Dotti medici e sapienti 2 Roberto Formigoni

Dopo Berlusconi che sciorina dati sulle possibilità di risveglio di una persona in stato vegetativo permanente da 17 anni, ipotizzando che potrebbe persino fare figli, arriva l’esperto in gastroenterologia.


“La tecnica con cui era alimentata Eluana è l’identica tecnica con cui oggi sono nutriti migliaia di malati di Alzheimer
Eluana non era alimentata artificialmente [...]
La libertà di suicidio c’è, ma nel caso di cui stiamo discutendo il punto è un altro: è che nessun medico, nessuno, definisce “alimentazione e idratazione artificiale”, quella che era somministrata ad Eluana
[...]”
Roberto Formigoni ad Anno Zero
“La nutrizione enterale (NE) permette di nutrire artificialmente, attraverso una sonda[...]Si chiama artificiale perché vengono utilizzate delle miscele
nutritive preparate artificialmente con quantità standardizzate di proteine, glucidi, lipidi, sali minerali, acqua, vitamine e oligoelementi che possono soddisfare totalmente i fabbisogni metabolici dell’organismo”
Ma questi politici che discettano con tanta sicumera di scienza e medicina, dove diavolo hanno studiato?

di Losciacallo il 13 febbraio 2009 in Politica · 25 commenti

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Domiziano Galia 13 febbraio 2009 alle 09:31

A me Formigoni inquieta molto più di Berlusconi.

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lalaura 13 febbraio 2009 alle 10:17

hanno studiato al Cepu, che domande

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stalker 13 febbraio 2009 alle 10:29

I ciellini hanno profondamente, orribilmente, strenuamente rotto i coglioni.

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elofoolish 13 febbraio 2009 alle 11:13

oppure alla scuola di bossi quella per corrispondenza…

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silvestro 13 febbraio 2009 alle 11:20

ìL’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.î
Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

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ventomare 13 febbraio 2009 alle 12:00

Silvestro, questa è strepitosa.

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Return 13 febbraio 2009 alle 12:09

“Pur escludendosi l’eutanasia, cio’ non significa obbligare il medico a utilizzare tutte le tecniche di sopravvivenza che gli offre una scienza infaticabilmente creatrice. In tali casi non sarebbe una tortura inutile imporre la rianimazione vegetativa, nell’ultima fase di una malattia incurabile? Il dovere del medico consiste piuttosto nell’adoperarsi a calmare le sofferenze, invece di prolungare piu’ a lungo possibile, e con qualunque mezzo e a qualunque condizione, una vita che non e’ piu’ pienamente umana e che va verso la conclusione”.
Paolo VI, Lettera al cardinale Villot, 1970

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 16:33

Poi uno si scopre cattolico senza saperlo…..Forse i kattivi sono quelli che sembravano buoni…o i nuovi cattolici hanno preso lezione da rete4 invece che dal Papa…chissà

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Return 13 febbraio 2009 alle 16:49

Vorrei che un cattolico mi spiegasse il significato autentico di questa frase del papa. Quand’è che una vita umana non è più pienamente umana?

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lalaura 13 febbraio 2009 alle 17:46

anche sul “calmare le sofferenze” avrei qualcosa da ridire…

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LR 13 febbraio 2009 alle 23:06

Return, come volevasi dimostrare, nemmeno uno straccio di cristianuccio che ha da ridire su quella “vita che non e’ piu’ pienamente umana”. Pensa se la firma fosse stata quella di Cappato…

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k. 14 febbraio 2009 alle 15:32

Vita non più pienamente umana, a me sembra una definizione sbagliata.
Se ilîpienamenteî può anche essere discusso, umana una vita lo è sempre e comunque. Anche i laici più illuminati non credo che sarebbero arrivati a definire Eluana una bestia.
Come spesso succede poi, estrapolata dal resto del discorso, la frase risulta proprio inquietante, forse per questo eccita le fantasie dei laici da stadio.
Da notare però che nella lettera che avete preso in esame il riferimento è ìultima fase di una malattia incurabileî.
ciao,k

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stalker 14 febbraio 2009 alle 15:38

K. la frase non dice che quella vita non è più umana. Ma dice che ci sono delle condizioni in cui l’umanità non può essere vissuta con pienezza.

