Terri Schiavo: la scelta nazista
Terri Schiavo è morta, per mano di suo marito e in punta di diritto, col benestare del giudice e di tanta brava gente sdegnata perchè si voleva tenere in vita una cerebrolesa.
Terri Schiavo guardava i palloncini e sorrideva, muoveva gli occhi per seguire i movimenti delle persone che le volevano bene e le stavano accanto, respirava, aveva intatte le sue funzioni vitali. Non è stato sufficiente perchè potesse continuare a vivere.
Terri Schiavo era nelle mani di un marito che pare la maltrattasse e che in lei vedeva un peso e un ostacolo per la sua nuova vita, accanto ad un'altra donna e ai suoi due bambini nuovi nuovi e normali, senza lesioni.
Il giudice non ha voluto che la potestà tornasse in mani naturali, quelle di coloro che in lei non vedevano un peso ma semplicemente la figlia amata sempre e comunque, cerebrolesa o meno.
Nessuno è stato testimone della presunta volontà giovanile di Terri, di non voler finire attaccata ad una macchina, espressa durante la visione di un film. (Quante cose avremo detto, noi, di fronte ad un film, vent'anni fa? Io nemmeno me le ricordo, ma vi prego scordatevele, nel caso, e badate a me per ciò che sono oggi e non per quel che ero. Farò lo stesso con voi. Perchè sì, c'è da aver paura.)
Ciò nonostante il giudice ha riconosciuto a Michel Schiavo il ruolo di interprete, dandogli il potere di uccidere sua moglie perchè ormai era inutile, con il suo sguardo da bambina fuori dal mondo.
Certo, nessuno di noi vorrebbe finire in coma, sofferente, attaccato ad un respiratore, come un vegetale inondato di dolore e di buio. Ma Terri non era così, non soffriva, era semplicemente fuori dal mondo. E aggiungerei "forse".
Ma tanto è bastato per negarle da mangiare e da bere e farla morire in modo terribile.
C'è una una pessima aria, in giro, ed ha un sapore nazista
di Rolli alle 31.03.05 22:17 | Opinioni | Commenti (55)
Al di là dei giudizi morali (non perché non abbiano importanza), mi ha meravigliato parecchio che un paese tutto sommato molto religioso come gli USA abbia permesso una decisione di questo tipo.
Quando mi chiedo se in Olanda l'avrebbero fatto non sono mica così sicuro....
l'hai visitata? no, perchè tutti i medici a parte quelli pagati dalla famiglia di terri e dai suoi generosi finanziatori ultraconservatori dicevano "stato vegetativo permanente" quindi a leggere tanta sicurezza mi sento di affermare che l'hai visitata di persona... non credevo fossi un neurochirurgo
A dire il vero i pareri medici sono discordi. Senza essere neurochirurgo so leggere.
Aver tolto il tubo dell'alimentazione a Terri semplicemente perchè era cerebrolesa è assassinio. Molte volte si tende a proiettare sui pazienti cerebrolesi come Terri Schiavo il dolore e la sofferenza che noi ci immaginiamo, ma spesso è soltanto una nostra proiezione e loro non soffrono affatto.
Siamo tutti corresponsabili, pentiamoci che questo non si ripeta mai più o finiremo veramente per superare ogni limite (vedi anche i numerosi casi di pedofilia e maltrattamenti ai bambini) e per l'umanità sarà la fine
ripeto, gli unici pareri discordi erano quelli dei medici pagati dai genitori di terri, e solo quelli... medici con una bella carriera, tipo il tizio condannato perchè raccontava in giro di essere un candidato al premio nobel e consigliava ai suoi pazienti terapie inutili ma costose
ah, e in questo post non c'è niente di dubitativo, hai semplicemnte deciso tu cosa è giusto e cosa no... come fai sempre del resto
avere una corte di lacché come quelli che frequentano questo blog ti fa male, poi ti toccano brutti risvegli quando ti impegoli in discussioni in altri posti, dove non ti puoi portar dietro la claque
Tetsuo, dici scemenze, i pareri sfavorevoli non erano solo quelli dei medici dei genitori di Terri. Leggi, fai il bravo, informati, studia, fa' qualcosa per te stesso.
Come avrai notato non ho bisogno di claque, me la cavo molto bene da sola. Tu invece vedo che sei affetto da una pancreatite seria
Rilassati e non frequentare troppo questo blog, che poi ti viene un coccolone bilioso.
Lo dico per te, eh! Per me puoi continuare a stare qui, come De Andrè insegna.
A domani, che io ora vado a nannina
Non capisco, Tetsuo. Anche se fosse stato come dici tu - un vegetale senza alcuna speranza di tornare alla vita 'normale' - perché ucciderla? C'era chi voleva prendersi cura di lei, starle vicino ed accudirla. Allora, perché ucciderla? Non c'era neanche prova certa di una volontà espressa, anni prima di ammalarsi, sul rifiuto delle cure. Allora, perché ucciderla? E cosa dovremmo fare dei disabili gravi che vivono in migliaia e migliaia di nostre famiglie? Di tutti quelli che non hanno speranza di vivere una vita felice?
