Giovedì 16 Settembre 2004

L'arte di chieder la grazia (e di negarla)

"Non si capisce perchè Adriano Sofri non chieda la grazia, se lo facesse sarebbe tutto diverso"

Torna alla mente questo terrificante articolo di Mario Giordano che ben sintetizza il sentire comune dei sostenitori del ritornello appena citato:



Il presidente Ciampi resta in attesa della proposta di grazia per Sofri. Il presidente Berlusconi si dichiara favorevole alla proposta di grazia per Sofri. Ora tutti gli occhi sono puntati sul ministro della giustizia Castelli: sta a lui decidere se presentare la richiesta di grazia che (si badi bene) il medesimo Sofri non ha mai presentato. O se astenersi, tirandosi addosso, va da sé, l’ira congiunta trasversale di tutto il bel mondo che conta, da Lotta Continua a Miami passando per via Solferino.

Possiamo immaginare i dubbi e le domande che tormentano in querto momento il ministro. Possiamo immaginarlo perché abbiamo sperimentato anche direttamente che cosa significhi in Italia avere un’idea su Sofri che non sia quella conforme al Pensiero Unico di Giuliano Ferrara.

Quanti inaspettati e aspiranti maestri saltano fuori, all’improvviso, quante lezioni sul valore della persona, anche a costo di calpestare altre persone, quante dissertazioni sul garantismo e sui valori della democrazia. Quanta ironia lasciata cadere dall’alto.

Eppure il garantismo, in questa vicenda, non c’entra nulla, checché ne dicano i maestri. Il garantismo non è quella cosa per cui uno, finché la sentenza non è definitiva, deve essere considerato innocente e perciò avere la possibilità di difendersi in ogni modo e con ogni mezzo? Ecco, io a costo di apparire un allievo somaro di cotanti maestri, insisto: con Sofri siamo stati molto garantisti, anzi moltissimo.

Ha avuto la possibilità di difendersi in ogni modo: E perfino (pensate un po’?) quella di cambiare giudice senza nemmeno il bisogno di una Cirami piccola piccola: Otto processi e poi la condanna. Definitiva.

Ora io non escludo che possano esserci errori giudiziari: Però voglio dare ai maestri un’altra delusione profonda: non credo che il garantismo consista nel far uscire dal carcere chi è stato ritenuto colpevole di un delitto come l’assassinio.

E poi anche i maestri non insegnano che il massimo del garantismo deve sempre accompagnarsi alla certezza della pena? Lo so che questa frase funziona benissimo se è riferita ad un operaio polacco e suona storta invece se riferita a Sofri. E tuttavia, anche se resto convinto che il principio della certezza della pena non debba essere applicato solo ai delitti degli operai polacchi, vorrei che Sofri uscisse dal carcere domani mattina. Anzi, ancor prima: adesso, subito. E non perché è un intellettuale, come ha scritto il direttore del Corriere Stefano Folli: no, perché adesso è una persona diversa, intellettuale o idraulico o facchino delle Ferrovie non importa, perché ha pagato abbastanza, perché se messo in libertà non potrà più fare il male che ha fatto (stando alle sentenze) alla società.

C’è un punto però: Sofri non vuole chiedere la grazia: E non la vuol chiedere non perché pecca di superbia, ma perché vuole trasfornarla in un quarto surrettizio grado di giudizio. “Lo Stato mi ha condannato, lo Stato concedendomi la grazia senza che io la chieda riconosce il suo errore e mi libera”.

Lo spiega assai meglio di me lo stesso Giuliano Ferrara su Panorama: Sofri non chiede la grazia “non già per orgoglio, bensì per attaccamento alla sua battaglia di giustizia e nella giustizia”.

Ecco: a costo di deludere tutti i maestri vorrei porre alcune domande. Che cosa ne dicono quelli che ogni giorno si stracciano le vesti chiedendo il rispetto della magistratura? Che cosa ne dicono quelli che chiedono ogni giorno il rispetto delle sentenze? Quelli che “la magistratura non va delegittimata?” Che ne dicono dell’uso della grazia come quarto grado di giudizio?