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leonida alle termopili 14 febbraio 2009 alle 16:03

qui le uniche fantasie eccitate sono quelle dei baciapile che, pur di assecondare i fanatici talebani de noartri, sarebbero disponibili a disconoscere anche le parole del futuro papa!

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Return 14 febbraio 2009 alle 16:45

Le fantasie sono tutte tue, io ho fatto una semplicissima domanda.
A cui non hai saputo rispondere.

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k. 14 febbraio 2009 alle 23:34

Stalker trovo la tua riformulazione della frase formalmente corretta e condivisile. Ma è una riformulazione
La tua versione pone accento sulla possibilità dell’uomo di vivere con pienezza, felicemente. Non sempre è possibile, siamo tutti d’accordo e io a sanvalentino sono qui.
la versione del papa (pur ammettendo che il significato sia quello che dici te ( e io lo ammetto), per come strutturata resta equivoca.
Leonida penserebbi che forse sarebbe meglio uscire dalla logica dello scontro , laici vs cattolici. Anche te mi pare che proponevi una terza via
Faccio notare che notare che il signor Englaro per 17 lunghi anni, il permesso di staccare il sondino non lo ha chiesto al Vaticano, ma a normalissimi laici tribunali italiani. Sono questi che per 17 lunghi anni glielo hanno negato. Giudici, non preti glielo hanno impedito. Persone laiche in strutture laiche in tribunali diversi in città diverse, si sono opposti per tutto questo tempo.
Ma adesso la strada è aperta radicali e compagnia con la loro battaglia riusciranno a insinuare la Giustizia anche dove finora non era arrivata!
Visti i tempi è probabile che i casi Englaro si moltiplicheranno, giudici e avvocati troveranno qualche altro pollo vivo o morto da dividersi, e forse oltre al dolore dei padri che vedono i propri figli ìinutilmente accuditi per vent’anni, ci sarà anche quello di qualche genitore che si vede portar via subito il figlio malato, dai conigli neri della corte di cassazione.
ciao,k

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leonida alle termopili 15 febbraio 2009 alle 07:59

@ k. ho detto e ripeto che non mi è piaciuto l’interesse morboso che questo caso ha provocato, non mi è piaciuta l’esposizione mediatica nella quale si è messo il povero Peppino Englaro, ma mi ha schifato la posizione di chi, ancorandosi ai “valori cattolici”, da questa situazione ha cercato di trarne giovamento politico ed anche a coloro “laici” che in tutti questi anni, non hanno fatto niente per dargli una risposta(e su questo hai ragione): altro che decreto d’urgenza, ma che urgenza d’egitto… pezzenti! Dovrei aver smesso da tempo la capacità d’indignarmi, ben conoscendo che sorta di merde nauseabonde siano ma, purtroppo, ci ricasco.
Dei preti, dal papa in giù escluse alcune meritevoli eccezioni, non parlo perchè il mio pensiero su cosa realmente siano e sull’istituzione che rappresentanto è ben chiaro dalle decine di interventi fatti in questi anni su questo blog e, prima, su clarence. Finchè non ci sarà qualcuno che li prenderà a calci in culo, relegandoli alla sola sfera del privato sentire, ci sarà il rischio costante che ci riportino al medioevo, laddove peraltro avrebbero voluto mantenerci…
servus

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LR 16 febbraio 2009 alle 10:55

Mi sembra sciocco parlare di frasi estrapolate, visto che Return ha correttamente copincollato un bel paragrafetto e tutti sanno leggere.
Diciamo pure che l’intransigenza della Chiesa è inversamente proporzionale alla solidità dei governi della Repubblica, all’opportunità politica del momento. Puzza un po’ di relativismo, vero?
Ecco un altro giochetto con il solito stile: boia? Chi ha mai parlato di boia?

