Eluana Englaro: lo stato di diritto calpestato

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Scavalcate a piè pari la Corte d’Appello e quella Costituzionale, il ministro Sacconi ha pesantemente minacciato conseguenze inimmaginabili per chiunque si presti ad ospitare Eluana Englaro per ottemperare al decreto emesso dal Tribunale di Milano.
La Casa di Cura Città di Udine, ha così dovuto ritirare la sua disponibilità, per non mettere a repentaglio il lavoro dei dipendenti della clinica
Il commento amaro di Benedetto Della Vedova:
“Quali che siano le convinzioni personali di ciascuno di noi, in gioco vi e’ oggi lo stato di diritto, che in questa vicenda viene gettato alle ortiche.
Beppino Englaro si e’ sottoposto, socraticamente, a tutti i gradi di giudizio fino a quello della suprema Corte di cassazione per sapere


se la Costituzione e le leggi italiane consentissero di sospendere le terapie a cui Eluana e’ sottoposta da 17 anni, peraltro secondo la volonta’ della ragazza stessa, come e’ stato appurato processualmente.
Ad oggi, ad ogni struttura afferente al servizio sanitario nazionale viene minacciosamente vietato, con effetti evidenti, di dare corso a quanto contenuto nella sentenza della Cassazione.
E, incredibile dictu, si invoca a motivazione della decisione la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilita’, che – al di la’ dello stravolgimento strumentale del suo contenuto – al momento l’Italia non ha nemmeno ratificato.…”
Il Codacons, invece, ha nobilmente avviato una crociata per togliere la patria potestà al padre di Eluana.
Il giudice tutelare ha respinto la richiesta, non sazi si sono rivolti al tribunale di Lecco.

di Losciacallo il 16 gennaio 2009 in Opinioni · 51 commenti

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British Bulldog 17 gennaio 2009 alle 11:10

a casa mia quello che fatto dal ministro Sacconi (mai nome fu piu appropriato )(almeno alla commento aggiuntivo che mi verrebbe da fare in puro “francese ” ) si chiama ricatto…per non dire peggio,,Cioè non ci vedo molta differenza fra questo modo di agire del sudetto indviduo (mi rifuto di definire ministro uno sciacallo simile )
e quella che viene chiamata “intimidazione mafiosa ” — Certo che siam ben messi ,,, ora pure per morire in pace se va avanti cosi . bisognera andare a bussare alla frontiera di qualche paese piu civilizzato del nostro

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elofoolish 17 gennaio 2009 alle 13:10

questa vicenda e’ cosi’ penosa, che non trovo per scriverne.
non come faccia il signore englaro ad andare avanti.
il suo coraggio deve essere un insegnamento per tutti.
mi dispiace non poter far altro che leggere di lui e di sua figlia e sostenerlo almeno in cuore.
forza beppino

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lalaura 17 gennaio 2009 alle 18:26

lo schifoso e immondo ministro è stato indagato per violenza privata.

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elofoolish 17 gennaio 2009 alle 18:53

troppo poco.

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British Bulldog 17 gennaio 2009 alle 19:42

quella del codacons non la sapevo… ma mi fo una domanda che kazzo di differenza ce fra ste persone e i vari Hamas , Hezbollah o company che vengono tanto criticati per voler imporre con la forza la loro visione del mondo In cosa son diversi personaggi come sacconi o i codacons in questione dagli Hezbollah come mentalita? risposta nessuna
anzi forse gli Hezbollah quanto meno sono un po piu onesti ———–

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watchdogs 18 gennaio 2009 alle 13:08

Quello di Sacconi non è ricatto, è intimidazione mafiosa

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bill 18 gennaio 2009 alle 16:19

Ma come si fanno a scrivere delle scemenze del genere?
ma BB, sai di cosa parli? Lo sai, vero, che non c’è una legge che regoli questo genere di cose? Lo sai, vero, che una struttura pubblica non ha nessuna norma che gli possa lontanamente permettere di non alimentare un malato, qualsiasi sia la sua condizione?
E allora, invece di dire cacate e di stracciarvi le vesti, si faccia un discorso serio sul testamento biologico, sui limiti che deve avere, e si pretenda una legge. E non si consideri normale che se non c’è una legge sia logico trovare il modo per aggirare la questione. Non conta se una cosa la si considera giusta o meno, si tratta di pretendere che la politica faccia la sua parte invece che baloccarsi in discussioni inutili che non portano a nulla.
E la denuncia dei radicali è pura idiozia.