E mi fa tanta rabbia leggere quelli come te. Gli stessi che sicuramente si indignano quando qualche criminale viene mandato alla sedia elettrica. Gli stessi che si inteneriscono alla notizia dei delfini "spiaggiati" in Australia. Gli stessi che firmano petizioni per l'abolizione della caccia alla foca monaca o la difesa del fringuello alpino in estinzione. Gli stessi che poi, di fronte al caso di Terri Schiavo, l'unica cosa che sono capaci di fare è reclamare il diritto di gettare nella pattumiera un essere indifeso che non ha fatto male a nessuno.
Donatello
certo e` che io cosi` non vorrei vivere. piuttosto staccatemi la spina. se quella si chiama vita.
allora e` assassinio anche staccare i frutti dalla pianta...
Accidenti ai media e a coloro che si sono fatti strumentalizzare !
Blind
un essere indifeso che fino a prova contraria aveva chiesto di morire piuttosto che restare in quello stato. 15 anni, sono passati, non ha avuto un incidente la settimana scorsa, 15 anni senza nessun cambiamento di nessun genere.
(Quante cose avremo detto, noi, di fronte ad un film, vent'anni fa? Io nemmeno me le ricordo, ma vi prego scordatevele, nel caso, e badate a me per ciò che sono oggi e non per quel che ero. Farò lo stesso con voi. Perchè sì, c'è da aver paura.)
che diavolo vuol dire? niente, perchè lei ha smesso di vivere poco dopo aver detto quelle cose. non può aver cambiato idea, perchè non era più viva già da 15 anni. io che non voglio finire così l'avevo detto ai miei genitori già qualche anno fa, e spero che se ne ricordino, e che non mi condannino a qualcosa che è peggio della morte solo per egoismo e per la loro l'incapacità di accettare la realtà.
Intanto Terri Schiavo non ha scritto un accidenti di nulla e il marito pare la maltrattasse, tanto che c'è il sospetto che la donna sia entrata in quello stato proprio grazie a un tentativo di strangolamento. Non lo sapremo mai, certo è che quel campione di marito è l'unico testimone delle presunte volontà di Terri.
Della sua capacità di prendere atto della realtà, come detti tu dall'alto della tua esperienza, avrei qualche dubbio, visto che ha una nuova famiglia e questo presuppone che tanto amore per Terri da essere obiettivo nella valutazione del suo diritto alla vita non ne deve avere. Se lo avesse avuto non avrebbe impedito ai suoi genitori di assistere la figlia nel momento del trapasso. Invece si è reso artefice di una nefandezza dietro l'altra, fino ad impedirne la restituzione della salma alla famiglia. Come se a lui gliene fregasse qualcosa, di avere il corpo della moglie considerando appunto che da anni ha una nuova esistenza.
Di malati, peraltro, devi averne visti e seguiti pochi, per non sapere come sia facile da sani dire "io così non vorrei vivere" e invece, da malati, attaccarsi prepotentemente alla vita, fino a negare a sè stessi anche una malattia grave.
Con questi presupposti, e cioè senza uno straccio di testimone che abbia raccolto la volontà reale di Terri da sana, e senza sapere cosa volesse da malata; senza un testamento biologico e con medici ed infermieri che da un canto affermano che il marito impedisse già anni fa la cura della moglie - sia che fosse la cura di un infezione urinaria che si trattasse della terapia riabilitativa - dall'altro descrivessero i miglioramenti della donna, quali chiedere aiuto, salutare, sorridere; con questi presupposti tu ti ergi in cattedra e decidi che Terri è giusto che morisse, venendo ad accusare me di non aver scritto un post dubitativo.
Sono d'accordo con Donatello e con Rolli (ma con lei lo sono quasi sempre).
Se uno vuole crepare piuttosto che vivere malato, in fondo sono cazzi suoi. Pretendere di applicarlo agli altri mi sembra decisamente esagerato. E l'esito è perfettamente definito dalla parola "nazista".
Francesco
Cioè, dico, vi pare il caso? Ora spiegatemi perchè uno di sinistra non dovrebbe chiamare "metodo nazista" l'intervento in Iraq. Prego. Tanto si parla per slogan.
E' stata una penosa diatriba famigliare trascinata e finita (male) in tribunale con una decisione ad personam, certamente discutibile, anche nei metodi. Succede con la pena di morte, succede con le guerre, succede con l'affidamento dei figli e degli anziani, e su scala molto più grande, senza tutta questa morbosità. Fuori da questo sono solo chiacchiere. Tirate pure fuori il nazismo, io personalmente sono stufo marcio di questi discorsi ideologici e toni apocalittici.
