Il pettirosso di Gino Paoli e la “pietas greca” per i pedofili

Suscita grande clamore la canzone “Il pettirosso” di Gino Paoli, brano contenuto nel suo ultimo cd.
Certo, possiamo scomodare ogni cosa, la libertà di espressione, la libertà contro la censura, l’”arte senza costrizioni” e via così, resta che il testo della canzone non è nè delicato nè di denuncia, rasenta invece la giustificazione della pedofilia.
Dove sono la sensibilità e la denuncia nella descrizione di una bambina “donna di unidici anni e mezzo” che si alza (quindi volontariamente, intende Paoli) “la gonna per saltare il fosso”?
E dov’è la condanna dell’uomo anziano che le si butta addosso per violentarla (ma forse no, visto che la gonna, come ha scritto Paoli, se l’è alzata volontariamente,la donna-bambina?), se questi viene descritto delicatamente come “un bambino” di settant’anni?
E ancora dove sono denuncia, sensibilità, orrore per il pedofilo, se l’uomo muore di infarto (e ancora Paoli ci delizia con un accostamento romantico con il primo amore), mentre tenta di portare fino alla fine la violenza sessuale, e la bambina gli accarezza compassionevole il viso?
E’ un testo tutto incline alla comprensione verso il pedofilo, “bambino”, cattivo certo, ma meritevole di perdono e compassionevole tenerezza, che va con la bimba, all’inizio curiosa e consenziente.


Gino Paoli asserisce che il brano nasce “dalla pretesa di umanità per tutti e due i protagonisti, anche del mostro” e ci propone la sua idilliaca lettura del violentatore, inteso come “un borderline che non sa cosa è bene e cosa è male”
“Lo stupro” – ci erudisce – “non si consuma fino in fondo, il vecchio ha un attacco di cuore mentre tenta la violenza e la bambina che lo vede a terra morente prova pietà invece di odio, anche perché priva di sovrastrutture”
E scomoda anche la “pietas greca”, indicandoci la via: “la comprensione invece della condanna: solo così in una società si evitano gli sbagli nel futuro. Dovrebbe insegnarci molte cose, se guardiamo agli ultimi avvenimentiî.
Quali avvenimenti, di grazia? i bambini stuprati e uccisi dei quali purtroppo è pieno il nostro Paese? O i ragazzini violentati da preti e familiari, che vivono con il loro macigno, un dolore terribile che non guarirà mai totalmente?
Devono donare comprensione ai loro violentatori, perchè questi in fondo, poverelli, non sanno cosa siano il bene e il male?
Brutto modo di invecchiare, quello di Gino Paoli, repellente, direi
La commissione bicamerale per l’Infanzia ha deciso di ascoltare il cantautore, nell’ambito di una indagine conoscitiva sulla pedopornografia.
Mi sembra una stupidaggine, ma questo non rende migliore il brano
Il pettirossoGino Paoli
Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant’anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos’È bello e cos’È brutto
e l’afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c’era paura e c’era male.
E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare

di Losciacallo il 24 gennaio 2009 in Opinioni · 99 commenti

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stalker 25 gennaio 2009 alle 10:37

Diventerà il nuovo symbolum.
PS. Perché “il pettirosso”?.

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Giancarlo 25 gennaio 2009 alle 14:18

A me sembra un’operazione pubblicitaria studiata a tavolino. Poi non gli darei troppa importanza, trattasi di canzonette. Invece non sottovaluterei quella che tu definisci stupidaggine, che magari va a finire che per legge imporranno di mettere i braghettoni ai putti sui quadri.

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Rolli 25 gennaio 2009 alle 14:42

Guarda Stalker, ho pensato anche io a quel titolo, e faccio finta di non credere che si riferisca alla leggenda del pettirosso che tolse la spina alla corona di Cristo, rimanendo poi macchiato di sangue, perchè altrimenti dovrei prendere a calci nei denti Paoli finchè non li sputa tutti

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Rolli 25 gennaio 2009 alle 14:49

No, non penso metteranno i braghettoni ad alcunchè, ma guarda che far passare un messaggio come quello di ‘sta schifezza non è esattamente una buona operazione, di questi tempi

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Giancarlo 25 gennaio 2009 alle 15:09

Penso che se non ci fosse stato battage pubblicitario, il messaggio non sarebbe passato per il semplice motivo che Paoli non è esattamente l’idolo delle folle. Sarebbe stata una canzone in un cd che vendeva un minimo di copie: non ce la vedevo in testa alle classifiche, prima di questa pubblicità. Poi sulla materia io ho tantissimi dubbi ma a seguire la stessa logica, bisognerebbe mettere all’indice Lolita che ha avuto una platea ben più ampia. Quando l’ho letto è stato un pugno allo stomaco, ma non sono diventato pedofilo per averlo letto.

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British Bulldog 25 gennaio 2009 alle 16:15

sara che a me paoli le poche volte che ho avuto la disgrazia di sentirlo mi ha sempre fatto venire il latte ai ginocchi (fra lui e battisti non so chi sia il peggiore) -Ma effettivamente devo dare un po ragione a giancarlo cioè se non leggevo qui Rolli, ,e il relativo cancan pubblicitario che sta sorgendo ,almeno io
manco avrei nemmeno saputo dell esistenza della sudetta canzone — azzo ero perfino convinto che Paoli fosse morto

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ventomare 25 gennaio 2009 alle 16:20

Rolli, la gonna se la alza per saltare il fosso, volontariamente, certo, ma mica per tentare il violentatore. Per farlo con comodità. Possibile che pensi che Paoli abbia volutointendere qualcosa di diverso, se poi alla fine proprio alla bamina concede la pietas inconsapevole verso il vecchio?
Certo che bisogna avere pietà anche per chi violenta, perché nella stragrande maggioranza dei casi sono stati violentati.
Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.
Non si può certo dire questo alle vittime, e certo non si può considerare l’affronto all’infanzia incosapevole come uno dei peggiori abusi, ma almeno psicologi e poeti facciamolo dire.
Io non la conoscevo questa canzone ma è di una grandissima intensità. Le cose sono più complesse di come appaiono. Altrimenti torniamo al concetto che i mostri sono sempre gli altri, ed invece una parte del mostro alberga dentroognuno dinoi.
Vedi le mamme he uccidono i figli.

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Rolli 25 gennaio 2009 alle 16:31

Ah! si alza la gonna per farlo con comodità
Questa la incornicio
Se ti dovessero violentare fammi sapere, circa il perdono, che fare i froci con il culo degli altri rende molto poeti

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ventomare 25 gennaio 2009 alle 17:26

Rolliiiiiiiiiiiiiiiiiiii, per saltare il fosssooooooooooooooooooooooooooooooooo.
Si è alzata la gonna per saltare un fosso, la comodità è per saltareeeee. Ma sei dura come un sanpietrino.
Allora il vecchio l’ha vista scoperta e si è eccitato. Ma lei ha fatto un atto tipoco da bambina. E letterale non va interpretato quel verso.Il fosso non è simbolico, non è il fosso della sessualità, è un fosso vero, una buca sul terreno.

