Al direttore - Ringrazi da parte mia il mandante dell’omicidio Calabresi per la “ripugnanza” che ha voluto manifestare ieri nei miei confronti, citando uno dei miei articoli di cui vado più orgoglioso. I complimenti fanno sempre piacere, ma non osavo sperare tanto.
Ora mi manca solo la ripugnanza di Cesare Battisti jr., poi finirà che mi monto la testa.
Marco Travaglio - Il Foglio
Ora mi manca solo la ripugnanza di Cesare Battisti jr., poi finirà che mi monto la testa.
Marco Travaglio - Il Foglio
... nonostante la bassa opinione che ho di Travaglio, su un paio di cose mi sento di dargli ragione; soprattutto sul fatto che giocare a fare l'intellettualoide dimenticandosi e pretendendo che anche gli altri dimentichino, un passato recente che ha fatto tanto male non giova all'immagine di Sofri . Se lui si sente minacciato dalla frase di Travaglio, figurarsi cosa doveva pensare la famiglia Calabresi...
... e poi... ma perche' dobbiamo continuare a concedere i riflettori a personaggi come Sofri, lo stesso Travaglio, o peggiori come Battisti e Negri, in questa italietta che non riesce proprio a trovare "intellettuali" degni della radice intelletto? Perche' dovrei sforzarmi di considerare intelligente uno che scriveva e pensava le cose che ha detto ed urlato Adriano Sofri? Che esca e vada dove vuole, ma non fatemelo ingoiare come grande intelligenza vittima del sistema... ma immagino che anche questo scatenera' le tue ire, Rolli. Pazienza.
Non so se scatenerà l'ira di Rolli, certo non la mia. Quella di Wile mi sembra una posizione equilibrata. La prima cosa che posso notare è che definire qualcuno "ripugnante" è un pessimo punto di partenza. Un punto che squalifica. Se io lancio questo sasso, Sofri o non Sofri, ammetto e accetto qualsiasi replica. Anche che qualcuno mi chiami, come secondo sentenze passate in giudicato dovrei effettivamente essere, "mandante dell'omicidio Calabresi". Più antipatica è l'iperbole che porta a Cesare Battisti, ma è appunto un'iperbole dialettica. In questo caso, nonostante la mia scarsa simpatia per Travaglio e il mio affetto per Sofri, non trovo nulla, ma proprio nulla da ridire sulla replica, a differenza di Ferrara. Quanto alle considrerazioni personali di Wile, mi sembrano perfettamente e totalmente legittime. Wile, nessuno ti chiede di "sforzarti" a far qualcosa che non vuoi o farti ingoiare opinioni non tue. E' proprio questa l'unica misura possibile per confronti di pensiero interessanti. Altrimenti facciamo come tanti qui: prima ammetti che Sofri è un grande intellettuale ed è vittima del sistema, poi, solo poi, ti posso concedere di discutere con me. Invece no. Pensala come vuoi, Wile. Potresti anche aver ragione. L'unica cosa importante è che tu sappia spiegare ciò che pensi, con onestà, e nel tuo caso questo non è certo in discussione.
Fondamentalmente mi urta l'accostamento Sofri-Battisti, perchè nulla ha a che vedere.
Sofri ha detto e scritto cose di cui in questi anni ha visto l'enormità e ne ha conseguentemente preso le distanze; chiamarlo mandante dell'omicidio Calabresi è certamente legale, visto che è stato condannato ma esprime tutta la bassezza e la vigliaccheria di Travaglio che, se conosce i processi e un minimo di carte processuali, quantomeno dovrebbe avere qualche dubbio. Tant'è.
Riguardo a Battisti metto qui un articolo di Facci, tanto per dare un'idea di chi e cosa si accosta:
Un delinquente comune
Per uno studio del caso Cesare Battisti. Seguono estratti dal suo romanzo autobiografico L’ultimo sparo, un delinquente comune nella guerriglia urbana (edizioni DeriveApprodi, 1998) nel quale il protagonista ripercorre le gesta dell’autore: stesso gruppo armato, stesse rapine e ammazzamenti di vittime similari, stessi luoghi, stessa evasione dallo stesso carcere, stessa fuga e latitanza. Prima puntata.
Pagina 15: "Un’uniforme spuntò alle nostre spalle. Istantaneamente estrassi la pistola e le esplosi contro tutto il caricatore".
Pagina 110: "Non star a perdere tempo in chiacchiere, occupati piuttosto del prossimo consigliere cretino della Dc da azzoppare".
