A Capodanno ha stuprato, insieme al branco, una ragazza, con una violenza definita “feroce” dai sanitari che hanno curato la vittima.
Non si presenta spontaneamente in questura e solo dopo essere stato individuato dalle forze dell’ordine, messo sotto pressione per giorni e giorni, confessa il crimine (forse “crimine”, per i nostri giudici, è una parola troppo grossa; “marachella” deve essere più adatta).
Il Gip lo scarcera e lo mette agli arresti domiciliari per “buona condotta giudiziaria”
L’occhio benevolo della giustizia per gli stupratori
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Oh, com’è più sicura Roma, ora! E meno male che Alemanno si sta occupando solo di sicurezza.
Berlusconi: “Declplicheremo il numero di soldati nelle città” Manco Petrolini sul palco teatrale.
Certo. Il ragazzo ha assicurato che voleva violentare quella e solo quella ragazza. Quindi non c’è il pericolo di reiterazione del reato. Già i domiciliari sono una misura eccessiva. Dovrebbero invece dargli un assegno statale per rieducarlo, poverino.
in questo stato fascista, l’attenzione verso la violenza delle donne solo di questo livello puo’ essere.
sventolata in campagna elettorale, manifesto della destra, e poi passata nel dimenticatoio.
i giudici, uomini, del resto non fanno eccezione.