Una volta si diceva "gli americani stanno perdendo la guerra perché la combattono con una mano legata" ... e si vede ora quanto sia ancora legata. Questo terrificante calo di consenso conseguito alla scoperta delle umiliazioni e delle torture dei prigionieri causerà danni irreversibili in tutta la strategia sul Medio Oriente, a mio parere.
Diciamolo chiaramente, la tortura e l'umiliazione dei prigionieri vanno evitate ovunque e sempre. Ovunque e sempre. L'errore fatto è stato grande. C'è un senso di nausea e di vergogna per tutto ciò. E c'è un senso di dispetto per il suicidio strategico che tutto questo comporta. E tuttavia...
tuttavia, il nemico, invece, può combattere attraverso i giochi sporchi della guerra. Il nemico ha entrambe le mani libere, anche se ha un millesimo delle armi disponibili.
Il nemico uccide indiscriminatamente militari e civili, della propria o dell'altrui parte. Se per colpire un americano deve colpire cinquanta suoi concittadini, il nemico colpisce. Della propria gente se ne fotte.
Se per colpire un americano deve fare esplodere dieci dei suoi bambini, il nemico colpisce. Dei propri bambini non sa che farsene. Meglio farli scoppiare che lasciarli ad una vita incerta.
Il nemico uccide i giornalisti. I giornalisti sono un bersaglio per il nemico, di qualsiasi nazionalità e opinione. Sono da eliminare. Il nemico fa saltare le delegazioni diplomatiche. Il nemico uccide i pacificatori (perché Vieira de Mello era questo e SOLO questo, un pacificatore, e il nemico che ha organizzato l'attentato, che non è stupido, lo sa e lo sapeva) Il nemico spara alle ambulanze, agli infermieri, ai medici. Il nemico spara a chi cerca di aiutare. Il nemico colpisce i disarmati.
Il nemico fa saltare la sede della Croce Rossa.
Il nemico spara sui suoi stessi ospedali, pieni della sua stessa gente ferita.
Non è un nemico che lotta una guerra di liberazione, è un nemico che lotta anche contro la sua stessa gente, contro il suo stesso popolo. E' un nemico terrorista, un nemico autoreferenziale e indipendente, un nemico il cui unico fine, il cui unico orizzonte è il caos, oppure la propria tirannia, la propria dittatura. E' un nemico per il quale la vita umana è un disvalore, una miseria da correggere con la morte. E' un nemico per il quale la morte dell'avversario è l'unico, vero, obiettivo.
Solo per ristabilire l'equilibrio dentro di me, ogni giorno cerco di ripetermi queste poche cose. Tanto per attenuare il fastidio di quella soldatina con il prigioniero nudo al guinzaglio. Che è obiettivamente un'immagine orribile, disgustosa.
Mi ripeto queste cose e continuo a sentirmi dalla parte giusta.
Nonostante tutto. Per ora.
Diciamolo chiaramente, la tortura e l'umiliazione dei prigionieri vanno evitate ovunque e sempre. Ovunque e sempre. L'errore fatto è stato grande. C'è un senso di nausea e di vergogna per tutto ciò. E c'è un senso di dispetto per il suicidio strategico che tutto questo comporta. E tuttavia...
tuttavia, il nemico, invece, può combattere attraverso i giochi sporchi della guerra. Il nemico ha entrambe le mani libere, anche se ha un millesimo delle armi disponibili.
Il nemico uccide indiscriminatamente militari e civili, della propria o dell'altrui parte. Se per colpire un americano deve colpire cinquanta suoi concittadini, il nemico colpisce. Della propria gente se ne fotte.
Se per colpire un americano deve fare esplodere dieci dei suoi bambini, il nemico colpisce. Dei propri bambini non sa che farsene. Meglio farli scoppiare che lasciarli ad una vita incerta.