Da una nota introduttiva di Roberto Silvi: "Sono stato io a insistere con Cesare per scrivere un racconto a quattro mani che avesse come riferimento la nostra comune militanza. Se abbiano fatto una banda armata, mi dicevo, potremmo pur fare un romanzo assieme".
Pagina 25: "A chiunque mi parlasse di militanza, indicavo la banca più vicina dicendo: i soldi sono lì, vai a prenderli se sei un uomo".
Pagina 112: "Il Potere aveva giocato la carta dello scontro armato... Rividi la faccia della signora nera che non voleva cadere sotto i colpi della mia pistola, l’odio m’invase il petto. Non c’erano abbastanza pallottole per farli fuori tutti questi porci".
Pagina 23: "Le opere di Gramsci facevano parte delle bibbie comuniste che avrei dovuto leggere a tutti i costi all’epoca del liceo, quando mio fratello maggiore mi trascinava a tutte le manifestazioni del Pci. I suoi mattoni naturalmente non li avevo mai letti, però quando c’era da fare casino in sostegno del Vietnam o da spaccare la testa a qualche fascistra meritevole, ero sempre stato tra i più combattivi".
Pagina 114: "Sdraiato su un prato del Parco Sempione, tracannavo una bottiglia di Biancosarti".
Pagina 24: "Il mio difensore occhialuto si era dedicato anima e corpo a spiegarmi che io non ero un delinquente in galera, bensì un proletario in rivolta sequestrato dal regime. Per quanto mi riguardava non avevo nessuna difficoltà a crederlo, anzi mi chiedevo come mai non ci avessi pensato prima".
Pagina 61: "Il direttore stava tirando su l’antenna della macchina. Era il momento. In due balzi gli fui addosso. Gli piantai la pistola in faccia... Incoraggiato dalle grida della moglie, iniziò a porre una maggiore resistenza... la donna assisteva all’esecuzione del marito... al terzo colpo, il direttore fece un giro completo su se stesso e non si mosse più".
Dall’introduzione di Valerio Evangelisti: "Battisti non è affatto pentito: della storia non ci si pente".
Pagina 38: "Sono i detonatori. E questa notte i carabinieri si sveglieranno con queste supposte nel culo. E’ giunta l’ora, compagno! La rivoluzione ricomincerà da Frattaglie sul Ticino".
Pagina 24: "Appena fuori dal carcere ero andato direttamente nello scantinato dove sapevo che si riunivano quelli di Lotta Continua. A differenza della Gioventù comunista, lì si parlava d’insurrezione, del Che, di musica e di un sacco di altre cose. Senza contare che si potevano fumare gli spinelli in compagnia di ragazze che non facevano tante storie... Poi i fascisti avevano cominciato a massacrare chiunque di noi si avventurasse in centro... Dopodichè avevo ricontattato la mia vecchia banda e, dopo un paio di raid a mano armata, in piazza non era rimasta più traccia di Ray-Ban".
Dall’introduzione di Valerio Evangelisti: "Quando chi nel 1977 era democristiano, o addirittura fascista, rivendica un percorso analogo a quello del Movimento, mi viene da sorridere, perchè il suo vissuto ludico non può essere stato simile al nostro".
Pagina 45: "Quei deficienti del Movimento studentesco, degli stalinisti di merda. Invece di prendersela con Trotzkij dovrebbero sfondare il cranio ai baroni della Statale".
Pagina 69: "Lo sbirro era passato al tu autoritario. Un buon clandestino a quel punto avrebbe dovuto sparargli in faccia e basta".
Pagina 32: "Quando mi chiese 3000 lire in più di quanto indicava il tassametro, mi sfiorò l’idea di spianargli la pistola sotto il naso e di farmi consegnare l’incasso. Ma Milano m’intimoriva ancora".
Pagina 57: " «Che ne dici di Alessandra? Mi è parso che ti faceva l’occhio dolce». «Ma è la donna di Stefano». «E allora? Che c’entra... la proprietà è un furto, soprattutto quella degli altri, compagno».
Pagina 104: "L’azione prevedeva solo una punizione, misurata, senza spargimento di sangue, contro il «cittadino che si fa Stato», così chiamavamo i grassi commercianti... Ma lo «sceriffo» reagì sparando all’impazzata, ferendo gravemente un passante. I compagni furono costretti ad abbatterlo".
Dall’introduzione di Valerio Evangelisti: "La società non riusciva ad afferrare l’umanità di fondo di cui masse di fondo erano portatrici. Reagì con impaccio e con rabbia. Ebbe la risposta che in fondo si era andata a cercare".