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Rolli 25 gennaio 2009 alle 17:38

Non ne sono convinta, Vento, perchè non ci sarebbe consecuzione
Se io ti prendo e ti violento senza nessun precedente contatto prima, col piffero che il violentato, nemmeno santa maria goretti, se schiatti prima di farcela a portare avanti la tua violenza, ti accarezza il visino
Se la dà a gambe levate terrorizzata, anche a cinque di anni
e’ volutamente ambiguo; Paoli: leggila bene

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Carlo Ponzio 25 gennaio 2009 alle 18:36

Che scandalo! Parlate piuttosto di come muiono i bambini a Gaza.Italiani psicofrenici e malati …Il sesso non ha età

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ventomare 25 gennaio 2009 alle 18:39

ma quale ambiguo, la bambina carezza il bambino, il bambino stanco di giocare, il vecchio, conserva la stessa eccitazione del primo amore, e non è mai cresciuto.
il testo è di una grande sintesi poetica e ci dice e ci rappresenta:
1. la spontaneita del verso della bambina, un verso che avremo tutti visto mille volte. la bambina che non si cura di farsi vedere lemutandine e pensa a non cadere, che è anche femminilità certo, perché è sapienza, è eleganza, che poi si ritrova nele donne grandi. Nelle donne grandi quella sapienza produce sensualità. I bambini non mettono la gonna e non sanno farlo.
2. il verso, il movimento, che essendo elegante e caratteristico delle bambne ispira sensualità, ma nel vecchio non crescito mescola infantilismo a sessualità repressa, a trauma vissuto su se stesso. Il trauma che l’ha inchiodato ad un’età psichica di 5 anni.
e altre cose.
la rappresentazione, ovviamente è lirica, spesso è vero i bambini si comportano come dici tu fuggono, ma spesso, invece vengono attratti dalle persone adulte che conservano dei forti tratti di infantilismo.
Comunque, più la rileggo e più è bella.

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British Bulldog 25 gennaio 2009 alle 19:41

Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.
Ventomare al riguardo su questo punto ti suggerirei di andare a leggerti Andrew Vachss in “Nato Sotto una cattiva Stella”
uno che di queste cose se ne occupato per anni,,/

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Return 25 gennaio 2009 alle 20:16

Ormai è al livello dei Baci Perugina

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Rolli 25 gennaio 2009 alle 22:07

Lirico, oserei dire

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British Bulldog 26 gennaio 2009 alle 00:22

Non e per cattiveria Ventomare ma allora seguendo il tuo ragionamento un Serial Killer e stato a sua volta vittima (mancata per ovvi motivi ) di un altro Serial Killer Intendiamoci ce una buona dose di probabilita che le condizioni da te esposte rendano la vittima un domani carnefice -non la sta escludendo a priori Ma e altrettanto vero che nella stessa maniera ci sono altretante possibilita per l opposto-Cosi come chi e venuto fuori da situazioni (se mi passate il termine) di merda non deve necessariamente diventare a sua volta una merda -
-in parole povere il discorso da te fatto
Non esiste cattiveria che non nasca da cattiveria. Nessuno può ensare che dietro ad un violantatore ci sia qualcosa che non sia distruzione e disperazione.
–non è assolutamente una certezza matematica -

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aldo 26 gennaio 2009 alle 00:39

Credo che si tratta di una brutta canzone con un brutto messaggio. Nessuna bambina con solo undici anni e mezzo è già una donna. Solo che vedendola così, come una donna, si può giustificare l’atto di pedofilia. Il fatto che l’abuso non sia stato compiuto si deve solo alle circostanze, alla morte del pedofilo. La “pietas” finale, alla quale allude Gino Paoli è per trasformare in un semplice, inocente, allegro gioco, un atto violento.Fa pensare che l’abbia scritto un anziano.

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LR 26 gennaio 2009 alle 01:28

E’ anche troppo generoso parlare di arte e libertà di espressione. Non stiamo parlando del Ratto di Proserpina del Bernini, ma di uno stupidissimo testo da quinta elementare con le rime baciate… Cuore-Amore, da non crederci. Sembra scritto da Jovanotti.

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 09:39

se dentro al pedofilo violentatore c’è disperazione e distruzione sono (ormai) un po’ cazzi suoi.
io questa canzone non la trovo poetica per nulla, ma anzi patetica. E se Paoli vede nel settantenne bambino stanco se stesso che non riesce a rivelare andasse a farsi curare. Ma da uno bravo.
Sarà anche un grande poeta, ma questo testo è una schifezza.
Non voglio manco lontanamente pensare a un’aura di giustificazione artistica e poetica a un reato gravissimo.
Altrimenti non siamo meglio di Berlusconi che vuol mettere un poliziotto dietro a ogni bella ragazza, saremmo ugualmente idioti.

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maridimau 26 gennaio 2009 alle 11:54

I pedofili non sono necessariamente persone che hanno subito violenze da piccoli, molti sono solo alla ricerca del proibito perché il sesso “normale” non li eccita più, amano sopraffarare il prossimo ma non sono capaci di farlo con altri adulti perché frustrati e insicuri, così si sfogano con bambini indifesi.
Questa canzone è non solo brutta, ma la descrizione del vecchio bavoso come “un bambino stanco di giocare” è davvero ripugnante. Viene da pensare che Gino Paoli, che ha la stessa età del suo protagonista, abbia provato un’attrazione perversa e ora tenti inconsciamente di giustificarsi. Il guaio è che con tutta questa pubblicità risucirà pure a vendere un sacco di cd. E’ ora che anche i cantanti vadano in pensione.

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ventomare 26 gennaio 2009 alle 12:09