Il nemico uccide i giornalisti. I giornalisti sono un bersaglio per il nemico, di qualsiasi nazionalità e opinione. Sono da eliminare. Il nemico fa saltare le delegazioni diplomatiche. Il nemico uccide i pacificatori (perché Vieira de Mello era questo e SOLO questo, un pacificatore, e il nemico che ha organizzato l'attentato, che non è stupido, lo sa e lo sapeva) Il nemico spara alle ambulanze, agli infermieri, ai medici. Il nemico spara a chi cerca di aiutare. Il nemico colpisce i disarmati.
Il nemico fa saltare la sede della Croce Rossa.
Il nemico spara sui suoi stessi ospedali, pieni della sua stessa gente ferita.
Non è un nemico che lotta una guerra di liberazione, è un nemico che lotta anche contro la sua stessa gente, contro il suo stesso popolo. E' un nemico terrorista, un nemico autoreferenziale e indipendente, un nemico il cui unico fine, il cui unico orizzonte è il caos, oppure la propria tirannia, la propria dittatura. E' un nemico per il quale la vita umana è un disvalore, una miseria da correggere con la morte. E' un nemico per il quale la morte dell'avversario è l'unico, vero, obiettivo.
Solo per ristabilire l'equilibrio dentro di me, ogni giorno cerco di ripetermi queste poche cose. Tanto per attenuare il fastidio di quella soldatina con il prigioniero nudo al guinzaglio. Che è obiettivamente un'immagine orribile, disgustosa.
Mi ripeto queste cose e continuo a sentirmi dalla parte giusta.
Nonostante tutto. Per ora.
Insomma, vuoi dire velatamente che Rumsfeld si deve dimettere. Sono d'accordo.
"e continuo a sentirmi dalla parte giusta.
Nonostante tutto. Per ora."
Sull'intera questione ho pensato cose ancora più dure, eppure anch'io ho detto "nonostante tutto". Il "per ora", tuttavia, ancora non l'ho ipotizzato. Perché sta nel "sistema americano" la ragione principale del "nonostante tutto". E quindi, finché quel sistema non cambia, la ratio di cui sopra resta immutata. E siccome sono ragionevolmente sicuro che il sistema nnon cambierà, posso fare a meno di mettere il "per ora".
"Al momento" mi accontenterei se sbattessero fuori Rumsfeld, insieme a qualche alto ufficiale. Sarebbe, credo, la prova che "il sistema" c'è ancora e non ammette deroghe.
Una cosa mi sembra certa: l'imbarazzo è tanto, lo sgomento e la vergogna pure, adesso si tratta di recuperare, altrimenti le cose si mettono male. Sotto il profilo "morale" intendo. Molto male,
Ieri Bertinotti ha detto l'unica cosa vera sulla guerra , la tortura o comunque quel tipo di atteggiamenti sono parte imprescindibile della guerra , di qualsiasi guerra.
Lo hanno fatto i nostri soldati in Somalia , lo hanno fatto perfino truppe dell'Onu , è terribile ma è così , provare per credere . Quando ti sparano addosso per giorni e sei vittima di agguati vigliacchi da parte di coloro che poco prima ti tendevano la mano, quando la sera conti i cadeveri dei compagni ma cominciano ad essere tanti, troppi , e pensi che domani potrebbe toccare a te, quando di fronte hai un nemico vigliacco a cui non importa chi colpire, ma colpire, e delle sue azioni ti addossano la colpa , quando pensi di fare la cosa giusta e sei ricompensato con la morte e chiamato assassino , credetemi , non ti viene voglia di offrire tè e pasticcini ai tuoi prigionieri . Ha ragione Bertinotti, è la guerra.
