Lunedì 11 Ottobre 2004

Adriano Sofri: il gavettone di mister Miniver

C'è un detenuto, è anziano. Come me, più o meno. Ma è grande e grosso, fa più fatica. Lo chiamerò Miniver, come la signora.
Non è arrivato da tanto. Viene da altre galere, l'ultima di una città lombarda.
È venuto qui perché studia, si è iscritto a una facoltà universitaria. Qui c'è una sezione riservata agli studenti, alcuni frequentano l'istituto agrario (cioè, l'istituto agrario frequenta loro), altri sono universitari. In maggioranza sono giovani. Uno della sua età è un po' spaesato. Ha dei baffi bianchi, misteriosi fascicoli di carte perennemente sotto il braccio, un'andatura da cammello. Ha sempre l'aria di avere da fare e di andare da qualche parte.
In galera non si va da nessuna parte.
Si capisce che lui tiene a sentirsi impegnato in qualcosa. Chiede di diventare volontario in biblioteca. Il volontario tiene in ordine i libri, cataloga i nuovi, dà i volumi a chi vuole leggerli, dà consigli a chi non se ne intende. Intanto usa il suo tempo e il computer della biblioteca per aiutare i detenuti a compilare istanze di vario genere.
Lui si è fatto un po' di competenza giuridica, con i guai che ha passato (questioni di soldi, non ha fatto male a nessuno) e con le storie che ha ascoltato. Ne ha ascoltate tante, è dentro da anni.
Non mi è tanto simpatico, all'inizio. Non so neanche dire perché: ogni tanto cedo a certe impressioni meschine.
Anzi, lo so: soprattutto perché fuma continuamente, le sigarette peggiori (cioè, le più a buon mercato), e la biblioteca si è presto impregnata di quel suo fumo. Io frequento parecchio la biblioteca e mi irrito come se fosse venuto a invadere casa mia. Gli chiedo parecchie volte di non fumare: lui è mite, quasi cerimonioso, chiede scusa, promette che d'ora in poi... macché, fuma senza interruzione, benché più di nascosto, come uno scolaro.
Insomma, si dà un gran daffare. Dev'essere rimasto abbastanza solo al mondo, sebbene non del tutto.
Nella sezione degli studenti ha l'incarico di fare la spesa per il sopravvitto. Incarico non invidiabile. Si tratta di far quadrare il bilancio comune con l'appetito formidabile di una ventina di giovani animali reclusi.
È come una madre di famiglia numerosa. Per guadagnarsi un giorno di gamberoni bisogna rassegnarsi a tre giorni di fagioli in scatola. C'è sempre qualcuno che protesta. Lui la prende a cuore. Fa e rifà i conti, e vuole mostrarli a tutti, e nessuno ha pazienza abbastanza per starlo a sentire. Allora minaccia di lasciare tutto, fatela voi la spesa, e ve ne accorgerete.
Tutti ridono e Miniver continua a fare la spesa.
In realtà le persone sono distratte e spesso pensano solo ai guai propri, ma poi ci pensano. Lui è restato senza denaro, ma si vergogna di parlarne. Gli manca la sua quota per la spesa comune e inventa pretesti per escludersi dai gamberoni e altri lussi. Gli altri capiscono e si fanno carico della sua quota, senza farglielo pesare.
A questo punto mi è diventato simpatico, com'era inevitabile. Non che abbia cambiato opinione sul suo dannato fumo, ma questo non è il posto per fare gli schizzinosi, e poi questo prodigarsi per le istanze altrui (ne compila anche di assurde e disperate, ma vale il loro effetto placebo sui detenuti che hanno voglia di qualcuno che li stia a sentire e di uno straccio di speranza) e poi siamo sulla stessa barca, in questa galera, a questo mondo. Adesso è contento perché gli sono arrivati certi soldi che gli erano dovuti.
Però è diventato, dicono tutti, strano. Non che non avesse già quell'aria perennemente affaccendata e quell'andatura caracollante da cammello, però adesso lo ha preso una specie di frenesia.
Appare, vi dice in tono trafelato qualcosa di stravagante, scompare. Scrive continuamente, su tutto, ed è ansioso di far leggere i suoi scritti a chiunque, un minuto dopo. Qualcuno lo prende in giro, qualcuno sbuffa: che palle questo Miniver.
La sera di Ferragosto i detenuti studenti hanno una cena da festa, gamberoni, si capisce, ma anche dei calamari surgelati ripieni frutto di una spesa straordinaria. C'è allegria, dopotutto è Ferragosto anche qui.
Alla fine della cena, Miniver, anziano com'è, indaffarato com'è, arriva di soppiatto alle spalle di qualche giovane compagno seduto e gli rovescia sulla testa una bottiglia d'acqua.
Ferragosto non è Ferragosto senza gavettoni, dice. Poi scappa, per fuggire alla rappresaglia: e scappando fa un capitombolo degno di un ragazzino. Comincia lì una battaglia ad acqua, che costerà a tutti i commensali una punizione disciplinare.
Miniver ci resta più male di tutti: è stata colpa mia, dice. Ma su, non dirlo neanche per scherzo, gli rispondono.
Passano i giorni, e quella sua irrequietezza mette in pensiero la dottoressa che ha in cura la sezione. Fa degli esami, gli trovano un cancro al polmone.
Glielo dicono, i medici, e fanno bene, e lui stesso lo dice agli altri, con una scrupolosa obiettività, come se stesse raccontando la faccenda di qualcun altro.
Fa una quantità di progetti, come chi debba premurarsi di sistemare tutto prima di un viaggio. In effetti dovrebbe andar fuori da un momento all'altro.
Intanto continua a scrivere istanze, ragionevoli o sconclusionate, per tutti i bisognosi.
Poco fa è venuto a trovarmi (viene e va continuamente), si è seduto sul mio sgabello e mi ha detto che c'era rimasto un po' male, nei primi tempi, perché gli sembrava che la gente qui non fosse abbastanza solidale, abbastanza schietta. Però si era sbagliato, dice. Sono gentili con me, dice, detenuti, agenti, medici, educatrici. Vuole scrivere un articolo per spiegare come tutti siano gentili con lui: lo aiuterò a farlo pubblicare? Pensa, dice, che oggi la suora mi ha regalato un paio di morbide pantofole.
"Sai - dice - per non farmelo pesare mi ha detto che aveva queste pantofole, numero 45, e a chi posso darle col numero 45, le prenderesti tu?".
E piange piano, il grosso signor Miniver.
Adriano Sofri - Panorama

di Rolli alle 11.10.04 06:12 | Adriano Sofri | Commenti (5)

Commenti

E' bellissima.

di .. il 11.10.04 12:15 | M | C | #

..sì

di rolli il 11.10.04 18:27 | M | C | #

finalmente interessanti notizie dal pianeta terra. >8]

di lepremarziana il 11.10.04 19:56 | M | C | #

sì, però adesso non stiamo a dire che se uno scrive cose bellissime deve uscire per forza

di bear il 11.10.04 20:54 | M | C | #

Mai affermato che Sofri debba essere graziato perchè scrive bene..ti risulta diversamente?

di rolli il 11.10.04 21:30 | M | C | #

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