Sabato 9 Luglio 2005

Del dare asilo ai terroristi

Un po' come in Spagna (speriamo di non dover dire, tra qualche tempo "come in Italia") ora l'Inghilterra insegue un marocchino,Mohammed el Garbuzi, dopo aver respinto più e più volte le domande di estradizione che lo riguardavano giunte dal Marocco.
Un quotidiano marocchino aveva anche pubblicato «rivelazioni» secondo le quali el Garbuzi era «il principale reclutatore dei militanti del Gicm e il coordinatore principale tra le sue cellule in Europa». Canada, Francia, Italia, Belgio e Gran Bretagna sono i Paesi in cui queste cellule in sonno sarebbero tutt'ora annidate.
Pare che El Garbuzi abbia stretti legami con Abu Qataba, l'imam palestinese di origine giordana considerato il capo di Al Qaeda in Europa. Nonostante questo aveva ottenuto asilo in Gran Bretagna.
Chissà che ne pensano il giudice Forleo e la Procura di Milano.

* (ANSA) - Londra, 10 LUG - 'Quasi certamente i terroristi degli attentati di Londra sono nati in Gran Bretagna, pensare che siano stranieri e' solo un pio desiderio' E' quanto ha affermato l'ex capo di Scotland Yard,Lord Stevens, in un'intervista alla BBC. Secondo Lord Stevens, 'ci sarebbero circa 3.000 britannici, o persone che comunque risiedono nel Paese, addestrati da al Qaida o con legami con quella rete terroristica'.


di Rolli alle 09.07.05 13:02 | Estera & Esteri | Commenti (21)

Commenti

D'Alema: "E’ l’odio verso i nostri valori, è l’odio verso la democrazia, è una forza reazionaria, antimoderna, e la sinistra non deve credere che sia il nemico soltanto dell’occidente di Bush, è il nemico del nostro occidente, e anche in ciò che ci divide dalla destra è un nostro nemico: ricordiamoci, si ricordi il popolo della pace, che Bush è il leader di un grande paese democratico, e che dall’altra parte ci sono i terroristi", “Sono sotto attacco i valori universali, non solo la democrazia, ma le libertà individuali, l’uguaglianza dei diritti fra donne e uomini, è in atto una grande sfida culturale e politica, e l’11 settembre, dopo una lunga incubazione, l’ha rivelata al mondo: ‘l’occidentalite’ dei fondamentalisti religiosi islamici, intellettuali di formazione europea che, a partire dagli anni Venti, hanno reagito al timore di un’omologazione culturale del mondo islamico, volendo difendere l’identità minacciata dalla pervasività del mondo occidentale. Siamo di fronte a un grande fenomeno, e la sinistra, accecata da quell’antimperialismo che poteva anche starle simpatico, non ha visto il pericolo che sorgeva”.

Dal Foglio. Peccato che l'intervista si chiuda con la solita scemenza sul diritto internazionale e guantanamate varie.

di Return il 09.07.05 16:47 | M | C | #

Il terrorismo è un fenomeno che va affrontato con misure speciali, è stato già detto tutti i mussulmani non sono terroristi, ma tutti i terroristi sono mussulmani, controlli ferrei legislazione ad hoc, se come vanno declamando sono contro il terrorismo, non ce ne vorranno gli amici mussulmani, dopotutto lo si fa anche per loro, diro' di più una loro attiva e fattiva collaborazione potrebbe anche alleviare loro il disagio. Mettere sul banco di prova la loro reale condivisione dei valori in cui crediamo.

di eMi il 10.07.05 11:52 | M | C | #

Finalmente qualcuno che mi fa sentire meno solo... grazie, eMi.

di Alx il 10.07.05 12:04 | M | C | #

E' sempre piu' evidente che D'Alema punta ad essere "un leader di governo affidabile".
In un Paese a sovranità limitata come l'Italia, dovendo superare i possibili veti di Stati Uniti e Vaticano , chi si candida al vero potere deve offrire delle garanzie (leggi: ferreo atlantismo+garantire lo storico privilegio alla Chiesa).
Lasciatelo lavorare, potrebbe anche farcela: in fondo gli manca solo di rifarsi il guardaroba inserendo giacche e cravatte meno sciatte.