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MInerva 18 gennaio 2009 alle 16:43

La legge non c’è perché una classe politica cialtrona e incapace non l’ha mai fatta, salvo lamentarsi se un cittadino, ricorrendo all’ autorità giudiziaria, ha ottenuto risposta con sentenza passata in giudicato. Ora, si potranno criticare le sentenze quanto si vuole, ma, in uno stato di diritto, superato il vaglio della Cassazione, che ne sancisce la legittimità, le sentenze si applicano. L’esecutivo che di fatto minaccia conseguenze in caso di applicazione di una sentenza è roba da paese totalitario.

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Losciacallo 18 gennaio 2009 alle 19:06

Bill il tentativo di intimidazione mafiosa del governo è qualcosa di abominevole perchè:
1) c’è una sentenza passata in giudicato da rispettare;
2) Sacconi sa bene di non potere incidere giuridicamente sulle scelte di convenzione con organismi privati che la regione Friuli autonomamente e legittimamente compie, eppure fa intendere che interverrà politicamente sulla struttura che dovesse assecondare le volontà degli Englaro.
Ci sarebbe anche un terzo motivo, cioè l’ipocrisia di ci si rifiuta di legiferare in materia così che possa intervenire comodamente quando gli pare il caso. Ma non lo cito perchè non sono al corrente di eventuali DL presentati dal governo sul testamento biologico (pur dubitando che ve ne siano).
Ps: chiedilo agli Englaro di aspettare che il legislatore trovi una soluzione, dopo 15 anni di stato vegetativo….

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peppo 18 gennaio 2009 alle 20:26

c’ha ragione Malvino: fra un po’ non gli rimane che rapirla.

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British Bulldog 18 gennaio 2009 alle 23:00

ti hanno gia risposto in due quindi mi risparmio la fatica di commentarti bill
dato che aggiungere altro a quello detto da Minerva e Sciacallo sarebbe solamente superfluo

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leonida alle termopili 19 gennaio 2009 alle 07:44

Chiedo venia ma sono completamente ignorante in materia e su questo caso in particolare: c’è qualcuno che mi sa dire per quale motivo non viene trasportata questa disgraziata ragazza in svizzera dove potrebbe, finalmente, essere conclusa questa penosa vicenda?
servus

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British Bulldog 19 gennaio 2009 alle 10:48

Penso leonida perche uno ci vorrebbe comunque il consenso delle autorita Svizzere -ad accoglierla (in ogni caso )
-in secondo pensi che in un ipotesi simile le varie organizazioni (codacons) o gentaglia stile Sacconi non inzierebbero a mettere i bastoni fra le ruote ad un eventuale trasferimento in maniera ancora peggiore di adesso –

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lalaura 19 gennaio 2009 alle 10:52

Leonida: perché andare in Svizzera se la Cassazione ha dato l’ok alla cessazione dell’alimentazione forzata?
Perché come al solito fare all’italiana e trovare l’escamotage per superare ostracismo dei moralisti dei nostri stivali e burocrazie e intimidazioni mafiose da parte dei Sacconi della situazione?
Ma perché non ci va Sacconi in Svizzera?

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bill 19 gennaio 2009 alle 12:53

No ragazzi: sbagliate. In Italia le leggi le fa il parlamento, non la cassazione.
Io non sto discutendo se sia giusto o meno togliere l’alimentazione a Eluana. Sto solo dicendo che, siccome il nostro ordinamento non lo prevede, ci vuole una legge.
In compenso, sono d’accordissimo sulla cialtroneria della classe politica, TUTTA.
Ergo, quello che dico è che, invece di presentare cialtronesche denuncie (da parte di chi una volta era per tenere fuori la magistratura dalla politica, e oggi è solo una macchietta), si deve pretendere, e lì scendo in piazza anch’io, che si legiferi a proposito.
Secondo: il padre di Eluana, che non mi permetto di giudicare, non è che non può adempiere alla sentenza. Lo può fare tranquillamente, ma non in una struttura pubblica, o in una convenzionata.
Concludo: invece che tirare fuori la solita bile ridicola, perchè PER LEGGE una struttura pubblica in Italia, stantibus rebus, non può negare l’alimentazione a chicchessia (e parlare di intimidazione mafiosa, scusa laura, è semplicenmente demenziale), vi invito a ragionare.

