Shirin Ebadi: volevano farle una gentilezza

Il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi - l'avvocato che ha portato avanti la causa di Zahra Kazemi, giornalista, arrestata per aver scattato delle foto in un carcere, e poi morta per le torture subite (la ritrovò il padre in un ospedale di Teheran, agonizzante) - ha rischiato di essere arrestata di nuovo.
Infatti la Ebadi era già stata incarcerata nel 2000 per aver diffuso una videocassetta sulla repressione degli studenti avvenuta in Iran nel luglio 1999; restò in carcere 25 giorni, in totale isolamento, e sottoposta ad un processo segreto.
Nei giorni scorsi aveva ricevuto l'ordine del Tribunale politico, senza alcuna motivazione scritta, di presentarsi entro tre giorni, pena l'arresto immediato.
L'avvocato aveva comunicato che non si sarebbe fatta vedere se prima non gli avessero notificato i motivi di questa convocazione.
L'altro ieri, a sorpresa, un alto funzionario della Giustizia ha annunciato che si è trattato di un errore, di un eccesso di zelo, e che con molta probabilità l'ordinanza verrà annullata.
Proprio qualche giorno fa, la Ebadi aveva ricordato in una conferenza stampa i suoi giorni trascorsi in carcere.

1 Commento

olden olden dove sei?

ci mancano le tue dotte spiegazioni, aiutaci, spiegaci che va tutto bene

olden???

F

Lascia un commento

Informazioni sull'articolo

Leggi l'articolo precedente: Apertura anno giudiziario.

Leggi l'articolo successivo: Giovanni Sartori: vincere le primarie e perdere le elezioni.

Torna alla home page o consulta gli archivi.

Archivi Mensili