BB, grazie a dio, non tutti quelli che subiscono cattiverie poi ne agiscono, anzi è una ristretta minoranza. Gli acting-out fortunatamente sono pochi rispetto alla diffusione degli stati psicotici, borderline o anche nevrotici, per i casi più leggeri di forme di “cattiveria”. Possiamo intendere come “cattiveria” anche forme di passività o di attività molesta. L’io di solito fa un ottimo lavoro di contenimento.
Se vogliamo parlare chiaro, si tratta di dividere il concetto della responsabilità individuale, dalla responsabilità psichica ed in ultimo la responsabilità sociale.
La responsabilità sociale è quella del corpo collettivo sullo sviluppo sano e potenziale del singolo individuo.
La responsabilità familiare quella del corpo sociale ristretto legato da vincoli di parentela e di sangue, dei doveri di assistenza ed educativi, in particolare riferiti ai rapporti genitoriali di cura dei figli
La responsabilità psichica è quella dell’io. Cioè la responsailità che l’individuo è in grado di esercitare su se stesso. Ovviamente influenzata dalle due responsabilità precedenti e dalla condizione organica dell’individuo stesso.
La responsabilità individuale è quella che ti fa rispondere legalmente e alla collettività dei tuoi atti. Cioè, hai infranto la legge e paghi. Di solito è molto difficile valutare nel concetto di responsabiità individuale l’impatto della responsabilità psichica, quando quest’ultima è inficiata da forme patologiche che ne limitano l’esercizio.
Si potrebbe aggiungere la responsabilità storica o verso il corpo sociale, per quei soggetti che esercitando controllo di potere, di solito non vengono puniti secondo la legge ordinaria perché la controllano.
E’ evidente che quando parliamo e commentiamo, decidiamo di scegliere il piano di responsabilità rispetto al quale fare le nostre considerazioni e critiche. Spesso si sceglie di omettere nelle considerazioni la responsabilità prichica per il fatto che affrontarla è complicato. Molto più semplice essere trancianti.
Però, dicevo nel primo commento, lasciao lmeno ai poeti la pietas e agli psicologi di giustificare le ragioni dei malati psichici.
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Quello che si chiama “il male” e che viene esercitato tra individui, o addirittura dall’individuo su se stesso, nasce da mancanza totale o parziale di comunicazione di amore. Da danni più o meno profondi di tipo psichico causati da un passaggio di dolore irrisolto da una persona al proprio figlio, in genere. O da esperienze traumatiche non gestite. Poi c’è chi è organicamente più resistente e chi meno, che è soggetto a tare.
Il male è un blocco psichico che impedisce all’individuo uno sviluppo sano e responsabile. Il male è l’incapacità di comunicazione, di far circolare la linfa dell’amore. l’incapacità ad esempio di un genitore, a sua volta portatore di dolore di riuscire a soddisfare le esigenze di un figlio, e le frustra, provocandone a suavolta, di solito incosapevolnente, ferite psichiche, più o meno profonde.
Le cose sono più complesse di come spesso ci conviene semplificarle. Semplificazioni che entro certi limiti sono sane. Non ci possiamo caricare di problemi di tutti, ed in fondo non sarebbe nemmeno utile gisustificare tutto. Le vie della guarigione e della crescita infatti passano anche attraverso un sano scontro tra individui ed una critica diretta ai comportamenti delle persone.
Entro certi limiti, cioè quando il danno psichico non lo consente, non consente se non curato di imparare dalle critiche.

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 14:10

quindi ventomare se un pedofilo violenta una delle mie due bambine io devo comprendere che sia perché non gli circola la linfa dell’amore?
come ti è venuta questa perla?

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ventomare 26 gennaio 2009 alle 14:38

Non t’ho mica chiesto a te di comprendere, tanto per iniziare, e poi non dico che un pedofilo deve essere lasciato libero di nuocere.
Però esistono delle politiche repressive e preventive che non possono non tenere conto delle realtà psichiche.
E’ lo stesso discorso della pena di morte: esiste il dolore ed il desiderio di giustizia e di vendetta delle vittime, ed invece le politiche di uno stato, e le ragioni e le motivazioni profonde di un comportamento ed i conseguenti atti.
Se ci si pone come obiettivo quello del miglioramento reale una società e dell’uomo, non ci si può solo far guidare dall’istinto ma dalla faticosa e lenta comprensione della realtà.

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 15:05

tanto per chiarire, IO non ho gli strumenti per comprendere, e complimenti a te che li hai, evidentemente. Ammetto di aver parlato soprattutto come madre di due bambine piccole, il cui enorme terrore sta principalmente nel considerare che il reato di pedofilia, insieme a quello di violenza sessuale, è trattato, in Italia, con due modalità differenti a seconda che si stia molto a destra o molto a sinistra, ma con identico esito: il disinteresse nei confronti delle vittime, e la tolleranza, a livello quasi di pacca sulla spalla, nei confronti dei carnefici.
il concetto alla base è che, al di là dell’umana comprensione, della pietas greca, se non ci metti vicino anche una sana politica di esemplare punizione, non si arriva da nessuna parte.
Me ne sbatto, ti dirò, che il pedofilo abbia problemi di circolazione amorosa, per quello ci sono gli psichiatri: vorrei solo che nel loro caso la giustizia fosse ferrea, se non altro per interrompere il circolo vizioso di persone con problemi di linfa amorosa che mal circola…

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ventomare 26 gennaio 2009 alle 15:12

purtroppo, cara la laura, spesso l’inconscio malato è più forte della legge e le punizioni esemplari servono spesso solo a tacitare la pubblica opinione e le sue paure.
ripeto, le persone socialmente pericolose devono essere messe nella condizione di non nuocere, questo però non ci esime di comprendere le motivazioni profonde di certi comportamenti, per tentare delle soluzioni ed indicazioni sociali, a volte di maggior efficacia che le punizioni esemplari.

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 15:15

le quali soluzioni sociali in cosa dovrebbero consistere, quindi?

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stalker 26 gennaio 2009 alle 15:58

C’ho pensato. Ma non è che pettirosso si riferisce al pene?
Pettirosso = Il pettirosso è un piccolo uccello cantore europeo molto comune. Pur avendo dimensioni ridotte è conosciuto per il suo comportamento spavaldo. » di aspetto paffuto e senza collo. Gli adulti hanno il petto e il fronte colorato di arancio.
Diamine ventomà, sta canzone è di una finezza. Come dicevi “grande intensità”.
Poi mi chiedevo: perché sceglie proprio gli 11 anni e mezzo? perché non 12? Quello dell’età della bambina è l’unico verso senza rima (tutte le altre sono in -osso). Ma… speriamo che non sia una confessione.

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ventomare 26 gennaio 2009 alle 16:39