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Minerva 19 gennaio 2009 alle 14:33

Non sbagliamo affatto Bill, mentre a te sfugge un particolare importante: è vero che le leggi le fa il parlamento, ma l’ordinamento giudiziario ha il compito di applicarle e per applicarle è necessaria l’interpretazione. Una volta che una data interpretazione ha superato l’iter che ne sancisce la legittimità, quella interpretazione è una norma a tutti gli effetti e va applicata. Non c’è esecutivo che tenga. Il governo – via Sacconi – ha di fatto violato la separazione dei poteri, e questo è oggettivamente un agire da paese totalitario.
Nel caso Englaro, non si può neanche parlare di un eccesso di creatività da parte dei giudici: con l’aiuto dei periti, hanno ragionevolmente interpretato le norme sulla libertà di cura. Queste prevedono, fra l’altro, che, nel caso dell’incapace di intendere e di volere, siano i genitori (o i tutori) a decidere. Englaro ha chiesto se la sua decisione violasse la legge e ha avuto risposta. Con sentenza passata in giudicato.

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leonida alle termopili 19 gennaio 2009 alle 14:47

@ B.B. scusa, ma perchè un terminale può andare in una clinica svizzera – e farla finita senza tante autorizzazioni – ed Eluana no?
@ lalaura: a me sembra che, se vi fosse questa possibilità, non si tratterebbe di un escamotage, ma un semplice modo per fare la volontà di Eluana.
servus

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:01

Scusa Minerva, ma a me pare molto difficile interpretare una norma che non c’è. E per tutta una serie di motivi, primo frai quali il fatto che l’alimentazione è difficile considerarla accanimento terapeutico.
Rimane indiscutibile il fatto, ricorrente, che a carenze legislative dovute ad un parlamento che non funziona supplisca l’intervento della magistratura. Ma questa è un’anomalia che non può e non deve diventare consuetudine.
A parte questo, le norme che regolano la sanità pubblica sono chiare, e non le modifica una sentenza. L’eutanasia in Italia ancora non c’è, così come il testamento biologico.
Ed infatti, se qualcuno mi spiega cosa impedisce al padre di Eluana di portarla a casa, o in un centro non convenzionato, e con l’assistenza di medici porre fine all’alimentazione della figlia.. Nessuno può impedirglielo.

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:08

Concludo: il vero “fatto” è che questo succede tutti i giorni in tutti gli ospedali. Quanti malati terminali vengono mandati a casa, nel silenzio, e fatti morire?
Parenti e medici spesso e volentieri si accordano in tal senso.
Io non sto dicendo che sia giusto o sbagliato: ogni caso fa storia a sè.
Ma proprio per questo, una normativa è indispensabile.

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Return 19 gennaio 2009 alle 15:26

La magistratura ha il dovere di giudicare il caso specifico: dovere che corrisponde al diritto costituzionale ad avere una sentenza. Se c’è la legge la magistratura deve applicare la legge; se la legge non c’è, si deve ispirare all’insieme del codice, e se questo non basta, come ultima istanza, si appellerà direttamente alla Costituzione.
A prescindere dal merito, utilizzare questo caso specifico per attaccare la magistratura è di una disonestà intellettuale incredibile.

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British Bulldog 19 gennaio 2009 alle 15:31

credo Leonida dipenda molto dal fatto se il “terminale” sia in grado o meno di prendere la decisione autonomamente –e nel caso di Eluana e da decidere se sia terminale o meno?
Teoricamente (se si puo chiamare vita quella che fa) non è in punto di morte -la sua situazione “tecnica” e un po diversa rispetto a quello che viene solitamente chiamato un “terminale” — Per altro riguardo poi alla questione terminale in italia non ho bisogno credo di ricordarti tutta la vicenda Welby e tutto il can can nato attorno alla vicenda –
purtroppo amico Leonida come ho detto molte volte per risolvere il primo passo in questioni simili bisognerebbe in italia di avere il coraggio di andare a risolvere il problema alla radice. Non credo ci sia bisogno ti dica di chi sto parlando —(al massimo ti do una traccia e una congrega che sta a roma e fa a capo a un tizio vestito di bianco) -(ne che ti dica a livello personale quale è la soluzione che auspico da tempo)

