I ministri della repubblica delle banane

Sono giorni di vergogna e si fa fatica persino a scriverne
Ormai questo governo ci sta abituando a tutto: a show girl sedute in Parlamento che attaccano i premi Nobel; veline calendariste che si dilettano di pari opportunità come di genetica o, a scelta, di sobrietà (altrui, of course); a ministri per la Pubblica Amministrazione che additano gutturalmente la messa in scena del Parsifal di Richard Wagner, espressione a suo dire del malgoverno e degli sprechi del Teatro San Carlo; ministri per il welfare – Sacconi e tale Eugenia Roccella - che tentano (lui) di bloccare sentenze dei tribunali con atti incredibili e indegni di un qualsiasi paese democratico, e che danno pareri fuori da ogni regola scientifica (lei) su embrioni, pillole ( con giudizio di efficacia o di pericolosità sui farmaci), interventi chirurgici, fecondazione assistita, ingegneria genetica e tutto lo sciibile umano possibile a livello medico-scientifico -chirurgico
E in una Repubblica delle banane come questa, in cui la Chiesa la fa da padrone come se fosse un Afghanistan qualunque, che una clinica convenzionata viene minacciata di perdere la convenzione, nel caso rispettasse una sentenza del tribunale, e che una pillola abortiva, ampiamente sperimentata e commercializzata da trent’anni in tutto il resto del mondo, venga boicottata, arrivando ad intimidire persino l’Aifa, un’organismo tecnico che dovrebbe essere indipendente e soprattutto non asservito alla Chiesa e al potere politico.
Abbiamo perso anche il senso del ridicolo

di Losciacallo il 17 dicembre 2008 in Politica · 32 commenti

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lalaura 17 dicembre 2008 alle 19:57

vedi Rolli, tu non ne sai, io non ne so, ma lei ne sa un casino di RU 486, pare che su questo argomento abbia pure scritto un libro: ìLa favola dell’aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486î, con Assuntina Morresi, ed. Franco Angeli 2006. Che ne sapranno mai centinaia di medici che l’hanno prescritta, e migliaia di donne che l’hanno usata? Non ho sinceramente parole. A Sacconi auguro la fine di Englaro padre, e dover avere davanti l’involucro inanimato della persona che più ama al mondo, ammesso che ami qualcuno, coglione. E poi, passati 15 anni, gli auguro la fine di Englaro figlia. Voglio esser misericordiosa. Stessa fine anche per Capezzone, ammesso che, oltre all’amore per qualcun altro, gli resti un barlume di compassione per la merda che è diventato. O forse che è sempre stato. Peccato gli abbia dato pure un mio voto. Ma dei radicali non mi fido più: Rutelli, Capezzone, e la Roccella per scienza infusa: è figlia di un radicale…

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Rolli 17 dicembre 2008 alle 20:33

Assuntina chi? quella della gravidanza coercitiva?
Ignoranti eversive dei miei stivali

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elofoolish 17 dicembre 2008 alle 21:47

in questa repubblica delle banane ci metterei anche questi giornalisti.
avete voi per caso sentito che si sono ammazzate due dipendenti della ormai ex-alitalia?
qualcuno si interessa di quello che sta accadendo a questi lavoratori?
in 600 del reparto informatico dal 1 gennaio saranno assunti con un contratto determinato a 6 mesi. erano tutti indeterminati.
personale di volo, si cambia citta’ oppure manco la mobilita’. donne con figli licenziate.
grazie anche ai sindacati confederati sia ben chiaro.
brutte merde.
nessuno fa neanche un trafiletto su cio’ che succede.
i lavoratori sono del resto minacciati. silenzio oppure dopo sti sei mesi a casa.
ma vi rendete conto?
siamo tornati indietro agli anni 50!
maledetti

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Rolli 17 dicembre 2008 alle 22:15

Delle due hostess avevo letto su Repubblica, e su nessun altro giornale
Silenzio assoluto, non disturbate il manovratore

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Return 18 dicembre 2008 alle 13:13

