli imprenditori non la sostengono senza renderti conto che un'impresa rappresenta solo se stessa e non è affatto l' espressione del bene comune che può anche divergervi radicalmente. I miei studi non solo solo importanti ma essenziali per formare persone consapevoli del mondo in cui vivono e a cui affidare l'arduo compito di sintetizzarlo per ottenere le migliori prestazioni per le istituzioni, vere detentrici delle responsabilità pubbliche. Certo, se l'impronta data è quella del monopolismo è chiaro che anche le aziende per ottenere più profitto si adeguino evitando accuratamente di intraprendere strade che di fatto sono chiuse. Pensa poi a tutti quelli che in anni e anni di garantismo hanno assunto ruoli di comando senza di fatto meritarselo se non all'interno di quel sistema che di fatto si è però rivelato fallimentare con l'arrivo della globalizzazione e della concorrenza reale a cui è impossibile sfuggire.
Alcune aziende ormai hanno trasferito le loro sedi operative in un Paese diverso da quello d'origine perché per seguire il mercato hanno deciso di abbandonare le zone ritenute diseconomiche provocando disastri sociali a cui è difficile porre rimedio se non attraverso delle politiche mirate che poco hanno a che vedere con l'interesse delle aziende ma non per questo non sono necessarie.
Cocludendo: è importante ascoltare le aziende, ma con la consapevolezza che sono solo una parte di un tutto che include molti altri attori, attori che seguono ciascuno il proprio interesse.
Sta alla politica cercare di mediare tra le varie posizioni ed è per questo che l'analisi della società e dei processi decisionali che si attuano sia in ambito economico, istituzionale e giuridico non può non essere fondamentale in un Paese che vuole crescere.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 14:35 | M | C | #

Caro Orlando,

sei un (ottimo) socialdemocratico.
Ma io rimango un (pessimo) neoliberista e ti ripeto che dove non c'è profitto privato (cioè di qualcuno) non c'è interesse sociale (che alla fine siamo sempre dei qualcuno). Diffido dei socialisti benevolenti più che degli speculatori valutari.

Saluti

di Francesco il 27.04.06 14:40 | M | C | #

si vede da come voti

di silvestro il 27.04.06 14:52 | M | C | #

No, si vede dalle ville e dalle barche dei vostri Kapataz.

di bill il 27.04.06 14:59 | M | C | #

bill, vai a cagare che oggi non è aria.

di silvestro il 27.04.06 15:01 | M | C | #

Ma Francesco, gli Stati Uniti sovvenzionano con soldi pubblici (una barca) la ricerca privata. Che sono, un paese socialista?

di Return il 27.04.06 15:05 | M | C | #

Silvestrino, sono veramente intimidito. Perchè non te ne vai a cagare tu. Fra una ricerca e l'altra, magari la tazza del cesso te la trovi.

di bill il 27.04.06 15:11 | M | C | #

Francesco, l'essere un neoliberista non può distoglierti dalla centralità della politica all'interno di una nazione. Certo che il profitto è importante, ma mi sa che tu consideri tale solo quello prodotto sul momento dalle aziende, tralasciando invece quello prodotto a lungo termine da una buona gestione delle problematiche sociali, ovvero il Welfare.
Cosa dire poi dell'informazione: possiamo affidarla totalmente ad aziende che mirano esclusivamente al profitto? Chiaro che no.
Per non parlare poi della sanità che non è certo un settore su cui puoi permetterti di lucrare ma non per questo non puoi dire che non è importante. Libero mercato non significa abbracciare un sistema anarchico né che l'economia sia la detentrice del potere politico che è di fatto del Parlamento.
Berlusconi ha fatto più danni di quanto temessi.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 15:17 | M | C | #

Return, il problema è che c'è proprio una distorsione di base: come si può attribuire all'interesse economico l'unico discrimine per stabilire cosa è importante per un Paese e cosa non lo è. Si confondono le politiche economiche con gli interessi personali, si confonde l'interesse collettivo con un cancro da eliminare, con una diseconomia.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 15:29 | M | C | #