di olden il 10.07.05 12:24 | M | C | #

Quando il Giappone attaccò gli Stati Uniti migliaia di nippo-americani finirono in campi di detenzione, senza tante storie né stracciamenti di vesti. Allora il politicamente corretto non andava di moda, evidentemente.
Siamo in guerra, si dice. Abbiamo venti milioni di islamici in Europa, migliaia di loro sono da tempo "sotto osservazione" in quanto sospettati di essere terrorristi o fiancheggiatori. Pensare di privare questi "osservati" (anzi, "attenzionati" in linguaggio buro-poliziesco) dei sacrosanti diritti civili generosamente concessi è troppo "nazista"? Parole tante, opere poche, omissioni a bizzeffe? E allora prepariamoci alla sconfitta. Sapete cosa mi divertirebbe? Tenuto conto che ai connanzionali in fondo interessa prevalentemente mantenere lo status quo lavoro-stipendio-vacanza (l'ultima soprattutto), non ci starebbe male un bel provvedimentino che obbligasse le nostre ragazze a frequentare le spiagge avvolte in un fresco chador, con i ragazzi su altre spiagge ben separate da barriere alte tre metri. Così, tanto per provare le gioie dell'islamic way of life.
Chissà se qualcuno si sveglia.

di xman il 11.07.05 08:19 | M | C | #

Stamane ho letto sul Carlino che la Forleo si è intromessa in un'operazione di polizia urbana/amministrativa a Milano nei confronti di un clandestino senza biglietto. Mala tempora currunt....

di vbrother il 11.07.05 10:14 | M | C | #

Visto il concentrato di luoghi comuni che si leggono da queste parti, chiedo a qualcuno la gentilezza di darmi una definizione univoca di "terrorismo", altrimenti si porge il fianco a chi ancora fa distinzione tra bombardamenti, guerriglia, terrorismo, effetti collaterali e quant'altro.

Grazie

P.S.
Per xman (un bel nick da supereroe è davvero azzeccato) dove avresti localizzato il sito per creare un campo di concentramento da 20milioni di persone ?

di JBGrenouille il 11.07.05 10:29 | M | C | #

Clandestino fermato, la Forleo litiga con la polizia(corrieredellasera)
Mandato da Il Legno Storto Lunedì, 11 luglio 2005, 06:41.
IL CASO / L’inseguimento a Milano. La Gip: ho dato le mie generalità per poi poter testimoniare a suo favore

Il giudice è intervenuto durante l’arresto dell’extracomunitario: modi brutali. Il sindacato: facevano il loro dovere

MILANO - Un extracomunitario clandestino viene inseguito e arrestato in pieno centro a Milano dalla Polizia. Dal capannello di curiosi che si forma intorno agli agenti che ammanettano l'uomo emerge una donna che, indignata per i modi a suo dire «troppo brutali» dei poliziotti, si fa avanti con cipiglio. «Non c'è resistenza a pubblico ufficiale. Posso testimoniarlo. Sono un magistrato» dice agli agenti che, per tutta risposta, la invitano ad allontanarsi senza interferire e poi, mentre la folla comincia a rumoreggiare contro di lei, le chiedono i documenti. Lei è Clementina Forleo, il giudice che, assolvendo tre islamici accusati di attività eversiva, ha sostenuto la necessità di distinguere anche in Iraq tra guerriglia e terrorismo scatenando un vespaio di polemiche. «In questi tempi c’è un clima di caccia all’immigrato. Io mi sono limitata a farmi avanti come semplice cittadino pronto a testimoniare in favore dell’arrestato nel caso fosse accusato di resistenza a pubblico ufficiale» spiega il giudice.

L'intervento del magistrato viene definito «un fatto di gravità inaudita» da Agostino Marnati, segretario provinciale del sindacato Uilps, il quale in una nota comunica che «la circostanza» sarà «presto all’attenzione» del presidente della Repubblica, del Csm e dei ministeri della Giustizia e dell’Interno e convoca per oggi una conferenza stampa, annunciando la presenza dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio.

Dall’evidente imbarazzo del palazzo di giustizia e della questura emerge qualche particolare di questa vicenda. Sono le 17 circa di venerdì scorso e la Volante «Duomo» viene chiamata in via Durini. Un egiziano di 42 anni, Mohamed S. S., immigrato irregolare, è stato sorpreso in autobus senza biglietto. Fermato, ha rifiutato di dare i documenti e i controllori hanno chiamato la polizia. L’uomo tenta di fuggire. Preso, viene gettato a terra e ammanettato alla schiena.
A questo punto compare Clementina Forleo. «Ero per strada con un collega - racconta - e ho visto tre o quattro pattuglie ferme, polizia e vigili urbani. Ho pensato fosse accaduto qualcosa di grave e mi sono avvicinata quando ho visto un uomo che fuggiva prima di essere bloccato con violenza da 4 o 5 agenti».
Modi bruschi, tanto da far sentire al gip milanese, che prima di entrare in magistratura ha fatto parte della polizia, l’irrefrenabile necessità di fare qualcosa per quell'uomo. Ciò che la spinge, evidentemente, è l'esperienza di tutti i giorni: «In modo riservato l'ho detto anche ai poliziotti: spesso accade che si contesta la resistenza a pubblico ufficiale e poi nel processo si dimostra l'inesistenza del reato».

