Grazia a Bompressi; no della Procura
Ed è un nuovo "no" quello che cala dall'alto della Procura generale di Milano, sulla richiesta di grazia per Ovidio Bompressi.
L'aggornamento di informazioni era stato richiesto esplicitamente dal Quirinale e il parere della Procura, negativo come sempre, non si è fatto attendere.
Manca il pentimento, presupposto indispensabile per la concessione della grazia, dicono; del resto se Bompressi sta male, aggiungono, ci sono gli istituti alternativi al carcere.
Insomma, o Bompressi si dichiara colpevole e quindi pentito, o nulla. Quindi nulla.
Bene fa Adriano Sofri a non chiederla; perchè è vero, non gliela la vogliono dare, li vogliono soltanto umiliare, esigono un atteggiamento che è fuori da ogni logica e civiltà: la negazione del diritto di dichiararsi innocenti, pur piegando la testa di fronte alle sentenze contrarie.
La concessione della grazia non è un'assoluzione ma un gesto di clemenza.
Ma c'è quell'"incrollabile fedeltà all'odio" che lo impedisce..
di Rolli alle 26.07.04 02:13 | Adriano Sofri | Commenti (14)
C'è qualcosa in tutta questa vicenda che nessuno ha mai ricordato e che invece, secondo me, è molto significativa.
Sofri dichiarò che non avrebbe ricorso in Appello in caso di condanna. E infatti non ricorse. Tutti i successivi gradi di giudizio sono stati applicati anche a lui, per estensione si può dire, perché coimputato con altri che hanno invece ricorso.
Se la verità si vede dai dettagli, questo è un dettaglio illuminante.
la negazione del diritto di dichiararsi innocenti>/i>
A volte i temi che si usano qui mi richiamano tanto i tempi di quando leggevo il manifesto. Bei tempi, per me, tempi dell'innocenza e della vita beata, con le certezze in tasca e le frasi belle pronte per tutte le occasioni.
la negazione del diritto di dichiararsi innocenti
Parole altisonanti, toni (non temi, refuso) massimalisti, belle frasi.
Chi nega il diritto di dichiararsi innocente?
Non viene concessa la grazia, che è cosa ben diversa.
Appunto, e come mai? La grazia è forse un'assoluzione? O ti toglie il diritto di dichiararti innocente altrimenti nisba? A me risulta che le opinioni di molti costituzionalisti non convergano su questo.
Da quello che so io la grazia non è che non venga data perché non c'è l'ammissione della colpa.
E' che data a queste persone, in queste condizioni, risulta come una correzione di una sentenza che si ritiene ingiusta e sbagliata. E allora, apriti cielo!
Piuttosto, a me dà un grande fastidio leggere che Sofri, nell'intervista al Corriere, si rivolge "agli altri ventiquattro eventuali interessati". Ma ci prende per il culo? Mezza Italia si sta mobilitando per lui e lui così ci tratta.
Ma, oltre all'antipatia della persona in sé, che non è un delitto, vi siete mai chiesti perché la sua vicenda non abbia avuto la minima capacità di elaborare in alcun modo gli anni di piombo. Anzi, ha contribuito a dividere ancora di più i politici, nell'indifferenza generale, tra l'altro.
In altre parole, perché dopo anni annorum di campagna su Sofri c'è, quando va bene, indifferenza se non astio?
In effetti anche gli ebrei stanno sulle palle a tutti da millenni e ogni tanto qualcuno mi chiede di pensarci su.. in genere non mi pongo nemmeno il problema, mi limito a fare controinformazione e a perseverare.
"Data a queste persone, a queste condizioni"? A me non sembra che siano pericolosissimi manipolatori e propagandisti, ma persone che si sono sottoposte a giudizio, mentre potevano stare pacifici in Francia o altrove, che si sono piegati alla sentenza e che stanno scontando volontariamente la pena. Poi certo, ribadiscono di essere innocenti, ma direi che è un piccolo diritto che gli si può lasciare, no? Non "dissociati" ma "innocenti".
