Il Riformista e il buonismo sul velo islamico
I fatti: un'aspirante maestra marocchina di 40 anni si presenta al tirocinio con il velo islamico e i genitori dei bambini protestano: quando insegni te lo togli.Dovrebbe essere logico. No, non lo è, figuriamoci! Nasce un "caso", persino Pisanu corre in soccorso della signora (che di soccorso, tra l'altro, non aveva bisogno visto che affermava di poter togliere il velo se proprio necessario. Mentiva? Boh! Certo è che se vuoi risolvere le cose senza complicarle te lo togli e poi ne discuti. Comunque...) e alla fine le viene servito su un piatto d'argento un posto similare dove potrà velarsi quanto le pare. Dove? In Marocco? No. In Italia.
Il velo non è un semplice pezzo di stoffa ma un simbolo, una separazione, un obbligo religioso che l'interpretazione di comodo del Corano impone alle donne musulmane che certo non brillano, nei Paesi arabi, per libertà e considerazione.
In tribunale, ad esempio, la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo; perdono il diritto alla prole al compimento del dodicesimo anno del figlio; possono essere punite dal marito in caso di disobbedienza; in molti paesi vengono punite anche se violentate. Spesso senza i più elementari diritti civili. Poi qualcuno viene e ci spiega che loro sono molto desiderabili (?) e contente della propria condizione tanto che, pensa un po', il velo se lo scelgono. Già.
Prendiamo una donna, mettiamola in un ambiente di quel tipo ma ubicato in Occidente e poi chiediamole se vuole il velo; ovviamente sì, sia per il tipo di educazione chiusa e repressiva che subiscono, sia perchè provvederebbero padre, fratelli, marito e comunità a farle cambiare rapidamente idea.
Certo, qualcuna che se lo sceglie senza apparenti costrizioni ci sarà, come del resto in qualsiasi luogo e tempo ci sono fanatici di ogni specie. In linea di massima, però, la scelta spontanea e libera non è quella. Anche in questo senso funziona la legge francese che impedisce il velo, accomunato alla kippà e al crocefisso per non offendere i musulmani, nei luoghi pubblici.
Noi qui, in Italia, con il fondamentalismo che alza la testa, invece arronziamo come al solito, complice persino il governo di centrodestra che vuole arrivare tranquillo alle Europee.
Margherita Boniver, sottosegretario per gli Affari Esteri, lancia l'allarme su una scelta "buonista" che procurerà molti danni.
di Rolli alle 28.03.04 06:22 | | Commenti (13)
Questi sono i blog che fanno riferimento a Il Riformista e il buonismo sul velo islamico:
» Poliblog della settimana da Wash It On Post
Aggregatore analogico politico settimanale dei blog [Leggi]
Commenti
La parte centrale del post sui "non diritti" delle donne è corretta. Ma il fatto che il velo sia una "separazione" non si è capito. Io sapevo che è un ben preciso simboo religioso. Che ce ne sono di varii tipi. Ma non che serva a separare.
PS: la condizione della donna in alcune culture è subordinata, non ci sono dubbi. Però, visto che il problema esisteva anche nella moderna e avanzata civiltà occidentale, dove fino a pochi decenni fa diritti come il voto erano negati, verrebbe forse da far pensare che, invece di attaccare queste culture sarebbe il caso di parlarsi.
Leggi i link sulla separazione, perchè ci sono, verso la fine di quel post, affermazioni nteressanti di parte araba (moderata e illuminata, ovviamente).
Sono d'accordo sul parlarsi, se non significa subire proni e stare a guardare impotenti. Decenni fa le donne potevano venire chiuse in casa, picchiate e ammazzate per questioni d'onore, ora non più; è intervenuto il codice, oltre che il dialogo.
Questa intolleranza verso il velo delle donne islamiche è razzismo puro. La legge italiana dovrebbe garantire a queste donne la libertà di scelta, far sì che se non vogliono portarlo possano farlo senza subire costrinzioni da parte della loro famiglia, ma vietare il velo mi sembra una grave limitazione della libertà dettata da un fanatismo laico (come in Francia, quando non si tollerano i simboli di ogni religione) o da razzismo (quando non si tollerano solo i simboli musulmani). Tra l'altro è stato detto che il velo avrebbe impaurito i bambini, ma questa è una enorme cazzata perchè nei nostri asili i bambini sono sempre cresciuti in mezzo a donne velate(le suore).
E allora le suore, Rolli? Non è una separazione anche quella? E quella delle suore è più che un velo è quasi una muta? Le suore non spaventano i bambini dell'asilo verrebbe di dire alle mamme di quel paesino del Nord? Te lo immagini, cara Rolli, se qualcuno fosse venuto 20 0 30 anni fa ad inporre le minigonne alle nostre nonne o mamme velate, in chiesa e fuori dalla chiesa? Non ci saremmo ribellati, non avremmo mandato a quel paese i provocatori, non l'avremmo sentita come una violenza ed una forzatura?. Ognuno deve fare da solo la strada che porta all'emancipazione ed alla libertà e trovare la sua via. La tolleranza è capire questi tempi. Il risultato è diversamente la resistenza e la difesa come insegna d'altra parte benissimo anche la psicanalisi. Ma non ci vuole una scienza per capirlo, no?
