Continuo a pensare che assaltare ambasciate e uccidere gente perchè si raffigura maometto o, se si preferisce, si bestemmia la Madonna, sia indegno di persone civili
come è indegno che un rappresentante del governo si permetta provocazioni inutili e irresponsabili, soffiando di fatto sul fuoco
Io continuo a pensare che dietro quegli assalti alle ambasciate ci sia qualcosa in più di quello che ci viene raccontato. Ma a parte questo mi sento di sottoscrivere ogni parola del tuo post.
Volevo fare un link a una foto di Calderoli con maglietta che illustrava alla perfezione il titolo del post. Poi ho letto questo.
ma io direi che e molto peggio dell vicenda danese
Cioè li era un giornale di cui il governo danese non e certo responsabile delle sue scelte editorilai
qui si tratta bene o male di un esponente di un governo,,e la cosa assume ben altri toni,,,
o peggio ancora puo venir letta come una posizione del governo italiano sull islam,,,
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aggiungerei che l inkazzatura e partita in Libia un paese che fino ad ora si era tenuto tutto sommato lontano dalla bolgia,,,
e con un governo che ha sempre tenuto le distanze dall un certo tipo di estremismo panislamico---
e in un momento che la Libia si stava riavvicinando sempre piu all occidente ..
Che la provocazione di Calderoli sia da condannare è indubbio ed è giusto si dimetta. Però la manifestazione era pacifica ed era stata indetta per le vignette danesi. L'agenzia libica Jana ha dichiarato che gli scontri sono iniziati quando la folla è entrata in contatto con la polizia libica. E infatti è stata aperta un'inchiesta per verificare il comportamento dei poliziotti. Il Corriere "evince" che la manifestazione fosse per Calderoli perchè fonti ufficiali libiche hanno parlato anche del ministro italiano.
E la libertà di satira?, e la posizione rinunciataria della chiesa? Per una volta che uno con le palle prende le vostre stesse posizioni dopo due minuti lo sconfessate. Certo da dietro un monitor è facile scrivere tutto e dopo un giorno tutto il contrario.
Non mi pare che quella di Calderoli possa definirsi satira. Avevo già definito il suo atteggiamento una provocazione fine a sé stessa.
Questa del "voi che state dietro a un monitor" comincia a essere un po' stantia.
Se non fosse ministro andrebbe anche bene. Ma purtroppo non è affatto così.
Calderoli fa quello che per giorni interi in questo blog si è invocato: difende la nostra cultura, il nostro diritto alla satira. Non è come quei cagasotto dei preti che dopo che hanno ammazzato don Santoro fanno finta di niente . Io giorni fa mi sono sentito dare del cretino perchè sostenevo che la chiesa aveva (ha) l'obbligo di pensare anche a tutti i missionari, sia preti che laici che sono in giro per il mondo. Secondo Rolli invece dovevano strepitare, fare casino, che ne so, andare in televisione a farsi sentire. Ora il vostro campione l'avete trovato, abbiate almeno le palle per sostenerlo.
Riguardo al "voi che state dietro un monitor", io lo cambierei con "noi che stiamo dietro a un monitor" e sarà anche una cosa stantia, ma come una balla raccontata 1000 volte resta una balla, una verità ripetuta 1000 volte rimane una verità.
E la verità che da dietro un monitor siamo tutti capaci a fare gli eroi, bisognerebbe cercare di non farlo con il culo degli altri.
Mi aspettavo commenti più solidali nei confronti di Calderoli, commenti che io stesso in questa occasione ero pronto a condividere.
Invece trovo motivi di moderazione dell'animo, prese di posizione mediatrici, accenti pacati.
E non riesco ancora a condividerli, non riesco a calmare il senso di repulsione che provo dentro per il gesto che è stato compiuto.
Faccio alcune brevi premesse, tanto per chiarire il meglio possibile la mia personalissima posizione.
Fra qualche settimana mi sarei dovuto recare a Tobruk, una remota provincia libica al confine con l'Egitto, per lavorare ad un progetto di cooperazione finanziato da un'organizzazione internazionale e da un'istituzione italiana.
Sono di sinistra e finora ho sempre ritenuto Calderoli un uomo vergognosamente pericoloso, indegno di esercitare incarichi pubblici di rilievo.
