Mi ero quasi dimenticata la politica filoaraba e filopalestinese dei governi precedenti, ma stasera D'Alema a Matrix me l'ha fatta tornare in mente di colpo, tutta, come in un film dell'orrore, mentre spiegava che il terrorismo arabo è conseguenza dell'Occidente cattivo così come lo è la vittoria di Hamas in Palestina, mentre Israele si annette territori e non cerca la pace.
Però, quanto all'annettere, annettono.
Israele pianifica de facto l'annessione di altra terra palestinese
Un articolo di Ahmad Jaradat, giornalista, membro dell'AIC.
Nonostante la decisione della Corte Suprema Israeliana che ordina all'esercito di arretrare il muro di separazione nella regione collinare di Hebron a ridosso della Green Line, Israele continua a trovare nuovi modi per espropriare terra palestinese.
Traduzione di Dario Flores D'Arcais (Casco Bianco in Israele/Palestina)
Fonte: Caschi Bianchi Apg23 - 17 gennaio 2006
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno recentemente emanato una serie di ordini militari che prevedono la costruzione di una barriera di 25 km a sud di Hebron, apparentemente per proteggere una strada destinata ai soli coloni. La barriera, che dovrebbe correre parallela a sud della maggior parte dei villaggi della Cisgiordania, penetrerà profondamente in territorio palestinese, in alcuni punti fino 2.5 km oltre la Green Line. Se costruita, la barriera includerà le colonie di Shirn`a, Shani Lifnah, Susya, Ma'on e Carmeal oltre i piccoli avamposti di Beitna Amarin, Daria, Nof Neshar e Avigayl. Il progetto, che prevede un'annessione di circa 8000 ettari di terreno palestinese, creerà di fatto una continuità territoriale tra le suddette colonie e il territorio dello stato israeliano. Secondo Abu Hadi Hantash, ingegnere ed esperto del Comitato per la Difesa della Terra Palestinese, la barriera consentirà ad Israele di "erodere ulteriormente i confini del 1967 e creare spazio per la crescita di nuove colonie".
Hebron: storia di un esproprio territoriale
Nonostante l'IDF dipinga la costruzione della barriera come una misura preventiva, in risposta ai recenti episodi di violenza, il fondamento economico e politico di tale azione risale al 1967. In seguito all'occupazione della Cisgiordania, durante la guerra del 1967, Israele ha ufficialmente rivendicato l'area come Proprietà di Stato, costruendo di conseguenza basi militari e campi di addestramento. Per i contadini palestinesi, che già dovevano fare i conti con una terra tutt'altro che fertile, ciò ha rappresentato un'ulteriore terribile dazio. Il paesaggio rurale delle colline a sud di Hebron è roccioso e poco adatto ad uno sviluppo agricolo. I residenti palestinesi hanno tradizionalmente allevato pecore e capre lungo i desolati pascoli generalmente dislocati nella regione dei burroni, o "wadis". Con l'insediamento di nuove infrastrutture militari israeliane, l'IDF ha aggravato ulteriormente una situazione già difficile.
L'esercito ha incrementato la difficoltà di queste nuove condizioni attraverso un programma di "trasferimento silenzioso". Dal 1967 al 1999 il governo ha perseguito una doppia politica di insediamenti illegali e un'espulsione mirata di piccole comunità palestinesi, abitanti l'area dov'è pianificata de facto l'annessione. Queste azione hanno richiamato l'attenzione pubblica solo dopo il 1999, quando l'IDF ha effettuato il primo grande trasferimento di popolazione su larga scala. Durante l'evacuazione, l'esercito ha espulso dall'area circa 750 palestinesi in 12 diverse località. L'intensa copertura mediatica dell'evento e il conseguente sdegno pubblico, hanno accelerato un'azione legale. Nel 2000 la Corte Suprema Israeliana ha ordinato all'esercito di cessare la politica di espulsione e di permettere alle comunità allontanate di tornare alle proprie case. I militari, tuttavia, non hanno mai pienamente accettato i dettati della Corte e i residenti delle colline a sud di Hebron sono saltuariamente soggetti all'espulsione e all'esproprio di terreni.
Dal 1999 i coloni israeliani si sono ampiamente insediati laddove l'esercito si era ufficialmente ritirato. La più grande regione di Hebron è anche la dimora dei coloni più belligeranti e dogmatici, che rimangono ardentemente attaccati all'idea di colonizzare la totalità dei Territori Palestinesi Occupati. Questi coloni radicali hanno continuamente attaccato e terrorizzato i residenti palestinesi dell'area, forzando, in alcuni casi, intere comunità ad abbandonare le proprie abitazioni. Quando la violenza dei coloni è ricambiata, l'esercito israeliano spesso prende drastiche misure ai danni della popolazione palestinese. I recenti incidenti di violenza contro i coloni a sud di Hebron hanno consentito all'IDF di prendere drastici provvedimenti non contro gli autori materiali degli attacchi, ma contro l'interra popolazione palestinese della regione. In questo senso la barriera può essere vista allo stesso tempo come un'annessione de facto dei terreni e una punizione collettiva dei palestinesi.