Francesco, ti consiglio davvero di dare un'occhiata qui

di OrlandoFurioso il 27.04.06 15:35 | M | C | #

bill: at-tenti! :))))))))))

di .. il 27.04.06 15:35 | M | C | #

Guarda puntini che le marcette in piazza le fate voi. In questo ricordate le grandi adunate: bravi! Si vede che amate l'aria aperta. Coraggio, fatevi belli (vabbeh, non si può pretendere troppo) che adesso c'è il primo maggio. Un'altra bella parata, stile sabato fascista. Con nani, ballerine, ricchi doni e cotillones. Ed un buon numero di coglioni fuori dalla patta.

di bill il 27.04.06 16:14 | M | C | #

Scusa Orlando: l'informazione da chi dovrebbe essere gestita? Quale organo di informazione non deve tendere al profitto, e perchè? Questo non dà alcuna garanzia, tutt'altro. La verità di stato non deve esistere.

di bill il 27.04.06 16:23 | M | C | #

deve essere gestita da un solo proprietario che sia anche presidente del consiglio.

at-tenti!!!

di silvestro il 27.04.06 16:28 | M | C | #

Orlando

guarda che io sono un neoliberista moderato e accetto più o meno volentieri periodi di governo progressista! ma non far fare a me quella parte, ti prego.

ciao

di Francesco il 27.04.06 16:30 | M | C | #

Ho seguito il link: è un consiglio di iscrizione o vuoi che mi orrorifichi e receda???

Ciao

di Francesco il 27.04.06 16:32 | M | C | #

BIll io ho scritto che non si può lasciare l'informazione TOTALMENTE in mano ai privati, non che debba essere gestita dallo Stato.
Detto meglio: dei tre canali Rai ne privatizzerei due lasciandone uno a fare servizio pubblico. Io sono per il pluralismo non solo delle voci, ma degli stessi strumenti.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 16:37 | M | C | #

Francesco, quello è il vero neoliberismo.

di OrlandoFurioso il 27.04.06 16:40 | M | C | #

Concordo perfettamente, Orlando. Un canale di servizio, il resto ai privati. Silvestro invece preferirebbe otto canali pubblici, di cui sette gestiti direttamente dai partiti dell'Unione e uno, che so, da Curzi. Che ovviamente pagheremmo tutti noi. Lo si capisce da come discute: una personcina aperta al confronto. Oddio, purinino, fino a Mastella ci arriva, poi si indigna come da copione.

di bill il 27.04.06 16:45 | M | C | #

certo bill, si è visto come hai contestato la legge gasparri.
ri-poso!!!

di silvestro il 27.04.06 16:50 | M | C | #

Orlando: appunto, non ho capito se ti fa orrore o se non ho visto qualche cosa ...

Silvestro, oltre a non essere spiritoso, non sei chiaro: cosa hai contro la Gasparri? ti spiace che mantenga Mediaset nelle stesse dimensioni della RAI? sei, come me, per il disarmo bilaterale o vuoi una bella centralità del servizio pubblico?

di Francesco il 27.04.06 16:53 | M | C | #

francè, non sono io che non sono spiritoso, sei tu che manchi di senso dell'humor, è diverso.

prima della gasparri la legge del '99 parlava di rai3 e rete4 su satellite.
questo per non concentrare più di un tot nelle mani di una sola persona, sia esso lo stato, sia esso silvio berlusconi o chicchessia.

la gasparri aggira la cosa aumentando le frequenze a disposizione.
frequenze fittizie, perchè ci mette sia il digitale terrestre, sia le frequenze radiofoniche.
così la percentuale delle frequenze in mano al tuo silvio è d'incanto diminuita mettendola nel popò ad altri imprenditori come di stefano, che aveva vinto l'appalto delle frequenze che occupa, illegalmente, rete4.

e non dire ora che mi spiego male, perchè non è un problema di acustica o di terminologia, è un problema di logica.

di silvestro il 27.04.06 17:01 | M | C | #

Francesco leggi gli articoli e i libri gratuiti che ci sono e vedrai che il neoliberismo è molto diverso da quello che hai descritto tu.
P.s. io ho tra i miei link anche quello di SocietàLibera

di OrlandoFurioso il 27.04.06 17:04 | M | C | #

Anche RAI 3? e tu vorresti mettere la meglio grancassa dei comunisti (che non esistono, bada bene) su satellite dove non se li vedrebbe nessuno?