Dopo quello che è successo dentro di me si agita un sentimento di contrastata repulsione e riflessione forzata: condannare la violenza praticata e predicata da qualunque parte provenga o sostenere chi, a rischio della sua stessa poltrona (che in Italia non è poco!) e magari a rischio di divenire bersaglio di una ritorsione personale, si espone a difesa di un sacrosanto principio di libertà che dovrebbe essere posto in cima alle barricate che avremmo dovuto iniziare ad elevare contro un mondo estremista e fanatico che minaccia la base dei nostri diritti fondamentali?
Dietro tutto c'è, nel particolare caso libico, una regia istituzionale molto più evidente rispetto ai casi di altri paesi, dal momento che la situazione libica è totalmente diversa e molto più sottomessa ad un controllo di sicurezza che mi fa ritenere Calderoli solo il capro espiatorio atteso da tempo per innescare una dimostrazione di forza nei confronti del nostro paese.
Ottenere il visto per la Libia, nonostante si vada lì con incarichi istituzionali (e forse proprio per questo...), è davvero complicato e tutto traspare da parte di quel governo, tranne che la volontà di avere noi italiani fra i piedi.
Ora sono interessati molto più al denaro anglo-statunitense, riversatosi in massa nel paese dopo l'11 settembre.
Perchè?
Facile, la Libia è stato il primo paese ad emettere un mandato di cattura internazionale contro Bin Laden, è un paese islamico laico, dove la sharia non vige legalmente, dove esiste una costituzione, una dittatura militare e dove il sentimento religioso non deve essere mescolato con la politica.
E' quindi un paese che potenzialmente offre un terreno molto più fertile di altri all'istaurazione della democrazia occidentale, magari forzata e controllata come quella delle repubbliche sudamericane degli anni '70-'80, ma pur sempre molto più facile da creare in un contesto dove l'estremismo islamico la fa da padrone, con il Sudan, l'Algeria e L'Egitto sempre in bilico sul precipizio della deriva politica.
Quella manifestazione, insomma, è un segnale chiaro all'Italia, molto più chiaro delle sconfitte nei recenti bandi di gara per l'estrazione degli idrocarburi che hanno visto passare l'Eni da una posizione di dominio assoluto negli ultimi 50 anni, ad una posizione minoritaria rispetto a quella delle compagnie inglesi e statunitensi.
Non vogliono l'Italia al tavolo negoziale, ora che hanno altri compagni di gioco.
Non so dire se è una posizione che rimarrà immutabile nelle sue forme e nella sua durata, ma certo non è negabile.
Torniamo a Calderoli.
Lui, meglio di me, conosceva questo scenario e sapeva cosa avrebbe potuto scatenare con quel gesto: è quindi un irresponsabile ed un ministro che ha danneggiato gli interessi geopolitici dell'Italia, aldilà delle varie scuse di circostanza che si possano mettere in campo per chiederne le dimissioni.
Allo stesso tempo è uno che ha simbolizzato quello che dentro di me si agita da quando tutta questa storia è cominciata, un uomo che esprime la sua personale indignazione per l'offesa a quella laicità ed a quella libertà di pensiero su cui si dovrebbe basare ogni paese civile.
In Italia sono libero di pubblicare qualsiasi vignetta ritraente Gesù o la Madonna in situazioni scabrose, umilianti e offensive, ma aldilà di qualche protesta isterica da parte di qualche bacchettone e di un paio di preti, non si va.
Devo essere libero di fare lo stesso con qualsiasi altra religione, qui in Italia devo!!!
E se perdono le staffe a casa loro e mi bruciano la macchina, affari loro!
Se la vedano i loro governanti, le loro donne oppresse, i loro rabbini, il loro mondo affamato e oppresso, castrato e sottosviluppato.
Perdiamo gli affari.
Mi sta bene, ma almeno mi sono tenuto la mia libertà!
Anche quella di partire, fra qualche settimana, per andare a creare qualcosa di diverso, per dimostrare che sono in grado e libero di pensare che qualcosa può cambiare.
Un conto è far valere apertamente e con coraggio le proprie ragioni e altro conto è provocare. Quella di Calderoli è una provocazione.
Quanto al coraggio, non mi conosci. Fai la predica alla persona sbagliata. Chissà, forse, al mio posto, te la faresti addosso.
Indirizzato a Giancarlo
E' vero non ti conosco. E non stavo dando un giudizio sulla tua persona, non mi permetterei.
