Come siamo ridotti: a lezione da Fabrizio Corona

Se non conosci Fabrizio Corona non sei un buon politico, giornalista, ecc
Zoro lo spiega più pazientemente (via Wittgenstein)

di Losciacallo il 4 maggio 2009 in Opinioni · 14 commenti

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Manuele 4 maggio 2009 alle 18:04

Neanche una parolina su donna Veronica? :)
Cmq il post di Zoro è giusto e io ritornerei anche all’articolo di Baricco sui soldi alla cultura. Il paese sta da un’altra parte, sta in tv, non nei teatri… ed è li’ che dobbiamo intervenire pesantemente. Ma se si dicono queste cose si viene tacciati di sinistroidi radical chic… e finisce in caciara -__-’

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Rolli 4 maggio 2009 alle 18:58

No no, ho in testa anche donna Veronica, e questo schifo di Paese
Sto aspettando di potermi sedere un attimo tranquilla al pc :)

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Return 4 maggio 2009 alle 21:54

Bentornata!!
Io spenderei due parole anche sul “troppo buono” dato da Dell’Utri a Mussolini, e nessuno che osi fiatare.

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Rolli 4 maggio 2009 alle 23:07

Return, ciao :) sì guarda, qui c’è da scrivere (e nausearsi) per 20 anni

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ventomare 5 maggio 2009 alle 22:27

Rollina, devo ammettere che ho sbagliato una previsione. Avevo detto che quando Veronica mollava Silvio, tu l’avresti ancora difeso. Invece l’hai mollato prima tu. :))))))

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ventomare 6 maggio 2009 alle 10:07

Certo è che i radicali-libertari-liberali, come puoi essere stata tu o altri che fanno riferimento alle stesse idee, che erano stati di area sono molto incavolati. E non c’è peggior nemico di chi è stato tradito nella fiducia e nella speranza mal riposta.
Non so se questa sensazione che percepiscono nell’inner circle di B. sia vera ma certo il senso della minaccia, che è più che altro coda di paglia, viene avvertito.
………………….
da repubblica on line
Nel frattempo, nella cerchia del Cavaliere, si comincia a ragionare con calma sui possibili “mandanti” e organizzatori di quello che viene considerato “un complotto politico-mediatico”. Va bene i giornali “di sinistra”. Ma alcuni indizi avrebbero portato a individuare, tra gli ispiratori di Veronica, alcuni tasselli di una filiera che va dai radicali fino a Gianfranco Fini. Le tracce. L’avvocato a cui la moglie di Berlusconi si è affidata per la causa di separazione è la stessa professionista che aiutò Beppino Englaro a incardinare la battaglia per Eluana. “Una simpatizzante radicale”, secondo gli uomini del Pdl. Altro elemento. Sofia Ventura, la docente che diede l’altolà alle “veline in politica” sulla rivista Ffwebmagazine (quella di Fini, appunto), è la stessa che figura tra i promotori di “Libertiamo”, un’associazione vicina al Pdl ma di cultura e radici nel mondo radicale. E sempre da quell’area viene Diego Sabatinelli, segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve, il primo a invitare Veronica a trasformare la sua vicenda in una “battaglia civile e politica”. “Una grandissima cavolata”, ribatte il deputato radicale Matteo Mecacci, “forse cercano in noi un capro espiatorio per giustificare con i vescovi quello che è accaduto”. Eppure i sospetti dei berlusconiani restano forti. Ritengono che una manina possa aver suggerito a Veronica di uscire allo scoperto. “Possibile – si chiedeva ieri pomeriggio in Transatlantico un esponente di primissimo piano del Pdl – che una prudente come la Bonino arrivi a esporsi in questo modo? Sembra quasi che ci abbia messo la firma”. Il riferimento è a una dichiarazione molto severa di Emma Bonino – “Berlusconi è uno che le donne le disprezza – che ha colpito molto e irritato il Cavaliere.
…………………………………..

