La via più facile

Qualche mese fa, su non so più quale sito giornalistico americano, ho letto di una ricerca secondo la quale non c’è differenza di sopravvivenza fra i malati di Alzheimer nutriti artificialmente e quelli cui non è stato applicato il sondino.
Non ho ritrovato il link, ma questo articolo riassume bene e in breve le attuali conoscenze sull’alimentazione artificiale nei pazienti anziani. Vi anticipo la conclusione dell’articolo (traduzione dopo il salto).
“Un paziente con sondino vivrà più a lungo di uno senza sondino?
No. La ricerca sui residenti nelle case di cura ha mostrato che i pazienti non vivono più a lungo con un sondino per l’alimentazione.
Secondo uno studio condotto su 1.386 persone, non c’è differenza di tempo di sopravvivenza fra i gruppi con il sondino per l’alimentazione e quelli senza.
Da un esame di 77 studi su pazienti con sondino, studi condotti durante un periodo di tempo di oltre 30 anni, risulta che i pazienti affetti da Alzheimer/Demenza non vivono più a lungo con un sondino per l’alimentazione.
Se i pazienti non guadagnano forze, non vivono più lungo, non hanno meno infezioni ai polmoni nÈ vivono meglio con un sondino per l’alimentazione, perché ai pazienti continuano ad essere inseriti i sondini?
Sembrano esserci due ragioni chiave. Prima ragione, molti professionisti della sanità sembrano non conoscere questi nuovi dati e, seconda ragione, molte famiglie pensano che l’alimentazione artificiale sia lo “stato dell’arte” dell’assistenza medica.
Non si rendono conto che i pazienti che vengono imboccati spesso vivono altrettanto a lungo, senza dover soffrire il non dignitoso trattamento del sondino o senza essere derubati di uno dei loro ultimi piaceri della vita, la capacità di godere del poter mangiare con i propri cari“.
Aggiungerei una terza ragione: rispetto al dover imboccare una persona, volete mettere quanto è più comodo cacciarle un tubo in gola?

Alimentazione con il sondino nei pazienti anziani
Quando i pazienti non possono più mangiare o bere

Una delle decisioni più difficili che una famiglia deve affrontare è se permettere o no che a un proprio caro venga inserito il sondino per l’alimentazione artificiale
Spesso le famiglie scelgono il sondino perché pensano che senza di esso la salute del loro familiare declinerebbe più velocemente e aumenterebbe la sua sofferenza.
Quando persone attive e in salute perdono peso a causa di una malattia improvvisa o di un’operazione chirurgica, la perdita di peso può essere curata. Tuttavia, molte persone anziane possono perdere peso per mancanza di appetito e debolezza legate al graduale indebolimento degli organi vitali, all’età, a malattie croniche.
La ricerca ha mostrato che la perdita di peso di questo tipo spesso non viene recuperata, indipendentemente dal ricorso agli integratori o all’ alimentazione artificiale.
I sondini per l’alimentazione sono spesso prescritti per i pazienti anziani indeboliti quando perdono peso e non sono in grado di mangiare. Era opinione diffusa che un sondino risolva il problema. Sfortunatamente l’opinione diffusa è sbagliata.
Il paziente riacquisterà le forze grazie al sondino?
Di solito, no. Uno studio sui pazienti delle case di cura ha mostrato che nessun paziente con sondino per l’alimentazione artificiale ha riacquistato le forze. Secondo un altro studio sui pazienti in generale, il 22% è morto entro un mese, il 50% entro un anno, e il 70% di coloro che sono sopravvissuti per 60 giorni non hanno avuto miglioramenti della loro condizione funzionale o nutrizionale.
Il sondino per l’alimentazione eviterà che le secrezioni del paziente arrivino nei polmoni, e quindi consentirà di prevenire la polmonite?
I dati a disposizione dimostrano che il sondino può aumentare, piuttosto che diminuire, il rischio della polmonite. Ci sono stati tre studi che comparano pazienti con sondino a pazienti senza, e tutti e tre gli studi dimostrano che non c’è alcun vantaggio. E’ stato dimostrato che il 50% dei pazienti con sondino inala le secrezioni nei polmoni. La conclusione è che prevenire una simile eventualità non è una ragione per l’inserimento del sondino.
Il paziente soffrirà la fame o la sete se non viene nutrito artificialmente?
La maggior parte degli studi su pazienti sani che digiunano ha dimostrato che la fame scompare se si cessa del tutto di mangiare cibi solidi, ma che essa è costante quando una persona mangia piccole e inadeguate quantità di cibo. La ricerca sui pazienti terminali ha dimostrato che non provano fame e che la sete e la bocca secca sono presenti sia con il tubo che senza. La sete può essere alleviata
avendo cura della bocca e con sorsi di liquidi. Infine, la ricerca ha dimostrato che in assenza di cibo e acqua, i nostri corpi producono delle sostanze chimiche che alleviano il dolore tali da favorire una sensazione di benessere e di comfort.
Un paziente con sondino vivere più a lungo di uno senza sondino?
No. La ricerca sui residenti nelle case di cura ha mostrato che i pazienti non vivono più a lungo con un sondino per l’alimentazione.
Secondo uno studio condotto su 1.386 persone, non c’è differenza di tempo di sopravvivenza tra i gruppi con il sondino per l’alimentazione e quelli senza.
Da un esame di 77 studi su pazienti con sondino, studi condotti durante un periodo di tempo di oltre 30 anni, risulta che i pazienti affetti da Alzheimer/Demenzia non vivono più a lungo con un sondino per l’alimentazione.

