Le Filippine se ne erano andate dall'Iraq in fretta e furia, sotto il tacco del ricatto terrorista:"via le truppe o decapitiamo il vostro concittadino in ostaggio".
Liberato il sequestrato ora ne hanno rapito un altro in Afghanistan: un funzionario Onu, Angelito Nayan.
Per liberare lui e due sue colleghe, i terroristi vogliono:
Il rilascio di tutti i prigionieri afghani a Cuba e a Bagram;
il ritiro immediato dall’Afghanistan delle truppe britanniche e dal Kosovo (non ce ne sono, ndR).);
la condanna da parte delle Filippine e dell'Onu dell’invasione dell'Afghanistan;
dulcis in fundo, che l'Onu lasci il Paese .
Cose impossibili, ovviamente, ma che comunque indicano i veri obiettivi dei terroristi: arrestare il processo di democratizzazione e ristabilire il regime nazifascista dei fondamentalisti.
La catena dei sequestri si intensifica anche in Iraq, dove nessuno è al sicuro, e al bottino di due signore anziane (certo che sono degli eroi del coraggio, questi giovani leoni islamici) e di un povero ragazzo giapponese decapitato (video), si aggiungono altri sei ostaggi freschi di rapimento e pronti per la mattanza.
Vi sembra sempre tanto orrido Oustinov? Davvero non ha giustificazioni?
In alternativa: aggredire con forza e in via definitiva le roccaforti del terrorismo islamico (Fallujia e Najiaf ad esempio), sconvolge qualcuno?
andiamo a dialogare con i terroristi? Come Baldoni? Come i francesi?
Dimenticavo: dei giornalisti francesi non si sa più nulla da tempo
Rispondiamo ad atti di guerra criminale con schermaglie? Così, per sapere.
Magari, prima di rispondere, guardatevi Margaret Hassan , o Shosei Koda che quasi non ha voce, e abbassa la testa prostrato, rassegnato;non gli concedono nemmeno quello.
Guardate quella mano che gli prende i capelli e gliela solleva, affinchè la coreografia sia perfetta.
Poi rispondete, se vi rimane ancora voglia.
no, niente sequestri "di garanzia"; il più delle volte non sapremmo chi sequestrare e poi: che ce ne facciamo dei sequestrati? li sgozziamo pure noi?
Ma, detto questo, dobbiamo essere convinti del fatto che "i buoni" siamo NOI.
Siamo in Iraq per dare a TUTTO il popolo iracheno un sistema di garanzie, uno stato che non tortura i cittadini, un futuro di pace.
I cosidetti resistenti, resistono a questo, perché vogliono una dittatura, vogliono impedire all'Iraq di diventare un paese i cui abitanti siano cittadini, non ostaggi.
Nessuno sconto a questa gente, ma troviamo qualcosa di più praticabile dei sequestri...
Di solito in guerra il nemico vuole la tua resa, non altro. Peccato che molti non abbiano capito che siamo in guerra e non per colpa nostra...
Ah beh, allora Rolli, non stai proprio capìta. Bisogna dialogareeee, come bisogna dirtelo? Mi sembri Pera, mi sembri, che è stato sbranato da tutti solo perchè si è limitato a descrivere la situazione. Eppoi, suvvia, lo dicono anche quei beniamini della libertà che sono i governanti cinesi, che preferiscono Kerry a Bush perchè, che diamine, le controversie si risolvono col dialogo, mica con la violenza. Tipo Tien a Men, che diamine.
Corsera:
AMSTERDAM (OLANDA) - Un omicidio dai risvolti inqiuetanti. Il regista Theo
van Gogh, 47 anni e nipote del grande pittore, un controverso regista ed
editorialista olandese noto per aver girato un film sulla violenza contro
le donne nella società islamica (Submission), è stato prima accoltellato
e poi ucciso ad Amsterdam con un colpo di pistola.
Il sospetto assassino è stato arrestato da un poliziotto che era nelle vicinanze
che lo ha disarmato dopo averlo colpito con la pistola ad una gamba.
Il procuratore Leo de Wit che si occupa del caso ha spiegato che il sospetto
assassino che è stato arrestato, ha 26 anni ed è di origine marocchina,
pur possedendo la doppia nazionalità marocchino-olandese.
CHI ERA LA VITTIMA - Van Gogh autore di 20 film alcuni dei quali presentati
al Festival di Cannes, stava preparando un lungometraggio sulla morte di
Pim Fortuyn il leader politico olandese di destra assassinato da un estremista
nel maggio 2002. Il film si sarebbe dovuto intitolare «0605», la data dell'omicidio
di Fortuyn.
Van Gogh aveva ricevuto minacce di morte da estremisti islamici dopo che
la tv aveva trasmesso il suo film «Sottomissione» sul Corano e sulla violenza
contro le donne nella società islamica.