Tra l'altro sul fatto di evitare le provocazioni con me sfondi una porta aperta: è una posizione che ho dall'inizio di questa vicenda. Anche sul fatto che io non sia una persona particolarmente coraggiosa hai pienamente ragione, quasi sicuramente me la farei sotto.
Ok, pace.
Però continuo a sostenere che la pubblicazione delle vignette non è provocazione, la maglietta di Calderoli sì, soprattutto perchè si tratta di un ministro, come ha fatto notare Brainwash.
Io dico che Calderoli ha fatto bene, anzi, benissimo.
Minerva, tu dice che gli ha dato il pretesto e questo è effettivamente palese, ma ricordati che proprio essendo un pretesto è solo una trascurabile formalità, insomma era già tutto deciso.
A questo punto sarei per mostrare davvero i muscoli, con serie prese di posizione da parte di tutti quei paesi che si sono visti invadere le proprie ambasciate.
Loro attaccano? Noi li bombardiamo. La prossima volta scommetti che non si presenta nessuno?
Il diritto internazionale deve essere rispettato, altro che loro sono fatti così e altre cazzate varie.
Se un paese non difende le ambasciate e addirittura incita al loro attacco, commette un reato gravissimo, sanzionabile anche con una dichiarazione di guerra, altro che favole di Cenerentola. Basterebbe una squadriglia di tornado a eliminare Gheddafi e gli altri signorotti che vogliono lo scontro.
Ma noi, facciamo finta di nulla e addirittura ci autoflagelliamo dando così ragione a chi dice che siamo dei dementi degni di essere eliminati.
Orlando guarda che non giustifico l'assalto. E non dico che si debba rinunciare a difendere le proprie idee. In tal caso sì che sarei contraddittoria. Le dimissioni mi paiono inevitabili anche perchè la vicenda è diventata un'arma da usare nella campagna elettorale.
Calderoli sta già usando la vicenda in funzione elettorale.
Calderoli è un irresponsabile. Non è vero che tutti i momenti sono uguali per far valere un principio. Ammesso che sia un principio quello di offendere il sentimento di qualcuno.
Innanzitutto, caro Karestia, con il cavolo che qui in Italia tutto è concesso. Prova a fare una vignetta con la Madonna che batte per strada, e pubblicala su un giornale e vedi che ti ritrovi una bella condanna. A meno che non dimostri che l'alto valore artistico della tua esepressività non era fatto per difendere i diritti delle prostitute.
Ma se lo fai solo per schernire sei accusato e condannato per vilipendio, come minimo.
Punto primo
PUnto secondo. Ogni diritto e libertà espressiva deve essere commisurato al destinatario della tua satira. E' un problema semantico. Paul Valery diceva che le regole danno le ali. La regola in questo caso è non fare una cosa che violando un sentimento profondo, non ancora laicizzato, determina un rifiuto prerazionale, pregiudiziale, in quanto si lega alla propria indentità. Non possiamo ragionare applicando la nostra libertà alla loro, non possiamo applicare, tout court, il nostro modo di avvicinare, più laicamente, l'idea di dio, a quella degli altri che non hanno ancora effettuato un lungo e doloroso processo di secolarizzazione come il nostro.
Purtroppo la globalizzazione ha accelerato drammaticamente questi tempi. ha affiancato civiltà vite, società che avevano camminato separati per migliaia di anni. Non capire questo vuol dire esporsi al rischio di tensioni gravissime e controproducenti per il processo evolutivo stesso. Ci vuole grande responsabilità in momenti come questo. quella responsabilità che Calderoli non sa nemmeno dove sta di casa. Essere ministro della Repubblica non è come parlare al bar sotto casa.
Mi pare che se c'è una cosa che non possa essere imputata a questo blog è proprio quella di essere proni verso i fondamentalisti e la pavida pacatezza nei suoi confronti da parte di certa società e delle istituzioni.
La questione Calderoli non si inserisce nel coraggio e nella libertà d'espressione bensì nella mera e stupida provocazione per di più ad opera di un rappresentante del governo e questo a mio parere è inammissibile.
Vanno difesi i blog, i quotidiani e chiunque pubblichi le vignette a scopo informativo, non chi per sberleffo e provocazione le sbandiera in una stupida prova di forza assolutamente inutile.
