Domandine all' Economist - zzzzz - 2
Dear Mr BerlusconiDear Mr Bill Emmott:
Gentile direttore dell' Economist,
voi spesso usate una formula ironica: economical with the truth, per dire che nella ricerca della verità bisogna essere generosi.
In tutta la vostra inchiesta Carlo De Benedetti è un finanziere che vuole "diversificare" i suoi investimenti e Romano Prodi un presidente dell' Iri, capitalista di Stato e buon privatizzatore, imbrigliato dai cattivi governanti alla Craxi, con l'aiuto maligno di Berlusconi.
Siete sicuri di non aver fatto un po’ di economia?
Come mai non citate le memorie di De Benedetti, del 1999, in cui si racconta che l’Ingegnere e Prodi si recarono insieme da Craxi, a Palazzo Chigi, per chiedere sostegno politico alla (s)vendita della Sme?
Perché non citate dettagli importanti di quel memoriale, rivelati in tribunale da Berlusconi e censurati dalla stampa ulivista italiana (e non solo da quella)?
Non considerate rilevante il fatto che De Benedetti abbia testimoniato che del dossier Sme Prodi aveva informato solo la Dc, “facendo una gaffe”? Non è rilevante che Craxi sospettasse di una tangente di De Benedetti alla Dc, legata all’affare Sme? Altre domande.
Tra le vostre fonti c’è forse Tana De Zulueta, già corrispondente da Roma del vostro giornale e subito dopo senatrice combattiva dell’Ulivo, con un profilo di forte pregiudizio politico antiberlusconiano?
Come mai Beppe Severgnini, autorevole commentatore del Corriere della Sera, si è sentito in dovere di annunciare qualche settimana fa la sua rinuncia a collaborare con voi?
Il vostro è forse un caso di off shore journalism?
Quando scrivete: “Dell’Utri, a sicilian”, vi rendete conto che parlate, con una sfumatura etnicista che non vi fa onore, di un palermitano sotto processo per un reato che ai vostri giudici farebbe schifo e che è in sé la negazione del fair trial o giusto processo, il concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso?
Voi ricostruite una storia della metà degli anni Ottanta, le cui conseguenze arrivano fino all’inchiesta del pool di Milano a metà degli anni Novanta, e fino a oggi:pensate di aver raccontato ai lettori dell’Economist che cos’era l’Italia negli anni Ottanta e che cosa è stata nel decennio 1993-2003, quando i procuratori hanno rovesciato il paese come un calzino?*
Come mai siete così severi con Silvio Berlusconi e così compiacenti con Jacques Chirac?
Che differenza c’è tra la legge che ha sospeso il processo al premier italiano e quella che decreta “l’inviolabilità” del presidente francese? E’ forse un doppio standard, il vostro?
Il Foglio
di Rolli alle 02.08.03 17:16 | Rolli | Commenti (14)
Che bello quando un giornale non e' attaccabile e ci si attacca a tutto per poterlo delegittimare come fonte. Che bello.
Non c'è risposta al "come mai?"...... sono fatti così! :-) Ormai la politica non è più equilibrio: è esagerare da una parte e dall'altra. L'Economist è il leader dell'esagerazione. Punto.
"Delegittimare"? Veramente si delegittima da sè, non ha bisogno di aiuto.
Non e colpa dell Economist se un individuo di nome silvio, che una in qualsiasi
nazione degna di questo nome
sarebbe finito gia da tempo con la schiena rigata dal gatto a nove code , in italia finisce capo del governo
Porca pupazza Rolli: smettila di leggere Il Foglio e Il Giornale che ti fanno andare in pappa il cervello! Ma io ti salverò, oh se ti salverò! Invierò decine di lettere all'antrace alle redazioni di quei disgraziati. Ti libererò, coll'aiuto del carbonchio!
E' che all'Economist sono comunisti. Cronisti rossi. E' un complotto della sinistra mondiale.
...oh dimenticavo: per Facci c/o il Giornale, vogliamo la controinchiesta sulla redazione dell'Economist che non funziona, che fa schifo, che pubblica bufale, sui favori, sul mobbing, sulle magagne, sugli intrallazzi...presto Facci, presto regalaci l'articolo autorevole e indipendente, l'articolessa graffainte e documentata che denunci il busto di Marx, la foto di Lenin o almeno la firma di Pol Pot su tutte le scrivanie di quel fogliaccio rosso...
Indipendentemte dal merito (le domande dell'Economist ricalcano la solita solfa da ulivista qualsiasi e -almeno sulle dissertazioni legali- contengono inesattezze), è legittimo chiedersi perchè l'autorevole pubblicazione abbia intrapreso una crociata contro il presidente del consiglio delle repubblica italiana. Sembra di leggere le folcloristiche conache dei turisti inglesi che visitavano il bel paese due secoli fa.
Non foss'altro per la spocchia razzista dimostrata dall'Economist, con le sue 28 domande ci si dovrebbe incartare il pesce.
spocchia...ci dovrebbero incartare il pesce...mai sfiorati da un dubbio mai...
Mamma mia, che paura! E' sceso in campo l'autorevole Foglio... Chissà come si trema nella redazione bolscevica dell'Economist. Una domanda: non vi sentite un tantino ridicoli? Abbiamo diritto ad una risposta, I suppose.
Folkloristiche? sara colpa dei visitatori Inglesi se quello che descrivevano dell italia e degli italiani era la conferma di cio che diceva giustamente il Conte Von Metternich sull italia
Gli hits estivi vi assillano? Vi svegliate in piena notte terrorizzati dal perdere l'audience faticosamente accumulata? laBadante dei Blog! Ricor
DATE: laBadante dei Blog, il vostro avatar a pagamento, la vostra prefica-blog prezzolata.
I dubbi ci sono , StefanoGeorge, Chi preferire? Una sinistra autoreferenziale, fintobuonista, fintomorlaista, monopolizzatrice delle università e della "cultura italiana", che si autodefinisce a priori migliore degli altri, che quando perde riesce solo ad organizzare girotondi, che quando ha la possibilità di schierarsi sceglie terroristi e genocidi, che usa come icone di riferimento un radicaleverdeulivistamargheritista ed un economista formatosi sulla direttrice Bologna-Nusco specializzato in svendite (e non si parla solo della della SME) e che non perde occasione per diffamare il paese parlando da fuori confine. Oppure un centro destra inadeguato a governare (come la il centro sinistra ovviamente) composto da forseexfascisti, da maiexdc, da adoratori delle divinità celtiche e da aziendalisti in doppio petto blu guidati da un monopolista che di definisce liberista (sic) ed il cui unico pregio è quello di essere perseguitato dai suoi avversari? Il dubbio cè eccome, ma è un dubbio italiano. I signori dell'Economist restino a casa propria, visto che da bravi britannici in Europa non ci vogliono entrare.
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