Adriano Sofri: Israele, fatti uccidere e non sparare

psicol.jpg
Hamas bersaglia da anni case, scuole, strade di una popolazione civile israeliana cui è impedita una normale vita quotidiana. Hamas giura la distruzione di ogni cittadino di Israele e di ogni ebreo sulla terra. Hamas addestra ed esalta gli assassini suicidi. Hamas si serve vilmente degli scudi umani, predilige bambini donne e vecchi, tramuta moschee e pareti domestiche in ripari di armi e mine.
Ma lo spregevole cinismo di Hamas libera Israele dalla responsabilità verso quelle donne, quei vecchi, quegli uomini, quei bambini?


Che il mio nemico si nasconda dietro scudi umani mi autorizza a colpire? Potrò guardare quelle fotografie diffuse e ostentate dal mio nemico – una testa di bambina ingoiata dai detriti della sua stanza, gli occhi chiusi, la nera bocca spalancata a inghiottire la terra; tre piccoli cadaveri deposti su un pavimento di obitorio fortunoso, fratellini di Zejtun come messi a dormire vicini dopo una giornata di giochi, se non fosse per il sangue che ne allaga le vesti – con una commozione compensata dalla persuasione che non è colpa mia? Molti altri pensieri, molte altre emozioni contrastanti e laceranti suscitano queste immagini. Con una sola cosa certa: che bisogna pubblicarle”
Adriano Sofri Repubblica
La posizione di Adriano Sofri su Israele è tanto ipocrita quanto superficiale.
In un primo editoriale si rifà alla solita litania della disparità di vittime, come se il fatto che uno non riesca ad ucciderti in massa ma solo a grappoli, seppur costanti, implichi la non reazione da parte tua, per il semplice fatto che il tuo esercito è più organizzato
E non pago continua parlando della disparità del numero di prigionieri, parificando i prigionieri comuni regolarmente processati negli anni da Israele e quelli militari, fatti dai palestinesi
Come se io proponessi la percentuale dei detenuti nelle carceri di un Paese con quelli catturati in combattimento
Oggi Sofri si occupa delle foto dei bambini morti palestinesi, che vengono utilizzate dalla propaganda per colpire ulteriormente gli israeliani
Ammette che i palestinesi utilizzano donne, vecchi e bambini come scudi umani, che scuole, ospedali e abitazioni civili vengono trasformate in depositi di missili e di armi di modo che per colpire quelle devi anche distruggere vite umane innocenti; ammette perfino che i palestinesi tardano a soccorrere i bambini per poter enfatizzare ulteriormente le loro immagini sofferenti e straziate, che “fra gli uomini che ostentano i piccoli corpi esanimi ce ne sono che hanno auspicato e provocato l’orrore che si va consumando”.
Ammesso questo nega ad Israele il diritto alla difesa militare, proprio a causa del cinismo nazista di Hamas.
E si chiede:”Ma lo spregevole cinismo di Hamas libera Israele dalla responsabilità verso quelle donne, quei vecchi, quegli uomini, quei bambini? Che il mio nemico si nasconda dietro scudi umani mi autorizza a colpire?”
Qui si vorrebbe sapere cosa dovrebbe fare Israele
La soluzione, dice Sofri nel primo editoriale, c’è – “Non è possibile che Israele, cioè gli israeliani, pensino e sentano di “non avere altra scelta” dunque di non avere scelta. Ce l’ hanno, sanno anche qual è: tutti, o quasi. Sanno qual è, e vanno da un’ altra parte” – peccato che si guardi bene dal dirci quale sia
E nemmeno oggi ci erudisce in merito, salvo arrivare alla conclusione che le foto della cinica propaganda palestinese vadano pubblicate.
Ci mancherebbe altro che si debbano nascondere, per carità, ma si chiede Sofri dove siano le foto degli israeliani morti, mutilati, sopravvissuti e storpiati dai continui attentati palestinesi?
Si chiede come mai nè Repubblica nè altri le pubblichino sistematicamente, lasciando il posto a foto di bus, scuole e bar squarciati, rigorosamente privi di vittime?
Non è onesto confrontare gli scenari soffermandosi sulla tragicità solo di uno, legando le mani a chi invece viene ucciso per primo e non fa uso mediatico e indegno della morte e della mutilazione
E’ che come al solito gli ebrei hanno riconosciute le loro ragioni solo quando escono dai camini dei lager; quando si ribellano e si difendono, tornano aguzzini con il naso adunco
PS:Mi rendo perfettamente conto che il titolo e l’immagine siano forti ed espliciti (e che intimamente Adriano Sofri non voglia uno scannatoio al contrario); meno forti e più espliciti però, delle conclusioni che si traggono leggendo i due editoriali in questione

di Losciacallo il 7 gennaio 2009 in Adriano Sofri · 152 commenti

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Return 7 gennaio 2009 alle 15:20

O Sofri è uscito di testa, ma già qualche mese fa aveva lasciato a bocca aperta nella polemica con Calabresi, oppure assieme a Polito è un altro che avevamo scioccamente sopravvalutato.
Però se ci si mette a fare il conto di tutti i politici e gli intellettuali che negli ultimissimi anni si sono rivelati omm’ene’niente, diventa netta l’impressione che questo paese (solo?) stia attraversando un terremoto culturale, una sostituzione storica di paradigmi. Improvvisamente, persone che un tempo si ritenevano intelligenti sembrano sprovvedute, discorsi che sembravano ragionevoli appaiono semplicemente assurdi, come se fosse mancato il quadro ideologico che le rendeva non dico convincenti ma almeno plausibili.
Ora, 20 anni dopo il crollo del Muro, potrebbe non essere altro che l’agonia infinita della sinistra, che dopo essere pressoché scomparsa in forma politica cede pezzo a pezzo il suo primato intellettuale.

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 15:26

Che tristezza, però, return..

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silvestro 7 gennaio 2009 alle 15:43

io le foto degli israeliani mutilati le ho viste e mi hanno fatto la stessa impressione di quelle dei palestinesi: orrore.
io non ho la soluzione a questo conflitto, non pretendo di averla, ma sono un pò sconcertato.
vi chiedo a cosa serve un macello così, a fermare hamas?
come se i razzi o i kamikaze servissero a cacciare israele…
mi sembra un pò come se dei banditi prendessero degli ostaggi e la polizia irrompesse facendo fuoco su tutto e tutti.
è così infame avere dei dubbi su questo attacco?
se il terrorismo si è sempre battuto facendogli mancare l’appoggio della popolazione civile, sembra si vada nella direzione opposta.
che dire, spero con tutto il cuore di sbagliarmi.beati voi che avete tutto così chiaro

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 15:54

Le foto degli israeliani le hai viste qui, Silvestro, su questo blog. Non su Repubblica, non sul Manifesto, non sull’Unità, non sul Corriere etc
Non basta dire che il terrorismo è orrendo e la guerra pure, bisogna fare proposte risolutive fattibili.
quali?

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Return 7 gennaio 2009 alle 16:01

Tutte le analisi in buona fede sul conflitto sono discusse seriamente e anche con senso d’urgenza, non quelle che partono dicendo che Israele è la miglior patria possibile, forse, però gli israeliani sanno benissimo cosa fare e invece uccidono i bambini. Ma che è? E’ merda, non critica.
Della tregua di cui si parla in queste ore, che prevederebbe una sorveglianza americana dl’Asse Filadelfi, non si sarebbe potuto certo parlare perima della guerra: nÈ ad Hamas nÈ all’Egitto.

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Giancarlo 7 gennaio 2009 alle 16:11

Sofri ha il vizio di lasciare sempre qualcosa in sospeso, spesso allude a qualcosa e non esplicita a cosa si riferisce. A volte ha motivi personali, oppure da per scontato che tutti sappiano cosa vuole dire. Detto questo, secondo me la lettura di Rolli non coglie gli argomenti di fondo dell’articolo linkato. Silvestro ne ha evidenziati alcuni, che condivido. A mio avviso Israele, pur con tutte le ragioni che sappiamo e non avendo alternative facilmente praticabili, si è infilato su una strada che, se portata agli estremi, porta a una sola soluzione: l’eliminazione totale di uno dei due contendenti. Nel caso vinca Hamas credo che non rimarebbe nessun ebreo vivo. La vittoria di Israele invece è possibile solo riducendo il popolo palestinese a una specie di “riserva indiana” senza velleità di autonomia. In ogni caso entrambe le soluzioni prescindono dalla pietà. Il fatto di pubblicare o meno le foto dei bambini morti, fa parte di una battaglia mediatica, ma sugli effetti pratici, su chi ha perso un figlio non cambia un millesimo: ha ragione Silvestro per ogni bambino morto l’odio dei suoi congiunti e conoscenti aumenta a dismisura e credo che serva a poco spiegargli che la colpa è di Hamas.

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silvestro 7 gennaio 2009 alle 16:14

io parlo per me, rolli.
fosse per me riprenderei gli accordi di oslo, farei rispettare e rispetterei quegli accordi (cosa che non è stata fatta), per esempio.
ma ripeto, io sono stato spesso a gerusalemme per lavoro ma solo fino al 2001. ora non ho la minima idea di che aria tiri.
e l’unico contatto che mi è rimasto è scappato con moglie e figlio in olanda a lavorare.
c’era una marea di persone che avevano fiducia e speranza in quel percorso, da entrambe le parti.

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Losciacallo 7 gennaio 2009 alle 16:24

Ah certo, gli accordi di Oslo. Aspetta che lo dico ad Abu Mazen, così lo riferisce ad Hamas. Che di due, sempre che uno contrario si trova. E quello fintamente favorevole potrà scaricare la colpa sull’altro.
Israele non si è cacciato in un guaio, sta solo cercando di uscire da uno bello grosso. Anzi, di procurarsi qualche anno in più di esistenza.
Return, per rivelarsi poca cosa oggi, questi politici e intellettuali di cui parli devono essere stati, un tempo, grandi uomini. Ma ne sei proprio sicuro?
Non è che per caso eri tu a volerli vedere così?

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silvestro 7 gennaio 2009 alle 16:33

sciacà, dopo gli accordi l’espansione degli insediamenti israeliani aumentò esattamente come gli attacchi terroristici di hamas.
ora toccherebbe ricordarsi chi era favorevole e chi era contrario tra hamas ed al fatah e tra il likud e il labour.
è quello che ho detto.
ci sarebbe da pensare

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stalker 7 gennaio 2009 alle 17:00

@Rolli
1) Secondo me commetti l’errore di evadere la questione posta da Sofri.
2) Non è vero che non c’erano alternative all’attacco militare. Rachman, per fare un esempio, ne indicava una (quella di scambiare tregua con allentamento dell’embargo).
3) L’equazione (critica politica di Israele = antisemitismo) che adombri non ha ragione di sussistere. Sofri non sta dicendo che Israele non ha diritto al suo stato, nÈ sta dicendo che i razzi di Hamas e la loro cinica tattica di guerriglia urbana e mediatica sono da appoggiare perché i maledetti ebrei…Anzi. Pone due semplici domande, una esplicita e una implicita: quella esplicita è: il fatto che Hamas usi i civili come scudi umani mi giustifica nel bombardare comunque le loro postazioni? Quella implicita è se sostieni di “non avere alternative”, beh, allora non hai alternative ma è davvero così? (vedi 2)
4) L’esempio di silvestro a me pare calzante.
5) Ti rendi conto che questo modo di attaccare chi critica Israele rende impossibile qualsiasi discussione e qualsiasi pensiero alternativo? Se io dico che Israele e i suoi governanti in questo caso hanno toppato ad usare l’attacco militare perché stanno rischiando di fare il gioco di Hamas e che più aumentano i morti civili più aumenta l’odio e si rimpinguano le file di chi vuole distruggere Israele, sono un antisemita? C’è davvero bisogno di citare la Shoah ogni volta che si critica Israele?
@Return
Return il primo commento che fai è una sorta di falsa generalizzazione: siccome non sei d’accordo con l’approccio di Sofri e di Polito (che stento, comunque, a chiamare intellettuali) allora è la caduta libera della cultura e del primato intellettuale della sinistra.
Per quanto riguarda il secondo commento, non mi pare che Sofri stia dicendo che gli israeliani sanno cosa fare ma preferiscono uccidere i bambini, piuttosto dice che avere alternative è una questione di volontà. E l’appello di Abraham Yehoshua, Oz e Grossman con le soluzioni che propongono sono ulteriori alternative a favore di un cessate il fuoco.

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Losciacallo 7 gennaio 2009 alle 17:15

Ma insomma, se proprio ci tenete tanto a fare quelli dal cuore buono che si commuovono per i poveri palestinesi, che dire, fate pure. Però almeno lasciate agli israeliani il tempo di fare i cattivi e togliere tutti dai guai: Al Fatah, gli USA, la Ue etc. Che poi, finito qui, passeranno pure all’Iran, se non gli rompete troppo le scatole.

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giancarlo 7 gennaio 2009 alle 17:20

C’è gente che non impara mai un cazzo dalla storia.