Aveva realizzato il film con l'olandese Ayaan Hirsi Ali, una rifugiata somala
impegnata in politica che ha ottenuto la cittadinanza olandese dopo essere
sfuggita ad un matrimonio combinato 12 anni fa. La donna è sotto la protezione
della polizia dopo aver ricevuto minacce di morte a seguito della trasmissione
del filmato sulla tv nazionale olandese.
Sembra che quando vogliono farci tacere sappiano sempre dove e come.:)
Blind
Ah Bill, in quanto al dialogo: vai avanti tu che a me mi viene da ridere!
Ciao
Blind
Approfitto della segnalazione di blindinorge per dire che io ho dedicato un post all'assassinio di Van Gogh, con ulteriori dettagli.
è stata una notizia veramente triste; avevo letto alcuni articoli sul film e non vedevo l'ora di vederlo.
Certo che la pazzia umana (e l'ignoranza) a volte non ha limite.
In questo tipo di guerra, senza nessuna regola della controparte, io non escludo nulla, nemmeno il sequestro di garanzia. Selettivo, naturalmente, e senza sgozzare nessuno.
ma se tu mi regali la mattanza dei nepalesi, di un certo numero di prigionieri islamici non verrai MAI PIU' a sapere nulla; se rapisci le donne e le umilii e le minacci, aspettati che spariscano le tue e che il tuo dolce fratellino che rilascia interviste all'Espresso finisca nelle mani della coalizione. Senza clamore, senza pubblicità, facendo però in modo che tu lo venga a sapere.
Non restituisci il corpo di Baldoni? Beh, i tuoi morti in battaglia spariscono fino a che non torna a casa il nostro.
Decapiti? La cosa più carina che ti capita è la distruzione della casa dei tuoi familiari che tanto ti supportano ed esaltano; una fra le meno carine è la sepoltura indegna, così niente 72 vergini.
Se la guerra è condotta in modo sporco non si può rispondere con le regolette di Donna Letizia.
Io potrei essere, in linea teorica, d'accordo con il prelievo dei parenti dei terroristi così come sono d'accordo con il blocco automatico dei conti correnti dei famigliari dei sequestrati di casa nostra.
Però.
1) in Palestina una cosa simile come la distruzione delle case dei famigliari dei kamikaze non sembra aver cambiato minimamente le cose.
2) Lo si dovrebbe fare per tutti i terroristi e non solo per gli sfigati o i figli di nessuno. Tanto per capirci dovremmo andare anche dai famigliari di Osama Bin e metterli a Guantanamo non metterli nel CDM della Carlyle Group. Citando il tanto denigrato documentario
se posso ti instillo un dubbio: non è che scendere noi al livello occhio per occhio sia una vittoria del terrorismo? (cioè al posto di democratizzare loro ci stiamo imbarbarendo noi?)
Vi faccio una domanda :
secondo voi perchè si sta facendo un uso così massiccio delle dacapitazioni televisive?
Voi che sentimento provate di fronte a quelle immagini?
Uso massiccio? Chi fa un uso massiccio? Intendi i terroristi o la stampa?
Certo le barbarie non civilizzano, ma io non propongo lo sgozzamento di nessuno. E come dialoghi con i barbari? Non ha insegnato nulla il povero Baldoni? Lui era andato per dialogare.
L'altra notte guardavo "Urla del silenzio" e cercavo di capire, quando qualcuo veniva preso dai guerriglieri (?), come si potesse dialogare con quei sadici fanatici..non si poteva, non facevi in tempo.
Questa dei sequestri, se non viene fermata in modo fermo e se necessario feroce, è una catena che si sta allungando e che rischia di avere diramazioni imprevedibili; capite che in questo modo io prendo un qualsiasi cittadino francese, italiano o tedesco, lo sgozzo in diretta tv e poi, col prossimo, decido del tuo governo...avete ami pensato a questo? Non è mica fantascienza, è qui, alle porte.
Sulle case dei palestinesi: veramente pare abbia sortito effetti deterrenti, la distruzione delle case. Certo, non è risolutivo, ma se a questo aggiungi il controllo dei finanziamenti che quindi non possono andare sotto forma di premio, come succede, alla famiglia del kamikaze, vedi che il fenomeno si stringe.
Ah, beh, se laoposta è di usare il metodo israeliano, allora non se ne può neppure parlare: facciamolo e basta.
se poi davvero li seppellissimo nelle porcilaie, così perdono le vergini... meglio ancora.
Entrambe mi paiono strade più praticabili del sequestro dei parenti... che poi ci tocca pure sfamarli.
Finora non mi sembra che abbiano ottenuto alcunchè.
In iraq il fenomeno dei sequestri o, comunque, il rapimento al fine di estorcere denaro o altro, è pratica secolare. Se i balordi continuano a rapire ed i governi continuano a mandarli a cagare, vedrai che prima o poi si fermano. Anche in questo mi sembra si siano rivelati microcefali. Ne hanno rapiti una dozzina e sgozzati altrettanti, solo per farsi dire in mondovisione che le truppe restano: bel risultato
>Uso massiccio? Chi fa un uso massiccio? Intendi i terroristi o la stampa?
Intendevo i teroristi.