OT
La polemica sul discorso di Fini: un nodo ancora irrisolto della nostra civiltà
Il Giornale, 18 dicembre 2008
L’impossibilità che si è manifestata in qualche commento di fronte alle affermazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini di ammettere che il cattolicesimo non assunse un ruolo salvifico al tempo delle leggi razziale e, quindi, più avanti, della Shoah, spiace dire che somiglia un pò alla difficolta degli eredi del comunismo di venire a capo dei problemi ontologici della loro scelta d’origine, e quindi della loro identità odierna. Le leggi razziali presero ben concreto piede (mia madre e mia zia furono espulse da scuola, mio nonno dal lavoro, poi persero la casa, e i loro beni, poi i miei zii finirono a Auschwitz) tra istituzioni e popolazioni cui spetta storicamente la qualifica di civiltà cristiana. Nessuno protestò drammaticamente, o solidarizzò pubblicamente. Così era l’Italia.
Quali che siano stati i tentativi, gli afflati altamente apprezzabili insieme anche alle parole sia dei Papi che dei cattolici italiani e tedeschi e di altri cristiani di salvare gli ebrei, o meglio una parte di essi, nessuna confessione scomunicò, vietò con presa di posizione ufficiale le leggi che discriminavano i loro fratelli maggiori, gli uomini che come Cristo recitavano lo Shemà Israel e il Padre Nostro; così andò anche con la Shoah. Anche le siocietà cristiane aggredite dal nazifascismo, pure coprirono sorprendentemente tutti i fatti che portarono ad Auschwitz. La denuncia del Papa dell’antisemitismo è un piccolo gesto rispetto a quello che stava accadendo. Non si trattava di una bestia appena svegliatas,i ma della storica montagna di pregiudizi e di persecuzioni che si frapponevano fra i cristiani e gli ebrei. Della civiltà cristiana che aveva spesso calpestato la sua parte ebraica.
La Chiesa ha vissuto un processo lento e faticoso di riconoscimento (completatosi con la visita in Israele di Giovanni Paolo II) per collocare gli ebrei in un giudizio univoco, per capire finalmente se contava di più la propria radice o il ìdeicidioî. Fini ha messo proprio il dito sulla piaga chiedendosi, col documento del Vaticano del 2000 ìMemorie e riconciliazioneî, se la persecuzione degli ebrei non fosse stata facilitata dallo spirito antiebraico di molti cristiani. E’ evidente che la risposta è sì. Ma ci vuole coraggio: lo ìspirito antiebraicoî non è solo antisemitismo. Nella sua forma di discriminazione e persecuzione rappresenta la crisi estrema di una civililtà che ancora oggi soffre una pesante crisi di identità. La Seconda Guerra mondiale, proprio per il carattere endogeno della Shoah, ha costretto a riesaminare tutti pregiudizi, i razzismi, i genocidi nei secoli giustificati e sottaciuti; non solo, ha generato il tentativo di scavare alla ricerca della civiltà giudaico cristiana tramite il tema dei diritti umani, figli di ambo le religioni. Questo è frutto di un corpo a corpo della civiltà cristiana con se stessa, e non mi si dica che il nazismo era pagano.
Le leggi razziali furono accettate dalla società cristiana, prima di tutto italiana con acquiescenza, negazione, complicità. Questo non vuol dire che anche nella mia famiglia non dobbiamo ringraziare dei religiosi cristiani per avere salvato molti ebrei. La gratitudine è profonda, ripetuta e istituzionalizzata persino a Yad va Shem e nello stato d’Israele. Ma qui, lo si capisca infine, siamo di fronte a un nodo identitario del cristianesimo. La discriminazione, la persecuzione e poi la Shoah, stanno nel cuore di un rapporto irrisolto della storia della nostra civiltà, che oggi deve lottare per salvarsi, e quindi deve essere forte. Il lavoro degli ultimi due Papi ha affinato teologicamente la consapevolezza del genocidio, che diventa tema di fondo, mi sembra abbiano detto, quando si presenta dentro il proprio corpo.

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Rolli 18 dicembre 2008 alle 13:47

Non è la prima volta che per avere un afflato di coraggio, scrutando tutto l’arco parlamentare, bisogna affidarsi a Gianfranco Fini.
E ho detto tutto

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Francesco 18 dicembre 2008 alle 18:37

non mi si dica che il nazismo era pagano
???

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British Bulldog 18 dicembre 2008 alle 23:29

io non dico Nulla ,ma chissa perche di origine il Nazismo muove i suoi primi passi a Monaco nella cattolicissima Baviera-o se il fatto che 3/4 dei capi Esse Esse provenivano da regioni della Germania di tradizione cattolica sia solamente un caso

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Return 19 dicembre 2008 alle 09:58

BB, strano pure che l’unico campo in Germania, Dachau, lo costruirono a 10 minuti da Monaco. Ma forse proprio perché in Baviera, all’epoca, nessuno andava più in chiesa: si vedevano al Tempio di Xegrar e sacrificavano bimbi alla dea Rpzukkah.

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Bruno stucchi 22 dicembre 2008 alle 11:52

“l’Aifa, un’organismo tecnico che dovrebbe essere indipendente e soprattutto non asservito alla Chiesa e al potere politico”
E con questa battutaccia, Rolli vince l’IgNobel Prize 2008 per la letteratura (comica).

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elofoolish 22 dicembre 2008 alle 12:15

“Il pontefice non ha risparmiato critiche neanche sulle tendenze attuali definite come ‘gender’. “Non è l’uomo che decide, è Dio che decide chi è uomo e chi è donna”. “Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il termine ‘gender’ – dice Benedetto XVI – si risolve in definitiva nell’autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal creatore. L’uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. Ma in questo modo – sottolinea il Papa – vive contro la verità, vive contro lo spirito creatore”.”
non c’era una volta il libero arbitrio?
possiamo decidere di diventare camorristi ma non transgender?
(che poi decidere mi sembra una parola grossa. chi deciderebbe di soffrire per una vita?)
questo e’ rimasto ai tempi dell’inquisizione poraccio

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Return 22 dicembre 2008 alle 12:17

Uno di questi Angelus dirà NO ai deodoranti perché l’omo ha da puzzà.