Se i pazienti non guadagnano forze, non vivono più lungo, non hanno meno infezioni ai polmoni nÈ vivono meglio con un sondino per l’alimentazione, perché ai pazienti continuano ad essere inseriti i sondini?
Sembrano esserci due ragioni chiave. Prima ragione, molti professionisti della sanità sembrano non conoscere questi nuovi dati e, seconda ragione, molte famiglie pensano che l’alimentazione artificiale sia lo “stato dell’arte” dell’assistenza medica.
Non si rendono conto che i pazienti che vengono imboccati spesso vivono altrettanto a lungo, senza dover soffrire il non dignitoso trattamento del sondino o senza essere derubati di uno dei loro ultimi piaceri della vita, la capacità di godere del poter mangiare con i propri cari“.

di Minerva il 23 febbraio 2009 in Società e dintorni · 17 commenti

{ 17 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

Return 23 febbraio 2009 alle 22:14

La maggior parte degli studi su pazienti sani che digiunano ha dimostrato che la fame scompare se si cessa del tutto di mangiare cibi solidi, ma che essa è costante quando una persona mangia piccole e inadeguate quantità di cibo. La ricerca sui pazienti terminali ha dimostrato che non provano fame e che la sete e la bocca secca sono presenti sia con il tubo che senza. La sete può essere alleviata
avendo cura della bocca e con sorsi di liquidi. Infine, la ricerca ha dimostrato che in assenza di cibo e acqua, i nostri corpi producono delle sostanze chimiche che alleviano il dolore tali da favorire una sensazione di benessere e di comfort.

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elofoolish 27 febbraio 2009 alle 09:14

intanto beppino e’ stato indagato per omicidio volontario…
mi vergogno ogni giorno di piu’ di avere la cittadinanza italiana.
questa e’ una vera persecuzione.
e intanto il premier fa l’ennesima gaffe col suo amico sarkozy

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pick 27 febbraio 2009 alle 12:23

La giustizia italiana ha tanto tempo da perdere da permettersi di star dietro a simili talebani? I coglioni in questione sono questi.
Vogliono solo visibilità e noi gliela diamo in modo tale abbiano un ulteriore motivo per godere e non solo per le altrui sofferenze.
Che il Signore li perdoni.

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stalker 27 febbraio 2009 alle 17:36

C’è qualche cattolico qui che mi sa rispondere alle seguenti domande:
1) Che cosa è la vita per un cattolico?
2) Perché l’embrione è vita per un cattolico?
3) Perché un esistenza senza coscienza è vita, per un cattolico?
Davvero, giro per i siti e i blog pro-life e non sanno neanche definire quello che difendono, nÈ sanno perché lo difendono. Magari ripartire dalle basi…

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lalaura 27 febbraio 2009 alle 18:12

Si limitano a dire (come ho letto nel link pubblicato da Pick) che la pillola anticoncezionale a basso dosaggio in realtà è abortiva…
Stronzi, incredibili stronzi. Quello che hanno fatto a Beppino Englaro ha dell’indecente. Fanno veramente schifo

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k. 28 febbraio 2009 alle 00:36