Gino Paoli da Fabio Fazio
´Macché perdono, è pietàª
25 gennaio 2009
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CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA ´Non si applaude un pedofiloª. Entrando negli studi di ìChe tempo che faî, il cantautore genovese, 74 anni, ha risposto così al benvenuto del pubblico
´Non si applaude un pedofiloª. Gino Paoli non ha intenzione di girarci intorno. La polemica sulla sua canzone ìIl pettirossoî, contenuta nel nuovo album ìStorieî, ha fatto il giro dell’Italia mediatica e politica. Per questo ieri, entrando negli studi di ìChe tempo che faî, il talk show di Fabio Fazio su Raitre, il cantautore genovese, 74 anni, cinquanta di carriera nel 2009, ha risposto al benvenuto del pubblico con un sorriso un po’ amaro, facendo capire da subito di essere pronto ad affrontare le accuse di avere scritto una canzone che sembra un po’ troppo ìcomprensivoî nei confronti dei pedofili.
Il caso-pettirosso è noto: il brano racconta di una bambina di 11 anni che subisce un tentativo di stupro da parte di un uomo di settanta. La violenza non viene consumata fino in fondo solo perché l’anziano muore di infarto nel tentativo. A questo punto, il corpo senza vita del vecchio suscita, ed è questo l’aspetto più controverso, la pietà della bambina che ne accarezza il volto, descritto come quello di ìun bambino stanco di giocareî.
Furiosa e dai toni accesi a questo punto la polemica, comprese le bacchettate dell’Osservatorio sui diritti dei minori nei confronti della presunta ìindulgenzaî di Paoli verso uno dei fenomeni più allarmanti dell’età contemporanea. Fa ancora più clamore però la convocazione da parte del Parlamento: il cantante è stato invitato a comparire di fronte alla Commissione bicamerale per l’infanzia presieduta da Alessandra Mussolini. Non per una questione di censura, si dice, ma per dare spiegazioni, dato il timore degli effetti che può avere il testo di una canzone sulla psiche collettiva.
Per il momento Paoli non risponde all’invito della commissione, ma accetta di parlare del caso nell’unica trasmissione che ritiene aperta e priva di tentazioni dietrologiche: quella di Fazio appunto, che nella puntata di stasera ospiterà Carla Bruni in arrivo dalla Francia, divenuta ormai una specie di palcoscenico televisivo per eccellenza dell’attualità e dell’agenda della politica italiana, oltre a una fortissima presenza di celebrità straniere della cultura e dell’arte.
´Cominciamo a dire una cosa: io credo nelle domande, non nelle risposteª dice Paoli al conduttore che gli chiede di spiegare il brano incriminato ´un uomo decente deve porsi delle domande, e di solito si risponde con altre domande. Quelli con le risposte in tasca, nella mia esperienza spesso sono dei poco di buono. Per questo io coltivo i dubbi, non le certezzeª.
Una cosa però, il cantautore ci tiene a chiarirla in fretta: ´Non so perché si è parlato di ìperdonareî i pedofili. Io nella canzone non parlo mai di perdonoª. E dopo aver letto tutto il testo a titolo di conferma, prosegue: ´Quello di cui si parla qui è la pietà. Io ho pietà per i vinti. Anche per quelli che hanno fatto le cose peggiori: quando uno è a terra io non lo prendo a calci in faccia. Fa parte della mia natura. Forse è questo che ha provato la bambina del ìPettirossoî, la pietas che a noi riesce così difficileª.
Sul fatto che la pedofilia sia un crimine dei più odiosi, Paoli si dichiara d’accordo: ´Il vecchio della canzone è chiaramente un matto, ma cosa dobbiamo fare dei matti? C’è anche in loro un’umanità che va capita: non per giustificare o per perdonare. Si fa in fretta a condannare senza capire, ma capire serve a evitare che certe cose si ripetanoª. Ma perché proprio la pedofilia, fra i tanti possibili comportamenti devianti? ´La pietà si cerca dove ce n’è bisogno, dove è più difficile averne. La pietà ìfacileî è falsa, è retorica. Questo clamore sveglierà un sacco di gente, il che è giusto. Come artista di fama, so di avere un faro puntato addosso tutto il tempo e faccio del mio meglio per portarlo dove mi sembra giustoª.
Restano le parole di Alessandra Mussolini: ´Attenzione ai messaggi fuorvianti, anche nel testo di una canzone. Possono essere devastantiª. Un’accusa da cui Paoli si difende rivendicando il ruolo particolare della musica: ´Dare una valutazione morale e sociale dell’arte è una cosa che si usava tanti anni fa e che oggi si usa solo in certe dittature. L’arte è fatta per suscitare emozioni, il testo di una canzone, come quello di una poesia, va ìsentitoî, non analizzatoª.
L’autore poi rispedisce gli attacchi al mittente, senza mezzi termini: ´Le emozioni sono filtrate dalla sensibilità individuale, chi ha una sensibilità sporca svilupperà una risposta emotiva sporca, chi si sente pulito, le vivrà come emozioni puliteª. In ultima analisi, conclude Paoli, si tratta di capire che ´chi ha buon senso ha sicuramente dato il significato giusto alla canzone, e di chi non ne ha, non me ne frega nienteª.

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 17:02

ho visto l’intervista su youtube.
un pedofilo è un criminale, non un matto, attenzione.
“bravo” fazio a non fare domande scomode
“bravo” paoli a non rispondere a nulla, pensandosi il vladimir nabokov dei miei stivali
se questa intervista aveva lo scopo di chiarirmi le idee, in effetti lo ha fatto: due chiari esempi di idiozia (paoli) e sudditanza (fazio).

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Rolli 26 gennaio 2009 alle 17:30

Lalaura, è che tu come me c’hai la sensibilità sporca.
Probabilmente, come me infamona, in uno stupro vedi uno stupro, nell’indulgenza di chi lo tratta vedi la schifosa indulgenza di chi lo tratta.
siam sporche, che ci vuoi far

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lalaura 26 gennaio 2009 alle 17:52

già, che ne vogliamo fare di ‘sti poveri pedofili? dove la vogliamo mettere la pietas un po’ greca un po’ cristiana? io avrei un paio di formidabili idee!

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stalker 26 gennaio 2009 alle 21:22

uh ops avevo completamente saltato il primo verso! Caspita, me lo potevate dire prima! Scusate.

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uffa 27 gennaio 2009 alle 10:03

@ventomare
scrivi: “la bambina che non si cura di farsi vedere lemutandine e pensa a non cadere, che è anche femminilità certo, perché è sapienza, è eleganza, che poi si ritrova nele donne grandi”
complimentoni! direi che hai un immaginario erotico… come dire… PERTINENTE.
sarà per questo, che il tuo giudizio sui pedofili è così tenero?

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lalaura 27 gennaio 2009 alle 10:06

meno male che io faccio parte delle persone con la sensibilità sporca e infamona…

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picci 27 gennaio 2009 alle 11:49

Pietas verso il pedofilo?
Non sarebbe piu’ giusta la pietas verso la bambina violentata…??
E Paoli confonde tutto,con la sindrome di Stoccolma…insomma il testo non è solo raccapricciante, ma fa capire che questo cantautore è da sempre un “disattento”lettore della quotidianita’…
Sarebbe il caso per Gino Paoli di cambiare canzone…o meglio,cambiare aria…magari andasse ai giardinetti…oddio,visto il testo della canzone,meglio di no!

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 12:10

Immaginario erotico, ma che stai a dì! Ti stavo rappresentando un comportamento naturale, il comportamento dell’ingenuità e della comodità, che poi diventa sapienza a portare un abito femminile.
Hai mai visto come si comportano le donne quando prendono le storte con i tacchi? Reagiscono con il disappunto malcelato delle bambine. Sono reazioni automatiche.
Paoli descrive, attento osservatore della realtà, come un atto semplice e naturale diventa agli occhi di una persona disturbata il trigger (grilletto) di un atto malato.
Non si tratta di giustificare, si tratta di capire le cose in profondità, e l’arte ha questa capacità immediata empatica. Poi esiste l’interpretazione dei comportamenti, la psicologia. Tapparsi gli occhi di fronte alle cose, non sollevare quello che Shelley chiama “Il velo dipinto”: “Lift not the painted veil which those who live call life“, che invita a non alzare il velo perché ci si potrebbero trovare coe che non ci piace vedere, non aiuta a risolvere le cose, a disinnescare “il male”.
Come spiega Paoli nella sua intervista, la sua propensione a non infierire sui vinti, gli porta a provare pietà anche per loro e a capire il dramma anche per quelli che commettono atti infamanti e terribili come la pedofilia. Sono uomini come noi, non mostri alieni.

