La ricerca sulle staminali embrionali in Obamaland

Se qualcuno vi sta raccontando che la decisione di Obama sulle staminali embrionali è una rivoluzione, non credetegli; ma non credete anche a chi vi racconta che Obama è uguale a Bush.
Nel 1996 (era Clinton), il Congresso americano ha emanato una legge – Dickey-Wicker amendment – che vieta il finanziamento federale per la produzione di embrioni umani, e per le ricerche che comportino la distruzione o lo scarto degli embrioni umani o il rischio consapevole di danneggiarli.
Questa legge, di fatto, escludeva dai finanziamenti federali la ricerca sulle staminali embrionali, perché l’ estrazione delle cellule comporta inevitabilmente la distruzione degli embrioni.
Un decreto emanato da Bush, nell’agosto 2001, ha ammesso il finanziamento federale degli studi su un piccolo numero di linee, o colonie, di cellule staminali già estratte dagli embrioni. Restava in vigore il divieto di estrarre le cellule utilizzando i finanziamenti del governo federale.
Grazie al decreto esecutivo firmato da Obama il 9 marzo 2009, sarà possibile la ricerca sulle centinaia di linee di cellule staminali embrionali già esistenti, e si potranno utilizzare le linee che verranno create mediante l’estrazione dagli embrioni prodotti e scartati durante le procedure per la fecondazione assistita.
Il decreto di Obama consentirà ai ricercatori di ottenere i finanziamenti federali previsti nel pacchetto economico del Presidente americano. Ma la legge Dichey-Warren continuerà ad impedire che gli stessi ricercatori producano in proprio le linee cellulari necessarie per i loro studi (verranno utilizzate le linee prodotte dai laboratori privati).
Poiché la Dichey-Warren è una legge del Congresso, il presidente Obama non ha il potere di modificarla; spetterà ai parlamentari americani confermare o modificare tale legge. Ed è facilmente prevedibile che i pro life daranno battaglia.
Obama non ha preso posizione a tale proposito e ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di farlo.

di Minerva il 10 marzo 2009 in Estera & Esteri · 11 commenti

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British Bulldog 11 marzo 2009 alle 06:37

dimmi se sbaglio Minerva .la Dickey Wicker non vietava comunque la ricerca o la produzione di embrioni umani da parte dei privati? Detto cio aggiungerei che la scelta di OBama e stata condivisa anche da una parte dei Republlicani quanto meno se ho letto bene

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Minerva 11 marzo 2009 alle 12:31

BB, no, non proibisce la ricerca da parte dei privati. Tanto è vero che lo scorso gennaio la FDA ha approvato la fase di sperimentazione sugli esseri umani di una ricerca sulle staminali embrionali svolta durante gli anni dell’amministrazione Bush.
Semmai, la questione è se possano essere prodotti embrioni destinati esclusivamente alla ricerca. Questo è vietato. Si possono utilizzare solo gli embrioni prodotti durante i trattamenti per la fertilità e scartati.
Inizialmente, potevano fare sperimentazione solo i privati, gli scienziati federali no. Dal 2001 Bush ha permesso la ricerca federale per un piccolo numero di colonie cellulari già esistenti e ha successivamente posto il veto contro leggi congressuali più permissive; Obama consente la sperimentazione su tutte le linee cellulari esistenti e su quelle che verranno prodotte (dai privati), purchè si tratti degli embrioni prodotti per la fecondazione assistita.
Secondo una metafora del NYT: Bush ha aperto uno spiraglio della porta, Obama lo ha notevolmente allargato.
Il punto più controverso su cui dovrà decidere il Congresso è proprio l’eventuale produzione di embrioni destinati esclusivamente alla ricerca.
Nelle fila dei Democratici e dei Repubblicani le posizioni sulla questione sono trasversali. Durante la campagna per le presidenziali, lo stesso McCain si è detto d’accordo sulla sperimentazione finanziata dal governo federale, escludendo la ricerca su embrioni prodotti ad hoc.

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British Bulldog 11 marzo 2009 alle 19:22

chiariscimi un punto se puoi, dato che ho le idee molto confuse. Ma l ricerca negli USA non è svolta in gran parte da istituti e fondazioni (credo si chiamino cosi) private?

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Minerva 12 marzo 2009 alle 09:34

Sì, ma i privati sottopongono all’amministrazione federale progetti di ricerca per i quali possono ottenere dei finanziamenti pubblici. Si capisce, quindi, perché il divieto di estrarre le cellule staminali dagli embrioni sia un ostacolo: i privati che svolgono questa attività non potranno contare sui fondi del governo. Con “scienziati federali” intendevo dire scienziati finanziati in tutto o in parte dai fondi pubblici.

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elofoolish 12 marzo 2009 alle 11:50
British Bulldog 12 marzo 2009 alle 12:02

Capito,ma esistono anche finanziatori privati desumo (gruppi industriali,finanziari) ,Tanto per farmi un idea la ricerca USA quanto e sostenuta in percentuale dal finanziamento pubblico e qunato invece da quello privato,,,? Faccio la domanda in relazione anche un eventuale sfruttamento dei brevetti ,copyright royalties o altro legato alle staminali –

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Minerva 12 marzo 2009 alle 12:41

Non ho idea di quali siano le percentuali, nè di come funzioni lo sfruttamento dei brevetti nel caso di progetti di ricerca finanziati da fondi sia pubblici che privati. Bisognerebbe fare una ricerca :)

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silvestro 12 marzo 2009 alle 14:55

bb, lo stato americano ne finanzia una caterba di progetti scientifici, circa il 2,8% del pil (al 2004).
i finanziamenti privati sono circa 1/4 di quelli pubblici.
sulle staminali embrionali era tutto a carico dei privati. mi pare che lo stato non potesse finanziare quelle ricerche.
sui brevetti mi pare di ricordare che la paternità viene divisa tra lo stato, i privati finanziatori, gli autori e le strutture scientifiche dove vengono fatti gli esperimenti. ma non ne sono sicurissimo.

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Minerva 12 marzo 2009 alle 17:18

Dal 2001 lo stato finanziava la ricerca su una dozzina di colonie di cellule staminali già estratte, per effetto del decreto di Bush già citato.

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Minerva 12 marzo 2009 alle 17:46

Per l’esattezza: sulle linee cellulari disponibili per gli studi a finanziamento pubblico ci fu un balletto di cifre; inizialmente si parlò di 60, poi di due sole dozzine, per arrivare a 71 e scendere infine a 9.

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ventomare 20 marzo 2009 alle 11:23

Bellissimo. E’ davvero un uomo che contribuirà per quanto possibile a fare un mondo migliore. In ogni caso mantiene le promesse e ce la sta mettendo tutta. L’eredità che ha ricevuto è stata terribile.
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Un intervento “storico” e senza precedenti. Il presidente Usa ha parlato direttamente ai dirigenti e al popolo iraniani.
Obama, messaggio video all’Iran: “Mutuo rispetto e un nuovo inizio”. “Un futuro di rinnovati scambi e di opportunità reciproche”
E Teheran risponde favorevolmente: “Ora rimediare gli errori del passato”.

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