La risolutezza e il nervosismo del giudice non piacciono agli agenti già tesi per l’arresto. Mentre l'egiziano è dentro l’auto ammanettato, nasce un battibecco che, secondo gli agenti, raggiunge toni concitati con i poliziotti che difendono il proprio operato e con il giudice che continua a ripetere di essere pronta a testimoniare. «Volevo solo dare le mie generalità, ma sono stata cacciata in malo modo». Quando mai, rispondono dal sindacato: «Gli agenti stavano facendo solo il proprio dovere». Ha usato «modi alterati e per nulla eleganti», scrivono i poliziotti nella relazione, e loro hanno evitato che «si rendesse responsabile di interruzione di pubblico servizio» mentre l’egiziano «non ha opposto resistenza».

La tensione sale alle stelle. Una ventina di persone si fanno intorno al gruppo di pubblici ufficiali che discutono animatamente. Qualcuno comincia a inveire contro il giudice: «La Polizia arresta e voi scarcerate», grida uno condendo con offese irripetibili. «Qualcun altro si è rivolto a me dicendo "Fanno bene quando le violentano". Gli agenti non sono intervenuti», riferisce il giudice. In Procura non è ancora arrivato nulla sull’arresto dell’egiziano.

Alberto Berticelli Giuseppe Guastella

di vbrother il 11.07.05 10:42 | M | C | #

JBGrenouille, sai anche tu, immagino, che non esiste, nel diritto internazionale, una definizione del terrorismo condivisa da tutti. Forse ci arriveranno le NU, dopo tutte le convenzioni sulla questione fallite. Perché fino ad ora non ci sono riusciti? Perché i paesi arabi vorrebbero che il termine terrorismo fosse definito in base alle finalità e non in base ai mezzi utilizzati. E se no come si potrebbero giustificare i bus di civili fatti saltare per aria?

di Minerva il 11.07.05 10:47 | M | C | #

Ma come si può? Solo perché uno respira ha il diritto di calpestare la sovranità dello Stato ospitante, risiedendo illegalmente, usando i mezzi pubblici a nessun titolo, tentando pure di scappare? Tante volte non ho avuto i soldi nemmeno per mangiare, ma tutte le volte mi sono rifiutato in coscienza di prendere il bus a scrocco, e quando non avevo il biglietto per ragioni diverse non ho mai neppure contestato le sanzioni, per quanto odiose, per me "dura lex, sed lex". Prima della legge, della religione e della cultura bisogna avere l'orgoglio di essere uomini anche in circostanze difficili, e troppa gente nostrana ed estera, clandestini e non, si scorda per pigrizia e pusillanimità di avere una spina dorsale da tenere dritta ed una faccia da mostrare pulita, almeno per amor proprio. Vergogna a chi compatisce gente senza scrupoli né morale, e la difende a scapito del diritto.

di vbrother il 11.07.05 10:49 | M | C | #

Del resto se i giudici di fatto non rispondono del loro operato, anzi vengono promossi con gli scatti di carriera nonostante le sentenze pericolose, ideologiche e peraltro impugnate subito dopo, è ovvio che continuino la loro militanza sul campo.
In ogni caso la risposta sulle distinzioni tra guerriglia terrorismo, viene dagli stessi islamici moderati. Qui

di Rolli il 11.07.05 11:24 | M | C | #

Errata corrige: "...senza scrupoli ne' morale ...". Per un punto Martin perse la cappa...

di vbrother il 11.07.05 11:33 | M | C | #

Bhe allora quelli che dicono di cacciarli dove li vogliono cacciare, visto che sono nati lì? Bisogna ucciderliiiiii.
Sempre se si abbia la volontà di combatterlo per davvero. Se aspettiamo che siano i giudici come la Forleo a difenderci tanto vale convertirsi subito e andare a vivere in Arabia.

di davide il 11.07.05 13:09 | M | C | #

Per JB Grenouille.
Forse non l'ho scritto benissimo ma il "concentramento" è figurato nelle "migliaia" non nei venti milioni.

di xman il 11.07.05 13:47 | M | C | #

PS per JB:
xman, nel mio caso, non c'entra con i supereroi. Ritenta, sarai più fortunato.

di xman il 11.07.05 13:48 | M | C | #

"Tenuto conto che ai connanzionali in fondo interessa prevalentemente mantenere lo status quo lavoro-stipendio-vacanza (l'ultima soprattutto), non ci starebbe male un bel provvedimentino che obbligasse le nostre ragazze a frequentare le spiagge avvolte in un fresco chador, con i ragazzi su altre spiagge ben separate da barriere alte tre metri. Così, tanto per provare le gioie dell'islamic way of life."