Difendo la diffusione di Submission che invece governo e opposizione volutamente evitano con la lodevole eccezione della Lega che è l'unica in Italia a permetterne e diffonderne il filmato, ma non posso accettare un ministro che indossa una maglietta con le vignette. Un conto è parlarne e farle conoscere, un altro provocare.
Libero di farlo da cittadino comune, anche se la provocazione mi urta, è un gne gne idiota che a nulla serve, ma non è più libero di farlo come rappresentante delle istituzioni. C'è modo e modo, argomento ed argomento, scopo e scopo.
Se diffondere Submission ha un senso informativo, sociale, divulgativo, dibattimentale, le vignette hanno dignità di esistenza e pubblicazione ma non di sberleffo.
Se Calderoli avesse difeso la loro pubblicazione pubblicamente avrebbe reso un servizio a quei cittadini che nonsi sono sentiti, io tra questi, rappresentati dal governo e dall'opposizione che con toni paviducci hanno riempito di se e di ma le loro esternazioni; nel momento in cui esibisce i muscoli inutilmente si pone allo stesso livello di quegli invasati e tradisce le intenzioni di chi appunto prende le distanze dai pavidi e dagli inginocchiati ma contemporaneamente dai fondamentalisti.
Personalmente non sento alcuna responsabilità circa i disordini in Libia, rimane fermo il concetto che le vignette sono un pretesto e se loro sono invasati sono affaracci loro, si curino, vadano al diavolo; questo non toglie che un ministro del mio Paese debba saper comportarsi e scegliere con oculatezza le forme di difesa delle nostre libertà.
Perchè la distinzione fra noi e loro non è come dice Leo quella di assoggettarci ai loro diktat da sharia, ma quello di proporre e difendere la nostra libertà con fermezza e senza la cornice di peti e rutti.
Calderoli ha tutto il diritto di andare in giro con la maglietta delle vignette come un ultras qualunque, non di farlo come rappresentante delle istituzioni cui spetta il compito di difendere le nostre libertà ma non di strumentalizzare e provocare.
è vero, è vero, i partigiani colpivano solo obiettivi militari, come i trentatre riservisti di via Rasella, e poco conta che morì anche qualche civile, tra cui un bambino di 12 anni (e i partigiani lo avevano visto benissimo ma fecero detonare la bomba lo stesso). E quale obiettivo militare era più militare di Giovanni gentile?
Rolli, la lega è così e io non ho detto altro che questo.
Hanno sempre esagerato nei toni da stadio, ruttando e urlando a più non posso in diverse circostanze e per me l'uscita di Calderoli è degna di questo partito.
Io penso che l'Italia non debba nè chiedere scusa, nè obbligare Calderoli a dimettersi visto che non lo ha mai fatto prima.
Calderoli ha messo in condizione l'Italia di ricevere una richiesta di scuse ed è scandaloso.
Certo, la Lega è nota per i toni e i modi ma quando vai al governo il sistema deve cambiare, altrimenti fuori.
Maroni e Castelli sono della Lega ma non vanno a ruttare qua e là e non per questo hanno abdicato al loro ruolo di denuncia anche forte.
Calderoli se ne deve andare perchè ha offerto volutamente il pretesto alla Libia di ricattarci e agli islamici di proseguire la loro protesta violenta, falsa e strumentale. Non è degno di rappresentare il Paese.
Calderoli con il suo numerino
ha confermato per l ennesima volta di avere la testa piena di stoppia ,e di essere il degno rappresentante della massa di agricoli e bifolchi che lo vota abitualmente
Ovvero gente che nel perfetto stile della Lega Bifolca deve levarsi le scarpe per riscire a contare fino a 20 e che per la quale il 21 diventa un dramma
Quindi non stupitevi che per i bifolchi della lega bifolca ..faccia da Porkaro Calderoli
sia uno con le palle
Onesti che altro ci si puo aspettare da gente che ha fango al posto del cervello e che tuttora sola a vederla puzza di vacca ,,,in perfetto stile Lega Bifolca Nord
E' vero che la Lega fa caciara. E' anche vero che, votata da un popolo forse, ma molto forse, meno raffinato di chi vota una Luxuria e il suo amico con l'erre moscia (lui sì, che è molto chic), dice spesso delle cose giustissime, senza infarcirle di politichese, di distinguo, di andreottismo..S'è messo una maglietta con le vignette: ok, non è elegante. Però decidiamoci: o si difende il nostro diritto di libertà di pensiero, o decidiamo di fare una bella realpolitik. Magari vendendo qualche autoblindo all'Iran, così, perchè ci vogliano più bene.
intervento presa dal blog rosapurpurea :
Populismo F.C.