Perché, vedete, qui il problema non è più quello della grazia a Sofri, su cui siamo credo quasi tutti d’accordo: Il problema è che Sofri non la vuole chiedere: O meglio: perché la deve chiedere il ministro al posto suo. E se è vero che, chiedendola il ministro al posto suo, significa in pratica dire che quei processi sono stati inutili, e quella verità uscita dai Tribunali è falsa.

Si può pensare questo senza diventare immediatamente degli aguzzini? Si può sollevare un dubbio senza passare per insensibili macellai? O è vietato? E perché qui si discute di tutto, compresa la verginità della Madonna e i sacri dogmi della Chiesa, e non si può discutere invece della grazia a Sofri? Perché? Perché si forza persino il pensiero della famiglia Calabresi, che sulla vicenda ha mantenuto sempre una linea limpida, chiara e coraggiosa (nessun accadimento, ma non si metta in discussione la verità del processo).

Ora tutti gli occhi e tutte le domande sono puntate sul ministro della Giustizia, ma forse l’errore è proprio qui. Gli occhi e le domande dovrebbero essere puntate su Sofri, per chiedergli ancora una volta con tutto il rispetto a chi sta pagando e soffrendo, ma anche con tutta la forza possibile: siamo d’accordo sulla grazia, ma perché non la chiedi?

Mario Giordano - Il Giornale - 18 luglio 2004
(recuperato grazie a Taccuino)

di Rolli alle 16.09.04 23:19 | Adriano Sofri | Commenti (15)

Commenti

Sofri non può chiedere la grazia, mi pare ovvio. Chiederla significherebbe gettare alle ortiche una vita fatta di coerenza. Il punto, però, è un altro: nessuno ha ancora spiegato in modo chiaro e distinto perché mai lo Stato dovrebbe dargliela senza che lui la chieda. E perché solo a lui e non - lancio una provocazione - a Cesare Battisti o alla Mambro e Fioravanti?

Per quanto riguarda il sottoscritto, poi, Sofri libero sarebbe una lieta novella. Ma è un altro discorso.
Saluti

di Herakleitos il 17.09.04 00:32 | M | C | #

Mambro e Fioravanti si accontenterebbero della revisione del processo: respinta.
Perchè deve chiederla Sofri? per farlo strisciare e dirgli di no? L'hanno data a Bompressi? No, per ben due volte.
A Sofri, a dire il vero, non concedono nemmeno i permessi che chiede una volta in cento anni; aveva chiesto tre giorni mesi fa e gliene hanno concesso uno ad Agosto... mi pare sia molto chiara la linea che si segue con lui e con Bompressi e che Sofri l'abbia ben compresa. Schiavettoni si, strisciare per farsi calpestare una volta di più, no.
Qualche risposta si trova qui e qui

di Rolli il 17.09.04 01:16 | M | C | #

Scrivi: "perché deve chiederla Sofri?". Perché non è lo Stato che deve andare in giro per le carceri a cercare persone da graziare! (E nemmeno Ferrara). Sappiamo benissimo entrambi - ed entrambi condividiamo - che Sofri non può e non deve chiedere la grazia se vuole restare coerente con se stesso, se vuole restare critico nei confronti della sentenza, e se vuole evitare ragionamenti del tipo "ecco, ha chiesto la grazia: è colpevole". Siamo d'accordo, Rolli. Il punto è spiegare alla cosiddetta "opinione pubblica" due cose: 1) perché in un momento piuttosto complesso e per alcuni tragico lo Stato dovrebbe "perdere tempo" con Sofri (troppo se ne parla: e non è colpa sua); 2) perché dovrebbe non scontare la pena? non ha valore la condanna dopo una così lunga trafila? perché la sua non ha valore, quella di Battisti sì?

