[...]"Guardavo le prime pagine dei giornali, e ogni giorno mi dicevo, “Ci siamo”. Quando poi lo arrestarono davvero, e mia madre in lacrime mi avvertì per telefono, inizialmente non riuscii a dirle una sola parola che fosse di conforto. E non mi sentii neanche crollare il mondo addosso. Ero come svuotato: provavo solo una profonda tristezza.
Quella notte papà era solo nella casa di via Vivaio, in centro Milano. Mia madre era andata a teatro e sarebbe tornata solo verso l'una.
Vennero a prenderlo a mezzanotte, e lui le lasciò un biglietto. Quando la mattina dopo, molto presto, lei mi chiamò, ero in macchina, col vivavoce, e accanto a me c'era un collega. Stavamo partendo per lavoro. Pensai subito che l'avevo visto solo qualche giorno prima e che mi era sembrato preoccupato, ma niente di più. La volta successiva che lo vidi era già morto.
Quella notte papà era solo nella casa di via Vivaio, in centro Milano. Mia madre era andata a teatro e sarebbe tornata solo verso l'una.
Vennero a prenderlo a mezzanotte, e lui le lasciò un biglietto. Quando la mattina dopo, molto presto, lei mi chiamò, ero in macchina, col vivavoce, e accanto a me c'era un collega. Stavamo partendo per lavoro. Pensai subito che l'avevo visto solo qualche giorno prima e che mi era sembrato preoccupato, ma niente di più. La volta successiva che lo vidi era già morto.
Subito dopo l'arresto, infatti, mio padre ci aveva fatto sapere tramite gli avvocati che non voleva incontrarci né parlare con noi. Si vergognava, non voleva che lo vedessimo in quelle condizioni.
Mia madre, che è morta nel '98, non mi disse mai cosa aveva provato quella notte, quando tornò a casa e lui non c'era, e io non glielo chiesi mai. Ma ce lo aspettavamo tutti. Anche se lui di questo non parlava, e neanche noi: erano argomenti imbarazzanti.
Ma ovviamente lui se lo sentiva. Ne aveva anche discusso con alcuni amici, che si erano offerti di farlo fuggire all'estero, ma lui aveva rifiutato.
Però non potrò mai dimenticare quell'ultima volta che lo vidi vivo, il sabato prima del suo arresto.
Mio figlio Francesco, che aveva solo tre anni ma era un bambino molto sensibile, lo guardò e gridò, “In galera! In galera!” Noi tutti raggelammo e nessuno ebbe il coraggio di riprendere l'argomento.
A Francesco dicemmo poi che il nonno era morto di vecchiaia.
Mia madre era molto preoccupata, lo eravamo tutti, ma credo che in queste situazioni si inneschino dei meccanismi di autodifesa o autocontrollo per cui si dice, “Abbiamo un problema, vediamo di risolverlo”.
Tra l'altro le cose a casa non andavano già molto bene. Mia moglie era molto malata e morì dopo due mesi.
E la stessa mattina dell'arresto ricevetti una telefonata da Pechino: mio fratello Silvano stava male e doveva essere ricoverato. Perciò andammo avanti, semplicemente.
Mia madre comunicava con gli avvocati e con mio padre si scrivevano lettere. Ci scrivemmo anche noi due: gli mandai tre lettere e lui rispose a due. Del resto all'inizio tutti in famiglia pensavamo che fosse una cosa breve, che sarebbe uscito in poco tempo.
Speravano di estorcergli delle prove contro Craxi, ma mio padre non volle mai parlare. Pensarono che accanendosi contro di lui prima o poi avrebbe ceduto, ma così facendo lui si irrigidiva sempre di più.
Del resto tentare di convincerlo non sarebbe servito: da quel punto di vista non era influenzabile. In seguito, dal cappellano del carcere seppi che negli ultimi tempi aveva dato per persa la possibilità di riuscire a difendersi in maniera effettiva e si era messo ad aiutare altri detenuti.
Noi tutti, intanto, soffrivamo molto. Mio padre era diventato un esempio da mostrare a chi stava fuori. C’era in noi un fortissimo senso di ingiustizia che da allora ci ha sempre accompagnato."
La lettera che Gabriele Cagliari scrisse alla famiglia prima di togliersi la vita arrivò nella casa di via Vivaio qualche giorno prima di quel 20 luglio.