...e io mi indignerò insieme con il mondo intero quando il mondo imparerà ad indignarsi per tutto , non a senso unico e con calcolo politico , quando esprimerà con la forza di questi giorni lo stesso sdegno per una mamma incinta trucidata con le sue bambine solo perchè Ebrea , un atto al cui pari nessuna tortura potrà mai arrivare, quando un filopalestinese europeo denuncerà le torture e gli assassini dei palestinesi chiamati "collaborazionisti" ai quali non solo non viene concesso il processo , ma vengono giustiati solo sulla base di semplici sospetti , mi indignerò quando ci racconteranno cosa accade nelle carceri di Cuba,della Corea del Nord , cosa accade in quelle Indonesiane , in Iran e ancora in Somalia Nigeria etc..., e quando il loro sdegno lo applicheranno chiedendo scusa per gli sbagli del passato e ci parleranno dell'Urss della Cina , della Cambogia , e ci diranno quanto sia stato migliore il Vietnam dopo che gli americani sono andati via.
Solo allora forse manifesterò il mio sdegno con loro. Adesso lo tengo per me non mi schiero con gli ipocriti.
Bravo Fabio, ottimo ragionamento. "Siccome al mondo ci sono state e ci sono cose peggiori, io per indignarmi delle torture agli iracheni aspetto che il palestinese si indigni per il terrorista che si fa esplodere. Altrimenti, ciccia". Bellissimo, davvero.
esercizio difficile il tuo (e anche il mio). Bisogna non perdere il senso della realtà e di tutto quello che si sta facendo.
io invece lo trovo uno dei ragionamenti più lucidi che ho sentito fino ad ora, e sono quasi certa che il significato fosse tutt'altro chica. è ora che qualcuno cominci a imporsi per cambiare le cose e non si transiga più in nome del moralismo da due lire, a costo di beccarsi dei cinici: è comodo fare sempre del baccano quando le "zozzerie" riguardano la parte avversaria, e poi mettersi il paraocchi quando tocca alle proprie. le tue parole mi sembrano quelle di chi, e le strade ne sono piene, non ha il coraggio di sostenere le proprie idee e si nasonde nei cortei ad urlare "americani bastardi". le parole di chi ascolta solo sè stesso. bellissimo attegiamento.
e allora via alle torture senza senso e senza logica anzi, a questo punto, molto meglio imporre l'insabbiamento; almeno non se ne parla e non si disturba chi deve lavorare per il bene di tutti...
"via" inteso come, "avanti senza remore"
Chica WC , vedo che i limiti di pensiero sono alla base dei vostri ragionamenti , io non mi aspetto che nessun palestinese si penta delle nefande azioni che compiono quotidianamente i terroristi , mi sdegno per giubili e le feste in strada dopo l'11 novembre come per i video dei loro assassini in diretta (quello della mamma per l'appunto ) le feste dopo ogni attentato, l'educazione dei loro figli contro gli ebrei etc perchè non sono certo l'espressione di un popolo che dice di volere la pace. Nel mio post ho parlato di "filopalestinesi occidentali" sarebbe a dire uno di noi , non un palestinese, e ho solo detto che mi indignerò assieme a "loro", vale a dire a quanti si stanno stracciando le vesti gridando vergogna ! vergogna! contro gli Americani in questi ultimi giorni , e te fra loro , quando saranno capaci di indignarsi per tutte le Tutte Le Atrocità del mondo , e non solo quando sono di marca americana chiaro ? , altrimenti il loro sdegno a senso unico è FALSO e politico . Ti è più chiaro il concetto?
io cerco invece di usare sempre uno stesso metro (non sempre ci riesco) . Se una cosa fa schifo deve fare schifo sia che la faccia un Palestinese o un Israeliano, un Americano o un Iracheno... semmai poi mi inalbero con chi come dice Fabio si indigna "a senso unico" ma la mia indignazione per ciò che è sbagliato (o che per me lo è) non deve essere condizionata da tali persone e dal loro atteggiamento altrimenti diventerei come loro e non ci tengo proprio.