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silvestro 7 gennaio 2009 alle 17:21

magari gli si può suggerire anche una capatina a casal di principe.
sperando che lascino in piedi almeno la superstrada che volevò andà a fa ‘na gitarella in costiera

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 17:34

Stalker, Sofri dice che c’è alternativa senza specificare quale, e che sì, è vero che Hamas è una gang di assassini, è vero che i civili vengono usati come scudi, è vero che gli arsenali e i qassam vengono nascosti fra i civili, gli ospedali, le scuole ecc, è vero che ci sono pure vermi che ritardano volutamente i soccorsi per avere il maggior danno possibile, epperò con invasati di questo genere, pare che Israele abbia alternative diverse da quelle militari
A me pare un discorso orribile e ipocrita
Scusa, ma chi ha violato la tregua? E come si può agire con gentaglia che non solo mantiene (e persegue come obiettivo nella pratica) nel suo statuto l’annientamento totale di Israele, ma che non sa e non vuole nemmeno rispettare dei minimi patti
Tu che faresti se io ti bombardassi? mi prendi a calci nel sedere, si arriva ad un accordo, e poi io ti spiaccico 60 razzi al giorno sulla testa?
Adesso si parla di allentare l’embargo, ma guarda che i qassam che piovono da mesi non erano per allentare alcunchè, sai? Adesso, dopo la reazione di Israele si comincia a trattare, ma se Israele non avesse reagito questi continuavano a lanciare qassam nel silenzio della comunità internazionale
Sofri non può ignorare queste cose e scrivere quello che ha scritto senza provocare indignazione

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Return 7 gennaio 2009 alle 17:41

Se permetti rispondo anche per Rolli finché non lo fa lei.
2) Anche pregare tutti insieme è un’alternativa, Stalker. Quello che Rachman non spiega è perché Hamas dovrebbe comportarsi diversamente da tutte le altre volte che Israele ha allentato l’embargo: non approfittandone per riarmarsi. Perché Stalker quando Israele occupava Gaza, Rachman e amici dicevano che l’alternativa a reprimere la violenza c’era: andarsene. Poi, quando le cose non sono affatto cambiate, anzi si incominciavano a intercettare le navi cariche i missili al largo di Heifà, hanno detto che l’alternativa c’era: era dare al popolo palestinese la libertà di autodeterminarsi. Poi, quando ha vinto Hamas, dicevano che l’alternativa c’era: invece di rovesciare subito i nazistelli, bisognava dare fiducia alla democrazia, appoggiare Fath e tutto sarebbe andato per il meglio. E hanno fatto il Golpe. E hanno scavato migliaia di tunnel, e si sono fatti addestrare da Hezbollah e tutte le belle cose che sappiamo. Adesso, se tutti capiscono che la distruzione di Israele è la ragione sociale di Hamas, perché mai allentare il blocco navale dovrebbe indurli a più miti consigli? Rachman non lo spiega. Tutto, tranne l’utopia, indica che userebbero la tregua come la stanno usando gli Hezbollah: per aumentare il potenziale bellico. E già adesso arrivano a 30 km da Tel Aviv. Mettiti tu nei panni loro, per cortesia.
5) in questi termini, no, hai ragione. Ma non sono questi i termini usati. Si parla di perfidi attacchi e di palestinesi schiacciati come scarafaggi. E le cose non stanno così.
- Il mio discorso è più complesso, e non riguarda solo me, nÈ solo Polito o Sofri. Ma devo una risposta a Losciacallo.
- Quali? Guarda che sei te che ti sei fatto un’immagine sballata della guerra in corso. Non è vero che Israele sta avanzando senza badare alle vittime civili. Se così fosse, è già stato notato, si conterebbero ormai a decine di migliaia. Se così fosse avrebbe continuato a bombardare anziché avanzare via terra, correndo il rischio di prendere i propri stessi colpi (cosa che puntualmente avviene), infognandosi nei tunnel minati. La gran parte dei civili uccisi, lo dice Sofri stesso, sono scudi umani: ergo l’alternativa in questione qui non è fare una guerra meno sporca, è non farla proprio. E questa presa d’atto dovrebbe indurre Hamas alla pace?!? “Hai vinto e vincerai sempre, perché non posso uccidere bambini. Quindi facciamo la pace”. “Ma certo, volentieri, non dicevo davvero che voglio distruggerti, io voglio governare il popolo palestinese e portarlo al benessere.” Una cosa così?
Adesso Tsahal è fermo alle porti delle città: attende che il governo gli comunichi se entrare o meno. Il governo ha dichiarato molte volte che l’obiettivo è fermare il lancio dei razzi, non distruggere Hamas. Se non ci fosse alternativa (ma c’è, tanto che si sta trattando), bisognerebbe tentare di distruggere Hamas. Ma di sicuro senza attacco non ci sarebbe nessuna trattativa nei termini in cui si sta conducendo ora, cioè: controllo internazionale del confine, costruzione di una barriera lunga 14 km, presenza americana nei pattugliamenti, e parallelamente alla cessazione dei lanci, sostituzione del blocco navale con il controllo internazionale dei porti. Come vedi, fra i punti non c’è nemmeno il riconoscimento dello Stato d’Israele da parte di Hamas. E’ proprio vero che la volontà manca a Israele.

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Losciacallo 7 gennaio 2009 alle 18:04

Silvestro, lascio stare le forzature di cui sopra per chiedere: davvero secondo voi – voi che in qualche maniera criticate ragioni e/o modi di Israele – questa azione aveva alternative?Davvero il resto del mondo non ne sapeva nulla?Davvero non c’è chi trova una qualche comodità nel lavoro sporco di Israele?
Nel gioco delle parti che si è determinato in quella zona non si intravedono tante soluzioni, se non una lotta quotidiana per la sopravvivenza che avrà necessariamente una fine quando la bomba demografica avrà il sopravvento: e non dovrebbe essere una fine gloriosa per Israele….

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stalker 7 gennaio 2009 alle 18:19

Return:
“E già adesso arrivano a 30 km da Tel Aviv.”
» proprio questo il problema. Rachman non è uno sprovveduto. Oz, Grossman, Yehoshua erano a favore di un bombardamento e sono a favore, adesso, di un cessate il fuoco duraturo. » vero che sono sinistra sionista e quindi, non proprio conformi alle posizioni tue e di Rolli. Ma a me sembra che il loro appello si basi non sulla preghiera come alternativa, nÈ sul pacifismo semplice, ma sulla considerazione che questo attacco è controproducente per Israele (anche Rachman parte dalle stesse considerazioni). Secondo me questa volta l’attacco è stato pianificato in questo modo anche per motivi elettorali. Poi rispetto alla storia delle alternative che racconti un po’ sommariamente spero che ti renda conto che la fai un po’ facile. Comunque hai visto i termini dell’accordo che si stanno prospettando? Avranno tutti, compreso Hamas, qualcosa su cui gridare vittoria. Se sarà così, gattopardescamente, non sarà cambiato nulla, tranne tanti morti e tanto odio nei confronti di Israele.

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Return 7 gennaio 2009 alle 18:23

E qualche missile in meno in testa a Sderot magari

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 18:39

Stalker, anche la storia dell’odio dei palestinesi verso gli israeliani è inflazionata e senza senso. Ti risulta per caso che abbiano mai smesso di odiarli, in pace, in guerra, in tregua? finchè vivranno, finchè Israele esisterà, li odieranno.

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British Bulldog 7 gennaio 2009 alle 18:43

ma fra le varie cose esposte da Stalker ce ne una che andrebbe un pochino esaminata ,, o meglio ci sarebbe da porsi un domanda..
Quale fosse il vero obbiettivo di Hamas nel rompere la tregua… Ora aldila di cosa uno possa pensare di Hamas nel bene o nel male o meno dubito siano dei cretini che si mettono a sparare razzi cosi,,tanto per fare un po di morti e basta ..E un minimo una risposta Israeliana in una qualche maniera se la dovevano aspettare,, Quindi l interrogativo da porsi è cosa effettivamente cercava Hamas di ottenere con la rottura della tregua..

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Return 7 gennaio 2009 alle 18:43

E mi sembra che tu fraintenda grossolanamente la posizione della “sinistra sionista”, appresso a D’Alema.
Oz dice che ´Non potevamo dire ad Hamas di continuare tranquillamente a bersagliare Israele soltanto perché non abbiamo avuto molte vittimeª, e sembra quasi che risponda alla domanda di Sofri.
Sull’embargo dice che “´Loro, i terroristi, vorrebbero il libero passaggio per cannoni, artiglieria pesante e missili inviati dall’Iranª, cosa che non gli si può permettere. Apre a Netanyahu e sostiene che Israele debba trattare la Cisgiordania e la Gaza in modi distinti e separati: lo dicesse Bush gli darebbero fuoco in effigie.
Grossman ha chiesto semplicemente 48 ore di tregua: non la fine delle ostilità. E Yehoshua ha scritto che “SE Hamas accetterà le condizioni per la tregua, è il momento che Israele si fermi: i palestinesi saranno sempre i nostri vicini.”
Attenzione Stalker: nessuno di loro sta come voi negando che la finestra del dialogo sia stata aperta proprio dall’Operazione militare. Anzi, tutti e tre rivendicano l’attacco come indispensabile. Solo che la forza deve essere al servizio della politica – chi non è d’accordo? – e loro giudicano sia ormai giunto il momento di trattare. Ma a certe condizioni, altrimenti si ricomincia con i missili.
Non mi pare che questa impostazione, della “sinistra sionista”, sia più affine a quella di D’Alema che a quella di Olmert (che infatti sta trattando, ma sotto la minaccia delle bombe).

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stalker 7 gennaio 2009 alle 18:47

Beh allora rolli l’unica conseguenza possibile della somma di ( odio ineluttabile verso israele + nessuna alternativa ) in cui credi è trasformare veramente gaza in un campo di concentramento e uccidere tutti i palestinesi, nuclearizzare l’Iran e schiavizzare gli stati arabi non allineati. Così Israele potrebbe stare un po’ in pace.

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brandavide 7 gennaio 2009 alle 18:50

@stalker,
secondo te return racconta sommariamente la storia mettendola facile dal suo punto di vista, saresti così cortese da metterla facile pure tu e farmi capire cosa di quella storia ti risulta alterato rispetto alla tua verità?
Grazie.
a… Auguri a tutti.

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Return 7 gennaio 2009 alle 18:53

BB molto probabilmente, visto che si parla di guerra elettorale, Hamas ha giudicato che il governo fosse troppo debole per affrontare una guerra e che alzando la tensione avrebbe provocato un plebiscito per la destra israeliana.
Non credo proprio che si aspettassero una riposta militare del genere.

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malik 7 gennaio 2009 alle 18:57

Return, per tua informazione la definizione “scarafaggi” applicata ai palestinesi, è stata coniata da Rafael Eytan, capo di stato maggiore che usa identificare i palestinesi di Gaza come “scarafaggi in un barattolo di vetro”. (se googli cockroaches+palestinians trovi innumerevoli riferimenti)

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malik 7 gennaio 2009 alle 19:03

e comunque mi pare che anche le prudentissime critiche di Sofri ad Israele, abbiano fatto scattare in Rolli la molla dell”antisemita”

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stalker 7 gennaio 2009 alle 19:05

Return, per la precisione Grossman dice:
“Ora, dopo il duro colpo inferto da Israele alla Striscia di Gaza, faremmo bene a fermarci e rivolgerci ai capi di Hamas, dicendo loro: “Fino a sabato, Israele si è trattenuto di fronte al lancio di migliaia di razzi Kassam dalla Striscia di Gaza. Adesso sapete quanto la sua reazione possa essere dura. Per non aggiungere ancora altri lutti e distruzione, intendiamo cessare il fuoco, unilateralmente e totalmente, per le prossime quarantotto ore. Anche se voi continuerete a sparare contro Israele, non reagiremo e non riprenderemo le ostilità”.Stringeremo i denti, come abbiamo fatto durante tutto l’ ultimo periodo, e non ci lasceremo trascinare verso una reazione di forza. Invitiamo inoltre tutti i paesi interessati, vicini e lontani, a mediare fra noi e voi, al fine di stabilire nuovamente la calma. Se anche voi cesserete il fuoco, noi non lo riprenderemo. Se continuerete a sparare mentre noi ci imponiamo la moderazione, reagiremo allo scadere delle quarant’ otto ore, ma anche allora lasceremo la porta aperta alle trattative per il rinnovo della calma, e persino per un accordo generale e più ampio”.
Questa è già una posizione alternativa.
Amos Oz
“I BOMBARDAMENTI che mirano a colpire sistematicamente le comunità civili israeliane sono un crimine di guerra e un crimine contro l’ umanità. Lo Stato di Israele deve proteggere i propri cittadini. Che il governo israeliano non desideri entrare nella Striscia di Gaza è chiaro a tutti. Il governo preferirebbe il cessate il fuoco che Hamas ha violato e, in ultima analisi, cancellato, ma la sofferenza della popolazione civile attorno a Gaza non può protrarsi. La volontà di evitare l’ invasione di Gaza non deriva da un’ esitazione, bensì dalla consapevolezza che Hamas mira a provocare Israele costringendolo a lanciare un’ operazione militare: l’ uccisione di decine o di centinaia di civili palestinesi, donne e bambini, vittime di un’ operazione militare israeliana, rafforzerebbe l’ estremismo a Gaza e potrebbe far crollare il regime di Abu Mazen in Cisgiordania, che sarebbe sostituito dagli estremisti di Hamas. Il mondo arabo stringerebbe le fila attorno alle spaventose scene che Al-Jazeera manderebbe in onda da Gaza, e l’ opinione pubblica mondiale si affretterebbe ad accusare Israele di crimini di guerra.”
Ancora una alternativa.
Yehoshua non lo cito perché l’ha citato D’Alema e quindi nella tua mente è a priori bruciato. Non mi pare di averli interpretati grossolanamente e non mi pare che abbiano detto che quello che è successo e sta succedendo era l’unica alternativa possibile.

