Mercoledì 14 Settembre 2005

Assumersi la responsabilità

“Nelle epoche meno illuminate non vi era catastrofe che non dipendesse dall’azione dell’uomo. Quando la peste o qualche altro disastro naturale colpivano, le streghe venivano bruciate, gli ebrei massacrati e tutti si sentivano meglio (eccetto le streghe e gli ebrei).
Qualche secolo più tardi, i nostri pensatori progressisti non sono progrediti di un millimetro.
Non c’è caduta di passero su questo pianeta che non sia attribuita al peccato e alla perfidia umana.
Le tre correnti favorite sono: 1) il surriscaldamento del globo, 2) la guerra in Iraq e 3) il taglio delle tasse.
Katrina colpisce e la trinità non sacra è immediatamente invocata a dannazione del peccatore in capo George W. Bush”.
Questo è l’incipit di un commento di Charles Krauthammer su Katrina ( via 1972).
L’editorialista del Washington Post confuta il pensiero trino caro ai liberal americani (e non): non vi è relazione provata tra il surriscaldamento della Terra e la frequenza degli uragani; lo spostamento della Guardia nazionale di stanza in Iraq è un falso problema, perché non necessario, la vera questione è perchè la Guardia nazionale della Louisiana non sia intervenuta a New Orleans; e i tagli delle tasse cari a Bush non c’entrano perché durante gli anni della sua amministrazione le richieste di stanziamenti per il controllo delle piene sono state maggiori di quelle dei cinque anni precedenti dell’amministrazione Clinton.
Camillo fa notare che gli stanziamenti per il Mississippi sono stati oggetto di critiche, perché ritenuti eccessivi da parte di chi oggi li bolla come inadeguati:
“Chiunque abbia a cuore una spesa pubblica responsabile e la salvaguardia dei fiumi e delle zone paludose d’America dovrebbe prestare attenzione a una legge che ora è in Senato (…) c’è uno spreco di 2,7 miliardi di dollari per mettere a posto il Mississippi.(…) Questa è una pessima legge”.
Editoriale del New York Times (13 aprile 2005)
“La nazione chiederà presto perché gli argini di New Orleans erano così inadeguati (…) Perché il Congresso, prima di andare in vacanza, stava tagliando il budget destinato a sistemare gli argini?”.
Editoriale del New York Times (1 settembre 2005)
En passant, le dighe che hanno ceduto sono proprio quelle di nuova costruzione.
Ovvio che responsabile del disastro è la Natura (o Dio, secondo le preferenze) ma le dolorose conseguenze del disastro naturale avrebbero potuto essere limitate, scrive Krauthammer ed elenca, in ordine decrescente di responsabilità, coloro che hanno qualcosa da rimproverarsi.
Il sindaco di New Orleans, Ray Nagin.
Conosce, o almeno dovrebbe conoscere la città. Sapeva che utilizzare il Superdome si era già rivelato disastroso in occasione dell’uragano George, nel 1998.
Ha emanato un ordine di evacuazione solo 24 ore prima dell’arrivo di Katrina, e anche la dichiarazione di evacuazione volontaria è arrivata con colpevole ritardo. Ma il poverino era preoccupato delle conseguenze legali delle sue decisioni.
Eppure questo signore dichiara di aver fatto il possibile. E in piena fase di recupero dei corpi invia il 60% dei suoi poliziotti a rilassarsi e divertirsi a Las Vegas.
Alla domanda sull’opportunità di festeggiare in un momento così tragico risponde che, in fondo, New Orleans è la città delle feste.
Il governatore Blanco.
Aveva il compito di mobilitare la Guardia Nazionale della Lousiana, non l’ha fatto, salvo ricordarsene dopo più di due giorni dall’arrivo dell’uragano e quando ormai molti dei mezzi a disposizione erano sommersi dall’acqua.
Il sindaco di New Orleans ha dichiarato alla CNN che lo stesso Bush, in occasione del suo primo viaggio in Louisiana, aveva proposto alla Blanco due possibili opzioni alternative per l’intervento nelle zone devastate, ma l’ineffabile governatrice chiese 24 ore (sì, ventiquattro ore) per decidere. (via Freethoughts)