"Era indirizzata a mia madre e c’era scritto, “Da aprire quando torno ”.Lei, come sempre, obbedì. Quando poi dopo la sua morte la leggemmo, la disperazione era ormai tale che non c’era posto per altro dolore, per il rimorso. Io della lettera non sapevo nulla. Se l’avessi saputo, forse avrei insistito con mia madre per aprirla. Forse".
Stefano Cagliari, figlio dell'ex presidente Eni morto suicida a San Vittore il 20 luglio del 1993, dopo 134 giorni di carcerazione preventiva - Il Riformista
Link correlato: La storia della carcerazione di Cagliari
cosa dire?
c'è gente che è stata annichilita per aver voluto opporsi a quel sistema di potere.
gente onesta che non trovava corrette le mazzette sulle spalle della comunità e che non pensava fosse o dovesse essere la normalità.
ci sono persone che non hanno pagato, a differenza di cagliari e gardini, e si gode i miliardi rubati, come poggiolini e tanti altri.
io starò sempre con chi voleva e vuole un'italia pulita ed onesta.
se non doveva andare in carcere non ci doveva andare.questo se era innocente o non sussisteva la necessità della carcerazione preventiva.
se invece doveva andarci, mi dispiace ma la legge è legge e la stessa tragedia la provano tutti i familiari dei moltissimi suicidi in carcere, molti dei quali tossicodipendenti.
è ovvio che posso sbagliarmi ma penso anche a chi ha pagato per la disonestà altrui.
Il punto, silvestro, è che in galera non ci si deve MAI andare prima della condanna, se non nei casi previsti dalla legge e dopo attenta, attenta, attenta, attenta valutazione critica delle conseguenze e delle possibili alternative. Non so quanti anni tu abbia, ma chi ha vissuto quei periodi aveva chiara la consapevolezza che questi criteri non venivano usati mai. Mai.
Ora, poi, quella consapevolezza dovrebbe averla anche chi al tempo era forcaiolo.
Leggere queste parole del figlio di Cagliari dovrebbe incutere angoscia in tutti, sia in chi commina pene, sia in chi applaude. Invece non è cambiato niente. Niente. Il carcere preventivo è ancora l'arma migliore per estorcere confessioni. Funziona come la tortura.
Durante tangentopoli si usò la carcerazione preventiva come uno strumento di tortura. La magistratura fu aiutata anche da parecchia stampa, che trattò tangentopoli come una soap opera, in modo pesantemente irresponsabile, giocando con la tendenza della gente a credere a qualsiasi titolone.
Speriamo che non succeda lo stesso ora, semplicemente che si faccia giustizia, senza forche.
Sappiamo che la carcerazione preventiva è giustificata in caso di pericolo di reiterazione del delitto o di insabbiamento delle prove.
Nel caso di Tangentopoli sappiamo bene che politici caduti in disgrazia per un avviso di garanzia non avrebbero certo potutto ripetere lìeventuale reato e sappiamo anche che per bruciare dei documenti ci può pensare benissimo l'avvocato.
Dunque io credo che tale ricorso alla carcerazione preventiva fu illegittimo (dal punto di vista legale) oltre che drammaticamente irresponsabile.
Ogni guerra giusta fa le sue vittime ingiuste, come dite voialtri da qualche anno...
Potrei dire la stessa cosa a te, Manuele, rigirandoti la furberia. Ma non lo faccio, perchè non trovo nessun godimento nel vedere soffrire una persona. Evidentemente tu...
io l'ho premesso nel mio commento.
se c'erano i termini per l'obbligo della carcerazione preventiva (inquinamento prove, fuga, etc. etc.) è semplicemente la legge.
è ovvio che se fu unicamente usata per estorcere confessioni senza che ce ne fosse bisogno...
però bisogna cercare di essere più possibile coerenti.
se si invoca la carcerazione preventiva per i tossici e gli extracomunitari(ci metto pure i vari imam degli ultimi mesi), bisognerebbe farlo anche coi vari tanzi e cragnotti.
se è una questione di metodo sono d'accordissimo, se è altro meno: non è che quei reati furono poco gravi, visto che hanno portato a quella situazione economica che ci godiamo ora
sciacà, spero di essermi spiegato bene e sì non sono così giovane da non ricordarmi quei tempi
pascual, che fosse illeggittima io non lo so, se sei così sicuro dimmi il perchè e ti vengo dietro.
basta che non mi ridici "Nel caso di Tangentopoli sappiamo bene che politici caduti in disgrazia per un avviso di garanzia non avrebbero certo potutto ripetere lìeventuale reato e sappiamo anche che per bruciare dei documenti ci può pensare benissimo l'avvocato."
perchè non ci credo
Silvestro, sono discorsi triti e ritriti che non portano a nulla, perchè ciascuno ha la propria sensibilità, immutabilmente forgiata dal vissuto.