Al momento, e senza provvedimento alcuno, credo siano sufficienti i prezzi dei nostri stabilimenti balneari per far svegliare qualcuno.. che non si sveglia !
E comunque, visto l'andazzo che si sta prendendo, anche la catholic way of life è ben indirizzata in tal senso... finché gli islamici non avranno voce in capitolo, come invece hanno i cattolici, nell'organizzazione della mia vita non me ne preoccuperò. Contro il relativismo si sta già scagliando qualcun altro.. e il contrario di relativismo è assolutismo !

di JBGrenouille il 11.07.05 14:15 | M | C | #

Rolli, anche sotto questo post sono spariti alcuni commenti.

di Minerva il 11.07.05 14:53 | M | C | #

Il blog da stanotte sta subendo un attacco spam massiccio che oggi non si riusciva a controllare. Potrei anche essere stata io, ma non mi sembra, mentre cancellavo centinaia di messaggi manualmente, a farne saltare inavvertitamente qualcuno. Non si spiega però perchè alcuni scompaiano e appaiano. Se succede ancora me lo segnalate? Merçi

di Rolli il 11.07.05 15:28 | M | C | #

Caro JB l'ultima frase l'hai rubata a Michele Salvati, dì la verità.
Ed è un'affermazione esatta, ma anche il relativismo può ben essere relativo (e questa invece è mia). Solo questo si chiede, di non svendersi, di fissare dei limiti. Non è assolutismo, non è pretesa di possedere tutta l'unica e sola verità, semmai è pretesa di di non diluirsi in un mare di "tutto si equivale".

di xman il 11.07.05 16:14 | M | C | #

da Bananas, Marco Travaglio

"...L'unica legge antiterrorismo fin qui varata, quella che introduce il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale (articolo 270 bis, comma 3), è stata scritta coi piedi: finora in tutta Italia ha prodotto una sola condanna, per giunta patteggiata. Ma quando i magistrati spiegano che la norma non funziona, si preferisce accusarli di parteggiare per Bin Laden, anzichè farla scrivere da uno che ci capisce." (segue)

il resto dell'articolo lo trovate nel link (non è mio il blog, non sono un acchiappaclick)

gabriele

ps senza polemica, ma per portare un ulteriore elemento alla discussione, mi sembra semplicistico dire che la mforleo lavora per il terrorismo

di watchdogs il 12.07.05 20:03 | M | C | #

Si fa presto a dire "i magistrati". Ma forse sono solo quelli che conosce il signor Travaglio.
Qualcuno (Magistratura indipendente) ha un'opinione ben diversa del 270 bis.

"Parlare dei problemi normativi significa, principalmente, valutare il decreto legge 18 ottobre 2001 n. 374, come convertito con modifiche dalla legge 15 dicembre 2001 n. 438.

Si tratta di un provvedimento il cui contenuto merita, nel suo complesso, apprezzamento, perchè ha saputo cogliere taluni profili di criticità nella risposta dello Stato al terrorismo, specie quello di natura sovranazionale, fornendo agli operatori strumenti più adeguati.
Mi riferisco, ad esempio, alla nuova formulazione dell’art. 270 bis c.p. che considera sussistente, ai fini delle legge penale, la finalità di terrorismo anche quando gli atti di violenza siano rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione e un organismo internazionale (3° comma). In tal modo si potrà dare nel futuro la giusta qualificazione giuridica all’attività illegale di soggetti che, sul nostro territorio, contribuiscano ad organizzare e mantenere in vita gruppi armati, che si pongono come obiettivo non di colpire direttamente il nostro Paese, ma gli ordinamenti costituzionali di altri Stati.

Riprendo una considerazione già esposta nel paragrafo precedente: il testo previgente dell’art. 27° bis c.p. non permetteva di attribuire rilevanza penale, sul piano del reato associativo, a condotte di sostegno e di aiuto logistico per il funzionamento di un gruppo armato a carattere sovranazionale, tanto è vero che il solo possibile termine di imputazione poteva essere quello ex art. 416 c.p.: soluzione palesemente inadeguata ai reali connotati di simili attività.

La nuova formulazione dell’art. 270 bis c.p. è valsa, quindi. a colmare un vuoto normativo e ad aumentare conseguentemente il livello della potenziale risposta repressiva a gravi fenomeni criminosi".

di Minerva il 12.07.05 20:34 | M | C | #

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