Donne & down

Il Governo non vedeva l’ora di dare un’altra mazzata a qualche comoda categoria per continuare a far finta di risanare i conti, e quale migliore occasione del richiamo UE, per equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne?
Non che questo governo brilli per scatto alla risposta, quando la UE richiama, ma in questo caso il boccone era troppo appetibile, per lasciarselo scappare
E così, detto e fatto: dopo aver messo in ginocchio la scuola, a carponi la sanità, ora tocca alle donne: dal 2012 andranno in pensione a 65 anni, uguale uguale agli uomini
Certo, nel Belpaese, la discriminazione salariale fra i due sessi è sempre netta, tanto che in qualsiasi classifica mondiale ed europea il nostro Paese si mette comodo nelle retroguardie; ed è pure vero che chi paga pegno in caso di maternità, sostegno a familiari ammalati o anziani è sempre e comunque la donna; ed è insindacabile che, laddove abbia possibilità di far carriera, il compromesso è comunque un salario inferiore rispetto a quello di un uomo, e che di norma siano le prime ad essere licenziate. Tant’è: non si poteva non accogliere il richiamo europeo, perdinci
Non in questo caso, suvvìa
E poi, vedrete: questo ennesimo “piccolo sacrificio”, sarà ricompensato da servizi
Come questo, presumo, che immagino faccia parte delle tanto sbandierate politiche a favore della famiglia

di Rolli il 11 giugno 2010 in Politica · 5 commenti

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Giancarlo 11 giugno 2010 alle 22:05

Se ho capito bene la Carfagna sostiene che i soldi risparmiati andranno completamente nel “Fondo strategico per il Paese”. A parte il nome ridicolo del fondo, ma chi crede di prendere in giro? Come al solito una marea di chiacchere e niente fatti. Sono pronto a scommettere che se mai il fondo sarà finanziato lo sarà con una quota infinitesimale dei soldi risparmiati con l’innalzamento dell’età pensionabile.

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Rolli 11 giugno 2010 alle 23:59

Ma infatti si vede come vogliono alleggerire il peso degli impegni familiari: togliendo il sostegno economico a down, sordomuti e via così; per allegerire, appunto. la gente Salvo poi strapparsi i capelli davanti alla 194, millantando aiuti
Sono in malafede, sanno bene che non metteranno una lira per i servizi, che invece continuano a tagliare e a rendere inaccessibili

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elofoolish 14 giugno 2010 alle 08:46

dopo qualche giorno passato a berlino, il ritorno in italia e’ stato a dir poco drammatico!
ho osservato tantissimi disabili in carrozzela per le strade, sulla metro, sugli autobus. mi sono chiesta ma qua a berlino hanno una cosi’ alta percentuale di persone con handicap???
la risposta semplicemente e’ che hanno una citta’ vivibile anche per chi non cammina sulle proprio gambe, perche’ probabilmente la gente non si vergogna del proprio handicap quando puo’ cmq essere indipendente e fare tutto da se’.
noi invece gli handicappati li teniamo in casa. introppolati da scale gradini e macchine parcheggiate davanti agli scivoli.
incivilta’

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stalkerne1 18 giugno 2010 alle 09:12

VIOLENZA SESSUALE “LIEVE” AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI!
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l’emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di “Violenza sessuale di lieve entità” nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l’abolizione dell’obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se – appunto – di “minore entità”.
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale “di lieve entità” nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c’è stato il fuggi-fuggi, il “ma non lo sapevo”, il “non avevo capito”, il “non pensavo che fosse proprio così” uniti all’inevitabile berlusconiano “ci avete frainteso”.
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell’emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il “carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico” (ma non per chi molesta una bambina o un bambino);
il sen. Berselli è colui che ha dichiarato “di essere stato iniziato al sesso da una prostituta” (e da qui si capisce molto…);
il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari “emendamenti per impedire i matrimoni misti”;
mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che “i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone” (citazione di una frase di Mussolini).
Complimenti a questi paladini dell’etica e a chi li ha votati. Considerando – tuttavia – che chi li ha votati non li ha scelti, poichÈ la nostra legge elettorale non ci consente di scegliere le persone ma solo i partiti che poi usano i nostri voti a loro discrezione. Ognuno ne tragga le proprie conclusioni la prossima volta che si troverà in cabina elettorale.

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Rolli 19 giugno 2010 alle 22:18

Ho letto difese d’ufficio qua e che sinceramente fanno cadere le braccia
Quasi quasi sarebbe da portare in home

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