Quelli che non fanno cabaret

Il presidente neo eletto Barack Obama ha risposto alle telefonate di congratulazioni di nove capi di stato esteri.
1. Prime Minister Rudd of Australia
2. Prime Minister Harper of Canada
3. President Sarkozy of France
4. Chancellor Merkel of Germany
5. Prime Minister Olmert of Israel
6. Prime Minister Aso of Japan
7. President Calderon of Mexico
8. President Lee of South Korea
9. Prime Minister Brown of the United Kingdom
(Politico)

di Minerva il 7 novembre 2008 in Varie · 194 commenti

{ 194 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

Return 7 novembre 2008 alle 13:12

ciao Minerva. Hai qualche notizia su Rolli?

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McNab 7 novembre 2008 alle 13:24

Tra i cabarettisti possiamo contare anche Zapatero?

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Francesco 7 novembre 2008 alle 14:03

possiamo immaginare che per rispondere all’omino italiano dalla bocca larga ci metterà un pò di tempo?
:)

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Minerva 7 novembre 2008 alle 15:51

Ciao Return, Rolli sta bene, mi ha appena inviato un sms. Tornerà a breve.
Ciao Francesco, non credo che sia stata una ripicca di Obama; quando il suo staff ha pubblicato quell’elenco, credo che ancora non sapessero della battutaccia dell’omino dalla bocca larga. L’omino ha inviato il suo bel messaggio scritto, è probabile che Obama faccia finta di niente e contraccambi con una risposta scritta. Diciamo che dall’elenco si capisce, per l’ennessima volta, chi in Europa conta e sa come si comportano i politici decenti.
Ciao Return, Rolli sta bene, mi ha appena inviato un sms. Tornerà a breve.
Ciao Francesco, non credo che sia stata una ripicca di Obama; quando il suo staff ha pubblicato quell’elenco, credo che ancora non sapessero della battutaccia dell’omino dalla bocca larga. L’omino ha inviato il suo bel messaggio scritto, è probabile che Obama faccia finta di niente e contraccambi con una risposta scritta. Diciamo che dall’elenco si capisce, per l’ennessima volta, chi in Europa conta e sa come si comportano i politici decenti.

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Minerva 7 novembre 2008 alle 15:54

Credo di avere qualche problema con tastiera o mouse :(

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British Bulldog 7 novembre 2008 alle 16:04

penso che la scelta di questi 9 capi di stato sia stata determinata da altre motivazioni , che quella dell ennesima infelice uscita del cabarettista italico, — tipo l essere il
Canada e Messico i vicini di casa degli USA
Francia-Regno Unito e Germania sono le principali potenze Europee
Giappone e Corea
rivestono sia un grosso livello di peso economico sia sono i princip0ali alleati e punti d appoggio per le posizioni che occupano degli USA in Estremo Oriente
Lo stesso ruolo per quelle aree lo riveste l Australia — (parliamo ovviamente dei paesi alleati o considerati tali dagli USA ) -(quelli considerati rivali o potenziali tali come Cina la Russia revanscista di Putin fanno un discorso a parte) -quindi che si siano privileggiati questi 9 paesi rispetto ad altri Non mi pare poi cosi strano

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leonida alle termopili 7 novembre 2008 alle 17:49

diciamo che oltre al “club di echelon” vi sono gli altri 2 governi importanti d’europa, il confinante a sud, 2 pricipali partner commerciali asiatici e, ovviamnete, il primo alleato in medio oriente. In pratica, tolto il messico per cortesia di buon vicinato, rimangono i soli referenti-alleati di peso degli usa.

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bill 7 novembre 2008 alle 17:50

E’ ufficiale: è nato l’Impero del Miele. Slurp!

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Minerva 7 novembre 2008 alle 18:18

Sursum corda, ché per oggi è previsto un altro giro di telefonate.

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British Bulldog 7 novembre 2008 alle 18:41

non so quanto il Messico sia presente solo per una questione di Cortesia fra vicini. Leonida . Tieni da Conto che il Messico e uno dei 3 paesi facenti parte del Nafta ed e considerato uno dei Paesi economicamente emergenti Per non parlare poi della presenza messicana negli USA (credo sia una delle minoranze etniche usa fra le piu grosse numericamente ) ((intesi come Messicani di cittadinanza USA) ( aldila degli Immigrati Illegali ) (altra questione non da poco che gli Usa hanno col Messico) per non parlare di tutti i flussi di scambio legali e non (fosse solo a Livelli di DEA (almeno se e vero che una buona meta della Coca che arriva negli USA entra dal Messico) Diciamo che ci sono molte ragioni aldila del Buon Vicinato quindi per dare la precedenza al Messico rispetto ad altri Paesi

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McNab 8 novembre 2008 alle 01:03

Stasera Obama ha chiamato Silvio.
Resta invece nella colonna dei cabarettisti Zapatero…

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Giancarlo 8 novembre 2008 alle 12:46

Vabbe, I rapporti tra stati vanno oltre la stima o la disistima dei relativi rappresentanti. A Giugno ci sarà un G8 in Italia. L’unica cosa che mi chiedo: Come faranno a parlare di cose serie e segrete sapendo che tra di loro c’è uno che non ha il collegamento bocca-cervello?

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British Bulldog 8 novembre 2008 alle 13:10

Considerando che i G8 servono solitamente a fare un po di scena,,non vedo questo grande problema , Cioè solitamente quello che viene deciso o discusso (eventualmente ) ai vari vertici e tutta roba gia discussa in anticipo e preparata da chissa quanto tempo,, Al massimo mettono qualche firma tanto per la foto
Se poi ce veramente da fare sul serio succedera esattamente come sempre in tutte le altre occasioni in cui si faceva sul serio ,in cui ,il cabarettista italico veniva regolarmente lasciato a casa

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Minerva 8 novembre 2008 alle 13:25

No no,McNAb, Zapatero ha ricevuto la telefonata di Obama nella stessa serata in cui è stato chiamato SB.
Già scritto che non è stata una ìpunizioneì, ma una ulteriore dimostrazione di quanto conti l’Italia, nonostante le millanterie del Cavaliere, che , semmai, con le sue performance contribuisce negativamente.
Pare che la telefonata sia stata sollecitata da SB, e sia il frutto di trattative tra l’ambasciatore d’Italia a Washington, Gianni Castellaneta, e alcuni alti esponenti dello staff di Obama, Rahm Emanuel in particolare. Una delle ragioni per cui Emanuel è stato nominato capo dello staff di Obama alla Casa Bianca, è la sua profonda conoscenza di Washington, unita all’abilità di tenere i contatti con tutti gli esponenti politici e i funzionari della capitale americana che Emanuel ha avuto/ha occasione di incrociare.
Non mi risulta che sia stato reso pubblico l’elenco del secondo giro di telefonate; comunque, se ti può consolare McNab, SB ci si troverebbe, senza dubbio, prima di Zapatero (stati in ordine alfabetico).

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Return 8 novembre 2008 alle 13:58

La gaffe di berlusconi impallidisce a confronto di quella odierna di Sua Sanità sul’unilateralismo degli ebrei

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British Bulldog 8 novembre 2008 alle 17:54

io trovo molto piu triste per non dire patetico da parte del nostro cabarettista che se come ha riportato Minerva ,la suddetta telefonata l abbia accattonata in questa maniera facendo cosi la solita figura da mendicante

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bill 8 novembre 2008 alle 19:53

Cerrrrto, come no. E’ ovvio che Obama sia molto turbato, turbatissimo, dopo avere letto le storiche e affrante dichiarazioni di personalità dello spessore di Franceschini e soci, e dopo aver appreso da veri, seri e sobri uomini di stato che il governo italiano è fatto di energumeni tascabili. E’ quindi naturale che non voglia neppure parlare col leader di un paese che ha soldati in mezzo mondo, al fianco delle truppe americane e non solo, e che è sicuramente l’alleato europeo migliore per gli USA. D’altronde, col Berluska c’aveva appena parlato in occasione del Columbus day, e aveva capito subito che è un razzista della prima ora. E’ sicuro. Solo nelle vostre teste, però.
PS: pare che abbia chiamato Obama..(ammesso che la cosa abbia una qualche importanza..).

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McNab 9 novembre 2008 alle 01:16

Pare che….
Pare secondo chi Minerva?
Non ho letto nulla in tal senso.
P.S.
Se l’Italia (al pari della Spagna a quanto sembra ) è tenuta in minor considerazione, lo è certamente per ragioni storiche.
Sarà forse che dal dopoguerra ad oggi, sul piano internazionale, quando è necessario fare sul serio, in Italia bisogna fare una battaglia parlamentare per concedere una pista di decollo (accompagnata da insulti e bandiere bruciate) mentre in Inghilterra rischiano le chiappe in prima persona?
E questo sia che governino i laburisti sia che governino i conservatori.

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pick 9 novembre 2008 alle 20:31

Si capisce a migliaia di migliaia di chilometri di distanza che a Bill rode fortemente il culo per il fatto che l’Italia, nonostante il nano, continuerà a non contare una beneamata mazza.

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British Bulldog 10 novembre 2008 alle 04:15

il fatto che la telefonata di Obama sia stata sollecitata dal nostro “Impavido Leader ” e stata riportata sui vari giornali -Il che signifca che dopo aver fatto nell ordine prima la figura del ruffiano ( prima Grande amicone di Bush (a sentir lui) poi (fiutando il vento ) e andato a dire che lui avrebbe votato per Obama -poi ha fatto quell uscita infelice e ora ha fatto la tipica figura italica da Suonatore d Organetto che manda la scimietta a chiedere l elemosina –

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Ginchelli 10 novembre 2008 alle 09:23

Lesa obamita’.
“Obama e’ giovane (e gli anziani mugugnavano) e’ bello (e i bruttini si indignavano) e’ abbronzato (e no, adesso rivoluzione!)
Ma va,vaaaaaa…..

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Return 10 novembre 2008 alle 10:29

la reazione isterica dell”opinione pubblica, tolta la polemicuzza politica, indica un certo grado di nervosismo sull’argomento ‘razza’, rimasto compresso tutta la campagna elettorale per ovvi motivi e che attendeva un’occasione per esplodere: ed ecco Berlusconi, le cui intenzioni erano trasparenti e di certo nÈ sfottenti nÈ ostili. Restano le premesse culturali della battutina, appunto da Drive In. A quando una bella scorreggia in pieno g8?

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McNab 10 novembre 2008 alle 11:14

Non avendo trovata traccia che avvalori una tale conclusione e, al contrario, avendo lo staff di Obama divulgato che le telefonate a Italia e Spagna erano programmate nel secondo giro di telefonate, se non vi secca gradirei sapere quali giornali hanno avanzato questa ipotesi.

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pick 10 novembre 2008 alle 11:16

una bella analisi di Gilioli.

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Return 10 novembre 2008 alle 11:21

pick, è quello che ho pensato io: è quando cerchi di ricostruire il paesaggio mentale in cui la battuta è nata che ti viene il brividello.

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pick 10 novembre 2008 alle 11:28

Cert Ret. Ma sta’ a vedere che ora passa bill e scrive che il paesaggio mentale di Franceschini è molto peggio. :-)

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Return 10 novembre 2008 alle 11:33

Incredibilmente Franceschini è diventato un oggetto fetish per qualcuno

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Ginchelli 10 novembre 2008 alle 12:44

A quando: “Siamo tutti Carla Bruni” ?
Ma va, vaaa (2)….

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Return 10 novembre 2008 alle 12:47

A quando un “Carlà, sei una stronzà”, come carineria verso l’amico Nicolas?
ma vacci te, caro, e restaci

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qaz 10 novembre 2008 alle 14:44

Meglio un “Carla’ sei vergine”.

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elofoolish 10 novembre 2008 alle 15:04

mah un po’ vi ammiro,
ci vuole un certo coraggio a difendere anche l’indifendibile.

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Ginchelli 10 novembre 2008 alle 16:10

Ah, Carla’. Quella che compare nel clip di “the king of bling bling” Sarkozy: http://www.youtube.com/watch?v=YuJ4HP2r6us

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Return 10 novembre 2008 alle 16:28

+++ ordine +++
Franceschini, lattice nero……………. Nr. 2

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Rolli 11 novembre 2008 alle 09:22

Bonsoir, je ne suis pas Carla avec le visage de tolle, mais moi aussi “jette la facce per terra” en raison de mon prÈsident du Conseil
Ciao a tutti, e in particolare a Return e francesco (son viva e lotto insieme a voi. No, forse gli ideali di lotta miei e di Francesco non coincidono :P)

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Francesco 11 novembre 2008 alle 09:48

vabbè, non stiamo a sottilizzare.
sei viva e lotti, va bene così!
ciao

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Minerva 11 novembre 2008 alle 13:23

Pare che….
Pare secondo chi Minerva?
Non ho letto nulla in tal senso.

“Accortosi di essere stato escluso dal giro di consultazioni internazionali di Obama, il governo italiano ha dato vita ad un pressing sul team di Barack affidando il compito di recuperare all`ambasciatore a Washington Gianni Castellaneta che dopo l`Election Day aveva trasmesso le congratulazioni dell`Italia al vincitore. Castellane ta ha così parlato a più riprese con Rahm Emanuel, nuovo capo di gabinetto, e Craig, arrivando a concordare una telefonata fra i due leader, avvenuta nella notte e nella quale hanno ribadito “amicizia e collaborazione”. Al fine di smussare la tensione che si era accumulata a causa della battuta sull”`abbronzatura”, Castellaneta ha anche dato un`intervista alla Can spiegando che “si è trattato di una maniera di dire che si adopera in Italia per sottolineare la bellezza di una persona”. (La Stampa)
L’articolo, molto interessante, è firmato da Maurizio Molinari, il corrispondente dagli Stati Uniti più informato e preciso che abbiamo in Italia. Io avevo letto la notizia sul sul sito di Repubblica, ma siccome di Repubblica non vi fidate…

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Francesco 11 novembre 2008 alle 13:30

però dopo letto questo inizierei a dubitare anche della stampa …. ma solo per notizie dall’america, che per il resto è già in black list da sempre :)
ciao

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Minerva 11 novembre 2008 alle 14:06

Se continui così, Francesco, la tua black list diventerà elefantiaca e ti resteranno da leggere solo le scritte delle scatole di biscotti :) Ciao

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Return 11 novembre 2008 alle 14:17

patetico

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British Bulldog 11 novembre 2008 alle 14:35

io l avevo letta su Repubblica dopo che l avevo vista riportata da Minerva questa triste vicenda –Coraggio che se va avanti cosi fra due anni e la volta che Obama fa Bombardare noi direttamente

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Francesco 11 novembre 2008 alle 14:54

Non vorrete dirmi che voi la Gazzetta di Casa Agnelli, nonchè bollettino dei Reduci del Partito d’Azione, lo prendete abitualmente in considerazione?
Quella su Molinari era una battuta, sfido anche Return a dire che non si capiva.
BB,
ma dopo averci bombardati ci occupano? potrei farci un pensierino, nel caso :)

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Return 11 novembre 2008 alle 15:00

Cresce come una mousse la merda kattolica, ora contro Israele, ora contro gli ebrei, ora contro Obama nel dubbio che non sarà Bush-tris come dice Rocca
Vedasi tal Lucio Casto, teologo:
“Ora ogni occasione è buona per rimarcare le distanze e per ricordare solo le ingiustizie patite dagli Ebrei. Anch’essi non hanno proprio nessun ´severo, onesto esame di coscienzaª da fare del loro comportamento lungo i secoli quand’erano in posizione di forza nei confronti dei cristiani?”
Ma quando mai gli ebrei furono in posizione di forza sui cristiani, dopo il 70 d.C.?
Vedasi gli ammonimenti alla Corte di Cassazione sul caso Eluana, e alla Casa Bianca sulle leggi da non abrogare.
E nelle pause, si grida all’ingerenza :-DD
impauriti, nervosi, e volgari più che mai

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Return 11 novembre 2008 alle 15:54

non si capiva

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ventomare 11 novembre 2008 alle 17:08

Dopo Rolli, anche Minerva, sono sublimamente attonito, favorevolmente impressionato, misticamente incantato, dall’endorsment (anche se non dell’ultim’ora dell’esponente democratico americano), ma anche dal senso di straniamento e di abbandono dei miseri di casa nostra.
Ma posso sapere che vi è successo? Un giro di 180 gradi di questo tipo non è sia così ordinario.
Si sa poi, che quando le donne mollano qualcuno diventano spietate, i peggiori critici e nemici, il senso di deluzione del soggetto amato e per il quale si sono spese, si trasforma in disprezzo e, a volte, perfino odio, quando le aspettative vengono deluse, e non solo, quando il disvelamento dell’inganno le fa sentire quanto sono state stupidamente attratte in precedenza, sai dal rinato che dal ceronato. Non va trascurato che questa delusione, come appare per delle fans sfegatate (oramai del passato) come le nostre due, sia un fenomeno che metta in luce una tendenza ancora non espressa nella maggioranza, ma latente, in special modo tra le donne.