leonida, intendi l'insabbiamento tipico di Cuba, dei regimi comunisti, dell'ex unione sovietica? diamo il via, nel senso di avanti senza remore, ad un ragionameno oggettivo e completo di tutte le discrminanti del caso per favore, non solo quelle che ci pare quando ci pare. non sarebbe anche ora che si smetta di considerare dei guerrafondai tutti quelli che la prima frazione di secondo in cui aprono bocca non dicono "vergogna", "Bush a casa", "pace pace pace"???? mi sembra lapalissiano che le torture fanno ribrezzo a chiunque abbia un pò di sennò, semplicemente c'è anche altro da dire
Fabio (divertente storpiare i nick, lol, che bel giochino, dialettica formidabile, sul serio) e Creamy, se voi non vedete che c'è chi si indigna per gli orrori commessi da _chiunque_, direi che il problema è solo vostro. Se approfittate di questa cosa per fare distinzioni, non siete molto diversi da quelli che accusate. Ora, ditemi, che devo fare per dimostrare che condanno tutte le "zozzerie", Creamy dixit? Devo fare un disclaimer prima di tutti i post? Perchè non se ne esce, se tutte le volte che devo condannare qualcosa devo fare prima un elenco di _tutte_ le alttre cose che ho condannato. Ti è più chiaro il concetto, Fabio?
E' successo, è stato terribile, è stato stupido farsi beccare. Ma ora si va avanti. Piuttosto, sui nostri ostaggi nessuna nuova buona nuova?
Saluti
creamy, no. Credo che queste cose in guerra siano sempre esistite, anche da parte dei buoni. Il fatto che i cattivi siano "cattivi" è scontato e non credo si debba ricordarlo ogni volta, per giustificare la mano pesante dei "nostri". Io continuo da un anno a dire insistentemente ed inutilmente, visto che quanto dico viene continuamente irriso ed attaccato - una volta dandomi del bertinotti, un'altra del pacifista a senso unico - che questa è una guerra, durissima, e che va combattuta come si fanno le guerre, tutte le guerre. Con logica, strategie e, possibilmente, facendo in fretta. Cosa che i comandi alleati, per motivi politici o per incapacità a decifrare la situazione, sembra non sappiano fare. Mi fa solo sorridere, da una parte il "dagli all'americano cattivo"(ma questo è un refrain che, per tutte le volte che l'ho sentito, non mi fa alcun effetto), dall'altra tutte le chiacchiere dei filo americani per giustificare fatti che non sono giustificabili, se non con l'essenza stessa di questo tipo di operazioni.
x chica , errore visto solo dopo l'invio, preferisco dire quello che penso in modo esplicito non attaccandoti sul nick , sul fatto poi che si condannano tutte le zozzerie nello stesso modo sai bene che è una balla . Lo dimostrano i media in questi giorni come le discussioni su forum e blog , niente di simile è mai accaduto ,nemmeno per le torri . Fidati , viviamo in un mondo pieno di sdegni a senso unico , e questo a mio avviso è peggiore e più grave di quella banda di teste di cazzo aguzzini - americani, dei quali , ti vorrei ricordare cosa che nessuno di voi ammette, si è avuto la possibilità di SAPERE, SICURAMENTE PROCESSARE , E SICURAMENTE CONDANNARE .
Prova a dirmi in quali altri posti del mondo accade ?
Sono contento di leggere più dubbi che certezze da parte di tutti.
Per Leonida, visto che ho imparato ad apprezzare il tuo lucido realismo (teroldego o non teroldego, evidentemente, la lucidità è una tua qualità intrinseca, anche se restituisce un retrogusto sempre amaro :), spero solo che tutto ciò che ho scritto, nato da un magma di sensazioni difficilmente decifrabili anche per me, non sia da classificare tra le "chiacchiere dei filoamericani" che fanno solo sorridere.
Cos'è questo pretestuoso girarci intorno? Guarda che è proprio questo che fa la differenza con il nemico. Ma se sostieni che per vincere ci si deve mettere allo stesso livello, via libera dunque al "terrorismo occidentale", non serve temporeggiare. Nulla di meno di quanto ci si possa aspettare da un neocono.
lynch, non pensavo certo alla tua chiara e non a priori apologetica analisi riferendomi alle..."chiacchiere dei filoamericani".