L'ultima uscita di Calderoli è soltanto l'ennesima dimostrazione di un gesto tecnico di tanti campioni che la squadra "Populismo F.C." del presidente Ilvio ha la possibilità di vantare, grazie anche al rapporto che essa ha con il vivaio "Lega Nord A.C." da cui Calderoli provenie. Squadra ligia, quella di Calderoli e di Ilvio, alla filosofia del calcio populista.
Nato in Russia nel XiX secolo il calcio populista esprime la sua essenza nel motto: giocare un calcio che sia espressione dei sentimenti, delle idee dei pensieri più diretti del popolo calcistico. Il calcio populista individua la sua filosofia di gioco in uno schema e in gesti tecnici del singolo che sono fini a se stessi, che siano ciò che il tifoso sente, desidera, pensa. Gli schemi da adottare, all'interno dei quali i singoli componenti della squadra devono muoversi, devono rifarsi a ciò che effettivamente il tifoso vuole o si pensi egli voglia. Se la corrente di pensiero dagli spalti è quella del risultato, lo schema di gioco sarà impostato sulla vittoria; se il tifoso ha o si presume abbia tendenze a desiderare un gioco fatto di falli tattici, di contenimento dell'avversario, i giocatori dovranno adattarsi a questo tipo di gioco, dovranno esprimere questo tipo di calcio desiderato o voluto dal tifoso. In molti casi il calcio populista esprime un calcio fine a se stesso, che non si imposta sulla situazione di fatto o sul gioco dell'altra squadra. E' un gioco in cui gli schemi e i gesti tecnici solo finalizzati a se stessi, non al gioco, poichè il fine stesso degli schemi e dei gesti è semplicemente quello di riflettere il sentimento del tifoso o di far ammirare al tifoso un gioco che è quello che vorrebbe realizzato.
L'ignaro tifoso si ritrova senza volerlo ad ammirare uno schema di gioco e dei gesti tecnici che sono espressione di quello che sarebbe il suo schema di gioco e il gesto tecnico che inconsciamente vorrebbe mettere in pratica. Ma che le stesse regole del gioco o la situazione in campo non permetterebbero si realizzasse.
Fuor di metafora. Il pericolo insito nel populismo è proprio quello di provocare, in chi ascolta frasi pregene di populismo o ammire gesti palesemente populisti, una inconscia accettazione delle stesse o nel peggiore dei casi di mettere in risalto quella che sarebbe la soluzione anche solo immaginata dal cittadino.
Le frasi o i gesti populisti sono tentenzialmente finalizzate ad esprimere quello che il popolo inconsciamente o, in casi estremi, farebbe realmente se non ci fossero alcuni vincoli psicologici e di "civiltà" che lo canalizzano verso soluzioni più razionali.
Chi non ha pensato anche inconsciamente che effettivamente l'unica soluzione contro i terroristi sarebbe effettivamente quella di sterminarli? Chi non ha avuto l'idea o pensato pregiudizialmente che effettivamente chi stupra merita la castrazione chimica senza "se e senza ma?"....e mi limito solamente a questi esempi. Il populista nella sua versione più gretta e grezza si insinua sopratutto all'interno delle pieghe del "vorrei che fosse così ma razionalmente non può essere". Il populista tende a richiamare e a farsi portatore di idee e sentimenti che hanno una componente prerazionale, che vivono nell'impulsività e nell'aggressività proprie dell'animale uomo. Il populista gioca sul fatto che pregiudizialmente c'è una componente irrazionale che ci fa pensare agli ebrei o ai cinesi con un moto di razzismo (quante volte usiamo senza pensarci la frase "Sei proprio un ebreo" in senso dispregiativo e inconsapevolmente!), ai musulmani come a un popolo inferiore, ai siciliani, come me, quali una massa di terrori, ai Piementosi come un branco di polentoni.....e cos' via. Il populismo è un sistema di "strozzatura" del sentimento popolare che ha come risultato lo spremere il succo di tutte queste componenti istintive.
