P3: da De Magistris a Caldoro

C’era una volta l’inchiesta Why not, mirabilmente sottratta a Luigi De Magistris, che stava indagando su Prodi, Mastella, logge deviate, parchi eolici
Ora viene alla luce la nuova P2, o P3 se qualcuno preferisce, tanto il risultato non cambia (personalmente la chiamerei “banda”), composta da politici, faccendieri e giudici. Si davano da fare per tentare di condizionare la Corte costituzionale che doveva esprimersi sul Lodo Alfano, per diffamare un candidato (Stefano Caldoro) con storie di sesso e trans, allo scopo di favorirne un altro (Nicola Cosentino), per avvicinare magistrati che indagavano sugli appalti del G8, e via così
I nomi che emergono con le indagini non stupiscono De Magistris , che scrive sul suo sito:”Dalle indagini della Procura di Roma emergono inoltre i nomi di tre magistrati che hanno avuto ruolo anche nello scempio istituzionale da me subito. Il dottor Miller [...] lo stesso che ha diretto senza soluzione di continuità inchieste amministrative e ispezioni ai miei danni dal 2005 al 2008. Il dottor Martone, che ha rappresentato la Procura Generale della Cassazione in quella farsa di procedimento disciplinare imbastito ai miei danni. E il dottor Carbone che in qualità di Presidente ha diretto le sezioni unite della Cassazione che dovevano decidere sul mio ricorso”.
Lo scenario è inquietante, e la questione Caldoro, diffamato prima all’interno del PdL e poi via web, facendo girare la voce che andasse a trans e costruendoci sopra dossier, non fa venire qualche dubbio anche sui risvolti della vicenda Marrazzo ?

di Rolli il 12 luglio 2010 in Giustizia,Politica · 1 commento

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Roberto 13 luglio 2010 alle 00:49

Verrà tutto accertato, i protagonisti condannati e/o prescritti dal TG1, dopodichè la P4 vincerà di nuovo le elezioni secondo tradizione nazionale.

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