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elofoolish 22 dicembre 2008 alle 12:27

ahahah
e anche alla depilazione. dio non vuole che si uccidano peli innocenti.

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Rolli 22 dicembre 2008 alle 13:45

Ma perchè lo Stucchi non torna a leggere belando il Foglio? Hanno chiuso gli accessi?

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sing 22 dicembre 2008 alle 16:33

@ Return
Beh la gente che non se lo lava perché fa maschio, non c’è solo tra i cattolici :-). Tra l’altro anche ventomare era contrario alla depilazione mi sembra di ricordare.

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ventomare 22 dicembre 2008 alle 16:39

Sing, ma che cazzo dici! Ti starai sbagliando con la lapidazione. :)))

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sing 22 dicembre 2008 alle 16:43

Ventomare ora ti vado a cercare la discussione aspetta, me la ricordo benissimo :-))))

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sing 22 dicembre 2008 alle 16:48
ventomare 22 dicembre 2008 alle 17:08

In quanto a gestione pilifera:
- sputatina ascelle baffi e barba
- depilazione spalle
- rasatura petto
- no a depilazione totale e pubica.
tutti i gusti sono gusti.
Mica sono ideologicamente contrario alla depilazione totale, solo che per me è orrida.
Sing, te li puoi far togliere anche uno a uno, tranquillo, non ti metto all’indice! :))

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Rolli 22 dicembre 2008 alle 17:10
sing 22 dicembre 2008 alle 17:16

@ ventomare
Ne ho talmente pochi che potrei farlo. Certo, certo vento non nasconderti dietro gli specchi, madame ce soir t’attend et elle veut sniffer du gros sexe sale :-)))))

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elofoolish 22 dicembre 2008 alle 17:24
sing 22 dicembre 2008 alle 17:27

“Inoltre, continua la Corte “i ricorrenti non hanno nessun legame diretto con Eluana” e quindi non possono “essere considerati vittime dirette della sentenza”.”
E ma vallo a spiegare agli italiani il cui sport nazionale è farsi i ca**i degli altri.

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Bruno Stucchi 22 dicembre 2008 alle 18:37

Rolli, non prestare ad altri pensieri tuoi. O anche tu giochi all’indovina? Sta quasi bene: “Madame Rolli, passato-presente-futuro”.

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bstucc 22 dicembre 2008 alle 18:38

Rolli, non prestare ad altri pensieri tuoi. O anche tu giochi all’indovina? Sta quasi bene: “Madame Rolli, passato-presente-futuro”.

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Rolli 22 dicembre 2008 alle 20:47

Un uomo originale, in effetti …

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ventomare 23 dicembre 2008 alle 13:57

SONO COSE CHE FANNO PIACERE.
L’omaggio di Travaglio a Prodi
in platea: ho nostalgia di lei
Il giornalista dal palco del suo show ringrazia l’ex premier seduto in dodicesima fila. E la sala applaude

…………
Il giornalista, prima di concludere, si esibisce in un fuori programma che è un omaggio all’ex premier, del tutto inatteso anche per i tecnici del teatro: ´Ringrazio il presidente Prodi che è in platea. E voglio dirgli che sento spesso la nostalgia di luiª. …..

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Rolli 23 dicembre 2008 alle 15:14

Grazie al cielo Travaglio parla per sè e al massimo per te.
Senti, ma per caso, l’ha salutato l’amico e sodale Di Pietro, che tu sappia?
E un piccolo salutino a Grillo, che dice che compra casina in Svizzera per questioni di blog?
Tienimi informata :)

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ventomare 23 dicembre 2008 alle 17:40

Grillo mi sta sulle palle, Di Pietro ha detto che i magistrati devono andare avanti e che questo non gli farà cambiare idea sulle intercettazioni. E tanto mi basta.
Io comunque faccio campagna per “Bersani for President”. Would you like to join me? :)

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Rolli 23 dicembre 2008 alle 21:37

Cosa volevi che dicesse, Di Pietro?
Poi, a volte, obtorto collo mi ritrovo anche in accordo su alcune cose, ma non dimentico la mercedes e il prestito nella scatola di scarpe

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pick 24 dicembre 2008 alle 11:08

Io non posso proprio dimenticare certi figuri che pascolano nel suo partito dopo essere stati, in ordine, portaborse del cappalonico, al socialista o al democristiano di turno. Brutti fuori e dentro. Certo, come fa ad essere in disaccordo con lui quando dice che bisogna buttare i ladri fuori dalla politica, ma il resto dov’è?

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ventomare 24 dicembre 2008 alle 13:39

Ha detto che le indagini vadano avanti, così si distinguerà il grano dall’oglio, e che il figlio però si è comportato male. Che deve dire più di questo. Infatti, certo, cosa volevi che dicesse, Di Pietro?
Immagina se fosse capitato a Berlusconi, avrebbe iniziato a fare il perseguitato ed accusare i magistrati di odio.

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