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ventomare 6 maggio 2009 alle 11:27

Bello questo articolo.
IL COMMENTO
Lo specchio infranto
di CURZIO MALTESE
Ma che effetto avrà fatto agli italiani vedere in mondovisione il presidente del Consiglio costretto a discolparsi di non andare con le minorenni? Dice proprio così, “Non è vero che frequento le minorenni”. Come sostiene non un passante, un avversario politico senza scrupoli, un giornalaccio scandalistico, un sito di gossip, ma la madre dei suoi figli. Eccolo, il premier più popolare del mondo, secondo i suoi stessi sondaggi amato dal 75 per cento degli italiani, ma compatito, con punte di disgusto, dalla donna che gli sta accanto da trent’anni. Perché, sostiene Veronica, “è una persona che non sta bene”.
Eccolo, il re nudo, con i suoi settantadue anni e i capelli nuovi, il cameraman di fiducia, nel salotto amico, mentre spiega che figurarsi se lui frequenta le ragazzine, come sostiene Veronica. Figurarsi se voleva candidare le veline all’europarlamento. Figurarsi se Veronica, che gli sta accanto da trent’anni, conosce la verità. Figurarsi, d’altra parte, se lui candida qualcuno per altri meriti che l’impegno negli studi, la competenza, l’idealismo, come del resto “nel caso di Gelmini, Carfagna, Brambilla…”. Ma si capisce, certo.
Nella sempre spettacolare parabola di Silvio Berlusconi questo rimarrà il vertice. Ma stavolta non è stato lui a scegliersi la scena e neppure la parte. Lo ha costretto la moglie. L’unica persona vicina a infrangere lo specchio e a rompere il muro dell’omertà, retto per tanti anni da centinaia di schiene di cortigiani politici, giornalisti, avvocati, amici, disposti a chiudere un occhio, due, tre in tutti questi anni sullo scempio di legalità e moralità. E lui ha dovuto andare in televisione, in mondovisione, a raccontare che sua moglie è male informata sul marito, vittima di un complotto della sinistra, dei giornali di sinistra, di Repubblica. “Non a caso Repubblica”. Vero. Da chi doveva andare Veronica, in un paese classificato nella libertà di stampa dietro al Benin, dove il marito controlla gran parte dell’informazione? Non c’era molta scelta. Neppure Berlusconi ha fatto una scelta originale, andando da Vespa per riparare i danni dell’attacco dei vescovi. Dove, sennò?
La claque lo sostiene, lo applaude a ogni passaggio della difficile arrampicata di sesto grado sugli specchi, sullo specchio del volto gigantesco di Veronica alle sue spalle. Sembra una scena di un film di Fellini, la Donna stupenda e immensa, e l’omino laggiù, una formica, che si dibatte in alibi puerili, strepita innocenza, sputa minacce. Gli spettatori italiani, dopo tanti anni di teleserva, non faranno più caso all’atteggiamento di Bruno Vespa, accondiscende fin dal titolo. Il più surreale mai escogitato da Vespa: “Adesso parlo io”. Adesso parla Berlusconi? Perché, gli altri giorni degli ultimi quindici anni? Tuttavia, tanto per dare un’idea vaga di giornalismo, bisognerebbe ricordare il genere delle questioni poste a Bill Clinton dal suo intervistatore per il caso di Monica Lewinski (peraltro abbondantemente maggiorenne). Queste: quando, dove e come vi siete conosciuti? Quante volte vi siete visti in seguito? I genitori erano al corrente del vostro rapporto e in quali termini? E’ venuta a trovarla a Washington (a Roma)? E’ andato a trovarla a casa di lei? Dove dormivate? Avete avuto rapporti sessuali? Di che tipo? Quante volte? Quante volte completi? E Bill Clinton ha risposto a tutte le domande, senza citare neppure alla lontana una teoria del complotto. Alla fine è andato a scusarsi da sua moglie, nel salotto di casa, non nel salotto televisivo del ciambellano. Ha chiesto perdono a sua moglie, che aveva offeso. Si è ripresentato all’opinione pubblica quando lo ha ottenuto, dopo aver ammesso nel dettaglio più intimo e vergognoso le proprie colpe. Così accade in un paese democratico e civile.
Forse a Silvio Berlusconi sarà bastato passare una sera dall’amico Vespa, nel calore della claque, per ricominciare da domani come nulla fosse. Magari bisognerà pure rassegnarsi, con realismo, a capire che in questa storia l’unica che non potrà più liberamente andare in giro per le strade di questo paese è la vittima, Veronica Lario. Già inseguita dalla muta dei cani che hanno appena cominciato a delegittimarla in tutti i modi.