Pagina 43: "Un vero delinquente sfugge il dubbio come la peste, e si lancia nell’inferno, con la paura che gli serra la gola ogni volta che si cala il passamontagna. Ma qui, con gente che aveva le palle di sfidare lo Stato, I miei valori potevo anche mettermeli nel culo".
Pagina 125: "Al carcere di Ceriola la domenica si mangiava fetticcine all’uovo con i rigagli e abbacchio al forno".
Pagina 102: "La vedevo dondolarsi sui tacchi, sembrava un’innocua signora borghese... impugnai la Browning... feci fuoco. Continuai a premere il grilletto ma non la vedevo più. Non stavo sparando a una donna ma a una sagoma, una figura inanimata dai contorni confusi che finì per abbattersi al suolo. Un getto di saliva mi innaffiò la bocca. Allora mi resi conto che impugnavo la pistola a due mani e che stavo facendo un giro completo su me stesso".
Dall’introduzione di Valerio Evangelisti: "Anni di cui, in Italia, è ancora difficile parlare, a meno di non rendere omaggio alle fumisterie di complotti inesistenti o di spargere lacrime di contrizioni. Battisti è un tipo poco incline al piagnisteo, e poco disposto a chiedere perdono per sè o per altri. La luce che gli brilla negli occhi, dopo oltre un quindicennio di sofferenze e di fughe, è ancora quella del sarcasmo".
Pagina 90: "Gli altri avevano già arraffato il malloppo. Gli eroi, però, hanno diritto a una cena premio. Non nella solita trattoria torcibudella, ma in un ristorante vero... Facendo però attenzione a non ordinare piatti troppo cari, giacchè i soldi di un esproprio appartengono al proletariato e i proletari aborriscono il lusso... Era stato messo a segno un colpo contro il Capitale, c’era di che essere euforici. Malgrado tutta la buona volontà, verso la fine della cena il senso civico cominciò a sfumare... l’avvio alle ostilità fu un aristocratico dessert ... E la goccia che fece traboccare il vaso fu la grappa servita in un ditale, ordinata per un brindisi ai compagni che aveva lasciato poche ore prima nella cella della Questura. Insomma, ce n’era abbastanza per demolire il covo borghese".
Filippo Facci
Wile, perchè in questo pese, il desiderio sfrenato di voler a tutti i costi dimostrare che la redenzione non è negata a nessuno val bene un riflettore. Perchè, secondo te, il vitello grasso venne ucciso soltanto al ritorno del figliuol prodigo?
Rolli, le parole di Battisti sono più illuminanti di quanto scrive nel suo romanzo che può sempre spacciarsi, giustamente, per un'opera di fantasia, sono circa due settimane che sto postando sull'argomento ed ho trovato questa illuminante intervista del caro vecchio combattente per la libertà, il testo completo è sulla cache di google: quì e quì.
Grazie a lynch per uno dei ragionamenti piu' liberali che abbia trovato ultimamente su un blog ed a Rolli per le citazioni del Battisti che varrebbero un post a parte.
Prendo spunto per una puntualizzazione: l'accostamento tra Sofri e l'amico fritz che fa il fuoriuscito e' una boutade antipatica, concordo... ma sul fatto che Sofri, Batiisti e Curcio e Negri siano accomunati da un passato da "cazzoni" (perdonate, e' l'unica parola che mi viene in mente... non saprei etimologicamente trovare un termine che mi aiutasse a descrivere la situazione di un burioso bulletto snob che sentenzia contro i borghesi, gli elettori-popolo bue, plaudendo a bombe e rivoluzioni contro lo stato... se mi aiutate...) sono mio malgrado (odio le definizioni a priori) in sintonia con una minoranza di gente che s'incazza quando Negri va in televisione ad insegnarci la sua morale (e sofri seguira' a breve, sigh).
Picwick (adoro Dickens), non sono molto cattolico ma incasso: 1 a zero per te. Diamo i riflettori a chi dimostra redenzione e puo' aiutare a far crescere gli altri. Un unico dubbio: Sofri ti sembra uno che sta sui giornali ed in TV ogni settimana per dimostrare la sua redenzione o per continuare a far finta di saperne piu' di noi sulla vita e sulla democrazia come gia' supponeva quando guidava LC? Io sicuramente, con il pregiudizio di chi non sopporta il terrorismo perche' lo considera una dittatura in nuce, lo vedo attraverso un filtro che non mi permette di capire la realta'. Tu che ne pensi?