Prima ti fanno credere che gli USA sono guidati dai fondamentalisti evangelici, eccellenti professori si riempiono la bocca di ritorno al sacro e fine dell'illuminismo, adesso contr'ordine compagni, c'è aria di nazismo. Di questi tempi meglio leggere Topolino.
Feroce ironia della sorte, il nazismo è nato come setta mistico-religiosa, ed ha attecchito grazie alle spinte irrazionali di noi europei fresconi.
rolli, sono passati 15 anni. non si è trovato una famiglia dopo 2 settimane, sono passati 15 ANNI. e nessun infermiere, medico o altra persona non collegata alla famiglia ha mai parlato di nessun genere di miglioramento
Continui a parlare a vanvera, Tetsuo, fai venire la depressione. Leggi, informati, vai oltre al tuo naso, sforzati. Insomma, anzichè pensare totalmente obnubilato alla mia corte di lacchè, pensa che non leggi nemmeno i volantini e cianci.
I link sono ottimi anche per LR. Nel frattempo mi dedico al nuovo numero di Topolino.
Seguendo la linea di ragionamento Tetsuostyle, aridatece Sparta. Facciamo così: li ammazziamo subito, appena nati, quelli che magari hanno la sfortuna di avere un handicap, fisico o mentale non importa. Perchè buttare via 15 anni, con quel noioso fardello che è occuparsi di tua moglie che si è ammalata? Neanche le macchine oggi si aggiustano: si cambiano. Quindi, li buttiamo tutti giù per una scarpata, e poi tutti in palestra a farci gli addominali e una bella lampada, che l'estate si avvicina. Tanto, un mongoloide mica migliora, rimane così tutta la vita. E noi invece vogliamo un mondo bello, tutto colorato, in cui tutti corrono felici per i praticelli in fiore. Cazzo, i sinistri sono il frutto più bacato dell'iperconsumismo.
Mi sfugge una cosa: chiaramente ognuno avrà la sua opinione piuttosto personale su questo fatto. Ma perché questo fatto viene rappresentato diversamente da chi ha opinioni diverse? Perché chi voleva Terri morta la descrive come un vegetale e chi la voleva viva come una persona "attiva", ma solamente immobile? Perché il marito è fonte attendibile per alcuni, e non lo è per altri? Perché non possono essere veri, o falsi, sia le ultime volontà di Terri che i maltrattamenti? Perché una cosa esclude sempre l'altra, nel modo migliore per assecondare la propria idea? Cioè, l'idea uno se la fa conoscendo il fatto, oppure è il fatto che si modifica in funzione dell'idea?
La vera situazione di Terri Schiavo qual era, e perché nessuno è d'accordo sulla risposta (al di là dell'aspetto strettamente scientifico: mattiamo che la storia dei maltrattamenti sia vera: se io pensassi che in questi casi - di coma - vada "staccata la spina", perché dovrei non condannare o negare i maltrattamenti?)?.
Perchè nel dubbio si è scelto pro morte, senza appello; perchè il marito di Terri ha negato accertamenti e terapie, e se non hai nulla da nascondere non impedisci controlli; perchè quando nemmeno i medici concordano sulle condizioni della donna, il marito, convivente con altra donna dalla quale ha avuto due figli (e questo, mi sia concesso, non lo può indicare come interprete spassionato del volere della moglie)rifiuta di concedere la potestà ai genitori, rifiuta di farli stare al capezzale tranne che per alcuni momenti, rifiuta altresì di dare loro il corpo per un'autopsia con altro medico diverso da quello del marito.
Personalmente penso che il fatto che Terri fosse cosciente o meno non sposti di una virgola il fatto che si sia commesso un omicidio. E in nome di che cosa? Cioè, cosa afferma questa sentenza di morte data a un'inabile? L'indipendenza della magistratura? Il politicamente corretto? Il fatto che anche nel paese più liberale del mondo ci sia uno stato che decide che non posso accudire mia figlia, e me la ammazza? Di cosa dovremmo gioire o essere soddisfatti? E per finire, se una persona sana entra in un ospedale e vede i malati terminali, che so, di cancro piuttosto che di AIDS, è naturale che si auguri la morte piuttosto che una sofferenza così atroce. Fatto sta che tutti, quando si ammalano, vogliono vivere. Un commento occasionale non dimostra una volontà: questa è solo ipocrisia.