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Rolli 27 gennaio 2009 alle 12:42

Ma piantala, Ventomare, con queste analisi da manualetto! Le donne quando prendono una storta con i tacchi reagiscono come bambine? Ma ti sei rimbambito? Ma l’hai mai presa una storta?
Le donne reagiscono come chiunque si becchi una distorsione. ‘Sta manfrina che stai facendo è antipatica, vezzosa, fuori luogo
E la pietas verso il carnefice? ma tu straparli!
Sai chi la prova la pietas verso il carnefice? Chi non è vittima
Vallo a dire la ragazza di Guidonia o a quella dello stupro di capodanno, di provare pietas, così vediamo con quanti denti torni
Sono discorsetti giustificatori d’accatto, per un testo che fa schifo, che tratta da donna una bimba di undici anni (oh! scusa, undici e mezzo, così è tutt’altra cosa!) per giustificare una merda d’uomo per la quale bisogna provare pure pietas.
Ma vorrei vedere se lo facessero a tua figlia, quanta bella manfrina impostata ci proporresti!

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lalaura 27 gennaio 2009 alle 12:42

col cazzo, ventomare.
un pedofilo è un mostro alieno eccome, e tanto più lo si aliena, tanto meglio. con buona pace di quel vecchio rincoglionito

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uffa 27 gennaio 2009 alle 12:42

ventomare, non hai capito. provo a rispiegartelo:
i “vinti” sono i violentati, non i violentatori.
e uno che, come te, descrive il comportamento femminile (delle donne e delle bambine) con tanta compiaciuta aderenza a cliché datati, ambigui e sessisti, qualche problemino ce l’ha.
a dirla con parole gentili, diciamo che manchi di sottigliezza e di originalità e che forse la tua conoscenza del mondo femminile è un pochino superficiale.
a dirla con parole meno gentili, ti trovo parecchio indulgente sia nei confronti del tuo immaginario francamente autocompiaciuto e ambiguo, sia nei confronti di quello degli altri.
prova a dedicare la tua solidarietà ai “vinti”, quelli veri.
uh, dimenticavo: nascondersi dietro le spalle di shelley può essere un simpatico escamotage dialettico da salotto, ma non significa proprio niente. il fatto che fosse un grande poeta non ne fa necessariamente un maÓtre à penser.

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massimo 27 gennaio 2009 alle 13:00

Gino Paoli pezzo di mer.. Scherza con il tuo di c… Dovevi crepa tanti anni fà

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 13:20

Ed un pedofilo che ci è diventato perché è stato violentato, come lo chiami, uffa?
O perché ha incontrato la violenza dell’anaffettività? Avete mai sentito parlare della violenza dell’anaffettività? Che le vere mamme violente sono quelle anaffettive? Ci sono forme violentissime che non appaiono e che lasciano segni indelebili e che spesso sono alla radice di patologie come questa.
Questi ragionamenti che fate fanno il paio con il caso Franzoni, Rolli. Sì può essere madre assassina ed avere chi prova pietà per te. Si può avere pietà per il figlio ucciso e per una madre malata che uccide se stessa uccidendo il figlio. Basta guardare la storia privata.
Faccio un esempio che scatenerà ancora più polemica. Se guardate alla storia di Saddam Hussein dal suo punto di vista, vi accorgerete della violenza che ha subito, psicologica e reale. Questo non è certamente, neppure lontanamente una giustificazione dei suoi comportamenti. Rimane un dittatore sanguinario che doveva essere messo nella condizione di non nuocere. Ma questo non ci esime dal dire che aveva subito terribili violenze. E che come ho detto prima la cattiveria nasce da altra cattiveria. Consapevole o inconsapevole, come quella dei padri padroni o delle mamme anaffettive.

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uffa 27 gennaio 2009 alle 13:28

hai ragione ventomare. mi hai convinto. i veri vinti sono i pedofili.
poverini loro, e poverino anche tu.
ora ti lascio, a non più rivederci.
ma non ti dimentico.
mi piace immaginarti così, mentre ravvivi la tua conoscenza delle donne masturbandoti davanti alle vecchie puntate di non è la rai, un altro esempio luminoso di libertà d’espressione che tutti rimpiangiamo.
buon lavoro, neh.
mi raccomando, cerca di non slogarti il polso, mentre eserciti la conoscenza dell’altro sesso e la tua personale concezione dell’amore romantico.
asta siempre, per parafrasare qualcuno!

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 13:30

o mio dio, uffa! a me sembra che la perversa/o sia tu. devo dire che hai una grande fantasia. :)

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andrea 27 gennaio 2009 alle 13:46

MA COME POTETE CHIAMARLA CANZONE!!!!! SEMBRA UN INNO ALLA PEDOFILIA………..IL NONNINO……LA BAMBINA DI UNDICI ANNI……..CADE E SI RITROVA A GAMBE ALL’ARIA!!!!!!! ME FA SCHIFO LUI IN PRIMIS!!!!! E POI TUTTI QUELLI CHE COMPRERANNO L’ALBUM!!! ORA CAPISCO PERCHE SI E FIDANZATO CON STEFANIA SANDRELLI QUANDO LEI AVEVA SEDICI ANNI!!! L’AMORE NON HA ETA’……..PURE LA PEDOFILIA!!!! RAGAZZINI STATE ATTENTI A STI BASTARDI!!!!

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silvestro 27 gennaio 2009 alle 13:57

ho capito vento, ma non poteva cercarsi un altro argomento per vendere dù dischi?
guarda, io non mi scandalizzo per l’argomento, mi dà fastidio che il testo sia brutto.
più l’argomento è scabroso più la canzone o la poesia o qualsiasi forma d’arte deve essere talmente alta da farsi perdonare qualsiasi cosa.
e basterebbe citare dante o più semplicemente de andrè per cercare un esempio.
altrimenti, se lo fai al livello di antonello venditti, è meglio che ti dirigi verso il sole, il cuore e l’amore.
così mi dà fastidio, mi urta.
e poi, entrando nell’argomento, non si può accennare alla pietas verso un aguzzino senza sottolineare la violenza e la terribile crudezza delle sue azioni.
non lo ha fatto un alighieri, figuriamoci se si può permettere di farlo un gino paoli.
in conclusione non penso sia una canzone pericolosa, penso sia stupida e di cattivo gusto.

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alex 27 gennaio 2009 alle 14:07

è ovvio che la “pietas” bisogna averla per tutti noi comuni mortali che ogni giorno viviamo su questa terra, anche per quelli malati che commettono reati. Ma su queso testo ci sono dei segnali ambigui di malafede. Alza il velo dagli occhi caro ventomare e vatti a studiare bene la storia professionale di Paoli prima di dare delle interpretazioni, le vittime sono i bambini.

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Return 27 gennaio 2009 alle 15:11

Eccoli, i poveri vecchietti che dovrebbero faci pena.
http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id=%7bBD49E4DD-A66D-416E-8E2B-CFF7E5436223%7d
Quanto cambiano le cose quando dai versi si passa alla prosa, eh?

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Rolli 27 gennaio 2009 alle 15:35

Poverello, avrà incontrato la violenza dell’anafettività.
E’ una vittima, Return, siì bucolico e comprensivo
Speriamo invece che la bambina gli abbia accarezzato il visino, nei momenti di tristezza del pover’uomo

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 15:38

A proposito di Alien, di gonne femminili e di Basic Instinct. Dai facciamoci una risata per sdrammatizzare. :)
http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/weaver-tv/1.html

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 15:46

Anche il titolo della trasmissione “The View”, era in tema.