Il post di Rolli con l'ottimo lavoro di editing di FF è davvero una lettura interessante. Questa fiction splatter che si trova nel romanzo autobiografico di Battisti (nel quale il protagonista ripercorre le gesta dell’autore: stesso gruppo armato, stesse rapine e ammazzamenti di vittime similari, stessi luoghi, stessa evasione dallo stesso carcere, stessa fuga e latitanza) è semanticamente magnifica. Presto leggerò l'intero libro. Il punto di vista è quello del fumetto: le vittime colpite si ostinano a non voler morire, ruotano su loro stesse prima di stramazzare a terra, i caricatori esplodono e i bossoli fumosi rotolano sul selciato. E getti di saliva riempiono la bocca nel momento i cui le pallottole perforano i bersagli umani. Mancano solo i suoni onomatopeici, ma se fosse un fumettista Battisti ce li farebbe sicuramente leggere e ascoltare.
Narrativa, naturalmente, solo narrativa.
Certo.
Interessante anche l'intervista linkata da Zanna. Un vero maitre a penser, il nostro Cesare. Capisco ora che l'accostamento con Sofri, pur se semplicemente dialettico, era qualcosa di davvero bastardo, per chi conoscesse in dettaglio i personaggi (e Travaglio conosceva bene entrambi). Quindi, Rolli, trovo significativa la tua replica, e penso di poterti dare ragione senz'altro su questo.
Wile: Quello che Sofri ha di diverso da Negri, ad esempio, visto che lo citi, è che in nessun caso ha mai cercato, negli ultimi anni, di "fare la morale" a nessuno. E' proprio questo atteggiamento che me lo rende credibile e che mi fa sembrare che, per lui, la prova della rieducazione sia stata ampiamente superata. E' qualcosa che va ben al di là del rinnegare le proprie antiche idee e pentirsi delle proprie azioni (se tali azioni sono state compiute). E' il metodo di proporsi, di fronte ai fatti, di fronte alla storia presente, senza risposte, senza certezze, lavorando sui tentativi di interpretazione e mettendo in gioco ad ogni pensiero soprattutto se stessi. Ed è questo il metodo che conosco in Adriano Sofri, in questo momento, leggendo ciò che scrive ogni giorno. Per questo lo vedo e lo percepisco terribilmente distante da gente come Negri, Scalzone, o (ma il paragone, ha ragione Rolli, in questo caso è un po' squallido) addirittura Battisti.
E se Sofri utilizza concetti come "ripugnanza", beh, ecco che immediatamente questa mi sembra una nota stonata. "Ripugnanti" sono le vittime del romanzo di Battisti, dal punto di vista di chi spara. La repulsione, il disprezzo, il disgusto, sono sentimenti autoassolutori. Convergono il cento per cento dell'aggressività all'esterno e consolidano il cento per cento di certezze all'interno. Insomma, non me l'aspettavo.
Per questo mi auguro davvero che quella parola, in pubblico, Sofri non voglia usarla più. E' libero naturalmente di provare schifo per chi vuole e di scriverlo dove più gli piace, resta che per chi lo apprezza, questa è senza dubbio una delusione.
Il problema non sarà mai Travaglio, ma il credito che gli si dà (o che si prende).
Lynch, io sono molto pragmatico e mi chiedo come mai nella scorsa settimana Adriano Sofri era presente su almeno tre giornali o settimanali (compreso Sportweek...) e viene intervistato si' e no una volta a settimana... comprendo che in Italia non abbiamo niente di meglio, ma questa redenzione ce la sta facendo pesare un po' troppo...
... o sara' che magari tutti gli amichetti (ex LC) e parenti sparsi qui e li' nelle redazioni di giornali, televisioni etc fanno un pochino di pressione pre crearci il personaggio "Sofri l'intellettuale innocente"? Credo che se escludiamo Berlusconi e Sofri, in televisione ultimamente c'e' stato solo Tony Renis...
... non voglio dire che e' una colpa avere una bella lobby alle spalle... ma questa mancanza di moralismo che dici tu io non la percepisco: fa la paternale, Sofri, ogni santissima volta che scrive, che parla o che sta zitto facendo parlare altri (il figliolo ad esempio... che non piu' tardi di ieri scriveva cose interessanti sull'errore di strappare un uomo alla sua famiglia... chissa' che ne pensano le vittime del terrorismo anni '70...).