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 19:05

Non penso assolutamente che Sofri sia antisemita. Non avrebbe una categoria su questo blog.
Quello che penso, circa la sua posizione su Israele, l’ho scritto chiaramente
Se penso che uno sia antisemita lo dico, e infatti in altre occasioni, l’ho detto

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Return 7 gennaio 2009 alle 19:14

Evidentemente interpretiamo in modo diverso l’italiano, stalker.
Io leggo che tutti loro partono dal fatto che la guerra andava fatta: era una guerra giusta e inevitabile. Quanti fra di voi son d’accordo?
Leggo che Grossman propone non un’alternativa ma una variante della strategia bellica. tregua di 48 ore, non “indefinita” e “di lungo periodo”. Siete d’accordo a una tregua di 48 ore e poi nel caso si ricomincia come prima?
Oz invece non propone nessuna alternativa, ma fa una previsione (pessimistica).
Yheoshua puoi pure ricitarmelo se vuoi.

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Return 7 gennaio 2009 alle 19:50

Ma rollina, hai letto che sono girate perfino a Sandro Magister?
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/213171

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Rolli 7 gennaio 2009 alle 20:17

Magister me l’ero perso, grazie Return. Dice le cose che qualsiasi persona con un minimo di obiettività, civiltà e onestà intellettuale dovrebbe dire.
Ma tu guarda se mi devo trovare con Magister che dice ‘ste cose e sofri che mi piazza due editoriali uno peggio dell’altro…

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stalker 7 gennaio 2009 alle 20:55

Return finisco la citazione di Oz, che scrive appena prima delle operazioni militari:
“Cosa ci resta da fare? Il modo migliore di agire per Israele è quello di ottenere un cessate il fuoco completo in cambio di un allentamento dell’ assedio a Gaza. Ma se Hamas insisterà nel respingere la tregua e continuerà a bombardare le comunità civili israeliane, allora occorrerà fare in modo che l’ operazione militare non faccia il suo gioco. Il calcolo di Hamas è semplice, cinico e malvagio: se restano uccisi degli innocenti israeliani, bene; se restano uccisi molti palestinesi innocenti, meglio ancora. A fronte di una tale posizione, Israele deve agire saggiamente e non soccombere all’ onda emotiva.”
Interpretiamo diversamente l’italiano, ma a me sembra che sia Oz, che propone come alternativa l’allentamento dell’assedio a Gaza (come diceva Rechman), prima dell’attacco, sia Grossman che dice 48 ore unilaterali di tregua per poi riprendere (e a me sembra contrario all’impiego di truppe terrestri) se Hamas spara razzi, propongano 2 soluzioni alternative e non dicono che non si poteva fare altrimenti.
Se ti chiudi nella gabbia semantica del dire “non ci sono alternative che questa”, poi davvero non ce ne sono.

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British Bulldog 7 gennaio 2009 alle 22:02

“Hamas ha giudicato che il governo fosse troppo debole per affrontare una guerra e che alzando la tensione avrebbe provocato un plebiscito per la destra israeliana.”
Domanda Return e quale vantaggio avrebbe avuto Hamas da un eventuale vittoria della “destra Israeliana ” Visto che delle due parti dovrebbe essere la piu intransigente nei confronti di Hamas—
Almeno dal mio punto di vista ,,calcolo che se io do vita a una serie di azioni poi mi aspetto una serie di coneguenze che mi facciano acquisire dei vantaggi alla fine

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Francesco 7 gennaio 2009 alle 22:31

“alla fine”
secondo me Hamas non crede che Israele effettuerà mai la pulizia etnica dei palestinesi e ritiene di poter trarre giovamento da ogni altro livello di sofferenza imposto ai palestinesi dagli israeliani.

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Return 7 gennaio 2009 alle 22:50

BB il motivo mi pare del tutto ovvio.

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stalker 8 gennaio 2009 alle 00:09

@brandavide
Un altro modo di raccontare le cose:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/jan/04/israel-gaza-hamas-hidden-agenda
Sottolineo:
“In the nearly three years since Hamas came to power, and before the latest assault on Gaza, Israel forces had killed about 1,300 people in Gaza and the West Bank. While a significant number of them were Hamas activists – and while hundreds of Palestinians have been killed by other Palestinians in fighting between Hamas and Fatah – there has been a disturbing number of civilian deaths.
The Palestinian Centre for Human Rights says that one in four of the victims is aged under 18. Between June 2007 and June 2008, Israeli attacks killed 68 Palestinian children and young people in Gaza. Another dozen were killed in the West Bank.
In February, an Israeli missile killed four boys, aged eight to 14, playing football in the street in Jabalia. In April, Meyasar Abu-Me’tiq and her four children, aged one to five years old, were killed when an Israeli missile hit their house as they were having breakfast. Even during the ceasefire, Israel killed 22 people in Gaza, including two children and a woman.”

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bill 8 gennaio 2009 alle 00:12

Secondo me una cosa è da chiarire, una volta per tutte.
Ad Hamas non interessa nulla del popolo palestinese, e figuratevi di uno stato palestinese. E’ una milizia mussulmana integralista, finanziata e teleguidata da Teheran, ed il suo unico obiettivo è la distruzione di Israele, e più in là la guerra santa contro l’occidente infedele. Israele si sta muovendo per difendere la sua esistenza, visto che i politici alla Sarko non hanno mosso neppure il mignolino per mesi, a fronte del lancio quotidiano di razzi e all’evidente fallimento della politica “territori per la pace”, che trovando come interlocutore un’organizzazione integralista, era destinata da subito al disastro. Giusto qualche anima bella può pensare che gente come quella possa rispettare un qualsiasi patto.

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Return 8 gennaio 2009 alle 00:51

senti stalker adesso riprendiamo con la tattica di buttar giù cose a caso?
Prima dici che Hamas si stava indebolendo, e che la guerra ora lo rafforza, adesso che Israele aveva già fatto una strage. Deciditi.

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Rolli 8 gennaio 2009 alle 01:52

Malik, io impiego un po’ a metabolizzare, quindi torno su quanto hai detto circa la molla che mi scatterebbe.
Guarda che Sofri non ha fatto “prudentissime critiche”, come asserisci, ma ha lanciato accuse pesanti pesanti come macigni.
Con fare gentile e graficamente corretto, certo.
In pratica lui dice che sì, Hamas è fetido e cinico, ma se Israele spara lo fa
1.sapendo di avere altre vie possibili
2.sapendo di sparare, per di più inutilmente, nel mucchio degli innocenti
Questo dopo aver detto l’altro giorno che, poffarbacco, guarda che disparità di cifre tra i morti e tra i prigionieri, calcolando fra i prigionieri quelli che sono in carcere per i reati più vari, generalmente quello di terrorismo, e senza soffermarsi sul fatto che i palestinesi immolano i civili, come capretti da sacrificare con lucido cinismo, mentre gli israeliani, se sanno che gli tiri una bomba in un luogo, lo abbandonano e vanno nei bunker o in un altro luogo.
Ed è così che vivono da anni, gli ebrei, dividendo i figli su autobus diversi, per avere la quasi di certezza di riportarne a casa intero almeno uno. Non mandandoli al macello scientemente come fanno i loro vicini
Cosa doveva dire Sofri, per non essere prudentissimo? che gli israeliani hanno i baffetti neri e la croce uncinata sul braccio?

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Rolli 8 gennaio 2009 alle 02:36

Il Riformista recensisce il film sul massacro di Sabra e Chatila:
“Alla fine del film la guerra irreale scivola nelle immagini di repertorio della guerra reale: cadaveri di adulti e bambini torturati e uccisi che pesano anche sulla coscienza di chi indirettamente ha partecipato a quell’orrore.
Un orrore che ricorda da vicino la strage di Gaza di questi giorni”
Complimentoni vivissimi

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British Bulldog 8 gennaio 2009 alle 08:59

sinceramente Francesco ,,mi sembra un tiro d azzardo un po eccessivo anche per Hamas ..troppo affidato al caso.mentre parto dal presupposto che prima di agire abbiano fatto ben bene i loro calcoli-amche se non vi piacciono ,quelli di Hamas , non sono dei fessi –personalmente mi sto facendo una mezza idea..ma prima vorrei provare a ricomporre alcuni pezzi del puzzle –
Domanda in tutta questa vicenda finora quale sono state le posizioni di al Fatah ,?

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Francesco 8 gennaio 2009 alle 10:04

Caro BB
aspetto le tue ipotesi, certo che saranno più fondate delle mie illazioni.
Saluti
PS Al Fatah? viveva del mito di Arafat, mi pare un morto che cammina grazie ai soldi che gli versiamo.

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elofoolish 8 gennaio 2009 alle 10:32

ed ecco una brillante azione di solidarieta’…
http://roma.repubblica.it/dettaglio/La-proposta-shock-Boicottiamo-gli-ebrei/1571752
tutto questo e’ orribile. antisemitismo fatto passare per qualcos’altro.
che vergogna, si vogliono intitolare strade a fascisti “caduti per la causa”, si promuovono azioni di questo tipo. e come al solito la tensione in medio-oriente viene accolta da questa feccia come ennesima scusa per ritirare fuori liste di proscrizione.
qua si respira sempre piu’ aria nera.

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British Bulldog 8 gennaio 2009 alle 10:55

ma a parte il fatto che
tutta la vicenda ,,mi sembra a diirla buona una “corazzata pazzesca ” Mi piacerebbe capire nell intenzione di sudetto individuo .in che modo .il fatto che invece di andare a bere lo spritz da un barista “ebreo” [( a parte il fatto che mi piacerebbe sapere come si fa a scoprire se il barista sia o meno ebreo ( dal fatto che mette la fettina di limone invece che l oliva?) (o che sul bancone invece delle noccioline ci tiene gli anacardi?)] lo vado a bere da un barista “italico DOC” (visto che italico od ebreo tanto poi lo sconto non me lo fa)
aiuterebbe all atto pratico i palestinesi di Gaza —–

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 11:02

siacà, penso sia possibilissimo che il mondo sappia e che qualcuno tragga vantaggio da questa situazione.
sono meno d’accordo con te sulla strada da percorrere per arrivare ad una soluzione del problema, non che non ci sia un problema da risolvere.
trovo molto più utopistico pensare che israele possa far prevalere le sue ragioni in questo modo.
perchè una volta eliminati i palestinesi c’è la siria, poi l’iran e , ammettendo con molta fantasia che ce la facesse, cosa viene dopo? la giordania? l’egitto? la libia? il pakistan?
e l’occidente alleato come la prenderebbe? e la russia o la cina?
se la pacificazione avvenisse a monte sarebbe meglio.
io spero ardentemente che questa azione risolva qualcosa.
certo è che se non sbaglio ci sono anche le elezioni vicine, cosa che non sottovaluterei nel cercare di capire come proseguirà israele questa vicenda.
non penso sgonfierà a gaza l’influenza di hamas, purtroppo.

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 11:14

ovviamente per me il problema è limitato a razzi e kamikaze.

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elofoolish 8 gennaio 2009 alle 11:50

infatti secondo me BB, lo scopo non e’ assolutamente aiutare i palestinesi!
questi bastardi non vedo l’ora di attaccare le minoranze soprattutto quella ebraica!
a me pare solo e soltanto razzismo bieco.
tant’e’ che roberto fiore piu’ di una volta si e’ schierato dalla parte dei palestinesi, per questi personaggi l’antisementismo va oltre, gli ebrei ai loro occhi sono il nemico numero uno, pure prima dei mussulmani.
poi li vorrei proprio vedere a dare un aiuto reale ai palestinesi che non danneggi l’immagine degli ebrei.
e’ la loro propaganda neofascista.

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Return 8 gennaio 2009 alle 11:56

>perchè una volta eliminati i palestinesi c’è la siria, poi l’iran e , ammettendo con molta fantasia che ce la facesse, cosa viene dopo? la giordania? l’egitto? la libia? il pakistan?
Scusa Silvè, ma che dici?

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 12:14

era una risposta allo sciacallo sul lavoro sporco che israele farebbe o dovrebbe fare per l’occidente.
che in parte sarebbe anche vero ma fino ad un certo punto.