Dai, non me la conti giusta.

PS il mio problema è che prima di risolvere il problema Berlusconi voglio risolvere quello residui di partitocrazia, consociativismo, furti dello Stato per conto dei partiti e strapotere dei sindacati. Poi mi preoccuperò del Napoleone di Arcore, che stimo quasi quanto lo stima Leonida il Troglodita.

di Francesco il 27.04.06 17:05 | M | C | #

francesco, fammi capire: tu difendi la legge gasparri senza sapere cosa dice e cosa fa cambiare?

ti metterei un link della legge, ma hai già detto che i link non li leggi.
io non conosco la parolina magica, magari chiamiamo l'oste.....

di silvestro il 27.04.06 17:15 | M | C | #

ne hai fatta un'altra di figuraccia francè, se non te ne sei accorto.
la legge maccanico era per il disarmo bilaterale che vuoi tu, ma berluschino non era d'accordo: tutto il cucuzzaro!
ora che l'hai scoperto la cosa passa in secondo piano?

bah

di silvestro il 27.04.06 17:23 | M | C | #

ciccino, a parte che non ricordo un solo comunista disposto a mollare RAI3, e quella è proprietà privata, io ti ho ben scritto che considero Berlusconi un problema per il paese.

o non sai più leggere?

eppoi oggi sono triste per l'eliminazione dalla Champions, non mi scocciare con le tiritere sulle TV, robetta per sfaccendati.

di Francesco il 27.04.06 18:18 | M | C | #

Orlando

per quel che so di Von Hayek, mi stupirei assai che c'azzecchi qualcosa con te.

vedremo

grazie per il link

di Francesco il 27.04.06 18:19 | M | C | #

a francè, pari fonzie

ho sb...ho sbagl.....ho sbbb....

di silvestro il 28.04.06 10:00 | M | C | #

Silvestro,

invece di fare il coglione, che io sono ben capace di ammettere quando sbaglio, vatti a studiare un bel pò di economia.

Così inizierai a parlare di qualcosa di interessante.

PS stavo giusto ammettendo il paradosso della ricerca di base quando un collega mi ha smentito, affermando che non esiste, che ogni ricerca ha uno scopo, eccetera.
Ora, a parte gli acceleratori di particelle che sembrano molto ricerca di base (nel senso di inutile), mi verrebbe curiosità di conoscere altri progetti di ricerca pura finanziati dai paesi più intelligenti dell'Italia. Il programma Apollo? E poi?
Negli USA un sacco di ricerca è fatta a fini militari o da laboratori privati che cercano roba utile per fare soldi, alla fin fine. O da università private in grado di gestire l'incertezza dei ritorni economici della ricerca.
Peccato che ormai sia troppo vecchio per ributtarmi a studiare.

di Francesco il 28.04.06 10:22 | M | C | #

scusa silvestro, ma parlava anche di Rai3 sul satellite, o di rai tre senza pubblicità e basta, ma ancora sull'analogico? perché non me lo ricordo bene.

di ventomare il 28.04.06 11:26 | M | C | #

francè, il fatto che tu reputi la ricerca di base inutile rafforza in me l'idea che non hai capito proprio nè cosa è la ricerca, nè a cosa serve nè hai capito da dove viene ciò che usi e che ti circonda.
non è tutta opera dell'Onnipotente.

ti faccio un esempio: studiare oggi i superconduttori, che è ricerca di base, ti consentirà domani di risparmiare moltissima energia sullo scaldabagno e la lavapiatti.