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bill 11 novembre 2008 alle 18:42

Carla Bruni? Quella che scodinzolava da un’assassina delle BR, tutta felice perchè ha convinto il marito a fargliela sfangare? Vi accontento io: è una stronza. Molto gossippara e dalle ottime scelte di letto, passate e presenti, ma stronza assai.
Acc: speriamo che non ci facciano chiudere Pitti…

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bill 11 novembre 2008 alle 20:30

Veramente, non c’è bisogno di leggere giornali “alternativi” made in Fiat (concordo sulla bravura e competenza di Molinaro): su Libero, fogliaccio neofascista, c’era un’intervista a Castellaneta..
Ciò non toglie che il caso, considerato assai di striscio dalla stampa americana, dove si sono limitati a paragonare Berluska a Biden in quanto a gaffe (e siccome Obama ne aveva appena fatta una su Nancy Reagan, lasciamo stare..) sia stato ridicolmente alimentato dall’opposizione. La quale, non avendo nulla da dire, sarebbe disposta a creare una crisi internazionale su una sciocchezza del genere pur di fare casino.
Proprio quelli dell’energumeno tascabile, della donna-scimmia e dell’essere non-umano…
Peccato: sarà per la prossima volta..

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Minerva 11 novembre 2008 alle 23:46

Ma io non sono d’accordo con tutto il polverone sollevato da PD e soci, che ovviamente ci marciano. Però, Berlusconi, che critica Prodi perché ha lasciato un paese con una cattiva reputazione internazionale, dovrebbe capire che le sue esibizioni non contribuiscono a migliorare l’immagine dell’Italia nelle amministrazioni del globo terracqueo.
La stampa americana tratta di striscio la maggior parte delle notizie che arrivano dall’Italia. Quanto a Biden – noto per le gaffe, ma la cui preparazione in politica estera è indiscussa – è sempre Libero che scrive “si sono limitati a paragonare Berluska a Biden in quanto a gaffe”? Il plurale non è corretto, intendo dire che il paragone non lo hanno fatto tutti i media, l’avrà fatto qualcuno. A parte questo, è da ospiti di kindergarten giustificare gli errori perché tanto li fanno anche gli altri, oltre ad essere una ben magra consolazione.
La ragione più probabile per cui la stampa americana non ha dedicato più a spazio alla gaffe berlusconiana è una ragione contraria a quella per cui Matt Drudge ha messo in home page la frase di SB – con tanto di foto – e ha rincarato la dose quando Berlusconi si è rifiutato di scusarsi. Drudge vuole dimostrare che Obama non viene rispettato all’estero.
Perché lasciar perdere la gaffe di Obama?
Durante la conferenza stampa di venerdì scorso, una giornalista ha chiesto a Obama se avesse parlato con gli ex presidenti e lui ha tentato una battuta sciapa, dicendo che aveva parlato con i presidenti viventi, quanto agli altri: “Non ho intenzione di mettermi a fare sedute spiritiche alla Nancy Reagan” (I didn’t want to get into a Nancy Reagan thing about doing any seances).
In realtà, Nancy Reagan assoldò un’astrologa che si recò più volte alla Casa Bianca. Il particolare è stato svelato in un libro scritto da un ex collaboratore di Reagan, Donald Regan, che sostenne che Nancy Regan voleva aiutare il marito a prendere le decisioni sull’agenda presidenziale. Nancy Reagan ha ammesso le consulenze astrologiche, precisando però che quanto detto dall’astrologa non influì sulle decisioni del presidente.
Le sedute spiritiche le fecero altre due mogli di presidenti americani; una non la ricordo, l’altra è, udite udite, Hillary Clinton.
Comunque, la battuta era di cattivo gusto, anche se non cattiva, e Nancy Reagan è confinata in casa perchè sta recuperando da una brutta caduta. I giornali e i blog conservatori si sono buttati a pesce sulla gaffe, ma Obama non ha cercato scusanti e li ha anticipati telefonando alla Reagan per farle le proprie scuse, subito dopo la conferenza stampa. Capito la differenza?
Peccato: sarà per la prossima volta..
Conoscendo Berlusconi e tenendo conto che l’avanzare dell’età causa il malfunzionamento dei freni inibitori, ci sarà sicuramente più di una prossima volta. Non so… potrebbe fare qualche battutaccia pecoreccia sul decolletÈ della Merkel.

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return 12 novembre 2008 alle 00:01

Vittorio feltri: ormai, visto quel che è accaduto dopo, anche io penso che air france fosse la soluzione migliore.
Toh pensa

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qaz 12 novembre 2008 alle 09:14

Che Feltri lo dicesse nel senso di tanto peggio tanto meglio ?

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Return 12 novembre 2008 alle 09:32

No, qaz, l’ha detto nel senso proprio, tanto che ha aggiunto, a difesa di Berlusconi, che in ogni caso la colpa di quel fallimento non fu sua ma dei sindacati. Come se Berlusconi si fosse speso, allora, per Air France.
Indubbiamente, però, la situazione di adesso è la peggiore immaginabile.

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Return 12 novembre 2008 alle 09:39

OT – Oggi è una bellissima giornata per Gerusalemme. Dopo i 5 tremendi anni di Lupolianski, sindaco ultra-ortodosso, la città santa ha un sindaco laico, il miliardario Nir Barkat, sostenuto dal centro e dalla sinistra. Una buona notizia anche per Tzipi Livni in vista delle prossime elezioni. Il sindaco di Gerusalemme riveste di solito un ruolo nazionale: prima di Lupolianski era stata la volta di Ehud Olmert.

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ventomare 12 novembre 2008 alle 10:01

Minerva says: “Però, Berlusconi, che critica Prodi perché ha lasciato un paese con una cattiva reputazione internazionale, dovrebbe capire che le sue esibizioni non contribuiscono a migliorare l’immagine dell’Italia nelle amministrazioni del globo terracqueo.”
Poi chiediamo a Berlusconi quale leader mondiale, forse a parte quello che strappava cespugli nel ranch texano, ha conservato di Prodi una cattiva opinione. Se me ne dici uno vinci un Grammy awards. Io invece ti elenco quelli che di Prodi hanno conservato un’opinione altissima: Merkel, Chirac, Zapatero, Lula, Bachelet, tutti i leaders della UE nessuno escluso, tutti i leaders africani a parte Mugabe, i leader arabi. Per quanto poi si sia speso per il recupero dell’immagine internazionale ridicolizzata da Berlusconi, sia politica che industriale, si possono ricordare le missioni a partire dal viaggio in Cina, dalla moratoria sulla pena di morte, enorme successo, dalla missione in Libano, altro enorme successo, dalla cancellazione della procedura d’infrazione per debito eccessivo, senza parlare delle trattative per l’Eni in Kazakhstan, di quelle per Endesa, per Telecom/Telefonica, e mille altre e tutto questo in soli due anni.

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elofoolish 12 novembre 2008 alle 10:56

eh basta dileggiare il premier anche sui blog oltre che su tutte le tv no!!!!!!!!!????

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ventomare 12 novembre 2008 alle 12:42

Dalla crisi culturale a quella economica. E non è finita perché è la selezione della classe dirigente che non funziona: politica e aziendale. Le aziende non investono perché sono a corto di creatività e di fiducia nel nuovo. Non c’è fiducia nella ricerca ed in quello che dà ritorno a medio lungo termine. Per esempio il marktirng è penalizzatissimo, basta guardare su linkedin il numero di offerte tra noi e l’Inghilterra (un altro motivo è che da noi il sistema recepisce le innovazioni con molto ritardo) è assolutamente non paragonabile. Le persone che raggiungono gradi di maggiore responsabilità non sono selezionate in base al merito ma all’appartenza. Le offerte di lavoro non son mai trasparenti, ci sono vincoli di età. Questo assolutamente non succede negli altri paesi europei, dove l’età spesso non compare e dove alla prima riga dell’annuncio c’è stipendi e benefit e l’azienda che cerca è scritta in chiaro.
Da noi tutto è aumma aumma
Dall’Annuario Statistico emerge un netto regresso finanziario
il 54% ritiene peggiorata la propria situazione economica
L’Istat fotografa lo stato dell’Italia
sfiduciata e sempre più povera
La popolazione è ancora invecchiata: un quinto è ultrasessantacinquenne
E quasi il 40% è affetta da patologie croniche, a cominciare da artrosi e ipertensione
di ROSARIA AMATO
Le famiglie italiane sono sempre in maggiori difficoltà economiche
ROMA – Un paese sempre più povero, insoddisfatto, sfiduciato, vecchio. E’ quello che emerge dall’Annuario Statistico Italiano, pubblicato oggi dall’Istat. Oltre 800 pagine di cifre, frutto delle rilevazioni statistiche effettuate prevalentemente nel 2007, ma anche in parte nel 2008. Numeri eloquenti, che mostrano una popolazione costituita per un quinto da ultrasessantacinquenni, che cresce solo grazie all’afflusso degli immigrati, notevolmente impoverita e profondamente scoraggiata.
Situazione economica peggiorata per il 54,5%. La percentuale di persone di 14 anni e oltre che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica registra un vero e proprio crollo: è al 43,7 per cento, contro il 51,2 per cento dell’anno scorso e il 64,1 per cento del 2001. In sette anni il grado di soddisfazione economico è arretrato di oltre 20 punti. Al contrario, la quota di famiglie che giudicano peggiorata la propria situazione economica rispetto all’anno precedente è del 54,5 per cento, contro il 41 per cento del 2007. Scende al 39,4 per cento dal 51,9 del 2007 la percentuale di chi giudica invariata la propria posizione economica. Per il 16,2 per cento è “molto peggiorata” (l’anno scorso la percentuale era del 9,2). Solo l’0,8 per cento delle famiglie ritiene che le proprie risorse economiche siano ottime; di contro l’8,1 per cento degli intervistati le giudica insufficienti.
Al Sud maggiori difficoltà economiche. L’Annuario conferma, ammesso che ce ne sia bisogno, il perenne e sempre maggiore svantaggio economico del Sud. Infatti al Nord la quota di cittadini che dà un giudidizio positivo sulla propria situazione economica è del 51,8 per cento, contro il 43,1 per cento del Centro e il 33,4 per cento del Mezzogiorno. Al Nord è maggiore anche la soddisfazione per il proprio stato di salute: 82,8 per cento contro 77,3 per cento al Sud. E anche per le relazioni familiari, e amicali. Il 18,7 per cento delle famiglie residenti nelle regioni del Mezzogiorno ritiene che nel 2008 la propria situazione economica sia molto peggiorata rispetto all’anno precedente: al Nord tale percentuale scende al 14,9 per cento.
Diminuisce la soddisfazione sul lavoro. In generale però dall’Annuario 2008 emerge una maggiore soddisfazione degli italiani per tutto quello che riguarda la vita privata: famiglia, amici, tempo libero. E un minore apprezzamento per le ricadute dell’economia. A conferma, anche la soddisfazione lavorativa decresce al 74,6 per cento, dal 76,3 per cento nel 2007, in coincidenza con una ripresa del tasso di disoccupazione, che invece l’anno scorso era sceso al 6,1 per cento, il livello più basso dal 1993.
Un italiano su 5 è ultrasessantacinquenne. Alla fine del 2007, come risultava giù dal bilancio demografico annuale pubblicato a luglio, gli italiani erano già 59.619.290, circa 488.000 in più rispetto all’anno precedente, esclusivamente grazie al saldo attivo del movimento migratorio (+494.871 unità) che ha ampiamente neutralizzato l’effetto negativo del saldo naturale (-6868 unità). Gli stranieri residenti in Italia al 1∞ gennaio 2008 erano 3.432.651, e rappresentano il 5,8 per cento della popolazione totale. La fecondità delle donne italiane è salita nel 2007 a 1,37 figli per donna, il livello più alto registrato negli ultimi anni. Ma questo non ferma l’inesorabile processo di invecchiamento della popolazione: ormai un italiano su cinque è ultrasessantacinquenne.
Quasi il 40% è affetto da patologie croniche. Nonostante nel 2007 il 73,3 per cento della popolazione italiana valuti come buono il proprio stato di salute, c’è una forte incidenza delle malattie croniche. Dichiara infatti di esserne affetto il 39,2 per cento dei residenti in Italia. Quelle maggiormente diffuse sono l’artrosi/artrite (17,9 per cento), l’ipertensione (15,8 per cento), le malattie allergiche (10,6 per cento) e l’osteoporosi (7,3 per cento).
Servizi pubblici difficilmente accessibili. Gli italiani continuano a denunciare, anche nel 2008, la difficile accessibilità dei servizi di primaria importanza, dagli ospedali alle Poste. Le situazione di maggiore difficoltà si riscontra per il pronto soccorso: lamenta difficoltà d’accesso il 55,7 per cento degli italiani. Seguono le forze dell’ordine (40,6 per cento), gli uffici comunali (35,3 per cento), i supermercati (31,5 per cento) e gli uffici postali (27,9 per cento). I tempi di attesa medi oscillano intorno ai venti minuti.
(12 novembre 2008)

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Return 12 novembre 2008 alle 13:20

pure le patologie croniche colpa di berlusconi?

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ventomare 12 novembre 2008 alle 13:59

Io non ho nominato Berlusconi, se guardi bene. Sono difetti strutturali che vengono esaltati dalla nostra difficoltà al cambiamento. Il nostro familismo non è più in grado di fronteggiare la modernità. Berlusconi è l’apoteosi di questa cultura e secondo me gli italiani l’hanno scelto per lo stesso motivo per il quale gli americani hanno scelto Bush: La resistenza al cambiamento, l’illusione di poter sopravvivere portando all’estremo il loro difetto cronico e anche le sue conseguenze, prima di decidersi a modificarsi: la scelta in questi casi, come nelle crisi personali e psicologiche, si fa solo per l’impossibilità di andare avanti: cambiare o morire. E’ come nella psicoterapia è quella che si chiama fase parossistica, il difetto si esalta, prima della soluzione. Almeno lo spero.

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Return 12 novembre 2008 alle 14:29

Nicoletta Tiliacos: Questo significa che a un corpo sano e forte come quello di Eluana…
- sano e forte: insufficienza renale e polmonare dovute a 16 anni di farmaci e immobilità, oltre alle condizioni del cervello
…capace di reagire, qualche settimana fa, a una forte emorragia, risolta senza interventi terapeutici…
- La forte emorragia non si è ‘risolta’: si è abbattuta su un cervello già devastato, per questo non è stata operata
…saranno inflitti giorni e giorni di fame e di sete, fino a un esito che qualcuno avrà certamente il coraggio di definire ìnaturaleî.
- “Esiste una letteratura scientifica molto seria: il nostro cervello in stato di disidratazione e assenza di nutrizione produce endorfine, che servono proprio per lenire il dolore. Oggi lo facciamo piu’ efficacemente con i farmaci, ma mio papà, mio nonno e tutti gli esseri umani fino agli anni ’70 si sono spenti senza bere e senza mangiare. Spenti serenamente, nel proprio letto, fatto salvo il dolore per eventuali malattie” (I. Marino)
***
Sua Ignominia Card. Javier Lozano Barrag·n: ´Qualcuno obietta che insieme all’alimentazione vengono somministrati anche i farmaci che tengono in vita, e allora, io dico, togliete i farmaci, ma non gli alimentiª.
- Eluana prende farmaci antiepilettici e contro l’embolia polmonare. Secondo il Testa di Cazzo di cardinale bisognerebbe spingere Eluana fino alla grave crisi epilettica o respiratoria per poi?
Rianimarla, ovviamente.
Bastardi cani figli di puttana

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Francesco 12 novembre 2008 alle 15:46

la tua black list diventerà elefantiaca e ti resteranno da leggere solo le scritte delle scatole di biscotti :) Ciao
Minerva, tu sì che mi conosci bene. Però mi capita anche di leggere romanzi di fantascenza e albi a fumetti. Oltre all’imprescindibile Foglio.
Ciao
:)
x Return, ogni volta mi stupisci, sei arrivato così in basso che manderei il tuo CV all’ENI.