Insomma, il discorso è complesso. E, seppure io sia d'accordo sul tirar fuori dalla galera Sofri, se non altro perché è più lucido di molti che lottavano con lui e che oggi delirano, mi rendo conto che un VERO e spiegabile motivo per cui dovrebbe essergli concessa la grazia senza richiesta non c'è.

Infine, Sofri non sta bene in carcere. Come nessuno. Gli hanno negato i permessi, come a molti. Lui però può scriverlo su un giornale, ha amici potenti che lo possono gridare come uno scandalo. Che il suo sia un processo oscuro, d'accordo, ma che non abbia alcun privilegio come qualsiasi altro detenuto mi pare un po' eccessivo.

Saluti

di Herakleitos il 17.09.04 01:35 | M | C | #

No, ti prego, non fare l'accostamento Sofri-Battisti che non ha alcun senso: Sofri è stato accusato di essere il mandante, con tutti i macchiavellici distinguo, dell'omicidio Calabresi, mentre Battisti ha una sfilza di omicidi e rapine sulle spalle dalle quali al massimo ne puoi scrollare uno. Mambro e Fioravanti, che a loro volta non possono essere paragonati a Battisti, idem anche se il loro caso è ancora più diverso; loro sono pentiti del male commesso, Battisti non si sogna nemmeno anzi, mi pare che la sua attività passata sia la musa ispiratrice del suo scrivere di oggi.
La grazia, per legge, non deve essere necessariamente ed esclusivamente richiesta dal condannato e quindi vorrei capire perchè nel caso di Sofri non debba bastare che sia stata richiesta da persona diversa da lui.
La sua concessione non è un'assoluzione o un processo terzo, nonostante i vari Giordano vogliano farla apparire così; è un'indulgenza, una riappacificazione, un perdono, chiamalo come vuoi ma non è un'assoluzione.
Sofri si è sempre dichiarato innocente ma si è consegnato e piegato al giudizio dello Stato, pur contestandolo con i mezzi leciti a disposizione; non è lui che chiede la grazia e lascia la responsabilità delle sentenze a chi le ha emesse. Del resto non mi pare che da quello che scrive si evincano richieste in quel senso.
Non capisco per quale arcano motivo nel momento in cui la legge non è scavalcata nella richiesta debba diventare il cavallo di battaglia di chi lo vuole umiliato e in ginocchio. Se fosse stato Mario Meda, operaio della Dalmine, si sarebbe stati a disquisire sul fatto che non l'ha richiesta lui? Io dico di no.
Dei permessi: non ne ha scritto lui, ne ha scritto il figlio Luca sul suo blog, esattamente come potrebbe fare il figlio di Mario Meda. E' famoso, dirai, e quindi ha maggior diffusione e visibilità, fa privilegio...mbeh, a dire il vero di tanta fama io farei a meno e forse anche lui, ma non può chiamarsi privilegio questo.Resta che fior di delinquenti con fedine penali lunghe più della lista della spesa usufruiscono di permessi a go go, Sofri se chiede tre gliene si dà uno, con calma e pazienza e magari col forse.
Scrive sui giornali; credo che qualunque detenuto potrebbe farlo nel lungo periodo avendo l'opportunità di un giornale che pubblica, non penso sia un privilegio di Sofri.
ancora: lui i suoi processi se li è fatti, Battisti ha fatto maramao con la manina e se non ci fosse stato il si all'estradizione col piffero che si sognava di rendere conto di nulla.
Poi possiamo stare a disquisire sull'eticità di uno Stato che prima si mette a 90° con la Francia senza dire "bah" lasciando un pluriomicida a passeggiare per Paris e poi, vent'anni dopo, lo agguanta e decide che alza la voce della legge.
Mentre Mitterand dava alloggio protetto ai criminali italiani non è che l'Italia si esulcerasse, anzi. La Francia se neghi l'estradizione di un condannato che la riguardi fa fuoco e fiamme e strepiti fino a che non se lo prende. Noi no, belli e paciosi a far da zerbino ossequianti ai francesi, senza creare incidenti diplomatici e casus belli.
Quindi vedi che le situazioni sono diverse e non paragonabili.
Spiego all'opinione pubblica: perchè occuparsi di Sofri? Perchè è il primo passo per occuparsi degli altri, compresi Mambro e Fioravanti. Non di cani e porci senza distinzione, ma degli altri, di quelli degli anni di piombo che davvero oggi sono irriconoscibili (quelli uguali a prima sono fuori praticamente tutti, tra l'altro.
Mi dirà, l'opinione pubblica: chi si occupa di Mario Meda? Chi riesce, rispondo, chi può e se ci saranno margini accettabili magari anche una legge, un'amnistia o qualcosa di simile.
Ma io posso non occuparmi di Sofri perchè non conosco mille Mario Meda? Significa non volersi occupare di nessuno, se ci si pensa bene.
Spero di essermi spiegata, pur se disordinatamente (stasera va così)
ciao