Il capo della FEMA (Agenzia federale per la gestione delle emergenze) Brown.
E’ arrivato a dichiarare di non sapere della presenza di persone nel convention center, quando tutti potevano vedere in tv quelle persone disperate: non è che organizzare un sistema per essere aggiornati sulla situazione richieda chissà quali capacità e mezzi. Ma, al contrario dei due su citati, Brown l’esame di coscienza l’ha fatto e si è dimesso.
Bush.
Troppo lento e non in sintonia con l’entità del disastro. Avrebbe dovuto cambiare i suoi programmi appena arrivata la notizia del cedimento degli argini. Ma a difesa di Bush lo stesso sindaco di New Orleans ha sostenuto che i componenti dell’Amministrazione incaricati avevano riferito al presidente di una situazione meno disastrosa di quanto fosse in realtà. Quando Bush, sempre secondo Nagin, ha constatato personalmente le disastrose conseguenze dell’uragano, ha nominato il generale Honore, e si è iniziato a vedere un miglioramento negli interventi sul campo.
Il Congresso.
Ha creato il Dipartimento per la sicurezza interna, ma si è perso, come al solito, nella burocrazia, invece di realizzare un piano fattibile per disastri come Katrina.
Gli Americani.
Secondo Krauthammer, negli ultimi trent’anni hanno reso impossibile a qualunque politico la realizzazione di una politica energetica responsabile. E’ vero che l’uragano non è imputabile (fino a prova contraria) al surriscaldamento del globo, ma ciò non toglie che le risorse naturali dovrebbero essere sfruttate in modo più razionale e attento.
Nei nostri media, salvo qualche eccezione, abbiamo visto e letto ben altro: effetto serra e Kyoto, Iraq e, in somma, è tutta colpa di Bush.
Ieri Repubblica on line ha titolato, prima di correggere il tiro, più o meno così “ Bush ammette: è colpa mia”.
Non è vero. Bush, preoccupato della reazione di tutti i poteri statali di fronte ai disastri naturali, ma anche agli attacchi terroristici, ha detto ben altro, dimostrando di esser migliore di chi lo critica, dentro e fuori casa:
Katrina ha evidenziato seri problemi nella nostra capacità di reazione a tutti i livelli di governo [C. Rocca ricorda ai distratti che gli Stati Uniti sono uno Stato federale e che “livelli di governo” sono tutti i poteri statali a partire da quelli locali] e nella misura in cui il governo federale ha svolto i suoi compiti in maniera non pienamente adeguata, me ne assumo la responsabilità”.

di Minerva alle 14.09.05 16:09 | Estera & Esteri | Commenti (13)

Commenti

povero bush jr, tutti ce l'hanno con lui, ma forse non sanno che in quanto minus lo si deve accettare acriticamente; povera gioia il soliti imbecilli continuano a sostenere, senza prove, che scoreggiando si fa la puzza e cagando si sporcano le strade. Ma non è vero. Nulla di ciò è provato.

di leonida alle termopili il 14.09.05 17:01 | M | C | #

Cattiva digestione? o il solito abuso di alcol?

di Minerva il 14.09.05 17:09 | M | C | #

1972 segnala questo commento

di Minerva il 14.09.05 17:14 | M | C | #

Bush sì è preso la sua parte di responsabilità solo dopo settimane di spin "local first" adeguatamente propagandato in Italia da Camillo et alii. La Blanco è un idiota, ma due idioti non fanno un savio e nominare Brown a capo della Fema visto il suo curriculum è stato un atto di negligenza criminale (appoggiata dal Congresso, certo). Kyoto c'entra come i cavoli a merenda, il National Response Plan c'entra eccome, e non è stato "implemented" come promesso. Spetta a Washington evitare che disastri come questi portino un grave attentato alla Sicurezza Nazionale. La Casa Bianca ha dichiarato che non ha mandato la Guardia nazionale a prescindere dalla Blanco perché la cosa sarebbe suonata sessista e sgradita all'opinione pubblica. Verosimilmente, alcune decine di persone sono morte per questa preoccupazione politicamente corretta. Lo spin repubblicano in questo caso è stato un boomerang. Meglio sottolineare le carenze istituzionali (il federalismo non è una buona rescue strategy) piuttosto che fare mea culpa si può fare ma non se si vuole rassicurare gli americani sulla loro sicurezza dopo l'11 settembre. Nè funziona come deterrente per i terroristi.

