Folklore e democrazia
Qualcuno di buona volontà ogni tanto prova a spiegare che in Iraq dalla fine delle ostilità non ci sono solo attacchi terroristici e rischi di imminente guerra civile. Sono dati che andrebbero propagandati meglio, più spesso e più ampiamente.
Altrimenti ci si deve accontentare dei riflessi informativi di chi la butta in folklore
di Losciacallo alle 25.04.05 15:22 | | Commenti (23)
Bravo Sciacallo, dimostri buona volontà. In effetti anche qui sul blog, l’attenzione per il nuovo Iraq è andata via via scemando. non si è capito perchè, dopo anni si temeva forse di annoiare il pubblico , beh c’è anche il comprensibile schifo di dover aggiornare quotidianamente la lunga lista dei morti.
E’ difficile stare informati, siamo travolti dal chiacchericcio, adesso vanno di moda le istanze degli atei devoti, l’eutanasia, l’aborto. Argomenti altrettanto importanti, davvero, ma è un periodo confuso e ho la sensazione che vengano utilizzati e proposti, con la speranza di farne dei catalizzatori per nuovi pericolosi accentramenti di potere. E’ sempre stato difficile per le società affrontare periodi di grandi trasformazioni sociali economiche, senza mettere mano al manganello e alle armi.
ciao k.
A me quando ti leggo improvvisamente mancano le parole.
Cioè, in realtà ne avrei, ma me le tengo per non doverti ricoprire di contumelie.
Perchè non smammi e mi fai una cortesia?
..uhmm, "perchè non smammi?" che invito gentile, mica c'avrai il manganello in mano? (scherzo) comunque io ti leggo volentieri, e se ho tempo scrivo pure quello che penso, come mi riesce. sull'iraq leggo solo di cadaveri autobombe elicotteri abbattuti. se hai qualche buona notizia dalla pure, fai una cortesia a tutti.
ciao k.
Olden, ma tanta insistenza come si giustifica?
Non e' che sei entrato nel sito dell'agenzia matrimoniale Farah e hai messo gli occhi su un'irachena?
Stai cercando rassicurazioni prima di volare a Baghdad?
Blind
Detto per inciso, le irakene, o se si vuole Babilonesi, sono veramente belle donne, almeno a giudicare dalle foto d'agenzia che ho spesso occasione di vedere.
Occhi quasi a mandorla, naso altero, sguardo fiero e indomito. Portano con sè millenni di storia, emanano un fascino antico e misterioso che trovo interessantissimo.
Tuttavia, sono sposato, e anche felicemente.
Piuttosto, tornando a noi, quando sono finite le ostilità?
Sono belle.
Sai Olden, mi chiedo cosa intenda tu per ostilita'.
Come t'immagini questo Iraq?
Che vita pensi che conducano i milioni di famiglie irachene?
Blind
Blind: nè io nè te siamo in grado di immaginare la vita di una famiglia irakena, magari abitante a Falluja o a Mosul. Non siamo in grado perchè qui la corrente elettrica c'e' 24 ore al giorno, l'acqua esce regolarmente dai rubinetti quando li apriamo ed è potabile, possiamo andare a fare un giro in auto quando ci pare senza pensare che un ragazzotto del kansas troppo nervoso si faccia scappare una raffica al posto di blocco, o che salti in aria un'autobomba mentre stiamo parcheggiando per andare a comprare il pane.
Nè tantomeno possiamo immaginare cosa significa essere svegliati nel cuore della notte dalla suola dello scarpone di un soldato che colpisce la nostra porta e entra gridando con il mitra spianato in salotto.
Oppure avere un figlio che vuole sposarsi e allora va a fare la fila per entrare in Polizia cosi' almeno uno stipendio lo raccatta, che in guerra lavoro normale non ce n'è, ma invece salta in aria nel piazzale del centro arruolamento e ci chiamano per andare a riconoscere i resti sparsi sui parabrezza delle macchine parcheggiate.
No. Io non riesco ad immaginarmelo. Proprio non ci riesco.