Seguendo la linea di ragionamento Tetsuostyle, aridatece Sparta. Facciamo così: li ammazziamo subito, appena nati, quelli che magari hanno la sfortuna di avere un handicap, fisico o mentale non importa. Perchè buttare via 15 anni, con quel noioso fardello che è occuparsi di tua moglie che si è ammalata? Neanche le macchine oggi si aggiustano: si cambiano. Quindi, li buttiamo tutti giù per una scarpata, e poi tutti in palestra a farci gli addominali e una bella lampada, che l'estate si avvicina. Tanto, un mongoloide mica migliora, rimane così tutta la vita. E noi invece vogliamo un mondo bello, tutto colorato, in cui tutti corrono felici per i praticelli in fiore. Cazzo, i sinistri sono il frutto più bacato dell'iperconsumismo.
bill, vaffanculo. tu cosa sei? sei quei 60, 70, 80 o 100 chili di muscoli, ossa e visceri o sei i tuoi ricordi, le azioni che compi, la tua interazione col mondo e con gli altri? anche un tetraplegico che parla battendo le ciglia, anche un malato di alzheimer, anche un autistico, un down o un ritardato mentale possono interagire col mondo, comunicare, e nel peggiore dei casi hanno consapevolezza, ricordi, reazione agli stimoli
terri schiavo era su un letto, senza segni di miglioramento per i medici, il marito, i giudici (tutti d'accordo, cos'era, rolli, un complotto comunista?) da 15 anni. era vita quella? io non vorrei trovarmi in quella condizione, i miei genitori non vorrebbero, i miei amici non vorrebbero, lei, dice il marito, non voleva
Insiste...da non credersi.
Punto primo: non è vero non ci fossero segnali
Punto secondo: chissenefrega dei segnali, visto che Terri non soffriva ed era semplicemente cerebrolesa. Hai capito cosa significa "cerebrolesa"? Che dovremmo uccidere tutti i cerebrolesi del mondo, giusto per cominciare.
Punto terzo: chi se ne strabatte che tu non vorresti vivere in quelle condizioni: lo terremo presente con enorme piacere. Resta il fatto, però, che Terri non sappiamo cosa volesse e io, a uno e uno solo, non credo, hai capito?
Persino con te, ed è tutto dire: se venisse la tua mogliettina, convivente con un altro uomo al quale ha sfornato due figlioletti, e mi dicesse che mentre eri più rincoglionito di adesso (impensabile), guardando love story, hai sentenziato che avresti voluto morire, io non le concederei di farti fuori. Se poi me lo vengono a dire i tuoi genitori, i tuoi amici, i tuoi conoscenti oltre alla gentile signora, e magari l'avessi lasciato pure scritto, forse, e dico forse, prenderei in considerazione l'ipotesi di dire sì al tuo omicidio. Omicidio, non è altro.
Perchè di malati ne ho visti a decine, e crepa se qualcuno aveva voglia davvero di tirare le cuoia. Siamo tutti bravi, a parole, quando zompettiamo qua e là; quando poi la morte ci fiata sul collo col piffero che vogliamo levare le tende.
Chi vuole suicidarsi lo faccia, la vita è di ognuno di noi, ma non può essere delegata.
Allora. Respiriamo. Rispettiamoci, che magari abbiamo ragione un po' tutti. Contiamo fino a 10. Nessuno ma proprio nessuno qui salta per la gioia (se è così fuori nome, cognome o nick). Non ci si spinge più in là di quello che fa civilmente notare Lorenzo, cioè solo dubbi. Dubbi che, ci piaccia o no, rimarrebbero ANCHE CON UN ASSENSO SCRITTO, perchè non sempre potremo sapere la reale condizione della coscienza di un malato in quelle condizioni. O no?
Se la gente dovesse indignarsi e schierarsi pro-vita con bandierine e striscioni per ognuna delle centinaia di notizie tragiche che riceve ogni giorno impazzirebbe, ci sono noti meccanismi psicologici di difesa. Siete tutti pro-vita per la pillola del giorno dopo? Per l'aborto? Per l'intervento in Iraq? Come siete buoni. E se non lo siete devo supporre che siete tutti ipocriti e gioite quando un iracheno muore? Devo urlarvi in faccia come si lacera la carne sotto le bombe e spiegarvi tutti i dettagli? Sarei proprio uno stronzo.
Posso capire che si può prendere a cuore un argomento, e discuterne, ma il limite è chiarissimo. E' di non arrivare agli eccessi di quelli che si stracciano le vesti per Abu Graib, il che non vuol dire che il fatto in se non faccia schifo ma mai e poi mai si deve arrivare a rinfacciare ipocrisia o simpatie sataniche solo perchè la gente non vuole che Bush si intrometta. Non c'è nazismo, non c'è relativismo, nè nichilismo. Parliamo di un dramma familiare i cui dettagli NON CONOSCEREMO MAI per quanti articoli leggiamo, risolto da un tribunale della "più grande democrazia del mondo" come ci piace (a me per primo) raccontare sempre agli altri.
PS: non è che Sparta aveva molte certezze dogmatiche, ed è diventata un inferno, e invece Atene aveva molti dubbi, ed è diventata un paradiso?