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Return 16 febbraio 2009 alle 12:32

Galli della Loggia, con un discorso degno di Ferrara, lancia l’allarme sul vicolo cieco in cui la destra si è fatta spingere dall’intransigenza della Chiesa.
“E’ su questi scogli che il dialogo tra laici e cattolici si è incagliato e forse sta naufragando. Di sicuro non sarà qualche progetto di legge disposto a recepire per intero il punto di vista della Santa Sede che cambierà le cose.”
http://www.corriere.it/editoriali/09_febbraio_15/galli_d9c1ca4c-fb36-11dd-aeff-00144f02aabc.shtml

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Fiandri 16 febbraio 2009 alle 12:45

Return. sto polemizzando in questi giorni su un sito di cristiani e credo di sapere che cosa risponderebbero di fronte alla frase di Paolo VI che hai citato: tu sottolinei ´una vita che non è più pienamente umanaª, loro sottolineano ´e che va verso la conclusioneª. Quella congiunzione, e, per loro è determinante, perché secondo loro Eluana Englaro avrebbe potuto continuare a vivere per tutto il tempo di un’altra persona. E qui si concentrano sul significato di ìtrattamento sanitarioî di cui art. 32 Cost.: secondo loro l’alimentazione artificiale non costituirebbe un trattamento sanitario (non ho capito però che cosa sarebbe, se non un trattamento sanitario).

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Return 16 febbraio 2009 alle 13:03

Questo è un altro discorso. Che la vita di Eluana non andasse verso la conclusione solo grazie alla tecnica medica a me pare ovvio, ma posso anche comprendere l’opinione opposta.
Però il papa non scrive “una vita che non e’ più pienamente umana perché va verso la conclusione”. Usa, appunto, una congiunzione, da cui si capisce che l’essere non pienamente umani è concetto indipendente dall’andare verso la conclusione. Del resto, è ovvio che si può andare verso la conclusione rimanendo pienamente umani. Perché il discorso sia valido perciò si devono dare due condizioni, l’essere allo stadio terminale e la non piena umanità. Dal paragrafo si capisce benissimo che Paolo VI sta usando una nozione di umanità più ricca di quella che piace adesso: se l’uomo è sinolo di materia e forma, basta che la forma (l’anima) abbandoni il corpo perché quella vita non sia più pienamente umana. Infatti, per Aristotele (e Tommaso), l’anima individuale è quella superiore, intellettiva. Dal che si deduce che un corpo umano a cui siano rimaste solo le anime vegetativa e appetitiva, non è più umano in senso pieno, e propriamente non è più una persona. Paolo VI rimane saldamente nella tradizione cattolica di impronta scolastica: è Ratzinger che per combattere lo scientismo ecc. adotta la stessa base concettuale materialista e biologista.

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Fiandri 16 febbraio 2009 alle 15:23

Sono d’accordo con te, ma se si richiedono (anche non in nesso di causalità fra loro) due condizioni, i cristiani di c’era, e cioè il fatto che la vita andasse verso la conclusione. Questa sarebbe la loro risposta, a mio parere.

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Fiandri 16 febbraio 2009 alle 15:26

mi si è cancellato un pezzo di frase: dicevo che i cristiani di oggi risponderebbero che una delle due condizioni non c’era, e cioè il fatto che la vita andasse verso la conclusione.

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Return 16 febbraio 2009 alle 15:31

Sì però non intendevo riferirmi al caso di Eluana, ma in generale all’affermazione di tanti cattolici, preti o meno, sulla scia di Ratzinger, che ogni vita umana è sacra e deve essere difesa fino al suo termine naturale. E’ una posizione incompatibile con la frase di papa Montini, indipendentemente se il caso di Eluana ricada o meno in questa fattispecie.

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k. 17 febbraio 2009 alle 19:27

LR senza negare lo scontro ideologico, che certamente c’è, le due frasi papali riportate più sopra mi parrebbe più saggio usarle per cercare punti de convergenza, piuttosto che per alimentare lo scontro. daltronde anche a me mi sembra che nessuna delle due potrebbe essere utilizzata paro paro per avallare le decisioni già prese sul caso recente . anche le varie glosse aggiunte a commento mi pare sottolineino le difficoltà, anche linguistiche nel definire certe situazioni limite, e quindi anche a legiferare a riguardo.
La legge che il governo voleva mettere in atto per salvare Eluana, applicata
al di fuori del suo caso singolo diventerebbe un mostro giuridico inapplicabile siamo d’accordo.
Mi permetto di pensare che una legge di senso opposto, sempre ricavata dalla (prevedibile ) onda emotiva provocata dal singolo caso, avrebbe incontrato medesime difficoltà e prodotto situazioni altrettanto paradossali. Per questo anch’io ritengo l’ostensione mediatica che è stata fatta più dannosa che inutile. questo anche riferendosi al punto di vista del sig.Englaro.
ciao,k

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