No, in teoria non viene data la grazia non per la non ammissione della colpa, ma per la mancanza di pentimento. Che implica l'ammissione.
E tu guarda se io oltre che condannato - magari innocente - devo pure strisciare e dire "dio come sono pentito, dio come sono colpevole". E' incivile, è da aguzzini.
Poi certo, ognuno fa come vuole, e la Procura generale lo dimostra; per loro la grazia non è un atto di clemenza dato a persone comunque diverse da quelle che erano, ma il sistema per ribadire "ciò che abbiamo fatto noi è giusto e o ti pieghi o schiatti sino all'ultimo giorno che devi stare qui dentro".
Basta saperlo. Ma Sofri lo sa, e infatti non la chiede.
Poi: che ha detto di male nella frase dei "ventiquattro interessati"? C'è da dire che stravolgere il senso di ogni cosa dica Sofri è un arte innata nel nostro Paese.
A me, parlo a titolo personale eh! sembra che intenda dire che quelli che vorrebbero veramente vederlo fuori sono pochi. Non è forse vero? La sinistra non l'ha tirato fuori, pur potendolo tranquillamente fare; la destra blatera, lui è dentro. E' un fatto.
Non mi sento offesa se mi infila in quei ventiquattro, sai? sono dispiaciuta di appurare che sia vero, tutto qui.
Non interessa a nessuno analizzare e discutere gli anni di piombo, perchè verrebbe fuori tanto di quel marciume sia da una parte che dall'altra che in fondo entrambe ci tengono a stare buonine.
Interessa alla gente come Sofri, ma quella sta dentro; non in Francia non su uno scranno di tribunale.
"Chi nega il diritto di dichiararsi innocente?
Non viene concessa la grazia, che è cosa ben diversa"
in questo caso coincidono ..se manca il pentimento stai dentro ed è difficile pentirsi dichiarandosi innocenti.
"La procura generale di Milano, nel dare quest'ultimo parere negativo (comunque non vincolante), avrebbe fatto notare che, nel caso di Bompressi, mancherebbe uno dei presupposti indispensabili alla concessione della grazia, vale a dire il pentimento del condannato"
Non conosco molto la vicenda ma da dalle poche righe qui sopra mi pare ovvio che dato che l'innocenza implicherebbe errore giudiziario e il pentimento implicherebbe colpevolezza...le posizioni sono difficilmente conciliabili.
Infatti, il vero problema di questa faccenda è che le posizioni sono molto difficilmente conciliabili.
Se la condanna è ingiusta, esaurito ogni grado di appello non ci sono santi: la condanna è definitiva e il processo non può essere ripetuto se non in presenza di fatti nuovi. E, in linea di principio, è giusto che sia così, per porre un limite alla possibilità di ricorso ed alla durata dei processi.
Oltre questo limite esiste solo la grazia che, come ormai abbondantemente appurato, è potere esclusivo del Presidente della Repubblica che la concede discrezionalmente (vuol dire a chi gli pare, senza dover spiegare perché e percome).
Che sia innocente o meno, che la chieda o meno è stato ormai appurato che non ha rilevanza,
Secondo voi, massimalisti della domenica pomeriggio, cosa dovrebbe scrivere la Procura di una qualsiasi repubblica se non quello che ha scritto: non sono pentiti, dato che non ammettono nemmeno la loro colpevolezza?
Vi aspettate davvero che scriva: dato che tutti sanno che la condanna è ingiusta hanno già sofferto abbastanza? Non ammettono la loro colpa ma sono comunque delle brave persone?
Un procuratore di una qualsiasi repubblica che scrivesse una cosa del genere verrebbe immediatamente mandato a fare compagnia ai cindannati.
Quindi scandalizzarsi per questo è pura scena ed effusione di puri e delicati sentimenti che, appunto, mi ricordano le velleità dei miei anni giovanili, lettore virgineo del manifesto.
Andiamo avanti: di recente la Cassazione ha ritenuto che non vi fossero fatti nuovi ed ha negato la ripetizione del processo. Il caso, portato avanti alla Corte europea di giustizia, che ogni giorno condanna lo Stato italiano per ogni sorta di inadempienze (comprese), non ottiene il riconoscimento sperato.