di Rolli il 17.09.04 02:43 | M | C | #

Il paragone con Battisti – me lo concederai – è ovviamente provocatorio, ma non del tutto sconclusionato. Se vogliamo iniziare un ripensamento degli anni di piombo, valutando come il tempo abbia cambiato i singoli protagonisti – in negativo – di quella violenta stagione, Sofri e Battisti, pur diversissimi tra loro, andrebbero messi a confronto e giudicati.
Battisti è accusato di “una sfilza di omicidi e rapine”, come scrivi tu, ed è quindi giusto – dato anche il suo sfacciato non pentimento (“non sono cristiano, non conosco il pentimento”: così Battisti a “Otto e mezzo”) – che venga incarcerato e sconti la sua pena. Sofri certo non è Battisti, sotto tutti i punti di vista, soprattutto uno: sta in galera, pur non riconoscendo valore alla sentenza che lo condanna. Battisti no, da vile qual è se n’è andato altrove. Per Battisti, infatti, “quegli anni” non si sono chiusi, e mai si chiuderanno: c’è sempre uno Stato da combattere, un dittatore da abbattere, un fascismo strisciante. Per Sofri si sono chiusi, invece: ci ha fatto i conti per davvero, lui. Però è innegabile - perché è un fatto, e come tutti i fatti ha la sua durezza - che Sofri è stato condannato come mandante di un omicidio. Peggio: dell’omicidio di un uomo dello Stato. Oggi si chiede a quello Stato – molto cambiato, è vero – di concedere una grazia a chi ha fatto uccidere Calabresi (sempre per la sentenza, ça va sans dire). Non può essere una grazia “neutra”, quasi a-politica. No: Sofri si rifiuta di chiederla per una scelta schiettamente politica, e lo dice lui stesso: “Il punto finale nella mia storia è stato il mio corpo scaricato dentro un carcere. Ritengo questa decisione inammissibile, perciò non ho mai voluto attenuare di nulla la responsabilità di chi ha deciso questo percorso”. E Ferrara scrive che Sofri non chiede la grazia “per attaccamento alla sua battaglia di giustizia e nella giustizia”.
Quando tu affermi che la grazia sarebbe “un’indulgenza o un perdono”, ma “non un’assoluzione”, dici qualcosa difficile da valutare. Personalmente, anche io considero l’eventuale grazia a Sofri come un’indulgenza, come il riconoscimento da parte dello Stato del mutamento nell’uomo-Sofri. Però il caso-Sofri è talmente invischiato nelle bassezze della politica, del vecchio scontro mai finito tra fascisti e comunisti, nella valutazione faziosa di quegli anni, che agli occhi di molti apparirebbe come una vittoria di Sofri sullo Stato. Sia a destra (con rammarico), che a sinistra (con entusiasmo). Anche Mario Giordano, quando scrive quei pezzi, sta spostando il discorso sulla attuale situazione politica, sulle bandiere e sugli schieramenti (non a caso il “pezzo” è ricco di riferimenti al rapporto Berlusconi-magistratura). Ed è politica la campagna “Alcatraz Italia”. Proprio per questo, “se fosse Mario Meda, operaio della Dalmine”, non fregherebbe proprio nulla a nessuno della grazia e del suo richiedente. Sono quindi d’accordo con tutto quello che scrivi e, come ho detto nel commento precedente, mi auguro uno Stato indulgente e un Sofri libero domani. Se fosse Mario Meda lo sarebbe di già, forse: certo che fama di Sofri è croce e delizia. Da una parte conta sull’influente appoggio dei Ferrara, Lerner, Liguori… E se si è ricominciato a parlare della grazia a Sofri è proprio perché i suoi ex compagni di lotta oggi dominano buona parte dei media italiani, cosa che non fanno gli ex camerati della Mambro e Fioravanti. Dall’altra parte, però, Sofri rappresenta agli occhi di molti il “nemico” di un conflitto ancora vivo e sentito..
Un’ultima cosa: occuparsi di Sofri per iniziare un ripensamento – serio e maturo – degli anni di piombo non è forse una motivazione tanto cogente quanto si vorrebbe, però è probabilmente la migliore.
Ti sei spiegata, come sempre.
Grazie dell’attenzione e saluti