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lalaura 19 gennaio 2009 alle 15:32

Bill: Piergiorgio Welby si è fatto staccare il respiratore a casa sua, e il medico che se ne è occupato è stato denunciato. Per piacere…

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silvestro 19 gennaio 2009 alle 15:38

c’è chi sceglie di rispettare le volontà del proprio caro in silenzio e di nascosto, e chi prova anche a dare un senso a quella vita facendone una battaglia civile.
anche per dare dignità ad una scelta del genere.
se la politica è sorda o vuol fare la sorda per vari motivi, si percorre la strada costituzionale, come dice return.
è la differenza che c’è tra l’arrabattarsi da soli e quella di cercare di cambiare le cose per tutti.

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elofoolish 19 gennaio 2009 alle 15:39

quello che dice Bill e’ comunque vero.
in molti casi certe cose si fanno nel privato delle proprie case senza che nessuno se ne occupi.
Welby e Beppino Englaro hanno cercato un’altra via,
diversa da quella dell’”omerta’”.
hanno portato volutamente la questione alla ribalta, soprattutto Welby. Credo (certo non ne sono sicura) sia sta una scelta consapevole.
probabilmente avrebbero potuto fare tutto di nascosto senza conseguenze.
la loro e’ stata una battaglia civile, e lo e’ ancora proprio per ottenere una legge che chiarisca questo tipo di situazioni.
non puo’ essere un giudice a decidere.
i politici hanno il dovere di dover fare questa legge.
ma si sa che contro il vaticano e’ meglio temporeggiare…

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:43

Ret: capisco la voglia di polemica, ma se leggi bene io in questo caso dò la colpa alla politica e non alla magistratura.
Poi, lasciamo perdere la costituzione..

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Minerva 19 gennaio 2009 alle 15:44

Non c’è la normativa sul testamento biologico, ma ci sono le norme che consentono al cittadino di scegliere come curarsi o non curarsi. E le norme prevedono che siano genitori o tutori a decidere per l’incapace.
L’alimentazione con il sondino non è accanimento per un tracheotomizzato per carcinoma alle corde vocali, quando, appena operato, debba riprendersi dall’operazione ed è avviato ad un recupero e a una vita decente. Su una persona come la Englaro diventa accanimento.
Fai confusione fra eutanasia e decisione di sospendere le cure.
Ma, lasciamo perdere questi discorsi, anche se fossi d’accordo con le tue opinioni, il problema che ho sottolineato resta.
L’interpretazione non è un di più, un’eccezione, è una necessità – prevista dall’ordinamento – anche perché non esiste nessuna norma completamente chiara. Le norme si scontrano ogni giorno con i singoli casi concreti, le cui peculiarità sono impossibili da prevedere nella loro interezza. E questo vale anche per le norme in materia di sanità (molto più che per quelle che regolano il traffico, per esempio).
La Cassazione controlla se i magistrati abbiano operato legittimamente, una volta superato il vaglio della Cassazione la sentenza è norma. Possiamo criticarla quanto ci pare, ma va applicata. Se non si capisce quanto il rispetto di questa regola sia fondamentale per un paese che voglia dirsi democratico…

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:47

E nè contesto le mosse del padre di Eluana e quelle di Welby. Dico che l’incazzatura deve essere rivolta a chi non fa il proprio lavoro, in questo caso la politica.
Laura: in questo caso c’è una sentenza. i medici non potrebbero essere denunciati. O sarebbe comunque una denuncia inutile. come quella dei radicali.

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lalaura 19 gennaio 2009 alle 15:51

come ti poni Bill di fronte all’intimidazione di Sacconi di fronte alla disponibilità della casa di cura privata friulana, che aveva dato disponibilità ad accogliere Eluana Englaro e ha dovuto ritrattarla?

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:53

E io Minerva insisto nel dire che le leggi le fa, in un paese democratico, il parlamento.
Sul fatto che quello di Eluana sia accanimento terapeutico, è un’interpretazione tua, non la verità assoluta. Ma questo e tutt’altro discorso.
Io apprezzo che il padre di Eluana abbia fatto quello che ha fatto, perchè avrebbe dovuto essere uno stimolo al parlamento per regolamentare questo tipo di cose. Se ne sono strafottuti. Il problema è questo, non che Sacconi è tanto cattivo e si mette a fare i dispetti. Questa è una sciocchezza e basta.