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Return 8 gennaio 2009 alle 12:22

Per l’Occidente ma soprattutto per il Medio Oriente
Non paragonare questa crisi alla guerra del 2006 contro Hezbollah: sono cose molto diverse.

Replica

Return 8 gennaio 2009 alle 12:40

“Il Dio degli ebrei che Scalfari nomina invano ”
di Oscar Giannino
LIBERO
Viva Stefano Romano Di Segni. Ieri ha scritto a Repubblica la sua condanna per quanto scritto da Eugenio Scalfari. Domenica, il fondatore di Repubblica ha parlato dell’azione israeliana contro i terroristi di Hamas. Ma era solo un incipit. Parava altrove, nella consueta censura verso la Chiesa e la sua dottrina in materia di bioetica. La condanna per la ´sproporzione evidenteª di Israele era comunque ferma. Ma visto che si parlava di un tema non proprio secondario per la nozione stessa di Israele – Dio – Scalfari lo liquidava sbrigativamente. In Israele, per lui, lo si adora alla stessa stregua dell’interpretazione jihadista del Corano.
A quel punto, a molti lettori di Repubblica, e innanzitutto a molti lettori ebrei, le scatole sono girate a mille. E parecchi di loro hanno preso carta e penna, mandando missive di protesta. Tanto che lo stesso giornale ha dovuto pubblicarne una per tutte. Perché la voce della protesta era girata, nella comunità romana come altrove, e non sarebbe stato corretto nÈ elegante fare orecchie da mercante.
La prescelta è stata appunto quella di Stefano Romano Di Segni. Il quale ha respinto le pretese di Scalfari ´teologoª, per il quale gli ebrei d’Israele hanno dimenticato il Dio d’amore di Abramo e quello della sapienza di Salomone, per adorare solo YhwÈ Sabaoth, l’aspro ìDio degli esercitiî. E ha concluso amaramente di non stupirsi, visto che Scalfari scriveva sulle riviste più razziste del fascismo ancora nel tardo 1942.
La scelta di Repubblica è stata quello dello scorpione, che serba in coda il veleno. La lettera di Di Segni è stata bollata in corsivo come insultante, priva di argomentazioni tali da confutare Scalfari. Una scelta che mi ha fatto riflettere. Mi ha prima fatto sorridere. Poi, mi è sembrata un po’ meschinella. Se alla direzione e all’ufficio centrale di Repubblica pensano si debba difendere il fondatore sostenendo che chi lo critica è un empio insultatore, allora alla battaglia delle idee si è sostituita l’idolatria. Bell’essere laici, criticare il Papa cattolico in nome dell’Antipapa proprio. Complimenti.
Ma, al di là delle facili battute che vengono spontanee, di fronte a tanto discettare di filosofia negli ultimi anni di prosa scalfariana, se stiamo al punto in realtà viene da dire che da stupirci c’è assai poco. Sono passati quarantuno anni ormai, dalla guerra dei Sei Giorni che vide Israele difendersi con un brillante blitz preventivo dall’ennesimo attacco che i Paesi arabi confinanti gli stavano riservando. Molti forse non lo ricordano, ma la rottura storica tra il grande Arrigo Benedetti fondatore dell’Espresso, ed Eugenio Scalfari che ne prese da allora il timone grazie al sostegno del principe Caracciolo, avvenne proprio perché Scalfari assunse una posizione nettamente filo-araba, condannando l’azione di Israele.
Da allora, Scalfari non ha mai cambiato idea. » Israele, in quanto Paese democratico e libero, che da sola dovrebbe capire quanto sia infondata e ingiusta, la pretesa di eliminare dal ring chi la colpisce e distrugge col terrorismo. Ricordo ancora le parole di Scalfari nel 2002. Erano passati nove anni, da quando Ytzak Rabin avevo stretto la mano di Araft a Camp David, pagandone poi due anni dopo il prezzo con la propria vita. Ancora nel 2000, vanamente Clinton aveva richiamato Arafat a Camp David con Barak, per onorare i patti sottoscritti con Israele. Ma le stragi kamikaze contro civili israeliani inermi continuavano. E Israele a quel punto mise sotto assedio gli uffici di Arafat a Ramallah. Scalfari scrisse allora che nulla si poteva chiedere ad Arafat, tanto meno evitare i kamikaze. mentre tutto si doveva chiedere solo a Israele. Ma Sharon avrebbe detto di no, sempre e solo di no, continuava Scalfari. Mi sono sempre chiesto se quei giudizi duri come pietre gli siano tornati alla mente, quando tre anni dopo Sharon si ritirava da Gaza senza nulla pretendere. Per ritrovarsi poi Hamas che continua a tirare razzi sulle città israeliane.
» da 41 anni, che Scalfari pensa che Israele sia giustamente punita e unica responsabile dei guai dell’intero Medio Oriente. Di fronte a questo passano persino in secondo piano la superficialità e la disinvoltura con cui egli liquida Elohim agli occhi di chi è ebreo, e il valore dell’Alleanza con Dio a cui per sempre i discendenti delle dodici tribù d’Israele si sentiranno legati. In fondo, sono difetti assai prossimi a quell’istintiva e paludata apparenza di ragione che appagava il giovane Scalfari, inducendolo a scrivere in gioventù per le riviste del fascismo.

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 12:42

io non ne avevo la minima intenzione. penso anche che ci sia di molto localmente politico sia nella rottura della tregua da parte di hamas sia nella risposta col pugno di ferro di israele.

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malik 8 gennaio 2009 alle 12:44

rolli dal mio punto di vista le garbate critiche di sofri (cmq è un passo avanti rispetto al suo essere sempre stato un difensore senza se e senza ma di Israele)sono appunto prudentissime-e quindi la vignetta dell’ebreo suss che hai messo a corollario del post mi sembrava appunto che volesse mettere alla gogna sofri come novello antisemita. Prudentissime critiche dicevo, perchè condite da tutto il solito armamentario di scuse addotto da israele per giustificare il massacro della popolazione civile che secondo me è condotto scientificamente, e non è effetto di “danni collaterali”. Si vuole fare carne da macello delle famiglie palestinesi per spezzare lo spirito della nazione, così come fu fatto da tutte le parti durante la seconda guerra mondiale, bombardamenti a tappeto su Londra, Dresda e quant’altro. Mi risulta anche particolarmente ridicola l’accusa ad Hamas, secondo cui i suoi membri si nascondono tra civili usandoli come scudi umani. Cosa dovrebbero fare, andare in una landa desolata (trovane a gaza) e lanciare razzi di segnalazione ai piloti israeliani, magari scrivendo a caratteri cubitali sul terreno : ehi, siamo qui!!!
Che Israele poi riesca sempre a ricoprire il ruolo della vittima quando fatti (superiorità militare, arsenale nucleare, occupazione di terre, sfruttamento di risorse) e cifre (totale sproporzione di vittime a danno dei palestinesi) dimostrano il contrario la dice lunga sull’abilità di Israele a condurre anche le guerre di propaganda. Tu mi dirai, eh ma Hamas vuole annientare Israele con l’aiuto dell’Iran. Non è vero, secondo me anche Hamas è pronta ad accettare quella alternativa i cui punti aveva ben delineato Stalker più su, il problema è cominciare a trattare, se non lo fanno gli israeliani non lo sapremo mai. Invece fanno solo una guerra stupida che produce immani sofferenze e accresce l’odio e radicalizza ancora di più il rancore dei palestinesi verso gli israeliani.

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Return 8 gennaio 2009 alle 12:52

Capito Stalker? Massacro condotto scientemente, carne da macello delle vittime palestinesi.
Sarebbe utile che ribattessi tu.

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 13:07

malik, cos’è, l’altro punto di vista manicheo dell’armagheddon?

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malik 8 gennaio 2009 alle 13:07

e cosa dovrebbe aver capito Stalker che non aveva capito prima? bhò..

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Return 8 gennaio 2009 alle 13:44

Dovrebbe capire che la levata di scudi non era rivolta a lui ma a gentaccia come te.

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elofoolish 8 gennaio 2009 alle 13:57

certo e’ difficile pensare alla pace in medio oriente se anche su un blog si scannano persone con opinioni diverse…
su fatti che chissa’ da chi sono manovrati poi…

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Return 8 gennaio 2009 alle 14:09

Ecco come Repubblica dà le notizie:
13:45 Razzo sul deserto del Negev, gravi due palestinesi
Due israeliani sono rimasti gravemente feriti da un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza su un palazzo sul kibbutz Ein Ha Shlosha, nel deserto del Negev. Lo hanno riferito fonti mediche e della sicurezza. Altre due persone sono rimaste lievemente ferite.

Replica

silvestro 8 gennaio 2009 alle 14:18

return, essù…

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malik 8 gennaio 2009 alle 14:27

purtroppo è questo il problema a monte, chiunque si azzardi a criticare israele viene ricoperto d’insulti dalle fedeli truppe cammellate. return potrei facilmente ribatterti che sei un razzista, e della peggior specie, visto il basso valore che sembri attribuire alle vite dei palestinesi, in tutta questa tua logorroica diatriba non ti ho mai sentito non dico esprimere un’opinione di biasimo ma almeno di rammarico per così tante vite perdute, devi essere veramente una persona senza zucca e senza cuore. mi dispiace perchè non pensavo fossi così, visto come ti eri espresso su altri temi di questo blog.

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bill 8 gennaio 2009 alle 14:42

E io ribadisco: Hamas non è un movimento nazionalista palestinese, ma un’organizzazione islamista integralista. Considera la distruzione di Israele un fatto religioso, non politico. A fronte di questo obiettivo tutto è lecito, tantopiù l’uso di ostaggi civili, così come quello altrettanto animalesco dei kamikaze.
Se ancora si fa finta che questa guerra riguardi anche lontanamente l’indipendenza del popolo palestinese, e/o la nascita di uno stato palestinese, non si vuole proprio vedere la realtà delle cose.
Si vuole porre termine alla guerra? E allora i vari Sarkozy si adoperino perchè cessi il flusso di armi dall’Iran ad Hamas, e si crei una striscia demilitarizzata a sud di Israele sotto il controllo internazionale, che impedisca concretamente il lancio di razzi verso le città israeliane. Il resto è fuffa.

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elofoolish 8 gennaio 2009 alle 15:06

caro bill,
il fatto e’ che molto probabilmente a nessuno interessa che questo conflitto cessi realmente.
il medio oriente destabilizzato fa comodo

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Losciacallo 8 gennaio 2009 alle 15:33

Silvestro, di mestiere non faccio l’esperto di cose internazionali e presumo di conoscere un decimo della reale situazione in quelle zone, ma ad una amara conclusione mi sforzo di arrivare: questa azione sembra indicare – al contrario di ciò che tu hai erroneamente desunto dalle mie parole – che Israele non vuole eliminare i palestinesi, ma solo difendersi finchè è possibile.
Ormai penso che neppure i più ultrà tra gli ortodossi e i fascisti ebrei contemplino l’eliminazione fisica dei palestinesi, se non per buon cuore, di certo per la matura convinzione che non ci riuscirebbero mai.
Fortificati dai benefici effetti della costruzione del muro divisorio che ha ridotto gli attentati dei kamikaze sulla popolazione civile, gli israeliani tirano a campare, sapendo di avere tutto contro (la storia, la demografia, l’opinione pubblica mondiale).
Con queste azioni mettono sul tavolo le loro carte sperando che nessuno le vada a vedere.
Per amaro che possa essere dirlo quando si discute di vite umane, a noi qua al calduccio di fronte al pc non resta che sperare che i leader israeliani sappiano quel che fanno….

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silvestro 8 gennaio 2009 alle 15:42

completamente d’accordo sulle ultime tue parole, tanto che stavo per chiosare l’ultimo mio commento nella stessa maniera.
se ho ti interpretato male me ne scuso, avresti avuto ragione ad offenderti.
allora, forse, sono semplicemente più ottimista di te.
peace
love
respect

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Return 8 gennaio 2009 alle 16:02

Mi dispiace averti deluso malik. Davvero.

Replica

Losciacallo 8 gennaio 2009 alle 16:16

Non mi sono offeso, figurati: so di aver scritto cose pesanti alcuni post fa, quindi non mi sorprendo che tu possa aver interpretato così. Ovviamente, erano forzature (come ho già detto) messe lì perchè alcuni commenti davvero ti tirano i paradossi da sotto i piedi….

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Return 8 gennaio 2009 alle 16:36

dopo francschini ora è il turno di sarkozy vedo
beh se non altro si alza il tiro
Losciacallo non appena riesco ad asciugarmi le mani dal sangue di cui sono lorde rispondo alla tua provocazione eh

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bill 8 gennaio 2009 alle 18:10

Beh, è ovvio che mentre quello che dice un Franceschini, su un quasiasi argomento, conta zero, per quello che concerne Sarko la cosa è un tantino diversa. Non tanto per la moglie (mi manca ancora una sua qualche illuminante esternazione..), ma magari per il ruolo.
Franceschini era solo un tormentone, come usa nelle canzonette estive.
Ciò non toglie che la posizione di Sarko, sebbene il piano che ha messo a punto pare verta proprio sulle due condizioni che richiede Israele, non mi convince appieno (vedi i discorsi sulla “sproporzione”, la richiesta di tregua unilaterale etc etc). Vedremo l’evolversi della situazione.