Olden, poche parole le tue ma inequivocabili nel loro esprimere il solito antiamericanismo a buon mercato.
Non usi la parola terrorista, neppure per sbaglio, preferisci parlare di autobomba, un arma teleguidata svuotata della presenza di un carnefice indifferente alla sofferenza dei suoi stessi "fratelli" che invece c'e'.
Ma il ragazzotto del Kansas appare e lo possiamo immaginare mentre spara all'impazzata su chiunque.
Come pure ci descrivi lo scarpone, cioe' il piede del soldato (del Texas, forse?) implacabile emulo delle SS hitleriane.
Diventa difficile a questo punto parlare di un altro Iraq che non e' neppure sfiorato dalle tue immagini deformanti una piu' complessa e varia
realta'che vorresti far ignorare a chi ti legge.
Blind
Blind poche parole le tue, ma inequivocabili. Anatomizzi la puntuale risposta di Olden, confutando, non le frasi che lui riporta, ma le fantasie che ti sei scritta da sola ( le SS o gli spari all’impazzata). Alla fine ti nascondi dietro “un altro Iraq” più vario e complesso di cui diventa difficile parlare.
come darti torto, è sempre più difficile.
ciao k.
Guarda K che un ragazzotto nervoso che si fa scappare una raffica di mitra non e' altro che uno che spara all'impazzata su chiunque. Come lo definiresti tu?
Oppure forse che nella notte dei cristalli di nazista memoria la gestapo e el ss non entravano cosi' nelle case delle famiglie ebree, dando un calcio con gli scarponi alle porte?
E che ci siano in Iraq distretti con milioni di persone che non conoscono quanto avviene in certi e dico certi e non tutti, quartieri di Baghdad o di Falluja o di Mosul, ti pare tanto impossibile che sia?
Donne e uomini che guardano alla costruzione di questa democrazia con fiducia e che con la stessa fiducia si programmano il futuro anche attraverso la ricerca di una moglie e di un marito.
Tu prova a mettere sotto il microscopio la cosa piu' variegata del mondo e poi dimmi quanto ne capisci dell'insieme.
Allora ti soffermi a leggere quelle notizie che, come dice Losciacallo, sono declassate a mero folklore, ma che invece rappresentano, insieme all'affluenza alle urne, al raddoppio delle iscrizioni alle scuole dei bambini, alle 7 donne ministro nell'attuale governo, un Iraq davvero lontano dai tuoi incubi e di quelli di Olden.
Blind
Blind, tagliamo corto. Tanto nè tu nè io abbiamo esperienza diretta della vita quotidiana in Iraq, e probabilmente nessuno di noi due cambierà minimamente idea dopo questa discussione.
Tralaltro rischiamo entrambi di semplificare e di non capirci, visto che magari tu parli dei progressi che ci sono nelle zone curde, mentre io parlo della disastrosa situazione delle zone sunnite.
Basiamoci piuttosto su fatti: adesso saltano per aria anche le moschee sciite, cioè in pratica la guerra civile è iniziata. Questo è un segnale gravissimo di peggioramento, inutile attaccarsi alla realtà virtuale che tu sembri avere in mente.
p.s. - uso malvolentieri il termine "terroristi" perchè ormai non ha piu' un suo preciso significato. E' piuttosto usato come un'arma impropria che chiunque puo' brandire all'occorrenza contro chi gli sta sulle palle.
Bene, detto questo, adesso puoi dirmi un classico: "Olden, tu difendi i terroristi!" , probabilmente poi ti sentirai meglio.
Olden, quand'e' che per te la parola terrorista ha mai avuto un suo preciso significato?
Io non ricordo di aver mai letto un tuo commento che ne affermasse l'esistenza.
Per quanto riguarda la tua personalissima visione di una guerra civile irachena, beh, forse ci starebbe bene in una sceneggiatura per un film di Mel Brooks, tipo "La pazza storia del mondo".
Come e' possibile parlare di guerra civile basandosi su alcuni attacchi, per quanto sanguinosi, circoscritti in un area precisa di un paese?