Che in quegli anni la carcerazione preventiva sia stata stata prevalentemente strumentale mi sembrava ormai un dato di fatto, non una semplice opinione. Evidentemente mi sbagliavo, visto che ancora dici "pascual, che fosse illeggittima io non lo so, se sei così sicuro dimmi il perchè e ti vengo dietro"
sciacà, la carcerazione preventiva deve essere per quello che mi hai detto prima.
se non c'erano i presupposti, ed io sinceramente non ho visto le carte processuali nè il mandato d'arresto, è stata una cosa semplicemente illegale.
la condanno tranquillamente.
ma della vox populi non mi fido, altrimenti andreotti sarebbe in galera per mafia.
o no?
Difficile dimostrare se esista o meno il pericolo di fuga, difficile anche dimostrare se sussista o meno il pericolo d'inquinamento delle prove. Non posso certo io dimostrare in maniera inequivocabile se fosse legittima o meno la carcerazione preventiva di alcuni inquisiti. Carcerazione che molto spesso veniva "rinnovata" alla sua scadenza, diventando una carcerazione senza limiti...senza alcuna prospettiva di uscita.
Molte di queste persone non sarebbero mai fuggite, perchè non avrebbero materialmente potuto (non sono tutti Craxi, alcuni pesci piccoli, senza un possibile esilio, con moglie, figli, nonni e cani non avrebbero potuto scappare).
Le case e gli uffici venivano minuziosamente perquisite il giorno stesso dell'arresto, venivano requisiti documenti, agende, dischetti di qualsiasi tipo.
In gran parte dei casi le prove consistevano in testimonianze e in registrazioni telefoniche, come pensi che possa un inquisito inquinare prove di questo tipo? Uccidendo i propri ex collaboratori?
Per come la vedo io, mi pare ovvio che la carcerazione preventiva aveva altri scopi, per questo la definisco "illegittima".
sciacà, sono andato un pò su google, lavoro permettendo, e non è che ci sia un pensiero unanime.
detto questo sarei contrario comunque alla carcerazione preventiva.
l'unica soluzione sarebbe una velocizzazione dei processi.
che significa che potresti dire la stessa cosa a me? :-O
Cmq, io il parallelismo ce lo vedo.
Chi da queste parti ha ritenuto giusta la guerra in Iraq mi pare che non cambi la sua idea davanti ai migliaia di morti innocenti che ha prodotto, chiamandoli in modo quasi sprezzante "effetti collaterali".
Bene, per me Cagliari è stato un doloroso effetto collaterale di una battaglia che andava combattuta (e che è stata persa nettamente, purtroppo)
Bene Manuele, allora giudica te stesso nella stessa maniera in cui giudichi queste persone. Senza retorica, e fai penitenza.
pascual, tanti sono fuggiti, altri si sono presentati puntuali davanti al carcere.
che ti devo dire?
non avendo materiale diretto a mia disposizione mi dovrei fidare di quello che mi si dice.
non è che io sia tanto il tipo da farlo, mi piacerebbe ma non ci riesco
Ok, mi sto giudicando... mmm... mi sto ancora giudicando. Ok, mi sono giudicato. Senza retorica.
Risultato: non ho colpe da espiare, nè giuridiche, né morali. E quando vado a letto dormo tranquillo con la coscienza a posto. Sono un animale tanto raro?
Forse non sapete che il tasso di suicidi in carcere è di diciassette volte superiore a quello che si registra nella società italiana. Di questi disgraziati nessuno se ne occupa. Con la Cirielli, a quelli recidivi verranno incrudelite le pene, tanto che si prevede che le carceri già stracolme al limite umano si riempiranno ancora di più. Nel frattempo ai colletti bianchi, quelli che riusciranno con avvocati a parcelle miliardarie, ad allungare i tempi del processo fino a raggiungere i nuovi limiti della prescrizione breve, non sarà torto un capello. Chi ruba mille miliardi si permette di dire che è stato perseguitato, chi invece è un disperato, magari drogato e sieropositivo, diventa una vero e proprio rifiuto sociale da mettere nel tritatutto.
Queste sono le leggi fatte da chi, dopo aver esultato per le vittorie di tangentopoli, per il crollo del sistema di potere del pentapartito, adesso invece riscopre quel finto garantismo che vale solo per lui, gli amici, gli amici degli amici, ed i furbetti del quartierino.