Dietro la maschera della "sicurezza"
Data la storia dei tentativi israeliani di prendere il controllo della regione e la conseguente clausura alla quale è costretta la popolazione palestinese - attraverso cui Israele raggiungerebbe i suoi storici obiettivi di controllo della zona - appare assurdo che la proposta per la costruzione della barriera venga spiegata unicamente come risposta e episodi isolati di violenza. Secondo studi condotti nel 2002 dal Nuovo Fondo Israeliano, il Comitato Israeliano Contro la Demolizione delle Case e l'Alternative Information Center, il governo israeliano è impaziente di rendere quest'area libera dagli arabi e per fare ciò è determinato ad espellere tutti quei palestinesi che risiedono nei piccoli villaggi della regione. "Vista nel suo contesto storico personale, il progetto della barriera appare più come un'estensione dell'attuale processo politico di espropriazione della terra che una risposta ai recenti problemi di sicurezza.
Note:
AIC - Alternative Information Center
Organizzazione Non Governativa israelo-palestinese
http://www.alternativenews.org
Sì Olden, mi concederai di prendere con enorme beneficio d'inventario i D'Erme del Medio Oriente? La storiella degli israeliani che vogliono ripulire la palestina dagli arabi ed espellere i palestinesi, mi ricorda i film che sto vedendo in queste sere. Presente quelli che rammentano cosa accadde in Germania? Ecco.
Sta di fatto, cara Rolli, che se io venissi a costruirti un muro in casa tua, dicendo che è solo per motivi di sicurezza, tu ti incazzeresti non poco.
Olden, in astratto hai ragione (riguardo il tuo commento qui sopra), ma hai dimenticato due particolari:
1) Gli attacchi kamikaze, dalla costruzione della barriera difensiva, sono calati di oltre il 90 per cento;
2) Israele, pur essendo un paese assediato ed in guerra dal giorno della sua fondazione, resta una democrazia ed uno stato di diritto, come dimostrano i pronunciamenti della Corte Suprema, che ha ordinato di modificare il tracciato della barriera difensiva per tutelare le proprietà palestinesi.
A (s)proposito, invito caldamente a vedere Munich di Spielberg.
Che ne hai pensato, Sciacallo?
Premesso che io contro Israele e gli ebrei non ho proprio nulla, come se ne esce?
ipotesi a: si annullano le elezioni palestinesi
ipotesi b: si convalidano le elezioni e si annullano tutti i palestinesi che hanno votato hamas
ipotesi c: si annullano tutti i palestinesi tout court.
ipotesi d: si stabilisce che la democrazia non centra con le elezioni (cosa abbastanza ovvia), ma la democrazia esiste solo se non va in conflitto con gli interessi occidentali.
ipotesi e: chi se ne frega della democrazia, qui conta solo il nostro culo e chi lo mette in pericolo va eliminato
Giancarlo, esisterebbe in realtà un'ulteriore alternativa. Accettare l'esito delle elezioni ed iniziare a discutere con l'ala politica di hamas, consolidando il suo ruolo politico di forza di governo che dovrebbe in questo modo crearsi una serie di alleanze "legittime" nel consesso internazionale svincolandosi quindi dall'ala dura. Nello stesso tempo reprimere, con gli apparati di sicurezza, i balordi dell'ala terroristica militante. Insomma quanto è stato fatto con i balordi dell'ira ed i balordi dello sinn fein. Sempre di balordi si tratta, ma è opportuno trovare una sponda politica per non far precipitare tutto il movimento in caos. Questa tesi è avvalorata dai risultati ottenuti nell'Ulster. Vi sarebbe un momento in cui l'ala politica, per non perdere i vantaggi(anche personali) che deriverebbero dal negoziato, si troverebbe nella necessità di controllare dall'interno i balordi più balordi, pena la sconfessione di hamas. Vista da un certo punto di vista questa potrebbe essere anche una grande opportunità per l'occidente(sempre che sappia gestirla). In effetti se avesse vinto un partito moderato, con molta probabilità, vi sarebbe stata l'ulteriore escalation nei gruppi estremisti, contro il governo ed al loro interno. Ripeto, non tutto il male vien per nuocere. Bisogna però saperne cogliere le opportunità.
It's Democracy, stupid!
Come fanno a svincolarsi dall'ala dura, se non ne esiste in Hamas una moderata?
Giancarlo, io credo che la democrazia debba certamente coincidere con gli interessi degli stati democratici. Se in Italia vincessero le elezioni le Brigate Rosse magari unite al partito islamico, pensi davvero che si possa stare a guardare? Magari mentre cerchiamo di distruggere l'Austria?