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brandavide 27 gennaio 2009 alle 15:52

ggrrrrrande Vento, quasi come la rolli che parla dei rapporti fra uomini e donne, parete costanzo e la de filippi, parete…

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brandavide 27 gennaio 2009 alle 15:52

ggrrrrrande vento, quasi come la rolli che parla dei rapporti fra uomini e donne, parete costanzo e la de filippi, parete…

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silvestro 27 gennaio 2009 alle 16:11

è ovvio che se guardiamo solo ai fatti ribolle il sangue a tutti.
allora, se la vedessi solo da quell’ottica, mi sentirei colpevole di essermi ammazzato dalle risate a guardarmi arancia meccanica di kubrik.
in fondo non ci sarebbe nulla da ridere a vedere un film pieno di violenza, pestaggi e stupri di gruppo.
semplicemente, dal testo riportato da rolli, paoli non è stato capace di tirare fuori un bel nulla di quel che dice.
e pure quel che dice lo spiega male ed in modo arrogante.
grazie al cazzo che uno che stupra ragazzine ha qualcosa che non va nella capoccia, ma per raccontarlo devi essere talmente bravo da non suscitare ribrezzo.
cosa che sinceramente ho provato anch’io, senza la minima pena per il vecchio.

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ventomare 27 gennaio 2009 alle 16:29

Quello che andava chiarito era l’equivoco di fondo: Paoli non strizza l’occhio a nessuno, ed il fosso saltato dalla bambina non era la tentazione nabokoviana ma un semplice fosso del terreno. Detto questo, ed aggiunto il tentativo di affrontare la solitudine del vecchio, la lirica può piacere o non piacere.
Ogni volta che si trattano argomenti delicati con ottiche differenti da quella conformista si offre il destro alla polemica. Vedi Benigni i “La vita è bella” o le poetiche di De Andrè che affrontavano i temi del comune senso del pudore e lo ribaltavano.

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silvestro 27 gennaio 2009 alle 16:33

a proposito, posso dirlo?
ma me la vita è bella non è che sia piaciuto granchè.

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lalaura 27 gennaio 2009 alle 18:41

ventomare, non confondere de andrÈ con gino paoli, per favore. condivido il giudizio sulla vita è bella

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renato 28 gennaio 2009 alle 13:13

ci si deve augurare che la nipote di paoli incontri ‘sto vecchio e che alzi la gonna …
ma poi visto che c’è tolga i pantaloni a gino paoli e …. e magari a paoli gli piace pure

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Diego Rubbi 28 gennaio 2009 alle 13:52

è raccapricciante vedere come la pedofilia si stia facendo strada nella vita di tutti i giorni. A parte il fatto che ritengo quantomeno sospetto il riferimento ad un uomo di settanta anni, vorrei inquadrare il problema in termini generali; del resto, solo per fare un esempio, alcuni anni orsono in Olanda si è presentato alle elezioni politiche un partito con programmi legislativi apertamente a favore della pedofilia.
Il fatto, secondo me, è che il relativismo etico è arrivato a livelli parossistici, al punto da considerare lecita qualsiasi forma di comportamehto, anche se chiaramente lesiva della dignità umana. Non citerò le leggi che costituiscono le fondamenta su cui poggia tale atteggiamento, ma mi sembra evidente che sta passando nella coscienza civile il concetto che è politicamente scorretto anche solo il generico “porre dei limiti”. Non approfondisco oltre per non diventare noioso, ma nel nostro piccolo dobbiamo tenere alta la guardia per arginare nella coscienza civile l’avanzata di atteggiamenti di tolleranza dovuti ad un peloso e pernicioso rispetto per la libertà personale.

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Return 28 gennaio 2009 alle 13:55

Aridaje con il relativismo etico.
Ma ancora non vi siete stufati di ripetere formulette vuote, signor Rubbi?

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Rolli 28 gennaio 2009 alle 14:16

Sarà lo stesso relativismo etico che permette alla Chiesa di tenere in sè e smistare nelle varie parrocchie i preti pedofili e di riaccogliere a braccia aperte i vescovi negazionisti.

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silvestro 28 gennaio 2009 alle 14:40

diego, non trovi però che questo peloso e pernicioso rispetto per la libertà personale sia del tutto applicabile a quei bambini che non desiderano essere molestati?
i principi sulla tolleranza, sulla libertà di espressione e di pensiero fanno si che ci siano dei limiti per tutti, non solo per i più deboli.
altrimenti i cristiani starebbero a pregare ancora nelle catacombe, tra l’altro

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 14:55

Si, si certo, è proprio quello il problema, bravo…
perchè se invece la bambina di 11 anni e mezzo o dodici ti fa capire che le piace, cambia tutto il discorso, ma che cazzo dici?

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silvestro 28 gennaio 2009 alle 15:13

cose che non puoi capire branda, evidentemente. cose su cui è basato il nostro ordinamento giuridico, ad esempio.

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Return 28 gennaio 2009 alle 15:18

>11 anni e mezzo o dodici ti fa capire che le piace?
Tipo Maria Madre di Dio? Ah, no, giusto: lei non è proprio stata interpellata.

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silvestro 28 gennaio 2009 alle 15:28

ret, branda ha capito che secondo me ci sarebbero bambini a cui una violenza piacerebbe.
è che tocca parlà semplice, altrimenti non capisce

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 15:30

Mitticooo, standing ovation!

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Return 28 gennaio 2009 alle 15:53

Il signor Rubbi, e branda ovviamente si accoda, dice che signor mia ci vogliono i valori. E che? Se cominciamo a permettere a tutti di fare quel che vogliono come la tiriamo la linea fra il giusto e lo sbagliato? E branda, un po’ invidiando la parlantina fumogena di Ferrara, butta lì che, eh, voi sporchi laicisti che argomento avete contro la pedofilia, se è tutto scelto liberamente? Nessuno, anzi.
Capito che furbacchione? Lo sdoganamento della pedofilia è colpa del relativismo spinto, proprio come dice Mr. Rubbi, tanto che il Partito dei pedofili è olandese!
Basta aggiungere “sporchi massoni” e il cerchio si chiude! La standig ovation scatta a questo punto.
Peccato per un particolare. Che la linea fra il giusto e lo sbagliato che piace a questi ebeti non implica affatto la condanna della pedofilia, o almeno dell’amore di un uomo adulto, o anche vecchio, per una bimba di 11 anni e mezzo. Non solo il Vecchio Testamento ne è letteralmente pieno, ma anche il Nuovo non presenta alcun imbarazzo del fatto che a 12 anni Maria fosse già sposta e partorisca un maschietto. Meno di zero: infatti all’epoca era del tutto normale.
Se non altro in questo caso la Chiesa evita di impelagarsi in acrobatiche spiegazioni (storicistiche, quindi relativistiche) del perché oggi non vada più bene quello che era ottimo solo un secolo fa, come per la condanna del popolo deicida.
Quel che è rimasto normalissimo per tutti i secoli cristiani, colpo di scena, è ancora oggi dottrina: la Chiesa condanna l’abuso e la violenza, ma non ha nulla contro il matrimonio con minori, purché abbiano passato la pubertà.
Difatti, l’unico limite “oggettivo” in base al quale è possibile tracciare il limite fra giusto e sbagliato in questo caso è la comparsa del ciclo mestruale.
Ogni altro limite è convenzionale, dipende dalla cultura e dalla condizione personale. In una parola: è relativo.
Capito, Mr. Rubbi?