Stiamo parlando di niente. Cosa significa che tu, Tetsuo, non vorresti trovarti nelle condizioni di Terri? E chi mai lo vorrebbe? Ma anche quella è una vita umana. Anche se fosse vero che in quelle condizioni non si provi più nulla ( e la medicina su questo non è in grado di dirci un bel niente), anche quella è vita. Chi si può arrogare il diritto di porvi termine? Questo è delirio di onnipotenza. Chi decide se una persona deve vivere o morire? Un magistrato? In nome di chi, di cosa? Ma cosa siamo, impazziti?
Vedi LR, qui non si tratta di dogmi. Si tratta del fatto che un magistrato ha deciso che una persona malata vada eliminata. Questo si chiama omicidio. Tutto il resto, e cioè che i genitori volessero occuparsene, che il marito, chissà perchè, fosse contrario etc etc ha un'importanza secondaria. Se si permette che la nostra vita sia in mano a un giudice, o a qualsiasi altra figura che in nome dello stato possa prendere una decisione del genere, siamo alla follia pura. Questo non è un argomento su cui avere dubbi.
Per chiarire, erano gli Spartani che ammazzavano i bambini handicappati. Il che sarebbe la logica conseguenza di atti come questa ignobile, vile sentenza.
L'unica violenza nazista che io intendo e' quella dei media che ci hanno espropriati della nostra dimensione interiore.
Mi rifiuto di avvalorare questo gioco al massacro.
Come non tollererei che il mio personale concetto di vita e di morte, giusto o sbagliato che fosse per gli altri, divenisse oggetto di guerra ideologica che farebbe aumentare le vendite ma offenderebbe la mia vita e il mio concetto di liberta'.
C'e' qualcuno qui che tollererebbe assedi di ogni genere, insulti, solidarieta' e pressioni non richieste, in un momento tanto delicato della sua vita?
Blind
Sono d'accordo...di casi come questo ce ne saranno un sacco al mondo, perché hanno fatto venire fuori una polemica epocale, un nuovo argomento di chiacchiera da dare in pasto ai salotti televisivi..? Oppure un nuovo terreno di lotta per i telegiornali, sul quale potessero sfidarsi ancora una volta a chi manda in onda il servizio più strappalacrime?
Ciò che mi ha sconvolto è la gratuita crudeltà finale del marito nei confronti dei genitori, cui è stato impedito di restare al capezzale della figlia negli ultimi minuti della sua vita. Di che cosa aveva paura? Secondo me aveva paura di vedere l'amore e di dover fare i conti con la propria coscienza.
Infatti, Yukio.
Ora pero' quello che vorrei chiarire a chi potrebbe avermi scambiata per un'esagitata, e' che finche' si discute di argomenti generali legati alla bioetica (referendum, proposte di legge, iniziative pubbliche varie) sono pronta a farmi anche sbranare ma quando si varca la porta della camera da letto di un privato per lanciarsi in ogni sorta di urla, pianti, strepiti, condanne e assoluzioni, allora non mi va piu' di parlare.
Qualcuno pensera': e allora non parlare !
Giusto.
Blind
Scusate Blind e Yukio, ma questo caso è un pretesto per orizzonti più ampi. Dei quali si deve discutere. Dire che è una storia strappalacrime, è qualunquismo.
Bill, allora entriamoci in questi orizzonti piu' ampi.
Ma quando questi orizzonti non sono abbastanza ampi e si mantengono fortemente ancorati al -pretesto-, che ha indirizzo, nomi, cognomi e gradi di parentela, si violano solo i principi del rispetto della dignita' della persona.
Blind
Sono perfettamente d'accordo con Bill. Che significa che questa è una faccenda che entra in camera da letto? Da quando un omicidio è una questione privata? Non lo è nemmeno l'eutanasia, e questa tutto è fuorchè eutanasia. Non lo è perchè domani potrebbe toccare a te, o a lui, o a me, senza che possiamo difenderci; non lo è perchè si scardina qualunque etica, perchè non c'è alcun motivo per un comportamento, per di più avallato e sancito da un giudice, di questo genere: orribile, disumano e crudele.
Argomento di chiacchiere salottiere? Ma guarda! Di embrioni si può parlare, di aborto pure, di al Zarqawi anche, e invece di un uomo che uccide sua moglie in punta di diritto no, perchè altrimenti si varca la sua camera da letto. Quella che lui ha voluto aperta e pubblica per poter sancire il suo presunto diritto di far fuori la moglie ormai invalida.
Non scherziamo, per favore.
La dignità della persona è stata già violata, uccidendola. Perchè disabile.