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Return 19 gennaio 2009 alle 15:55

vabbè

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bill 19 gennaio 2009 alle 15:57

Io ho letto che Sacconi ha fatto riferimento a diverse norme. Allora mi pongo molto semplicemente così: o queste norme valgono, o non contano nulla. Se quelle norme sono in vigore, ospedali pubblici e cliniche private convenzionate sono impedite a fare certe cose.
E non sto dicendo che sia giusto che non le facciano: sto dicendo che serve una legge.

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silvestro 19 gennaio 2009 alle 16:10

veramente la clinica poteva legalmente accogliere eluana. solo che qualcuno gli ha detto chiaramente che avrebbe ritirato loro la convenzione.

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bill 19 gennaio 2009 alle 16:21

..perchè non possono sospendere l’alimentazione. Se non rispetti le regole che valgono per il pubblico, vuoi pure i soldi pubblici?

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silvestro 19 gennaio 2009 alle 16:26

ma non possono sospenderla perchè lo dicono formigoni, sacconi e ratzinger?
rileggi quello che ti diceva minerva.

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Minerva 19 gennaio 2009 alle 16:46

Ti ho detto di lasciar perdere le discussioni su accanimento et cetera. In qualsiasi modo la si pensi, la violazione della separazione dei poteri resta.
E io Minerva insisto nel dire che le leggi le fa, in un paese democratico, il parlamento.
Non è colpa mia se non devi aver frequentato le più elementari lezioni di dritto di una scuola media superiore o se le hai dimenticate.
Da quando in qua i ministri – citando norme a pod – si sostituiscono ai magistrati e la loro interpretazione diventa norma? Separazione dei poteri.
P.S. In realtà, penso che tu abbia capito benissimo, è solo che non ammetteresti manco se ti sottoponessero al waterborading, a meno che al posto di Sacconi ci fosse scritto – primo nome che mi viene in mente – Bindi.

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bill 19 gennaio 2009 alle 17:07

Ma scusa: Sacconi non ha affatto detto che la sentenza non la si possa applicare. Ma non in una struttura pubblica o in una convenzionata. Prevarica che cosa? La vostra fregola? Perchè, cara Minerva, siete voi che montate una diatriba pseudopolitica, gridate all’untore, poi dite al prossimo che fa il partigiano. Troppo comodo.
La sentenza non modifica di una virgola le morme di comportamento delle strutture sanitarie pubbliche, e di conseguenza di quelle convenzionate (che le stesse norme devono seguire). Lo vuoi capire, o sei tu che fai finta di non capirlo? Perchè fai finta che una sentenza, che risolve un caso specifico, abbia il potere di cambiare una normativa che invece richiede, per essere modificata, tutto un iter diverso? Mi sa che chi strumentalizza è qualcun altro: parlare di ricatti rimane una sciocchezza; presentare una denuncia, quando per contestare una direttiva ministeriale ci sono tutti gli strumenti parlamentari del caso, rimane una cazzata piazzaiola. Ed è infatti anche grazie a questo modo puerile di “non” fare politica che, dopo un gran casino, non si giunge mai a niente.

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bill 19 gennaio 2009 alle 17:53

Già che ci sono, approfitto per dirti che, guarda un pò, Benedetto Della Vedova fa parte a pieno titolo del PdL, e aggiungo che è uno degli esponenti che apprezzo di più. Per cui ti nviterei ad evitare le polemicuzze sugli schieramenti, che non c’entrano un perfetto tubo.
Sul fatto poi che la cassazione intendesse colmare un vuoto legislativo, io nutrirei forti dubbi: ha sentenziato su uno specifico caso.
E quella sentenza non implica che la struttura sanitaria pubblica, da domani, cambi i suoi regolamenti; semmai, che in una situazione uguale a quella di Eluana, è lecito interrompere l’alimentazione forzata. Punto.
Per il resto, e cioè per il fatto che un’azione come questa sia parte integrante della “mission” del servizio sanitario pubblico, serve una legge. Altro che nozioni di diritto e separazione dei poteri..