Ventomare, con gli squali che ti ritrovi nell'acquario (Prodi e i suoi banchieri, Massimo e i suoi assicuratori, Luca e i suoi imprenditori) è meglio se non parli di furbetti.
Dico questo senza nessun riferimento a Cagliari, del quale non ho approfondito la storia. Ogni vita persa produce una tristezza infinita.
Non vi dico quanta tristezza aggiuntiva producono le vite perse degli americani mandati a morte dallo stato.
Aggiungo che, indipendentemente dall'innocenza o colpevolezza di ciascuno, sarebbe interessante che qualche trasmissione televisiva tratteggiasse la storia di ogni suicida in carcere. Ne conoscessimo natali, genitori, figli, storia, disperazioni, speranze, colpe, vita in carcere e fine.
Francesco hai notizia di qualche assegno pervenuto a Prodi, D'Alema? Hai notizia di ricchezze accumulate dai due? Di assegni miliardari ricevuti, tipo 21 miliardi su un conto personale?
Ventomare, davvero sei così candido? Non ci posso credere...
Non ci puoi credere, Pascual? E ci devi credere invece. C'è gente onesta e c'è gente disonesta. Gente che corrompe giudici e gente che non lo fa. Gente che per soldi si fa corrompere e gente che non lo fa. Non stanno mica tutti dalla stessa parte, certamente.
Nello specifico, però, io stavo parlando di una legge fatta su misura per far scampare alla giustizia alcuni e che per apparire ferma e decisa aggrava le condizioni di quelli che di disperazione ne avevano già abbastanza.
Per una volta son d'accordo con ventomare e Manuele, anzi dirò di più: mi dà fastidio l'agiografia revisionista dei rubagalline all'ingrosso spacciati a loro tempo (da un esercito di leccaculi a cottimo) per grandi statisti e maghi della finanza.
Per me il posto dei ladri è in galera. Specie se han rubato miliardi. Specie se i miliardi venivano (anche) dalle mie tasse o dai risparmi di tanta gente che (contrariamente a lorsignori) se li era sudati.
E datemi pure di forcaiolo, lo prendo per complimento.
Certo che è una bella storia questa, per cui ogni volta parli di qualcuno - vedi Sofri e, appunto, Cagliari - si arriva qui e si dice che c'è gente nelle stesse condizioni e senza una lira etc etc delle quali non si occupa nessuno.
Ci sono i casi particolari, e da che mondo è mondo sono simbolo e apristrada dei casi generali.
Ventomare, perfetto, la Cirielli fa schifo, e i giudici che lavorano a ritmi bradipeschi nonostante i lauti guadagni con annessi privilegi? Niente da dire al riguardo? Solo quel porco governo che fa la Cirielli?
Facciano così: i giudici si mettono a lavorare così alacremente da spernacchiare questo governicchio portando a termine i processi in tempi civili, da Paese civile.E un bel prrrr alla Cirielli, tò!
Griso, te lo sei detto da te. Io sottoscrivo.
rolli,
accumunare la vicenda di sofri a quella di cagliari è un pò azzardato.
reati diversi in tempi diversi con comportamenti diversi.
il problema della lunghezza dei processi non si può dare alla "lentezza" dei giudici.
l'accorciamento della prescrizione è un invito per gli avvocati alla taormina a cercare di fare di tutto per allungarlo il processo, per esempio
allungarlo attraverso leggine come il legittimo sospetto o la cancellazione di prove come le rogatorie internazionali.
non ultima viene la mancanza di risorse per i tribunali.
si è fatto di tutto per farla fare franca a questi squali della finanza, chissà perchè.
Ebbi modo, tra le tante cose fatte i vita mia, di cenare o meglio, dover presenziare, ad una cena in cui erano presenti parecchi grand commis dell'eni. Eravamo in pieno clima di mani pulite ed avevano appena emesso i mandati di cattura per i big. Beh, dopo aver udito come commentavano tutta la faccenda, sperai che venissero presi tutti e ,mandati a "la cayenne". Brutti pezzi di merda, arroganti e spocchiosi per un potere che li faceva credere invulnerabili. Adesso sono delle vittime, craxi un grande statista, pillitteri , chiesa e co, dei santi. Arroganti, presuntuosi, intoccabili, ladri; e avevano ancora il coraggio di irridere chi cercava di incastrarli. Poi, una volta dentro, pianti e strepitii. Ma quando per un qualsiasi appalto domandavano le mazzette, senza vergogna, tutto era dovuto e chi non si piegava, tagliato completamente fuori. A spalare merda.
