Mercoledì 3 Marzo 2004

Fini e D'alema sulla questione palestinese ad Assisi

Il dibattito di Assisi vede un vice premier come piace a questo blog, sulla questione della pace tra Israele e Palestinesi.
Mentre D'Alema vorrebbe una pace imposta dalla comunità internazionale, Nato compresa, rifacendosi agli accordi di Ginevra, anche "con la forza", Fini si oppone e sottolinea come quegli accordi siano un fatto privato e non pubblico e ufficiale come la road map.
D'Alema parla di " strategia del terrore da parte di Israele che mira a una soluzione di tipo sudafricano" un'aparthaid segnato dal "muro", una "barriera con cui Israele "si stabilisce da sola i confini", entra nel territorio arabo con "uno spaventoso impatto sociale"; "una scelta unilaterale e di rottura che non protegge i palestinesi (pensa un po'! Magari è nata per proteggere gli israeliani dai palestinesi ndr) e pregiudica la pace"
Il nostro leader Massimo continua affermando che "è in atto un massacro di civili palestinesi" e descrive i morti per mano kamikaze e quelli palestinesi come "facce della stessa medaglia". subito dopo ci tiene a specificare che lui non è antisionista e l'affermazione ha il sapore della famosa battuta "non sono io razzista, sono loro che sono negri".
Chicca finale, che qui si terrà in enorme conto, è questa dichiarazione:"non è vero che la pace non si impone; non esiste nella storia un conflitto in cui la soluzione non sia stata imposta o dal vincitore o da un aparte terza che ha l'autorevolezza per farlo. Non ci si può fermare davanti alla vecchia idea novecentesca della sovranità nazionale"
Bene. Allora ci spiegherà meglio la sua posizione sull'Iraq, a questo punto, evitandoci la menatina dell'Onu, che nemmeno era stata interpellata per il Kosovo e che invece sembrava vitale per gli iracheni. Onu che se l'è data a gambe proprio in Iraq, per intenderci, perchè diceva che non 'c'era sicurezza e però aveva pregato i soldati angloamericani di togliersi dai piedi dalla loro zona perchè sapevano proteggersi da sè e preferivano mantenere le distanze.
Fini picchia duro:"Imposta o meno, la pace si aiuta solo con un atteggiamento equidistante...l'Europa è stata palesemente di parte in questi anni" e il risultato è il diffondersi di "un nuovo antisemitismo, non più ideologico come il nazismo o religioso ma confuso con l'antisionismo" che si afferma attraverso l'avversione per lo Stato ebraico. "Non si può dire che c'è una sorta di strategia del terrore da parte israeliana, tanto più che D'Alema stesso riconosce che Israele è una democrazia che ha i suoi validi anticorpi, ricordando che la Corte Suprema ha fermato la costruzione del muro in una zona"; muro che "è una barriera costruita per l'autodifesa: non si può contestare a una democrazia di difendere i propri confini". fonte: Il Giornale (non online, certo..)

di Rolli alle 03.03.04 02:19 | Rolli | Commenti (0)

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