Voglio dire, Olden, che l'Iraq e piu' vasto dell'Italia di almeno centomila kmq, con una popolazione che e' concentrata soprattutto nel sud, dove la vita brulica di tutto, compresa la nascita di decine di nuovi partiti ma non di autobomba.
Un paese il cui nord e' pacificato dalla presenza curda e dove si parla di un triangolo sunnita che e' piu' un espediente politico-giornalistico che una realta' fisica.
Certo che se per guerra civile tu intendi anche quella che i residuati del terrorismo anni '70 dicono di aver combattuto, al fine di non venir processati per le loro colpe individuali, beh, allora la guerra civile e' pure nell'attuale spagna.
Ciao.
Blind
Ti rendi conto di quale significato puo' avere una moschea sciita che viene attaccata dai sunniti?
Non è per la moschea, e neppure per il numero dei morti: e' un atto politico. E' qualcosa che puo' scatenare il finimondo.
L'equilibrio tra le componenti etnico religiose dell'Iraq è sempre stato una faccenda delicatissima. Oggi - dopo le tanto decantate elezioni politiche, boicottate da un intero gruppo etnico-religioso (i sunniti) è chiaro che è saltato tutto.
Non ci vuole un esperto di politica internazionale per confermare che elezioni politiche con risultati contestati da un'intera componente etnico-religiosa della società sono il classico innesco delle peggiori sventure.
Questo lo dice l'esperienza, lo dice la pratica, non i voli pindarici neoconiani che, francamente, adesso hanno proprio stufato.
p.s. - io avevo un amico, che era ottimista piu' di te. Diceva che le cose in Iraq dovevano essere sicuramente piu' normali di come ce le dipingono. Scherzava: "ci sarà figa a Bagdad?". Dopo pochi giorni da suo arrivo, nonostante il suo inguaribile ottimismo, capi' subito che ... cazzo, è proprio guerra. Si chiamava Enzo Baldoni.
Il tuo amico, che mi era oltremodo simpatico, se ricordi evitava accuratamente gli americani fidandosi dei "guerriglieri" - quelli che noi cattivacci chiamiamo terroristi - chè lui doveva fare il libro sulla resistenza.. (così, mentre ti stufi delle bazzecole dei neocon)
Forse il problema era un altro
Prima dell'Iraq era stato in Colombia, che è notoriamente uno dei posti piu' pericolosi del mondo. Anche li' ando' per conoscere la vita dei "ribelli", e ci riusci' benissimo.
L'Iraq invece si rivelo' subito un posto molto piu' pericoloso. Chi continua a sostenere che in Iraq le cose in fondo vanno abbastanza bene, puo' sempre prendere un biglietto per Bagdad e andare a verificare di persona.
p.s - se vi capita di atterrare con l'aereo a bagdad, non impressionatevi per l'acrobatico atterraggio a cavatappi: serve per evitare i colpi di rpg che arrivano contro ogni aereo. Buona fortuna, e... forza con l'ottimismo! :-)
Olden, i sunniti hanno soggiogato, sottomesso, torturato, eliminato gli sciiti per decenni.
Come puoi pensare che un attacco ad una moschea sciita abbia lo stesso impatto del, che ne so, 'attentato all'arciduca Francesco ferdinando che infiammo' la I guerra mondiale?
Mavvalla'.
Blind
p.s.: tempo fa mi colpi' molto la testimonianza di un ufficiale americano che avendo invitato un giornalista a visitare uno degli ospedali che gli alleati avevano costruito poco fuori Baghdad, si senti' rispondere: "Noi non siamo qui alla ricerca di buone notizie!".
Blind
Ciao Blind :)
Olden, se proprio devo finire nelle mani di quelli che tu chiami guerriglieri, ecco, preferisco i colombiani..ma se proprio devo, eh! Da quelli musulmani preferisco tenermi alla larga, che non ho mica i ponti per baghdad e il manifesto e il core a core decennale dimostrabile, io.
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