di Herakleitos il 17.09.04 03:47 | M | C | #

Vita di coerenza... coerente con i delitti che ha commesso. Sa di averlo fatto e di non aver diritto, invece, a clemenza.
Che resti dov'è, e che ci rimangano anche Mambro (invitata da Comunione e Liberazione... ma dovrebbero stare in galera e invece girano pagati dai nostri soldi delle nostre tasse con i finanziamenti pubblici dei partiti che avevamo abolito con un referendum e hanno riattivato, vi rendere conto???) e compagnia cantante...

di Lucy Liu il 17.09.04 13:25 | M | C | #

La richiesta della grazia da parte di un condannato è un residuo dei regimi totalitari. Soprattutto se chi dovrebbe chiederla si dichiara innocente; in questo caso è quasi paradosso.

di pasquale il 17.09.04 16:28 | M | C | #

sofri,il dolce e tenero sofri,sempre bistrattato dallo stato due volte traditore.sofri,il povero innocente tenuto ostaggio dal suo stesso nome.sofri,tenuto ad alcatraz senza ne luce ne acqua,senza un cesso personale,costretto a scrivere col sangue perchè gli viene negata una penna.sofri,piccolo birbante che ha giocato a fare la rivoluzione.sofi,la vittima della società che non lo capisce e vuole farlo restare in galera.sofri che HA FATTO UCCIDERE CALABRESI.sofri un grande ,perchè 'ha scelto' di pagare.sofri è fortunato:perfino rolli lo difende.un giorno quando sofri sarà libero lo abbraccierà e gli proporrà di sposarla.............al matrimonio ci saranno tutti(anche battisti farà una capatina......)perfino i familiari delle vittime di quegli anni(arriverà a corsa anche un tale in carrozzina..........ed un altro diventato magrissimo per i suoi digiuni.....).e,i novelli sposi, abbracciandoli tutti, diranno"L'EPOCA DELL'ODIO è FINITA,VI PERDONIAMO"

di orlando furioso il 17.09.04 20:43 | M | C | #

Che male c'è a chiudere l'epoca dell'odio (quante sono le epoche dell'odio!!!)?
che male ci sarebbe nel permettere a Priebke di morire a casa sua ?
che male ci sarebbe nel porre fine alla prigionia di Mambro e Fioravanti?
che male c'è ad essere dei liberali?