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bill 6 maggio 2009 alle 20:27

Ecco, questo articolo di merda, scritto da un noto uomo di merda e su un giornale di merda, rappresenta benissimo la schifezza profonda della sinistra (c’è chi dice di oggi, ma avendo un’età, io dico di sempre).
Mormorii, pettegolezzi da parrucchiere di mezz’età, bacchettonismi ridicoli, odio e bile che sprizzano da tutti i pori (per le idee, ovviamente, rivolgersi altrove..): e le prove, le foto, le testimonianze??????
Nooo, non servono quando ci si mostra talmente superiori, e solo per non avere altro modo di giustificare la propria nullità ideale, politica e morale.
Maltese, e con lui gli idioti (lo ho sempre detto, e ne sono sempre convinto) Franceschinistyle, che da ipocriti fessi come sono da un lato dicono di non volere buttare in politica le storie private, mentre dall’altro ci speculano con le mille inutili, stupide dichiarazioni quotidiane (e di cosa mai volete che parlino..); la moglie che vuole un divorzio “senza clamore” (e questa è la più buffa dell’anno: senza clamore informando Repubblica e l’Ansa, proprio prima delle elezioni??? Ma va là..), quell’altro zero assoluto della Bonino…le stesse, inutili e straperdenti, grazie al cielo, figurette.
PS: sono commosso dalla beatificazione velocissima della signora Lario, nota ai più per aver fatto, in vita sua…cosa? Ah già, la signora Berlusconi! E ovviamente, le storie legate all’eredità e al patrimonio non sfiorano neanche di un millimetro l’immacolata mente di questa “signora” (le cui tette su Libero suscitano scandalo nella testolina di quattro carampane, mentre quelle della Carfagna sì che era doveroso pubblicarle, non è vero?) dalle uscite signorili, discrete, veramente commoventi e, soprattutto, “senza clamore”.
I miei libertari…non sapete neppure cosa significhi la parola, figurati il resto.

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Rolli 6 maggio 2009 alle 23:20

