Giovedì 27 Maggio 2004

Il Riformista: Amnesty si interessa più all'Italia che a Cuba

Quando si dice tempismo.
Amnesty International, che ieri ha presentato nella sede Rai di viale Mazzini il rapporto 2004 sulle violazioni dei diritti umani nel mondo, ha già pronto un instant book sulle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib. Titolo? «Abu Ghraib e dintorni». Leit motiv? «Noi lo avevamo detto da un anno». Una degenerazione annunciata, dunque, quella degli alleati in Iraq.
«Potremmo far iniziare la nostra storia ­ si legge a pagina 6 del pamphlet - dall'11 settembre 2001. La reazione ai terribili attentati negli Stati Uniti determinò l'irrompere sulla scena mondiale di un'agenda sulla sicurezza che, si è capito da subito, avrebbe lasciato ben poco spazio alla protezione dei diritti umani».
L'America sul banco degli imputati non solo nell'instant book, ma anche nella conferenza stampa di presentazione con il responsabile italiano Marco Bertotto che preannuncia manifestazioni di protesta sia per la visita di Bush del 4 giugno sia per la giornata mondiale contro le torture del 26 dello stesso mese.
Per non parlare delle pagine dedicate a Usa, Israele e Italia dallo stesso rapporto 2004: rispettivamente otto, sette e cinque contro le quasi quattro dedicate a Cuba, le tre e mezzo all'Anp di Arafat e le cinque e mezzo all'Iran.
Questa arida contabilità delle citazioni sulle violazioni dei diritti umani può forse spiegare le ardite dichiarazioni introduttive dello stesso Bertotto che (excusatio non petita) ha affermato di «non volere mettere sullo stesso piano il terrorismo e la guerra al terrorismo culminata con l'occupazione anglo americana dell'Iraq», asserendo però che «gli effetti sono gli stessi».
Cioè diritti umani meno rispettati nel mondo. Bertotto, conscio di avere Dio dalla sua parte almeno in questo frangente, ha usato i paragoni cinematografici per spiegare la violenza dei soldati americani sui detenuti iracheni:
«c'è una sottile linea rossa che lega le prigioni di Kabul, quella di Abu Ghraib e Guantanamo».
Poi ha impietosamente citato alcune “last famous words” di Bush del 26 giugno 2003 in cui si celebrava la giornata mondiale contro la tortura: «gli Stati Uniti sono impegnati nell'abolizione mondiale della tortura e guidano questa battaglia con il buon esempio».
Infine le accuse a Italia, Usa e Inghilterra riguardo al traffico e alla vendita di armi nel mondo: «si lamentano del terrorismo ma le armi che usano i terroristi sono le loro».
Pura routine i dati sugli altri 150 paesi monitorati: a parte le carenze di informazioni sulla guerra civile in corso fra i palestinesi (l'“Intrafada” di cui questo giornale si è già occupato e che ha provocato 300 morti in tre anni) e le mancate scuse per le notizie false diffuse due anni orsono sulla battaglia di Jenin, che per Amnesty era un «massacro», l'ong in questione ha in genere notizie meno aggiornate rispetto ad altre ong e alcune citazioni appaiono inspiegabilmente datate.
Ad esempio, si parla ancora delle violazioni del governo filo russo in Cecenia ma non si fa cenno al fatto che nel frattempo il presidente Akhmad Kadhyrov è passato a miglior vita grazie a un attentato di terroristi islamici ceceni di qualche settimana fa.
Il tempo per scrivere e stampare l'instant book su Abu Ghraib l'hanno trovato, quello per aggiornare il file sulla Russia evidentemente no.

Il Riformista

di Rolli alle 27.05.04 03:10 | | Commenti (10)

Commenti

«si lamentano del terrorismo ma le armi che usano i terroristi sono le loro»
In effetti hanno costruito anche gli aerei, le auto, la stoffa dei giubbotti-esplosivi... speriamo che almeno le auto non siano rubate.

di Gianluca ... ]Stk[ il 27.05.04 09:20 | M | C | #

Be di sicuro a questi qui non li cacciano dall'ONU come i radicali...

di massimo il 27.05.04 11:04 | M | C | #

Amnesty è sempre stata strabica: è un difetto congenito. Ma, domando, e delle armi francesi se ne parla o non valgono? Che poi gli USA adottino la tortura come consuetudine a me pare tutto da dimostrare, anche perchè non è affatto provato che le violenze sui prigionieri siano avvenute a seguito di direttive dell' esecutivo. Invece Cuba sembra un paradiso: in effetti, c'è il mare e siamo in estate. Bisognerebbe dirlo anche ai dissidenti: ci pensa Amnesty o Diliberto?