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Rolli 8 gennaio 2009 alle 18:44

“Nessuno vede l’interesse dell’altro, ma solamente il proprio. Le conseguenze dell’egoismo sono l’odio per l’altro, la povertà e l’ingiustizia.
A pagare sono sempre le popolazioni inermi. Guardiamo le condizioni di Gaza: assomiglia sempre più a un grande campo di concentramento”
“Israeliani e palestinesi sono figli della stessa terra e bisogna separarli, come si farebbe con due fratelli”
“Ma questa è una categoria che il ìmondoî, purtroppo, non comprende. Se non riescono a mettersi d’accordo, allora qualcun altro deve sentire il dovere di farlo. Il mondo non può stare a guardare senza far nulla. Si mandano missioni di pace in tutto il mondo, si sono fatte tante proposte ma i veti hanno sempre prevalso. Ora anche Bush ha cominciato a pensare che forse una missione di pace sarebbe auspicabile”
Lo ha detto il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace, in un’intervista a Ilsussidiario.net.
Replica di Israele:”Il cardinale parla come Hamas”
Aggiungerei: e come D’Alema
Aggiungo due link mandati da Sing che stamattina non è riuscito a scrivere sul blog
Effetto Gaza in Europa
ragazzina insultata e pestata in Francia perchè ebrea

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British Bulldog 8 gennaio 2009 alle 20:47

“ora anche bush ha cominciato a pensare a una missione di pace “,,
ovviamente il fatto che oramai Bush sia fuori dai giochi e una fatto meramente secondario dsumo

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bill 9 gennaio 2009 alle 00:13

Dimenticavo un altro, mica piccolo, particolare: nella sua frenesia napoleonica Sarkozy, che forse non si è accorto della scadenza del semestre di presidenza francese della UE, si è messo in testa di coinvolgere la Siria. A me pare un’idea balzana assai, per non dire dilettantesca e pericolosa.

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 00:19

anzi anzi, ringrazia che non pensi (forse, non è detto) di coinvolgere anche l’Iran

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 01:29

Malik, non so se ti sei reso conto di ciò che hai scritto nel tuo commento
Ne riporto ampi stralci
il solito armamentario di scuse addotto da israele per giustificare il massacro della popolazione civile che secondo me è condotto scientificamente, e non è effetto di “danni collaterali”. Si vuole fare carne da macello delle famiglie palestinesi per spezzare lo spirito della nazione,
Mi risulta anche particolarmente ridicola l’accusa ad Hamas, secondo cui i suoi membri si nascondono tra civili usandoli come scudi umani. Cosa dovrebbero fare, andare in una landa desolata (trovane a gaza) e lanciare razzi di segnalazione ai piloti israeliani, magari scrivendo a caratteri cubitali sul terreno : ehi, siamo qui!!!
Che Israele poi riesca sempre a ricoprire il ruolo della vittima quando fatti (superiorità militare, arsenale nucleare, occupazione di terre, sfruttamento di risorse) e cifre (totale sproporzione di vittime a danno dei palestinesi) dimostrano il contrario la dice lunga sull’abilità di Israele a condurre anche le guerre di propaganda.
Tu mi dirai, eh ma Hamas vuole annientare Israele con l’aiuto dell’Iran. Non è vero, secondo me anche Hamas è pronta ad accettare quella alternativa i cui punti aveva ben delineato Stalker più su, il problema è cominciare a trattare, se non lo fanno gli israeliani non lo sapremo mai.”
In pratica: gli israeliani sono dei vermi assassini che bombardano e ammazzano volutamente i bambini e i civili per spezzare lo spirito della nazione palestinese
E’ giusto che hamas nasconda nelle scuole, negli asili, negli ospedali e nelle abitazioni civili l’artiglieria e che da lìm bombardino israele, perchè è l’unico modo per non farsi accoppare, e per creare un deterrente
Israele gioca alla vittima e non lo è, perchè ha gli armamenti, il nucleare, le colonie.
Hamas non è vero che vuole distruggere Israele, anzi vuole trattare
Che ti devo dire? sono allibita dalle tue parole.
Mi stupisce che Silvestro abbia ripreso Return, a dire il vero

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malik 9 gennaio 2009 alle 02:55

rolli cosa vuoi che ti dica, sì ribadisco che Israele persegue volutamente una strategia di guerra mirata a causare perdite civili, non capisco perchè questa idea ti sconvolga così tanto, è la stessa strategia che hanno adottato i tedeschi a Londra e gli inglesi a Dresda.Per me 700 morti palestinesi in pochi giorni parlano da soli, non sono frutto di “danni collaterali” e sono una risposta totalmente sproporzionata rispetto ai danni e alle perdite subite da Israele per mano di Hamas.E non ho detto che sono vermi assassini questo l’hai detto tu. se anche tu ti vuoi accodare all’andazzo insultante tipico dei fascisti oltranzisti israeliani che ha adottato return, accomodati pure, non vedo perchè si debba andare sul piano dell’offesa personale. Le cose che dico io le dicono anche tanti altri inclusi diversi israeliani, usando gli stessi concetti e lo stesso vocabolario.Anche loro non hanno vita facile però:
Amira Hass la giornalista israeliana di Haaretz che scrive da Gaza è ricorrentemente accusata di alto tradimento e riceve numerose minacce di morte per gli articoli che scrive e dove è rappresentato il punto di vista palestinese. Immagino che anche lei sia “gentaccia” per il maoista return.

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 03:39

Sì, vermi assassini l’ho scritto io ma è logica conseguenza di ciò che hai scritto tu. Se tu affermi che Israele mira a decimare i palestinesi, sparando scientemente fra i civili, la definizione vien da sè
Personalmente ritengo inaudito quanto hai scritto e ribadito
E guarda che discorsi come i tuoi li ho sentiti proprio dai fascisti oltranzisti e dall’estrema sinistra.
Una parolina su Hamas, invece?

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 04:00

Amira Hass è quella che definisce gli israeliani “nazisti”?
“In breve, stiamo parlando di uno Stato giudeo-nazista. Dico questo perché quando gli ebrei pensano, si comportano e agiscono come nazisti, essi diventano nazisti. Dobbiamo dire pane al pane, specialmente quando si tratta dei nostri becchini.
Perciò è una grande bugia dire che questa è una guerra contro Hamas. Questa è una guerra di sterminio di tipo nazista contro il popolo della Palestina”.
Così, giusto per inquadrare la signora, che dice tra l’altro che Hamas non aveva rotto la tregua

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British Bulldog 9 gennaio 2009 alle 05:11

in compemnso un altro eclatante exploit nel tipico sport italico della marcia indietro—
————————————————–ora a parte il fatto (indipendemente di cosa possa io pensare sulla questione di Gaza)(a parte che il tipo in questione o e marcio o suonato)
,,trovo allucinante,,se non fosse un attitudine tipicamente italica..questo dire una cosa e poi subito dopo fare marcia indietro dicendo di essere stati fraintesi–///

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elofoolish 9 gennaio 2009 alle 09:10

io non capisco da cosa vi viene tutta questa certezza che israele agisca sempre in buona fede.
non avete mai un dubbio?
BB pensa a quello che avra’ passato ieri alemanno a dover chinare il capo davanti a tutti i commercianti ebrei… la mattina a onorare tre neofascisti morti con onore per servire la causa di chi ha spedito gli ebrei nei campi di concentramento e il pomeriggio a chiedere scusa agli ebrei per chi rivuole le famigerate liste.
dura la vita per i post fascisti…

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elofoolish 9 gennaio 2009 alle 09:15
elofoolish 9 gennaio 2009 alle 10:18
silvestro 9 gennaio 2009 alle 12:04

rolli, io ho ripreso return solo per il commento sull’articolo di repubblica.
vorrei fosse chiaro il mio pensiero: sappiamo sicuramente meno del necessario per capire o per risolvere a parole un odio che dura da decenni.
non posso essere in alcun modo vicino ad una linea politica come quella di hamas.
sfrutta la disperazione della gente per gonfiare la propria forza, e questo sta portando solo lutti e rovina ai palestinesi.
ci sono passato nei territori occupati e ti assicuro che fanno effetto, ed era un periodo di calma, non c’erano manco i posti di blocco.
quei pochi servizi come le scuole vengono da hamas mentre al fatah appare sempre più un coacervo di corruzione.
un vivaio ideale per chi vuole estremizzare la gente per aumentare la propria influenza ed il proprio potere politico.
ma ho anche difficoltà a capire ed ad appoggiare certe risposte israeliane.
ogni qual volta ci si appresta a fare un passo in avanti c’è qualcuno che soffia sul fuoco con un razzo o una passeggiata sulla spanata della moschea.
penso anche a sharon che da falco ha cercato alla fine di ritornare indietro con quella decisione importantissima e dolorosa del ritiro dei coloni da gaza.
un passo che evidentemente era necessario.
e proprio quello che sta accadendo ora appare molto legata alle prossime elezioni a gaza e in israele.
sbaglierò ma mi sembra che ci sia chi vuole tenere alta la tensione a gaza e chi vuole mostrare quel pugno di ferro su cui gli oppositori politici fanno campagna elettorale.
progetti politici a breve anzichè a lungo termine. solo che in mezzo ci sono centinaia di morti che nulla c’entrano.
qui vorrei riprendere il commento dello sciacallo che spera nella lungimiranza dei governanti israeliani convinto anche lui che da qui poco possiamo in realtà capire.
ed anche io lo spero, con tutto il cuore.
e, sempre per citare qualcuno dei commentatori, sposo le parole di elo quando dice che se già da qui ci si scanna per cose di cui poco sappiamo, figuriamoci lì.

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Return 9 gennaio 2009 alle 12:17

E in cosa era sbagliato quel commento, silvestro?
E’ un caso che le vittime israeliane vengono costantemente obliterate, perfino trasformandole in vittime palestinesi?
Succede continuamente.
elo, i numeri, per quanto tragici, parlano da soli. Per fare un migliaio di morti a Gaza basta centrare un paio di palazzi a Gaza City. E visto che l’età media nella Striscia è di 16 anni, avrò anche una strage di Erode, sicura, certa e certificata. Non vado certo a cercarmi l’ospedale dell’Onu.
Ma non vi accorgete di quanto sono contorti i ragionamenti necessari per giungere a certe conclusioni?

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silvestro 9 gennaio 2009 alle 12:32

ret, era chiaramente un refuso dell’agenzia. trovarci della malafede mi sembrava eccessivo.

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Losciacallo 9 gennaio 2009 alle 12:57

Aspetta Silvestro, che forse non mi sono ben spiegato.
Premessa la mia ignoranza, quando dico “mi auguro che gli israeliani sappiano quel che fanno” non faccio un atto di fede a scatola chiusa, ma scientemente decido di appoggiare una sola delle due parti in conflitto perchè la storia mi ha insegnato che è l’unica di cui mi posso fidare.
Non faccio equivalenze, non metto sullo stesso piano i contendenti (nè le loro “provocazioni”), non ritengo che ci si possa fidare di entrambi. Siccome son certo che a nessun israeliano piaccia massacrare palestinesi gratis (che poi gratis non è, lo sanno bene), mi tocca sperare che raggiungano gli obiettivi posti a base di questa azione.

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Return 9 gennaio 2009 alle 13:02

Guarda Silvestro, ti porgo un esempio delle 12.33
Titolo: 12:33 Al Jazeera, in corso massiccio lancio bombe al fosforo
Testo: “Su Gaza City è in corso un massiccio lancio di bombe al fosforo bianco da parte dell’esercito di Israele”, lo ha affermato uno degli inviati della tv satellitare araba che nel frattempo mostrava in diretta le immagini delle dense colonne di fumo provocate da queste bombe. L’inviato, ammettendo di non sapere bene quali siano gli effetti di questi ordigni, ricorda che “la stampa occidentale ha parlato di arma non convenzionale che brucia”.
Il fosforo bianco non produce colonne di fumo, ma cortine fumogene che si espandono al livello del suolo per occultare le truppe di terra.