Ma davvero, non riesco a capire chi passa da forcaiolo a garantista a seconda del caso; a seconda del conto in banca dell'indagato o del giudicato.
La legge è uguali per tutti, sia quando picchia duro, sia quando riconosce indiscutibili garanzie.
purtroppo è da sempre così...
cito un film: perchè io sò io e voi nun siete un cazzo.
Rolli, pare che alla procura di Foggia, non vorrei sbagliare, ogni giudice ha 5000 cause da gestire: CINQUEMILA. Non sono io che ti devo dire come è ridotta l'amministrazione.
E poi sembra che la giustizia è cosa dei giudici e non della collettività. Si taglia la prescrizione e si esaltano le pene ai recidivi per fare un dispetto ai giudici. La sai, sì, la storia del tradito che si spara sulle biglie per far dispetto alla moflie, no?
Avrei capito se insieme alla legge sulle prescrizioni brevi si fosse associato un lavoro per migliorare il lavoro dei giudici, pe la depenalizzazione, la semplificazione ammministrativa, nuove risorse, insomma qualcosa che avesse potenziato e migliorato il lavoro della giustizia. C'è niente di tutto questo nella Cirielli? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Ripeto fino alla noia che l'Italia nel 1992 era arrivata alla frutta,: svalutazione della moneta, rischio del congelamento dei BOT e necessità di una supermanovra.
Tangentopoli è stato il nostro crollo di sistema. Il raddoppio del debito pubblico in dieci anni: dal 65% del 1982 al 125% del 1992. Quanti anni ci vorranno e quanti sacrifici per riportarlo al 60%, parametro di Maastricht e fisiologico di un'economia sana?? Ne sono passati 13 dal 1992, e siamo ancora al 110%.
IMI-SIR
Lo stato viene condannato dalla sentenza al pagamento di 1000 miliardi alla famiglia Rovelli. Mille miliardi equivalgono a mille rapine a veicoli portavalori e ad un milione di furti a benzinai o tabbaccati.
Il problema della lunghezza dei processi non si può attribuire aiugiudici? E da quando? Ma hai mai avuto una causa?
E chi avrebbe accomunato Sofri e Cagliari? Dico che quando parlo di Sofri mi arrivano a commentare che c'è tanta gente in carcere che non ha i privilegi di Sofri etc etc, ma guarda tu e guarda là; quando parlo di Cagliari mi si viene ad illustrare la situazione dei suicidi in carcere e via discorrendo. Non è modo.
Per svuotare le carceri basterebbe espellere tutti coloro che non hanno la cittadinanza italiana a patto di non aver commesso reati gravi.
Ovviamente chi verrà espulso non potrà MAI più far ritorno in Italia, pena 10 anni da scontare ai lavori forzati.
P.s. il lavoro nobilita l'uomo ed io li vorrei tutti dei gran signori.
Tanto per fare un esempio, i problemi della lunghezza dei processi di Milano secondo te erano dei giudici?
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Io ti dico che non so se Cagliari era implicato o no, non parlo del caso specifico che non conosco. Parlo in generale dei fatti di Tangentopoli. Delle presunte infamie che avrebbero perpretrato quei killer dei giudici di Milano, quei Torquemada della procura. Di tutti i libri che sono stati scritti sulle storie degli implicati e dei giustizialismi che hanno subito. Giustizialismi che sono proprio quelli che hanno approvato la ex Cirielli i primi ad aver esaltato quando era il momento.
Per quanto riguarda Sofri. La questione è tutta diversa. Sofri è da 8 anni in galera, condannato dopo 25 anni dai fatti. Non è stato condannato che dopo una infinita storia processuale con condanne contraddittorie. E se permetti non con moltissimi dubbi sulla sua colpevolezza. E ci rimane nonostante le mille prove di umanità che ha dato in questi anni dimostrando, se ce ne fossem bisogno, il suo completo recupero umano e sociale.
Facciamo il caso, che Fiorani, adesso, è solo un'ipotesi ovviamente, faccia l'insano gesto, la colpa sarebbe della Forleo?
Ma guarda Ventomare, potrei portarti esempi eclatanti di gente varia, o una causa da me intentata iniziata nell'89 e terminata (grazie o miei dei, signori e padroni della giustizia e delle nostre vite) nel 2002.