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Francesco 12 novembre 2008 alle 15:52

>> Io invece ti elenco quelli che di Prodi hanno conservato un’opinione altissima: Merkel, Chirac, Zapatero, Lula, Bachelet, tutti i leaders della UE nessuno escluso, tutti i leaders africani a parte Mugabe, i leader arabi.
tutti amici tuoi ai quali hai chiesto conferma? sarei più propenso a scommettere che a domanda risponderebbero “Prodi chi?”
Ad avere un’opinione altissima di Prodi ci sono Prodi, Vento e, forse, Parisi.
Meno di nessuno, a fare la somma.

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Francesco 12 novembre 2008 alle 15:55

pure le patologie croniche colpa di berlusconi?
e anche l’invecchiamento della popolazione :)

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Return 12 novembre 2008 alle 16:04

sono arrivato così in basso che, se scavo ancora un paio d’anni, trovo te e nicoletta tiliacos piantati corna in già nel centro della Terra

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Ginchelli 12 novembre 2008 alle 16:13

“(Berlusconi) …gli italiani l’hanno scelto per lo stesso motivo per il quale gli americani hanno scelto Bush: La resistenza al cambiamento.”
E il cambiamento chi era? PRODI
Nei momenti in cui Prodi non era assopito (ma pensava….) era impegnato a tenere a bada il minestrone che lo appoggiava al governo. Uh

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ventomare 12 novembre 2008 alle 16:43

Le regole, Ginchelli, le regole. In Italia il cambiameno sono regole di pari opportunità. Pari diritti e pari doveri.
Bersani era nel governo Prodi, no? Bersani non ha provato a cambiare? Visco era nel governo Prodi, far pagare le tasse e riuscirci non è stata una novità del governo Prodi? Risanare il bilancio e riabbassare il debito, è stata una novità dei due governi Prodi. L’Europa è stata una novità dei governi Prodi. L’attenzione ai paesi emergenti, viaggi in Cina ed India, come opportunità, è stata una novità del governo Prodi.
Purtroppo gli italiani non ne hanno ancora abbastanza di soffrire, cambiare costa, cambiare acrattere e mentalità per adattarsi al mondo che cambia. Deve essere che l’acqua consente ancora di respirare.

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elofoolish 12 novembre 2008 alle 17:03

finche’ non te la privatizzeranno l’acqua…

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McNab 12 novembre 2008 alle 18:10

Apprezzo anche io Molinari, per quanto mi pare dia peso maggiormente alle fonti liberal.
Tuttavia, sarò di parte, ma quella di Molinaro resta una ricostruzione personale.
I contatti diplomatici avvengono normalmente in questi casi.
O si pensa forse che Obama faccia una telefonata tra una doccia e un thè, cercando il numero sull’elenco?
Tuttalpiù i contatti si sono intensificati, visto il riverbero mediatico enfatizzato sopprattutto in casa nostra.
Mi pareva che la tesi fosse un’altra.
Si sosteneva che la telefonata fosse stata elargita in virtù di una mendicazione nostrana.
Questa tesi è smontata, come già detto, dallo staff obamaniano che aveva programmato la telefonata nel secondo gruppo (assieme alla Spagna).

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Return 12 novembre 2008 alle 23:15

Toh, guarda, Berlusconi ora che Bush è scaduto dice le stesse cose di Return: “Diciamolo chiaro, la Russia ha subìto delle provocazioni, con il progetto di collocare i missili in Polonia e Repubblica Ceca, e con il riconoscimento del Kosovo così come con l’ipotesi di un ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato”.
Certo, coi ricojocon tipo Francesco restano personalità del calibro di Paolo Guzzanti.

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Return 12 novembre 2008 alle 23:18

per l’esattezza, Berlusconi va assai oltre Return, deve essere un novello ventomare pure lui, anzi peggio.

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Minerva 12 novembre 2008 alle 23:48

Veramente Molinari era chiaramente pro McCain, chiaramente per chi si sia preso la briga di leggere regolarmente i suoi articoli sulle presidenziali.
Tuttavia, sarò di parte, ma quella di Molinaro resta una ricostruzione personale.
Questa è buona, si fa per dire. Si dà invece il caso che Molinari abbia le sue fonti sul campo, non ha esposto una sua opinione. Ed è una notizia data da diversi giornali .
Mi pareva che la tesi fosse un’altra.
Si sosteneva che la telefonata fosse stata elargita in virtù di una mendicazione nostrana.

E questo cos’è, se non mendicare?
“Accortosi di essere stato escluso dal giro di consultazioni internazionali di Obama, il governo italiano ha dato vita ad un pressing sul team di Barack affidando il compito di recuperare all`ambasciatore a Washington Gianni Castellaneta che dopo l`Election Day aveva trasmesso le congratulazioni dell`Italia al vincitore. Castellane ta ha così parlato a più riprese con Rahm Emanuel, nuovo capo di gabinetto, e Craig, arrivando a concordare una telefonata fra i due leader, avvenuta nella notte e nella quale hanno ribadito “amicizia e collaborazione”.
Questa tesi è smontata, come già detto, dallo staff obamaniano che aveva programmato la telefonata nel secondo gruppo (assieme alla Spagna (Niente link? Non è carino)
Per l’ennesima volta, mai detto che la mancata telefonata durante il primo giro di chiamate fosse una ripicca, nÈ messo in dubbio che Obama avrebbe risposto al messaggio di congratulazioni di Berlusconi. Semplicemente, l’episodio è un’ulteriore dimostrazione che l’Italia non conta come Berlusconi vuole far credere (non è solo colpa sua, ma è anche colpa sua), e non è in cima ai pensieri di Obama, come già si poteva intuire in occasione del suo viaggio europeo prima delle presidenziali.
Tesi smontata un bel niente. Lo staff di Obama non poteva certo dire che la telefonata era stata richiesta. E’ la diplomazia, baby. Difficilmente verremo a sapere se veramente la telefonata sia stata programmata nel secondo giro o anticipata perché mendicata dal governo italiano. certo, non è un dubbio di quelli che tolgono il sonno.
So bene che le telefonate vengono concordate, ma in questo caso sono quelli dello staff di Obama che hanno chiamato i vari paesi per avvisare. Invece a Berlusconi, dopo aver saputo di non essere insieme a Germania, Francia e UK, deve essere venuto un mancamento. E alla fine, dove si è ritrovato? Insieme al tizio che è scappato dall’Iraq.

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Minerva 13 novembre 2008 alle 00:04

Chissà però che Berlusconi non abbia occasione di segnare qualche punto, dati i suoi rapporti con Putin e l’intenzione di Obama di trattare con la Russia. Avesse vinto McCain, sarebbe stato un problema, visto la sua amicizia di lunga data con Shakasvili (si sono telefonati anche durante la recente crisi) e la sua intenzione di far entrare la Georgia nella Nato. McCain è rimasto ai tempi della guerra fredda e di Putin, dopo averlo incontrato, ha detto di avergli letto negli occhi tre lettere “K.G.B”. Vabbe’, Putin non è un boy scout, ma con le premesse di McCain il disastro era assicurato.

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ventomare 13 novembre 2008 alle 10:34

Ecco qui return, tu fai la battaglia per la libertà dalla chiesa cattolica, ma anche gli apparati, l’establishment, se ha ancora senso usare questa parola per l’Italia ha un senso, è cementificato. Sempre più ultimamente mi capita di anticipare cose come questa di qualche giorno. Prima l’anticipavo di qualche anno. Che tutto stia diventando più urgente?
Intervista a Giuseppe De Rita: “Da noi vige un sistema antico
controllato da una classe dirigente che si annida nei posti di comando”
“Meritocrazia senza spazio
nella piramide del potere”
di ALBERTO STATERA
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Giuseppe De Rita
Gerontocrazia, partitocrazia, parentocrazia, clientocrazia, persino – new entry lessicale – mignottocrazia. Tutto ciò che finisce in “zia” si declina in Italia molto più di meritocrazia, ciò che tutti dicono di desiderare. Perché? E come uscirne? Come stappare un sistema leaderistico che, perso nella sua arretratezza culturale, assiste allibito a un nero nato nel 1961 che viene eletto presidente della più grande democrazia del mondo? Giuseppe De Rita, animatore del Censis, sguardo cattolico disinibito e maestro delle analisi icastiche, attribuisce il nostro deficit nientemeno che a Menenio Agrippa: “Ricorda la vecchia metafora di Menenio Agrippa? Diceva che tutto il corpo fa riferimento al cervello, le mani, i piedi, lo stomaco sono sensori stupidi. Se uno si scotta un dito è perché il senso del dolore arriva al cervello, tutti gli impulsi confluiscono nella testa”.
Abbia pazienza, professor De Rita, ma che c’entra con la vecchiezza delle classi dirigenti, la persistenza di Èlites modeste, che anzi via via sembrano peggiorare? Che c’entra con il mancato ricambio, i giovani imbottigliati in un destino di minorità, magari geni della ricerca a 1000 euro al mese, che vedono nominare ministri della Repubblica calendariste e portaborse, diventare ricche (o potenti) ragazzotte che fanno le veline?
“C’entra eccome. Il problema che stiamo affrontando è quello di una logica gerarchico-piramidale, di un sistema antico controllato da una classe dirigente che si annida nella vetta della piramide e manda tutto il resto all’inferno. E’ l’effetto di uno Stato accentrato fin dal Risorgimento, che ha prodotto una stratificazione sociale e di potere granitica che non si intacca se non si riesce a cambiare la governance del paese”.
Col Risorgimento la prendiamo un po’ da lontano in un paese che si dice tutto proteso alle liberalizzazioni.
“Ma è quello che ci ha portato questa eredità, rispetto ad altri paesi che hanno saputo entrare nella logica cibernetica”.
Cibernetica?
“Sì. Oggi i vari terminali dei computer dialogano tra loro producendo quel policentrismo liberatorio che l’Italia non riesce ad avere nell’arroccamento in vetta alla piramide che rovina il paese. Il dialogo diretto, non mediato dal centro, questo è la cibernetica rispetto a un sistema organicistico”.
Vuol dire che la piramide è così forte da produrre gerontocrazia, clientela, parentela e immobilità?
“Mancando l’articolazione delle responsabilità nella primazia totale dello Stato, le classi dirigenti sono quelle che conquistano la puntina della piramide in mille modi: con i soldi, i media, la corruzione, la parentela, magari il sesso. Mentre le vere classi dirigenti si fanno in periferia con il policentrismo. Il presidente degli Stati Uniti è il frutto del policentrismo degli sceriffi, dei sindaci, dei senatori, dei governatori. In America crescono, arrivano, li vediamo per otto anni poi scompaiono tutti, presidenti, segretari di Stato, tranne naturalmente Henry Kissinger. Noi non ne usciamo se non cambiamo l’architettura del potere, che invece di autentiche classi dirigenti ci regala classi monarchiche, classi di Corte”.
Cortigiani? Lei pensa soprattutto alla politica, ma anche nelle aziende c’è una sorta di perpetuazione di potere, spesso affidato a yesmen inadeguati da una pseudo-borghesia capitalistica che non ha dato grandi prove.
“Credo invece che, alla fine, nelle aziende, come nel sindacato e nelle regioni un po’ di classe dirigente si formi, nonostante tutto. Beneduce quando creò l’Iri durante il fascismo, si fece una sua classe dirigente di qualità, ma credo sia un fatto irripetibile. Però negli ultimi anni ho visto crescere fior di manager. Che ne so? Penso alla Merloni, a Caio, a Guerra, a Milani. E a molti altri. Per cui attenti a dire che le classi dirigenti sono tutte vecchie, inefficienti o mignottizzate. Il circuito però è stretto, è vero. Per stappare la bottiglia bisogna allargarlo di molto quel circuito”.
Come allargare il sentiero se il modello resta quello della politica di relazione e del capitalismo di relazione, a dispetto di ogni invocazione a una società più aperta?
“C’è una questione di struttura di governance. Da quella organicistica di Menenio Agrippa, che produce classe di Corte, militare o mantenuta, bisogna passare a una governance cibernetica, prendendo coscienza del fatto che, come mi ha appena detto Paolo Prodi con immagine felice, è finito lo Stato sovrano, incede ormai lo Stato-sistema, che deve mettere toppe di qua e di là abbandonando la logica monarchico-piramidale”.
Torniamo sempre allo Stato, professor De Rita. Ma qui parliamo dell’intera società imprigionata in un collo di bottiglia.
“Certo che torniamo allo Stato. Lei lo vede che i ministeri sono svuotati? Brunetta dice che sono pieni di fannulloni. Ma il problema non è che ci sono i fannulloni, è invece che il vertice della piramide è lì chiuso nella sua punta e a quelli non gli fa fare niente. Se ne esce soltanto passando dalla monarchia piramidale alla poliarchia. Le moderne Èlite si formano nel policentrismo. O non si formano affatto”.
Lei sta dicendo che si perpetua la logica del cervellone elettronico di tanti anni fa, immenso nel sotterraneo, e non quella dei moderni terminali che dialogano tra loro in periferia?
“Nel mio annoso mestiere, quando lavoravamo con Pasquale Saraceno al piano Vanoni c’era l’idea del consigliere del principe. Ma sono passati i tempi del principe. Il principe non c’è più. I politici più avveduti devono evitare di fare i capi-macchina, la logica dell’accentramento monarchico non funziona più. Berlusconi e Veltroni? Icone, sono icone”.
Scusi De Rita, lei dice che occorre una rivoluzione culturale nella governance, come oggi si dice, di questo paese. Le sembra che qualcuno ne abbia veramente coscienza e soprattutto voglia?
“Qualcuno dovrà pur accorgersi prima o poi che nella formazione delle classi dirigenti siamo più arretrati di tutti gli altri, forse persino dei francesi, che sono ancora napoleonici. Lei dirà che la Cina è più accentrata di noi. Ma lì sono un miliardo e 200 mila, per cui il policentrismo antimonarchico è fatale. In India, dove c’è una cultura alta invidiabile, la società è molto più articolata che da noi”.
Allora siamo vittime di una maledizione antropologica?
“Beh, è vero che siamo un paese antropologico, fatto di familismo, furbizia e quant’altro, ma non credo sia questo che produce il collo di bottiglia, che blocca il ricambio delle classi dirigenti. Riflettiamo piuttosto sulla cibernetica e Menenio Agrippa”.
(13 novembre 2008) Tutti gli articoli di politica

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Return 13 novembre 2008 alle 11:42

Ma è De Rita o Grillo? Mai letto tante stronzate tutte assieme, forse è l’ora della pensione per lui!
3000 battute per elogiare la Rete e deprecare la piramide si potevano tollerare nel 2000: qualcuno spieghi a De Rita che l’anarchia della rete è la causa del dissesto globale, e servono regole erga omnes, ossia un forte centro.
Poi il solito modello America dove ci sarebbe il più veloce ricambio di Èlite? Ancora? Ma lo sa De Rita che abbiamo avuto 16 anni di bushismo e 8 di clintonismo, che stavano per diventare 12 e forse 16? E i Gandhi nell’India che piace a De Rita? Sono al potere da 50 anni.
PS non esiste gerontocrazia peggiore di quella ecclesiale.