di Return il 14.09.05 17:30 | M | C | #

mi scuso per la sintassi focomelica ma sono in debito di sonno ormai da settimane.

di Return il 14.09.05 18:55 | M | C | #

Bentornata, Minerva! :)
Ahimè, il titolo di Repubblica è stato anche quello del Giornale

di Rolli il 14.09.05 19:50 | M | C | #

Grazie, Rolli :)

Bush si è preso la sua parte di responsabilità solo dopo settimane di spin "local first" adeguatamente propagandato in Italia da Camillo et alii.

Return, sembra tu voglia intendere che Bush si è accollato la responsabilità del mal funzionamento del governo federale dopo essersi fatto preparare il terreno da Camillo & Co. I principali media statunitensi mi pare che si siano impegnati ad ignorare le colpe delle amministrazioni locali.
La prima reazione (fondamentale) in caso di domestic incident spetta al governo locale.
National Response Plan su ruoli e responsabilità:
"Lo Stato e le amministrazioni locali hanno la responsabilità primaria nel finanziamento, nella preparazione e operatività dei servizi che danno una risposta iniziale ad un incidente. Per esempio, Stato, amministrazione giudiziaria locale e personale sanitario provvedono alla difesa di prima linea per proteggere le infrastrutture essenziali e la salute e sicurezza pubblica. La polizia, i vigili del fuoco, le strutture di pronto soccorso, di gestione dell’emergenza, la sanità pubblica e l’altro personale locale sono spesso i primi a rispondere ad un incidente e gli ultimi ad andar via. In taluni casi, un’agenzia federale che si trovi in sede locale può rispondere per prima ad un incidente locale e le risorse locali delle agenzie federali possono essere utilizzate per consigliare o assistere Stato o autorità locali con l’approvazione del direttore locale dell’agenzia federale.
Quale capo più alto in grado dello Stato, il governatore è responsabile per la sicurezza e il benessere sociale pubblico della popolazione dello Stato o del territorio. Il governatore:
1) è responsabile del coordinamento dello Stato e delle risorse locali in modo da impegnarle efficacemente in tutti gli interventi necessari per preprarsi e rispondere agli incidenti causati dagli uomini, inclusi gli atti terroristici, i disastri naturali e le altre contingenze;
2) ha poteri straordinari durante una contingenza per sospendere autorità, requisire proprietà, ordinare l’evacuazione, e autorizzare la spesa dei fondi di emergenza;
3)gioca un ruolo chiave nella comunicazione con il pubblico, nel richiedere l’assistenza federale, quando le capacità statali non sono sufficienti o sono esaurite, e nell’aiutare le persone, le attività economiche e le organizzazioni a far fronte ai disastri; e
4) può anche incoraggiare il mutuo soccorso locale e creare autorità im modo che lo Stato concluda accordi di mutuo soccorso con altri Stati e territori per facilitare la distribuzione delle risorse”.