Fabio, non ho detto che _tutti_ condannano queste cose allo stesso modo, a prescindere da chi le commette. Ho detto solo che c'è chi lo fa, e sono più di quelli che sembri pensare. E la cosa che mi da' fastidio è che non si riesce ad avere un confronto, perchè piuttosto che ribattere con argomentazioni pertinenti si preferisce intestardirsi su queste presunte condanne a senso unico. Mi sembra una perdita di tempo. Riguardo al clamore attorno alla vicenda, che sarebbe addirittura più forte di quello suscitato dall'attentato al WTC, mi sembra quantomeno azzardato. E, comunque, guarda che con questo discorso ti dai la zappa sui piedi da solo, paragonando le gesta di estremisti, terroristi e quant'altro, a quelle di chi dovrebbe essere dalla parte dei "buoni". Come dice Domiziano Galia, dobbiamo metterci allo stesso livello?
domiziano se ti riferisci a me, non mi sembra che le mie parole avvallino ideologie o stategie neocon. Perlomeno non quelle che ritengo espressione dei circoli di washington cui fai riferimento. Penso sia piuttosto un becero modo da vecchio e realista conservatore. Senza tante fanfare, si fa quel che serve in certe situazioni, evitando proclami e, possibilmente, bene.
Piuttosto direi che vengo confortato nei miei pensieri, dal malo modo di gestire i rapporti con i cuginastri d'oltre atlantico e quindi i Red Coats, da parte del governo laburista di Sua Maestà Britannica. Mi sembra proprio che le parole del vecchio Bulldog, riferendosi ai laburisti, abbiano colto ancora una volta nel segno: " I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri. " Un Primo Ministro conservatore, prima di lanciare le proprie truppe in un'avventura, avrebbe voluto assicurazioni sulla strategia da seguire, prima e dopo.
Le mani se le sono slegate dietro i cancelli di Abu Ghreib. E come i "nemici" sparavano sugli iracheni, gli americani e gli inglesi hanno sparato contro gli alleati. Contro di noi che li abbiamo sempre sostenuti, anche fra mille dubbi. Ma per primi contro i soldati italiani polacchi coreani all'oscuro di tutto, traditi, mandati al macello ad assicurare l'ordine e costruire fiducia mentre altri la sabotavano, seminando odio.
Disgustoso. E la testa di Rummy non basta.
Se c'è una cosa può far imbestialire è proprio questo uso incosatnte dei paramteri di giudizio. L'amministrazione Bush con questa vicenda ha perso molti consensi, molti interventisti si sono sentiti scossi dalla vicenda ed alcuni governi hanno cominciato a prendere le distanze dall'Iraq. Ciò che però si deve riconoscere è che se gli occidentali se ne andranno le torture non saranno più frutto di una ragazza frustrata o magari di sette soldati che hanno perso i loro migliori amici nel più vigliacco degli attacchi, le torture saranno quotidiane così come le impiccaggioni. Quello che fa rabbia è sapere che questa vicenda ci sconvolge tutti, e che cambia anche l'opinione pubblica, ma nessuna scena di pubblico terrore ad opera dei guerriglieri iracheni l'ha mai cambiata. Si è continuato a scrivere "Fuori dall'Iraq" e "Ritiro immediato" anche dopo che gli agenti del servizio segreto spagnolo sono stati trucidati, dopo che Quattrocchi è stato GIUSTIZIATO, dopo che gli ostaggi sono stati umiliati, dopo che i copri dei morti americani sono stati trascinati dalla folla come quello di Ettore legato al carro di Achille. Quegli episodi non hanno cambiato un bel nulla, questo episodio cambia tutto.