L'ultimo gesto tecnico della punta Calderoli meriterebbe un otto nelle pagelle di Ziliani perchè pura espressione del calcio populista a cui l' "Associazione Calcistica Populismo" e il vivaio da cui Calderoli proviene, la Lega Nord F.C., si rifanno.
Il campione come è noto si vede dal modo in cui risolve le partite difficili, quelle dove soltanto il colpo di genio del singolo può dire la sua e sbrogliare la matassa. Alcuni colpi di genio e di gesti tecnici di Calderoli sono:
«Con i terroristi non si tratta, i terroristi si eliminano. Per ogni giorno di prigionia dei nostri connazionali, 1000 islamici provenienti dai cosiddetti paesi canaglia siano sbattuti fuori e rimandati a casa». (Gara preliminare della Coppa Iraq: Italiani sequestrati Vs Terroristi)
> (commento tecnico di Calderoli durante la partita Stupratori Vs. Vittime).
Senza troppi fronzoli, richiami stilistici e poetici vari. Calderoli non è un uomo qualunque che va ad esprimere un qualunque parere in una qualunque trasmissione. E',era, un ministro ex vicepremier per giunta; è,era, un rappresentante del governo italiano. Ogni volta che un ministro appare e parla lo fa rappresentanto me, mia nonna rincoglionita che non capisce poi tanto di quello che succede, mio cugino di 2 anni. Un ministro del governo rappresenta l'Italia o quello che dovrebbe essere l'Italia. Non si chiede tanto ad un ministro, si chiede semplicemente che egli abbia, in quanto rappresentante del governo italiano e quindi anche dell'Italia, un certo contengno, forse una limitazione a ciò che deve o non deve fare dettata solamente dalla posizione istituzionale che riveste. Si chiede, se davvero vuole esprimere o dimostrare con un gesto ciò che pensa, non solo come ministro ma come cittadino, che lo faccia in una maniera altamente rispettosa del ruolo che ricopre. Da comune cittadino un ministro può fare quello che vuole e dire quello che vuole, ma ciò che farà e che dirà ricadrà anche direttamente sul fatto che egli è un ministro. Non si tratta qui di demonizzare sino ai limiti o di assolvere quello che Calderoli ha detto o ha fatto. QUi si tratta, come sempre, di una questione di savoir faire e di eleganza, si tratta non tanto di esprimere o meno un'opinione che giusta o sbagliata va è diritto esprimere. Ma che non lo si faccia in un contesto in cui non è possibile o è pernicioso distinguere fra carica pubblica e privato cittadino.
Buon Campionato a tutti.
Per Ventomare:
Su Calderoli sono d'accordo ma guarda che le tensioni gravissime ci sono già senza bisogno delle caricature. Mai sentito parlare dell'aumento vertiginoso dell'antisemitismo di origine islamica nei paesi europei con importanti comunità musulmana più anziane e consistenti di quella italiana?
Mai sentito parlare delle tensioni tra islamici e omosessuali in Olanda e Germania?
Il fatto che in un paese come la Danimarca (ma anche l'olanda) abbia avuto e continua ad avere successo un partito di estrema destra contro l'immigrazione e abbia il sostegno di classi tradizionalmente di sinistra la dice lunga sui conflitti che già ci sono in atto.
D'accordo. Ma queste reazioni fanatiche sono veramente insopportabili. Anzi intollerabili (il Ministro è un fesso senza scusanti, chiaro).
Condivido in buona sostanza le opinioni di chi ha semplicemente fatto notare che l'ormai ex ministro Calderoli ha compiuto un gesto che può essere interpretato come un'infantile provocazione e non certo come un'affermazione della libertà di espressione. Non è in tal modo che si contribuisce alla ''causa dell'Occidente''. Non è in questo modo che si denuncia l'arroganza e la pericolosità dell'Islam militante più radicale. Non è in questo modo che si denuncia la debolezza dei governi europei nei confronti dell'Islam , o meglio di coloro che si nascondono dietro l'Islam per fomentare una battaglia tutta ideologica e farneticante contro l'Occidente.
Mi spiace , anche perchè Calderoli personalmente mi è simpatico, ma questa volta ha commesso a parer mio un errore troppo stupido, troppo puerile. Come ministro non può permettersi queste uscite folkloristiche.
Possibile che non abbia pensato alle possibili conseguenze, di tutti quei lavoratori italiani nei paesi d'influenza musulmana?