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ventomare 13 novembre 2008 alle 12:03

Mi sa che sei tu non hai capito return? Vai a vedere come si fanno i recruting adesso. Si fanno attraverso linkedin, che è un professional network e non una struttura di headhunting. Questo cambia tutto lo capisci? Il centro è morto return. La nuova organizzazione è a stratificazione di reti. Come l’Europa, l’Asean, la lega araba, etc. Come i social network. Poi ci sono i giornali, i nomi, i brand che continueranno a fare la loro parte, ma su e-bay si compra con i giudizi dati dagli altri, le recommendations, non le raccomandazioni italiane, ma i giudizi degli altri sulle tue azioni specifiche. Lo sai che la media degli errori su Wikipedia è di 4 ad articolo e sulla Britannica di 3? Ed il trend è che Wikipedia migliora. I concetti di rete varranno anche per la produzione oltre che per la distribuzione d’energia. Lo sai che il marketing aziendale adesso, specie nei momenti di crisi si fa essendo presenti nei social network? Tra l’altro con costi estremamente più bassi. E non si consuma carta.
Da noi l’elitÈ è mummificata, in amrica era così fino a ieri, con Obama cambia tutto, software e brainware al posto di hardware. Via armi e petrolio e al loro posto idee. Dal modello del consumo infinito di risorse materiali a quello infinito di risorse immateriali.
Il problema dell’India sono le caste, anche in Cina c’è immobilismo politico e sociale, ma loro, entrambe le realtà, hanno un’enorme mobilità su quello economico che compensa. Noi l’immobilismo ce l’abbiamo su enrambi i fronti.
Sei una persona intelligente e molto in gamba, apri gli occhi Return, il mondo sta cambiando e non ce ne accorgiamo. Ma tra un po’ arriverà il vento dell’Ovest che spazzerà tutto, e Berlusconi si polverizzerà come le mummie all’aria. Il governo cadrà prima della scadenza naturale.

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Return 13 novembre 2008 alle 12:25

Messa come la mette De Rita è una visione estremamente semplificata, e quindi fallace, da slogan. So benissimo quello che tu dici sul ruolo della rete e sui suoi meccanismi di validazione: e ripeto che anche la crisi è una faccia, quella oscura, dello stesso fenomeno globale: orizzontalità, abolizione quasi totale dell’intermediazione e delle gerarchie, libera circolazione delle informazioni e dei capitali e delle competenze, tempo reale ecc. Purtroppo, che il mondo è cambiato ce ne siamo accorti tutti, brutalmente: chiamala, se vuoi, grande depressione mondiale, e il peggio deve ancora arrivare.
Ciò per dire che la storia delle reti è molto bella ma è un byproduct delle teorie liberiste, anzi, è liberismo applicato. Fin quando non avremo sviluppato idee convincenti su come sia possibile applicare un rapporto di responsabilità politica alle reti dovremo fare affidamento sugli strumenti tradizionali, che si basano sempre e tutti su un rapporto verticale di fiducia e responsabilità giuridicamente vincolante.

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Francesco 13 novembre 2008 alle 12:26

>> per l’esattezza, Berlusconi va assai oltre Return, deve essere un novello ventomare pure lui, anzi peggio.
Ah, ecco, questa analisi mi sembra più corretta. Io ipotizzerei un eccessivo alzar di gomito del nostro presidente del consiglio, sdraiatosi supinamente sulle posizione russe. Mancava solo che dichiarasse che la sparizione dell’URSS era stata la più grande tragida del XX secolo e auspicasse la rinascita del Patto di Varsavia!
Saluti

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Francesco 13 novembre 2008 alle 12:28

Ciao Minerva
per una volta sono in forte disaccordo con te.
Tranne che sulla delusione di Silvietto per non far parte del primo giro, povera stellina.

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Francesco 13 novembre 2008 alle 12:35

>> Mai letto tante stronzate tutte assieme,
fin qui concordo al 100%, sono altrettanto imbarazzanti le domande che le risposte, un coefficiente di cazzata su livelli che Travaglio gli fa un baffo.
qualcuno spieghi a Ventomare l’astruso concetto di BUGIA, prima che svenga dagli orgasmi per la rete acefala.
saluti e auguri

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ventomare 13 novembre 2008 alle 14:04

Return, l’Europa è una rete, vuoi dire che gli manca responsabilità politica e controllo? Internet il controllo se lo fa da solo, o meglio se lo fanno i loro operatori, perché chi non lo fa muore. Qualunque esperto ti dice questo quando vuoi farci un’iniziativa sopra. Anzi, ti dirò di più, sono giudicati molto più severamente gli operatori di Internet, ad esempio, che non i giornali, ai quali si perdona qualunque cazzata che scrivono, interessata o disinteressata. Se e-bay mi frega, non ci torno più. Ti pare un motivo da poco da parte dei loro possessori, per non stare attenti al massimo a non consentire truffe e affini? Così come non torno più in un sito o anche in un blog. Il controllo lo fanno le persone, tante. Ma questo non vuol dire che la rete non debba avere anche le sue istituzioni, ma non può cancellare la natura del controllo fatto dalle persone sulla base del senso comune e della verità. Mi fotti? Vaffanculo!

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Return 13 novembre 2008 alle 14:33

>> Return, l’Europa è una rete, vuoi dire che gli manca responsabilità politica e controllo?
A me delle volte pare che tu vivi su Marte.
>>Internet il controllo se lo fa da solo, o meglio se lo fanno i loro operatori, perché chi non lo fa muore.
Dicevano la stessa cosa del sistema finanziario, ma è risultato che alcuni nodi erano talmente critici da non poter essere bypassati. La rete era una piramide camuffata e al vertice c’era gente tanto potente che continua a ricevere bonus pagati da noi altri.
Internet. Certo, c’è controllo democratico, certo, i giornali sono pure peggio. Ma Internet ha un’infrastrutura, non dimenticarlo, sono cavi gettati nei fondali oceanici, e gestori che li tengono in funzione, e governi che spiano e volendo censurano (in Cina ci riescono abbastanza bene), e banche che pagano i buffi, e Google e Yahoo che hanno il monopolio pubblicitario e della ricerca, un sistema operativo che detiene il 90% del mercato ed è sostenuto economicamente e politicamente dalla potenza egemone, mentre in altri paesi come la Svezia esistono partiti politici pro-pirateria.
la rete è solo una delle possibili rappresentazioni delle cose, e potrebbe non essere la più plausibile
però mi mancano i marxsiti, cacchio

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ventomare 13 novembre 2008 alle 15:14

Se intendi che ha troppo controllo forse sono d’accordo con te. Controllano anche le misure delle patate. E il principio di precauzione? Per cui se l’Europa ha un difetto è che contiene troppo controllo. Infatti una rete politica sovraindividuale, in questo caso sovranazionale, nasce non per controllare le risorse materiali, ma quelle immateriali, i pricipi, le regole. Ecco perché la rete è la struttura del futuro. Non ha la presunzione di controllare le risorse di proprietà, come il territorio, in questo senso è una struttura che protegge dalla guerra.
Internet è una rappresentazione, certo, come tutte le organizzazioni umane, ma è molto più adatta alla democrazia perché da voce, potenzialmente a tutti. E senza rappresentanza intermediante. Democrazia: potere del popolo. Se c’è una riforma democratica degli ultimi anni che ha dato consistenza e stabilità a questa forma di governo indubbiamente essa è Internet.
Per cui niente di male se accanto ad una forma organizzata rappresentativa della democrazia ce ne sia una diretta, una aiuta e controlla l’altra.

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bill 13 novembre 2008 alle 15:47

Minerva: tanto per precisare.
Io penso che la battutina di Berluska sia una sciocchezza, detta senza malizia e senza nessun tipo di retrocultura razzistoide (come qualche idiota si ostina a dire e a scrivere). Inutile, se vuoi, ma niente di più. Non mi strappo i capelli che non ho: mica è andato a spasso con degli hezbollah..
L’uomo, che a differenza di un Veltroni qualsiasi è laureato in legge con 110 e lode e ha schivato un diplomino in cinematografia, è meno stupido di quanto la propaganda voglia far passare: infatti, se noti, ha evitato in periodo preelettorale di assumere una decisa posizione pro-McCain. La politica Italia-Usa va ben oltre le polemichette italiote e la pia illusione di qualcuno che Obama sia un potenziale “ulivista mancato”. Se ne sono accorti ad esempio in Iran, e subito (D’Alema che ne dice, dell’inalienabile diritto etc etc?).
In quanto alla considerazione, ti ricorderei che il Cav. è stato ricevuto ed ascoltato da senato e camera americani, cosa praticamente mai avvenuta per un capo di governo straniero, ed ha ottenuto una stand ovation bipartisan. Ribadisco: bipartisan.
Secondo te, dopo che nostri soldati sono stati ammazzati in Iraq (toh, nessuno degli starnazzatori manco se li caga..), e mentre continuano ad essere presenti in mezzo mondo, lo staff di Obama si mette lì a fare classifiche? E su cosa, dato che l’elenchetto era stato fatto prima della battuta? Sul fatto che Bush e Berluska sono amici? Se fosse così, Dio ci salvi da dei cretini del genere. In realtà, io non penso affatto che Obama e i suoi siano dei cretini.
Mi dispiace, ma rimango dell’opinione che sia solo polemicuzza tipicamente italiana.
Ora. sono convinto che tu non approvi la canea della sinistra sulla faccenda. Noto solo che QUELLA non è una conseguenza secondaria, ma il problema principale: a mio avviso, è la sola ragione per cui continuiamo a parlare di questo non-fatto.

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bill 13 novembre 2008 alle 16:15

Vento, scusa sai, ma vorrei capire una cosa.
Tu affermi che Visco ha provato a cambiare l’andazzo dell’evasione fiscale in Italia.
Ma vorrei porti una domanda: l’enormità dell’ammontare dell’evasione, secondo te, a cosa è dovuta?
Ovvero: è che la maggioranza degli italiani è costituita da potenziali, o effettivi delinquenti? O magari il fenomeno dipende dal fatto che il sistema fiscale di questo paese sia quanto di più contorto, astruso e vessatorio una mormale mente umana abbia mai potuto concepire?
Se propendi per la prima ipotesi, la pensi più o meno come un qualsiasi dittatore: di destra o di sinistra, quello vorrà sempre creare “l’uomo nuovo”.
Se per caso pensi che nel secondo caso ci sia una qualche verità, allora non sarebbe il caso di metterci mano?
Questo non l’hanno fatto nè la sinistra nè la destra, perchè o non ne sono capaci (molto probabile), o semplicemente non si prendono la briga di effettuare scelte davvero decisive (sicuro).
Almeno, vorrei capire se abbiamo l’onestà intellettuale per parlare di queste cose senza dovere alzare le bandierine. Poi, tu vorrai un’imposizione più alta e io più leggera; ma almeno si parla di qualcosa di vagamente serio..

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silvestro 13 novembre 2008 alle 16:28

marò…

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ventomare 13 novembre 2008 alle 16:40

Guarda, bill, che visco, oltre a far pagare le tasse ad un quarto degi evasori (25 mld su 100) ha anche fatto norme per la semplificazione, vedi quella per i redditi da lavoro autonomo fino a 30.000 euro (ed era in previsione di portarlo a 40.000), il forfettone, e abbassando le tasse alle imprese ma allargando la base contributiva in fondo ha fatto una semplificazione, perché ha tolto una serie di esenzioni abbassando le aliquote. Non solo, ha dato un’accelerazione ai risarcimenti che erano fermi da anni.
Inoltre la più grande riforma è proprio quella di far pagare le tasse a chi non le pagava (iniziato) perché quella è l’ingiustizia più grande verso chi le paga.
Non ci dimentichiamo mai che grazie a questo recupero di evasione si è potuto risanare il bilancio senza pesare sui contribuenti onesti. Il risanamento in Italia l’hanno pagato gli evasori.

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peppo 13 novembre 2008 alle 17:51

cacchio te ne sei accorto proprio solo tu delle meraviglie di Visco e Prodi, vista la fine che hanno fatto….
VabbÈ, tanto nel 2012 c’è l’apocalisse predetta dai Maya…
Per Return: sono con te al 100%, era dai tempi della scuola con l’ora “alternativa” alla religione che i preti non mi facevano diventare idrofobo. Ma peggio ancora sono i kapò nostrani. L’unica cosa che mi sorregge è il mio inguaribile ottimismo, che mi fa sperare in un futuro in cui i diritti dell’uomo non vengano dopo le ideologie dell’uomo. Ciao

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Bruno Stucchi 13 novembre 2008 alle 18:45

Cazzo, anche a ME non ha ancora telefonato!

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British Bulldog 13 novembre 2008 alle 20:02

scusa Return ma come avrebbero fatto ad essere 16 gli anni di Bushishimo. dato che il mandato presidenziale e di 4 anni e il massimo consentito sono due mandati–
Perche se per caso includi anche quelli del Padre allora sono 12 dato che Bush Senior ha esercitato un solo mandato presidenziale,,
Riguardo a Clinton,, gli 8 anni sono quelli dei due mandati regolamentari (a meno di non essere rispediti a casa dopo il primo ) -stesso dicasi per Bush ,–Se poi parliamo dell eta Clinton aveva 43 anni quando e stato eletto ,non propiamente un vecchiotto ,– Bush Junior al momento dell elezione ne aveva 58 (non un giovanissimo -ma nemmeno lui un vecchio (direi sulla mezz eta )(poi se non da quest impressione probabilmente e per via degli anni della sua gioventu in cui si pippava coca e si faceva due bottiglie di Jack Daniels al giorno) – John Fitzgerald Kennedy ,,anche lui aveva 43 anni all momento della sua elezione – il suo successore Johnson ne aveva 55 – a parte qualche eccezione–( Reagan 70 anni al momento dell elezione e George Senior (65) anni al momento dell elezione ,)direi che la media d eta dei prez USA non e mai stata vecchia o comunque al massimo sulla mezz eta’

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return 13 novembre 2008 alle 20:47

Bb non discutevo dell’età media ma del ‘ricambio’. Ed è difficile negare ché gli usa abbiano una lunga tradizione dinastica se vuoi risalente ai kennedy. Il potere in questi 50 anni è stato appannaggio di un piccolo numeri di clan. Ho scritto 18? Invrce somo 22, calcolando gli 8 anni come vice di papà George, anzi, contando il periodo come direttore della cia arriviamo al 1976. Che significa che la famiglia bush amministra il potere da almeno 32 anni, senza contare che jeff è ancora in carica.
Poi guarda che la rielezione non è mica è un contratto d’affitto 4+4. Tanto che senza 11 settembre il fesso andava a casa gi· 4 anni fa.

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Return 13 novembre 2008 alle 23:08

Mi spiace Francesco, ma non è una sbronza di Berlusconi, è la linea del governo, ribadita come tale da Frattini, lettere per lettera. Abbiamo un governo filorusso, nonché filocinese, mettetevi l’anima in pace, e se vi pare, manifestate come facevate ai tempi di Prodi.

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Return 13 novembre 2008 alle 23:24

David Frum analizza la sconfitta del partito repubblicano e nota che il GOP ha perso in due lustri la maggioranza del voto dei laureati, che Reagan aveva conquistato negli anni Ottanta. Man mano che la base sociale del reaganismo si modificava, aumentando gli ispanici e i laureati bianchi, il partito non ha trovato di meglio che intensificare la sua presa nella classe bianca con bassa o media educazione (l’Ohio), fino all’estrema trucideria populista di Sarah Palin. Frum sostiene che però quella base – bianca, religiosa, patriottica, amante della armi – non è più abbastanza numerosa. in parte è erosa dagli ispanici, in parte si ridotta per effetto della migliore istruzione dei bianchi.
“College-educated Americans have come to believe that their money is safe with Democrats–but that their values are under threat from Republicans. And there are more and more of these college-educated Americans all the time. So the question for the GOP is: Will it pursue them? To do so will involve painful change, on issues ranging from the environment to abortion. And it will involve potentially even more painful changes of style and tone: toward a future that is less overtly religious, less negligent with policy and less polarizing on social issues. That’s a future that leaves little room for Sarah Palin–but it’s the only hope for a Republican recovery.”

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bill 13 novembre 2008 alle 23:25

Vento: lascia stare Visco, va là..
Già è bastato rivedere il fantasma di Prodi, che nel pieno del delirio ha pure detto che Napoli l’ha ripulita lui, per far piovere tutta la settimana..
PS: è bellissima questa nuova, insperata ventata di atlantismo.