A questo punto mi chiedo: possibile? e rimango sbigottito e confuso. Qui, indubbiamente, c'è qualosa che non torna.
Non posso pensare che una congiura abbia riunito decine o magari centinaia di giudici di ogni ordine e grado e addirittura ll Corte europea, e che tutti quasi unanimemente ritengano che il caso non presenti le condizioni per essere rivisto.
Tenete conto che, ad appoggiare la richiesta, c'è una parte del Parlamento, il Presidente del Consiglio, vari ministri, molti giornali, parte dell'opinione pubblica ecc ecc, e che ad opporsi ci sono solo quattro beceri destrorsi ancora mezzo fascisti, privi di ogni credibilità.
E Ciampi che non firma.
E allora, chiedo sempre a Rolli, cosa c'è che non funziona?
Una parte del problema è di sicuro quella in cui descrivi i nostri come persone ormai diverse da quel che erano ecc ecc. Ma che significa? Chi non è diverso da quel che era, soprattutto dopo anni di galera. Forse, tanto per rimanere nelle vicinanze, anche qualcuno dei prigionieri di Guantanamo. Ma quanto strilli se li liberano, loro!
Secondo me tutta la (forse giusta) campagna per la libertà di Sofri è mal congegnata e controproducente. Così com'è condotta mi pare leghi le mani a chi vorrebbe ma non può (capisci perché dicevo: a queste persone ed in queste condizioni?).
Il fatto che Sofri ci metta del suo, mostrando distacco o addirittura disprezzo per chi lo aiuta (le famose 24 persone che forse, dice, sono interessate alla questione. Ma dico, c'era il Parlamento intero in subbuglio quel giorno) e rifiutando il confronto pubblico (perché pubblico è il suo caso) su quegli anni nonfa che rendere ancora più indigeste le cose.
Perché certo, oggi Sofri è una persona diversa ma il suo giornale ha contribuito a formare una generazione violenta. E' stato un cattivo maestro.
Ricordo quando a scuola si festeggiò il rapimento di Moro. Ricordo come si giustificavano i "compagni che sbagliano" quando ammazzavano una persona al giorno. Io ero giovanissimo, inconsapevole o poco più, e c'è chi ha maggiori responsabilità morali per questo.
E' così assurdo aspettarsi che di questo pubblicamente si parli e che di questo pubblicamente si mostri pentimento?
Secondo voi, massimalisti della domenica pomeriggio, cosa dovrebbe scrivere la Procura di una qualsiasi repubblica se non quello che ha scritto: non sono pentiti, dato che non ammettono nemmeno la loro colpevolezza?
Vi aspettate davvero che scriva: dato che tutti sanno che la condanna è ingiusta hanno già sofferto abbastanza? Non ammettono la loro colpa ma sono comunque delle brave persone?
Un procuratore di una qualsiasi repubblica che scrivesse una cosa del genere verrebbe immediatamente mandato a fare compagnia ai cindannati.
Non è stato chiesto un parere sul punto di vista del condannato, non mi risulta.
E' stato chiesto circa la grazia a quel condannato, tra l'altro in condizioni fisiche incompatibili con il carcere come ampiamente dimostrato negli ultimi anni.
La risposta è stata: non è pentito (in quanto si dichiara innocente) e quindi siamo contrari.
Devo sottolineare un'altra volta che è un comportamento da aguzzini? Lo sottolineo: è un comportamento da aguzzini
potrei persino capire se avessero detto, come Castelli, "perchè lui sì e l'altro altrettanto meritevole, ma meno noto, no"?; avrebbe avuto più senso. Invece lanciano la scusa del "non è pentito". Non ci sono ordinamenti democratici dove ti vengano precluse le strade se non ti dichiari colpevole, nonostante tu ribadisca la tua innocenza. anzi sì, il nostro, impersonato dalla Procura generale di Milano. Vada ai domiciliari, pfui! se proprio volete concedergli qualcosa.
