Armani e Prada: cavalieri senza macchia e senza paura
Mboup Osmane è un senegalese che vende occhiali, orologi e cd contraffatti.
Fermato dai carabinieri è stato denunciato per commercio di prodotti contraffatti e durante la prima udienza il gip aveva chiesto l'archiviazione.
Ma aveva fatto i conti senza l'oste, il mitico Giorgio Armani, già noto a questo sito per un'altra simpatica performance; i suoi legali hanno chiesto la costituzione di parte civile in quanto fra la merce sequestrata c'era anche un orologio della nota casa di moda. Osmane viene quindi rinviato a giudizio.
Nella seconda udienza intervengono i legali di Prada, che a loro volta chiedono la stessa cosa per un portafoglio e così il senegalese - non presente al processo - rischia due anni di reclusione oltre al risarcimento danni .
Immagino che fuori dai loro atelier, i due signori della moda, piazzeranno una targa in lucido e severo ottone con l'ammonimento: Dura lex sed lex.
(fonti: Il Riformista - Polizia municipale)
di Rolli alle 23.10.04 22:45 | L'altroMondo | Commenti (14)
Beh... considerato che Prada e Armani, insieme, fatturano il quadruplo del PIL del Senegal, come idea per raccimolare soldi non è proprio niente male...
eh eh...
Poi, se Armani e Bertelli si recassero a Taiwan potrebbero pensare di decuplicare il PIL costituendosi come parte civile in qualche tribunale di Taipei...
Saluti...
Giorgio Armani è addirittura ambasciatore di buona volontà della UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (sic): quando si dice la solidarietà...
Gia' che ci siamo vogliamo dare una medaglia a chi vende merce contraffatta? Se cosi' e' non capisco perche' chiediamo alla UE il riconoscimento dei nostri prodotti tipici: Per farne cosa??? Un effetto di tale modo di pensare si puo' notare a Milano su alcuni autobus dove a pagare sono ormai solo gli italiani e i controllori si sono da tempo adeguati.
Armani è l'unico ricco che paga le tasse (centinaia di miliardi l'anno di Irpef)
Preciso una cosa nota e stranota a chi mi legge (mi sono attirata anche strali da certi personaggi alternativi per questo): sono contraria alla contraffazione, non compro nulla che non sia autentico. Se non posso avere la borsa di Fendi mi compro quella di cuoio dell'artigiano ma i falsi li detesto e rispetto il lavoro altrui. Non compro sigarette di contrabbando nè cd falsi, non scarico musica da internet e via discorrendo. Chiunque mi conosca lo sa.
Però mi sembra davvero piccino costituirsi parte civile contro un senegalese che è l'ultima pedina di qualcosa di più grosso. Cui prodest?
Vogliono trovare i grandi falsari contrabbandieri? So io dove trovarli e loro no? Per favore...
Cosa c'entrano Armani e Bertelli con l'individuazione dei grandi falsari: non e' compito loro. Per favore smettiamola una volta per tutte con quel pietismo di bassa lega nei confronti di chi viola la legge. Fra l'altro considerazioni del genere valgono solo in Italia
vorrei sentire anche i cinesi che lavorano per loro....
a quei culattoni vorrei ricordare che è troppo facile rifarsela su dei poveri cristi.Poi con quale coraggio si lamentano,dato che molto materiale se lo fanno lavorare da altrettanti poveri cristi a prezzi da fame.però questo non è politically correct
A parte il fatto che su come vengono gestiti in Italia i brevetti, i marchi e i diritti d'autore in genere ci sarebbe molto da discutere, concordo pienamente con Rolli, infatti: se invece di prendersela con il poveraccio di turno questi signori si facessero un giro, chessò, nell'hinterland napoletano o nell'agro nocerino-sarnese, forse si accorgerebbero molto (troppo) facilmente di quanto sia prospera l'industria del falso. Solo che quella è in mano alla camorra ed allora diventa enormemente più semplice prendersela con il senegalese costretto a buscarsi la pagnotta in mezzo alla strada. Non è una questione di leggi, ma è questione di come tali leggi vengono applicate, come ci dovrebbero insegnare i nostri avi -summus ius summa iniuria-
Sono d'accordo con Rolli: mettere il senegalese in galera è inutile. In compenso, tutti sanno che i primi a produrre roba falsa sono le ditte a cui gli stessi stilisti commissionano il lavoro manifatturiero. Poi ci sono gli asiatici. Ma qui nessuno vuole intervenire. Eppure, ci sarà qualcuno che fornisce la roba al senegalese, no?
Per evitare il problema della vendita dei falsi da parte degli extracomunitari potrebbe bastare un maggior controllo del territorio da parte delle autorita'preposte?(VVUU,polizia,carabinieri,ecc).Basterebbe volere!
Noto che dopo un "alto" dibattito si e' giunti alla seguente conclusione: se colui che infrange la legge e' un immigrato e' ingiusto condannarlo. Manca alla elaborazione finale un tabella che in funzione del censo dell'imputato e del reato commesso definisca la pena. Ad esempio:
furto auto:
immigrato: reprimenda del giudice
operaio: 4 giorni di carcere
impiegato: -----------------
etc...
Complimenti, siamo sulla via giusta!!!!!
Senti Franco, se evitassi la demagogia spicciola ne sarei felice.
Ho specificato bene quale sia il mio pensiero in merito; ritengo la contraffazione un reato, sono contraria a scaricamenti pirata e perfino alle sigarette di contrabbando, non sono per l'impunità
Sono persino sfavorevole all'archiviazione richiesta dal giudice, ma la costituzione di parte civile è vergognosa, punto.
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