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stalker 9 gennaio 2009 alle 13:20

Causa delle scadenze di lavoro non posso seguire questo dibattito. Quindi me ne astengo.
Voglio solo dire un ultima cosa. Ritengo lo stato israeliano una democrazia occidentale di primo ordine (migliore di quella italiana), ritengo che la cultura ebraica, in modi sottili, abbia prodotto alcune delle migliori menti del novecento in tutti i campi del sapere. Proprio per questo trovo sconvolgente l’idea che sia possibile giustificare moralmente l’uccidere civili anche quando questi vengano usati come scudi umani da insensati e cinici figli di puttana.
Capisco la base filosofica utilitarista di chi sostiene che invece vanno bombardati perché è l’unico modo per difendere israele e i suoi cittadini. La capisco ma non la condivido, nÈ la giustifico perché (a) è lo stesso pensiero utilitarista che fa si che Hamas usi i civili come scudo e (b) perché anche a livello utilitarista, questo particolare attacco è controproducente per la sicurezza di Israele (riverbera il circolo vizioso di odio e rivalsa e isola Israele a livello internazionale).
Le alternative ci sono, ne ho citate alcune proposte da israeliani non pacifisti, ma i motivi politici che, secondo me, hanno mosso questo attacco hanno prevalso sulla necessità di seguirle.
Poi non capisco perché questa difesa a tutti i costi. Se l’esercito israeliano uccide 41 innocenti per ammazzare 2 militanti di Hamas in (o accanto a) un edificio UN, se uccide un autista di un convoglio umanitario e ne ferisce altri 2, se spara contro un convoglio di 13 ambulanze della croce rossa potrò criticarne l’operato? Cosa siete disposti ad accettare in nome della sicurezza di Israele, prima di iniziare a dubitare che questo sia il corso di azione migliore?

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silvestro 9 gennaio 2009 alle 13:29

l’avevo capito sciacà, non avevo frainteso.
ed in un certo senso anch’io penso che l’unico interlocutore in questo momento possa essere solo israele.
la patata bollente è nelle mani di israele per vari motivi.
primo tra tutti è che hamas ha fatto chiaramente capire che non ci sono compromessi da fare.
penso che israele debba ricercare comunque un referente palestinese e cercare di togliere il terreno da sotto i piedi ad hamas migliorando le condizioni di vita nella striscia di gaza.
non è certo ad hamas che ci si può rivolgere.
non mi sento minimamente equidistante tra uno stato democratico e un movimento politico religioso ed estremista.
piuttosto (sarà retorica ma è la verità) mi sento equidistante tra le sofferenze dei due popoli.
per questo ho detto che anch’io come te spero nella lungimiranza degli israeliani, con tutte le differenze di pensiero che comunque ci sono tra te e me.
in sostanza ritengo un grave errore l’attacco portato in questo modo, ma ormai la frittata è fatta e spero a questo punto che abbiano avuto ragione.
in modo che non possa più ripetersi.

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silvestro 9 gennaio 2009 alle 13:36

return, per quanto ne posso sapere io in questo caso avresti ragione, ma questo non mi sembra un refuso.
quello di repubblica di prima si, evidenziato dal resto del lancio.
noi non abbiamo avuto morti ammazzati in famiglia e mangiamo più volte al giorno passeggiando tranquilli per la strada.
vediamo di tenerci lucidi che ce lo possiamo permettere.

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malik 9 gennaio 2009 alle 14:32

Last update – 03:24 09/01/2009
The time of the righteous
By Gideon Levy
Tags: Hamas, Israel News, Gaza
This war, perhaps more than its predecessors, is exposing the true deep veins of Israeli society. Racism and hatred are rearing their heads, as is the impulse for revenge and the thirst for blood. The “inclination of the commander” in the Israel Defense Forces is now “to kill as many as possible,” as the military correspondents on television describe it. And even if the reference is to Hamas fighters, this inclination is still chilling.
The unbridled aggression and brutality are justified as “exercising caution”: the frightening balance of blood – about 100 Palestinian dead for every Israeli killed, isn’t raising any questions, as if we’ve decided that their blood is worth one hundred times less than ours, in acknowledgement of our inherent racism…
L’articolo continua chi volesse lo può trovare sull’Haaretz online.
Lo riporto, Rolli, per provare che in Israele ci sono molte voci dissenzienti e Gideon Levy così come Amira Hass non sono due oscuri gruppettari che scrivono su ciclostilati ma due signori giornalisti del più grande e antico quotidiano mainstream israeliano.
Vorrei anche rimarcare che sempre da Haaretz si evince che ora anche gli stessi comandanti delIDF ammettono che bombardare la scuola dell’ONU sia stato un errore, ovvero non c’era nessun mortaio che sparava razzi da lì. Che dire…un “errore” del genere dimostra più di ogni altra cosa che comunque la volontà di sparare nel mucchio c’era. Ecco la nuova banalità del male, quella con cui vengono compiuti questi crimini di guerra.

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leonida alle termopili 9 gennaio 2009 alle 14:51

Ret, per quanto mi è dato sapere, il fosforo bianco non funziona come “copertina fumogena” bensì, alla stregua del napalm, come agente altamente infiammabile nelle bombe incendiarie. Fu usato, in passato, in varie occasioni, per esempio a Dresda, dove lo calore sprigionato dagli incendi dovuti a questo agente crearono una depressione micro-atmosferica entro al quale la temperatura raggiunse centinaia di gradi centigradi. Il fuoco(per lo più invisibile)dovuto al fosforo bianco ha la proprietà di non spegnersi a contatto con l’acqua, per cui, anche buttandosi in un fiume, si continua a bruciare.
Per lo meno è quanto mi ricordo dai miei trascorsi militari.
servus
leo

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Return 9 gennaio 2009 alle 14:58

Smoke-screening properties
Weight-for-weight, phosphorus is the most effective smoke-screening agent known, for two reasons: first, it absorbs most of the screening mass from the surrounding atmosphere and secondly, the smoke particles are an aerosol, a mist of liquid droplets which are close to the ideal range of sizes for Mie scattering of visible light. This effect has been likened to three dimensional textured privacy glassóthe smoke cloud does not simply obstruct an image, but thoroughly scrambles both visual and infrared radiation.

http://en.wikipedia.org/wiki/White_phosphorus#World_War_I_and_II
——-
Certo riconoscere un (tragico) errore dimostra volontà di “sparare nel mucchio”. Di bene in meglio.

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leonida alle termopili 9 gennaio 2009 alle 15:13

Ret hai, parzialmente, ragione, dipende da come viene utilizzato il fosforo bianco:
“… il fosforo bianco normalmente è utilizzato per produrre fumogeni che mascherino i movimenti e questo è considerato un uso legittimo nel rispetto della convenzione. Ma se le proprietà tossiche o caustiche del fosforo bianco vengono utilizzate come un’arma, allora è proibito. La convenzione è infatti è strutturata in modo che ogni elemento chimico che venga usato contro l’uomo o gli animali che provoca danni o la morte a causa delle proprietà tossiche è considerata un’arma chimica. Quindi non importa di quale sostanza si parli, ma se lo scopo è quello di causare danni con le proprietà tossiche, allora è un comportamento proibito…”
servus
leonida

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Return 9 gennaio 2009 alle 15:25

Leonida, certo, anche i lacrimogeni sparati in bocca alla gente la ammazzano, se è per questo. Un uso criminale va dimostrate, e distinto da un uso colposo e da un uso appropriato.
Dici che posso chiederlo al Times e ad Aljazeera?

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Return 9 gennaio 2009 alle 15:43

Corriere della Sera, home page:
Gaza, l’Onu chiede il cessate il fuoco
Gelo di Israele: l’offensiva continua
——————————————-
Articolo: MILANO – Le Nazioni Unite chiedono un immeditato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ma quasi sicuramente l’appello cadrà inascoltato e le armi non saranno riposte. Sia Hamas sia il governo israeliano hanno infatti deciso di non tenere conto delle indicazioni dell’Onu e di continuare a perseguire le rispettive strategie politiche e militari.

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 15:59

L’importante è che il titolo evidenzi sempre il no di Israele (sottintendendo che l’altra parte invece avrebbe trattato)

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 16:22

“Qualche giorno fa, per esempio. Arriva questa colonna di Tir, organizzata dalla Croce Rossa internazionale. Latte a lunga conservazione, zucchero, farina, le solite cose che si mandano agli sventurati sotto assedio. A un certo punto, i muletti scaricano da un Tir un carico di ´abiti da lavoroª. ´Work uniformª, così c’è scritto sugli scatoloni. Sono diretti a una ´Sport King companyª, Omer al Mukhtar street, Gaza. Provenienza? Ignota.
Si va a guardare, e si scopre che dentro quei grossi fagotti c’erano tute e giacche mimetiche, cappelli, calzettoni, maglie di lana, il guardaroba perfetto del perfetto guerrigliero. Tutta roba diretta ad Hamas.
Come sono finiti, questi ´abiti da lavoroª, in un convoglio della Croce Rossa? Il carico – una ventina di pedane, oltre una sessantina di scatoloni – è ora parcheggiato in uno dei due enormi cortili in cui i soldati di Tsahal accolgono le colonne di aiuti, a Kerem Shalom. Si indaga, naturalmente, ma senza far tanto strepito, ride strizzando un occhio il maggiore David Baruch, aggiungendo con un sorriso che noi del Giornale siamo gli unici ad aver visto da vicino questi ´straniª aiuti umanitari diretti a Gaza”
Luciano Gulli – Il giornale

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malik 9 gennaio 2009 alle 16:36

togliti quel tono da professorino sussiegoso return. Sì sparare nel mucchio, perchè se ci fosse stato un mortaio non si sarebbero fatti remore di eliminare 40 persone. Quando parlano di “errore” stanno dicendo solo che in effetti non c’era nessun mortaio e quindi distruggere l’obiettivo si è dimostrarto militarmente inutile.

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Return 9 gennaio 2009 alle 16:52

Fantastico. Siamo al puro non-sense.

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Return 9 gennaio 2009 alle 17:03

Rolli e questa?
Titolo: Onu: “Civili radunati in casa e uccisi”
Titolo: “Ci avevano detto di restare chiusi dentro per la nostra sicurezza”
In 110 ammassati in una casa e bombardati
l’Onu denuncia il massacro di 30 civili
Tra le vittime nel sud della Striscia intere famiglie, molti bambini

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 17:06

Sì, avevo letto quello schifo.
E per fortun a che il Corriere è accusato di politica filo israeliana
Pensa se fosse filo palestinese

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malik 9 gennaio 2009 alle 17:17

Il vero nonsense (si scrive senza trattino) è che l’IDF non riconosce essere un errore sterminare 40 civili che cercavano riparo, ma dice che è un errore perchè in effetti di mortai non c’era nemmeno l’ombra, è chiara la differenza sul merito?

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Return 9 gennaio 2009 alle 17:23

come no.

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Rolli 9 gennaio 2009 alle 17:49

Return, vedo ora che non ti riferivi al Corriere, che aveva riportato pressapoco in quel modo, ma a Repubblica, che fa ancor di più

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bill 9 gennaio 2009 alle 19:25

Scusa malik: l’altro giorno ho visto su Libero foto, tratte da un video arrivato a Frattini tramite facebook, in cui si vedevano miliziani di Hamas portare un bambino a forza verso una loro postazione. Era evidentissimo che quel bimbo stesse scalciando e provando a divincolarsi, ma i gloriosi guerriglieri se lo sono portati dietro.
Ora, a parte che una schifezza del genere andrebbe sparata a tutta prima pagina e non in un articolo a pagina tot (e Libero è una delle poche testate pro-Israele), io mi chiedo una semplice cosa: perchè non muovi il tuo sdegno verso quegli animali, che a leggerti pare che abbiano pure una qualche ragione non solo di esistere, ma pure di usare gente inerme come scudo e, ribadisco, mandare degli ignoranti fanatici ad immolarsi come kamikaze?
PS: io vorrei vedere uno qualsiasi di noi, quando tutti i giorni gli arrivano razzi in testa, non diretti verso obiettivi militari ma verso abitazioni civili, se pensa di stare attento alle “proporzioni” della risposta.

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Giancarlo 9 gennaio 2009 alle 20:15

E’ ufficiale: gli italiani non riescono a trattare nessuna questione se non come una partita di calcio. Tifo pro e tifo contro, anche a costo di fare a pugni con la logica e con l’umanità.

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Return 10 gennaio 2009 alle 13:06

Meraviglioso by-product della crisi a Gaza: costretto a scegliere fra i suoi maggiori azionisti ormai in rotta Ferrara cazzia il papa e viene cazziato dai cristianisti alla Santambrogio che poi viene ricazziato da Giorgio Israel.
Sublime :-)

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bill 10 gennaio 2009 alle 14:28

Perchè, Giancarlo, metterla su luoghi comuni così, un tot al chilo? Scusa sai, me se di mezzo c’è un’organizzazione come Hamas, su cosa vorresti dottamente discettare?Che posizione mediana, “equivicina” o distaccata è mai possibile prendere?
Aggiungo: guarda che quella partita vede in campo anche noi; non pensare di essere solo uno spettatore, magari annoiato.

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Giancarlo 10 gennaio 2009 alle 15:16

@Bill: di luoghi comuni nei commenti al post ne ho letto una quintalata. Io problema è che nessuno vuol andare oltre, ci si adagia sullo status quo, al massimo si cerca di fare passare il cialtronismo di molta stampa come motivo per abbracciare fideisticamente la posizione opposta. Molte cose sensate per carità, ma che portano dritte verso la catastrofe.
Se non si riesce a uscire dalla logica torti/ragioni, o dalla pazzia neocona che pensa che il nostro futuro sia affidato alle armi, chiudendo bellamente gli occhi sui risultati pessimi, la strada è segnata. Io non mi rassegno a una logica che gioco forza porterà alla distruzione di una delle due parti. Poi tu potrai anche essere convinto di essere un giocatore determinante nella partita, io invece credo che mio malgrado posso essere solo uno spettatore, non annoiato come dici tu, semplicemente uno spettatore impotente.