di pasquale il 17.09.04 20:48 | M | C | #

Sono d'accordo, Pasquale: l'età dell'odio va chiusa. Ma non si può serrare la porta, girare le spalle e andarsene. La si può chiudere solo dopo una riflessione storica e politica, dopo aver distinto, come dice Rolli in un post qui sotto, Sofri da Batisti. Per alcuni - lo ribadisco - forse quell'epoca non è chiusa, e non ha senso che la chiudiamo noi per loro.
Saluti

di Filippo il 17.09.04 20:58 | M | C | #

sono stato troppo buono.........
ma credete davvero che sofri oggi voglia uscire!?
fa troppo comodo dov'è sia a lui, sia a chi per lui......
dove potrebbe avere un così grande peso?

di orlando furioso il 17.09.04 21:31 | M | C | #

Si innestano tre problemi, caro Filippo: il primo riguarda la "grazia"; pretendere che un cittadino che si trovi in carcere - lasciamo stare se Sofri o un altro, se colpevole o innocente - debba chiederla, significa essere ostaggio di un sentimento che è proprio di un sistema totalitario.
Il secondo ha a che fare con le condizioni di carcerato nelle nostre carceri; esse, come minimo risultato hanno un rinfocolamento del disprezzo (verso sè stessi e la società) dei carcerati.
Il terzo con la riflessione storica e politica sugli anni di piombo che un paese che si dice liberale dovrebbe affrontare con serietà e con un sentimento di austerità e di rispetto del dolore: ma in Italia credo sia impossibile, oggi; si è ancora lontani, lontani, dal comprendere e sanare le ferite lasciate dalla seconda guerra mondiale.

Non si dovrebbe lavorare per questo?
saluti

di pasquale il 17.09.04 22:35 | M | C | #

Caro Pasquale, d'accordo su tutto. Soprattutto sull'ultimo punto: questo Paese non è (ancora?) pronto. Soprattutto, e lo dico con il magone, non è (ancora?) un paese liberale.

Saluti

di Filippo il 18.09.04 13:25 | M | C | #

Una cosa non afferro, e cioè perchè Alcatraz-Italia sarebbe 'politica'

di Rolli il 18.09.04 19:08 | M | C | #

Caro Filippo, tu dici : "Per alcuni - lo ribadisco - forse quell'epoca non è chiusa, e non ha senso che la chiudiamo noi per loro".
Sono d'accordo con la prima parte della tua affermazione; ma non con la seconda, per una semplice ragione: "chiudere le epoche" spesso non è a carico di chi le ha vissute, ma proprio di chi viene dopo.
Io ho 31 anni e quindi di quelli di piombo ho un vago ricordo, soprattutto vissuti in un paesino; tuttavia credo che di una riflessione matura su quell'epoca potrebbero farsi carico anche coloro che non ne sono stati gli attori.
Ad esempio,si dice: "e Battisti?".E' una questione che si potrebbe affrontare facilmente : ha ucciso, deve pagare. Lo credo anche io, soprattutto per il modo in cui quell'uomo lì tratta il suo passato e per il fatto che non accetta di mettersi a disposizione della giustizia. Dall'altra parte c'è chi vaneggia - Battisti compreso - di un nuovo processo con osservatori internazionali, c'è chi accusa il governo di essere fascista solo perchè il governo francese ha cambiato orientamento.
Queste due posizioni non dialogano;in una puntata della scorsa edizione di Otto e Mezzo Scalzone e Farina ne hanno dato esempio.
E tutto questo non aiuta nessuno: non aiuta Battisti a mettersi a disposizione della giustizia, non aiuta la giustizia a mettersi a disposizione di Battisti.
Bisognerebbe iniziare ad introiettare il sentimento per cui gli avversari non sono nemici; chi come me partecipa alle manifestazioni arcobaleno dovrebbe far finta di non sentire le cose dette da Fini ieri e dar più peso alle motivazioni "realiste"; chi appoggia le ragioni della coalizione dei willing si dovrebbe sforzare di riflettere sul fatto che chi manifesta non è superficiale e non tende, necessariamente, le mani ai terroristi ( o,anche, non è afflitto da complessi pilateschi).
Un pò di disordine, cmq saluti.

di pasquale il 19.09.04 15:52 | M | C | #

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