In quanto ai morti negli scontri, beh, quello no! Assolutamente non mi sentirei di considerare Calderoli responsabile...responsabile è il regime (e nel contesto 'islamico' possiamo purtroppo collocarlo tra i 'meno peggio' ) dittatoriale libico.
Troppo facile per ragioni di convenienza elettorale, politica, o commerciale, accusare Calderoli della repressione sanguinaria di ieri.
...ma poi questa maglietta Calderoli l'ha sfoggiata o no? Non ho ancora visto nessuna foto, nessun servizio dove Calderoli mostri in pubblico questa T-shirt. Ci ha provato da Mimun ma gli è stato impedito di farlo, almeno così mi pare...
..Se così fosse, se Calderoli non avesse mai mostrato in pubblico quella maglietta ma avesse solo dichiarato di indossarla il senso della sua provocazione non cambierebbe, ma questa 'sottigliezza' tra affermare e ostentare non sarebbe dovuta passare inosservata agli alleati di governo.
... ma in definitiva forse il danno maggiore per il nostro paese è stato quello di lanciare un segnale di debolezza (uno dei tanti) molto grave verso il 'mondo musulmano' italiano e straniero. Abbiamo in buona sostanza creato un precedente, abbiamo permesso ancor prima che ciò venisse chiesto dalle 'autorità musulmane' che un nostro ministro venisse destituito o costretto a farlo per compiacere il 'profeta' e i suoi seguaci. Abbiamo fatto credere a costoro che possono condizionare la vita politica di un paese sovrano laico e indipendente...e a quanto sembra è andata pressappoco in questo modo.
L'antisemitismo, Sing, non è solo di origine islamica. In Europa da decenni ci sono movimenti che negano l'olocausto e revisionismi di ogni tipo. Oltre quelli di destra, alcuni anche della sinistra estrema.
Per quanto riguarda gli omosessuali ti raccomando la lega, le delicatezze sui culattoni di tremaglia e le figuracce di Buttiglione davanti alla commissione europea.
In ogni caso chi ha più saggezza la usa. Un conto sono gli estremismi da combattere o le illegalità, un conto sono le offese gratuite all'islam come religione. Se c'è da creare un clima di convivenza civile, se c'è da favorire la coscienza democratica di queste popolazioni, non mi sembra il modo migliore per farlo. Che dici?
Questi atteggiamenti c'entrano poco con la libertà vera di espressione, secondo me entrano molto di più con la presa a pretesto per mostrare disprezzo verso un modo di essere e verso delle persone, in fondo razzista.
Per Ventomare:
Scusa ma chi ha mai detto che l'antisemitismo e l'omofobia siano solo di origine islamica?
Mi sembra di aver detto che sono d'accordo con quello che è stato detto contro Calderoli.
Semplicemente gli atti antisemiti più violenti in Europa sono adesso commessi dagli islamici nella maggiora parte dei casi. Stesso discorso per le aggressioni contro i gay in Olanda che sono praticamente tutte commesse da islamici.
Quindi come vedi anche senza le vignette costruire la convivenza civile è molto difficile.
Sono perfettamente d'accordo con te Rolli su quanto affermi in modo obbiettivo su questo dibattutissimo argomento. In proposito ho scritto un post sulla questione Calderoli, un gesto irresponsabile soprattutto da parte di chi ricopre una carica istituzionale, che impone certamente comportamenti più consoni al proprio ruolo.
e, con le statue di Budda distrutte in Afganistan dalle artiglierie talebane, come la mettiamo?
non vi rendete conto che in tutto il mondo questi musulmani rompono le scatole agli altri uccidendo, distruggendo e quando possono prevaricando e offendendo gli altri.
Nigeria, filippine, turchia, india, europa, indonesia, america, africa: non c'è un posto che si salva. Sono sicuramente guidati (e con grande facilità),saranno forse pochi (e io non lo credo), sarannoanche fanatici (sicuramente), ma costituiscono un problema, e l'arrendevolezza non lo risolve di certo. Anzi lo aggrava. Mettiamoci bene in testa che quelli che guidano la canea, vogliono lo SCONTRO. Quindi tanti bei discorsi che "bisogna capirli" non servono a niente perchè la loro suscettibilitè NON è parte del problema
Sicuramente dobbiamo difendere quello in cui crediamo, a cui la nostra evoluzione sociale e intellettuale ci ha portato.