Quindi, se Hamas riconoscerà Israele bene, altrimenti se intende portare avanti una politica terrorista che ovviamente coinvolge Israele si dovrà intervenire
Rolli anche tra i balordi dell'ira non c'era alcuna ala moderata. Lo sinn fein nasce dall'ira e, per quanto composto dai più grandi pezzi di merda circolanti sul suolo dell'Ulster, è stato la leva o, se vuoi, il pretesto politico, per cercare di marginalizzare le più gran teste di cazzo. Da allora infatti nacquero alcune schegge impazzite quali la rira o l'inla. Ma senza più alcun supporto politico, ergo furono delegittimate. E comunque sarà questa la strada che intraprenderà l'occidente anche se qualcuno sbraita che con i terroristi non si tratta. Tratteranno, eccome se lo faranno. Magari con una mano sola(tenedosi l'altra libera per altre azioni), ma cercheranno questo tipo di soluzione. Anche se il bushino si agita per compiacere chi gli da l'appoggio ideologico. Si chiama Realpolitik
Rolli, come se ne esce?
Per inciso se l'Italia decidesse di distruggere l'Austria finirebbe che gli austriaci ci fanno un culo tanto. Lo stesso credo capiterebbe (probabilmente capiterà) ai palestinesi con Israele.
Io sarò un ingenuo , ma credo che abbia ragione la Bonino che sostiene che se gli stati occidentali, e segnatamente l'unione europea, non faranno come al solito i giochini di prestigio guardando al proprio interesse, Hamas ha una sola via d'uscita: far star bene il proprio popolo. Poi la storia è piena di pazzi suicidi che se ne fregano della logica: è già successo e succederà di nuovo, ma io di alternative non ne vedo. Se tu o qualcun altro ne avete ben vengano, altrimenti torniamo alle mie ipotesi.
E tante grazie:"se gli altri stai e la ue non faranno giochini di prestigio"
Sono d'accordo, ma il punto è che i giochini li faranno eccome, con certezza la ue e gli stati appartenenti
La Realpolitik ha fatto disastri enormi, e ne abbiamo un ampio quadro in Medio Oriente, Leonida
Mi auguro che non accada come dici tu perchè significherà come al solito abbandonare Israele, con la differenza che questa volta gli Usa e il governo israeliano non staranno dietro le porcherie onu e ue, e risolveranno a modo loro, se necessario
Rolli, ma ti sembra che Israele verrebbe abbandonato? Sarebbe come tagliarsi i gioielli di famiglia. No, ciò che dico è che, alla fine e dopo i soliti sbraitamenti, sarà necessario fare di necessità virtù per noi, come per hamas(se vuole governare). E vedrai che andrà così, ripeto la situazione è analoga a quella dell'Ulster. Quanto al fatto che gli usa "risolveranno le cose a modo loro" mi auguro che stavolta si tengano le mani in tasca chè di casini ne hanno già creati abbastanza non certo per colpa della realpolitik, quanto per l'imbecillaggine di chi siede alla casa bianca
Io voglio sperare che abbia ragione Ottolenghi. Hamas, schermandosi con Fatah al governo, poteva far finta di aver una parte politica "moderata" (ottenendo appoggio dall'occidente) e proseguire il suo fine di eliminare Israele con il terrorismo. Una volta al governo la maschera cadrà inevitabilmente. Se vorrà governare bene dovrà negare la sua stessa ragion d'essere. Se rimarrà fedele a sé stessa e attaccherà Israele come governo palestinese, per l'occidente sarà molto più complicato non intervenire. Probabilmente ha ragione chi sostiene che questa situazione rientra nelle previsioni di Sharon.
"sé stesso"
Non vorrei sbagliare, ma chi avanza l'ipotesi che tutto ciò rientrasse nel disegno di Sharon lo intende in modo negativo e cioè: Sharon ha fatto in modo di esasperare i palestinesi affinchè votassero Hamas e avere così via libera, nel momento in cui i terroristi fossero andati al potere, per fare tabula rasa dei palestinesi.
A mio modo di vedere invece Sharon ha compreso perfettamente che con un Europa e un'Onu del genere i palestinesi avrebbero continuato more solito e quindi il muro rientra in una politica fai da te: io mi difendo, voi (palestinesi) da adesso fate come caxxo vi pare, e man mano senza nemmeno più il mio aiuto economico, così si vede quanto siete bravi a gestirvi. Quando e se mi colpirete risponderò massicciamente e punto.
Io ovviamente lo intendo in un altro senso. Per Hamas era più comodo stare all'opposizione rafforzato da un alto numero di voti, che le avrebbero consentito di influenzare il governo palestinese e di continuare l'azione terroristica. Con il solito gioco dello scaricabarile.
Ma stando al governo Hamas dovrà prendere posizione su molte cose, a partire dalla Road map. Se attaccherà Israele lo farà come governo palestinese e a quel punto sarà difficile conservare l'appoggio e i finanziamenti occidentali. Poi è certo possibile che questa tesi venga smentita dai fatti.
Sta di fatto, cara Rolli, che se io venissi a costruirti un muro in casa tua, dicendo che è solo per motivi di sicurezza, tu ti incazzeresti non poco.
Brrr... non ditele queste cose, neanche per sogno. Qui s'incazzano a morte.