di bill il 27.05.04 12:06 | M | C | #

Sì, però c'è da dire che leggendo quel che Amnesty scrive di Cuba, dell'Iran, del Vietnam, dell'Autorità Palestinese non è da poco. La pagina su Cuba inizia dicendo che "l’anno ha visto un grave deterioramento nella situazione dei diritti umani a Cuba": si parla di arresti politici, di esecuzioni, ecc...
Questa notizia sui giornali di sinistra di oggi non c'è. Però c'è il paragone tra Bush e bin Laden, che Bertotto non fa in modo esplicito, però allusivo.

di Filippo il 27.05.04 12:43 | M | C | #

Bene o male Amnesty dice tutto, e meritoriamente.
Quello per cui la si critica è per il "bene o male". Parlare di tutto ciò che avviene è "bene", ma dare più risalto all'efferatezza USA rispetto a stati dove dell'efferatezza si è fatta consuetudine è "male".
Da fastidio, penso, soprattutto a gente che in AI ci ha creduto, come nel mio caso, al punto di divenirne socio (ex,ex,ex)

di Gianluca ... ]Stk[ il 27.05.04 13:40 | M | C | #

Rolli forse è il caso di pubblicare anche la replica di Amnesty, se non ti dispiace lo faccio io. PS: il tanto al kilo è ignoranza in questi casi.
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Caro direttore, desidero fare alcune precisazioni rispetto all'articolo non firmato «Amnesty dedica più spazio all'Italia che a Cuba», con il quale il suo giornale commenta la presentazione del rapporto annuale della nostra organizzazione. 1) Nel corso della conferenza stampa non abbiamo mai annunciato «manifestazioni di protesta per la visita di Bush del 4 giugno», tanto è vero che nulla è in programma per quella occasione da parte nostra. 2) Quella di non voler mettere sullo stesso piano il terrorismo e la guerra al terrorismo non era affatto una «excusatio non petita», ma una precisazione resa necessaria da alcune grossolane anticipazioni di agenzia del giorno precedente alla conferenza stampa. 3) In un rapporto che prende in esame i fatti riferiti al 2003 era davvero impossibile «aggiornare il file sulla Russia» con l'assassinio del presidente ceceno Khadyrov, avvenuto nel maggio 2004. 4) Sin dalla prima edizione del rapporto annuale, oltre trent'anni fa, Amnesty continua a precisare che la lunghezza dei capitoli riguardanti i singoli paesi non può essere considerata determinante per confrontare il grado e la gravità delle violazioni dei diritti umani. Perché ostinarsi ad affermare il contrario? 5) «Pura routine i dati sugli altri 150 paesi?». Mi dispiace ricorrere alla stessa «arida contabilità» dell'autore dell'articolo, ma durante la conferenza stampa è stata richiamata più volte l'attenzione e dedicato giustamente molto tempo su questioni ben diverse dall'attualità irachena: Bielorussia, Venezuela, Cuba, Liberia, Sudan, Cina, Vietnam… Il testo dell'intervento di Marco Bertotto è a disposizione per verificare.
Riccardo Noury Amnesty
international

di ZannaWasHere il 30.05.04 13:59 | M | C | #

Molto carina la contestazione di Amensty, però non ci spiega come mai non riesca ad aggiornare il file della Russia e invece abbia pronto l'instant book sulle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib, dove le indagini sono ancora in corso. Il presidente ceceno mi pare sia sepolto, viceversa.
Rigirarsi poi il parallelo fra terrorismo e guerra al terrorismo serve a poco. Basta leggere approfonditamente le pubblicazioni di Amnesty e vedere come si dedica a certe questioni e ad altre.

di Rolli il 30.05.04 15:23 | M | C | #

Segnarsi sull'agenda:
"Gli Stati Uniti sono impegnati nell'abolizione mondiale della tortura e guidano questa battaglia con il buon esempio".
George W. Bush - 26-06-2003
Quando si dice avere la faccia come il culo.E' un comico,portatelo a Zelig.
Nel frattempo aspetto che gli USA si impegnino nell'abolizione mondiale dei gas nocivi(vedi Prot.di Kyoto),della pena di morte,della riduzione degli arsenali nucleari,dello sfruttamento minorile delle sue multinazionali in Sudamerica e in Asia e via cazzeggiando.

di L'insolente il 30.05.04 16:50 | M | C | #

Hai ragione, sono impegnati i Paesi Arabi, Cuba e Cina, contro le torture. In America si viene processati per questo,lì è ordinaria amministrazione; ma la tua agenda contiene il massimo del ragionamento a cui puoi arrivare,e allora accettiamolo com'è.

di Rolli il 30.05.04 17:01 | M | C | #

Volevo sottolineare la falsità di Bush.
Nei Paesi Arabi,a Cuba e in Cina le torture ci sono.Ma almeno non vanno in giro ad affermare il contrario.
La mia agenda è bella,grande e in continuo aggiornamento.
C'è pure il tuo numero di telefono.

di L'insolente il 30.05.04 17:13 | M | C | #

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