La dignità della persona, Blind? L'hanno ammazzata. Guarda, al di là di tutto, quello che veramente mi sconvolge è che la gente, di solito così pronta a blaterare su tutto, a scendere in piazza per qualsiasi motivo, tanto sensibile (a parole, coi fatti non mi pare proprio) a temi come la solidarietà, la pace, la giustizia sociale e quant'altro in un caso come questo, in cui in modo eclatante viene reso evidente ed ufficiale che non si è nemmeno più padroni della propria vita, si viva tutto come se si parlasse di un fatto di cronaca rosa. Chi protesta viene fatto passare come un retrogrado bigotto, che ci distoglie dall'aperitivo serale. Stamane ho ascoltato quell'imbecille di Corradino Mineo, velinaro rosso della Rai, esternare in un servizio televisivo la sua idiota, cafona, squallida soddisfazione per il fatto che, stando ai sondaggi, l'opinione pubblica americana era favorevole a far morire Terri, contrariamente a Bush. Quando si dice essere dei piccoli servi, ecco dove sono. Siamo arrivati a questo squallore. E non vogliamo parlare di casi come questo, vogliamo farceli passare addosso solo per la polemicuzza fra velinari e politicanti miserabili? Nessuno si preoccupa, nessuno dice niente, và tutto bene?
Oggi, per varie ragioni, non mi riesce di trovare le parole adatte ad esprimere quello che penso. Perciò faccio mie quelle di Donatello, Bill, Harry e, soprattutto, Rolli.
Rolli, non l'ho mai definito argomento da salotto.
Io non voglio appartenere a nessuna fazione pro o contro il marito di Terri Schiavo anche se fosse stato lui a spalancare la porta di quella camera.
Quando se ne parlera' in termini generali, se saro' capace, diro' la mia.
Rolli, se non ci fossi bisognerebbe inventarti.
Blind
bill, sei un ipocrita e squallido coglione pieno di se. attento che scoppi
Tetsuo, vaffanculo. Sei un piccolo imbecille che parla per dare aria alla bocca. Sai solo sparare cazzate da osteria, e magari pensi anche di essere originale. Sei solo una pecorella belante del gregge, infarcito di luoghi comuni. Adesso vai pure al pascolo, da bravo.
Bill, lasciami alla mia inutilita', se lo crredi.
L'unica cosa che pero' mi sembra di poterti contestare e' il fatto che non e' vero che la gente non e' scesa in piazza.
Purtroppo lo ha fatto ma non davanti ai palazzi delle istituzioni ma cercando anche di penetrare in casa o nella clinica della donna.
Blind
Blind, ok, quella è la morbosità della gente. Che invece di preoccuparsi, spesso si ferma al pettegolezzo mediatico. Tanto, fra una settimana non se ne parla più. Intanto quella ragazza è morta di una morte atroce, che se lo facessero con un canarino sarebbe prevista la lapidazione in piazza. E proprio questo è il problema.
A parte il fatto che di gente "in piazza" ne e' scesa un sacco, e non solo in florida. Per esempio qui a chicago c'e' -ANCORA- una veglia permanente, molto frequentata.
Una cosa che mi pare interessante e' che la discussione negli Stati Uniti, piu' che sullo stato clinico di Terri Schiavo, e' se sia accettabile che un giudice (lo stato) possa decidere di impedire di dar da mangiare ai figli.
Perche' il punto e' proprio questo: la famiglia voleva continuare a nutrire la figlia.
E con la solita pragmaticita' gli americani si chiedono: chi se ne frega se era "terminale" o meno, se le davano da mangiare viveva, esattamente come ogni altro uomo. La famiglia voleva continuare a darle cibo. E allora non e' che c'e' qualcosa che non funziona, se uno sconosciuto mi puo' dire "da oggi tu non dai piu' cibo a tua figlia?" E' accettabile che un giudice possa condannare alla morte per fame e sete?
Una conseguenza notevole di questo episodio e' che tutti, ma proprio tutti anche qui nel midwest un po' ignorante e banalotto, parlano dell'aspetto dell'intromissione dello stato nella sfera dei diritti individuali ovvi e naturali(nutrire i figli).
Un'ultima nota per quelli che insistono che tanto erano 15 anni che il corpo degenerava.
E' morta di fame e sete !!!!!! Mica di malattia. Come un bambino o uno molto anziano, o uno senza braccia, o uno con i polsi rotti, se non gli dai da mangiare, da solo non si nutre, e muore. Cosa facciamo, smettiamo di dar da mangiare a tutti quelli che da soli non ce la fanno a nutrirsi?
Concordo pienamente con Chacko, che ha centrato il problema. Quanto alla gente, mi riferivo a ciò che succede in Italia. Non pretendo certo manifestazioni di piazza, ma una riflessione seria sì. Che per tanta gente il fatto che un giudice abbia il diritto di decidere se una persona possa vivere o meno non sia una bestemmia mi lascia allibito.
Domande generali? Eccone una.
In mancanza di un atto formale, la decisione sulla vita e sulla morte di un individuo incapace di prenderla autonomamente, su chi ricade?
Risposte: su Dio, sulla natura, sullo Stato, sui parenti (quali?), sui medici, su nessuno.