Che vuoi che ti dica, mi fa un po' senso.
La grazia è un atto di clemenza, può richiederla anche persona diversa dal condannato e non implica come condicio sine qua non il pentimento e l'ammissione di colpevolezza laddove tu ti dichiari estraneo a quanto ti è stato contestato, pur se condannato.
Che cosa avrebbero potuto dire i nostri soloni? Il condannato è in condizioni fisiche precarie, in lui non vi sono più i tratti che lo contraddistinguevano ai tempi del delitto a lui imputato, la distanza dal delitto, la pena scontata e le condizioni fisiche nonchè psicologiche del soggetto rendono plausibile il condono della pena e non l'estinzione del reato. Punto. Era difficile? Gli davo una mano gratis.
Andiamo avanti: di recente la Cassazione ha ritenuto che non vi fossero fatti nuovi ed ha negato la ripetizione del processo. Il caso, portato avanti alla Corte europea di giustizia, che ogni giorno condanna lo Stato italiano per ogni sorta di inadempienze (comprese), non ottiene il riconoscimento sperato.
A questo punto mi chiedo: possibile? e rimango sbigottito e confuso. Qui, indubbiamente, c'è qualosa che non torna.
Non posso pensare che una congiura abbia riunito decine o magari centinaia di giudici di ogni ordine e grado e addirittura ll Corte europea, e che tutti quasi unanimemente ritengano che il caso non presenti le condizioni per essere rivisto.
E per fortuna che sono io a ricordarti le ingenuità dei tuoi tempi giovanili! Tu invece che pensi a questa casta di eletti che non teme di andare l'uno contro l'altro no, eh?
Mio caro Boscimane, ti vorrei far presente che un solo medico, coinvolto dalla sottoscritta in una causa, è riuscito a intimidire col suo solo cognome almeno una decina di medici legali piuttosto noti nella capitale. Non solo: parlandomi vis à vis, un suo collega, mi ha detto testuale: "si è comprato due medici, si aspetti che ne compri 22 e ancora altri 22, più altrettanti testimoni falsi. Lei va a Milano? Fa bene, perchè è una storia scandalosa, ma cambierà poco! Lui sta in commissione e quindi sempre da lì si passa." Capito, tenerone ? Questo UN medico, cioè un'unghia, per dimensione di potere, di un giudice. E tu vuoi farmi credere che con tutto quello che c'è dietro la questione Sofri io dovrei giurare ad occhi chiusi sull'autonomia di giudizio dei giudici chiamati ad esprimersi? Ma per chi mi prendi? Guarda che ho smesso di credere alle favolette qualche annetto fa, io! Ma prova a parlare con qualche avvocato serio, preparato, cassazionista, e fatti raccontare un po' di cose, che ti passa l'occhietto ingenuo tutto in un battibaleno.
Tenete conto che, ad appoggiare la richiesta, c'è una parte del Parlamento, il Presidente del Consiglio, vari ministri, molti giornali, parte dell'opinione pubblica ecc ecc, e che ad opporsi ci sono solo quattro beceri destrorsi ancora mezzo fascisti, privi di ogni credibilità.
Ah si? A parte che mi risulta che ad opporsi ci siano sinistri e destrorsi ben divisi, ma se sono così pochi spiegami tu come mai non c'è governo, nè di destra nè di sinistra, con qui questa grazia arrivi.
E allora, chiedo sempre a Rolli, cosa c'è che non funziona?
Te l'ho già detto cosa non funziona.
Una parte del problema è di sicuro quella in cui descrivi i nostri come persone ormai diverse da quel che erano ecc ecc. Ma che significa? Chi non è diverso da quel che era, soprattutto dopo anni di galera. Forse, tanto per rimanere nelle vicinanze, anche qualcuno dei prigionieri di Guantanamo. Ma quanto strilli se li liberano, loro!
Ti risultano diversi da quelli che erano, quelli di Guantanamo? Ma dai??? Me li fai conoscere? Carino il paragone, comunque, nemmeno Castelli l'avrebbe fatto.