La testa di Rummy non basta? essù, allora basta dire onestamente:
"cari ragazzi, stiamo strumentalizzando tutto perchè questa è la carta vincente per mettervi al muro, colpire Bush, Blair e Berlusconi.
Non siamo riusciti a farlo con le manifestazioni, lo facciamo ora. Sulla pelle degli iracheni"
Basta dirlo, papale papale e senza tante ipocrisie.
Rolli, Maquiavel tuttavia aveva scritto: "...contro di noi che li abbiamo sempre sostenuti, anche fra mille dubbi." Quel "noi" conteneva anche se stesso, credo. Non credo inoltre che Maquiavel sia mai stato un manifestante, anche se potrà smentirmi, naturalmente.
Se ci credi, resti in Iraq, altrimenti vai via. Non esiste che ci si possa far condizionare dalla permanenza di un ministro di una repubblica straniera: o dentro o fuori, nonostante tutto.
Niente Maquiavel nei manifestanti, allora. Quindi, rimane la domanda: la testa di Rummy non basta? Che altro?
Io non credo al tradimento angloamericano nei confronti degli alleati.Troppo facile lasciar fare il lavoro sporco agli altri e poi fare gli schizzinosi perchè non hanno ben pulite le mani!
Sono venute fuori nefandezze, lo diciamo e lo facciamo a voce alta, ma non ci sono solo quelle e c'è tutto il resto dietro. E tanto schifo non fa. Tutto seppellito da Abu Ghraib?
Oltre a centinaia di vittime americane ed inglesi.
Ci si dimentica di colpo di tutto; dei soldati dilaniati, massacrati, rapiti, sgozzati, sparati, di Saddam, dei kamikaze, di nassirya, della Croce Rossa assaltata. Di tutto. Solo le torture rimangono in piedi.
pure io penso che Maquiavel non sia un "manifestante"...ma non concordo con lui sul fatto che non basta la testa di ramsfeld (oltre quella dei colpevoli effettivi) e in ogni caso vorrei capire cosa propone ...altrimenti non se ne può discutere.
Io non ho dimenticato, Rolli, questo lo sai. E qui nessuno (mi pare) ha parlato ancora di ritiro. Si possono chiedere le dimissioni di Rumsfeld restando legittimamente convinti che la prosecuzione della campagna mediorientale sia l'unica scelta disponibile.
Si può convenire che strategicamente la gestione della guerra, e del dopoguerra, e della nuova guerra non sia stata efficace. Ci si può chiedere se sia possibile applicare e studiare un aggiustamento.
Abu Ghraib a parte, le ultime mosse sono state contraddittorie. Generali saddamiti rimandati a comandare l'esercito, poi rimossi dopo qualche giorno. Assedi, ritirate, disarmi e riarmi. I rapporti con la popolazione che peggiorano giorno per giorno. E interi settori dell'amministrazione militare che, neppure tanto sottovoce, cominciano a criticare la conduzione del conflitto.
Non sto parlando di pacifisti, di manifestanti, di fautori della "resistenza irachena". Sto parlando del corpo militare statunitense.
E' abbastanza chiaro che le cose non stanno andando bene, non quanto si era sperato. Se questa guerra contro il terrorismo deve essere vinta, dunque deve anche essere combattuta con mezzi e strategie che consentano di vincerla. E se l'emergere degli eventi di tortura sui prigioneri di Abu Ghraib è una solenne martellata strategica sui piedi di una gestione già in difficoltà, è evidente e possibile criticare chi ha fatto queste scelte, oltre a tutte le altre scelte.
Ciò non toglie che, a mio parere, occorra continuare. Ma con quali mezzi, con quanti uomini, con quali tattiche, sia militari che diplomatiche, con quali fini? Sono sempre gli stessi i fini? O invece che la democrazia ora, come leggo da più parti, ci si accontenta della "stabilità"?
Sono questi i dubbi che restano, e non sono dubbi pacifisti.