Invece ti porto un altro esempio, sempre con la sottoscritta come attrice, lampante:
chiedo a Luglio del 2005 un ATP avente tutte le caratteristiche dell'urgenza. In genere, essendo bazzecola (apri fascicoletto, leggi chi e per come lo richiede, scegli un perito del tribunale, lo comunichi alle parti. punto) ed essendo presentato con richiesta urgente, in 15 o 20 giorni, tò, per essere placidi, dovrebbero darti la data in cui viene assegnato l'incarico al perito. Credimi nonci vuole un grande sforzo nè grande tempo a disposizione, ed è facile da comprendere anche per i non addetti ai lavori.
Ad Ottobre, e dico Ottobre, anzichè un medico il giudice aveva nominato un ingegnere.
Già, nemmeno aveva letto le due paginette, oltre ad essersela presa comoda, tanto che mi mandava il costruttore di ponti. Come se tu chiedessi l'intervento dell'otorino e ti mandassero il muratore.
Non solo se l'è presa stracomoda alla faccia del cittadino, ma nemmeno la briga di leggere
Bene, sono riuscita ad avere la nomina a metà novembre. Ribadisco: sto parlando dell'esperire la cosa più semplice e veloce che un giudice possa fare, roba da prendergli al massimo 15 minuti di lettura, 3 per scorrere la lista e scegliere ad estro il tizio, 5 tra comunicazione alle parti e giuramento del perito. Anzi, facciamo 15 va', giusto per essere larghi.
PS: Dimenticavo: sulla colpevolezza di Sofri non è che io abbia qualche dubbio, ma una montagna intera. Proprio grazie a quei processi che invece a te, evidentemente, hanno soddisfatto.
Abbiamo concetti diversi di "diritto" e di "prove", evidentemente
Carcerazioni preventive che arrivano a tenere in carcere persone per un anno intero, sono normali?
Quello che posso dire è che il clima di adesso non è lo stesso che aleggiava all'epoca di tangentopoli, in cui un avviso di garanzia significava una condanna e in cui la carc. prev. veniva utilizzata con estrema leggerezza.
Nel caso di Fiorani, non ho la più pallida idea, se sia capace di fuggire, sono sicuro che Moroni non era uno di questi.
rolli, ma tu ti senti veramente di accumunare la vicenda giudiziaria di sofri con quella di cagliari?
si è discusso moltissimo sui reati compiuti negli anni di piombo, reati ideologici in anni particolari.
per me rimane il fatto che il carcere debba anche servire e non punire e basta e sofri non è più un pericolo per la società.
sarebbe anche difficile dire che sofri possa reiterare il reato per cui è stato incarcerato.
durante tangentopoli molti sono stati beccati con le mani nella marmellata, la nostra marmellata.
alcuni, purtroppo, non hanno tenuto botta.
discutiamo sui metodi e sulla situazione carceraria, ma non confondiamo.
chi ruba, e ruba anche tanto, deve essere processato e, se colpevole, deve finire in galera.
e qui si che lo dico, non ci deve essere differenza di trattamento tra il rubagalline ed il manager che si frega i miliardi.
Soddisfatto cosa? I processi a Sofri? A me non hanno soddisfatto per niente, invece. Io non penso per niente che la giustizia sia sempre giusta ed i giudici infallibili come il papa. O magari sempre onesti ed al di sopra di ogni sospetto. Abbiamo visto ampiamente che nei processi di cui parliamo alcuni giudici sono stati accusati dagli stessi giudici di reati gravissimi. Io non t'ho mai detto il contrario?
Ma Sofri non mica ha messo di mezzo il parlamento, per sfuggire alla giustizia?
Sfuggire, chiaro? Non nel processo assolto, ma dal processo tolto.
Non sto accomunando una dannata cippa! Ma parlo arabo????
Ho detto che se parlo di Sofri mi scassano l'anima con la predica su "quanta gente c'è in carcere- senza i privilegi di sofri zum pa pa- senza la lobby di sofri - senza 8 processi- sum pa pa - senza tutti gli avvocati di Sofri zum zum"
Se parlo di Cagliari arriva l'altra solfa: "quanta gente si uccide in carcere - senza i titoli sui giornali zum pa pa - senza che nessuno li citi - senza che tu ne scrivi sul blog zum zum"
E ripeto: non è modo di ragionare, punto; si parte dal caso eclatante per aprire la strada a chi sta nelle stesse condizioni, ri punto.