Ti farei sommessamente notare, Bill, che la signora Lario, da un divorzio, ci rimette soltanto (economicamente, s’intende), rispetto allo stare sposata a quel bavoso bugiardo imbottito di Viagra e narcisismo.
Così, per la cronaca
Detto ciò, è comodo andare dallo zerbino Vespa a farsi intervistare per fare il solito comizio, peccato però che i conti non quadrino, nemmeno un po’
Dice di non aver tolto veline, quando l’accusa di portare le solite veline sciacquette in parlamento è venuta in prima battuta non dalla Lario ma, guarda un po’, da Fini
Se le sarà sognate, il nostro Gianfranco, evidentemente, oppure è anche lui in mano ai comunisti
Il viaggetto di papi da noemi, a dire di papi, non era nelle previsioni, anzi è stato improvvisato. Si vede che si è materializzato nelle sue mani all’improvviso anche il collier che ha portato per regalo
dimentica inoltre, il nostro papi, che noemi ha dichiarato di andarlo spesso a trovare, perchè lui poverino mica può sempre andare a napoli, eh! e allora, ciccina, andava da papi a roma e a milano
(testuale:”ìLo adoro. Gli faccio compagnia. Poi, cantiamo assieme. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da meî”)
Se a te pare normale che una minorenne vada a trovare un settantenne con frequenza, credo sia un inguaribile problema tuo, non di chi lo rimarca
E se ti paiono normali anche quei due genitori, buon per te
E stendo un velo pietoso sul settantenne che si fa chiamare “papi” dalla ragazzina e che si fa fotografare con cinque scemette sulle ginocchia e l’aria ilare, oltre che ebete
A me non pare normale nulla di quello che fa il tuo presidente del consiglio, mi pare schifoso pure Feltri, che pubblica le foto della Lario a seno nudo in teatro (te lo sottolineo: teatro)
Mi sembra invece che tu approvi, come la gran parte degli italiani del resto, questo indegno trogolo che non ha eguali nemmeno nei paesi più sottosviluppati del mondo
E’ che vedi, la differenza tra chi si legge Maltese e chi applaude Berlusconi è che i primi si aspettano un minimo di decenza da sè stessi e da chi dovrebbe rappresentarli, i secondi non sanno nemmeno dove stia di casa, e plaudono felici perchè Berlusconi li sdogana
Cin cin, brindiamo al papi bavoso che tra le macerie, col sorrisetto cretino, non trova di meglio da dire che “posso palpare un po’ la signora”, riferendosi all’assessore donna accanto a lui.
Mi raccomando: un rutto, dopo il brindisi, che non vogliamo starlgi nemmeno un passo indietro

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elofoolish 7 maggio 2009 alle 08:45

io veramente non riesco a capire la totale mancanza di senso critico degli elettori del pdl nei confronti di berlusconi. questo potrebbe anche defecargli addosso e loro continuerebbero a dire che e’ un complotto della sinistra. e’ assurdo.

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leonida alle termopili 7 maggio 2009 alle 16:12

ostis, Rolli, sono d’accordo con te: che stia diventando komunista in astinenza da viagra? ;)

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Return 7 maggio 2009 alle 17:35

Maroni: “le leggi razziali? Una vera idiozia.”
“Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi”. Dopo la proposta di vagoni metro per sole donne e per extracomunitari avanzata da Raffaella Piccinni, candidata della Lega alle provinciali, arriva quella di Matteo Salvini. Ad annunciarla è stato lo stesso Salvini per la presentazione dei candidati milanesi del Carroccio alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno.
“L’unico modo per applicare questa sua proposta è mettere stelle sul petto, di diversi colori a seconda della razza”. Così il presidente della commissione Politiche sociali di Palazzo Marino, Aldo Brandirali (Pdl) commenta la proposta. “Salvini pur di conquistare voti – dice Brandirali – è disposto a rischiare la ferocia umanitaria. Il problema è che queste proposte non si risolveranno con la fine della campagna elettorale e la conquista del consenso. Proseguirà con la sua influenza sulla gente, sempre più chiusa in se stessa e in conflitto con il diverso. E’ scandaloso il ruolo diseducativo che Salvini svolge”.

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elofoolish 7 maggio 2009 alle 17:54

mai scandaloso quanto il registra di romanzo criminale pero’!

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Rolli 8 maggio 2009 alle 02:57

Leonida, mi sa che è la terza volta che sei d’accordo con me: ormai sei comunista anche tu :)
Vento, ho sempre detto che avrei dato atto a Berlusconi, come a prodi ecc, del suo fare bene quando faceva bene, del suo fare male quando faceva male.
Così è stato ed è; la differenza è che per alcuni, a fasi alterne, sarei al soldo di Berlusconi un giorno, dei comunisti un altro.
E’ evidente che il problema non è mio :P
(con questo non intendo dire che sono infallibile, e quando ho sbagliato, vedi quell’essere indefinibile di Ferrara, l’ho detto; dico solo che valuto e valutavo le cose al di là di quello che pensa la maggioranza o delle simpatie personali)

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