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British Bulldog 14 novembre 2008 alle 05:17

lo so Return il 4+4 non è scontato infatti sia Jimmy Carter che Bush Senior son tornati a casa dopo un mandato, Riguardo poi alle dinastie “familiari” in politica o a un certo tipo di provenienza sociale della classe politica americana e cosa che risale si puo dire dai tempi della Guerra d Indipendenza , e spessoe volentieri il prez e stato espressione dei cambiamenti della societa USA ( Non ti faccio tutto il discorso perche troppo lungo visto che si dovrebbe partire da Washington e Jefferson fino all avvento di Andrew Jackson – o dell preludio e il post Civil War ) Ma che esista negli USA una Aristocrazia “politica ” -”Finanziaria” da lungo tempo (come detto prima fin dalle origini -) lo so , quello che invece sarebbe sempre da tener conto nella storia politica USA e la lotta o il passaggio che avviene legato all elezione di un prez rispetto all altro fra una classe legata a un certo tipo di sistema economico rispetto ad un altro- e il suo riflesso sulle decisoni politiche –alcuni buoni esempi sono Jackson e il Removal Act ,la nascita del Old Party con Lincoln o l’ elezione di Rutherford Hayes (con il travaso di una parte dei voti democratici ai Repubblicani ) che segna la fine se vogliamo del contrasto fra la vecchia Classe Economica “terriera ” legata al SUd e la vittoria definitiva della Classe Economica-Industraile legata alle ferrovie ,al allevamento e allo sfruttamento industriale -Diciamo che la cosa e molto piu profonda e antica di quello che si pensa e per molti versi anche la vittoria di Obama si inserisce in questo percorso..del dietro le quinte –

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Francesco 14 novembre 2008 alle 13:45

Return
posso fare molto di più che non manifestare.
smetto di votarlo. poi vediamo :)
vorrei vedere i dati che certificano che Ronald Reagan aveva i voti dei laureati americani. Il padre del populismo conservatore, l’uomo che osò pensionare Keynes e introdurre la Voodoo Economics, il brutale avventuriero che voleva trattare i sovietici come solo nei fumetti … adesso era il cocco delle elitè laureate.
sono sempre più ammirato dalle riscritture della storia.

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bill 14 novembre 2008 alle 14:24

D’altronde, dopo averne sparlato malissimo per otto anni, nessuno negli States si sogna oggi di sottovalutare l’esperienza della presidenza Reagan. Tantomeno Obama. Oltretutto, all’epoca, i fichetti plurilaureati radical lo sbeffeggiavano eccome sulla reaganomic, come al solito non capendone niente. Reaganonic che, alla faccia di Keymes e degli statalisti perenni, ha portato a vent’anni di ininterrotta crescita economica e ad una drastica caduta della disoccupazione.
In questi giorni è tutto un fiorire, e con tristezza acuta, pure nel centrodestra, di novelli keynesiani. Dimenticando che la tanto amata politica stile New Deal fu un fallimento totale: nel 1942, a tredici anni dalla crisi del ’29, la disoccupazione negli States era al 25%. Complimenti a Delano! E che la situazione cambiò solo con l’entrata in guerra.
Speriamo che stavolta le cose vadano differentemente..

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Return 14 novembre 2008 alle 14:30

Francesco, lo dico per te: smettila di farti del male. Nel 1980 Reagan conquistò il 51% dei laureati e il 55% di chi aveva frequentato il college senza laurearsi, contro il 35% di Carter, e il 51% di chi aveva fatto le superiori contro il 43% di Carter, che vinse solo fra chi aveva un’istruzione inferiore (50% a 35%). Del resto basta pensare che Reagan vinse pure in Massachusetts e Connecticut. 4 anni dopo ebbe la maggioranza di tutte le fasce sociali per istruzione.
Adesso, vorrei capire che gusto ci trovi a far così frequente sfoggio di tronfia ignoranza. Pari Fisichella.
http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_presidential_election,_1980#Voter_demographics

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Francesco 14 novembre 2008 alle 17:25

Return,
temo tu non abbia capito un cazzo.
Per me, ogni rivalutazione di RR è una tale goduria che me la godo attimo per attimo.
Ero molto giovane e ingenuo e gli attacchi feroci quanto (ora si vede in pieno) idioti contro di lui mi ferivano nel mio entusiasmo.
Quello fu il mio periodo formativo.
Scopro dai tuoi dati che i Reagan democrats, i famosissimi operai bianchi e incazzati che votarono repubblicano invece che democratico furono una leggenda, eppure ancora oggi spiegano la Lega nord …
Che mi frega se cado in qualche affermazione incauta? Vuol dire che la tara che faccio alle cazzate di sinistra deve aumentare ancora.
Grazie di cuore
x Bill: ecco, speriamo, che sarebbe meglio. ciao

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Return 14 novembre 2008 alle 19:10

Io scrivo una sintesi delle riflessioni di un famoso neoconservaore dell’AEI sullo stato del GOP. Reduce da una sfilza di brutte figure, Francesco con aria strafottente mette in dubbio l’affermazione che “Reagan aveva i voti dei laureati”. Cosa che ha detto Frum, come dimostra la citazione, peraltro all’interno di un discorso un po’ più ampio: in effetti Frum non sta ‘rivalutando’ nessuno (contrariamente a Fancesco, gli americani, come molti italiani di destra e di sinistra, sanno benissimo che Reagan vinse pure il voto delle Èlite), piuttosto sta dicendo che Bush padre e figlio hanno dissipato quel patrimonio inseguendo l’idraulico Joe.
Quando con troppa pazienza mostro a Francesco la sua ennesima cazzata, lui che fa, prende atto? Nossignore: io non ho capito un cazzo perché gli ho fatto un favore,ah-ah! Peccato che io non intendessi attaccarlo, nÈ fargli favori, ma solo discutere l’analisi di un analista.
Ma non è tutto: per non uscire del tutto sbertucciato, il Nostro genio rigira la frittata: io avrei negato che Reagan ebbe il voto degli operai bianchi incazzati. Deve essere fuori di sÈ, visto che io (o meglio Frum) avevo scritto “il partito non ha trovato di meglio che intensificare la sua presa nella classe bianca con bassa o media educazione”.
Il discorso infatti è che Reagan aveva vinto ANCHE il voto della maggioranza degli intellettuali, voto che, secondo Frum, i suoi successori hanno dilapidato.
Ma che gli frega a lui di qualche affermazione incauta?
incauta, eh

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McNab 14 novembre 2008 alle 19:55

Si dà invece il caso che Molinari abbia le sue fonti sul campo, non ha esposto una sua opinione. Ed è una notizia data da diversi giornali
Decisamente no.
Tutti i corrispondenti hanno le proprie fonti sul campo.
A telefona a B è un fatto.
A telefona a B con la tale intenzione è un’opinione o, se vuoi, una illazione (a meno di conferme dai diretti interessati che non mi risultano e non vedo come potrebbero esservi).
Che altri giornalisti abbiano fatto la medesima illazione non accredita l’ipotesi di un unghia di verità.
Altri giornalisti ancora hanno scritto, ad esempio, il contrario.
Mi è caduto l’occhio su un articolo del sole 24 ore riportato anche nella medesima rassegna stampa
l`ambasciatore italiano a Washington, Gianni Castellaneta, aveva preso contatti con l’entourage del prossimo inquilino della Casa Bianca.
E parlato con Rahm Emanuel, futuro capo di gabinetto organizzando il colloquio che fa parte, è stato sottolineato, di un round di telefonate già previste.
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=33269121
Anzi, viene anche rimpallato un lancio di agenzia che dice “
Barack Obama ha dedicato parte della giornata di venerdi’ a un giro di telefonate con i leader di alcuni Paesi alleati, con cui non era ancora riuscito a parlare subito dopo la sua vittoria della ‘corsa’ alla Casa Bianca
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3399308.html
E questo cos’è, se non mendicare?
“Accortosi di essere stato escluso dal giro di consultazioni internazionali di Obama, il governo italiano ha dato vita ad un pressing sul team di Barack affidando il compito di recuperare all`ambasciatore a Washington Gianni Castellaneta che dopo l`Election Day aveva trasmesso le congratulazioni dell`Italia al vincitore. Castellane ta ha così parlato a più riprese con Rahm Emanuel, nuovo capo di gabinetto, e Craig, arrivando a concordare una telefonata fra i due leader, avvenuta nella notte e nella quale hanno ribadito “amicizia e collaborazione”.
Questo, come ho già ripetuto, è il punto di vista di Molinari (vedi sopra).
Ad ogni modo, a sottolineare come si cerchi di piegare gli eventi verso una determinata conclusione, secondo alcuni di quei giornalisti che sostengono la tua tesi i contatti sono cominciati prima della famosa battuta e ciò è poco coerente con la tesi di cui sopra.
Non mi è chiaro comnque quale sia esattamente la tua posizione.
Prima infatti dici “
Si dà invece il caso che Molinari abbia le sue fonti sul campo, non ha esposto una sua opinione. Ed è una notizia data da diversi giornali”, poi invece affermi “Difficilmente verremo a sapere se veramente la telefonata sia stata programmata nel secondo giro o anticipata perché mendicata dal governo italiano”.
Prima è un fatto, poi un dubbio.
Ma qualche riga sopra scrivi “
Per l’ennesima volta, mai detto che la mancata telefonata durante il primo giro di chiamate fosse una ripicca, nÈ messo in dubbio che Obama avrebbe risposto al messaggio di congratulazioni di Berlusconi. Semplicemente, l’episodio è un’ulteriore dimostrazione che l’Italia non conta come Berlusconi vuole far credere”.
Dunque non dubiti che Obama avrebbe chiamato ed io mi ripeto nel sottolineare che ottenere la telefonata mendicando, significa che tale telefonata non sarebbe giunta.
Sia chiaro non è un attacco personale.
Solo mi pare un po’ contraddittorio.

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return 14 novembre 2008 alle 21:03

Sto vedendo capezzone e travaglio: che orrore…

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return 14 novembre 2008 alle 21:52

abbia avuto

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Francesco 14 novembre 2008 alle 22:24

ehi Return
io non ricordavo che RR avesse ottenuto il 99% dei voti :)
saluti e non t’incazzare
PS il famoso ecc ecc dice una marea di stronzate da fighetto intellettuale, trasudante un razzismo contro il popolo che sbalordisce. a meno che non ce lo abbia messo tu, cosa che non mi sconvolgerebbe

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return 14 novembre 2008 alle 22:51

Io non mi incazzo, mi intenerisco.
Se vuoi toglierti un dubbio, e evitare di dire tutte ste cazzate, invece di ciarlare a vanvera, leggi.

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Francesco 15 novembre 2008 alle 21:46

Ret
tu e la tenerezza avete meno familiarità che tu e l’intelligenza.
Non so quanto tu sia vecchio ma io mi ricordo gli anni di Reagan. Vissuti in Italia.
Saluti e auguri

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McNab 16 novembre 2008 alle 12:47

@ Minerva
Ho scritto un commento per continuare il nostro piccolo scambio di vedute ma è in moderazione, non so per quale motivo, dall’altro ieri.
Sarebbe possibile, per chi fa parte dello staff, dare un’occhiata e sbloccare il commento o dirmi se devo riscriverlo?
Grazie

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return 16 novembre 2008 alle 13:43

Bologna, gruppo di ragazzi pestati da 4 membri di Forza nuova. Motivo: capelli lunghi, chitarre.
Ricorda niente?
Madonna Francesco, ma perché

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ventomare 17 novembre 2008 alle 10:42

x Minerva
Washington, 10:13
OBAMA: CHIUDERO’ GUANTANAMO E RITIRERO’ TRUPPE DA IRAQ
Barack Obama ha confermato la sua volonta’ di chiudere Camp XRay, il famigerato carcere nella baia cubana di Guantanamo . “Ho detto molte volte che intendo chiudere Guantanamo e lo faro”, ha detto nella prima intervista televisiva dopo la sua vittoria elettorale alle presidenziali Usa, registrata insieme alla moglie venerdi’ a Chicago, e andata in onda nella programma ’60 Minutes’ sulla rete tv Cbs. “Ho detto a piu’ riprese che l’America non tortura e mi assicurero’ che non torturiamo”, ha insistito, sottolineando che il suo impegno fa parte dello sforzo di “restituire l’autorita’ morale degli Stati Uniti nel mondo”. Obama ha assicurato che, non appena arrivera’ alla Casa Bianca, dopo il giuramento del 20 gennaio, riunira’ i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e i responsabili militari per mettere a punto anche un piano di ritiro dalle truppe in Iraq. Per quanto la situazione nel paese sia migliorata rispetto all’anno precedente, Obama -che nel 2003 aveva votato contro l’invasione del Paese- vuole ritirare il grosso delle truppe nell’arco di 16 mesi, entro cioe’ l’estate del 2010. Del resto il governo iracheno ha votato un accordo con gli Stati Uniti che prevede il ritiro entro il 2011. Obama ha anche confermato che tra le sue priorita’ in politica estera c’e’ quella di debellare al Qaeda “una volta per tutte”; ha detto di aver incontrato di recente Hillary Clinton, anche se non ha chiarito se abbia deciso di includerla nel suo governo; e ha confermato che ci saranno repubblicani nell’amministrazione (ma non ha rivelato se uno o due).
(17 novembre 2008)

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Minerva 17 novembre 2008 alle 20:57

McNab, immagino che il commento in moderazione sia quello con i due link. Link multipli bloccano la pubblicazione dei commenti; credo che dopo un po’ si sblocchino automaticamente, comunque il tuo non l’ho sbloccato io perché manco dal blog da giovedì scorso.
A telefona a B con la tale intenzione è un’opinione o, se vuoi, una illazione (a meno di conferme dai diretti interessati che non mi risultano e non vedo come potrebbero esservi).
Ma Molinari, parlando di pressing, non dà una sua opinione sulle intenzioni: è un fatto che ci siano state più telefonate. E più telefonate sono pressing.
Quando è stato fatto il pressing diplomatico, Berlusconi non poteva conoscere le intenzioni di Obama, aveva notizia di quelle chiamate in cui l’Italia non era compresa, e ha accusato il colpo, lui che era abituato, con Bush, a essere in prima fila. Ora, se non avesse fatto la gaffe, non solo non ci sarebbe stato bisogno di telefonare ripetutamente, ma neanche di telefonare. Invece, proprio la gaffe ha fatto dubitare il governo che ci potesse essere qualche freddezza vendicativa e sono stati costretti a fare più telefonate ( il che mi fa dubitare che l’Italia fosse nel secondo elenco). Emanuel è il futuro capo di gabinetto di Obama, lavora a Chicago per la transizione con il presidente eletto, sarebbe stata sufficiente una chiamata per sapere che l’Italia era nel secondo giro. Invece è stato attivato l’ambasciatore, con più telefonate . Ecco perché è stato un ìmendicareî. Ovvio che il termine è usato in senso sarcastico, non immagino l’ambasciatore inginocchiato in preghiera, ma ìmendicareî è anche ìchiedere con insistenzaî (vedi pressing), e non dipende dalla volontà di concedere del destinatario dell’insistenza.
L’ ambasciatore, visto la grande differenza fra un semplice contatto telefonico e un pressing, non ha smentito. O pensi che, lì a Washington, all’ambasciata italiana non leggano i corrispondenti italiani dagli USA? E mi sa che la fonte di Molinari sta proprio nell’ambasciata.
ìBarack Obama ha dedicato parte della giornata di venerdi’ a un giro di telefonate con i leader di alcuni Paesi alleati, con cui non era ancora riuscito a parlare subito dopo la sua vittoria della ‘corsa’ alla Casa Biancaî
Non vuol dire proprio niente. Obama ha telefonato a Benedetto XVI al terzo o quarto giro. E’ possibile che l’Italia fosse nello stesso elenco del papa, ma il pressing sia servito a saltare la fila.
L’ordine iniziale è dubbio, per me, non il pressing, reso necessario dai dubbi sorti dopo la gaffe. Non c’è contraddizione.
P.S. Mi scuso per il ritardo.

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Minerva 17 novembre 2008 alle 21:14

Bill, il riferimento all’abbronzatura è un classico del razzismo americano, comprese le battute, usato per aggirare il micidiale “nigger”.
Obama non avrà fatto classifiche, ma, guarda caso, nel primo elenco di telefonate ci sono gli alleati tradizionali occidentali degli Usa e la Francia, perchè ha la presidenza UE. Inoltre, se fai un giro per i blog dei militari statunitensi, dal generale alla truppa spesso il refrain è: quando si tratta di sputare sangue siamo noi in prima linea, quegli degli altri paesi alla prima bomba si rintanano nelle basi (fatta eccezione per gli inglesi). Letto anche: dove ci sono gli italiani il mangiar bene è assicurato.
P.S. Le scuse per il ritardo sono estese tutti.