Se ora qualcuno mi viene a dire che sto paragonando Sofri a Cagliari gli stringo una corda intorno al collo. Poi vado in carcere felice e gioco a scacchi con le ombre. E non chiedo la grazia e nemmeno mi suicido, e Losciacallo e Minerva verranno accusati di essere la mia lobby.
E' vero che si riuscissero ad affermare dei sacrosanti principi di giustizia per Sofri e Fiorani (due nomi a caso) ne beneficierebbero anche i detenuti sconosciuti che patiscono le stesse ingiustizie. Ma e' anche vero che se per una volta si provasse ad affermarli partendo dal caso, chesso', di un presunto spacciatore in attesa di giudizio, il beneficio si estentenderebbe anche a Sofri e Fiorani. Cosi, tanto per cambiare, magari si rivela una strategia piu' efficace e non si semina il dubbio che il censo, la notorieta' e l'amicizia contino qualcosa in tutta la vicenda
Paolo, se vuoi che le tue teorie si trasformino in pratica inizia a versare l'obolo ai radicali, leggiti le paginate di Radio carcere, ascolta le trasmissioni di Radio Radicale.
Lì si parla del caso del singolo, oltre che di Sofri e Cagliari.
Ragazzi, il carcere non è uno scherzo, sfido chiunque a passarci qualche giorno, figuriamoci alcuni mesi. Finchè si tratta di "presunto colpevole" consiglio di fare molta attenzione. Non si chiede che vengano risarciti i "carcerati preveventivi" che risultano poi innocenti, ma sarebbe giusto che in casi in cui non fosse necessario questo istituto (per i motivi previsti dalla legge) i magistrati siano prudenti. Con Tangentopoli non fu così, e in molti casi meno famosi pure. Consideriamo il lavoro di PM delicato quanto quello di un chirurgo, per questo si auspica attenzione e nessun accanimento personale.
Ci sono politici pessimi, chirurgi pessimi e magistrati pessimi, che sia vietato di proseguire nel proprio lavoro a chi gioca con superficialità con le vite altrui.
Ya està! (scusate per le banalità, ma so bene che è molto più facile incazzarsi con un politico che con un magistrato)
Mi dispiace, non riescono proprio a farmi pena le storie dei ricchi, potenti e privilegiati che cadono nelle grinfie delle inefficenze di uno Stato che loro stessi - con la loro dissennatezza e disonestà diffusa - hanno pesantemente contribuito a creare.
E ai miei occhi assumono un tono quasi surreale le frasi e le dichiarazioni di questi privilegiati che si dicono indignati, sorpresi e scandalizzati nel trovarsi di fronte ai metodi di una giustizia che altra non è che quella che da sempre i poveracci qualunque devono affrontare.
Una giustizia che - quando questi signori avevano in mano le leve del potere economico e politico - non si erano mai sognati di accusare.
Sono come principini viziati che - caduti un giorno dalla torre del castello dritti nel mezzo della tragedia della gente comune - si sorprendono di quanto faccia freddo d'inverno, di quanto sia calda l'estate, di quanto si duro il lavoro e di come sia prepotente il padrone. Tutte cose delle quali - naturalmente - allorchè vivano nel loro castello fatato, non si erano mai minimamente preoccupati.
Mi fanno invece molta pena i giornalisti e gli opinionisti che cercano in tutti i modi di rendere ancora rispettabili agli occhi del popolo italiano personaggi che nei soldi del popolo hanno sguazzato allegramente, dissipandoli per arricchirsi e conquistare potere.
Olden, non ti deve fare pena il "ricco" che non può smettere di rubare perchè vuole farsi sempre più ricco, dovrebbe darti pietà chi paga le colpe di altri o chi paga più del dovuto.
Chicchessia, bianco, nero, ricco, povero, politico o banchiere.
Sono straconvinto che gli anni di tangentopoli siano passati e a questo giro le cose saranno fatte meglio.
Sono straconvinto che gli anni di tangentopoli siano passati e a questo giro le cose saranno fatte meglio.
Nel senso che staranno piu' attenti a non farsi beccare?
Quando dico che penso che "le cose saranno fatte meglio" mi riferisco alla magistratura. Anche io pretendo che vengano puniti i colpevoli.
Mi dispiacerebbe che per farlo finissero in mezzo persone che non c'entrano. Con Tangentopoli accadde, perchè la strategia era pescare nel mucchio, accumulare testimonianze, vere, false o verosimili, per arrivare a incastrare figure che già dall'inizio si aveva pianificato d'incastrare.