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Return 19 gennaio 2009 alle 18:09

ELUANA: DELLA VEDOVA, ALLE ORTICHE LO STATO DI DIRITTO
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato Pdl
La vicenda di Eluana Englaro meriterebbe un silenzio fatto di pietas e di rispetto, ma il calvario cui la politica italiana sta costringendo la sua famiglia non puo’ essere ignorato.
Quali che siano le convinzioni personali di ciascuno di noi, in gioco vi e’ oggi lo stato di diritto, che in questa vicenda viene gettato alle ortiche. Beppino Englaro si e’ sottoposto, socraticamente, a tutti i gradi di giudizio fino a quello della suprema Corte di cassazione per sapere se la Costituzione e le leggi italiane consentissero di sospendere le terapie a cui Eluana e’ sottoposta da 17 anni, peraltro secondo la volonta’ della ragazza stessa, come e’ stato appurato processualmente.
Ad oggi, ad ogni struttura afferente al servizio sanitario nazionale viene minacciosamente vietato, con effetti evidenti, di dare corso a quanto contenuto nella sentenza della Cassazione. E, incredibile dictu, si invoca a motivazione della decisione la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilita’, che – al di la’ dello stravolgimento strumentale del suo contenuto – al momento l’Italia non ha nemmeno ratificato. Forse che l’unica via per vedere riconosciute la Costituzione e le leggi italiane sia quella di andare all’estero?

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bill 19 gennaio 2009 alle 18:24

Giustappunto: gli schieramenti non c’entrano.

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bill 19 gennaio 2009 alle 18:33

Comunque: diamo per scontato che Sacconi sia un assassino chiesaiuolo (a me pareva che fosse socialista, si sarà convertito), che al governo siano tutti pii e devoti e che stiano godendo nel fare impazzire chi vive situazioni così tremende. A maggior ragione: vi siete resi conto che serve una legge, o pensate che si risolva il tutto in tribunale? Siete messi davvero così?

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leonida alle termopili 19 gennaio 2009 alle 18:50

@ Bill, tu dici “La sentenza non modifica di una virgola le morme di comportamento delle strutture sanitarie pubbliche, e di conseguenza di quelle convenzionate (che le stesse norme devono seguire)”, permettimi ma a me sembra una sorte di comma 22.
servus

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Minerva 19 gennaio 2009 alle 21:02

Ho capito benissimo, caro il mio Bill, come so benissimo quello che ha detto Dalla Vedova, basandosi, guarda un po’, su considerazioni analoghe a quelle che ho fatto e che fai finta di non capire. Così come conosco altrettanto bene il carattere trasversale, politicamente parlando, delle opinioni su testamento biologico e accanimento terapeutico.
Con la sentenza si è stabilito definitivamente che la sospensione dell’alimentazione, nel caso specifico (ripeto, nel caso specifico), non viola la normativa italiana. L’atto di indirizzo di Sacconi non fa altro che fornire una interpretazione delle norme sulle strutture sanitarie da parte del ministro. In pratica, rimette in discussione quel che già è stato stabilito con una sentenza definitiva. Ripeto: alla faccia della separazione dei poteri. L’interpretazione delle norme non è un compito del ministro, il suo atto, giuridicamente, non vale niente rispetto alla sentenza, ma di fatto ha un effetto intimidatorio.
Sul fatto poi che la cassazione intendesse colmare un vuoto legislativo, io nutrirei forti dubbi: ha sentenziato su uno specifico caso.
E quando mai ho scritto il contrario? Le sentenze – ogni sentenza si basa sull’ interpretazione della legge – riguardano sempre i casi specifici. Successivamente potranno servire per l’interpretazione di altri casi che abbiano le stesse caratteristiche, ma non sono vincolanti al di fuori delle parti in causa. Ogni sentenza è vincolante solo per le parti che si sono confrontate nel giudizio a conclusione del quale è stata emessa.
P.S. La mia non era una “polemicuzza sugli schieramenti”, mi limitavo a sottolineare la tua – da me presunta – disonestà intellettuale. Che immagino sarebbe eguale se fossi un seguace di Veltroni.