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Minerva 17 novembre 2008 alle 21:29

Ventomare, non sono novità. Guantanamo, per un costituzionalista come Obama, è un’aberrazione, ma il Dipartimento di Stato, e lo stesso Bush, già da tempo hanno dichiarato l’intenzione di chiuderlo (se non ricordo male è gia iniziata una parte della smobilitazione); anche sul ritiro, era già nota la posizione di Obama, che ha comunque dichiarato che seguirà le indicazioni dei generali sul campo per non mettere in pericolo i militari, e che ha intenzione di aumentare le truppe in Afghanistan.
Cito Andrew Sullivan: “As an advocate for withdrawal, I do not want to deny the moral costs it may involve” (Come fautore del ritiro delle truppe, non voglio negare i costi morali che ciò può comportare).

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Francesco 18 novembre 2008 alle 13:43

Madonna?
massimo massimo Messer Francesco
ma la frase resta lo stesso poco chiara
PS mi pare abbiano già arrestato i 4 nazi colpevoli del pestaggio, spero gettino via la chiave della cella. questo nel ’33 non succedeva.

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Return 18 novembre 2008 alle 14:20

Certo, ci volle la marcia su Roma per mettere in sicurezza le squadracce.. ma che vergogna, via.
Guarda, ci sono pure suore non-cattoliche: http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_18/suore_testamento_biologico_a3a753ea-b537-11dd-9405-00144f02aabc.shtml
Sporca laicista di una Suor Ildefonsa!!
Scomunicaaaaata!

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Return 18 novembre 2008 alle 14:53

BRUXELLES – Nell’esame del caso Unipol, non potranno essere ulilizzate le intercettazioni dell’ex premier Massimo D’Alema. Il Parlamento Europeo ha infatti negato oggi la revoca dell’immunità parlamentare necessaria visto che all’epoca dei fatti aveva un seggio a Strasburgo.
Par sconcio

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Return 18 novembre 2008 alle 17:34
Francesco 18 novembre 2008 alle 18:04

Return
mi sa che non sei tanto sveglio. io sto lodando le forze dell’ordine per avere prontamente arrestato la squadraccia (e fatto il confronto con la Germania del 1933, in cui invece la polizia girava la testa dall’altra parte) e tu capisci chissà cos’altro.
Grazie a Dio, nella Chiesa cattolica esiste una figura che guida tutti, con autorità. E materna pazienza verso molti e molte. Compresi alcuni cardinali.
‘notte

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Return 18 novembre 2008 alle 18:48

mio caro cazzaro,
tu fingi di lodare per dare a intendere – pateticamente – che non c’è alcuna risorgenza di estrema destra, visto che i sedicenti nazisti anziché (oltreché) essere applauditi vengono incarcerati.
Ma io ho scritto, caro, che siamo sotto un regime fascista, quindi hai mancato ancora una volta il bersaglio.
Mi riferivo all’episodio di Verona, pressoché identico a questo, e di cui s’era detto che no, non c’era matrice politica per carità.
Invece c’è.
La figura guida con tale autorità che secondo Mannheimer dal 2005 ad oggi sul testamento biologico s’è alienato il 15% degli italiani (andiamo verso il 70%). O è tutta colpa di quel guastafeste di Martini?
sogni d’oro. Manco sono le sette.

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Return 18 novembre 2008 alle 18:49

Ma io NON ho scritto, ovviamente

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Francesco 18 novembre 2008 alle 20:37

Io non do ad intendere nulla.
Giusto per dire, ho letto altrove la notizia della suora e sputerei sul giornalista bugiardo e su di te diffusore, essendo la notizia il contrario di quel che viene titolato e riportato. La Chiesa è contro l’accanimento terapeutico, tutta la polemica su Eluana è proprio su questo punto: accanimento terapeutico o no?
Tornando a bomba, che a te piaccia vaneggiare di “risorgenza” di estrema destra è un tuo problema. A me piace che i criminali vengano presi e sbattuti in galera con solerzia.
PS hai vinto la bambolina ma era troppo facile!

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desnos 18 novembre 2008 alle 20:55

la politica nn e’ altro che un tragetto che trasporta clienti di sola prima classe (paganti)
quando capita si ricordano di dare l alt all estremo dei mali
che sarebbe il loro vero compito nel sistema democratico
oggi la scienza
domina i pensieri e le immaginazioni della massa
percepita come un mito ma nella realta’ segreta come la chiesa
ma che differenza ci sarebbe tra lei e la religione ?
nn e’ la scienza un dogma come un altro ?

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Return 18 novembre 2008 alle 20:55

Posso pretendere che un fautore della verginità di Maria riconosca ciò che è davanti ai suoi occhi? Certo che no.
Non mi sembra che Suor Ildefonsa intendesse distinguere: ma ne sai senz’altro più tu.

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British Bulldog 18 novembre 2008 alle 22:00

Caro Francesco il fatto che Herr Hitler inzio ‘il suo cammino nella Baviera cattolica ti dice nulla
Cosi come ,guarda caso , sia i vertici sia i componenti delle SS chissa perche provenivano all 80% dal Sud della Germania e guarda caso è proprio la parte cattolica della Germania

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silvio 19 novembre 2008 alle 12:18

cucù

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Return 19 novembre 2008 alle 12:47
elofoolish 19 novembre 2008 alle 13:05

no ma mica lo fanno politicamente.
e che fa rima stacce.

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Return 19 novembre 2008 alle 20:23
Return 19 novembre 2008 alle 20:26
McNab 20 novembre 2008 alle 00:20

@Minerva
Si il post era quello.
Grazie per la spiegazione.
Al momento di postare il commento si era manifestato un avviso che diceva “in attesa di approvazione” o qualcosa del genere.
Perciò credevo necessitasse di validazione manuale.
Ma Molinari, parlando di pressing, non dà una sua opinione sulle intenzioni: è un fatto che ci siano state più telefonate. E più telefonate sono pressing.
No Minerva.
Le telefonate sono un fatto.
Ma Molinari non ha riportato solo le telefonate, ha anche scritto le motivazioni che (secondo lui) hanno portato a fare quelle telefonate ed ha individuato sempre in quelle telefonate l’unica ragione della chiamata di Obama.
Tutto ciò non è un fatto, bensì il punto di vista di Molinari che, come ogni rispettabilissimo punto di vista, può essere esatto o meno ma rimane un punto di vista.
Il numero delle telefonate non è indicativo.
Mettere d’accordo due agende fitte di appuntamenti non è così immediato.
Quante telefonate sono servite per organizzare il colloquio con la Merkel?
Con Gordon Brown, Sarkozy, zapatero?
Chi lo sa?
Tu lo sai?
Quando è stato fatto il pressing diplomatico, Berlusconi non poteva conoscere le intenzioni di Obama, aveva notizia di quelle chiamate in cui l’Italia non era compresa, e ha accusato il colpo, lui che era abituato, con Bush, a essere in prima fila. Ora, se non avesse fatto la gaffe, non solo non ci sarebbe stato bisogno di telefonare ripetutamente, ma neanche di telefonare. Invece, proprio la gaffe ha fatto dubitare il governo che ci potesse essere qualche freddezza vendicativa e sono stati costretti a fare più telefonate ( il che mi fa dubitare che l’Italia fosse nel secondo elenco).
Ricapitolando.
Secondo te l’Italia non solo non sarebbe stata inserita nel primo gruppo di telefonate ma neanche nel secondo.
Il tutto originato della gaffe di Silvio.
E com’è allora che nel primo gruppo mancavano anche Spagna e Russia?
Per inciso, in Spagna i giornali hanno fatto titoloni come da noi eppure zapatero non ha fatto battute…
Emanuel è il futuro capo di gabinetto di Obama, lavora a Chicago per la transizione con il presidente eletto, sarebbe stata sufficiente una chiamata per sapere che l’Italia era nel secondo giro. Invece è stato attivato l’ambasciatore, con più telefonate
Certo che è stato attivato l’ambasciatore.
Infatti è questo il canale consueto in questo tipo di occasioni (leggi congratulazioni e primi contatti).
Ecco perché è stato un ìmendicareî. Ovvio che il termine è usato in senso sarcastico, non immagino l’ambasciatore inginocchiato in preghiera, ma ìmendicareî è anche ìchiedere con insistenzaî (vedi pressing), e non dipende dalla volontà di concedere del destinatario dell’insistenza.
L’ ambasciatore, visto la grande differenza fra un semplice contatto telefonico e un pressing, non ha smentito. O pensi che, lì a Washington, all’ambasciata italiana non leggano i corrispondenti italiani dagli USA?
Doveva forse emettere un comunicato stampa apposito?
Leggi bene quello che riporta il sole24ore.
“parlato con Rahm Emanuel, futuro capo di gabinetto organizzando il colloquio che fa parte, è stato sottolineato, di un round di telefonate già previste.”
Se vuoi chiamala smentita.
Non vuol dire proprio niente. Obama ha telefonato a Benedetto XVI al terzo o quarto giro. E’ possibile che l’Italia fosse nello stesso elenco del papa, ma il pressing sia servito a saltare la fila.
Mah, chi ha scritto l’agenzia avrà avuto le sue fonti.
O forse no.
Chi può saperlo.
Il punto è questo.
Esistono diversi punti di vista espressi da diversi corrispondenti, ognuno che le sue fonti.
Non esiste invece nessuna evidenza che dimostri, senza alcun dubbio, l’ipotesi della “retrocessione” post gaffe e del recupero diplomatico.
Al contrario l’ambasciata e lo staff obamiano dicono il contrario.
Sia chiaro, ho già scritto che una telefonata in più per capire se il polverone sollevato in Italia fosse arrivato anche là, l’avrei fatta anche io.
A questo mondo è tutto possibile ma se non si può dimostrare ciò che si sostiene, non si può pensare di mettere in discussione la “versione ufficiale” e comunque sarebbe bene evidenziare un bel “secondo me” prima di avanzare una congettura.
P.S.
anche io me la sono presa con calma ^^
P.P.S.
Molinari lo conosco soprattutto per le sue corrispondenze per La7.
La mia impressione deriva da lì.
Tuttavia dopo il tuo commento mi sono riletto tutti gli articoli sulle presidenziali pubblicati sul suo sito e tutto questo fervore pro McCain non lo vedo proprio.
Anzi, mi sembra puntuale nel seguire l’evoluzione della scalata “messianica” di Obama.
Magari sbaglierò dato che, come ho già detto, apprezzo Molinari ma non lo seguo costantemente.

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British Bulldog 20 novembre 2008 alle 04:59

la Russia (e se per quello al primo giro di telefonate mancava anche la Cina )
non fa testo ,dato che non è propiamente visto come un paese Alleato dagli USA-

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Minerva 20 novembre 2008 alle 10:07

Già qualche commento fa, questo scambio mi pareva una perdita di tempo: ognuno conserverà le proprie opinioni e ci sono argomenti ben più importanti. Quindi, potrei continuare a ribattere punto per punto all’infinito, ma il tempo è prezioso per sprecarlo inutilmente. Infatti, sarebbe inutile insistere nel farti notare che Molinari ha scritto una cronaca, non un pezzo di opinione, e che, se le cose fossero andate come tu credi, il corrispondente de La Stampa avrebbe scritto: fra l’ambasciatore e i collaboratori di Obama c’è stato uno scambio di telefonate per concordare l’orario della telefonata con Berlusconi. Ma Molinari scrive ben altro. E tutto il comportamento successivo di Berlusconi, in particolare l’uscita sulla provocazione dello scudo stellare, testimonia che il cavaliere si è sentito trascurato e che vuole tentare di acquistare peso inserendosi nelle trattative fra Russia e USA.
Sarebbe inutile ribadire che l’ambasciatore italiano e lo staff di Obama, per ovvie ragioni di diplomazia, non avrebbero mai affermato il contrario con comunicati diversi da quelli che citi.
Sarebbe inutile farti notare che nel primo round di telefonate – come sottolineato anche da altri commentatori di questo post – ci sono, guarda caso, gli alleati di peso storici degli USA, e che Spagna (fuga irachena) e Russia non rientrano in questa categoria. Oltre l’Italia, ovviamente. L’illusione – Berlusconi e Aznar – che la coalition of the willing potesse mutare i rapporti di forza fra gli alleati degli SU è morta per le complicazioni sul fronte iracheno.
Sarebbe inutileÖ e così via.
Forse hai un modo particolare di leggere. Io scrivo:
ìObama ha telefonato a Benedetto XVI al terzo o quarto giro. E’ possibile che l’Italia fosse nello stesso elenco del papa, ma il pressing sia servito a saltare la filaì.
Tu leggi :
ìSecondo te l’Italia non solo non sarebbe stata inserita nel primo gruppo di telefonate ma neanche nel secondo.î
Se uno scrive ìè possibileî, sta semplicemente avanzando un’ipotesi, e neanche la più plausibile. Altrimenti avrei scritto ìè probabileî.
Apprezzo anche io Molinari, per quanto mi pare dia peso maggiormente alle fonti liberal.
Ma come, scrivi questo, e poi si scopre che Molinari lo hai seguito su La7 !?
Tuttavia dopo il tuo commento mi sono riletto tutti gli articoli sulle presidenziali pubblicati sul suo sito e tutto questo fervore pro McCain non lo vedo proprio.
Anzi, mi sembra puntuale nel seguire l’evoluzione della scalata “messianica” di Obama.
Magari sbaglierò dato che, come ho già detto, apprezzo Molinari ma non lo seguo costantemente
.
Siccome sono educata e gentile, non definirò questa affermazione sulla rilettura ridicola e/o dubbia, ma ti faccio i complimenti. Partendo dalle due convention (agosto) fino ai primi di novembre, e tenendo conto che Molinari ha scritto sulle presidenziali con cadenza quasi giornaliera, gli articoli a sua firma pubblicati sul sito on line de La Stampa saranno almeno una sessantina!
Molinari ha seguito puntualmente non solo Obama, ma anche McCain. E pure lui si è accorto che Obama ha smesso i toni messianici a partire dal discorso alla convention democratica.
Sì ti sei sbagliato, perché Molinari era chiaramente pro McCain e non ha affatto dato ìpeso maggiormente alle fonti liberalî. Certo, non ci si deve aspettare il tifo da ultrà di certi blog destrorsi (quelli raffinati che definivano ìstregaî Michelle Obama e si sdilinquivano per la Palin). Stiamo parlando di un giornalista corretto.
Comunque, tornando all’inizio di questo commento, ìil gioco è bello quando dura pocoî è regola aurea. Invece, ìchi tace acconsenteî è una gran stupidata: si può tacere per le ragioni più svariate e diverse dall’acconsentire. Per esempio, per mancanza di tempo, di interesse, senso di inutilità del parlare. In questo caso, io rientro negli esempi fatti. Insomma, non aspettarti altre mie risposte. Ciao

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McNab 20 novembre 2008 alle 11:32

Minerva, io invece vorrei ancora risponderti.
E se ti pare inutile discutere con me, me ne farò una ragione.
Infatti, sarebbe inutile insistere nel farti notare che Molinari ha scritto una cronaca, non un pezzo di opinione, e che, se le cose fossero andate come tu credi, il corrispondente de La Stampa avrebbe scritto: fra l’ambasciatore e i collaboratori di Obama c’è stato uno scambio di telefonate per concordare l’orario della telefonata con Berlusconi. Ma Molinari scrive ben altro
A quanto pare sarebbe inutile insistere nel farti notare che Molinari non è l’unico corrispondente dagli USA e che altri suoi colleghi hanno scritto il contrario.
Sarebbe altrettanto inutile farti notare che Molinari può aver scritto un pezzo di cronaca ma può aver sbagliato, come quando scriveva che Hillary, persa la nomination, avrebbe fatto pesare i suoi voti per la vicepresidenza.
Mi risulta non sia accaduto.
E tutto il comportamento successivo di Berlusconi, in particolare l’uscita sulla provocazione dello scudo stellare, testimonia che il cavaliere si è sentito trascurato e che vuole tentare di acquistare peso inserendosi nelle trattative fra Russia e USA.
Certo, Silvio vuole sfruttare i suoi rapporti con Putin e cercare di ottenere quella confidenza che aveva con Bush.
Questo ci dice qualcosa sulla vicenda della telefonata?
No
Sarebbe inutile ribadire che l’ambasciatore italiano e lo staff di Obama, per ovvie ragioni di diplomazia, non avrebbero mai affermato il contrario con comunicati diversi da quelli che citi.
Può darsi ma, ripeto, se non puoi smentire allora sono solo ipotesi, indiscrezioni non verificate…
Sai, a volte capita che sfugga qualcosa, non so, una mail, una dichiarazione di qualche anima candida, che permetta di confutare la versione ufficiale.
Qui non solo non c’è, ma tutto indica il contrario.