C'è molta gente che si ostina a non voler capire che il muro la barriera difensiva è stata costruita su territorio palestinese, non israeliano. E dire che è molto semplice. Se uno vuole costruire un muro nel suo giardino, padronissimo. Se gli attentati diminuiscono, tanto meglio. Ma perché costruirlo sulla terra altrui? Se non è un furto, come lo definiamo? Ci sono persino sentenze israeliane che considerano illegale certi tratti del muro.
E Monaco è un bel film, indubbiamente.
Uno tra i film più difficili ma meglio riusciti di quel geniaccio di Spielberg, Griso. Ti emoziona come un romanzone, ti avvince come un film d'azione, ti mette in ansia come un thriller, ti scombussola come un ricostruzione politica.
E' un film sodo, molto concreto, recitato magnificamente - perfino da quel salsicciotto di Eric Bana - con sequenze shock.
Al netto degli infiniti messaggi politico-sociali (espliciti e soprattutto impliciti, tipo lo sfondo del dialogo finale) mi è sembrato la summa di tutta la poetica di Spielberg.
Cerulea, sono in sintonia con il tuo pensiero(infatti in pianura c'è stata la più gran nevicata degli ultimi 20 anni). E' quello che cercavo maldestramente di dire. Hamas, adesso, deve mettere le carte in tavola. Ed in caso di rilancio, rischia di far pagare molto caro al suo popolo il possibile "vedo".
Se venissero a mettere un muro a casa mia mentre io mando sciami di terroristi a farsi esplodere tra la gente di casa tua, capisci che è pure faticoso far passare per buona la mia incazzatura, no? Per le persone normali, intendo..
Laddove il muro è stato giudicato illegale in determinati tratti dalla corte israeliana, si è posto rimedio. In compenso non ho ancora visto un tribunale palestinese dichiarare terroristi i kamikaze. A dire il vero nemmeno l'Europa e l'Onu dichiarare gli atti dei kamikaze palestinesi crimini contro l'umanità. Direi che il muro ha ben d'onde.
Acci....Rolli, mi hai anticipato di mezz'ora. Era proprio quello che volevo dire io.
Come si fa a fare una affermazione di questo tipo? Isolo un terrorista con un muro: lui si incazza, embè? Comincia a dimostrarmi che hai smesso di fare il terrorista, e io, con molta calma, ti faccio uscire dal muro. Il terrorista sei tu, non io. Intanto ti chiudo dentro. Diverso sarebbe se io fossi un bravo diavolo: allora se uno mi tira su il muro ho tutto il diritto di incazzarmi.
Citare questa storia della condanna fatta dai tribunali israeliani è la solita tecnica dissmulatoria. Trita e ritrita.
In realtà invece di condannare Israele per le decisioni dei tribunali, lo si dovrebbe apprezzare.
Il fatto che in tribunale si sia messo contro le autorità del suo paese è una prova di civiltà, dalla quale i palestinesi, tutti, dovrebbero imparare. Una prova di come dovrebbe funzionare uno stato democratico nel quale c'è un "checks and balance" tra i diversi poteri dello stato.
E soprattutto il fatto che si sia posto rimedio. Il tribunale decide, lo stato esegue, nel massimo rispetto.
Se il muro fosse l'unico dei problemi, il problema non sarebbe un problema.
Viva il muro!
Qui il problema è uno: i soldi che la UE ha sempre dato ai Palestinesi. Già ai tempi di Arafat si sapeva benissimo che non venivano cero usati per accrescere il benessere del popolo, ma in larga parte per acquistare armi. Ora se ne ha la certezza piena. Bush, che a differenza di quel che dice Leonida è persona seria, in due parole e non in cinquanta comunicati del cazzo come usa in Europa ha detto chiaramente che se Hamas non disarma e non abiura il suo massimo ideale, cioè la cancellazione di Israele, si può scordare i dollari. Sperare che gente che esulta e si esalta per dei kamikaze di merda capisca altri argomenti è, sono gentile, infantile.
Non ho visto il film di Spielberg, e non so se lo farò, ma in compenso ne ho letto parecchi pareri e recensioni. Mi pare che quelli a cui sicuramente non è piaciuto siano gli Israeliani i quali, al contrario di quello che un liberal americano miliardario può sostenere dalla sua comoda poltrona, non hanno nessuna voglia di immolarsi al terrorismo arabo. Magari, oltre che ricordare le vittime dell'olocausto, il bravo regista democratico potrebbe fare delle belle interviste ai parenti di quella gente inerme morta su un autobus o in una pizzeria, fatta esplodere da un testa di cazzo qualsiasi imbottito di odio e di tritolo. Forse si chiarirebbe le idee.
Infatti si era scritto di fine dei finanziamenti, se da forza di governo continuerà a perseguire l'eliminazione di Israele.