Il clamore di questa vicenda dipende da una scoperta: in un numero sempre più alto di casi, Dio e natura, che da tradizione davano e prendevano la vita, non sono più in grado di farlo. Un intervento umano è in grado fermare o almeno di sospendere per un tempo umanamente infinito (tendenzialmente tutta una vita) il loro giudizio.
Il punto è che quest'intervento è automatico, non richiede l'assenso di nessuno. La decisione insomma è in prima battuta in mano ai medici e allo Stato che detta le norme di intervento. Naturalmente tutti sentiamo il bisogno che almeno in un secondo momento quella decisione sia legittimata moralmente da qualcuno, sia il diretto interessato o un'altra persona moralmente coinvolta.
Altrimenti la vita e la morte sarebbero ridotte a questioni burocratiche, codificate in astratto e disumanamente protocollate: allora meglio un Dio capriccioso.
Solo che gli atti di Dio e della natura non sono moralmente imputabili, gli atti dello Stato fino a un certo punto, gli atti degli uomini completamente.
Sia mantenere qualcuno in vita sia dargli una "buona morte" sono decisioni sospettabili di "falsa coscienza" nel senso di Kant e di Nietzsche, se non di malafede.
E al di là delle intenzioni del marito di Terri Schiavo, di questa patata bollente non è possibile liberarsi.
Ci sono delle condizioni molto precise a cui la legge della Florida (non quella italiana) doveva conformarsi nel caso di Terri Schiavo. Cosa che invece non è accaduta. La legge della Florida prevede che le volontà del paziente riguardo al ricorso o meno a trattamenti medici specifici (quale ad esempio l'alimentazione artificiale)devono essere dimostrate mediante "prova chiara e convincente" – il livello di massima certezza legale previsto nelle cause civili. Nei casi in cui questo grado di certezza non sia raggiungibile (vale a dire nei casi dubbi), la corte deve "sbagliare dalla parte della vita", cioè correre il rischio di adottare una soluzione che il paziente potrebbe anche non condividere, ma nella presunzione che la maggior parte delle persone, anche quelle completamente disabili, in casi estremi opterebbero per la vita piuttosto che per la morte. Lo Stato della Florida, cioè, avrebbe potuto mantenersi neutrale, non imponendo la morte di Terri, in un caso che, per l'appunto, era per molti versi dubbio.
Mi hanno convinto le considerazioni sviluppate a questo riguardo da un noto opinionista americano, Eric Cohen, e che gli eventuali interessati possono leggere qui
Grazie, Return.
Il tuo e' uno splendido sforzo di analisi e di rassegnata accettazione del dubbio.
Io non credo che esista un Dio capriccioso, come non credo che l'uomo stia sbagliando coi pur suoi maldestri tentativi di interporsi tra la vita e la morte.
L'uomo ha dominato cosi' tanti fenomeni naturali che si e' illuso anche di poter dominare la malattia a scapito del nostro destino mortale.
siccome questo non e' possibile e Dio (nella cui esistenza credo) ha in mano le nostre sorti, abbiamo finito con l'impantanarci in una palude fatta di accanimenti medico-giudiziari dalla quale facciamo fatica ad emergere.
La potente seduzione dei media fa il resto e cosi' finiamo vittime mutilate della nostra vera identita' e ragione.
Certo sono sola a pensarla cosi' ma per me la morte fisica di Terri ha trascinato con se' la morte civile di tutti gli altri attori di questo dramma.
E alla luce di tanti episodi visti non mi stupirei che il vedovo finisse vittima di un' esecuzione da parte di qualche fanatico con conseguente morte anche fisica.
Un dramma familiare deve appartenere a chi lo soffre e non puo essere gettato in pasto al mondo .
Non voglio convincere nessuno coi miei confusi pensieri e partendo da Return (tanto lucido) sono finita chissa' dove...
Non e' facile esemplificare la mia personalissima posizione.
Blind
Donatello,
la questione legale non sta esattamente cosi'. Il giudizio era sulla validita' delle affermazioni del marito. Poi, essendo il sistema legale in Florida di tipo "common law" (solo in Luisiana il sistema e' analogo al nostro, "romano"), il giudice e' tenuto a riferirsi a precedenti se ci sono, altrimenti ha la facolta' di "legiferare" tramite sentenza anche oltre l'oggetto della causa/processo. Succede, di fatto, tutti i giorni.
Tecnicamente, dunque, ineccepibile. E sara' per questo difeso dalla Corte Suprema.
Come citi tu giustamente, avrebbe potuto mantenersi neutrale, in pratica pero' rigettando la posizione del marito. Diciamo che e' un po' come la Forleo, carte alla mano forse si salva. Non si salva pero' dall'opinione pubblica, che lo paga, e che alle prossime amministrative mandera' il suo capo a casa a calci in culo, e lui finira' alla corte per gli eccessi di velocita' (se gli va bene).