Le testa di Rumsfield è, permutando l'elegante terminologia matematica, necessaria ma non sufficiente. Vi vanno aggiunte la testa di Bush e, ovviamente ed assai più importante, la normalizzazione dell'Iraq.
Non sono per il ritiro immediato, non detesto preventivamente l'america e non trovo responsabilità alcuna da imputare al nostro geverno per questo scandalo.
Ma Rumsfield, per sua stessa ammissione _ e se è dovuto giungere a dirlo significa che lo è davvero, si è dichiarato responsabile. Ma la responsabilità a casa mia non è una parola vuota, è un fatto. Responsabilità significa alzarsi da quella sedia e ritirarsi a vita nel Nebraska a pescare trote, per essere clementi.
"Fortunatamente", per quanto riguarda Bush, non ho alcun dubbio circa l'esito delle prossime elezioni. Dal 3 novembre il mondo sarà certamente un posto migliore.
cari ragazzi, stiamo strumentalizzando tutto perchè questa è la carta vincente per mettervi al muro, colpire Bush, Blair e Berlusconi.
Non siamo riusciti a farlo con le manifestazioni, lo facciamo ora. Sulla pelle degli iracheni"
speriamo di riuscirci
E' doveroso per Rumsfeld rimanere al suo posto a rimediare alle cazzate che ha fatto. Se ne deve andare solo se il suo capo glielo chiede, ogni altra eventualità sarebbe una fuga indecente.
L'unica speranza per Bush di non perdere le elezioni per Abu Ghraib è dimostrare che la vicenda non è così grave come la stanno vendendo, che Rumsfeld ha le palle per rimediare e che lui, George W., ha ancor più palle, tanto da non aver bisogno di cacciare Rumsfeld.
Ce la farà?
Contro ogni apparente probabilità, io giocherei ancora per il sì, sono un inguaribile ottimista.
F.
Ero contrario a questa guerra. Facevo parte di quei pochi che la ritenevano moralmente giusta anzi sacrosanta, ma più rischiosa che utile vista la situazione.
Non appena è scoppiata mi sono schierato con gli alleati. Ho sperato con tutto il cuore, davvero tutto, che la vincessimo. Ho scritto sul mio blog che i pacifisti erano degli idioti in malafede, Zapatero un incosciente e una eventuale sconfitta una tragedia. Il ritiro una follia, o peggio un suicidio.
La disfatta sul campo, l’incapacità di difendere i confini, di proteggere i civili, assieme alla più totale insipienza politica nel conquistare la fiducia, “le menti e i cuori” del popolo iracheno, sono stati talmente plateali da compromettere la missione già da un pezzo.
Abu Ghraib non cambia, sotto questo aspetto, la situazione. Ma toglie qualunque credibilità morale agli alleati. Immaginate le voci che in queste ore si rincorreranno per Baghdad, Falluja e Nassiriyya, il passaparola di massacri inverosimili resi d’un tratto plausibili dalle foto e dai servizi di al-Jazeera. Ogni possibilità di ottenere collaborazione è ormai compromessa, nessuna inchiesta e nessuna corte marziale potrà rimediare al danno.
Le torture e gli abusi facevano dei nostri carabinieri l’inconsapevole bersaglio di una ritorsione. Le foto ne fanno carne da macello, dead men walking. E questo, per parte mia, è un tradimento. Infatti è ben vero che in astratto una catena di comando in una guerra asimmetrica potrebbe perfino legittimare un moderato uso della tortura (a patto che rimanga segreto). Ciò che sembra sia accaduto. Ma tutti gli alleati devono essere a conoscenza dei rischi per poter adottare tattiche conseguenti. A sentire il ministro Frattini, invece, noi non ne sapevamo niente. Ergo le strategie del Pentagono hanno messo a repentaglio la nostra missione. O sbaglio?
Quanto a Rummy, leggo ora che Bush ne ha detto: “Superbo il lavoro fatto, grande leadership e coraggio.”