E' un'Italia, questa, che paga ancora il loro terrorismo, le loro ideologie stupide e malandate, il loro superficiale romanticismo. Un'Italia che ha prolungato la DC per altri vent'anni grazie a questi signori ed alla paura che hanno instillato in mezzo elettorato. Mah... lasciamo perdere. Sofri e' pentito. Sofri ha rinnegato. Sofri non e' Negri. Hai ragione. Ma per me non ha realmente capito il grande errore commesso: quello di considerarsi superiore. Cosa che fa ancora oggi.
Perchè Rolli, nel suo blog, dedica una fetta notevole a Sofri, Facci, Camillo?
Pressioni, immagino.
Paragone minimo, me ne rendo conto, ma basta rapportarlo. Non ti viene in mente che di Sofri piaccia l'intelligenza, il percorso, l'umanità, la capacità di elaborare e di rimanere moderato quando il più pacifista di noi darebbe fuoco alla pira.
No, Sofri non striscia, non si ammala, non muore, non implora, mantiene espressioni e parole dignitose e allora è arrogante e chi lo pubblica è pressato. Da chi? Dimmelo da chi, perchè allora voglio capire come tutta questa lobby che gira intorno a lui e che detiene il potere immenso di dare ordini a tutti i media, come mai non utilizzi questo potere per farlo uscire.
Diciamo che urta e fa imbestialire questo Sofri che, odiato da tanti, raccoglie intorno a sè un sostegno trasversale.
Non ho mai scritto che debba essere graziato perchè è un intellettuale e scrive bene, anzi credo di poter affermare che non l'abbia mai scritto nessuno di quelli che lo sostengono; eppure gira la leggenda, un poco triste e bieca, che si vuole Sofri libero perchè bravo e intelligente con la penna.
A proposito di gente 'brava e intelligente' con la penna (e con la pistola): Rolli, l'articolo di Facci sulle qualità letterarie di Battisti merita davvero un post a sé stante, non di rimanere seppellito nei commenti. Dico sul serio, a me ha dato un motivo ulteriore per volerlo vedere in galera, mentre invece sono disposto a perdonare quasi (e sottolineo quasi) tutto, a uno che scrive bene. E' un mio limite, che volete farci?
PS: giuro che la lobby di LC non mi ha mai pagato né fatto pressioni.
ah, fantastico questo metro di misura ahaha
scrivi bene: beh, ti posso perdonare suvvia
scrivi male: sta dentro in galera te.
wow!
.., ah, wow, gulp! Mi sa che mi tocca mettere i sottotitoli: ho scritto 'quasi', al che mi pareva ovvio si dovesse intendere che l'omicidio (e per giunta l'omicidio politico) non lo perdonerei manco a Shakespeare.
Ciò detto, Sofri scrive (almeno stando al breve saggio fornito da Facci) 6 volte meglio di Battisti e spara 66 volte meno puttanate (oggi, 2004, non trent'anni fa); così è più chiaro?
Wile, sono troppo poco ecumenico io, quindi, niente vantaggio per il sottoscritto. Come spero tu avrai compreso, la storia della redenzione, nonostante l'avessi tirata fuori come fosse un codice del concordato, voleva essere un paradosso, quasi a voler trovare una parvenza di valido motivo per giustificare tutta questa considerazione per un uomo baciato un giorno sì e uno pure dal caldo fascio di luce dei riflettori. Un uomo che fino ad ora - grazie a dio! - non mi procura nessuna sensazione, nè di irritazione nè di imbestialimento. Lasciamo che scriva tutto quel che vuole, anche con la ripugnanza che vuole, tanto siamo in democrazia. Basta che non tentino di farci credere che attendevamo lui a far da faro alle idee, vagamente democratiche, di un paese al buio.
Non so perchè, ma la seconda reply di Lynch il mio pc quando ho aggiunto la mia non me la dava.
Mi rendo perfettamente conto che nella penna di Sofri la parola "ripugnanza" faccia effetto, epperò Travaglio ha una meccanica, un accanimento, una forma mentis (sì, proprio quella) che te la strappa con le tenaglie. C'è da dire che Sofri ci ha abituati, come dicevo prima, a una moderazione spesso sconosciuta anche alla parte più moderata che c'è in noi ma insomma, c'è un limite a tutto.
Comprendo il fastidio stupito di Lynch ma mi riconosco in quella "ripugnanza".