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elofoolish 20 gennaio 2009 alle 09:57
silvestro 20 gennaio 2009 alle 11:19

secondo me non è disonestà intellettuale, purtroppo…

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bill 20 gennaio 2009 alle 15:17

Minerva, noto con delusione che pure tu, se qualcuno pone argomenti diversi, tracchete, è disonesto intellettualmente, affascinato fino alla morte del cav, un mentecatto. Complimenti.
Al contrario, vorrei farti notare che:
1)Sto parlando dell’effetto che ha una sentenza di cassazione. Certamente pone un precedente giuridico per casi analoghi; mi pare discutibile che comporti automaticamente una modifica delle regole che vigono sulla sanità pubblica.
E, nota bene, non sto affatto dicendo che ciò non sia auspicabile, e che non sia da fare al più presto: sto dicendo che per fare questo è necessaria una legge.
Ora, so benissimo che Della Vedova fa un ragionamento analogo al tuo: e allora? Così come non condivido diverse cose che fa questo governo, in questo caso non condivido il ragionamento di Della Vedova (e non per questo lo demonizzo o lo stimo di meno: le guerre di religione te le lascio volentieri).
2)Contesto che la direttiva ministeriale infici la sentenza: cosa impedisce di darle seguito in una struttura non convenzionata? Mistero..
3)Trovo risibile, e politicamente stupida, la denuncia dei radicali, stupida quasi come le dichiarazioni di quell’imbecille che è a capo della clinica in questione. Imbecille che, per non sapere nè leggere nè scrivere, si mette a fare la vittimuccia e il difensore di 300 posti di lavoro. Una leccaculata ridicola.
Ma l’errore di fondo è ricorrere ad un tribunale a seguito di una direttiva ministeriale: se ciò succedesse anche per altre direttive in altri settori, eventualità affatto remota se si crea un precedente come questo, si andrebbe nel casino più totale e alla paralisi completa. Ci sono strumenti parlamentari per mettere in discussione una direttiva: si usino quelli. Ma forse siete troppo occupati nel lanciare anatemi per guardare un pò più in là.
4)Siccome sei diventata una malfidata, tu pensi che stia qua a menarla perchè contrario alla cessazione dell’alimentazione forzata a Eluana. Sfiga: non è così. Ma anche tu, evidentemente, fai parte di quella schiera che, individuato un obiettivo anche condivisibile, alè, si mette l’elmetto in testa e, mentre cerchi di raggiungerlo in un modo SBAGLIATO, dài la caccia agli infedeli.
Secondo me, in questa maniera si va poco in là. Perchè l’unico modo per ottenere quello che vuoi è una legge sul testamento biologico, che comporti un cambio delle regole della sanità pubblica. Cosa che richiede norme, possibilità e limiti ben precisi, e non un tot al chilo.
E puoi menarla finchè vuoi, puoi voler strangolare Sacconi o chi per lui, ma sai benissimo che è così.

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lalaura 20 gennaio 2009 alle 16:15

Io non sono sufficientemente informata, ma mi risulta che la clinica in questione sia convenzionata con il SSN, ma privata, giusto?
Non mi pare di aver letto da nessuna parte che il direttore della clinica abbia affermato: “accogliamo noi Eluana, ma a carico del SSN”.
Lo chiedo perché vorrei capire a quale titolo Sacconi ha minacciato di togliere la convenzione alla suddetta clinica.

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bill 20 gennaio 2009 alle 16:23

La clinica è convenzionata. Essendo convenzionata, deve seguire le norme del servizio pubblico, al di là del fatto che la cosa venga fatta con tanto di rimborso o meno. Il servizio pubblico non può togliere l’alimentazione, forzata o meno, a nessuno.
E a maggior ragione: cosa ci vuole a far cessare l’alimentazione ad Eluana privatamente, a seguito della sentenza?

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silvestro 21 gennaio 2009 alle 11:52

pazzesco…

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sing 21 gennaio 2009 alle 13:52

Bill, quando c’è vuoto legislativo le sentenze servono a colmarlo. Comunque misteriosamente assente guando il Vaticano definiva Gaza un campo di concentramento, rieccoti alla riscossa a difendere i vescovi che mettono il becco da tutte le parti. Adesso non esistono neppure più i presidenti di regione, pardon governatori, rivolgetevi tutti al vescovo.

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darth wanax 3 febbraio 2009 alle 17:28

DellA Vedova, hai ancora il coraggio di affermare che il tuo è uno schieramento liberale? Sentenze stracciate, imbarazzante ossequio verso il Vaticano, ma andate a raccogliere le ortiche, liberali all’amatriciana!

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darth wanax 3 febbraio 2009 alle 17:31

è strabiliante quanto questo bill ignori l’ordinamento dello stato italiano… sembra sacconi che scrive sotto pseudonimo…

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