Mi dispiace che questo blog stia dismettendo gli abiti laici e abbia deciso di incamminarsi verso un'ideologica guerra di religione. E va bene che il mondo ci offre gli stimoli per farlo, ma raccogliere questo "la" temo significhi cadere in un tranello. Perchè è questo che vogliono i fondamentalisti.
Il codice è intervenuto dopo anni di battaglie, discussioni, e tentativi. Senti, se poi hai la sensazione di stare dalla parte giusta, e viisto che c'è di mezzo la religione, non sarebbe meglio evitare i toni forti da crociata?
Le suore non c'entrano nulla, non ci sono più nemmeno negli ospedali, sono religiose senza confondere Stato e Chiesa.
L'Islam non distingue tra l'uno e l'altro: mi pare fondamentale.
Questo blog ha esattamente la linea del primo giorno, basta spulciare gli archivi; il fatto che sia più visibile è determinato dalla situazione politica del momento, dagli utenti, dal contesto intorno. Mi pare normale.
Del resto io non ho mai pensato di essere comoda e simpatica e non mi interessa esserlo qui sopra visto, che fondamentalmente è un blog di politica e attualità.
C'è un antisemitismo crescente, un antisionismo dilagante, un alzarsi di toni contro America, governo, Israele; ancor di più nella direzione dell'essere proni di fronte a situazioni che diventano sempre più pericolose.
Dovrei fare silenzio e annuire a testa bassa altrimenti Pick o chi per esso si dispiace? Non mi è possibile, lo dico davvero. Qui ci sono le mie idee, oltre alle vostre, i commenti sono aperti e quindi potete obiettare qualunque cosa e portare qualsiasi argomento, compresi quelli per me detestabili. Alle mie idee non rinuncio, nè qui nè altrove.
In Italia non solo le donne usano il velo islamico ma c'è un numero crescente di loro che usa il burqa ed è un segnale gravissimo, soprattutto in un momento pericoloso come questo. Io vado in giro e me le vedo, orribili perchè quei sepolcri neri sono orrendi da vedersi e anche inquietanti, che mi passano vicino, che stanno a fare la fila alla cassa con me. Chi me lo dice, ad esempio, che sotto non ci sia un kamikaze? E' lecito che la legge italiana vieti di rendersi irriconoscibile e invece abbassi lo sguardo di fronte a questo scempio?
A me non frega una cippa che i musulmani stiano in Italia, molti li conosco, abitano accanto a me, ci parlo, li saluto, persino ci scambiamo reciproco aiuto per le piccole cose quotidiane. Non mi ritengo razzista e non mi interessa controbattere a chi lo sostiene più o meno velatamente. Dico però che non si possono lasciar passare segnali gravi come questi; dico che chi viene qui deve attenersi alle regole; dico che in giro si va riconoscibili; dico che le moschee dove si incita al terrore vanno controllate, perquisite, arrestate le persone coinvolte ed eventualmente chiuse, come qualsiasi luogo sottoposto alle leggi del nostro Stato.
Dico che in ospedale ti fai visitare dal medico che c'è e punto. A me imbarazza a volte la presenza di un uomo per particolari esami o visite, esattamente come ad un uomo imbarazza una visita andrologica effettuata da una donna, ma non mi verrebbe mai in mente di pretendere il medico che voglio io, non mi verrebbe mai in mente di presentarmi in Chiesa, ad esempio, in minigonna stratosferica, non mi verrebbe mai in mente di andare in Iran e di rifiutarmi di mettere il velo. Voglio ed esigo che i musulmani, se vogliono stare qui, rispettino il uogo dove stanno e si adeguino, come del resto faremmo noi, alle nostre leggi , costumi ed usanze.
Non voglio vedere scannare in cortile capretti e montoni, perchè a Spirano ho visto io arrivare la municipale a multare un signore del uogo che sgozzava il maiale nell'aia in modo vergognoso.
Mi sono rotta le palle di buonismo e razzismo al contrario. Stiano alle REGOLE!
La signora marocchina può venire ad insegnare anche a mio figlio, se vuole, ma ci viene a capo scoperto altrimenti non la voglio.
Può pregare nei suoi orari, le vado incontro, non può però la presenza di bambini extracomunitari eliminare la tradizione del natale a scuola come già succede. E' la nostra tradizione, che vi piaccia o no.
Poi possiamo discutere e far conoscere anche la loro, di tradizione, ma il problema è che qui si elimina la nostra identità per un falso senso di rispetto nei confronti delle altre.
Del resto, l'Islam ha in questo la sua forza: un'identità portata ovunque e imposta ovunque, rivendicando l'eliminazione di quella altrui. Non ci sto, sono contro e se il governo non interverrà mi schiero con la Lega, che per me è il massimo della depressione.
