Facce di bronzo 6: Romano Prodi
"La lotta al terrorismo non può essere vinta dai singoli paesi. E se non ci fossero troppi interessi e particolarismi nazionali "si potrebbe fare molto di più".
Bisogna quindi «accentuare la cooperazione internazionale», ma per farlo serve «la volontà politica di condividere con tutti degli strumenti comuni».
Romano Prodi, quello del "non siamo stati noi ad appiccare l'incendio"
di Rolli alle 14.07.05 02:40 | Facce di bronzo | Commenti (8)
Il paziente soffre di schizofrenia paranoide con evidenti manifestazioni di dissociazione dell'io.
Consigliasi pensionamento.
Sembra di leggere dichiarazioni in puro linguaggio DC anni '70 (da dove giustamente proviene).
E le convergenze parallele non le ha citate?
Mi sa che Onano con dichiarazioni tali deve _comunque_ darsi una visibilita' per fare vedere che esiste. (e non fare pensare che sia ancora a Bruxelles a dorm..... oops "presiedere" la commissione).
Lo sanno tutti che la teoria lombrosiana non ha nulla di scientifico. Infatti, guardi Prodi in faccia e ti viene da pensare che sia un cerebroleso e invece...è un cerebroleso. Magari si potrebbe studiarlo con l'enneagramma, chissà che viene fuori.
Beh, ci sono le teorie su guerra e terrorismo gemelli antipacifisti, care a molti alleati di Prodi.
Come vedi non ci facciamo mancare niente.
Lo so Francesco, lo so, ma, avendo da poco fatto uno spuntino, preferirei glissare...
x citare Giuliano Ferrara: non vorrete "mica dare ai terroristi islamisti la soddisfazione di combatterli? Loro questo vogliono, dicono i giornali, e noi dobbiamo fare il contrario."
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