Stalker per quello che riguarda specificatamente Dottrina e Catechismo della Chiesa Cattolica, penso ti possano rispondere meglio return o LR.
Per quello che mi riguarda, mi pare che le tue domande, siano un po’ troppo generiche, forse mal poste. Partendo dal fondo; un esistenza senza coscienza, certo che è vita, sempre e comunque questo penso anche per laici o sbattezzati. se degna di essere vissuta, (e questo penso fosse il senso della tua domanda) va stabilito caso per caso . I documenti riportati anche su questo blog, di ratzzinger di paolo sesto e altri, mi paiono dei principi generali di orientamento condivisibili.
Stesso discordo per l’embrione, certo che è vita, sempre e comunque, ha una precisa identità genetica umana. Il rapido sviluppo, la differenziazione cellulare, dimostrano anche una precisa ìvolontà di vita. Certo non è vita autonoma, ma non è autonomo nemmeno un feto di 6 mesi.
Cosa farne anche qui stabilito caso per caso, non sempre potrà essere accompagnato nel suo naturale sviluppo, ma nessun laico smadonnatore credo possa arrivare a considerarlo pubblicamente ìmateriale qualsiasi, utilizzabile per qualsiasi manipolazione o sperimentazione.
Alla prima domanda rispondono forse le altre due
ciao,k.

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stalker 28 febbraio 2009 alle 01:27

Scusa ma non capisco: io domando che cosa è la vita, quali sono quelle proprietà che la rendono così importante da difendere, da farci un gruppo politico, da buttarsi sotto le ambulanze, da gambizzare i medici abortisti e tu mi dici che è una domanda generica? Ma io non ho domandato in generale, ho chiesto che cosa intendono per vita quelli che la difendono così strenuamente, sempre e comunque. Per poter dire che qualcosa è vita e dedicarci così tanto impegno devi sapere che cosa è o no?
E infatti alle altre due domande non mi dai una risposta. Che vuol dire ribadire che un embrione è vita? Ho chiesto PERCHE’ lo consideri vita.
La precisa identità genetica non mi sembra una risposta corretta. Geneticamente siamo pressoché identici ai primati antropomorfi e le persone down non condividono esattamente il nostro patrimonio genetico. Ma comunque quella che dai, al limite sarebbe una risposta alla domanda: cosa caratterizza la specie umana? e non alla domanda perché un embrione è vita?

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Return 28 febbraio 2009 alle 11:47

Ovvio: l’anima.

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stalker 28 febbraio 2009 alle 12:06

Magari fosse l’anima. Ci sono l’aquinate e lo stagirita che scalpitano nei box, se la risposta fosse l’anima. Per rispondere dall’interno della dottrina. Dall’esterno poi.
Il Problema, da cui discende questa radicalizzazione metafisica della chiesa, è la volontà politica di distruggere i dettami del concilio vaticano II in particolare “l’autonomia della coscienza”. Se no, non si capisce perché riammettere i lefebvriani visto che delle ragioni della scomunica (che non sono legate all’antisemitismo) non hanno fatto abiura.

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k. 28 febbraio 2009 alle 13:11

Stalker ci. riprovo, ma non è semplice definire cos’è la vita anche per chi è meno ignorante di me, e non mi posso mettere a fare un trattatelo qui.
senza farla troppo lunga però se scientificamente viene considerata vita quella di un qualsiasi protozoo, non vedo perché si dovrebbe escludere uno zigote, che oltre a essere vivo come qualsiasi altra cellula, ha un patrimonio genetico e unico, uguale a quello dell’adulto che forse si svilupperà a partire da quella cellula.
Aggiungerei che il dna dell’uomo, non solo è quasi uguale a quello della scimmia, ma nemmeno è molto diverso da quello di un moscerino della frutta, quali inquietanti conclusioni se ne vorrebbe trarre?
Un embrione è vivo, come è viva una persona priva di coscienza, sono formati di cellule organiche capaci di svilupparsi riprodursi, differenziarsi etc mi parrebbe chiaro evidente per chiunque,
forse la domanda che sottintendi è se l’embrione è persona, se l’ammalato privo di coscienza è persona, se in qualche modo sono da tutelare. secondo me si.
Ciao,k

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stalker 28 febbraio 2009 alle 13:21

Ok ma allora perché i pro-life non difendono i diritti di tutti gli esseri viventi? Perché non gambizzano i produttori di ddt o i fabbricanti di pesticidi? Perché, o mio dio, non evitano di prendere gli antibiotici? Perché lo zigote, in quanto vita, ha più diritto a essere preservato della vita dei vitellini che erano le bistecche che Giuliano Ferrara ha mangiato?
Poi davvero la vita per un cattolico è riducibile alle sue caratteristiche genetiche? Non mi pare proprio.

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Return 28 febbraio 2009 alle 13:38

L’essere umano è il culmine della creazione ed è creato a somiglianZa di dio. In più ha l’anima. Che vuoi di più.