Secondo me tutta la (forse giusta) campagna per la libertà di Sofri è mal congegnata e controproducente. Così com'è condotta mi pare leghi le mani a chi vorrebbe ma non può (capisci perché dicevo: a queste persone ed in queste condizioni?).
Già, me l'ha detto anche qualcun altro, a dire il vero. Questa campagna nuoce. Alternative, please? Quella di prima, cioè quella del silenzio? quella stava conducendo alla morte Bompressi, mi risulta. Giusto la notorietà dei radicali ha impedito che non gli venissero concessi in quelle condizioni i domiciliari.
Epperò questa campagna nuoce.
Il fatto che Sofri ci metta del suo, mostrando distacco o addirittura disprezzo per chi lo aiuta (le famose 24 persone che forse, dice, sono interessate alla questione. Ma dico, c'era il Parlamento intero in subbuglio quel giorno) e rifiutando il confronto pubblico (perché pubblico è il suo caso) su quegli anni nonfa che rendere ancora più indigeste le cose.
Pure? Un intero parlamento in subbuglio e quel lestofante che fa il distaccato? E pensare che ho sempre immaginato che un intero parlamento d'accordo, se lo è davvero, potesse legiferare e risolvere questioni di questo tipo! dovrò farmi una ragione di queste mie errate considerazioni, mi sa..
Quando, se è lecito, Sofri ha rifiutato il confronto su quegli anni? Così lo so anche io, più che altro. A me risulta aver letto righe e righe di Adriano Sofri al riguardo, ma se tu hai notizie diverse io sono qui che ascolto.
Parte di quelle righe sono anche su questo blog, senza dannarsi tanto a cercarle.
Non è che confondi l'indisponibilità a strisciare, per nulla tra l'altro, di Sofri con quella al confronto pubblico?
Perché certo, oggi Sofri è una persona diversa ma il suo giornale ha contribuito a formare una generazione violenta. E' stato un cattivo maestro.
Ricordo quando a scuola si festeggiò il rapimento di Moro. Ricordo come si giustificavano i "compagni che sbagliano" quando ammazzavano una persona al giorno. Io ero giovanissimo, inconsapevole o poco più, e c'è chi ha maggiori responsabilità morali per questo.
E' così assurdo aspettarsi che di questo pubblicamente si parli e che di questo pubblicamente si mostri pentimento?
Ma tu lo hai letto almeno un po' Adriano Sofri? azzarderei un no.
Fossi in te, allora, ci proverei, prima di dire cose così.
"Ricordo quando a scuola si festeggiò il rapimento di Moro. Ricordo come si giustificavano i "compagni che sbagliano" quando ammazzavano una persona al giorno. Io ero giovanissimo, inconsapevole o poco più, e c'è chi ha maggiori responsabilità morali per questo.
E' così assurdo aspettarsi che di questo pubblicamente si parli e che di questo pubblicamente si mostri pentimento?"
non è di questo che gli si chiede pentimento perchè non è per questo che è in galera.
"Secondo voi, massimalisti della domenica pomeriggio, cosa dovrebbe scrivere la Procura di una qualsiasi repubblica se non quello che ha scritto: non sono pentiti, dato che non ammettono nemmeno la loro colpevolezza?"
Cortesemente potresti dirmi se sono incluso nella definizione di massimalista della domenica pomeriggio? Qui siamo in due ad averti risposto e prima di rispondere a cannonate vorrei essere certo che il "complimento" fosse a me rivolto.
in qualsiasi paese civile chi ha ammazzato Moro e gli uomini della scorta starebbe in galera! Qui no! Che schifo di paese
Cortesemente potresti dirmi se sono incluso nella definizione di massimalista della domenica pomeriggio? Qui siamo in due ad averti risposto e prima di rispondere a cannonate vorrei essere certo che il "complimento" fosse a me rivolto.