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silvestro 28 gennaio 2009 alle 16:19

tra l’altro nel diritto canonico odierno la maggiore età coincide con la cresima

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 16:35

Fantastica esegesi di return: clap-clap-clap…
ehhh l’omosessualità di Gesù?
ehhh la Maddalena? e le cavalletteee!

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 16:43

Ma sto partito dei pedofili da dove viene?
e poi lo hanno abolito o no?

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Return 28 gennaio 2009 alle 16:44

E’ talmente idiota che manco il dubbio, gli viene.

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 17:29

dubbio?
A perchè parli sul serio?
Pensavo bastasse una sonora pernacchia.
Mi viene il dubbio, uhmm, vediamo, mi viene il dubbio…
a ecco, l’età della Madonna, si forse ho qualche dubbio;
parliamo di sesso no? ma la Madonna… è vergine, di che parli?
il Nuovo e il Vecchio Testamento, si ok, e poi altri 2000 anni di dottrina Cattolica ti sei perso;
ah, la cosa più importante, il limite oggettivo, sig. teologo della supercazzola, è il matrimonio, indissolubile, piccolo particolare;
ma ho perso il filo del discorso, di che si parlava?

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Return 28 gennaio 2009 alle 17:42

:-D

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British Bulldog 28 gennaio 2009 alle 17:47

Return non per dire pero’ all epoca da te citata a 12/14 anni venivi considerato gia un adulto pero..non esistevano concetti o idee tipo infanzia o adoloscenza -Comprensibilmente da un lato dato (salvo eccezioni) che a 40/50 anni (se eri fortunato e molto) eri gia vecchio e in punto di morte – e questa cosa si puo dire e durata fino a quasi gli inzi dell 900,,Cioè a 12/14 anni ci si poteva ritrovare gia a scavare carbone in minera o perfino si veniva considerato arruolabile (e non veniva considerato sfruttamento di minore) –

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Return 28 gennaio 2009 alle 17:49

Hai perso il filo, strano!

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 17:58

e che vuoi, sono pochi quelli che sono sempre sul pezzo, vai re. vai vola…

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Return 28 gennaio 2009 alle 18:14

Ma certo Branda, facciamoli sposare, così si rispetta il limite oggettivo e va tutto a posto! Geniale! Cominciamo con tua figlia?
BB che fai, storicizzi! Mai!

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brandavide 28 gennaio 2009 alle 19:15

Se vuoi farli sposare portali all’altare,
per mia figlia te la presento quando vuoi,
ti avviso già da adesso che ha due piccoli difetti, la testa spaccata e le tette moscie, che poi non ti lamenti.

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k. 28 gennaio 2009 alle 19:16

I serpenti finiscono per mangiarsi la coda. Capita così che il post fascista che una volta chiedeva scusa adesso è quello che accusa, i radicali libertari non si vergognano a fare la morale, e improvvisamente in ogni zona torna di moda la censura.
Ho come la sensazione che una canzone come questa di Gino Paoli, pure brutta e oscena, qualche decina d’anni fa sarebbe passata inosservata o quasi. ma i tempi cambiano, ma fino a un certo punto . Se i moralisti di una volta inveivano contro la nuova libertà sessuale, le beghine laiche impettite di oggi strepitano contro la canzone del ghei che adesso sta con lei. nihilsubsolenovi.
Dicevo oscena la canzone di Paoli e non perchè tenti di accostarsi in qualche modo al limite, allo scabroso, (tra l’altro l’amore diciamo acerbo è un tema classico dell’arte, di ogni arte), quanto perchè il pur dubbio messaggio (siamo tutti umani) che l’autore vuole far passare, prevale sui protagonisti riducendoli a macchiette disumane e inverosimili
Mi è venuto in mente quattro marzo 1943 di lucio dalla. Anche lì si parla di un amante bambina o quasi, di un ora dolce ìpresaî che in qualche modo fa pensare se non a una violenza, a una potente seduzione su di una ragazzina, eppure è una storia commovente.
Mi chiedo se le beghine laiche impettite di oggi non avrebbero da strepitare pure su quella.; Ecco vedi! la chiesa che è contro l’aborto non vuole nemmeno il preservativo nelle canzoni, eppoi nasce un nano peloso come lucio dalla, sarebbe questa la pietas? Quanto dovremo sopportare?
N.B. La canzone 4 marzo 1943 non è autobiografica
ciao,k.

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British Bulldog 28 gennaio 2009 alle 19:19

Non dovevo?
e io che volevo chiederti cioè no ,tipo a quanto la facevano allora la vergine Maria al grammo ai tempi ,cioè no tipo,di gesu ?
no perche visto che l ultima volta che ci ho avuto a che fare mi hanno chiesto cioè no tipo un 11 al grammo
volevo capire di quanto erano aumentati i prezzi rispetto ad allora ?

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Return 28 gennaio 2009 alle 19:44

Eh no, se ha le tette mosce al tenero vecchietto non piace.

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Rolli 28 gennaio 2009 alle 19:51

Censura? Qualcuno qui ha chiesto che la canzone di Paoli venga censurata e lui buttato nelle segrete?
Niente da fare, qui ci deve essere un blog autogestito sovrapposto, non si spiega altrimenti :zzz:

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Giancarlo 28 gennaio 2009 alle 20:02

Rolli, che vuoi farci, certa gente trasferisce i suoi pensieri sugli altri. Se uno per natura è censore tende a interpretare i comportamenti altrui come se ragionassero come lui, gli sfugge la differenza tra critica e censura, se una cosa è criticabile per lui diventa automaticamente censurabile :)

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British Bulldog 29 gennaio 2009 alle 00:10

ma io non ho anocra capit quanto Return paga la Vergine Maria cioè tipo no
cioè io l ultima volta che l ho vista ..cioè mi son partiti 12 euri al grammo di pura verginita
Cioe volevo capire se Return la trova meglio e a meno
e poteva farmi trovare il suo venditore ,, Poi cioè no tipo ricambio sia chiaro Return
Cioè no tipo

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Return 29 gennaio 2009 alle 00:33

BB, tre ore fa l’avevi pagata 11 al grammo, ‘mo so’ diventati 12, che davero davero me stai a cojonà?

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British Bulldog 29 gennaio 2009 alle 01:00

11 era viginita’ semplicie
Pura virginta’ te la fanno 12

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sing 29 gennaio 2009 alle 11:05

prova

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sing 29 gennaio 2009 alle 11:10

@ Diego Rubbi
Qui il relativismo etico non c’entra nulla. Negli anni ’60 e ’70 non c’erano nemmeno leggi per condannare i pedofili. E le vittime se ne tacevano. Al contrario tutta questa polemica, mostra invece che oggi una canzone del genere non passa liscia come l’acqua sotto i ponti. E giustamente. E chi ha fatto condannare stupri e violenze sui minori, sono le leggi promosse dalle femministe, non certo dalla Chiesa dei valori morali. Per il resto il partito di cui parli non si è presentato alle elezioni perché non ha ottenuto le firme necessarie.