se non sei crepato di poliomelite, di vaiolo o per una semplice infezione oggi, è perchè ieri qualche inutile ricercatore ha fatto ricerca di base.
ci sarà stato, oltre ad vantaggio tangibile per la vita dell'uomo, un ritorno economico secondo te?
pensa solo al ritorno economico che ha avuto e che continua ad avere chi produce l'aspirina o, più semplicemente, il viagra, che manco è un farmaco salvavita.

la ricerca di base è fatta di "tentativi" mirati.
costa molto e molto è lavoro sprecato, ma se ci prendi hai fatto bingo.
ed elencarti i progetti di ricerca di base finanziati sarebbe come elencarti gli utenti telefonici della città di roma.

negli usa, in giappone, nei paesi scandinavi, in israele, in svizzera, senza parlare di francia e germania, è lo stato il maggior finanziatore.
oltre il privato e le forze militari (non solo negli usa).

e tu riconosci di aver sbagliato raramente, come dimostri anche con quest'ultimo tuo commento, e manco di fronte all'evidenza.

bisogna volare sempre basso, francesco, soprattutto quando si parla di cose a noi ignote.
si fa più bella figura, ti assicuro

di silvestro il 28.04.06 11:38 | M | C | #

la legge maccanico parla di divisioni di risorse economiche con un tetto del 30% del mercato pubblicitario.

di silvestro il 28.04.06 11:47 | M | C | #

francè, non c'hai capito nulla sulla ricerca.
avevo fatto un post lungo per spiegarti il perchè, ma non me l'ha preso.

di silvestro il 28.04.06 11:55 | M | C | #

Ma scusate: fosse per me, io darei frequenze a chiunque lo chiedesse (fermo restando che la tv analogica fra 5 anni la vedranno solo i novantenni, ma tant'è). Il problema è un altro: a chi cazzo? Qui il problema è un altro: arrivare al livello dei grossi network comporta investimenti enormi. Guardate La7: è proprietà di Telecom, non della pensione Marisa di Cattolica. E pubblicità ne fà a chili. Ma fà una fatica enorme a far crescere la sua audience. Distribuire la pubblicità: benissimo. Ma chi investe per creare strutture come la Sipra o Publitalia? Non sono cosucce che si creano in due mesi, e se Agnelli uscì dal mercato televisivo è perchè, come da tradizione, non voleva investire una lira sperava che tutto gli fosse regalato, come fecero con Telecom. I problemi i network li avranno a breve da soli, coll'avanzare delle tecnologie. Mandare Rete 4 sul satellite è vero, era nella legge Maccanico, ma ciò non toglie che sia una stronzata.

di bill il 28.04.06 12:22 | M | C | #

Bill, che caso strano. Ogni volta che si parla di liberalizzazioni che riguardano *anche* l'informazione, ecco che subito metti i distinguo. Sarà perchè queste liberalizzazioni riguarderebbero soprattutto berlusconi?
Bho.. ti dirò che il sospetto mi viene.
Saluto

di roberto il 30.04.06 15:45 | M | C | #

Silvestro,

mi spiace per il post lungo che si è perso.

Magari trovavi un altro esempio come quello dei semiconduttori e pure la dimostrazione che quella ricerca è finanziata dallo Stato.

Così mi lasci nel dubbio.

Facciamo così: tu spendi in ricerca di base i soldi delle mie tasse, ma io controllo incazzoso se ci sono sprechi. Va bene?

Ciao

di Francesco il 02.05.06 18:00 | M | C | #

Dopo tanto tempo apro casualmente questo sito blog e leggo finalmente con grande felicità che dopo tanti scontri su altri temi la ROLLI sulla legge Biagi, lavoro e precariato, ha le mie stesse idee. La pensa come me. Un saluto e un abbraccio sincero alla ROLLI. Sarà il segno dei tempi? Un altro muro di Berlino che cade??

Claudio Mandrelli.

di Claudio Mandrelli il 16.05.06 11:44 | M | C | #

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