Stupro di Capodanno: perchè non andavano dati gli arresti domiciliari

Luigi Ferrarella spiega perchè, secondo lui, la custodia cautelare nei confronti dello stupratore della ragazza violentata bestialmente a Capodannno, sia una misura equa:
“La custodia cautelare in carcere, invece, è solo uno strumento utilizzabile dai magistrati, per un limitato periodo di tempo e se ve ne sia motivo ricavato da specifici elementi, per tutelare la genuinità delle indagini dal pericolo di inquinamento delle prove, per neutralizzare il pericolo che l’indagato fugga, per contenere il rischio che ricommetta il reato
Tre esigenze cautelari che, nel caso dell’indagato romano (reo confesso, incensurato, facilmente controllabile nell’abitazione dei genitori) il pm ha valutato soddisfatte già dagli arresti in casa in attesa del processo”
Ferrarella non deve aver letto molto, riguardo questa vicenda, altrimenti saprebbe che
1. il reo “confesso” è diventato confesso dopo venti (20)giorni in cui si è ben guardato dal recarsi dai carabinieri


spontaneamente
Non solo: la confessione è giunta dopo forti pressioni, interrogatori e quando c’è statal’autorizzazione per il prelievo del DNA.
Questo, per Ferrarella e per il GIP si chiama “confessione spontanea” degna di ricevere i domiciliari
2. Il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare disegna il profilo del ragazzo, indicandone una “rilevante capacità criminale, sintomatica di evidente pericolosità e inaffidabilità del soggetto” il quale si è accanito sulla ragazza “con modalità talmente violente da suscitare particolare allarme nella collettività e turbare finanche il suo autore, come dallo stesso dichiarato”
Il Gip evidenzia anche “il rischio di recidiva specifica, desumibile dalle modalità fattuali della condotta, che denotano una specifica propensione dell’uomo alla violenza fisica e un’incapacità di contenere gli impulsi”, quindi “il pericolo di reiterazione specifica e il rischio di nuovi atti di violenza alla persona”
Su queste basi, e con il conforto che il ragazzo ha una famiglia che ha condannato il suo gesto, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Ferrarella dice che “il compito dei magistrati non è lanciare ´messaggiª sui ´fenomeniª, e nemmeno produrre ´esemplaritàª, ma giudicare singole persone in casi concreti”
Appunto, e questo mi sembrava il caso

di Losciacallo il 27 gennaio 2009 in Giustizia · 6 commenti

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Giovanni Fontana 28 gennaio 2009 alle 20:20

Ma, ipotizzando che i fatti siano invece quelli che dice Ferrarella, il giudice avrebbe fatto bene?

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Rolli 28 gennaio 2009 alle 21:31

Non sono quelli di Ferrarella, e non potrebbero esserlo comunque: se violenti una persona non capisco su quali basi si possa decidere che non lo rifarai. Non è come quando guidi e per un accidente metti sotto qualcuno; quando violenti non c’è raptus, non c’è “caso”, non c’è disattenzione, ma volontà precisa. Manca quindi un elemento

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elofoolish 29 gennaio 2009 alle 08:44

tra l’altro vorrei far notare come la faccia dello stronzetto italiano di buona famiglia sia mistificata nelle foto, mentre quella del romeno no.
perche?
hanno tra l’altro la stessa eta’ e commesso il medesimo reato.

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elofoolish 29 gennaio 2009 alle 11:27
elofoolish 29 gennaio 2009 alle 12:09
elofoolish 29 gennaio 2009 alle 15:15

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