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sing 29 gennaio 2009 alle 11:11

Con la patria potestà dovevi solo a provare a portare tuo padre in tribunale.

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sing 29 gennaio 2009 alle 11:12

Ma perché le donne c’hanno sempre più classe e sopratutto rispetto per la legalità?

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lalaura 29 gennaio 2009 alle 14:17

forse perché le donne dalla parte dei vinti ci stanno da che religione esiste

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k. 29 gennaio 2009 alle 19:14

“Pronti a bloccare il festival di San Remo”
mi pareva che uil recente comunicato dell’arcigay suonasse all’incirca così, ora non saprei se si possadefinirlo una forma di censura che, per sua natura è difficile da definire ( circoscrivere). mi concedo però di affermare che forse per alcuni libbertari, la censura è da condannare sempre, soprattutto quando gli impedisce di censurare gli altri. Comunque a parte gli scherzi (e le scusazio impetite,) non intendevo riferirmi ai presenti, sono un lettore affezionato e le censure sul rolliblog mi pare siano state rarissime.
Io di per me ( ha ragione giancarlo) alla censura sono favorevole, per spiegarmi in breve e di furia; se ogni individuo applica su di sè una qualche forma di censura, allontanandosi da immagini espressioni che lo offendono e lo feriscono, mi pare naturale che un sistema (a misura d’uomo) debba comportarsi di conseguenza.
ciao,k.

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Danx 31 gennaio 2009 alle 15:01

Io la vedo invece come un gesto di speranza per il futuro.
Infatti se i pedofili sono adulti, i quali da bambini sono stati violentati, in questa canzone Paoli da fiducia ai piccoli violentati, affinchè mantengano la loro innata dolcezza, senza diventare a loro volta orchi come i loro boia.
E non lo dico per difenderlo, ma lo dico dopo aver ascoltato alcune sue canzoni in cui pone fiducia verso bambini e giovani come Hey mà dell’89 e Quattro amici del ’91…

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Giancarlo 31 gennaio 2009 alle 20:45

Per completezza (via wittgenstein)

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ljuba 13 febbraio 2009 alle 19:49

E’ un testo che rivela grande immaturità e anche narcisismo maschile,nel senso che è una storia tutta vista “dalla parte di lui”, e porta avanti la tesi che un uomo,qualunque cosa faccia, va assolto, perchè in fondo è un bambino e come tale, anche se “vuole tutto” e non sa la differenza tra bene e male, va capito e se occorre anche coccolato dalle sue vittime. Il bello(anzi il brutto)è che le cose,anche senza arrivare al caso dello stupro, vanno proprio così.
E’ una canzone diseducativa e fastidiosa,e ,parafrasando Wilde, è peggio che immorale, è di cattivo gusto.

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miglioverde 14 febbraio 2009 alle 12:17

Tutta pubblicità per Paoli!!!
Certo l’importante come sempre e che la gente ne parli. Più la gente ne parla più vende, più vende più la società pubblicitaria ci guadagna. Quel VECCHIO DI MERDA di Gino Paoli cosa ne sà di violenze su minori mi chiedo? Avrà forse letto qualche libro e spulciato qualche articolo sui giornali. Ma si rende conto il VECCHIO DI MERDA cosa vuol dire crescere con un ricordo del genere? Lui circondato sempre di belle donne e troiette da lanciare nel mondo dello spettacolo, con la bocca piena di peli pubici e che puzza di sesso (dato che di sesso vero ne può fare ben poco) ? Ma il VECCHIO DI MERDA ha forse la minima idea di cosa vuol dire essere violentati a neanche sei anni, usati come un giocattolo, magari rapiti e segregati? Allora il VECCHIO DI MERDA dovrebbe prima di tutto saperel Certo da tutti è indicatio come un poeta, ma prima di tutto credo sia un astutissimo uomo d’affari che sta fruttando l’onda della discussione parlamentare sulla nuova legge penale per chi abusa di minori (legge superata di carriera da quelle emanate da parlamenti ben più seri del nostro(sempre che si possa in italia parlare ancora di parlamento che a me sembre un’accozzaglia di fanfaroni, delinquenti, froci e puttane) dove è stato riconosciuto il diritto delle vittime di denunciare la bestia senza limiti di prescrizione(se uno violentò un bimbo è pedofilo anche dopo quarant’anni!!!)Le bestie sono bestie!), per farsi pubblicità. Non sarà il caso del libro in oggetto ma con il mercato discografico italiano in coma ogni pretesto è buono per vendere. Allora, e chiudo, IL VECCHIO DI MERDA non dovrebbe parlare o far parlare di cose che non conosce…e gli sputerei in faccia molto volentieri al VECCHIO DI MERDA, perchè sta sfruttando tutto ciò a fini commerciali (visto che la gioventò non ha neanche l’idea di cosa a mai scritto, detto o cantato IL VECCHIO DI MERDA nella sua carriera), e visto che ormai venderà cinquanta dischi all’anno, e visto che al VECCHIO SACENTE DI MERDA non l’hanno violentato a sei anni per venti giorni, o segregato in un sotto scala, o prestato ai vicini per sollazarsi un pò anche loro, non sarebbe il caso che SE NE ANNASSE A FAREINCULO LUI E TUTTA QUELLA GENERAZIONE DI UOMINI DI MERDA CHE SI SONO VENDUTI IL CULO PER QUATTRO SOLDI???
Miglioverde

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Roberto 4 giugno 2009 alle 13:54

Io invece rimango sconvolto da tutte queste critiche nei confronti di un grande artista come Paoli. Ho ascoltato tantissime volte la canzone “incriminata” e non capisco come possa essere percepita come un’apologia della pedofilia. La follia senile del protagonista si evince chiaramente dal testo e la purezza e l’innocenza della bambina non sono messe in discussione. Il perdono finale mi ricorda quello di Maria Goretti e con questo riferimento mi sento di rispondere a Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi, che aveva affermato: ´Non si può prefigurare una pietas, cristiana o laica che sia, riguardante solo la coscienza di chi soggettivamente ha patito l’onta di una violenzaª.
Roberto da Vicenza

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Valeria 21 gennaio 2010 alle 19:17

Penso che la pedofilia vada punita in maniera severa, non si può provare pietà per un pedofilo che utilizza una bambina per sfogare i suoi istinti perversi. Che schifo!

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M.M. 3 febbraio 2010 alle 18:46

Da dove iniziare non saprei. Una cosa è certa, che a volte, pur di fare soldi si è disposti davvero a tutto, persino ad esaltare la pedofilia.Se per Gino Paoli un pedofilo deve essere perdonato,allora penso davvero che sono tutti impazziti. Ma scherziamo? Un pedofilo è un soggetto riluttante. Utilizza una povera anima innocente che ancora non capisce neanche cosa possa essere il sesso per farsi i suoi porci comodi e Gino Paoli dice che merita il perdono? Ho capito bene? Io penso che Gino Paoli si debba ricoverare. Rinchiudetelo, è vergognoso.

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