La Blanco ha rifiutato gli atti proposti da Washington (compresa la legge marziale) perché voleva mantenere il "controllo della situazione", secondo quanto dichiarato dal suo portavoce. Da non dimenticare quanto l’autonomia statale nei confronti dell’amministrazione federale sia cara agli americani: un intervento della Guardia nazionale nel territorio nazionale senza il consenso del governatore di turno credo che non sia mai avvenuto. E gli SU non è certo la prima volta che affrontano uragani devastanti. Mi pare poi che la notizia che l’uragano si era indebolito e non avrebbe colpito New Orleans come previsto abbia fatto abbassare la guardia ai più. Il disastro maggiore è stato conseguenza del crollo di argini nuovi e quindi più difficile da prevedere.
Comunque, i piani di intervento possono essere anche quanto di più vicino alla perfezione sia possibile, il vero problema sono gli uomini chiamati a metterli in atto.

di Minerva il 14.09.05 22:35 | M | C | #

Minerva intanto bentornata.
Senti, io mi sono rotto di questa storia, scusa. C'è un paese minacciato che fa la guerra al terrorismo e c'è un disastro annunciato - vatti a vedere le dichiarazione dell'Hurricane National Center - un piano nazionale approvato dal presidente e dal congresso in carica, una protezione civile federale riempita di imbecilli.
Il Piano lo elaborano sulla scorta della consapevolezza che "Un evento catastrofico (…) quasi immediatamente eccede le risorse normalmente disponibili alle autorità statali, locali, tribali e private nell’area colpita; e significativamente interrompe le operazioni governative e i servizi di emergenza al punto che la Sicurezza Nazionale potrebbe essere minacciata. Tutti gli eventi catastrofici sono di rilevanza nazionale.”
Il Piano prevede coordinamento, hiring, gestione gestiti al livello federale. Sotto la voce Guiding Principles for Proactive Federal Response reca scritto che: “la notificazione e la piena collaborazione con gli Stati è auspicabile (will occur) ma il processo di coordinamento NON DEVE ritardare o impedire il rapido schieramento e l’impiego delle risorse indispensabili. Gli Stati sono tenuti a notificare e coordinarsi con i governi locali riguardo a una risposta preventiva federale.”
E tutti a dire che local first, eh, poi la Blanco è una donna non calpestiamoci i piedi.
Vabbè ma allora è perché "local first" che hanno messo degli imbecilli raccomandati a gestire la protezione civile? è per questo che giornali e bloggers e senatori conservatori hanno picchiato duro contro l'amministrazione? No, scusa, facciamola seria, è morta un sacco di gente.

di Return il 14.09.05 22:56 | M | C | #

Return, guarda che io non nego le colpe dell'amministrazione Bush, ma penso che sia in "buona" compagnia.
L'uragano non ha fatto danni solo a New Orleans, in altre zone le amministrazioni locali hanno provveduto all' evacuazione forzata, evitando le vittime.
Possono anche scrivere mille volte che il coordinamento non deve ritardare, ma si torna sempre allo stesso punto. Molti hanno ritardato nonostante il piano: il sindaco, il governatore, la protezione civile, Washington. E chi ha messo i bastoni fra le ruote al coordinamento?
Diversa fu la reazione all'11 settembre, ma il sindaco e il governatore erano altri.
Io credo,comunque, che se si fosse trattato di un attacco terroristico la risposta sarebbe stata diversa. E che l'esperienza Katrina servirà da lezione.

P.S. Grazie.

di Minerva il 14.09.05 23:28 | M | C | #

che sono in fondo(al mare) 24 ore

www.francesconardi.it

di F.N. il 15.09.05 11:49 | M | C | #

OT

grazie a tale Grace ho riscoperto un vecchio post interessante, con la partecipazione di due straordinari cabarettisti del web, doppiaesse e ventomare.

Ah, bei tempi!

di Francesco il 16.09.05 09:54 | M | C | #

Rollina ho aperto un blog tecnologiak (il nome è ancora provvisorio come tutto il resto visto che oggi è il primo giorno in assoluto e sto ancora facendo prove tecniche).

Non so neppure se tiro avanti fino a lunedì (è il primo giorno e sono già stanco!) dunque mi farebbe piacere se ogni tanto venissi a trovarmi (prima che lo chiudo ovviamente!).

di kagliostro il 16.09.05 14:18 | M | C | #

è chiaro che è stato bin laden a scatenare l'uragano.... lo sostiene anche la cia http://www.oracamminiamoeretti.com/oce/more.php?id=1519_0_1_0_M

di uomoverde il 16.09.05 18:07 | M | C | #

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