Mercoledì 2 Giugno 2004

Andrea Marcenaro: formidabili, quei tempi!

Il marchesino Michele Serra, quello che: “Sapesse, contessa, la politica di una volta!”, almeno questa volta ha tutto il nostro convinto sostegno. Sì.
Se il marchesino protesta: “Mi fa schifo un partito che si riunisce a congresso due volte ogni dieci anni e il cui leader viene eletto per acclamazione”, modestamente, noi protestiamo con lui.
A starci sullo stomaco, vogliamo dirlo con franchezza, è soprattutto la storia dell’acclamazione del leader, come ad Assago, tanto per parlar chiaro. In democrazia tutto ciò è intollerabile, il marchesino ha ragione da vendere. Era meglio prima. Si faceva un bel congresso, con la sua bella discussione, si eleggeva il suo bel segretario, che faceva degli altri congressi, che intanto chissenefrega, perché Togliatti comunque stava lì finché moriva.
Poi un altro bel congresso e veniva Longo, che stava lì anche lui finché campava, ma designava un erede, poi moriva, e a quel punto, congresso, Berlinguer. A vita.
Morto Berlinguer, toccava a Natta. Siccome Natta non moriva, l’erede disse in giro che intanto era lì lì. Ma tutto questo, senza acclamazioni.
Mentre il nostro marchesino, ancora piccino, agitava i pugnetti.
Andrea's version - Il Foglio

di Rolli alle 02.06.04 06:19 | Andrea Marcenaro | Commenti (0)

Commenti


Torna all'inizio di "Andrea Marcenaro: formidabili, quei tempi!"

Scrivi un commento




Ricorda i miei dati?

(puoi usare i tag HTML nel testo)