Insomma, anche in un caso "nazista" come questo, gli Stati Uniti gli anticorpi ce li hanno gia'. Cioe', il potere giudiziario e' si' indipendente nell'azione, ma NON dal giudizio della societa' che lo chiama ad agire per conto della stessa. E che se lo ritiene, lo caccia senza tanti rimorsi o problemi.
Insomma, un po' diverso che in Italia....
Mah...
Secondo me aveva ragione il marito.
Però la morte per fame e sete mi è sembrata un orrore inutile. Anzi, un orrore stupido.
Non un orrore fisico, perché se ammettiamo che fosse in uno stato di vita vegetale (e non mi sembra il caso di mettere in discussione questo aspetto), per lei non ci sono stati né dolore né sofferenza, almeno non come noi li intendiamo.
Questo però non toglie che non capisco per quale ragione razionale non le abbiano fatto un'iniezione letale o qualcosa di simile. Se la morte di Terry Schiavo doveva essere un inno alla dignità della vita umana, la morte imposta per fame e sete è l'esatto opposto.
Io sono convinto che ogni essere umano debba essere padrone della propria vita, e padrone anche di decidere quando porle termine. é certo che togliere la vita ad una persona contro la sua volontà è violenza, si chiama omicidio, e per questo nel caso di Terri Schiavo, visto che persone che se ne prendevano cura c'erano, è stato sbagliato ucciderla, e soprattutto ucciderla così, cosa che tuttora mi pare assurda.
Tuttavia dal mio punto di vista è ugualmente una violenza quella di tenere in vita a tutti i costi una persona anche contro la sua volontà. Però in questo caso il problema era a monte, nel senso che la volontà di Terri, l'UNICA, a mio avviso, che potesse decidere della SUA vita, non si conosceva, se non attraverso quell'elemento dubbio di suo marito...
Per questo secondo me ognuno dovrebbe dichiarare le sue volontà, prima che gli capiti una cosa del genere.
Altro discorso è quello dell'eccessivo intervento dei media e dell'opinione pubblica, sul quale continuo ad essere d'accordo con Blind. Io non vorrei mai, nel caso mi accadesse una cosa simile, che le mie immagini in uno stato pietoso fossero sbandierate ai quattro venti, mandate e rimandate in onda a ripetizione da quei media che hanno la fastidiosissima tendenza a calcare la mano sul patetico, quasi a fare spettacolo della miseria umana, con un gusto per le scene strappalacrime quasi da fiction...
è giusto che si discuta di certi argomenti, ma non è giusto invadere in questo modo la sfera privata, come penso sostenga Blind, e trasformare le sofferenze di una famiglia in pettegolezzo o peggio in pretesti politici...
Io arresterei tutti quelli che l'hanno fatta 'vivere' per 15 miserabili anni per poi farla 'morire' in questo modo.
Vergognatevi a brandire il cadavere di una povera sfortunata come il sudario della libertà sacrificata sull'altare di un nuovo fantomatico neonazismo.
Voi non amate la vita degli individui ma la vostra sana bella e ancora col beneficio del dubbio, perchè se davvero amaste la vita non continuereste a violentarla deformandola in un ghigno che di umano ha ben poco....
quando si parlava dell'eutanasia per Terri Schiavo, io, dubbioso, comunque mi riservavo l'opinione, anzi, mi sforzavo di NON averne una, conscio di non poter fino in fondo capire ed immedesimarmi.
Ma parlavano di eutanasia: ca##o, credevo che le facessero la puntura finale o che so io! Zampe caprine di Belzebù, ma di cosa stiamo parlando??? Ma ci rendiamo conto che l'hanno fatta morire di deperimento, per sei giorni, senz'acqua nè cibo, finché non è spirata?
Ma siamo in un mondo di bestie? Prima stabiliscono che vita e morte possono essere pesate col bilancino del giudice, e poi hanno l'ipocrisia di non trovare i coglioni di ammazzarla dolcemente, almeno, e la fanno morire "naturalmente"?
Ma con che cuore si lascia spegnere un organismo vivente, così, senza nutrirlo?
VIENI ANCHE TU A DARE LA TUA ADESIONE NON LASCIARTI SCORAGGIARE DAL
MOMENTO VERAMENTE MOLTO TRISTE, REAGISCI E DAI LA TUA ADESIONE PER RATZINGER PAPA!!!
Con tutto il rispetto per ratzinger preferisco il famoso papa nero
oddio, a volte ritornano...che fatica essere un blog che lascia parlare i fascisti destri, sinistri e i cretini..effetti collaterali della democrazia
Qual'è il problema Rolli?
L'individuo di cui sopra invoca l'eutanasia. Bene!
Per i sofferenti è un'opportuna concessione...tanto più se la richiedono per se stessi. ;)
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