Sarebbe inutile farti notare che nel primo round di telefonate – come sottolineato anche da altri commentatori di questo post – ci sono, guarda caso, gli alleati di peso storici degli USA, e che Spagna (fuga irachena) e Russia non rientrano in questa categoria
Rileggi i miei primi post.
Queste sono le ragioni per quali l’Italia può essere finita in seconda fascia.
Non la battuta di Berlusconi.

Se uno scrive ìè possibileî, sta semplicemente avanzando un’ipotesi, e neanche la più plausibile. Altrimenti avrei scritto ìè probabileî.
Infatti io ho scritto “secondo te”.
Sarebbe stato più chiaro “secondo la tua ipotesi”?
Ma come, scrivi questo, e poi si scopre che Molinari lo hai seguito su La7 !?
Beh?
Video e audio valgono meno della carta?
Siccome sono educata e gentile, non definirò questa affermazione sulla rilettura ridicola e/o dubbia, ma ti faccio i complimenti. Partendo dalle due convention (agosto) fino ai primi di novembre, e tenendo conto che Molinari ha scritto sulle presidenziali con cadenza quasi giornaliera, gli articoli a sua firma pubblicati sul sito on line de La Stampa saranno almeno una sessantina!
Siccome sei stata educata fino ad ora, avresti potuto fare a meno di mettere in dubbio le mie affermazioni.
Vai sul sito di Molinari (e non la Stampa) e contali.
Saranno la metà della cifra da te indicata, a partire dalla nomination di Obama.
A 60 ci si potrebbe arrivare risalendo alla nomination di McCain.
Sì ti sei sbagliato, perché Molinari era chiaramente pro McCain e non ha affatto dato ìpeso maggiormente alle fonti liberalî. Certo, non ci si deve aspettare il tifo da ultrà di certi blog destrorsi (quelli raffinati che definivano ìstregaî Michelle Obama e si sdilinquivano per la Palin). Stiamo parlando di un giornalista corretto.
Ripeto senza alcun problema che posso sbagliarmi ma da ciò che ho visto e letto fin ora, non emerge nulla simile ad un endorsement per McCain.
Anzi, la mia impressione rimane la stessa.
E guarda che forse sarei allietato da tale possibilità.
Non credo di aver mai messo in dubbio la correttezza di Molinari nè di averlo paragonato a certi blogger ultrà, che per la verità si notano soprattutto tra i sinistrorsi (ripensare, pls, alla campagnia negativa sulla Palin, visto che la citi).
Saluti

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silvestro 20 novembre 2008 alle 11:42

ma tutto ciò per convincerci che berlusconi, o l’italia, contino qualcosa a livello internazionale?
serve un genio per capire che il nostro paese non conta più nulla strategicamente e che pure la nostra economia sta facendom la stessa fine?
o che berlusconi è un guitto preso per il culo dal resto del mondo tranne che, purtroppo, da noi?
ma andiamo…

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Francesco 20 novembre 2008 alle 15:12

>> Posso pretendere che un fautore della verginità di Maria riconosca ciò che è davanti ai suoi occhi? Certo che no.
mi pari Voltaire o Rousseau, insomma un bugiardo patentato. contento tu, contenti tutti.
PS se può farti piacere, la mia cattolicissima madre all’idea della verginità fisica di Maria post-partum si fa delle crasse risate.

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Return 20 novembre 2008 alle 15:38

Come ti ho già scritto, secondo i requisiti rigorosi che TU hai sempre propugnato, nÈ tu nÈ tua madre siete cattolicissimi, e nemmeno cattolici.
Un cattolico può deridere un dogma di fede, purché ci creda.

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leonida alle termopili 20 novembre 2008 alle 16:27

solo non capisco la necessità di considerare vergine Maria, sia ante che post partum: anche dal punto di vista teologico, cosa serve? Voglio dire, uno non è che diventi più o meno credente in funzione della verginità della Madonna, nè che il Signoreddio sia meno Signoreddio qualora non fosse nato da madre vergine, ma “normale”.
Mah… misteri della fede.
Personalmente credo che ciò sia sia un’invenzione cattolica per far impressione sui fedeli: un po’ come gli stregoni con coloro che vanno a farsi curare con la polvere colorata.

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hdm 20 novembre 2008 alle 18:52

Mamma mia, ma cosa cazzo è diventato questo sito? Un ammasso di mangiapreti e comunistoidi (filopederasti, va da sè) a quanto vedo.
Ora pendiamo dalle labbra di minerva (che ricordavo come supermoderato) per sapere cosa pensa obama…
Come sono lontani i tempi in cui conobbi Rolli come l’Antitesi dei blog sinistrorsi e venni subito a vedere chi fosse questo/questa pluricitata e pluri-insultata dalle “blogstar” di sinistra…
Come passa il tempo.

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giancarlo 20 novembre 2008 alle 21:18

@Hdm, hai ragione, come passa il tempo, adesso sei arrivato tu ad insultare, sembra che per te il tempo sia passato invano, insomma: tempo buttato.

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Francesco 20 novembre 2008 alle 21:21

Beh, Leonida, la verginità “prima” ha un certo significato teologico, quella dopo mi puzza assai.
Vedrò sui testi di Santa Madre Chiesa se devo emendarmi da cattivi pensieri, come sostiene Return, che non ha proprio il 100% di affidabilità.

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Rolli 21 novembre 2008 alle 03:31

Ecco, io arrivo e mi ritrovo il solito Francesco da rimandare a settembre in catechismo.
Return ha detto con cognizione di causa, altro che inaffidabile, perchè la verginità di Maria prima, durante e dopo il parto è dottrina.
Dammi subito il telefono del tuo parroco che devo dirgli due paroline
Hdm, se qui non siamo alla tua portata non è colpa nostra :)

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ventomare 21 novembre 2008 alle 10:59

Altro che il Nuovo Secolo Americano. Il mondo ha perso 8 anni, con la Presidenza del coglione rinato. Quello che è in arrivo è un “Sistema globale multipolare”. Io lo dico da 5 anni, Minerva, Adesso lo dice la CIA. Tze! :)
Pensa che privilegio per il nostro premier aver dato 25 abbracci ad un tipo di tale fatta. E’ solo un’ulteriore segno della sua inconsistenza e del suo passatismo. Comunque già da questo rapporto si vede che negli States inizia a tirare aria nuova. Il vento dell’Ovest tra un po’ arriverà anche qua, ed io penso che l’insostenibile leggerezza di Berlusconi non lo reggerà e ne sarà spazzato via.
Secondo le agenzie d’intelligence l’attuale crisi di Wall Street è un primo segnale
Poi crisi e guerre legate alla fame di risorse energetiche, alimentari e idriche
“Per gli Usa venti anni di declino”
La Cia disegna il futuro americano
Per gli analisti i musulmani in occidente nel 2025 saranno tra i 25 e i 30 milioni
Un Paese dell’Europa orientale o centrale potrebbe finire sotto controllo delle mafie

WASHINGTON – Gli Stati Uniti hanno davanti vent’anni di declino politico ed economico. Lo sostiene un nuovo rapporto dai servizi segreti Usa. La Cia e le altre agenzie d’intelligence statunitensi prevedono che nei prossimi due decenni l’America continuerà a perdere influenza (la crisi attuale di Wall Street sarebbe un primo segnale), e immaginano crisi e guerre legate alla fame di risorse, in primo luogo energetiche, alimentari e idriche.
Lo scenario emerge dal rapporto Global Trends 2025, con il quale il National intelligence council, il centro studi che raccoglie i migliori cervelli dell’intelligence americana, sposta avanti di altri cinque anni le proprie visioni per il futuro. Presentato a Washington, il testo di 120 pagine aggiorna quello con cui nel 2004 erano state indicate dalla Cia le tendenze globali fino al 2020.
Secondo il rapporto, il sistema internazionale nato dopo la fine della Seconda guerra mondiale e ridisegnato dopo la fine della Guerra fredda, va incontro a un’altra rivoluzione nel prossimo ventennio. Quello in arrivo è “un sistema globale multipolare”.
L’attuale crisi finanziaria è solo il segnale d’inizio di una riorganizzazione generale dell’economia che avrà effetti sul dollaro, sul sistema finanziario americano e sul peso politico di Washington nel mondo.
Il trasferimento senza precedenti di ricchezza in corso dall’Ovest all’Est del mondo, secondo gli esperti, “proseguirà nel prevedibile futuro”. Brasile, India, Russia e Cina non solo aumenteranno il loro peso economico internazionale, ma disegneranno nuove regole del gioco spesso a danno degli Stati Uniti.
Il mondo che verrà appare turbolento agli analisti della Cia, che vedono nell’aumento di un altro miliardo e mezzo di persone nella popolazione mondiale una conseguente crescita della caccia alle risorse. La scarsità potrebbe dar luogo a tensioni e anche guerre. La turbolenza politica in Medio Oriente continuerà a renderlo un focolaio di tensioni.
segue…..

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ventomare 21 novembre 2008 alle 11:10

Per chi vuole leggere l’originale il link è questo http://www.dni.gov/nic/PDF_2025/2025_Global_Trends_Final_Report.pdf
P.s.: l’unico problema è che sono 40 mega di pdf, anche se sono 120 pagine, boh. Gli americani fanno sempre le cose in grande :)

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Francesco 21 novembre 2008 alle 12:05

cacchio, mi pagassero a me per scrivere simili banalità …
Rolli, è dottrina? devo ripetere? lo farò, non temere (tanto è colpa dei catechisti progressisti che non mi hanno insegnato nulla di utile :))
Ciao e bentornata a casa!
PS x Vento. OK su gobale e multipolare, solo che al posto di sistema metterei casino o caos o peggio.

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Return 21 novembre 2008 alle 12:40

Ho capito, è una Grande, Sublime Rete globale!

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ventomare 21 novembre 2008 alle 14:38

Net is future, net is better, net is a war taboo!

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Return 21 novembre 2008 alle 16:12

ciao rollina, ci sei mancata!

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British Bulldog 22 novembre 2008 alle 17:48

chiudiamo la vicenda della telefonata in maniera semplice e chiara
Berlusconi e stato chiamato in seconda fila (e gia gli e andata bene) perche quello e il posto che l italia occupa nel mondo
Quello di una potenza di terza fila insignificante e irrilevante ,, che di suo a parte una buona posizione nel mediterraneo,, ,non ha altro da mettere sul piatto — poca roba visto che una volta fatto vedere ai suoi abitanti che sei il piu forte di turno , ti basta buttare 4 perline e 2 specchietti ai nativi per fargli fare quello che vuoi –che poi al timone ci siano Silvio Pelato o Prodi Romano non frega nulla a nessuno ,,tanto che ci sia l uno o l altro faranno esattamente quello che gli verra ordinato di fare senza discutere dal Piu Forte di Turno

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Return 24 novembre 2008 alle 12:57

Ma guarda. Pare che le nascite di bambini con sindrome di Down siano aumentate, in Inghilterra, nonostante i test prenatali. Lo riporta il Guardian. Il motivo? Dai sondaggi citati, pare che i genitori si aspettino che la vita, per un bambino con questa sindrome, è oggi migliore di quanto non fosse venti anni fa. Sarebbe da pensarci su.
Ma guarda, e il secolarismo della perfida Albione? E la cultura della morte, la ricerca sulle staminali embrionali, Darwin, i matrimoni gay e tutto il resto? Come mai non hanno distrutto la moralità degli inglesi come previsto? Come mai, come mai basta fornire un po’ di sostegno sociale e sviluppare cure migliori e la cultura della morte svapora così?

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Rolli 24 novembre 2008 alle 17:30

Il secolarismo e la cultura della morte sono l’arrampicata sugli specchi di chi ansima sulle proprie incapacità e le proprie mancanze, il vecchio trucchetto per cercare di spaventare le persone, senza fare nulla di concreto per il problema.
Ciao Return, mi siete mancati anche voi. E non lo dico per dire

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Francesco 25 novembre 2008 alle 17:35

Rolli
mica qualche dubbio che ci sia differenza tra analisi culturale e azione concreta?
parlando di sindrome di Down, di assistenza cattolica ai malati e alle famiglie ne conosco abbastanza di persona; quindi non vedo cosa c’entri questo con il ravvisare nel secolarismo e nella cultura della morte (parole di Papi, non di franceschi qualunque) dei grandi mali.
basta leggere Return: siccome la vita forse sarà “migliore”, allora non li accoppano più! ma che bello. ci sarebbe da pensarci su, davvero
ciao

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Return 25 novembre 2008 alle 17:51

Chiudi gli occhi e immagina uno scaracchio che ti arriva in piena faccia.
PS
Il primo blocchetto, quello con e”ci sarebbe da pensarci su” non è roba mia, è del Foglio.

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Return 25 novembre 2008 alle 19:48

“Eppure Benedetto XVI ha fatto sue in toto le parole di Pera”
Nemmeno questa è mia. Vorrei averlo io un simile talento comico.

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Francesco 26 novembre 2008 alle 11:38

Beh, cita le fonti.
Di essere più cattolico del foglio lo sapevo già. Come so benissimo che è più facile fare una cosa se è più facile, come insegnava il mio maestro Lapalisse. Questo non cambia di uno iota la questione che pongo io: la vita si rispetta punto, se è meno difficile meglio.
Saluti
PS ma leggerti tuttosport ogni tanto?

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bill 26 novembre 2008 alle 13:02

No Francesco, non lo legge tuttosport: pare che Moggi sia cattolico..
Comunque sono fortissimi, e noi non avevamo capito: li ammazzano perchè poi vivano meglio (ovviamente accuditi da qualcun altro, e in questo caso è anche permesso sia un cattolico, che loro hanno da fare).. Loro sono i buoni.
Fantastici!
PS: dei meravigliosi ospedali inglesi sarebbe meglio tacere, và.

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Rolli 27 novembre 2008 alle 01:24

A me non pare strano che se le condizioni di vita migliorano uno decida più facilmente di mettere al mondo un figlio down.
Mi sembra perfino pazzesco dovervelo spiegare
E generalmente chi li porta avanti i down, se li tiene in casa
Sono quelli del movimento della vita, quelli che piacciono tanto a voi, che ti convincono a partorire perchè tanto dopo al limite lo metti in adozione.
Così, per la precisione

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Francesco 27 novembre 2008 alle 09:33

>> A me non pare strano che se le condizioni di vita migliorano uno decida più facilmente di mettere al mondo un figlio down.
Neppure a me, se è per quello. Lo ho pure scritto esplicitamente.
Solo ho ribadito che la decisione di non metterlo al mondo, il figlio down, non può essere legittimata in nessun modo, neppure dalle difficoltà a seguirlo e per lui a vivere.
Ciao

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Return 27 novembre 2008 alle 09:45

Ma il punto, caro Francesco, non sono le tue convinzioni integralmente antiabosrtiste, è che la storiella dei bimbi tutti biondi e perfetti, l’eugenetica da bar che certi ignobili ceffi continuano a raccontare in malafede, è falsa come la verginità della Madonna: infatti persino i perfidi atei inglesi i figli down li fanno nascere anche se non somiglieranno mai a Cameron Diaz. Dunque ciò che li tratteneva prima – legittimo o meno – non erano glio occhioni blu, ma per esempio, forse, l’aspettativa di vita media intorno ai 30 anni.
Ma poi, ci tratteniamo dal chiamarli mongoloidi solo perché la Palin ne ha fatto uno?
Negri, froci, mongoloidi: non si era deciso così?