PER USCIRE DA QUESTO MERDAIO?
PRECONDIZIONE: tenere i nervi saldi e non sbracare, attendendo che la bufera si attenui; sempre che questi 4 papocchi, governanti la superpotenza, ne abbiano la capacità.
1) sigillare immediatamente le frontiere.
2) Più che raddoppiare il numero di soldati britannici, australiani, neozelandesi ed americani, per arrivare almeno alle 350.000 unità(per un tempo di almeno 6 mesi.
3) Ritirare immediatamente tutti i contingenti non utilizzabili per operazioni belliche: italiani, polacchi, rumeni ecc.ecc.
4) iniziare un pattugliamento efficace di TUTTO il terrirorio
5) Creare delle enclave "sterilizzate" nei luoghi simbolo e fomentatori della ribellione(Falluja, Najaf, Amara ecc.ecc)
6) Posizionarsi in forze attorno alle enclave.
7) Dare un ultimatum, di poche ore, ai balordi ivi bloccati concedendo loro l'opportunità di venirne fuori vivi abbandonando le armi, e permettere alla popolazione civile di uscire dalle città per il tempo necessario alle operazioni, sulla scorta di quanto fatto a bassora all'inizio della guerra.
8) allo scadere dell'ultimatum, nenche un secondo dopo, investire tutti i focolai di resistenza con una violenza devastante, da tragenda greca.
9) Ripulire e rimettere ordine
10) Riaprire le enclave, facendo rientrare la popolazione che, sperabilmente, si è messa in salvo, affidando la sicurezza agli iracheni.
11) mantenere una serie di basi nei punti strategici, continuando e rafforzando il pattugliamento ai confini per evitare inserzioni indesiderate.
12) favorire la resa dei conti tra le varie fazioni che, ora come ora, si combattono per la predominanza politica e, emersi i vincitori, trattare con loro la nascita del nuovo governo, fortemente federale(curdo al nord, sunnita al centro, sciita al sud).
13) Mandare a casa la banda dei 4, gli attuali arroganti ed incompetenti amministratori americani ed il laburista britannico(devo dire che nel caso di blair avevo, sbagliando, riposto fiducia eccessiva. Evidentemente l'essere britannico non è stato sufficiente per coprire il peccato dell'essere laburista).
14) per il futuro fare le cose con la testa e non con il culo.
COROLLARI:
1) richiamare in servizio il maggiore T.E Lawrence
2) fare ammenda, di fronte a Sua maestà la Regina Elisabetta II - che graziosamente accetterà - da parte dei governanti americani del loro peccato originale, ammettendo a washington un vicerè o, eventualmente, un governatore nominato dal nuovo primo ministro conservatore di Sua Maesta Britannica.
io resto della mia idea ,,, togliere il bersaglio da punteggio (soldato occidentale ) e lasciare che le varie fazioni inzino a combattersi fra di loro... ... perche è quello che faranno... ... appena gli occidentali se ne vanno inzieranno a combattere fra fazioni e saranno talmente impegnatio a fare cio che di colpire al di fuori dei loro confini non avranno nemmeno il tempo ,,ne potranno invocare storielle tipo "guerra agli infedeli " dato che sara comunque guerra fra mussulmano e mussulmano ,, (dove al massimo l infedele diventera a seconda dei casi sciita o sunnita )
BB ciò che dico è solo per potersi tirare fuori dalle rogne, in cui da incompetenti si sono ficcati, con una possibilità di raggiugere i fini che si erano prefissati; non vedo altro modo. Poi, d'accordo, la soluzione più rapida e logica, ma politicamente meno percorribile e quella che dici tu. Peraltro al punto 12, se noti, ho considerato anch'io questa opzione.
BB, tra l'altro la tattica delle enclave sterilizzate non l'ho certo inventata io. Vedasi campagna anti ribelli in malesia, birmania, e nell'oman dei primi anni 60