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British Bulldog 10 gennaio 2009 alle 15:38

PS: io vorrei vedere uno qualsiasi di noi, quando tutti i giorni gli arrivano razzi in testa, non diretti verso obiettivi militari ma verso abitazioni civili, se pensa di stare attento alle “proporzioni” della risposta.
—————————————————–
perche secondo te un palestinese invece e felicissimo di ricevere un razzo in testa?
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giancarlo 10 gennaio 2009 alle 15:42

@BB : senza contare che sono molti secoli che la legge del taglione è stata abbandonata, non per bontà d’animo, ma proprio perchè è ovvio che chi è parte lesa abbia la tendenza ad “esagerare” le reazioni.

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sing 10 gennaio 2009 alle 15:50

@ elo
L’autore di questo squallido boicottaggio dei negozi ebrei, è di estrema sinistra non di estrema destra. Certo tra lui e alemanno, dalla padella nella brace.

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sing 10 gennaio 2009 alle 15:52

Manuela Cartosio Il Manifesto
Gaza a Milano,
preghiera e imbarazzi
Luisa Morgantini, che da anni si batte per la causa della Palestina, dichiara (il manifesto di domenica 4 gennaio) l’´imbarazzoª – suo, dei pacifisti israeliani e dei palestinesi di sinistra) per le manifestazioni che si chiudono al grido di Allah Akbar, Dio è grande. Che cosa impedisce al manifesto di fare (almeno) altrettanto? Perché siamo ciechi, sordi e muti suicortei che sabato scorso nelle piazze italiane sono stati chiusi da una preghiera islamica? Non riempie questo vuoto il commento, su il manifesto di ieri, di Alessandro Dal Lago. Pur condivisibile, esso si limita a constatare che la religione è l’ultima risorsa dei diseredati. Guarda al problema dal punto di vista delle vittime, dei palestinesi, delle seconde generazioni musulmane immigrate in Europa (ovunque e sempre più fondamentaliste dei padri e delle madri). Tace su di noi che da un pezzo siamo costretti a allontanarci da manifestazioni per una giusta causa che usano un linguaggio sbagliato: manichini e bandiere bruciate, stella di David uguagliata alla svastica, ora le preghiere rivolte alla Mecca. Per la destra nostrana queste ultime sono un sacrilegio, una contaminazione dei sagrati e delle ´radici cristianeª.
Fatti suoi.
Fatti nostri, invece, che manifestazioni organizzate anche dalla sinistra deviino dalle sue ´radici laicheª. Considero questo rassegnato codismo come l’ultima delle prove dell’impotenza di una sinistra a pezzi, incapace persino di contrattare le modalità di un corteo. Non si obietti, per favore, che di fronte ai cinquecento morti a Gaza queste sono argomentazioni accademiche. Riguardano lo statuto della sinistra. E non si liquidi chi solleva questo problema come il malmostoso di turno che, prima di schierarsi e di portare aiuto, pretende di potersi identificare totalmemte con le vittime. Noi siamo schierati con la Palestina. Ma questo non ci deve impedire di chiamarci fuori da un fondamentalismo che sta rovinando sia la Palestina che Israele.
Da ultimo, vorrei far notare la triste incongruenza, per noi, di cortei di uomini e donne chiusi da masse di soli uomini inginocchiati a pregare. Ecco un caso in cui l’esclusione delle donne è benvenuta.

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Return 10 gennaio 2009 alle 15:57

Anche quando scrivono un pezzo intelligente e onesto ci devono infilare una falsa equazione: il fondamentalismo riguarda Israele solo in minima parte.

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Return 10 gennaio 2009 alle 16:01
British Bulldog 10 gennaio 2009 alle 17:47

non si tratta di legge del taglione Giacarlo ,,ma del semplice fatto che se uno si vede spazzata via la famiglia da un razzo sparato da qualcuno :: Che sia di una qualsiasi parte di sto kazzo di globo… Delle ragioni per cui il razzo e stato sparato :sue/mie (scusate il francese) non glie ne sbatte una minchia ,l unica cosa che gli interessa e restituire alla prima occasione il razzo a chi glielo ha sparato
Ovviamente facendo si che un domani ci sara un qualcuno dall altro lato che a sua volta non vedra l ora di piazzare un razzo sua volta di ritorno…Insomma il classico Serpente di Uroboro…Detta in soldoni il razzo palestinese nasce dal razzo israeliano sparato perche prima e stato sparato un razzo palestinese ,il quale e stato sparato perche prima ancora e stato sparato un razzo israeliano in risposta al razzo palestinese sparato in risposta al razzo israeliano sparato al topolino che alla fiera dell est mio padre compro….(tanto per dare un end a tutta la vicenda)

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bill 10 gennaio 2009 alle 18:13

Insistete nell’andare fuori contesto. Qui non c’è uno scontro palestinesi vs israele. Ad Hamas non gleiene può fregare di meno. Qui c’è l’integralismo islamico in salsa sciita in azione.
Se questo è vero, e lo è, non c’è da vedere torti e ragioni: è già tutto chiarissimo. Ora, senza tirare in ballo i neocon che c’entrano meno di zero, qui si tratta di mettere Hamas in condizione di impotenza (o c’è qualcuno che pensa che con una milizia che ha come scopo la somparsa di Israele e l’ammazzare quanti più ebrei possibile sia immaginabile fare una bella conferenza, per capirne le “ragioni”?). E allora, invece di parlare di niente, la comunità internazionale a) doveva muoversi per tempo b)deve impegnarsi per garantire la fine delle attività bellico-terroristiche di Hamas. Senza quest’ultimo particolare, cosa si pretende? Che Israele si ritiri unilateralmente, mentre Hamas continua ringalluzzito a tirare decine di razzi al giorno? Mi sembra puerile, oltrechè molto pericoloso. Certo, vedendo le scemenze che stanno uscendo dall’Onu in questi giorni, c’è poco da stare allegri..
PS: quando parlo di squadra in campo, penso all’occidente. Di cui, volenti o nolenti, facciamo parte.

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Return 10 gennaio 2009 alle 18:24

dopo l’appoggio di carlo ora devo convenire con bill
capperi che inizio d’anno!

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Return 10 gennaio 2009 alle 18:37

Molto simpatici i “palestinesi d’Italia” che sempre in segno di pace inneggiano “Israele via via Palestina terra mia” e sfilano con bandiere di Hamas e Hezbollah.

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Giancarlo 10 gennaio 2009 alle 18:44

@Bill: Il contesto è chiaro e nessuno (almeno non io) ritiene che Israele non abbia diritto di difendersi o debba subire i razzi di hamas in silenzio. La questione del post era (banalizzo): Fino a che punto sono accettabili perdite umane di civili? (accettato tutto quanto detto,che hamas li usa, che gli israeliani non li ammazzano per divertimento etc).
Tu e Return ritenete che il numero di vittime non sia importante di fronte alla minaccia integralista. Io invece credo che il rispetto della vita umana sia importante sempre, e credo che sia la discriminante tra noi e gli integralisti. Poi magari tutto questo era inevitabile, ma credetemi, la vostra mancanza di dubbi e il vostro disprezzo verso le vittime è agghiacciante.

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Return 10 gennaio 2009 alle 18:48

Il disprezzo verso le vittime, ma come ti permetti?

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giancarlo 10 gennaio 2009 alle 19:08

forse mi è sfuggito il commento in cui esprimevi il tuo rammarico per le vittime civili. Forse ho letto solo quello in cui minimizzavi dicendo che se in fondo va bene così, perchè se Israele non ci fosse andata per il sottile le vittime sarebbero già a oltre 10000.

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Return 10 gennaio 2009 alle 19:23

Ah ecco, questo è esprimere disprezzo.
State cominciando a spaventarmi.

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Rolli 10 gennaio 2009 alle 19:26

Essù, Giancarlo …

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bill 10 gennaio 2009 alle 19:33

A parte che non vedo cosa possa far pensare che qualcuno disprezzi le vittime innocenti di questa come di tutte le guerre, quello che non capisco è come spesso il problema venga spostato suula presunta sproporzione dell’azione israeliana invece che sulla pluriennale opera di terrorismo di Hamas. Perchè è quest’ultima la vera e sola responsabile di quello che sta accadendo (coi suoi amici iraniani, quelli con cui pare che Obama si voglia mettere a chiacchierare. La vedo dura).
Faccio anche presente che l’esercito israeliano avverte preventivamente quando bombarda un sito. Ad esempio, quando nei giorni scorsi hanno colpito uno dei capataz di Hamas, ha avvertito dieci minuti prima di colpire che il caseggiato dove costui si trovava era un obiettivo. E tanto per capire chi si ha di fronte, il tizio ha costretto le sue dieci (sic) mogli e relativa prole ad immolarsi con lui. A proposito di vittime inermi..

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Losciacallo 10 gennaio 2009 alle 19:34

Giancarlo, dopo aver detto che ci dispiace tanto (sul serio) per le vittime civili, possiamo ricominciare a dire che Israele fa un favore ai famigliari delle vittime medesime rimasti in vita se annienta Hamas o ti sembriamo troppo sprezzanti?

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giancarlo 10 gennaio 2009 alle 19:38

Guardate che tutto il post è basato su una incomprensione. Sofri esprime dei dubbi umanitari, ma per voi la questione è semplicemente inconcepibile. Può darsi che tutto quanto sta succedendo sia inevitabile, non risolvibile in altro modo, ma in questo modo non vi rendete conto che viene chiusa ogni via d’uscita. Bill sostiene che la guerra non è contro i palestinesi ma contro Hamas, come faccia a dividere le due cose è un mistero. Si disegnano scenari epocali di guerre di religione, senza avere neanche il coraggio di arrivare alle conclusioni che questo comporterebbe. L’unico assente in questi discorsi è l’umanità.
Mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualcuno, ma questa è la sensazione che ne ho ricavato.

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giancarlo 10 gennaio 2009 alle 19:43

@losciacallo: ecco dimostrata l’incomprensione di fondo. Spiegaglielo tu a uno a cui hai ammazzato un figlio che lo hai fatto per fargli un favore.
Per il resto io, sinceramente, non so dire come andrà a finire. Tu riteni che eliminato hamas, i problemi si risolvono automaticamente? Avevo sentito dire la stessa cosa per l’OLP, ma oggi leggo che bisogna ritornale ad al fatah.
Mi veniva da dire che invidio le vostre certezze, ma sarebbe una bugia. Preferisco tenermi i miei dubbi.

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Rolli 10 gennaio 2009 alle 19:53

Bill, le mogli che si è tenuto in casa dopo essere stato avvisato erano 4; dieci erano i figli
giancarlo, ho già detto quello che penso sull’editoriale di Sofri.
E mi pare di averlo anche argomentato, così come ha fatto Return credo anche in modo più approfondito ed incisivo, e senza esternare il minimo disprezzo verso le vittime

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Rolli 10 gennaio 2009 alle 20:27

Return, dov’è che Ferrara cazzia il Papa ecc, per la questione di gaza? Online o sul cartaceo?

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Return 11 gennaio 2009 alle 01:09

L’articolo di Ferrara non lo trovo più.
Questa è la polemica che ne è seguita
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=27388

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malik 11 gennaio 2009 alle 04:51

Giancarlo la cosa paradossale è che Israele ha favorito e addirittura incoraggiato l’emergere di Hamas nel 1987 all’epoca della prima Intifada, proprio in funzione anti-OLP. E queste sono analisi che si ritrovano anche in siti ultra pro israeliani tipo Debka, non me le invento io. Israele pensava, e a ragione, che se il mondo avesse identificato i palestinesi e la Palestina come appartenenti a un movimento fondamentalista religioso piuttosto che a dei “laici” come l’OLP, avrebbe avuto mani più libere nel combatterli militarmente,nel senso che, per es., a fronte di molte vittime civili il mondo avrebbe reagito con più indifferenza come gli eventi stanno dimostrando. Hanno dovuto ora accelerare i tempi perchè l’elezione di Obama gli ha un po’ rotto le uova nel paniere.
Volevo rimarcare un’ultima cosa con Bill: ma ti pare logico che se Israele vuole eliminare un capo di Hamas, gli faccia una telefonata di avvertimento prima? E se anche gliel’avesse fatta, bhè a quel punto se ne sarebbe andato anche lui dal palazzo no, ?

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sing 11 gennaio 2009 alle 10:37

Ma perché hamas rifiuta gli osservatori internazionali a gaza? Lo ha comunicato ieri.

