Venerdì 3 Settembre 2004

Andrea Marcenaro: la sfiga dei russi

Tanti anni fa mi è capitato di parlare con i responsabili ministeriali del settore industriale dell’Unione Sovietica. Questi mi chiedevano come, secondo me, in un’economia sana bisognasse salvare le industrie decotte”.
Quando abbiamo letto la firma in calce a queste frasi, ci ha preso una stretta al cuore.
In Russia ne avevano avute vagonate, di sfiga, tra Lenin, Stalin, quell’altro della rivoluzione permanente e Lieberman che si era messo in testa di cambiargli i prezzi, però a tutto doveva esserci un limite.
E noi non riuscivamo a dimenticare, per altro, l’enorme contributo di cuore e di morti sovietici nella lotta antinazista a Mosca, a Stalingrado e altrove.
Così, pur passati armi e bagagli, da molti anni, sotto le insegne di un cow boy come Reagan, non volevamo rassegnarci che la sfiga dei russi potesse aver toccato simili vette.
E’ stato per questo, riagguantato il Sole 24 Ore, che ci siamo riletti le frasi: niente da fare, erano proprio quelle. E la firma? Confermata anche lei: Carlo De Benedetti.
Quegli sfigati di sovietici, con tutte le industrie decotte, erano andati a chiedere consiglio al mago Otelma dell’Olivetti.
Andrea's version - Il Foglio

di Rolli alle 03.09.04 01:38 | Andrea Marcenaro | Commenti (0)

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