La Francia è stata costretta a legiferare, noi facciamo i soliti burattini, a destra e a sinistra, senza il coraggio di affermare la normalità.
Nessun ebreo in Italia ha mai preteso l'eliminazione da scuola delle tradizioni; nessun ebreo ha chiesto la modifica generale della mensa scolastica per le sue convinzioni religiose, e così nessun ortodosso, nessun indù, nessuno in assoluto.
Mi ritrovo a dover girare tra mostri neri, a dover vedere sovvertite le regole dello Stato, in nome di un falso rispetto che si traduce nello schiacciamento delle regole del mio Paese.
Non in mio nome, ok?
Sono fesserie, Rolli. Semplice paura dell'altro. I maiali li sgozzano ancora i nostri contadini, così come tagliano la testa alle oche, spezzano il collo ai conigli e vanno a caccia. E se non possono farlo da noi gli italiani vanno in argentina a cacciare. Come molti italiani tutti rispettabili qui in Italia vanno in Tailandia a prendersi le ragazzine. Ora il velo, non parlo del burka ovviamente, le donne lo portavano in chiesa, al matrimonio. Scommetto che tua madre e tua nonna lo portavano. Le suore ovviamente lo portano dappertutto. Dimmi che ti fa una donna con il velo in testa come una suora, ti cambia la vita? Senza extracomunitari cara Rolli, non avremmo più donne delle pulizie, badanti per gli anziani, operai per l'edilizia, braccianti per la raccolta degli ortaggi, fornai. Nelle industrie del nord-est (altro che lega) fonderie, cementifici insomma il 15-20% della manodopera è extracomunitario. Non è una scelta, è la condizione del nuovo secolo. Bisogna cercare di fare sforzi per l'integrazione, di trovare nell'altro cose che ci migliorino, le regole che vanno rispettate sono quelle di civiltà e sono sempre le stesse: libertà di parola, di culto, di stampa, di associazione. Non siete del Polo delle Libertà? Ad esempio la più grande tradizione della città di Roma è la tolleranza, è l'accoglienza. Roma la città dove sono nato e vivo nel 1960 aveva un milione di persone, adesso ne ha 3 milioni. Eppure Roma è sempre Roma. E si sono integrati prima italiani di tutte le regioni e adesso extracomunitari di tutto il mondo. E' divertentissimo sentir parlare ragazzini di colore in romanesco. Mi fanno ridere e mi fanno pensare che siamo,a desso sì, cittadini del mondo. Te li ricordi invece al nord quanti problemi di integrazione hanno avuto i meridionali, come li hanno avuti in Svizzera, Belgio, Germania. E' sempre la stessa storia, c'è sempre un buon moivo per avere paura dell'altro ed essere razzista. L'altro è come noi, è noi! Non c'è da aver paura, basta guardare la gente negli occhi e ti accorgi che sei tu, l'altro.
Scusa, Ameri, scusa Ameri,se interrompo, ma in Francia la sinistra è andata al 50%, vittoria schiacciante nelle elezioni regionali. 20 regioni alla gauche. Un momentaccio, eh, Rolli! :)
Rolli, è giusto dire che chi viene in Italia deve sottostare alle nostre regole, e ci mancherebbe anche.
Solo che non mi risulta che ci sia una legge che vieta di indossare il velo (velo, non burqa), anche in una scuola. Come non c'è una legge che vieta di "indossare" un crocifisso. E poi secondo me i bambini lo percepiscono come un foulard, e al massimo si chiedono perchè venga indossato (ammesso che non siano impegnati a giocare, cosa che ritengo più probabile). Comunque se fanno domande non ci trovo niente di male a spiegare che la maestra è di un'altra religione, e quello è uno dei simboli.
I discorsi sul burqa, sui diritti delle donne e delle altre minoranze, sulle moschee contaminate e via dicendo sono condivisibili, ma mi pare che nel caso specifico c'entrino poco.
la libertò e' non sottostare a niente se non ad Allah,ne' di qua ne di la'.Persino Nadia Yassine ha detto che il velo deve essere portato per scelta e per fede se no non ha alcun valore.Tareq Ramadan ga affermato che il velo non va tolto o messo per forza ma e' una scelta della donna.Se ti fanno scegliere beninteso. Sono una musumana italiana e lo porto ,penso che una donna abbia tanto cervello da poter deciderlo se portarlo o no in assoluta libertò senza che lo stato o i media si debbano sentire in dovere di intervenire.Piuttosto riflettete sul fatto che svestirsi e andare in giro con tutto di fuori riduce il pudore e la moralitò ddelle donne e che per voi poveri uomini corna in vista.
Altro che prendersela con le donne velate.
allora io pure sono musolmano se la donnna musulmana si mette il velo o no a voi italiani che c.... vi interessa e poi la nostra religione e la religione piu giusta in tutto il mondo... tu cristiano rispetti la mia io musulmano rispetto la tua e basta.............
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