Il Griso, sono stata in bilico anche io sull'articolo di Facci, volevo metterlo in chiaro però devi valutare alcune cose:
qui ci sono molti suoi pezzi che rischiano di attaccarsi l'uno all'altro (vedi che adesso ne ho messo un altro) e mi è venuto il timore di "inflazionarlo", visto che già avevo intenzione di mettere la lettera a Dagospia.
ho letto delle interviste a Battisti e provo una certa repulsione per il tizio. Mettere il pezzo in chiaro mi instilla istinti truci (gli stessi tuoi, anzi di più)
Le replies qui sono molto seguite, quindi la certezza della visibilità c'è, ma almeno evitiamo di raccogliere le firme per l'ergastolo.
Trovo che Battisti sia un essere veramente ripugnante e non riesco a mantenere in equilibrio il mio garantismo; pensa che non vedo nulla da ridire nemmeno sui modi dell'arresto .. insomma, sono a rischio, ehm.
Si grazie griso, a me ora è più chiaro, ma a te?
uuuuhh... e mica bisogna essere sotto pressione per scrivere bene di Sofri, basta essere plagiati
scherzo, giuro, scherzo, non sparate sul pianista, scherzo. scheeerzo!
ripeto... se appare anche la prossima settimana su Arch, AD e Science metto anch'io il bannerino... purche' la smettano... non ne posso piu'.
Perché né lui né altri la sospettino una posizione su cui ho avuto dei ripensamenti, o dovuta a una momentanea mancanza di lucidità, vorrei ribadire ciò che già scrissi una delle molte volte che se lo meritò: Wile è una testa di cazzo.
Smetterà di esserlo quando smetterà di parlare di cose che non sa, coinvolgendo gli altri: quando volendo continuare a nominare il nome di mio padre invano, almeno - essendosi informato un tantinello - avrà imparato che è innocente di ciò per cui è stato condannato, quanto lo sono i commentatori qui presenti, per fare un esempio (non voglio attribuirgli la travagliezza di saperlo e volerlo ignorare, ancora). Per quelli dei quali restano armati di buona volontà, ogni volta mi dispongo scoglionato a scrivere queste noiose cose.
L.
chiedo venia al sosia di Luca Sofri:
"continuare a nominare il nome di mio padre invano"
e' una citazione un po' alta anche per Lei... di unto del signore ne abbiamo gia' uno!
A proposito, chiunque lei sia non smette di essere un fascista.
Wile, ma guarda che le tiri anche tu con le tenaglie! E' suo padre, prima che essere Adriano Sofri, e sentirlo nominare a sproposito su fatti di cui si può disquisire come diavolo si vuole ma almeno con un minimo di conoscenza, ritengo gli dia il diritto di chiedere che non venga tirato in ballo tanto per dar fiato alla bocca a sproposito.
Oppure deve anche stare zitto e leggere i vari travagli, te compreso, che fanno gli spiritosoni tra giornali e blog, intendendo e sottintendendo?
Mi pare che la metodologia fascista ti sia ben nota; meni legnate qua e là e poi ti ritiri sorridendo e dicendo "sto scherzando, neh?"
Sistemi noti. Vedi un po' tu..
Rolli,
il blog e' tuo e decidi tu come gestirlo. Io ho forse nominato il nome di Sofri invano (devo aver anche bestemmiato immagino), perche' e' vietato dire che mi sono strarotto i coglioni di sentirlo e vederlo pontificare ovunque e di subire il lavaggio del cervello su quanto sia intellettuale e raffinato. Ma non posso dirlo senza beccarmi un "testa di cazzo" (guarda caso da un pennivendolo, una tradizione di LC e dei figli di LC).
Bene cosi', le polemiche si possono fare solo quando non offendono i santi del paradiso (a sinistra sono Negri, Enzo Biagi e Santoro, a destra Sofri e compagnia), mi ritiro con ordine e chiedo venia per aver osato dire quello che penso sul tuo blog... qui, a mio modo di vedere, e' meglio non avere idee diverse, soprattutto se poi un "famosetto" come il fascetto di cui sopra illumina la scena col suo personale ed inappellabile giudizio. Mi domando: se l'avessi detto io di lui avresti cancellato il commentom o lo avresti censurato, credo di si'. Nei fatti, ti sta bene il "testa di cazzo" e ti pieghi a 90 gradi di fronte alla piccola celebrita' di turno... spero tu abbia modo di trarne giovamento in qualche modo, insomma, almeno chiedigli qualcosa per il supporto.
La testa di cazzo (che tale e' perche' ha idee diverse) si ritira da l tuo blog a senso unico.