Una inchiesta giudiziaria giusta, invece, è un'inchiesta dove i colpevoli saltano fuori col tempo, in base ad un'indagine non idirizzata sin dal principio.
I risultati possono essere gli stessi, ma le persone che vengono coinvolte diverse.
E ribadisco che la coscienza sporca la debbano avere i magistrati, ma anche tutti quei giornalisti che parteciparono a tale gogna. Non voglio nemmeno ascoltare quelli che, pieni d'odio, saltano fuori con la morale spicciola o con l'odio di classe, in quegli anno morirono persone oneste, morirono normali padri di famiglia.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, mi viene in mente. Penso che mandare in manicomio un presunto ladro di galline sia sbagliato. Penso che scrivere un titolo di giornale irresponsabile sia una colpa ancora più grave.
E lascio pochissimo credito anche a chi prende questo blog alla leggera, sparando sentenze e superficialità.
Grande affetto per la famiglia Cagliari e per la famiglia Moroni, vittime di un gioco di poteri.
Davvero, questo lirismo lacrimevole è del tutto fuori luogo.
Rivolgetelo piuttosto ai pensionati schiattati in fila per il ticket mentre Poggiolini s'imbottiva il divano coi lingotti (un minimo di memoria storica, cribbio, ché mica tutti s'è nati ieri e si crede alla favola del PM Cattivo e del Gran Statista Bettino).
E il pòòòvero Tanzi, che poverino, in carcere era diventato inappetente? che poverino, è lì lì per spirar, presto aìta lo dobbiam salvar?
E quelli che si son suicidati per aver perso tutto coi bond Parmalat, per quelli manco una lacrimuccia furtiva (tanto per restare in tema), un singhiozzetto fugace v'è rimasto?
Poi il cinico sono io, come no.
PS: 'chi è senza peccato' 'sta cippa: io (come milioni d'italiani, peraltro) ho sempre pagato fino all'ultima lira/euro, verificabile con ritenuta alla fonte; quindi zitti sennò vi seppellisco sotto una montagna di laterizi, altro che 'prima pietra'.
Bravo Griso, sottoscrivo.
Griso, occhio che a parlar così ti becchi del tipo che "spara sentenze e superficialità".
Per quel che mi riguarda sono perfettamente d'accordo. Sempbra che nessuna adesso si ricordi delle mazzette ai socialisti milanesi, ai di lorenzo, ai poggiolini e a tutti gli imprenditori che per non pagare il pizzo, pur essendo concorrenziali, perdevano, anzi non venivano neanche ammessi, le commesse. Adesso tutti garantisti, lacrimevoli che...poverini loro, sono andati in galera. A spalare merda, i ladri a spalare merda, altro che galera, anche se questo può essere un atteggiamento superficiale di chi spara sentenze. Vorrei che aveste avuto modo di andare a trattare con questi ladri, quando erano imbottiti della loro prosopopea ed arroganza, tronfi di potere e consapevoli della loro "immunità". Avrei proprio voluto vedervi, cercare di fare il vostro lavoro correttamente e vedervi passare davanti gente senza requisiti solo perchè disponibile a pagare lorsignori. Proporre il proprio prodotto e sentirsi dire che si, è ottimo, ma sarebbe opportuno "ritoccare i costi" ecc.ecc che se no, grazie ma potete accomodarvi. E poi bisognerebbe anche piangerli e non essere dei "superficiali sparasentenze". Ma andate a cagare va...
La demagogia forcaiola è una delle peggiori. Trovo barbaro e disumano che di fronte ad una lettera del genere ci sia chi venga a dire ben fatto, non siete diversi da quelli che andavano nelle piazze qualche secolo fa ad applaudire alle pubbliche esecuzioni o che qualche secolo prima si divertivano a vedere la gente massacrata al colosseo. Personalmente trovo VERGOGNOSO che si privi della libertà personale una persona per estorcere confessioni o testimonianze, che valore potrà mai avere una testimonianza resa in questo modo? Come quelle delle streghe sotto l'inquisizione suppongo, del resto l'idea di giustizia non è cambiata da allora. Tutti angioletti qua che mai nella loro vita hanno preso un soldo in nero suppongo... e dall'altra parte una manica di farabutti che non merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili, in primis quello di essere LIBERI fino alla condanna. Senza contare poi le aggravanti in questa vicenda, davvero non ho parole. Tutti forcaioli col collo altrui ma voglio vedere poi se capitasse a voi di finire, magari da innocenti, in un sistema del genere dove ti tengono in carcere per mesi con dei pretesti, solo per farvi confessare.