Cito nuovamente Ottolenghi, che mi sembra molto chiaro in proposito:
"La loro vittoria impone invece una scelta, e la comunità internazionale, rispettando il verdetto di un'elezione libera e trasparente, deve ora mettere Hamas alla prova dei fatti. Non si tratta insomma di decidere se Europa, Stati Uniti o Israele devono dialogare con Hamas. No, si tratta di vedere (ed è Hamas ora che lo deve dimostrare) se ci sia terreno per un dialogo con Hamas. Sta a loro dimostrare d'essere degni interlocutori. Se passano la prova, consistente nell'abbandono della violenza, nel disarmare le proprie milizie, nella denuncia del terrorismo, nel riconoscimento del diritto d'Israele a esistere, nell'accettazione del principio dei due stati per due popoli da attuare esclusivamente attraverso il negoziato, allora il dialogo non è solo inevitabile ma è anche doveroso. Se invece continuano sulla strada della violenza, non c'è niente di cui parlare.
Molti commentatori italiani ed esteri hanno recentemente cercato di vedere in alcune dichiarazioni di Hamas dei segnali di moderazione. Dimenticano che il massimalismo di Hamas, come notava ieri il direttore del Jerusalem Post David Horovitz, deriva non da una posizione negoziale d'apertura ma da un dogma religioso, secondo cui nessun musulmano potrà mai accettare una presenza ebraica sovrana in Medio Oriente. Negare questo principio è blasfemo. I loro difensori d'ufficio stanno già versando fiumi d'inchiostro a teorizzarne la svolta pragmatica, come se fosse già avvenuta. Ma a meno che Hamas rinneghi la sua ideologia per intraprendere un nuovo percorso, la posizione israeliana secondo cui non esiste un partner credibile, secondo cui i palestinesi non accettano la soluzione dei due stati e secondo cui quindi la politica dei ritiri unilaterali è l'unica possibile sarà confermata. E lo stato palestinese, senza questa svolta, diventerà una prospettiva sempre più remota. Il messaggio uniforme che il mondo deve dare ora a Hamas deve dunque essere: «Giù la maschera, togliete ogni velo e mostrate al mondo il vostro vero volto e le vostre vere intenzioni». Su questa base soltanto potranno ora essere giudicati, senza più ambiguità".
Ma il pezzo copiato da Olden qua sopra, l'avete letto?
Come fate a dire cose come "Il tribunale decide, lo stato esegue"? Il tribunale decide, lo stato continua allegramente a espropriare.
Leo, visto che su Macchia fai lo gnorri, ti riposto lo stesso commento (oltretutto, qua funzionano i link, che nella fattispecie sono assai utili):
Apprendo con piacere che Leonardo T., membro di Attac Italia, considera Hamas una 'organizzazione terroristica'. Confido che si batterà perché l'organizzazione di cui fa parte si attivi "per il boicottaggio dei prodotti palestinesi e per la sospensione delle relazioni economiche e commerciali fra l'Unione Europea e l'ANP" e chieda "alla comunità internazionale ed ai governi di imporre sanzioni politiche ed economiche all'ANP, incluso l'embargo sulle armi, chiamando i movimenti sociali a mobilitarsi anche per boicottaggi e disinvestimenti".
Così, per non squalificarsi. Per dignità.
Il succo mi pare semplice: tu fai parte di una organizzazione (Attac) che boicotta Israele. Non 'la politica di Israele', non 'il governo Sharon (o chi sarà)', proprio Israele: i prodotti israeliani. Non quelli prodotti nelle colonie, tutti (con tanto di codice a barre per non farseli scappare).
Perché? Perché come scrivevi tu, gli israeliani hanno eletto Sharon, quindi sono tutti responsabili. Bene, anzi male: i palestinesi hanno eletto Hamas, quindi sono tutti responsabili del terrorismo. Li boicotterai?
Già me lo vedo Leo che boicotta Hamas :)
Ha fatto le novene per anni perchè andassero al governo, e ora dovrebbe boicottarli? Mica sono i sionisti okkupatori etc etc, orsù!
Wow, siete informatissimi qui.
Sapete chi sono, a cosa sono iscritto, per chi faccio le novene... la società del controllo, proprio.
Vi do una notizia: sapete meno di un c.
Tornando al problema: vi risulta che Israele stia espropriando terra o no?
Siete convinti che espropriare terra sia una soluzione al problema del terrorismo? Perché magari, in buona fede, siete convinti di questo.
Ma questo leonardo è lo stesso antisemita che bazzicava qui qualche tempo fa, rollina?
Dai, non credo: aveva spergiurato che non ci sarebbe più tornato!
Questo sa persino che avevo spergiurato. Quando? E dove?
Leo, non è colpa nostra se di Attac - and your role in it - sono pieni i tuoi archivi.
Non è colpa nostra se, dopo tutti i tuoi pipponi sulla privacy, il tuo nome e cognome li spiattelli - addirittura li sillabi - a Camillo su un blog ad alta frequentazione.
Non è colpa nostra se, tornando al problema, eviti accuratamente di rispondere. O magari, in buona fede, sei convinto che (continuare a) finanziare il terrorismo, anche adesso che 'si fa Stato', sia una soluzione (omeopatica, presumo) al problema del terrorismo.
Non è colpa nostra se fai le pulci (e la morale) a D'Alema che accetta i soldi dalla Glaxo ma poi non trovi niente da eccepire sul tentativo (per fortuna velleitario) di Attac (non ne fai più parte? c., questa sì che è una notizia: perché non ce ne parli, così dopo ne sapremo un po' più di un c.?) di strangolare l'economia israeliana perché (scusa se ti controllo, ma l'hai scritto tu)
"Sharon è il legale rappresentante di Israele? Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente? Benissimo, allora la responsabilità va divisa tra tutti i maggiorenni israeliani."
Adesso, quindi, tutti i maggiorenni palestinesi hanno la responsabilità della politica di Hamas: è la democrazia, bellezza.
Ho la sensazione - inquietante - che al Griso interessino più i fatti miei che la questione palestinese.
Leo, quelli che spiattelli sul tuo sito (o nei tuoi post ospitati su altri siti) credo che difficilmente rientrino nella categoria 'fatti tuoi': m'interessa semmai rimarcare la differenza tra quel che predichi e quel che razzoli, questo sì.
E comunque, continui a non rispondere.
(Quanto all'inquietudine, vorrei rassicurarti: non manderò nessuno del Mossad a cercarti né intendo richiedere ricevute)
Io ero venuto a fare semplici domande: secondo voi gli israeliani stanno espropriando terra o no? In barba alla loro stessa legge o no? E questo servirà a fermare il terrorismo o no?
Ma il Griso è piuttosto interessato a sapere se razzolo/predico bene o male. Perché non chiedi direttamente a Rolli e compagnia? Loro sanno un sacco di cose di me. Sanno che sono nazista e antisemita, anche se una volta mi hanno dato del comunista, e molte altre cose che non ho archiviato. Sanno un sacco di cose di me che io ignoro: per esempio, che ho fatto "novene per hamas". E dire che io pensavo di avere spiegato con chiarezza, e in molti posti, quanto la vittoria di hamas mi abbia intristito. Però non c'è niente da fare. Non riesco mai a spiegarmi.
Venendo alla tua curiosità: io non credo di avere mai "spiattellato" sul mio sito il fatto che boicotto i prodotti israeliani. Anche perché non li ho mai boicottati. Da un paio di anni non ho rinnovato la tessera di Attac, ma resto un simpatizzante.
Però non capisco questo astio verso il boicottaggio: mi spieghi cosa c'è di criminoso e incivile? Mi sembra una forma di lotta del tutto accettabile e piuttosto pacifica. Sono d'accordo che nel caso d'Israele sia velleitaria, visto che la loro economia traballa già da sola, malgrado gli aiuti degli americani (e i primi ad andarci di mezzo sono gli arabi israeliani). Io credo che una guerra israelo-palestinese sia un conflitto sociale mascherato da guerra razziale, anche se la maschera si sta appicicando in modo sempre più soffocante.
Tutto sommato, lo stesso Bush, quando avverte Hamas che taglierà i fondi alla Palestina se non cambiano rotta, non minaccia un boicottaggio? E se lo può fare lui, non lo può fare nel suo piccolo Attac Italia? E se lo fa Attac Italia, sei sicuro che per forza lo sto facendo anche io? Sei sicuro di non saltare a conclusioni azzardate sul prossimo? Finché lo fai con me, sai di potertele permettere, però è un rischio. Ti auguro sinceramente di non inciampare mai in una di quelle personcine dalla querela facile.
Quanto alla tua richiesta di boicottare Hamas, spero che vorrai essere più chiaro sul metodo. Cosa esporta la Palestina attualmente che io possa boicottare? Olio d'oliva? Artigianato? Ho la sensazione di avere già boicottato la Palestina senza saperlo.
Naturalmente ritengo i palestinesi responsabili di aver votato per Hamas.
In definitiva, che io sia uno che predichi non c'è dubbio: quello che non riesco a capire è cosa io stia razzolando. Un bel niente, direi. Però in questo sito c'è un sacco di gente che sulle mie idee e le mie azioni è molto più informata di me, così ogni tanto passo. Capirete, è come Dorian Grey che ogni tanto va in soffitta.
questo non è un blog obiettivo, è un blog chiaramente di destra e tutti gli articoli lo dimostrano. Solo critiche alla sinistra. Bhè, ora mando l'indirizzo ai DS e poi vediamo cosa faranno..........
Beh, non so se è criminoso, ma certamente trovo 'incivile' boicottare un intero popolo (persino le università, in qualche caso) con la scusa che 'loro sono democratici, quindi sono responsabili'.
Prendo atto che tu non lo fai. T'informo però che la cosa è partita anni fa, quando ancora alle riunioni ci andavi (come scrivevi tu stesso sul blog): forse dormivi, o eri andato un attimo al bagno. Capita: ci si perde sempre le scene migliori, quando si va al bagno.
Sì sì, confermo, so che sei antisemita (nazista non mi pare di avertelo mai detto), e comunista è perfettamente coerente con antisemita.
So quel che tu hai fatto sapere, Leonardo, nulla di più, e avendo l'apoteosi del tuo pensiero sul mio blog capisci che non è difficile dire certe cose. Ma niente di più che non si legga bene dai tuoi post, dai tuoi commenti da chi ti condivide.
Griso, sei libero di trovarlo incivile; secondo me non lo è. Io trovo più incivile rubare la terra a chi ci vive. Boicottare è un modo legittimo di esprimere il proprio dissenso.
Rolli, colgo l'occasione per ribadire che la cosiddetta "apoteosi" è un brano che hai preso dal mio blog, ritagliandolo, pure, senza autorizzazione da parte mia, anzi malgrado mie ripetute richieste di toglierlo.
Anche qui, si configurerebbe la diffamazione, ma lasciamo perdere. Oddio, se fossi Berlusconi e tu la Guzzanti, ti querelerei senz'altro per millanta fantastiliardi, ma non ci tengo e non ci tesi mai.
Non mi hai mai dato del nazista? tu prendi un post (senza chiedere), lo stagliuzzi (senza chiedere), ci appicichi un titolo (non mio) e un'immagine (Adolf Hitler). Secondo me, dico, secondo me, volevi dire che io sono un po' nazista. Mi sbaglio? Ok, mi sbaglio.
Devo dire che l'episiodio non ti qualifica come una persona intellettualmente onestissima, ma tant'è. Cos'abbia il comunismo (inteso come teoria economica) in comune con l'antisemitismo, lo sai solo tu: del resto io non sono né comunista né antisemita, perché dovrei sapere tutte queste cose?
Tutto questo è fantastico, perché io alla fine volevo solo fare una domanda: vi risulta che gli israeliani stiano espropriando terra palestinese o no? E la risposta è: nazista antisemita comunista boicottatore di università, vergognati.
Non avete mai pensato che questa abitudine a insultare chi non la pensa come voi possa allontanarvi dal merito dei problemi?
Leo, visto che sei in vena di precisione, non ti ho insultato né detto che TU boicotti le università israeliane, ma che trovo incivile che lo si faccia (e lo ribadisco).
Sempre per la precisione, il boicottaggio, disinvestimento, embargo, maledizioni e macumbe (data la sede) varie contro Israele c'erano anche nella Dichiarazione finale di Porto Alegre, ovvero del Movimento dei Movimenti (mica degli Attacchini qualsiasi): ma forse, in preda ad un attacco di colite causato da un'indigestione di pompelmi Jaffa, ti sei perso anche quella.
La loro soluzione al problema del terrorismo, invece, non te la sei persa: lì si parla solo della "lotta del popolo Palestinese per i suoi diritti fondamentali e nazionali, compreso il diritto al ritorno", quindi il problema non si pone proprio.
Ecco, se questo è l'Altro Mondo Possibile, son contento di non farne parte.
Leo, quel post è correttissimo, corredato di link e tu puoi cominciare a querelarmi da subito, per quel che mi riguarda.
Se tu mi aggredisci e vuoi distruggermi, io mi difendo, anche facendo un muro, anche passando sul tuo terreno. Israele ha confiscato temporaneamente dei pezzi di terra, risarcendoli. Basterebbe rinunciare alle stragi e al progetto di distruggere Israele, per vedere andare giù quel muro.
Sai, è stato costruito anche grazie a te, a quelli come te, che hanno giustificato ogni porcheria palestinese per attaccare invece sempre gli israeliani.
Così si difendono da soli, che ci vuoi fare, gli fa schifo scomparire dalle cartine geografiche, a quei brutaloni.
Rolli, ci penserà la segreteria dei DS a querelarti per continue diffamazioni.
Griso, non ho mica capito la materia del contendere. Ripeto, io non trovo nulla di male nel boicottare Israele se non si approva la propria politica: però non l'ho mai fatto. Mi sembra uno strumento pacifico di esprimere il proprio dissenso, in modo magari non incisivo, ma più elegante di perder tempo ad accusare dei signor nessuno sui blog degli altri. Che è uno strumento di lotta che non capisco (ma mi adeguo). Soprattutto il riferimento alle macumbe mi sa un po' di razzistoide, ma qui siamo un po' come al bar.
Nella dichiarazione di Porto Alegre manca un sistema per risolvere istantaneamente l'emergenza-terrorismo? Guarda, questo depone a favore della serietà di chi c'era a Porto Alegre. Sono cinque anni che ci stanno vendendo un sistema istantaneo. Trovi che abbia funzionato?
Probabilmente (io a P.A. non c'ero, bada bene) il WSF vede il terrorismo come parte di un problema più grande, che è economico e politico: allora, forse, prima si riconoscono certi diritti nazionali e fondamentali ai palestinesi, e in questo modo si contribuisce a risolvere la lotta al terrorismo. Non mi sembra di aver mai sostenuto niente di diverso. Ma cosa c'è esattamente che ti scandalizza? Non tutti nel mondo si stanno fidando di Bush e della sua lotta al terrore. Capirai la novità. A volte mi sembra di essere il solo che ti dà noia. Possibile?
Rolli, mi dispiace non riuscire a farti capire il senso della tua scorrettezza. Occorrerebbe prendere qualcosa che hai scritto tu, appicicarci la foto di un odioso dittatore a scelta, infilare qualche accusa ingiuriosa nei commenti, segnalare il tutto agli amici brillanti. Ma chi ha il tempo e la voglia di fare una cosa così bassa? Di querelarti non mi sembra il caso. Non si picchiano i bambini e non si querelano i blog, ci mancherebbe. E poi, se in cinque anni hai cambiato idea anche su Berlusconi, chissà, un giorno potresti cambiare idea persino su di me. Con calma, eh.
Leo, neanch'io ho capito 'ste minacce velate di querele, etc.
Ho violato la tua privacy? No. Se non ti piace che si sappia di che associazioni fai parte, non lo scrivere sul tuo blog. Non ne fai più parte? Aggiornalo. Continui a simpatizzare, a trovare cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza del Medioriente boicottare Israele, però tu non lo fai? Di nuovo, non capisco.
Quanto a "perder tempo ad accusare dei signor nessuno sui blog degli altri", devo ricordarti quando facevi il troll di Mixumb? O tutte le volte che tiri in mezzo 1972, che ti risponde in media 'na volta ogni tre anni? Certo, tu preferisci andare sui blog che contano a prendertela con dei qualcuno, magari sperando di diventarlo anche tu. Buona fortuna.
Poi non è che Porto Alegre non avesse la soluzione al terrorismo palestinese, l'ha ignorato, punto (anche quella è una soluzione, in effetti).
Né gli USA - e, insciallah, l'UE - 'boicottano' i palestinesi: si son stufati di mantenerli, il che è diverso. Sperperi i soldi con le baldracche, o a comprarti i petardi e poi se uno mi tira una coltellata tu scendi in strada a ballare e far festa (mentre tuo fratello Giacobbe - aka Israele - sarà pure manesco, ma almeno non è ingrato)?
Allora smettila di fare il mantenuto figlio di papà e va' a fare il guardiano di porci - così avrai una bella zuppa identitaria, se vuoi mangiare. O le ghiande, se preferisci. E quando avrai imparato a comportarti decentemente riparleremo della fettina di vitello che ti piace tanto.
I commenti stamattina mi fanno i capricci, scusate le eventuali ripetizioni...
Griso, se io dico a una persona che non ho intenzione di querelarla, questo è una "minaccia velata"? Ma rifletti.
Non lo so se hai violato la mia privacy. Non voglio neanche informarmi. Hai messo un commento su Macchianera in cui spiegavi che ero socio di un'associazione (legale in Italia) e aderivo a un boicottaggio (legale anche quello). Tecnicamente può anche darsi che tu abbia leso la mia privacy, perché io non ti avevo autorizzato a divulgare tutto questo. Ma soprattutto, hai diffuso un'informazione non corretta, perché io non sono più socio di quell'associazione. E dico, bastava prima chiedere. Ma tu sei partito in quinta. E' imbarazzante dovermi trovare a spiegare a te e Rolli, che probabilmente non siete più giovani di me, elementari norme di correttezza che dovrebbero essere garantite dal buon senso, prima ancora che dal codice.
Ti dico: se ti succedesse con un'altra persona (e quell'altra persona ci tenesse, a queste cose) è possibile che ci scatti la grana legale. Ma te lo dico mica per minacciarti! solo per cercare di spiegarti che quello che hai fatto è sbagliato, è scorretto, è finanche triste.
Lasciamo perdere i tuoi deliri a base di petardi e baldracche, non credo che facessero parte di una discussione seria sulla situazione palestinese. Io continuavo a fare una semplice domanda: la terra la requisiscono o no?
Beh, Leo, non so nella tua retorica, ma nella mia, se vado a dire eh, guardate che così non si fa, siete fortunati che trovate me che sono buono, sennò vi becchereste come minimo una querela, potrei ma non voglio, etc., sì, sto velatamente minacciando.
Poi guarda che sei un bel tipo: è sempre lì la questione, nei diversi pesi e nelle diverse misure. Se tu estrapoli due-parole-due da un mio post per darmi del 'nazistoide', senza il mio consenso, con titolo e foto (del Dottor Stranamore, addirittura) tue, allora va bene; se Rolli ricopia paro-paro un tuo racconto-sogno senza alterarne una virgola, ma omettendo la cornice nella quale è inserito e aggiungendoci foto e titolo suoi, apriti cielo.
Con la differenza che io non son venuto da te a strepitare e il copyright, e di qua e di là, no: ti ho semplicemente spiegato che avevi fatto una porcata. Una porcatina piccola-piccola, per carità: niente al confronto della porcatona-Parazzi.
PS: mai detto che Attac o il boicottaggio fossero 'illegali' in Italia. Comunque, quando rivedi i tuoi vecchi amici che però non vuoi che si dica che li frequentavi, sì, insomma, quelli là, chiedigli se mettere le bombe sugli autobus (da uomini democratici e responsabili) è meno passibile di boicottaggio che requisire della terra per farci un muro.
Griso e Ventomare, mi potete dire che messaggio vi appare quando i vostri commenti vengono duplicati? Grazie