Boh, mi pare di no. Cmq vedi tu, se ti riconosci nella definizione accomodati,
Io sto cercando della documentazione per caricare la mia artiglieria, non a salve.
allora facciamo così. Se la tua frase era in risposta anche a quanto da me scritto riguardo a Sofri vale la risposta altrimenti salta pure a pie' pari.
nel mio primo post ho contestato semplicemente una tua affermazione e l' ho fatto in modo "incontestabile" (nel senso che penso sia difficile smontarlo)
A differenza di Rolli cui credo stia a cuore l'argomento io non mi ci sono mai appassionato e nemmeno ho approfondito un gran che la vicenda. In 2 parole a me di Sofri non mi importa un fico secco...e non per cattiveria ma perchè non c'ho voglia di sbattermi ad informarmi sul perchè e il percome è nato il suo caso. Ho solo letto una tua frase che era il palese contraddizione con l'evidenza di quanto riportato dalla Procura di Milano nel dare parere negativo alla grazia. ( e qui ti puoi documentare quanto ti pare) Il mio massimalismo Domenicale si limita al constatare che dopo le 5 o 6 ore di allenamento della domenica mattina qualsiasi divano diventa di una comodità sconvolgente la Domenica pomeriggio.
In ogni caso "Secondo voi, massimalisti della domenica pomeriggio, cosa dovrebbe scrivere la Procura di una qualsiasi repubblica se non quello che ha scritto: non sono pentiti, dato che non ammettono nemmeno la loro colpevolezza?
Vi aspettate davvero che scriva: dato che tutti sanno che la condanna è ingiusta hanno già sofferto abbastanza? Non ammettono la loro colpa ma sono comunque delle brave persone?
Un procuratore di una qualsiasi repubblica che scrivesse una cosa del genere verrebbe immediatamente mandato a fare compagnia ai cindannati.
Quindi scandalizzarsi per questo è pura scena ed effusione di puri e delicati sentimenti che, appunto, mi ricordano le velleità dei miei anni giovanili, lettore virgineo del manifesto"
Massimalista della Domenica pomeriggio in relazione a quanto c'è scritto in seguito non ha alcun senso in quanto come detto e come anche da te riportato in un commento ci sono due condizioni molto molto molto molto pococonciliabili (tutto appiccicato) per non dire inconciliabili (pentimento che ricordo equivale a colpevolezza ed innocenza che equivale ad errore giudiziario) sul piatto ed è inutile girarci intorno. Tanto vale che Ciampi (se lui come dici è il solo che può decidere senza dover spiegare nulla) si guadagni lo stipendio (imparando l'inno nazionale prima di rompere i maroni a chi non lo sa)tirando fuori le palle e prendendo una decisione. Vuol concedere la grazia lo faccia e buona notte, senza motivazione alcuna, non vuole concederla la respinga......in ogni caso se ne assuma la responsabilità e metta fine a sta storia che a me pare ridicola.
Qualunque altra soluzione (almeno a giudicare da quel che la procura di Milano scrive sui requisiti per concedere la grazia) sarebbe una presa per i fondelli per non dire il solito pastrocchio all'Italiana per salvare capra e cavoli.
ps quando dico inconciliabile do ovviamente per scontato non che Sofri sia innocente che, come ho detto, non è cosa di cui posso parlare ma che si dichiari tale senza possibilità alcuna di scendere a compromessi + o - come a compromessi non può scendere la Procura di Milano se, come scrive, un requisito per avere la grazia è il pentimento (qui la tua documentazione potrebbe chiarire se è necessaria o no questa cosa perchè io di certo non lo so)
ps2 Per la cronaca...io sono TOTALMENTE contrario alla concessione di qualunque grazia a chicchessia per di + con metodo discrezionale ed arbitrario come quello attuale. Se si ritiene che ci sia stato un errore servono 10000 scuse e un puttanaio di soldi di risarcimento se no l'imputato chiunque esso sia sconti quel che deve... nulla vieta poi che se uno sembra poter ben convivere col mondo esterno abbia contatti col mondo esterno (ummm forse c'è una piccola ripetizione) nelle forme + varie già ampiamente previste, se non erro, dalle attuali leggi.
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