Calderoli si è espresso in modo rozzo, ma per ribadire le sue e le nostre libertà.
ONORE AL KAMIKAZE PADANO di VITTORIO FELTRI
Sono d'accordo, Calderoli effettivamente difende le nostre libertà e certo ha più coraggio di altri politici balbettanti. Il punto è che un ministro del governo la fermezza può dimostrarla in modi più seri e consoni al suo ruolo. Scegliere la strada della provocazione alla D'Erme (sottolineando che a lui preferisco 100 Calderoli) significa annullare l'efficacia della propria battaglia e della sacrosanta protesta, perchè è ovvi oche un governo serio non può e non deve scendere nel campo delle provocazioni e dello scontro inutile.
Una cosa è la ferma difesa delle libertà e un'altra la provocazione da bar.
Ammetto però che il comportamento del governo e le esternazioni di Gheddafi jr mi stanno facendo pentire della posizione assunta
Se vuoi lo pubblico l'articolo di Feltri :)
(OT - come stai?)
Orapronobis ha detto: Calderoli si è espresso in modo rozzo, ma per ribadire le sue e le nostre libertà.
Risposta: Bentornato populismo, è tanto che non ci vedevamo....tanto?
Abbiamo un problema serio e pericoloso davanti è tutto quello che ci offrono politici, intellettuali e compagnia bella è e sempre sarà del buono e sano populismo, magari con sopra una bella spalmata di nutella.
Ciao Rolli,
Calderoli difende la nostra libertà? Così?!? Fra un po' la proteggeranno anche Borghezio e Tremaglia, per non dire di Alternativa Sociale...
Sai che sulla faccenda la penso come te, penso fra l'altro che sta succedendo quello che molti prevedevano, a cominciare dalla Fallaci (che non mi sta simpatica) e Ferrara: che a forza di negare ci ritroviamo la guerra in casa. La colpa è in gran parte della sinistra che si è dimenticata chi è e si schiera dalla parte della viltà e della tirannide lasciando la bandiera della libertà alla destra peggiore.
Siamo dentro a una guerra a bassa intensità, che si combatte sui molti fronti delle banlieues e delle ambasciate, una guerra in cui l'islamismo si salda, come simboleggiato dalla vicenda delle nuove Br, al ribellismo endemico e/o antagonismo metropolitano, che prima dà man forte ai devastatori e poi scende in piazza a bruciare bandiere americane e grida quel che grida.
Calderoli però non è così demente da non capire quel che faceva e sono convinto che a lui delle conseguenze delle sue cazzate gliene freghi assai meno della campagna elettorale, il che la dice lunga sulla responsabilità di questa classe di governo tutta.
OT: Sto bene grazie. Un po' affannato dal lavoro e soprattutto avvilito dalla campagna elettorale. Aspetto che passi 'a nuttata...
Return, infatti non avrei mai voluto essere costretta a riconoscere alla Lega la difesa della nostra libertà, ma come vedi di fatto è l'unica che ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.
Colpa della sinistra, sono d'accordo, ma hai visto che schifo questo governo che non ha il coraggio di dire "ba" in proposito?
Ieri ci hanno distrutto l'ambasciata in Libia mentre Fini si reca in moschea a Roma; Calderoli indossa la maglietta e Silvietto dice pubblicamente che prende le distanza. Poi lo dimette, di fatto, e non gli viene in mente che avrebbe dovuto richiamarlo all'ordine per mezzo di Bossi, onde evitare appunto dimissioni (certo, a questo punto dovute) che risultano come un inginocchiamento alla mecca e ai fanatici. Una vergogna.
Siamo al ridicolo...ma quale stato estero sarebbe stato offeso?
"...SATIRA-ISLAM: CALDEROLI INDAGATO A ROMA
L'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli e' stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Roma per i reati di "Offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose" (art. 404 cp) e di "Delitti contro i culti ammessi nello Stato" (art. 406 cp). L'iscrizione e' successiva alla segnalazione, avvenuta sabato, di un articolo di stampa.
L'indagine e' affidata al pm Roberto Cucchiari. Al vaglio dello stesso magistrato anche la denuncia presentata dall'avvocato Tommaso Mancini per il reato di "atti ostili verso uno Stato estero che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra".