Berlusconi: mai attaccato Napolitano e la Costituzione

Napolitano ha commesso un errore grave
La firma negata del presidente della Repubblica, “ha reso impossibile l’azione del governo per salvare una vita”; in quell’atto ho visto “tutta la cupezza di un armamentario culturale figlio di una stagione che non è ancora tramontata”
“Davvero Napolitano dice che si metterà di traverso sulla riforma della giustizia? Ma non è solo lui che controfirma i provvedimenti del governo. Anche il governo controfirma gli atti del presidente della Repubblica.
E se finora l’ho fatto senza nemmeno vedere di cosa si trattava, ora ci metterò più attenzione”
“vedremo se dobbiamo arrivare a quelle riforme della Carta costituzionale che sono necessarie perchè è una legge fatta ,molti anni fa sotto l’influsso della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla costituzione russa come a un modello cui prendere molte indicazioni
Mai attaccato nÈ il Capo il Stato nÈ la Costituzione. Non c’è niente di più falso: ho una cordialità di rapporti con Napolitano

di Losciacallo il 12 febbraio 2009 in Politica · 97 commenti

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Return 12 febbraio 2009 alle 13:49

“eh, lo conosciamo, è fatto così”.

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giancarlo 12 febbraio 2009 alle 14:01

Niente di nuovo, mi pare. E’da sempre che si comporta così, c’È chi se ne accorto dopo 5 minuti, chi ci ha impiegato 14 anni e chi non se ne accorgerà mai.

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elofoolish 12 febbraio 2009 alle 14:01

secondo me e’ schizofrenico.
potrebbe essere una valida spiegazione…

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lalaura 12 febbraio 2009 alle 15:00

Elo, si facesse curare, allora: si fa fatica a stargli dietro :D

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bill 12 febbraio 2009 alle 15:06

1) l’ultima riforma costituzionale, fatta coi piedi e che ha procurato guai a non finire, l’ha fatta il centrosinistra, la riforma dell’art. V∞, con una maggioranza risicatissima. Viene da dire: “ma che cazzo state a dì?”
2)E’ vero che Berluska lanci proclami, e il giorno dopo ritratti. Perchè la politica è fatta da tante variabili (e lui sbaglia a dimenticarsene). In questo caso, le variabili sono due: la prima è che i democratici, cioè quelli che si accordano in due minuti con lui per il 4% alle europee nel tentativo di non perdere un’altra messe di voti, non tratterebbero oggi sulla riforma costituzionale per lo stesso identico motivo: gli amtiberlusconiani de panza non gliela perdonerebbero.
La seconda è che la Lega ha come unico interesse la riforma federale, e non vuole che altri temi le impediscano di portarla a termine. NB: la stessa riforma federale impone una revisione del dettato costituzionale, per cui andrei cauto nello schierare Bossi & C. fra quelli che non vogliono toccare la costituzione..
3)Sulla illuminata ispirazione che la costituzione sovietica diede a diversi padri costituenti, vi inviterei a leggere alcune loro dichiarazioni, prese dai verbali dell’assemblea costituente, che ho postato ieri sera. Sono assai illuminanti, se non altro sulla mentalità corrente in quel periodo.

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silvestro 12 febbraio 2009 alle 15:17

quindi non sei d’accordo con silvio che non ha mai attaccato la costituzione?
anzi, è sempre stato rispettoso della carta e del presidente della repubblica.
che non ti senta…

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bill 12 febbraio 2009 alle 15:35

Perchè, tu pensi che non esista comunque una necessità di rivedere le competenze dei vari ruoli? E’ stato rispettoso mandare una lettera preventiva ad un consiglio di ministri in corso? Perchè è sicuro che contatti fra governo e presidenza ci siano sempre, ma c’è modo e modo.
E’ diritto di un governo scegliere di andare avanti per la strada che crede, al di là che si sia d’accordo sul contenuto di un decreto o meno. Tant’è vero che una volta che il decreto fosse stato approvato dal parlamento, il presidente lo avrebbe dovuto firmare ugualmente.
Non è quindi questione di rispetto, ma di chiarezza istituzionale. Che poi Silviuccio, per quieto vivere, scelga di rinviare il problema è altro discorso.
Oltretutto, tu pensi che la scalfarizzazione di Napolitano faccia contento Napolitano stesso? Io dico di no, e che di quella manifestazione ne avrebbe fatto volentieri a meno: ha sempre, e giustamente, tenuto a dimostrarsi imparziale (tutto il contrario di Scalfaro, che infatti è profondamente detestato da mezzo paese), ben conscio di essere stato eletto da una maggioranza che non c’è più. Ritengo che ci tenga a mantenere questo comportamento super partes, e che non ci tenga affatto a correre il rischio di rappresentare solo una parte del panorama politico.

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silvestro 12 febbraio 2009 alle 15:40

hai ragione. menomale che berlusconi è un moderato che si rifà a de gasperi, altrimeni erano guai

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ventomare 12 febbraio 2009 alle 15:40

Non è schizofenico, secondo me è narcisista. “Disturbo narcisistico di personalità”. Kohut ha individuato e classificato il tipo di disturbo.
Vi do il link. date un’occhiata a sintomi che lo contraddistinguono e ditemi se non sono la fotografia del nostro.
Questo invece è il link di Kohut che l’ha studiato in particolare nei manager depressi.
le cause spesso sono legate alla freddezza dei comportamenti dei genitori, alla loro disempatia, che però trasmettono ambizioni e ammirazioni smodate. Il narcisista soffre di mancanza di emozioni, di solito è una vita di merda, perché la possibilità di attingere alle proprie emozioni di solito consente l’amore che invece nei casi di disempatia non è possibile.

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elofoolish 12 febbraio 2009 alle 15:43

Scalfaro e’ amato profondamente dall’altra meta’,mentre napolitano insomma e’ stat finora una figura assolutamente inutile.
questo e’ un parere da comunisti quindi e’ inutile che replichi ;)
il dovere del presidente della repubblica e’ di vigilare, non di timbrare come se fosse alle poste ogni cosa che gli passa sotto mano.
ovvero essere imparziale. e rigettare decreti/leggi quando ce ne sia il motivo.
comunque a me non sembra molto bello imporre ai propri ministri di votare contro la loro coscienza, come ha fatto il tuo silvio.

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Giancarlo 12 febbraio 2009 alle 17:13

Guardate che i pazzi sono quelli che credono che Berlusconi sia pazzo. E’ solo uno che conosce bene gli italiani, li disprezza, e sa come usarli. Anche la tecnica di accelerare e poi, se non va, ritrattare è una tecnica conosciutissima e, a giudicare dai risultati, da noi funziona sempre.

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Manuele 13 febbraio 2009 alle 01:07

@Bill, due cose sulla riforma del titolo V.
Primo, sulla carta era una riforma federalista ottima. Tutto il potere legislativo alle regioni tranne alcuni temi specifici di interesse nazionale. Impianto filosofico e teorico ineccepibile su cui legiferare.
Il problema è che quella riforma non è stata supportata politicamente come avrebbe meritato e il governo centrale negli anni ha continuato ad arrogarsi tutta una serie di competenze che sulla carta non gli spettavano più.
Non capisco davvero cosa abbia quella riforma di sbagliato. E ancor meno capisco i governanti di tutti i colori che invece di “facilitarla” come avrebbero dovuto, l’hanno ostacolata nei fatti opponendo conflitti di attribuzione di tutti i tipi.
Seconda cosa. Il problema “politico” di una riforma costituzionale condivisa. Entrambi sappiamo che non è mai stata fatta una riforma condivisa per difese di orticelli politici. E perché nessuno vuol consegnare all’altro il “merito politico” di una riforma condivisa.
(naturalmente la questione di cosa è bene per i cittadini non è mai all’ordine del giorno, ci mancherebbe altro)
Per il PDL comunque questo è un problema insormontabile. La riforma del titolo V della costituzione del centrosinistra infatti venne confermata nel referendum confermativo. Mentre il centrodestra s’è visto respingere la sua. Su questo tema, visto che non c’è il quorum e gli argomenti costituzionali sono sempre un po’ “ostici” all’elettorato standard del pdl (non lo dico io, eh, ma tutti gli statistici) il centrodestra o trova l’accordo oppure rimbalzerà mille volte.

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Losciacallo 13 febbraio 2009 alle 09:55

Bill, come fai tu – berlusconiano convinto – a sopportare questa sua democristianizzazione?
Neppure questa volta sta governando, pur avendone i numeri più del 2001.
Si balocca tra giochini di ruolo con alleati e avversari, battibecca anzi no con Napolitano, dialoga con Veltroni ma ci ripensa.
E’ sfiancante.
Vuole fare il leader che rimane alla storia, ma a questo punto temo proprio non ne abbia la forza.
Preferisce essere ricordato per aver varato una poderosa rottamazione delle automobili.
Contento lui…..
A me, guarda, finchè tiene la barra in politica estera e i suoi avversari sono questi, va bene così.
Però non riesco a non incazzarmi quando leggo le stronzate che riporta rolli nel post. Mi chiedo come faccia tu a rimanere calmo….

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British Bulldog 13 febbraio 2009 alle 13:17

questa della politica estera vorrei capirla dato che internazionalmente a parte fare la comparsa per qualche foto di gruppo conta meno di zero (sia chiaro il discorso varrebbe anche se ci fosse Prodi o chiunque altro)

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ventomare 13 febbraio 2009 alle 14:39

QUESTI SONO FATTI!
Il peso internazionale di Prodi ed i risultati che ha raggiunto sono di ordini di grandezza superiori a quelli inesistenti di Berlusconi, che ha potuto vantare solo l’amicizia personale e vacanziera di Bush e Putin.
1. L’ingresso in Europa con un debito del 120%.-
2. La guida politica e militare della missione in Libano.
3. La moratoria sulla pena di morte, che è statao uno straordinario successo politico.
4. La stima che raccoglieva in Europa gli ha fatto avere l’incarico di presidenza della commissione UE.
5. Il rispetto, la stima e l’autorevolezza che Prdoi raccoglie in Africa. La responsabilità del “panel” per gli interventi di peacekeeping in Africa nasce da questo
……………………………..
A lanciare la candidatura Prodi è stata in prima battuta l’Unione africana, che guarda a lui per l’esperienza accomulata cone presidente della Commissione europea, oltre che come premier italiano. Ban Ki Moon ha subito cavalcato la scelta: una conquista “personale” di Prodi, legata alla sua storia, e non da designazioni di nazioni (nemmeno l’Italia, dove nessuno, in qualsiasi schieramento, sapeva davvero cosa bolliva nella pentola del Palazzo di Vetro) e tantomeno di aree politiche.
…………………………………
Prodi ha dato lustro internazionale al nostro paese sia con le esperienze personali che con le azioni politiche di premier.
Quale organizzazione internazionale darebbe, invece, un qualsivoglia incarico qualcosa a Berlusconi fuori dal nostro paese?

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bill 13 febbraio 2009 alle 14:48

Anch’io ho un appello da fare a Silvio, dato che è acclarato che fa lui i palinsesti delle reti mediaset: Licenzia Pingitore, e al Bagaglino mettici Ventomare!
PS: non replico alla sequela di argomentazioni messe qua sopra, perchè tanro sarebbe inutile.
Comunque, complimentissimi per le moltitudini in piazza ieri sera.

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ventomare 13 febbraio 2009 alle 14:59

Guarda come il premier mette il bavalio alla pubblica opinione. Sempre più impuniti e noi derubati della verità.
Se scatta il divieto di pubblica opinione
di GIUSEPPE D’AVANZO
QUANTE storie, con i nomi, i tempi, le frasi e gli esiti giusti non potrete conoscere mai, se dovesse essere approvata la legge sulle intercettazioni che disciplina anche il diritto di cronaca. Diciamo meglio, che cancella il dovere della cronaca e il diritto del cittadino ad essere informato. Che cosa ha imposto il governo alla sua docile maggioranza?
Con un tratto di penna ha deciso che il regime che oggi regola gli atti giudiziari coperti dal segreto si estenda anche agli atti non più coperti dal segreto. Il governo vuole che non si scriva un rigo fino al termine dell’udienza preliminare (accusa e difesa, con i loro argomenti, dinanzi a un giudice terzo).
Si potrà sapere che un pubblico ministero senza nome sta accertando che a Roma le sentenze si vendevano all’incanto. Non si potrà dar conto delle fonti di prova e scrivere che il corruttore di toghe si chiama Cesare Previti e si è messo in testa addirittura di fare il ministro di giustizia. Si potrà scrivere che qualcosa non torna nei bond di una società quotata in Borsa e un’innominata toga se ne sta occupando, ma non si potrà dire del pozzo nero che ha inghiottito i modesti investimenti di migliaia di piccoli risparmiatori che hanno avuto fiducia nelle banche e in Parmalat.
Si potrà dar conto di un gestore telefonico che ha “schedato” illegalmente migliaia di persone. Non si potrà raccontare che il presidente della Telecom Marco Tronchetti Provera si è lasciato ingrullire, povero ingenuo, dal capo della sua sicurezza, Giuliano Tavaroli. NÈ tantomeno si potranno elencare i nomi degli “spiati”. Lo si potrà fare soltanto a udienza preliminare conclusa (forse). Con i tempi attuali dopo quattro o sei anni. In alcuni patologici casi, dopo dieci.
La pubblica opinione dovrà attendere, anche se quei protagonisti sono personaggi pubblici che chiedono fiducia al Paese per rappresentare chi vota e governare il Paese o amministratori pubblici e privati a cui è stata affidata la nostra salute, i nostri risparmi, la nostra vita. » inutile tediarvi con le tecnicalità. Qui basta forse dire che finora ce la siamo cavata muovendoci lungo il sentiero stretto di un articolo della procedura penale, il 329: “Gli atti d’indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari”.
Come abbiamo scritto e ripetuto spesso, in questo varco hanno lavorato le cronache. Sarebbe uno sciocco errore negare gli abusi, gli eccessi, la smoderatezza in cui pure è caduto il giornalismo italiano. Ma, se si rispettano i confini dell’articolo 329, si possono tenere insieme i tre diritti che il dovere professionale del giornalista è chiamato a tutelare: il diritto della pubblica opinione a essere informata; il diritto dello Stato a non vedere compromessa l’indagine; il diritto dell’imputato a difendersi e a non essere considerato colpevole fino a sentenza.
Nel triangolo di questi tre diritti, il giornalista può fare con correttezza il suo mestiere, proporre al lettore le fonti di prova raccolte dall’accusa e gli argomenti della difesa, valutare l’interesse pubblico di quelle storie. Perché non ci sono soltanto responsabilità penali da illuminare in questi affari. Spesso diventano cronache del potere tout court, come è apparso evidente nel racconto dei maneggi della loggia massonica di Licio Gelli; della fortuna della mafia siciliana o dei traffici di Tangentopoli, delle imprese di chirurghi più attenti al denaro che non al malato e alla malattia.
Quelle cronache sono un osservatorio che permette di vedere da vicino come funzionano i poteri, lo Stato, i controlli, le autorità, la società. Svelano quale tenuta ha per tutti, e soprattutto per coloro che svolgono funzioni pubbliche, il rispetto delle regole. Indicano spesso problemi che impongono nuove soluzioni. L’incontro ravvicinato con le opacità del potere ha in qualche caso convinto il giornalismo ad andare oltre i confini del codice penale violando il segreto. » il suo mestiere, piaccia o non piaccia. Perché non c’è nessuna ragione accettabile e decente per non pubblicare documenti che raccontano alla pubblica opinione – è il caso di un governatore della Banca d’Italia – come un’autorità di vigilanza, indipendente e “terza”, protegge (o non protegge) il risparmio e il mercato.
Naturalmente violare la legge, anche se in nome di un dovere professionale, significa accettarne le conseguenze. » proprio sulle conseguenze di violazioni (finora comunemente accettate) che la legge del governo lascia cadere un maglio sulla libertà di stampa. » stato già raccontato da Repubblica che Berlusconi abbia sorriso ascoltando i suoi consiglieri chiedere “più galera per i giornalisti” (fino a sei mesi per un documento processuale; fino a tre anni per un’intercettazione). Raccontano che Berlusconi abbia detto: “Cari, lasciate dire a me che sono editore di mestiere. Se li mandi in galera, ne fai degli eroi della libertà di stampa e magari il giornale per cui lavorano vende anche di più, e questo sarebbe uno smacco. La galera è inutile. So io, da editore, quel che bisogna fare…”.
Ecco allora l’idea che sta per diventare legge dello Stato. Efficace, distruttiva. Che paghino gli editori, che sia il loro portafogli a sgonfiarsi. La trovata sposta la linea del conflitto. Era esterna e impegnava la redazione, l’autorità giudiziaria, i lettori. Diventa interna e vede a confronto, in una stanza chiusa, redazioni e proprietà editoriali. La trovata trasferisce il conflitto nel giornale. L’editore ha ora un suo interesse autonomo a far sì che il giornale non pubblichi più quelle cronache. Si porta così le proprietà a intervenire nei contenuti del lavoro redazionale, le si sollecita, volente o nolente, a occuparsi dei contenuti, della materia giornalistica vera e propria, sindacando gli atti dei giornalisti. Il governo pretende addirittura che l’editore debba adottare “misure idonee a favorire lo svolgimento dell’attività giornalistica nel rispetto della legge e a scoprire ed a eliminare tempestivamente situazioni di rischio”.
Evidentemente, solo attraverso un controllo continuativo e molto interno dell’attività giornalistica è possibile “scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio”. Di fatto, l’editore viene invitato a entrare nel lavoro giornalistico e a esprimere un sindacato a propria tutela. Divieto di cronaca per il tempo presente, controllo dell’editore nelle redazioni in tempo reale.
Ecco dunque lo stato dell’arte: si puniscono i giornali e i giornalisti; si sospende il direttore dall’esercizio della sua funzione; si punisce l’editore spingendolo a mettere le mani nella fattura del giornale. E quel che conta di più, voi non conoscerete più (se non dopo quattro o sei anni) le storie che spiegano il Paese, i comportamenti degli uomini che lo governano, i dispositivi che influenzano le nostre stesse vite.
(13 febbraio 2009)

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bill 13 febbraio 2009 alle 15:01

Il commento sopra per fare due risate. Tornando seri, concordo (quasi) in pieno con l’editoriale di Feltri su Libero. Con un distinguo: la ricetta di mettere soldi pubblici nell’economia, così come sta facendo mezzo mondo, e lamentarsi che in Italia spendiamo poco denaro pubblico, è fondamentalmente un errore enorme. E, se non bastasse, i soldi pubblici vengono messi nei posti sbagliati, e vengono affidati alle persone sbagliate. Lo stesso Berlusconi, come tutti gli altri, pensa che fare due tangenziali e dare un vantaggino alle aziende automobilistiche dia una mano all’occupazione: è ancora sbagliato. Non si tengono in piedi realtà decotte, aziende che producono beni che nessuno compera. Non si combatte la disoccupazione alla Sarkozy, perchè se quegli stabilimenti non producono beni che i consumatori richiedono il problema salterà fuori fra qualche anno in maniera ancora più grave. Ma i politici ci tengono tutti a farsi vedere buoni e comprensivi, manco fossero die re..sbagliano. Devi aiutare le attività che creano ricchezza, non quelle inutili: il debito pubblico ci sommergerà. E grazie alle scelte idiotamente keynesiane che si stanno facendo nel mondo (Obama comincia ad essere pesantemente criticato da media, come il washington post, che lo, hanno sostenuto fin dai primordi), ovvero aumentare i deficit pubblici invece che tagliare le spese improduttive, stiamo fiduciosamente andando verso lo sfacelo. Alla faccia delle teorie “sociali” del cazzo.

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bill 13 febbraio 2009 alle 15:07

Un esempio di come si predichi bene e razzoli male? La polemica sugli statali e affini, conclusasi con un aumento sconsiderato, e nessun taglio di organico. Tante chiacchiere per spendere di più, e con la barzelleta che quelli domani pure scioperano! Senza vergogna. Forse Rolli, visto un post di qualche giorno fa, li comprenderà. Io no, per niente. Sono socialisti, e non c’è verso..sono buoni, e ci ridurranno alla fame tutti.
Poi dite che sono berlusconiano? Sì, quando si fanno promesse elettorali giuste. No, quando si ha paura di attuarle.

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 17:21

La mancanza di palle di berlusconi è ormai nota, ma non solo: ha anche dimostrato di essere un politico mediocre e di non saper governare con una maggioranza schiacciante. Straparla. Ha delle intuizioni geniali che brucia con la velocità della luce quando cerca di fare il simpatico a tutti i costi. Ha la sensibilità di una palma. Ha la sola fortuna che in questo governo 2 o 3 personaggi tipo brunetta, hanno il favore della pancia della gente, con i loro proclami da crociata. Salvo poi non fare un cazzo o poco più. In parole povere ha abbondantemente rotto i coglioni. A me non frega più un accidente che venga a frignare che non lo fa governare casini, fini, cristo o la madonna: hai vinto le elezioni? governa. non sai governare? vai a fare in culo, io non ti voto più e voto un altro.
PS. Se a ventomare gli parli di prodi e gli dimostri che è un ubriaco, lui cerca di dimostrarti che l’alcolismo è il top per un presidente del consiglio. Un fedelissimo così…. neanche Mohamed Atta. :)

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Giancarlo 13 febbraio 2009 alle 17:35

@Ellegi: “io non ti voto più e voto un altro.”, pssss, se quando l’hai trovato l’altro da votare, mi fai una soffiata sottovoce, magari lo voto anche io. Astenersi Veltroni et similia.

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bill 13 febbraio 2009 alle 17:44

Il problema è che, secondo me, e a parte le caratteristiche dei personaggi (a me fanno francamente un pò pena tutti trasversalmente), nessuno riuscirà mai a governare. Perchè fra partitini, correntine, associazioni, rappresentanti di lobby, statalisti etc etc è praticamente impossibile fare alcunchè. Ieri sera Illy, che è una persona seria, ha detto che per fare una galleria in Friuli ci ha dovuto mettere 15 anni: 10 per le pugnette burocratiche, e 5 per metterla sù. Cosa vuoi mai governare, se appena ti muovi ti danno del caudillo sudamericano? E’ stato così per Prodi, ricattato dai suoi 25 partituncoli, che miracolosamente non ha potuto finire la sua operazione di dissanguamento, lo è per Berlusconi, che appena prova a prendere una decisione viene stoppato da Fini, Bossi, cattolici, atei, boscaioli e compagnia cantante.
Ricordi Ellegi? Doveva essere una rivoluzione liberale. Qua siamo pieni di democristi e socialisti, e gli unici liberali, vedi un Martino, sono stati messi ai margini.
Tremonti analizza anche bene la crisi, ma quando parla di economia sociale di mercato praticamente bestemmia: l’economia sociale di mercato non esiste. Esistono il fascismo e il socialismo, e abbiamo visto i danni che procurano (parlo di economia, non dei cosacchi e delle ss..).
Allora, però, si pone un quesito: chi votare? Perchè la delusione è tanta, ma quegli altri, quei sepolcri imbiancati in piazza ieri, oggi e domani, sono il peggio del peggio. E parlo sempre di economia, non di persone o di ideali che non hanno neanche più.

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leonida alle termopili 13 febbraio 2009 alle 17:46

potremmo riesumare il vecchio bulldog britannico, Winston Leonard Churchill, conte di Spencer. ;)

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 17:48

Chiunque fuori dalla attuali coalizioni. Casini escluso. Qualche partitucolo che spunta…. l’ultima volta è toccato alla lista per il bene comune, di cui condivido (forse) il 3% delle idee e del programma.

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Giancarlo 13 febbraio 2009 alle 17:50

@Bill, tanto per la cronaca, passi per quelli della Lega e di AN, ma i democristi e socialisti in FI ce li ha messi lui senza neanche l’alibi che li hanno votati gli elettori, perchè con le liste bloccate gli elettori potevano solo scegliere lui e gli altri gli sono venuti dietro. Tremonti giuro che non ho capito se è un genio o un povero pirla, tertium non datur.

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bill 13 febbraio 2009 alle 17:53

“I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno..Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri”.
Firmato: Winston Churchill
Ps: Certo Giancarlo, mica ce li ho messi io..

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 17:56

Bill, se un commerciante, libero professionista o quello che vuoi mi prende per il culo, col cazzo che ritorno a farmi fregare. Il problema sono i ventomare che non imparano mai: continuano a dargli il voto per fede e lo prendiamo in culo tutti. Da parte mia Berlusconi ha chiuso con i primi 5 anni di governo. Riformo, smonto, innovo, riorganizzo e non ha fatto un accidente. Ovvero ha tirato fuori due leggine striminzite.Prima di lui i governi di csx. La scelta c’è. Non sarà ottimale, ma almeno quelli ancora per il culo non mi ci hanno preso.

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bill 13 febbraio 2009 alle 18:05

La scelta c’è? E chi? Io potrei votare il PLI, poi vado a vedere esono lì, quattro gatti, che si scannano fra di loro. A che servirebbe: al 4% non ci arrivano neanche se stampano delle schede elettorali false..
Sai cosa? Per motivi anagrafici, se passa ancora un pò di tempo, si potrebbe votare il partito dei pensionati.. Sempre ammesso che, pappandosi oggi l’inps il 25% circa dei miei introiti (un vero ladrocinio di stato: nel 1990 era il 6,5%! e’ vero che si portano in detrazione fiscale l’anno dopo, ma rimane un furto con scasso), me la diano, una pensione..

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 18:06

Finchè non rimangono a piedi, questi coglioni si sentono autorizzati a prenderci per i fondelli. Rolli si astiene, io ho deciso di dare il voto a chiunque non è stato al governo.

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British Bulldog 13 febbraio 2009 alle 18:07

Ventomare non vorrei distruggerti un mito ma guarda che dal punto di vista internazionale Berlusconi e Prodi sono sullo stesso medesimo piano Irrilevanti e insignifcanti ,a ,
dopo se la dicano e se la cantino..da soli e solamente a uso interno vendendo per chissa quali successi quelle 2 perline e una pacca sulla spalla che di tanto in tanto gli vengono elargiti.non cambia ne la realta ne il il ruolo della Potenza di terza categoria che rappresentano Un paese che non ha mai avuto ne i numeri ne l attitudine (ne mai li avra) per essere un Potenza di Primo Piano (e quando ci ha comicamente provato non ce bisogno di dirti come è finita)
Ma per il resto che ci sia l uno o l altroè la solita politica estera vigente in italia da quando l italia è nata
“Andare a traino del Piu Forte di Turno”

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Ellegi 13 febbraio 2009 alle 18:08

Li ho chiamati coglioni, ma i coglioni siamo noi.

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bill 13 febbraio 2009 alle 18:19

Comunque, cari signori, e visto il lavoro che faccio non dovrei dirlo, dovrei spargere ottimismo, stiamo andando verso il capolinea. Ovvero, quel punto di non ritorno arrivati al quale o si cambia, o si muore.
Non sto mica parlando di Berluska: lui o un altro non potrebbero fare nulla comunque. Sto parlando di una politica economica che dal dopoguerra ad oggi, in tutto il mondo occidentale, ha portato ad una ricchezza di carta, sganciata dal mondo reale. E’ aumentata la massa monetaria all’ennesima potenza, ma la moneta, essendo completamente sganciata dall’oro, rappresenta solo la rapacità degli stati e delle loro banche centrali: è solo carta. Lo si è fatto usando bassi tassi d’interesse, o creando inflazione. Il giochetto, sebbene Obama e tutti gli altri sembrano non essersene resi conto, è finito.
Siccome è così, è terribilmente così, e i costi sociali sono già alti adesso e, seguendo politiche assistenzialiste (lo ha fatto pure Bush, non crediate..), saranno ancora peggio domani, votare o non votare temo sia un problema irrilevante.

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bill 13 febbraio 2009 alle 18:25

Lasciatemi concludere il mio delirio: sapete a fronte di crisi economiche, protezionismo, relativa stagnazione del commercio e via dicendo, come gli stati nazionali hanno sempre reagito?
Non certo riducendo la loro presenza nella società e facendo un passo indietro, specie in campo economico, ma in un solo modo: con la guerra. Ottimo modo, a parte le ovvie tragedie, per arraffare ricchezza dalla gente, di cui non gliene è mai fregato nulla.
Fine delle malinconie.

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leonida alle termopili 13 febbraio 2009 alle 18:47

“Quando la società va a puttane(metaforicamente parlando of course, chè se andasse veramente un po’ più a puttane, ma di quelle vere però, non di quelle che perchè non si fanno pagare si pensa non siano puttane ed invece lo sono, peggio delle altre che almeno lo fanno per professione) e la società stessa all’interno di se e della sua natura non ha la capacità di dire: “…va bene ragazzi, fino ad ora abbiamo scherzato e fatto un po’ di ricreazione, adesso si rientra, tutti al loro posto e ricominciamo con un po’ più di sano buon senso conservatore…”. Quando la società laica non è in grado di fare questi semplici ragionamenti e di ritrovare il buon senso perduto, è ovvio che i preti ci sguazzano, Cosa volete che facciano. Come avevo detto a madame, ovviamente e sprezzantemente ripreso, la chiesa è uguale a se stessa da sempre. I dogmi sono tali e non possono essere applicati oggi in un modo e domani in un altro perchè adesso a ‘ste 4 mignotte in fregola, per sentirsi “loro”, devono far vedere i peli della patonza e la riga del culo. Quando si butta nel bidone ogni bendidio e si taglia la crosta del formaggio a due centimetri, si butta via il pane, si telefona per chiedersi se siè cagato bene, si spreca tutto quanto è sprecabile e anche di più, si prende la macchina per fare duecento metri e non si aggiustano più le scarpe, beh, allora è ovvio che tutto va a puttane. Quando chi fuma butta le cicche in ogni dove e l’educazione personale non fa nenache più alzarsi per lasciar sedere un vecchio o una donna incinta sull’autobus, si rutta, si scorreggia(metaforicamente e non) in strada, in televisione, sui giornali, è ora che tutti si diano una regolata. E i preti c’entro un bel fico secco. Basta lasciarli dire, sono lì per quello e per che cosa se no. Le cose si possono fare e si sono sempre fatte, basta non smerdare dappertutto. Basta un po’ di decoro personale e tutto rientra, certo che andando avanti con queste discussioni da basso impero ru263 si, ru263no, e l’utero è mio e i diritti di tutto il mondo, tranne che i diritti di fare il proprio dovere, si va poco avanti, anzi si affonda e mi tocca anche farmi fare il funerale da un prete con relativa predica magari pedofilo, pagando qualche euro alla chiesa cattolica romana e apostolica che si rimpunguerà vieppiù. E’ no. Piuttosto cremato e buttato nel cesso che intero non c’entro. Bella sbornia, un po’ nervosa, ma bella sbornia.
di leonida alle termpili il 10.10.05 17:23 | M | C | # “

buona serata
servus
leonida

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bill 14 febbraio 2009 alle 22:12

Sciacallo, guarda che ho esternato anch’io la mia insoddisfazione. Per le cose che questo governo non fa, dopo un inizio promettente. Solo che io non ne faccio questioni personali, al di là di una battuta scioccs e dello sdraiarsi sulle ventimila cazzate che si dicono in stile Repubblica, ma politica.
E guardando le cose politicamente, non so se debbo incazzarmi più con Berlusconi, pittosto che con Fini per le sue azioni di disturbo (tutte finalizzate all’entrata nel PdL con più vantaggi), con lo statalismo pesante di AN, e non solo di AN, o con la Lega che non vuole cancellare le province per non perdere cariche, e..si finirebbe domani.
Un esempio banale? la cancellazione dell’esenzione del bollo auto nella recente manovra: ma come, l’unica tassa di proprietà di cui si discuteva, e per un liberale la tassa su una proprietà è un vero furto di stato, e si cancella l’unica cosa sensata di tutta la manovra? Non penso sia opera del Brlusca, ma solo uno dei tanti ricattini, di nuovo in onda.
Poi, è vero che troppo spesso ci si sdrai sulle posizioni della chiesa. Sicuro, servirebbe un maggior distacco e più lucidità nel prendere posizione sui temi etici. Che, la penso come il primo Berlusconi, non dovrebbero rientrare nell’attività del governo, ma del parlamento.

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bill 14 febbraio 2009 alle 23:56

Concludo Sciacallo: guardo anche gli altri stati, e come viene affrontata la crisi economico-finanziaria odierna. e qui, ti dirò, globalmente il governo si sta muovendo bene, meglio di altri. Vuoi per convinzione, vuoi per il fatto che la dimensione del nostro debito pubblico non permette di scialare pena il defsult dei titoli di stato, penso che il governo si muova in maniera meno protezionistica degli altri, senza buttare soldi a babbo morto in realtà decotte, sta trovando i soldi per gli amortizzatori sociali, ha giustamente fatto la social card invece che, come chiedevano le opposizioni, alzare indiscrimimatamente le pensioni (cosa bellissima se ci fossero soldi, ma che in questo caso avrebbe comportato costi molto alti per favorire anche chi non rientrava fra le categorie più deboli).
In conclusione, fra le ombre di una politica congenitamente lenta e restia a fare riforme incisive e strutturali, e stai tranquillo che se mai le farà la sinistra starnazzerebbe a squarciagola per anni, qualche barlume pure c’è.
Poi, dici, come fai a rimanere calmo. Per le stesse ragioni che adducevi tu: l’alternativa la abbiamo provata, e per me è stata la cosa peggiore che mi sia capitato di vedere. Oggi, se possibile, è ancora peggio; domani, se davvero salta fuori Bersani, peggio ancora.

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Giancarlo 15 febbraio 2009 alle 11:42
Ellegi 15 febbraio 2009 alle 18:30

Bill, l’unico motivo per cui non hanno buttato soldi a babbo morto è perchè non ci sono soldi da buttare. Ma non ti preoccupare: fra poco sovvenzioneranno qualche industra decotta (leggi fiat) come hanno fatto tutti gli altri paesi europei e gli usa. In compenso, delle riforme che dovrebbero fare, vista la maggioranza che hanno, non ne vedremo neanche l’ombra. E’ colpa di Berlusconi? non me ne frega niente. Lui è al governo, lui risponde delle azioni di governo. Se ha le palle, impone la sua volontà, altrimenti continua con la tradizione dei governicchi democristiani. E se il buongiorno si vede dal mattino, con il decreto su Eluana e l’alitalia mi sembra che non ci siano molte speranze. Pensa che sull’alitalia ero pure d’accordo a non lasciarla ai francesi per le implicazioni che avrebbe avuto questa scelta. Ma il suo progetto in realtà si è rivelato ben peggiore (in realtà non aveva un progetto, ma si è dimostrato come la sua fosse soltanto una delle solite uscite estemporanee). E il fatto di non averla lasciata fallire è stata la scelta peggiore di tutte. Avrebbe curato una delle malattie peggiori di cui soffre l’italia.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:04

No, non è un governicchio democristiano, è un governo clerico fascista. Del resto aveva imputato ogni ncolpa agli udiccini e un sacco di gente aveva abboccato, mentre è ovvio ormai che lui è un ddmagogo inconcludente al pari dei suoi accoliti, come quel coglione di alemanno.
Da quale punto di vista poi bersani sarebbe a priori peggio di questi, non è dato sapere.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:04

No, non è un governicchio democristiano, è un governo clerico fascista. Del resto aveva imputato ogni ncolpa agli udiccini e un sacco di gente aveva abboccato, mentre è ovvio ormai che lui è un ddmagogo inconcludente al pari dei suoi accoliti, come quel coglione di alemanno.
Da quale punto di vista poi bersani sarebbe a priori peggio di questi, non è dato sapere.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:05

No, non è un governicchio democristiano, è un governo clerico fascista. Del resto aveva imputato ogni ncolpa agli udiccini e un sacco di gente aveva abboccato, mentre è ovvio ormai che lui è un ddmagogo inconcludente al pari dei suoi accoliti, come quel coglione di alemanno.
Da quale punto di vista poi bersani sarebbe a priori peggio di questi, non è dato sapere.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:05

No, non è un governicchio democristiano, è un governo clerico fascista. Del resto aveva imputato ogni ncolpa agli udiccini e un sacco di gente aveva abboccato, mentre è ovvio ormai che lui è un ddmagogo inconcludente al pari dei suoi accoliti, come quel coglione di alemanno.
Da quale punto di vista poi bersani sarebbe a priori peggio di questi, non è dato sapere.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:07

No, non è un governicchio democristiano, è un governo clerico fascista. Del resto aveva imputato ogni ncolpa agli udiccini e un sacco di gente aveva abboccato, mentre è ovvio ormai che lui è un ddmagogo inconcludente al pari dei suoi accoliti, come quel coglione di alemanno.
Da quale punto di vista poi bersani sarebbe a priori peggio di questi, non è dato sapere.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:09

Cazzarola :-D

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 20:11

Governicchio democristiano era solo per la definizione di inconcludente. Se poi vuoi passare ad altri epiteti, concordo con quelli che hai dato.
Bastava una volta comunque…..

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 20:18

Il problema non credo sia bersani. E’ che il pd ha dimostato di avere la stessa affidabilità di berlusconi, in tutte le sue componenti. Chiunque si trovi alla guida di quel partito fa la fine dei vari notabili democristiani della cosiddetta prima repubblica.

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Return 15 febbraio 2009 alle 20:23

Oh se è x questo rutelli ha già minacciato di spaccare il partito. Ma magari!

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bill 15 febbraio 2009 alle 21:55

Dal mio punto di vista è molto semplice.
Bersani è, in pratica, un ritorno ai DS, con tanto di rinnovata intesa con quelle forze attualmente a sinistra del PD, ovvero Rifondazione, Verdi, Pdci et similia.
Ecco, ognuno avrà i suoi gusti: io quella roba lì non la voglio vedere nemmeno in cartolina, figuratevi al governo.
Bersani è quello del tesoretto: una presa in giro colossale.
Altra cosa: Bersani è uno di quei chiacchieroni sapientoni, che poi presenta una cacata totale, stupidamente demagogica e economicamente analfabeta, come il cosiddetto “piano contro la crisi” del governo ombra. Un insieme di velleitarismo pauperistico, tutto spese coperte con parolette, completamente inutile in tutto, e in particolare contro la crisi Un vero campionerio di spesa pubblica, e ripianabile solo con ulteriori tasse e imposte. Leggetevelo, se volete ne parliamo.
Bersani è colui che va in piazza con Epifani, e la proposta di Epifani è quella, che idiozia, di aumentare le tasse sui redditi oltre i 150.000 euro. Una scemenza in pieno stile Chavez.
Ergo, mille, un milione di volte meglio Berlusconi e i suoi di questi campioni del socialismo tassaiolo in salsa emiliana.
In compenso, Alemanno è lì da qualche mese, e non sto a dire niente; di sicuro c’è stato un tot Veltroni, a Roma, e penso sia impossibile superare il nulla che ha lasciato. Nulla poi no: un buco nel bilancio senza precedenti. Onde per cui..anche lui sta bene dove sta.

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bill 15 febbraio 2009 alle 22:09

Una precisazione, giusto perchè, se si vuole parlare seriamente, le cosa vanno dette come sono e non con la demagogia spicciola che, se è comprensibile nelle dichiarazioni dei politici, qui non servono.
Il mercato dell’auto è in crisi mondiale. Io penso che, teoricamente, i governi non dovrebbero intervenire per niente: se un’azienda propone dei beni che nessuno vuole, non vedo perchè sovvenzionarla e premiarla con soldi presi dalle nostre tasche. C’è, ovviamente, il problema dell’occupazione, e allora tutti i governi buttano dei soldi lì.
Ma c’è una differenza non da poco: un Sarkozy vuole dare soldi alle sole case francesi, e in cambio della misura protezionistica, e alla lunga perdente, di mantenere in attività gli stabilimenti in Francia. I provvedimenti del governo italiano sono per il settore, non per la Fiat: ho gli stessi benefici anche se compro una Toyota. Ed è molto più sensato.

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 22:19

Se vuoi saperlo sarebbe molto più sensata una riforma del mercato del lavoro. Quei soldi dalli alle famiglie e permetti alla fiat di licenziare. Ma continuare a drogare il mercato con questi mezzi mi sembra un’idiozia alla prodi. Allora sarebbe più opportuno una sovvenzione solo alle auto ecologiche. bah.

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bill 15 febbraio 2009 alle 22:27

Mi scuso per la logorrea, ma aggiungo questo.
Illy, che fu esponenete del centrosonistra, ha confessato che per fare una galleria in Friuli c’ha dovuto mettere 15 anni, di cui 10 per gli adempimenti burocratici.
Ora, secondo voi, questa palude di burocrazia chi l’ha voluta, creata, sfruttata? Questo immobilismo pernicioso, negli anni, da chi è stato portato avanti fino a diventare un male congenito del sistema Italia?
Siamo tutti bravi a lamentarci, e lo faccio anch’io, ma non appena si prova a fare una strada, un collegamento ferroviario, una qualsiasi infrastruttura, eccoli lì, i soliti tipi che bloccano strade, fermano tutto, procurano spese immense con cantieri fermi.
Tutti ci lamentiamo dell’apparato pubblico. Se si vuole chiudere uno dei tanti enti inutili, tracchete, scatta il ricorso al Tar. Poi arriva un Brunetta, e ci si lamenta perchè, cattivone, dice che vorrebbe che gli stessi statali possano lavorare in maniera più efficente, ed andarne fieri. E che cazzo c’è che non va in quelle dichiarazioni, se per aprire una qualsiasi attività bisogna aspettare mesi, espletare una serie di pratiche inutili, e magari aspettare che l’impiegato torni dal supermercato (perchè è così, in tanti non fanno un cazzo, e fare finta di no è ridicolo)? Ma ci andate mai, voi, a fare una pratica in qualche ufficio pubblico?

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 22:31

quello che dici è giusto, ma il punto è: Berlusconi ha fatto qualcosa? risposta: no.

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bill 15 febbraio 2009 alle 22:37

Sono d’accordo, Ellegi: la cosa migliore sarebbe usare la leva fiscale, e non come fa Obama, ma in maniera strutturale.
Ma a parte che se aiutano le imprese in tutto il mondo, sei poi costretto a fare altrettanto, sii onesto e dimmi: se si desse modo alla Fiat di licenziare, cosa succederebbe? Cosa direbbe Bersani?
E quando l’altra volta si provò a riformarlo il mercato del lavoro, ti ricordi per caso cosa è successo?
E le discussioni di oggi, con la rottura fra Cgil e gli altri sindacati, a cosa è dovuto se non a questo sacrosanto tentativo? Chi si mette di traverso? Chi sono i reazionari? Se si trova un’intesa, a cui aderisce pure la lega delle cooperative, e la Cgil fa quello che ormai manco riesce a fare, e cioè uno sciopero inutile, e Bersani va in quella piazza, secondo te è uno che merita di essere preso per una cosa seria?

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 22:47

Guarda che il PD l’ho depennato dal prodi-d’alema. il pdl dal Berlusconi 2. Non credo che li rivoterò molto presto. E farò di tutto per convincere chi mi circonda a non votarli.

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bill 15 febbraio 2009 alle 22:53

Guarda che si fa per parlare. Non ti voglio convincere a votare qualcosa o qualcuno. Tento solo di spiegare perchè io voto come voto, in base a quali considerazioni.

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:03

E non sono d’accordo neanche sulla leva fiscale, perchè non credo che quei soldi li riprendiamo noi. Ho letto un bell’articolo su noisefromamerika sull’argomento. E hanno ragione al 100%.
L’unico modo per venirne fuori è una radicale riforma del mercato del lavoro, della giustizia e della politica. Anzi prima di tutto della giustizia. Poi varie riforme degli uffici pubblici, della scuola, della ricerca, della stampa (anzi dell’informazione in generale). Ma sono anni che le promettono e come hai visto hanno appena riapprovato il finanziamento ai giornali di partito…….

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:05

Anch’io ti sto solo elencando i motivi per cui non voto i partiti che iniziano per PD….

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Manuele 15 febbraio 2009 alle 23:13

Bill ha scritto:
E quando l’altra volta si provò a riformarlo il mercato del lavoro, ti ricordi per caso cosa è successo?
Non ti riferirai mica al casino sull’art.18? Mica era una riforma quella, era una battaglia ideologica fatta per motivi politici (da tutti gli attori in campo)
E la c.d. “legge biagi”? Era una riforma? Ha creato le basi per un precariato incontrollato, senza alcun tipo di utilità sociale, nÈ economica. La crisi in Italia ha trovato terreno fertile in questa incertezza. Le giovani coppie precarie non si schiodano dal nido. Non c’è più domanda di case, non c’è più domanda quindi di mobili/elettrodomestici e tutto quello che succede quando si creano nuovi nuclei familiari… tutta colpa della legge biagi? Certo che no, però tra i grandi colpevoli ci metto pure quella.
Mi spiace ma siamo in un paese dove non si usa ma si abusa delle leggi. I tipi di contratto precario potevano anche essere uno strumento utile per rendere più agile il mercato del lavoro, ma bisognava prevedere l’abuso Che c’è stato.
Insomma, come sempre la faccio lunga. Quello che volevo dire era solo: “quale riforma? Io non ne ho viste”

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:24

Manuele, non dire stupidaggini. sull’art. 18 era una cazzata solo perchè prima di riformare quello dovevi dare i soldi ai lavoratori e non alle aziende.
La legge biagi è stato un tentativo di regolamentare il lavoro precario. Riuscita bene? sicuramente meglio di quello che c’era prima, o forse non ti ricordi i contratti di collaborazione di vario genere che venivano stipulati prima. Prima l’abuso era sistematico. Però non faceva comodo rilevarlo.
E non c’entra un accidente con le giovani coppie che non si schiodano dal nido. Se vai in qualsiasi paese anglosassone hai la dimostrazione che hai detto una fesseria.

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:32

Per essere più chiaro sul primo punto, che ho tirato un pò via, prima di fare una riforma sull’articolo 18 del statuto dei lavoratori, avrebbero fatto meglio ad abolire la cassa integrazione e affrontare il tema della disoccupazione prevdendo che a chi veniva licenziato arrivassero i soldi per un tot di anni, come fanno in tutti i paesi normali invece di foraggiare le aziende decotte.

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bill 15 febbraio 2009 alle 23:44

Nessuna legge è perfetta, ma ognuno può dare valenza maggiore agli aspetti postivi rispetto ai negativi, o viceversa.
E allora, la legge Biagi a mio avviso ha due grandi meriti. Il primo, di avere creato dei posti di lavoro che, prima di questa legge, non esistevano. Secondo, di avere fatto questo entro termini di legge, e cioè evitando il “nero” in determinati ambiti economici. Attenzione: non è vero che quelli sono posti in nero emersi. Un call center non sarebbe esistito, per fare un esempio.
Altra considerazione: non è vero che il precariato abbia dimensioni stratosferiche, è invece meno presente rispetto ad altri paesi europei. Parecchi lavori subordinati, oltretutto, si trasformano in contratti a tempo indeterminato.
Poi, è vero che servono amortizzatori sociali per il precariato. Stanno cercando di farlo, insieme alle regioni. Non è facile, e bisognerebbe che fossero propedeutici ad un rapido reinserimento nel mondo del lavoro. Insomma, non un sussidio di disoccupazione tout court, che è una stupidaggine.
Comunque, meglio la legge Biagi che la situazione precedente (secondo me).
Sull’art. 18: è una legge che in tutto il mondo è inesistente. Può essere stato un errore politico inchiodarsi su quello per diverso tempo, ma è solo un totem inutile. Una delle tante ipocrisie che non si possomno togliere di mezzo, per la paura di scioperi e quant’altro. Un ricatto violento ( nel frattempo Marco Biagi è stato ammazzato, vorrei ricordare) a cui questo paese si assoggetta supinamente.

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:54

Ma non puoi pensare di togliere l’art 18 e continuare con l’attuale gestione della disoccupazione e dei sussidi alle imprese. Perchè dai ai sindacati una buona ragione (anche se sono convinto si opporrebbero comunque).

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Ellegi 15 febbraio 2009 alle 23:58

I sussidio alla disoccupazione tuot court è comunque sempre meglio dei sussidi per mantenere aperte aziende decotte. Uno spreco doppio.

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bill 16 febbraio 2009 alle 01:36

Io sono d’accordo sul non dare soldi alle imprese decotte. E infatti, l’unico che per una volta non ne diede alla Fiat fu Berlusconi. Successe che la Fiat riuscì ad avere qualche successo da sola. Quindi, figurati se ti contraddico.
Un sussidio alla disoccupazione ha senso (forse) per un tempo limitato, mentre da un lato fornisci servizi per professionalizzare certe categorie, e dall’altro controlli che la persona non rifiuti proposte di lavoro diverse. E pure le aziende devono collaborare, perchè non possono pretendere di fare utili privati e di volere soldi pubblici se sbagliano strategie (e questo vale per le grosse: le pmi di aiuti ne hanno sempre visti pochi). Gli artigiani lamentano di non trovare personale disponibile a fronte di una notevole offerta, le pmi non trovano operai qualificati, che pure cercano. Non stiamo parlando di scienziati nucleari, ma di operai. Certo, se uno si laurea in letteratura indonesiana, non sempre può pensare di fare carriera universitaria.. Sennò crei una marea di nullafacenti. In Inghilterra ha fatto scuola una donna che è sempre incinta, per non perdere il sussidio.
Aggiungo: non è aumentando il prelievo fiscale a partite iva e professionisti che risolvi qualcosa: è una teoria classista del cazzo, e spingi ad evadere le tasse. dai piuttosto vantaggi se assumono, e ringraziare..

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bill 16 febbraio 2009 alle 01:40

Dimenticavo: prima di tutto, tagli, tagli e ancora tagli alla spesa statale. Subito.

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ventomare 16 febbraio 2009 alle 09:42

Tagli, tagli, tagli, specie ai fondi per la sicurezza.
IL CASO. Tagliati i fondi per la sicurezza, bloccata la manutenzione delle vetture
“Possiamo permetterci solo il rabbocco dell’olio e il cambio delle gomme”
La polizia con le auto in garage. “A Roma e Napoli 500 mezzi fermi”

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Return 16 febbraio 2009 alle 10:18

pensi sia impossibile superare il nulla che ha lasciato Alemanno?
Pochi mesi passati a pregare, tagliare nastri, passeggiar con attori, farsi fotografare col Dalai Lama (oltereché stanziare altri 23 milioni per i campi nomadi) dimostrano che si può.
Guarda che Berlusconi gli aiuti alla Fiat li ha sempre dati, nonostante la propaganda della lega. Rinfrescati la memoria.
Di fronte al social-fascismo produttivo di Tremonti il socialismo all’emiliana pare una cosa light.
In ogni caso tutte le leggi più atroci di questi anni, dalla legge 40 allal legge antifumo a questa, sono iniziative del centrodestra, e non sono certo solo i libertari a essere scontenti, basta essere un po’ liberali (vedi Feltri). Di fronte a una politica economica che fa schifo in ogni caso, questo fa la differenza. Sarò povero, ma almeno voglio rimanere proprietario del mio corpo.
in ogni caso quando ho scritto che potrei votare Bersani volevo solo dire che mi piacerebbe votare una persona che non mi fa vergognare ogni volta che pre bocca, come Berlusconi e Veltroni (e Franceschini).

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Manuele 16 febbraio 2009 alle 23:34

@Ellegi, sull’art.18 concordi però che quella battaglia, presa cosi’ da sola, senza appunto un contorno, come tra l’altro hai accennato, non si può definire una riforma?
Sulla legge Biagi. Rileggendomi forse non mi sono fatto capire.
Quella legge purtroppo ha creato un sistema abusato di precariato. Colpa della legge? Non solo, la colpa vera è delle persone. Come sempre.
Colpa delle cooperative che hanno in appalto i servizi pubblici, colpa delle aziende…colpa di chi ha creato occupazione solo precaria, anche quando non potevano (per legge!)
L’esempio più palese sono proprio i call center. Giusto pochi mesi fa da queste parti hanno chiuso un call center perché aveva 25 ragazze a co.co.pro. Con palese abuso del mezzo, visto che non c’era progetto, ma semplice lavoro di desk. Risultato? Centinaia di migliaia di euro di multa e obbligo di convertire i contratti. Naturalmente hanno chiuso e tutti a casa.
Riguardo a “quello che succede nei paesi anglosassoni”: l’Italia ha un sistema diverso. Un sistema di emancipazione sociale diverso, ma anche un sistema di concessione dei prestiti diverso (e s’è visto) e se una coppia ha contratti precari il mutuo glielo danno solo se firma papà. E se papà non ha i soldi, se mette la firma rischia la sua casa.
Cmq questi paragoni lasciano sempre il tempo che trovano, perché poi ogni paese è diverso.
In India (per dire) questo problema non esiste. Le giovani coppie vanno a casa dei genitori di lui. Senza discussioni. E la famiglia si basa sul rapporto (spesso anche conflittuale) tra suocera e nuora.
@Bill
Tagli tagli tagli tagli alla spesa statale?
Il discorso dell’ottimizzazione della spesa pubblica è molto complesso e coinvolge direttamente l’assoluta incapacità politica degli amministratori locali e non solo, coinvolge anche la superficialità con cui i media e la gente danno giudizi sui loro rappresentanti più prossimi. Son problemi che si risolvono con i tagli? Io non credo sia la risposta, però capisco che la tentazione di tagliar tutto in queste condizioni è forte.

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ventomare 17 febbraio 2009 alle 15:43

PRO CESSO!
Il Tribunale di Milano ha condannato l’avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi
“Mills fu corrotto dalla Fininvest”
al legale inglese 4 anni e 6 mesi
David Mills
MILANO – L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.
Successivamente, nel corso del dibattimenti, Mills aveva poi parzialmente ritrattato quella versione cercando di discolpare il presidente del Consiglio. Il premier era in un primo momento imputato insieme all’avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all’approvazione del “Lodo Alfano” sull’impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Mills è stato condannato a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato). I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché valuti la testimonianza di Benjamin Marrache, uno dei testimoni nel processo.
Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un’ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del ’98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso – così come sostenuto dalla Pubblica accusa – in due processi che vedevano imputato l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian).

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ventomare 27 febbraio 2009 alle 11:19

GASPARRI REAGISCI, DI’ QUALCOSA, DI’ QUALCOSA DI SINISTRO!
Il ministro Frattini andrà a Teheran per discutere di AfghanistanL’inviato di Ahmadinejad: “Interesse a stabilizzazione la regione”
Berlusconi “apre” all’Iran
L’ambasciatore a Palazzo Chigi
Intervista al Mostafa Doulatyar: “Rafforzare sempre di più i rapporti
Il vostro Paese “può svolgere un ruolo più attivo per ridurre le tensioni”
“L’Iran è interessato a pacificare l’Afghanistan”
L’ambasciatore sottolinea l’amicizia con l’Italia

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ventomare 27 febbraio 2009 alle 12:12

27 Feb 2009
Fascistizzati
L’Oscar della Volgarità attribuito a nostro signore di Arcore, il madonno delle libertà, dal ìPetit journalî di Canal+, è qualcosa di più di un’irriverente presa per i fondelli. Ci riguarda tutti. Tutti noi italiani. Rappresentati da un abilissimo guitto della politica, in qualche modo quel premio è spalmato sul nostro Paese, sui sempiterni luoghi comuni che l’accompagnano. Ci svilisce. Ci identifica in quel maleducato che – durante una conferenza stampa congiunta, mica al bar o in una balera – allungando la mano tocca Sarkozy, lo interrompe, gli dice una battutaccia (altrove gli avrebbero risposto con un cazzotto). E’ plateale l’irritazione del presidente francese che pure non è considerato quel che si dice un aristocratico. Ma quando è troppo è troppo.
Confesso tutto il mio disagio, e un profondo imbarazzo: perchè in America hanno Obama e noi un personaggio di tal risma? Perchè da noi ìwe canî funziona alla rovescia?
Qualche giorno fa, sulle pagine di Repubblica, il costituzionalista Franco Cordero l’aveva perfettamente descritto: ìSorriso artefatto, logorrea, grammatica rudimentale, barzellette, efferate banalità, maniere arrembanti, sfrontata disinvolturaî. Spacciatore d’oppio televisivo, mentitore incallito, corruttore, falsificatore di bilanci, ìlui mesce volgarità aggressiva, ignoranza, falsa allegria, sonno intellettuale, frenesia del successoî.
E’ implacabile, il madonno delle libertà. Mentre combina sfracelli – all’estero non gliene perdonano una e fanno bene: qui gran parte della stampa e le tv in ginocchio invece lo beatificano – continua a fascistizzare il Paese, nell’indifferenza collettiva e con la complicità dei suoi alleati, perchè in cambio del loro appoggio possono abbuffarsi al banchetto del sottogoverno con spietata sistematicità. E imitare i disinvolti metodi ìpoliticiî del lidèr maximo. Non abbiamo ascoltato ieri il ministro Maroni dire alla radio e in tv, ìno alle ronde fai da teî, dopo anni di ronde incamiciate verdi che si agitavano in lungo e in largo per la Padania?
Per fortuna che c’è un po’ di giustizia, si fa per dire, anzi, sono costretto dolorosamente a dirlo, da milanista che quest’anno festeggerà 50 anni di tifo dagli spalti: ieri sera, infatti, il Brema ha liquidato il Milan dei superdivi sbattendolo fuori dalla Coppa Uefa. Un beffardo pareggio a San SiroÖOra il Milan sarà costretto a lottare duramente per mantenere il terzo posto in campionato. Immaginate il rodimentoÖma sono sicuro che tutta la colpa cadrà su Ancelotti, dirottando il malcontento delle gradinate contro l’allenatore e non su chi gli ha imposto gran parte della ìrosaî dei giocatori. Pietà l’è morta. Fascistizzata l’Italia. Fascistizzato quel residuo di cultura che c’era. Fascistizzata la percezione del mondo: nessuno più si vergogna ad essere ignorante, corrotto e volgare. Starei per dire, stanno per fascistizzare anche il Milan. Parola di un rossonero comunque.

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bill 27 febbraio 2009 alle 13:25

Caro vento, quando, ma soprattutto se, ti sveglierai dal tuo sonno forse ti accorgerai, con sgomento, che il tuo è un vaniloquio fascistoide, reazionario, supponenente. Rappresenti perfettamente tutto quello che ha rovinato questo paese: citi vecchie merde insignificanti, straparli di cultura, scambiandola con il vostro inutile, stupido conformismo, scambi i salotti degli utili idioti con il popolo, che infatti queste banalità le schifa profondamente.
Arrivi a dire cazzate sulle ronde: quelle che voi poveri culi chiamate ronde, i vostri amati sindaci le hanno istituite da anni. Non sapete neanche che cazzo fanno i vostri eletti, ma parlate, cianciate, sparate cazzate..
Ma quello che soprattutto si vede è il vostro senso della vita, basato sull’invidia sociale. Voi parlate di cultura? Voi????? Ma se i vostri kapò del cazzo, che da vent’anni ci rompono i coglioni, al massimo hanno un diplomuccio preso col sei garantito..E si desume che vi rappresentino benissimo: se uno arriva ad essere contento perchè il Milan perde (sic!), è giusto che tu sia rappresentato da un Franceschini qualsiasi.
Voi siete i veri eredi delle ideologie socialistoidi dello scorso secolo: ignoranti, ridicolmente statalisti, egualitaristi del cazzo, e soprattutto ballisti al cubo. Un tumore, che finalmente è stato messo in condizione di non nuocere. Mica da Berluska: dal popolo, che vi riconosce per quello che siete.

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Return 27 febbraio 2009 alle 13:49

fra tutti e due, grand bella caterva di luoghi comuni, complimenti

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ventomare 27 febbraio 2009 alle 14:23

Scusate, ma mi son dimenticato di citare la fonte dell’articolo che non è farina del mio sacco ma di Leonardo Coen. Il nome era scritto in modalità grafica e si è perso nell’attacchment. In ogni caso condivido parola per parola. A parte l’ultimo pezzo che riguarda il Milan del quale non me ne può fregar di meno.
http://coen.blogautore.repubblica.it/2009/02/27/?ref=hpsbsx

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Return 27 febbraio 2009 alle 14:46

Beh allora siete in 3.

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malik 27 febbraio 2009 alle 21:33

bill, non è questione di essere superciliosi intellettuali di sinistra la battuta di berlusconi fa veramente cagare perchè è proprio squallida.. va bene che a te carlà ti sta sulle palle, però essere sempre rappresentati da sto tizio così, bhò..contento te..

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bill 2 marzo 2009 alle 09:09

Già. Peccato che era una balla..ma va bene così, torniamo alle cose serie e assolutamente prive di luoghi comuni di Ret.

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ventomare 2 marzo 2009 alle 09:24

Il problema, Bill, è che tu l’hai difesa quando si pensava fosse vera.

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Ellegi 2 marzo 2009 alle 12:04

Rovesciandolo, te e soprattutto le tue amiche al parlamento europeo hanno fatto un’ignobile caciara su un fatto inesitente. Complimenti per la sobrietà.

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Ellegi 2 marzo 2009 alle 12:07

avete fatto

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Return 2 marzo 2009 alle 12:27

Ma che palle

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Ellegi 2 marzo 2009 alle 14:50

Era tanto per buttare un pò di benzina sul fuoco :).
Mica può ammorbare solo lui!

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Return 2 marzo 2009 alle 15:07

No, ma ti davo ragione Ellegi.
Il Berlusconi che “non fa favori alla Fiat” e che convoca il parlamento ad horas per la povera Eluana, in questo cataclisma economico non prende nemmeno in considerazione l’idea di riformare gli ammortizzatori sociali. Meglio continuare a dare per 800 anni l’80% dello stipendio ai licenziati Alitalia. E che facciamo fra sei mesi quando avremo milioni di persone in mezzo alla strada? Gli diamo la social card, magari.
Frattini apre all’Iran. Nessuno della maggioranza che dica bah. Del resto il livello di autonomia intellettuale l’avevamo già vista nel caso Englaro. A proposito: 53 parlamentari trovano un po’ troppo progressista il ddl Calabrò, ne vogliono uno che proibisca del tutto il testamento biologico. In campagna elettorale dicevamo che c’erano troppi clericofascisti fra i candidati del PdL, ma ci dicevano che erano giusto un paio qui e là, come Ciarrapico. Infatti, si vede: appena più a destra c’è Mugabe. Il Santo Padre continua a nominare vescovi impresentabili come quello di Graz, che ha salutato Katrina come una punizione di Dio. Complimenti. Se fosse successo in Italia avrebbe avuto l’intero parlamento a difenderlo. In compenso la diplomazia vaticana non perde un colpo quando si tratta di sottrarre alla giustizia nazisti genocidi, purché cristiani.

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Ellegi 2 marzo 2009 alle 15:55

Paradossalmente, lo sai che le uniche riformicchie che avremo le farà Berlusconi? Le annacqueranno nel peggior costume democristiano, ma saranno le uniche che vedremo. Comunque scordati qualsiasi riforma nel senso di andare in soccorso dei lavoratori invece che delle imprese.
L’autonomia intellettuale nel PDL è inesistente perchè solo con la fine di Berlusconi si assisterà ad una lotta vera. Sarà fatta dalle varie oligarchie che sono dentro il PDL e sarà senza esclusione di colpi, con scissioni, giornalate e mi aspetto qualche intervento dei nostri baldi magistrati (che naturalmente si accoderanno alla cordata vincente con mazzate agli sconfitti). Comunque vada, per il PDL non ci sarà altro futuro che quello di un partito confessionale. E sarà un partito di ayatollah. Casini in confronto ci sembrerà un onesto laico. Ma forse ce li meritiamo davvero.

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bill 2 marzo 2009 alle 23:54

Certo che ve li meritate. Perchè sostenere una proposta scema come quella del salario di disoccupazione (questo voleva dire “una riforma che vada in soccorso dei lavoratori invece che delle imprese? Che robaccia..) , sempre, ma a maggior ragione adesso, vi farebbe meritare ben di peggio.
Sarebbe bellissimo dare i soldi non alle imprese, ma ai lavoratori? Ma se le banche non aprono i rubinetti del credito, come fanno le imprese a lavorare? E i lavoratori dove cazzo lavorerebbero se le imprese chiudessero, così, per sapere? Dov’è il tesoretto con cui mamma stato dovrebbe fare beneficenza? E poi a chi?
Invece di dire cazzate, accorgetevi magari che ci sono a disposizione 12 miliardi di euro per gli amortizzatori sociali.
E magari, guardando solo a due anni fa, quando ai precari hanno pure aumentato le trattenute quei coglioni che adesso chiedono un gratta e vinci generalizzato, non vi viene il dubbio di essere alquanto ridicoli?
Ma poi, per curiosità: chi le dovrebbe fare le riforme? Chi se ne va in mezzo a quattro ottuagenari a fare il giuramentino del cazzo? O quello sceriffo del piffero? Non so, fate voi..
Vento: il problema è che, nonostante gli sforzi per dimostrarvi fessi, è tutta energia sprecata. Sappiamo già cosa siete.
Ret: ho capito che la tua attuale ragione di vita è dare addosso alla chiesa. Non dico mica che non abbia delle ragioni. Non puoi neanche pretendere che tutti abbiano le tue priorità, però.
E ti dirò di più: sono arrivato alla conclusione che aveva ragione Panebianco. Fare l’ennesima legge, l’ennesima intrusione dello stato nella vita delle persone, mi sono convinto sia una cazzata. Meglio far fare alle persone interessate secondo le proprie volontà, caso per caso. come avviene tuttora. So che ho sostenuto la necessità di una legge: sbagliavo.

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Ellegi 3 marzo 2009 alle 01:15

Bill, dare soldi alle imprese non mi sembra abbia giovato un granche’: gli agnelli si prendevano i profitti e ci scaricavano addosso le perdite. Non mi e’ mai sembrata una idea geniale, ma forse e’ un’impressione mia. Con i soldi che si sono presi, i debenedetti e grandissimi imprenditori nostrani, gli operai licenziati ci campavano di rendita fino alla pensione.
La boutade di franceschini non c’entra un cazzo con quello che ho sostenuto da sempre, anche un mesetto fa: il governo deve fare una riforma seria del mercato del lavoro. E non significa solo dare i soldi al lavoratore, ma riqualificarlo. Pensi che ci costi molto di piu’ che mantenere qualche azienda decotta?
Panebianco dice una cazzata, perche’ acol cazzo che ora ognuno decide secondo le proprie volonta’. Ti ricordo che siamo in italia. La mia decisione me la caccio se viene fatta rispettare dopo 20 anni. Si muore prima di morte naturale.
Poi ti vorrei anche far notare (sempre per il fatto che siamo in italia) che comincerebbero a far spuntare un po’ di obiettori, se la tua volonta’ si riesce a farla applicare dopo i venti anni. E la tua volonta’ col caso che la fanno rispettare. Mi spieghi dove sta il problema di una legge che dica chiaramente che, al verificarsi di detrminate circostanze, io possa decidere di non essere alimentato con un tubicino? L’intrusione dello stato e’ pesante con la legge di merda che vorrebbero far passare.

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Ellegi 3 marzo 2009 alle 01:26

Le imprese decotte chiudono da sempre perche’ e’ un’inutile spreco di risorse. In compenso, se quelle risorse le impighi per una ricerca all’avanguardia e per riqualificare quelle persone licenziate dalle vecchie aziende, forse quei soldi sono spesi meglio. Altrimenti e’ meglio se li assume lo stato direttamente, a meta’ gli fa scavare le buche e all’altra meta’ gliele fa ricoprire. Cosi’ almeno ci risparmiamo il mantenimento di quelle facce di cazzo.

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Return 3 marzo 2009 alle 09:21

Direi piuttosto che la ragion d’essere della Chiesa, e dei politici, sembra essere quella di fare addosso a me. Ergo cerco di difendermi.
Se ben ricordi quando Prodi alzo i contributi agl’i atipici io comprai una mortadella e la riempii di spilloni. Ma chissene forte di franceschini, il punto non è lui, è che il governo tanto più ora, deve riformare l’assistenza sociale. Serve adesso, xchè la crisi moltiplica le iniquità.

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ventomare 11 marzo 2009 alle 10:59

Intanto adesso l’INPS ha 10 miliardi di euro di surplus e può pagare il 550% in più di cassa integrazione. Non era normale che il datore di lavoro di un atipico dovesse avere degli svantaggi oltre al vantaggio di assumere una persona a tempo determinato? altrimenti che motivo c’è di asumerne uno a tempo indeterminato?
————————————-
A proposito di Franceschini. Il ragazzo mena e ve l’avevo detto: Franceschini contro Berlusconi
“Non so se ridere o piangere”, Il leader Pd ironico sulla proposta del Cavaliere per il voto dei soli capigruppo: “Vuole votare solo lui spingendo un tasto dal suo ufficio?”.

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ventomare 11 marzo 2009 alle 11:09

Bello, mena mena! :)
FRANCESCHINI, NON ONESTO CHE BERLUSCONI FINGA OTTIMISMO
Berlusconi non e’ ottimista. Finge di esserlo e non penso che questo sia onesto ne’ corretto”. E’ quanto afferma Dario Franceschini, a ‘Unomattina’, criticando le esortazioni all’ottimismo che giungono dal presidente del Consiglio per contrastare la crisi.

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bill 11 marzo 2009 alle 17:59

Ellegi, mi spiego meglio. Non sono affatto perchè lo stato finanzi i grandi gruppi, perchè i soldi dello stato sono i NOSTRI soldi, e non vedo chi lo autorizzi a finanziare i suoi amici.
Onde per cui, le cose da fare sostanzialmente sono due: tagliare le tasse e tagliare la spesa pubblica. E’ poi il mercato, cioè i consumatori e le imprese, che deve decidere come investirle, non certo un qualche burocrate del menga, che sia di destra, di sinistra, di sopra o di sotto. Per un semplicissimo motivo: la spesa pubblica distoglie capitali dal mercato per, nel 99,99% dei casi, impiegarlo (male) in cose che il mercato non chiede. Vuoi un esempio per far felice Vento? Il ponte di Messina. Così come il salario per i disoccupati, che rimane una cazzata abnorme.
Siccome in realtà tutti gli stati del mondo tendono ad ampliare il loro potere invece che levarsi semplicemente dalle palle, questo non avviene da nessuna parte (l’unica volta che avvenne per un certo periodo fu con Reagan e la Lady di ferro). Cosa fanno invece? Grandissima spesa pubblica e nazionalizzazioni. Come li finanziano? Col debito pubblico e stampando moneta in quantità enorme. E tutto questo è un pannicello caldo, mentre da qui a poco tutta questa carta produrrà un’inflazione mostruosa. e i tassi bassi produrranno altri investimenti sbagliati e altre bolle. Basta guardare il Giappone, mica fare voli teorici: è tutto dannatamente reale.
PS. L’avanguardia politico culturale del paese, cioè l’amato Franceschini, se ne è uscita oggi con l’ennesima cavata di ingegno: una tassa una-tantum sui redditi alti. Complimenti per l’acutezza intrinseca nella proposta.

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bill 11 marzo 2009 alle 18:06

E Bossi pare sia d’accordo. Evvai con la rivoluzione liberale! Io, già che ci siamo, istituzionalizzerei anche l’ antico esproprio proletario. Tutti tesi allo sviluppo, maggioranza e opposizione. Un quadro desolante..

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Ellegi 11 marzo 2009 alle 19:10

Sul male che fa lo stato distogliendo capitali produttivi, con me sfondi una porta aperta. Quello del salario ai disoccupati è una cazzata se non è accompagnato da una riforma globale del mercato del lavoro. Il problema del governo è che non fa niente. Si muove con proclami e poi fa retromarce clamorose. Parli una volta e lo faccia con cognizione di causa. Senza ritornare indietro tutte le volte, che fa solo figure di merda.
Ma che commenti ancora le battute del vicedisastro?

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Return 11 marzo 2009 alle 22:12

Pure maroni d’accordo. Anzi, rivendica una sua vecchia iniziativa analoga sulle pensioni d’oro.

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Ellegi 11 marzo 2009 alle 23:50

Dovrebbero pensare a sprecare meno soldi invece di fare battute demagogiche ad uso e consumo dei soliti fessi.

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Return 12 marzo 2009 alle 11:18

Tipo i 450 milioni per il referendum che “accorparlo creerebbe solo onfusione negli elettori” (Chicchitto)?

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Ellegi 12 marzo 2009 alle 23:25

per esempio.

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