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giancarlo 11 gennaio 2009 alle 10:38

@Rolli: chiarisco il concetto di disprezzo e poi la finisco. Secondo me discutere di uno scritto che si pone dubbi circa i morti civili, e ignorare completamente questo aspetto come se non parlasse di quello ma di altre cose, denota disprezzo per le vittime. Se la parola non piace la si può sostituire con “totale indifferenza”. In questo thread si è parlato di tutto, persino del gossip su Ferrara, tranne che dell’ argomento centrale, che È’: “fino a che punto sono tollerabili morti di civili ancorché non volute?”. L’impressione che ho io è che a molta gente, se i palestinesi schiattassero tutti non provocherebbe nessun rimorso di coscienza. In questo sono l’esatto contraltare di chi si augura l’estinzione di Israele.
@Malik: a me di attribuire colpe non interessa per niente, perchè sono convinto che da questa situazione se ne possa uscire soltanto accantonando e non pesando i torti fatti o subiti.
Questo non vuol dire che secondo me i due contendenti pari sono. Riconosco a Israele il diritto di esistere e di difendersi. Ho orrore di tutti gli integralisti, compresi quelli nostrani vestiti di bianco. Probabilmente questa guerra era inevitabile, ma interrogarsi sulla inevitabilità della morte di tanti civili mi pare un atto di umanità, prepolitico. Un consiglio, evita di focalizzarti sulle notizie di stampa, la disinformazione è pianificata da entrambe le parti per distogliere l’attenzione dal nocciolo del problema e focalizzarla su particolari di effetto, ma innocui. In questo periodo distinguere tra notizie vere e false è quasi impossibile.

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sing 11 gennaio 2009 alle 10:38

Le Hamas refuse la prÈsence de forces internationales dans la bande de Gaza
Le Monde, le 10 janvier 2009
Le chef en exil du Hamas Khaled Mechaal a rejetÈ samedi la prÈsence de forces internationales dans la bande de Gaza, dans un communiquÈ publiÈ à l’issue d’une rÈunion avec d’autres chefs de mouvements palestiniens basÈs à Damas.
“Nous refusons toute prÈsence de forces ou d’observateurs internationaux dans la bande de Gaza, et nous rejetons tous les arrangements de sÈcuritÈ qui portent atteinte à la rÈsistance et à son droit lÈgitime de lutter contre l’occupation”, a affirmÈ le communiquÈ publiÈ à Damas.
En visite au Caire, le prÈsident palestinien Mahmoud Abbas a pressÈ samedi le mouvement rival Hamas d’accepter une initiative Ègyptienne pour mettre fin à la guerre, et a appelÈ au dÈploiement d’une force internationale dans la bande de Gaza, chargÈe de protÈger les civils.
M. Mechaal, basÈ à Damas et les participants à cette rÈunion dont les chefs du Jihad islamique Ramadan Chalah et du Front populaire de libÈration de la Palestine-Commandement gÈnÈral (FPLP-CG) Ahmad Jibril, ont encore appelÈ à “l’arr’t immÈdiat de l’agression sioniste” et au “retrait total des forces sionistes de la bande de Gaza”.
Ils ont par ailleurs à nouveau rejetÈ la rÈsolution 1860 du Conseil de sÈcuritÈ de l’ONU appelant à un cessez-le-feu immÈdiat, car elle “ne rÈpond pas aux demandes de notre peuple, ne rÈalise pas ses intÈr’ts et nuit à la rÈsistance et à la cause palestinienne”.
Ils se sont dits pr’ts à “discuter d’efforts sincères pour arr’ter la guerre d’extermination et les massacres perpÈtrÈs à l’encontre de notre peuple”.
Ils ont par ailleurs soulignÈ leur “attachement à l’unitÈ nationale” et demandÈ aux “dirigeants arabes de tenir sans dÈlai un sommet arabe et d’assumer leurs responsabilitÈs face à cette guerre d’extermination”.
La rÈsolution 1860 “appelle à un cessez-le-feu immÈdiat, durable et pleinement respectÈ, menant au retrait complet des forces israÈliennes de Gaza”.
Elle “condamne toute violence et hostilitÈ dirigÈes contre des civils et tout acte de terrorisme”, sans dÈsigner explicitement les tirs de roquettes du Hamas sur le sud d’IsraÎl.

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Return 11 gennaio 2009 alle 11:03

Giancarlo, guarda che ti sei risposto da solo: è un atto prepolitico, per questo in questa sede non ce ne occupiamo. Il problema è quando un argomento prepolitico – come in questo caso la morte dei bambini – viene usato politicamente. La tua domanda è umana e comprensibile, ma mal posta: non ha risposta. Siccome chi la pone di solito lo sa, la pone per un altro scopo, cioè sostituire al ragionamento un moto d’animo, un impulso di orrore che paralizza la mente. Esattamente lo scopo dei terroristi.
Vorresti una misura? 1 morto innocente è già troppo. Giustificami un solo morto innocente, magari bambino. E’ impossibile. Quindi ogni guerra è ingiustificabile, anche se volta a salvare più vite di quante ne sacrifica, perché (fra l’altro è un concetto caro all’ebraismo) una vita vale tutte le vite.
Con ciò però non abbiamo il minimo indizio su come ci dobbiamo comportare quando un commando prende il controllo di un aereo, o di un territorio da cui minaccia popolazione inerme.
La tua impressione è sbagliata, e dovresti evitare di insistere, non solo verso di me, o bill o Rolli, ma anche di tanti ebrei.

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malik 11 gennaio 2009 alle 11:34

“in questa sede non ce ne occupiamo”.. “dovresti evitare di insistere”.
Ormai siamo agli avvertimenti mafiosi.

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Return 11 gennaio 2009 alle 11:37

ormai il tuo cervello si è putrefatto e non riesci a capire l’italiano manco con insegnante di sostegno

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Return 11 gennaio 2009 alle 11:40

Rolli ecco il “gossip” (:-), l’hanno rimesso in home
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1678

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Rolli 11 gennaio 2009 alle 14:29

Grazie Return, vado a leggere :)

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giancarlo 11 gennaio 2009 alle 15:47

@Return: accolgo il tuo invito a desistere, tanto non ci capiremmo comunque. Ti faccio notare solo che ne tuo ultimo commento ci sono due falsificazioni ideologiche.
le istanze prepolitiche vengono prima di quelle politiche non il contrario, affermare quello che affermi tu è un’aberrazione.
Inoltre la storia dell’umanità è un continuo cercare di dare risposte a domande che apparentemente non ne hanno, si chiama progresso.
E adesso passa pure alle offese anche con me, visto che ultimamente sembrano l’argomento principe che usi per chiudere le questioni.

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Return 11 gennaio 2009 alle 16:00

Ti accontento: hai scritto cose troppo sciocche per replicare.

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Rolli 11 gennaio 2009 alle 16:02

Giancarlo, ma tu ti rendi conto di quello che ha detto a più riprese Malik?
Hai capito che asserisce che Israele vuole distruggere, come scopo e obiettivo finale, modello nazista, il popolo palestinese, e che ha supportato Hamas contro l’Olp per poter poi scannare tutti i palestinesi sotto l’occhio benigno della Comunità internazionale che in questo modo avrebbe accettato il massacro, sotto l’egida del fanatismo religioso?
A fronte di argomentazioni di questo tipo tu stigmatizzi la reazione schifata di Return, anzichè la meschinità dell’argomento? Mah

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giancarlo 11 gennaio 2009 alle 16:23

Rolli, io non sono Malik, rispondo per quello che ho scritto, malamente, io. Tranquilli però, so rendermi conto di quando una discussione diventa sterilmente inutile, e perdere tempo non mi diverte per niente. Io ho stima di Return, se no invece di discutere farei qualcos’altro, ma ultimamente mi sembra che abbia una tendenza a considerare di avere la verità in tasca e mal sopporta ogni reazione. Probabilmente dipenderà dalla sua insofferenza verso la pochezza dell’altrui argomentare, ma mi sembra che recentemente tra quelli che hanno dibattuto con lui, l’unico che se la sia cavata a buon mercato sia Leonida, al quale si è limitato a offrire supporto psicologico.

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Giancarlo 11 gennaio 2009 alle 16:32

Un’ultima cosa riguardo al termine “gossip”.
“Meraviglioso by-product della crisi a Gaza: costretto a scegliere fra i suoi maggiori azionisti ormai in rotta Ferrara cazzia il papa e viene cazziato dai cristianisti alla Santambrogio che poi viene ricazziato da Giorgio Israel.
Sublime :-)”
ditemi voi se non è un titolo da far impazzire d’invidia i redattori di dagospia.

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Rolli 11 gennaio 2009 alle 16:39

Ti ha offeso, nella discussione, Return?
Giancarlo, tu non puoi estrapolare dalla reazione l’azione che l’ha provocata, e nemmeno il contesto
Se qui arriva Vattimo, adesso, e asserisce che i protocolli dei Savi di Sion hanno una loro validità, dici che un vaffanculo è esagerato, sproporzionato, isterico? Bisogna sedersi con aria docile e discettare sui Protocolli?
Se qui tutti coloro che storcono il naso per i morti palestinesi, accusandoci di disprezzarli, si sono dimenticati dei decenni di pace fasulla in cui nessuno storceva il nasino e ogni giorno saltavano per aria bambini ebrei nell’indifferenza della Comunità internazionale e dei media che ci aggiornavano freddamente sui numeri, cosa dobbiamo fare? Discettare amabilmente su come Israele abbia in mente la soluzione finale?
continuo a non capire

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Minerva 11 gennaio 2009 alle 19:08

coi suoi amici iraniani, quelli con cui pare che Obama si voglia mettere a chiacchierare. La vedo dura
A dire il vero gli americani – era pre Obama – hanno già parlato, tramite il generale Petraeus, con gli insurgent iracheni (non delle mammole: quelli che facevano pulizia etnica e attentati e che adesso godono della “cassa integrazione”). Lo stesso Petraeus ha spiegato che queste trattative, non solo il surge, sono la chiave del tuttora precario miglioramento della situazione irachena. E ha proposto analoghe trattative con i talebani in Afghanistan.
Per quale ragione Obama non dovrebbe applicare lo stesso metodo con Hamas e con l’Iran, se lui e i suoi consiglieri lo dovessero ritenere utile? Fermo restando che tutte le opzioni, compresa quella militare, restano comunque a disposizione.

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ventomare 12 gennaio 2009 alle 11:44

Ditemi voi come gli si può dare torto.
Roma, 11:16
GAZA: D’ALEMA, SPEDIZIONE PUNITIVA CHE INCORAGGIA JIHAD
“Una vera spedizione punitiva”. Cosi’ Massimo D’Alema ha definito l’offensiva israeliana a Gaza, in un’intervista a RedTv. “Quello che sta accadendo e’ non soltanto estremamente pesante e grave dal punto di vista dei costi umani”, ha detto, “quello cui si assiste e’ una vera spedizione punitiva”. Per l’ex ministro degli Esteri, “guerra contro Hamas e’ un’espressione molto partigiana” perche’ cio’ che sta accadendo e’ “una rioccupazione seppure temporanea della striscia di Gaza”, sono “bombardamenti quotidiani e rastrellamenti”. Difficilmente, ha insistito, “si puo’ definite una guerra un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra”. In una zona in cui e’ altissima la percentuale di giovanissimi, “e’ normale che siano circa 300 i bambini uccisi”. Ma D’Alema ha ammonito sulle conseguenze del conflitto. “Dal punto di vista del fondamentalismo quello che accade e’ uno straordinario incoraggiamento alla campagna internazionale di reclutamento e di odio contro Israele”, ha detto, “300 bambini martiri di Gaza sono uno straordinario incoraggiamento alla Guerra Santa”.
(12 gennaio 2009)

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Return 12 gennaio 2009 alle 12:05

Ah beh, mi mancava il ventomare di una volta

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Return 12 gennaio 2009 alle 12:40

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=110&id=27418
Qui Ventomare trovi l’articolo di Barbara Spinelli che come di consueto copre i fianchi a D’Alema propalando come oro colato balle e mistificazioni. Per fortuna qualcuno si prende la briga di fare l’analisi testuale e sbugiardala rigo a rigo.

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British Bulldog 12 gennaio 2009 alle 21:27

ma ,il dubbio nasce in parte ,da una domanda , se l obbiettivo di Israele sono i Capi Hamas effettivamente l attacco su Gaza era l unico modo di risolvere la cosa? Il discorso che gli Isareliani danno 10 minuti al capo hamas per far uscire donne e bambini che holetto qui onesti ,,e una kazzata senza confini dato che il capo Hamas puo benissimo sfruttare quei 10 minuti per filarsela anche lui -o meglio il punto chiave è
se l obbiettivo di Israele erano i Capi Hamas –potevano giocarselo forse in un altra maniera aldila dell attacco in massa
stile Gaza –traduco facendo un esempio ,,
se io israele voglio morto un capo Hamas in specifico cosa mi conviene di piu unh attacco in massa oppure spedire 4 Mossad a tagliargli la gola alla prima occasione senza rumore ,senza casino senza botti e senza richiamare l attenzione internazionale?

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swiss 4 maggio 2009 alle 19:50

il

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