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LR 1 marzo 2009 alle 13:02

C’è scritto nelle Sacre Scritture che gli animali sono stati creati per i nostri bisogni e sollazzi. Altrimenti ora i pro-life difenderebbero anche i fermenti lattici vivi, con le stesse fiacche argomentazioni.
Mi sembra un’ovvietà. I mistificatori cercano di fare discorsi pseudo-razionali, con candore, fingendo un punto di vista laico, ma si ricade sempre lì.
A sentirli sembra che le società moderne occidentali non difendano la vita e la dignità della persona perchè se ne fottono dello zigote. O c’è una notevole ignoranza di altri contesti storici e geografici, o c’è malafede.

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Minerva 1 marzo 2009 alle 15:53

“Secondo la religione islamica… il feto diviene un essere umano completo solo quando “riceve l’anima”. Ciò avviene a un certo punto fra i 40 e i 120 giorni dal concepimento, a seconda delle diverse interpretazioni del Corano. Perciò la ricerca al Royan [avanzatissimo centro iraniano in cui si studiano le cellule staminali, ndt] non è vista come un giocare a fare Dio, dal momento che viene fatta molto prima che l’anima entri nel corpo del feto non nato”.

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British Bulldog 2 marzo 2009 alle 15:03

Ciò avviene a un certo punto fra i 40 e i 120 giorni dal concepimento,
cosa questa che si spiega molto razionalmente con l alto tasso di mortalita infantile al tempo in cui venne scritto il Corano -o meglio detto si aspettava che il nascituro sopravvivesse all parto ———–

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stalker 2 marzo 2009 alle 18:46

L’avete voluta voi da Inos Biffi, che poi la usa per dire che questa teoria non è più accettabile, perché (sic) la scienza e la biologia sono progredite (notare l’ironia), epperò riporta la dottrina tomistica in maniera corretta:
“Per quanto concerne l’animazione Tommaso segue la teoria aristotelica (Libro della generazione degli animali, II, III, 736a35), da lui espressamente citata (Summa Theologiae, III, 33, ob. 3), secondo la quale ´in tempi successivi il corpo viene formato e preparato a ricevere l’animaª. Per cui la materia del corpo viene umanamente animata – riceve cioè l’anima umana – non nell’istante della concezione, ma intorno al 40∞ giorno dalla concezione. Dapprima abbiamo la realtà vivente – il vivum -, poi la realtà animale – l’animal -, e infine la realtà umana – l’homo – (ivi), che “assorbe”, include e “oltrepassa” le precedenti (ivi, I, 118, 2, 2m).
Nella Summa contra Gentiles (II, 89) Tommaso scrive: ´Nella generazione dell’animale e dell’uomo, in cui la forma è perfettissima, molte sono le forme e le generazioni intermedie, e di conseguenza le corruzioni, poiché la generazione di una forma è la corruzione di un’altra. Perciò l’anima vegetativa (anima vegetabilis), che viene per prima, mentre l’embrione vive la vita della pianta, si corrompe e le succede un’anima più perfetta, che è insieme nutritiva e sensitiva (anima perfectior, nutritiva et sensitiva simul), e allora l’embrione vive la vita dell’animale (vita animalis); distrutta questa, le succede l’anima razionale che viene infusa dall’esterno (anima rationalis ab extrinseco immissa)ª, ossia ´grazie alla creazione divinaª (per creationem a Deo), o ´da Dio immediatamenteª (a Deo immediate) (Summa Theologiae, I, 90, 3, c.).
Secondo questa teoria, l’infusione dell’anima razionale preesige, come condizione, che il corpo sia “formato”, ossia adeguatamente disposto a tale infusione: il corpo all’inizio riceve solo un’”anima imperfetta” – vegetale/animale -, e solo in un secondo tempo “l’anima perfetta”, o “l’anima razionale”.
Certo, se ci fosse un caso in cui lo stato di “formazione” fosse in atto già dalla concezione, l’animazione umana non avverrebbe successivamente ma immediatamente.
» il caso, eccezionale, di Gesù Cristo, il cui corpo ricevette l’animazione umana ´nel primo istante della concezioneª. Domandandosi: ´se il corpo di Cristo sia stato animato dal primo istante della concezioneª (Summa Theologiae, III, 33, 2), Tommaso risponde in modo affermativo: il corpo di Cristo, assunto dal Verbo di Dio a partire dalla concezione, fu immediatamente animato dall’anima razionale. Quel corpo, infatti – grazie all’´infinita virtù dell’agenteª che fu al principio del suo concepimento – ricevette subito la sua perfetta formazione; ecco perché, ´nell’istante stesso in cui fu concepito, ebbe la forma perfetta, ossia l’anima razionaleª. A differenza degli altri uomini.”
Link

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British Bulldog 7 marzo 2009 alle 21:18

Stalker tu dimentichi mi pare un fattore base che Gesu Cristo con i papisti non ha nulla a che fare da secoli

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