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Francesco 27 novembre 2008 alle 17:56

A me mongoloide piace molto, era il termine citato in una bella lettera a Famiglia Cristiana di qualche anno fa (una rivista che non merita affatto i suoi lettori).
Vedo che continui a rifiutare radicalmente un confronto sulle idee preferendo mezzo straccio di tendenza statistica ad un buon ragionamento basato sulla vita.
Siccome con le statistiche ci lavoro tutto il giorno, ne diffido assai. Dell’uso che si può farne, anche peggio.
Probabilmente sono un fondamentalista: se non ritenessi sacra la vita umana, a prescindere dalla qualità, che cazzo me ne faccio di un mongoloide che forse potrà andare alla scuola elementare? Per godere di una vita come dico io, il livello deve essere molto più alto.
Ciao

Replica

Return 27 novembre 2008 alle 18:20

Guarda, Francesco, che sei tu che hai commentato, a sproposito, il mio commento preso dal Foglio, che quindi nel caso andrebbe biasimato per fallacia statistica o peggio.
Quanto al “buon ragionamento” basato sulla Vita, temo che alla fine risulti basato sulla religione, visto che la Vita in sÈ non ha nulla di sacro, per capirlo basta osservare un mestruo mensile sapendo che contiene decine di aborti spontanei.
La non-sacralità della Vita forse rende possibile abortire il bimbo mongoloide, di sicuro rende illegittimo dare termine alle sofferenze di chi non ha speranza e lo chiede.
Prendere o lasciare? Sì, è un fondamentalismo, accettabile solo a mezzo di massicce dosi di ipocrisia, ossia alla cattolica maniera, cioè l’importante è il principio poi un accordo lo troviamo.
Quel che resta, temo, non è la sacralità della Vita ma la sua tragicità.
PS
Dalla notizia del Foglio l’unico commento sano sarebbe stato: “benedetta medicina!”

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Francesco 1 dicembre 2008 alle 00:16

la Vita in sÈ non ha nulla di sacro
ma vaffanculo!
PS in verità scrivo dopo Palermo-Milan e mi devo sfogare ma con te vado sul sicuro ;)

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Return 1 dicembre 2008 alle 10:45

talmente stupido da non meritare risposta

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Francesco 1 dicembre 2008 alle 12:02

infatti hai risposto … oramai siamo peggio di Sandra e Raimondo.
però io lo so.

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Return 1 dicembre 2008 alle 12:07

Non era una risposta, era un commento,
sandrocchia

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Return 1 dicembre 2008 alle 15:27

http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_01/vaticano_omosessualita_aborto_d7ed9566-bfae-11dd-a787-00144f02aabc.shtml
Qualcuno spieghi a mons. Celestino Migliore che la Francia, promotrice dell’iniziativa, non chiede (e infatti non ha e non avrà) il matrimonio omosessuale; ma forse sarebbe inutile, questo del matrimonio è sempre più chiaramente un pretesto.
Cazzo che schifo, che orrore, non credevo arrivassero a tanto.

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elofoolish 1 dicembre 2008 alle 16:07

ho appena letto
ma questi veramente stanno al medioevo, ma quello alto pero’!

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hhh 1 dicembre 2008 alle 16:32

forse intendevi basso medioevo.
Quello alto fu molto meno oscurantista

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Return 1 dicembre 2008 alle 16:49

Io, che l’ho sempre pensato e detto, non riesco a farmene capace.
Non è possibile.

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Francesco 1 dicembre 2008 alle 17:28

per la cronaca, avevo letto il titolo e poi l’articolo.
e tirato un deciso accidenti all’onesto titolista.
naturalmente non ho ancora trovato alcun orrore e provato nessuno schifo ma se mi mostrate dove dovrei guardare per capire ditemelo, eh!
saluti

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Return 1 dicembre 2008 alle 17:32

prova qui
http://www.hangar.org/gallery/albums/albums/album436/20060301162344_iran_gay.jpg
(avrai già provato in uno specchio, immagino)

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Return 1 dicembre 2008 alle 23:44

Per concudere la giornata con i piedi a mollo in altra merda cattolica, ecco a voi AsiaNews
“L’aborto sta riducendo le comunità nere americane. Il programma della Planned Parenthood, per il controllo della popolazione, è sempre stato quello di usare leader neri per aiutare i neri all’auto-distruzione.”
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13703&geo=&theme=&size=A
‘notte

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ventomare 2 dicembre 2008 alle 10:17

Le armi di distrazione di Cheney.
Il presidente uscente si confessa alla rete Tv Abc. “La caccia alle armi di distruzione il più grande rammarico della mia presidenza”
Usa, il mea culpa di Bush
“L’Iraq è stato un errore”

AH, SI’?

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Francesco 2 dicembre 2008 alle 13:54

ehi Ret
avevo già letto l’articolo di AsiaNews che citi! lo avevo trovato molto interessante anche se un pò permeato di mentalità complottista.
ho riletto le dichiarazioni del cardinale e le ho trovate ineccepibili; se hai qualcosa per dimostrare che parla d’altro rispetto a quello che lui dichiara, te ne sarò grato.
Ventomare
non leggere. se proprio devi, non limitarti ai titoli.
saluti

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Return 2 dicembre 2008 alle 14:29

Francesco,
va detto che è un po’ che sono frastornati, almeno dalla Lista Aborto No Grazie. Adesso poi Obama gli dà dispiaceri che provano a nascondere sotto la nomina di Hillary Clinton, Sarkozy ha sposato una troia, Berlusconi gli taglia i fondi, l’odiato Pera ottiene prefazioni pontificie e Allam si fa un partito per l’Europa Cristiana col loro stesso identic programmino copiato sempre dai discorsi di Razinger, tu capisci che periodaccio. Anyway, al Foglio scrivono:
E’ possibile mettere nello stesso mucchio la Polonia che non vuole istituire corsi scolastici per l’accettazione dell’omosessualità e l’Iran che gli omosessuali li impicca? Il buon senso, prima ancora che il senso della giustizia, dovrebbe consigliare risposta negativa. Non a tutti, a quanto pare.
- Non proprio. La direttiva del precedente governo ultracattolico, bocciato dagli elettori, prevedeva che “gli insegnanti che si dichiareranno omosessuali saranno licenziati dal lavoro. Certa gente non può lavorare con i bambini” (Miroslaw Orzechowski). Evidentemente queste per il Vaticano sono “giuste” discriminazioni. Del resto, sono le stesse che ha deciso di applicare al suo interno. -
La dichiarazione per la ìdepenalizzazione universale dell’omosessualitàî che la Francia ñ a nome dell’Ue ñ presenterà all’Onu il 10 dicembre prossimo, sessantennale della Dichiarazione universale dei diriti dell’uomo, non convince il Vaticano, come ha spiegato monsignor Celestino Migliore, responsabile dell’osservatorio della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in un’intervista a un’agenzia di stampa francese. In discussione, ha detto Migliore, non è il rispetto e la tutela delle persone, ìparte del nostro patrimonio umano e spiritualeî, visto che ìil catechismo della chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazioneî.
Il problema è che ìsi chiede agli stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ëmatrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioniî.
- Non proprio. La “categoria” non la fa la presidenza francese, la fanno i paesi che la prevedono come fattispecie di reato. La mozione francese, che nessuno sembra aver letto, avrebbe semmai l’obiettivo di cancellare la categoria dai codici penali. Affermare che le Nazioni Unite non ammettono che l’omosessualità sia reato crea nuove discriminazioni? Verso i paesi che non ammettono il matrimonio omosessuale? Ma lo sa quel signore che la Francia non ammette il matrimonio gay? Si mette alla gogna da sola?
Queste perplessità non sembrano affatto infondate, a leggere il testo integrale della dichiarazione proposta dalla Francia. Alla ovvia condanna della negazione di basilari diritti umani si affiancano le solite, ambigue formulazioni fatte apposta per introdurre associazioni arbitrarie.
- quali? Nessuno è stato in grado di citare la mozione, nemmeno Mons. Migliore, che si è tenuto sul vago. L’avrà letta?
Commetterà ìviolazione dei diritti umani e delle libertà fondamentaliî il paese che non ammette il matrimonio gay? Sarà ìdiscriminazioneî da sanzionare l’opinione non ìcorrettaî sull’omosessualità?
- “depenalizzazione” vuol dire altro. E l’avrebbero firmata i 25 paesi Ue, Italia compresa, in caso? Pure la Polonia, l’Irlanda e la Grecia?
Una volta lanciata, la dichiarazione francese nulla cambierà in Iran o in Egitto. Ma in altri contesti, per nulla persecutori contro i gay, la si potrà usare come una clava ideologica.
- Ah, adesso Sarkozy si scopre Zapatero! Ma come, lui con l’onorificenza vaticana, con le radici cristiane, con i valori e i doveri ci piaceva tanto e ‘mo scopriamo che è un laicista!
Ecco, finiamo con questo schifo. Francesco mio, ma che vergogna

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ventomare 2 dicembre 2008 alle 15:03

Uh, uh, uh! :)))
Un sacco di persone – ha detto Bush, secondo estratti di un’intervista che la Abc ha realizzato nella residenza presidenziale di Camp David – avevano messo in gioco la loro reputazione dicendo che le armi di distruzione di massa erano una ragione per rimuovere Saddam Husseinª.
Anche Minerva, e Rolli dietro. Eheheheheheheh!
Ma oggi finalmente le due eroine vedono la luce! :)))

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Francesco 2 dicembre 2008 alle 15:06

Ah, questa è la confutazione dell’articolo che stavo per postare?
diciamo che lascio leggere il testo e i tuoi commenti e ciascuno valuti, in attesa di leggere la dichiarazione proposta dalla Francia.
diciamo che basandomi sull’esperienza, i cardinali sanno di cosa parlano più spesso che no, e di discriminazioni anticattoliche nella civile Europa ne conosco abbastanza. Schifo no, vergogna sì.

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Francesco 2 dicembre 2008 alle 15:10

Ehm, Capo, se Bush stesso aveva informazioni sbagliate, tui invece già allora sapevi la verità? che Saddam era un cialtrone che mentiva per non perdere la faccia e piuttosto restava sotto embargo?
Allora sei un grande, proponiti per il posto di Uolter che è un pochetto in crisi, sei ciofane e il nostro futuro, fatti primariare come Prodi e Uolter!
Vento al governo! anzi, santo subito!

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Return 2 dicembre 2008 alle 15:21

Analiticamente:
- il passaggio sulla Polonia è scorretto (e infame); peraltro la Polonia appoggia la mozione
- non risulta che la Francia voglia promuovere il matrimonio gay in giro per il mondo. Sarkozy si è pronunciato contro un sacco di volte. Invece, non ha fatto che parlare di radici cristiane. Quindi sta semmai al mons. di mostrare dove sarebbe la “trappola” nel documento. Non lo fa.
- la storia dell’iran e dell’Egitto rivela quanto fate schifo. Ma da prendervi a bastonate sulle ginocchia.
uno sputo in faccia,
R

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ventomare 2 dicembre 2008 alle 15:23

Bush non aveva informazioni sbagliate, Bush le informazioni le ha costruite artificialmente. ma questo nell’intervista non si può dire.

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leonida alle termopili 2 dicembre 2008 alle 15:30

beh Franz, ammetterai che sulla questione delle ADM non s’è trattato solo di informazioni sbagliate. Cosa ci faceva Powell con quelle 2 supposte di glicerina sventolate all’assemblea dell’onu?
Dai, molto più semplice accettare il fatto che tutta la questione è stata gestita da dilettanti e che, se motivazioni c’erano, queste non dipendevano dall’intruglio da evacuazione intestinale di Powell(per la considerazione ed il rispetto che avevo per Powell, mi meravigliai di lui non poco).
Forse sarebbe il caso di pensare agli yankee per quel che sono, militarmente e politicamente: dei colossi pasticcioni! E questo, come ben sai per quanto riguarda il mio atteggiamento nei loro confronti, è un complimento.
servus

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Francesco 2 dicembre 2008 alle 17:11

>> la storia dell’iran e dell’Egitto rivela quanto fate schifo. Ma da prendervi a bastonate sulle ginocchia.
quale storia, imbecille? o almeno distrattone, non ho visto link
come dice il Foglio, ai paesi che gli omosessuali li ammazzano, la mozione farà l’effetto della scoreggia di un topo.
invece, in Europa, Buttiglione è stato massacrato perchè osava pensarla in modo politicamente scorretto sull’omosessualità.
e a pensar male si farà peccato ma spesso si indovina.
saluti

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Francesco 2 dicembre 2008 alle 17:19

Leonida
ai tempi pensai che se Colin Powell si esponeva in quel modo, doveva avere degli ottimi motivi.
Ancora oggi, non so se lo abbia fatto per senso di lealtà verso il suo presidente o in base a informazioni che gli parevano sufficienti.
Idem per Bush, trovo credibile che lo avessero convinto. Trovo poco carino che non gli abbiano fatto trovare neppure un petardo … quasi quasi sottoscrivo che il tizio abbia avuto il tempo di far sparire tutto, magari in Siria (e questo spiegherebbe il silenzio anni dopo la sua fine).
Ciao

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Return 2 dicembre 2008 alle 17:33

Non ci sono solo i paesi in cui li ammazzano, sebbene questo non ha mai trattenuto nessuno, meno che mai il Foglio, da proporre iniziative all’Onu: si sa che sono affermazioni di principio, come quelle sulle donne islamiche condannate a morte eccetera, brutto testa di cazzo.
Poi ci sono decine di paesi dove è previsto il carcere, le fustigazioni, multe o vessazioni di vario tipo, e qualcuno potrebbe anche cedere alla “pressione”, o “gogna” di cui parla Mons. Peggiore. Bastonate sulle ginocchia? Non bastano.
Io penso che sei un verme, ci ho azzeccato?
Con ciò basta, a parlare con te mi sporco.
Leitraòt

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leonida alle termopili 3 dicembre 2008 alle 07:39

Franz, va bene la Siria, ma allora dovremmo dire che tutti i sistemi di sorveglianza a cui era sottoposto l’iraq erano bufale. Non si dovrebbero poter spostare decine e decine di camion da siti sospetti verso un paese come la siria, senza che humint, satelliti e chissà quali altre diavolerie avessero rivelato alcunchè.
Forse è più credibile la vecchia buona ipotesi della volontà di potenza e di espansione in luoghi di criticità e di alta valena strategica(nulla di ttrascendente, per carità, sai bene che la considero cosa ovvia tra chi voglia – e sia – una vera potenza politica e militare), in questo caso malamente camuffata.
servus

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British Bulldog 3 dicembre 2008 alle 21:52

Francesco caro, se mai il buon Saddam quelle armi le avesse avute , perche una volta che è stato attaccato non le ha usate? Visto che se le ho mi attacchi
se non le ho mi attacchi..
Morto per Morto se effetivamente io ho quelle armi tanto vale che le usi no?
Tu dirai ,poi quelli pero mi cancellano l Iraq dalla faccia della terra
Ma visto che tanto io dovrei finire sottoterra comunque
(come e avvenuto per il povero Saddam) Quanto me ne puo fregare in una scala da uno a dieci di quello che farai al resto dell Iraq?
Almeno me ne vado col botto in bellezza
Traduzione un volta inziato l attacco Saddam non aveva piu un kazzo da perdere quindi perche ,avendo le sudette armi, non Usarle fosse solo per la soddisfazione di portare con me un bel po dei tuoi

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Peppo 4 dicembre 2008 alle 08:57

Spero che siamo tutti abbastanza giovani da poter vedere (chi con soddisfazione, chi con malcelato livore e- spero – travasi di bile) un Irak restituito alla civiltà e alla libertà che merita, GRAZIE ai soliti (sporchi) americani.
Sull’argomento ONU/Chiesa… negli ultimi 3/4 anni mi sono trovato un po’ troppo spesso a meditare sulla fortuna che ho di essere etero. Comincio a pensare che qui il rischio sia il PENALIZZARE, non il depenalizzare ulteriormente, l’omosessualità.
Mi chiedo come possa un essere umano sostenere la tesi che l’omosessualità sia una malattia, una perversione, un crimine. Poi ci sono le schizofrenie del cattolicesimo che ti tirano un po’ di qua e un po’ di là, però….

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Francesco 4 dicembre 2008 alle 11:15

Io penso che sei un verme, ci ho azzeccato?
Io valuterei che tu sia alquanto squilibrato, ci ho azzeccato?
L’affernmzione di principio di non far del male e rispettare gli omosessuali è già stata proclamata dalla Chiesa, i miei dubbi sono sul contenuto di una mozione che potrebbe facilmente arrivare a comprendere nelle ingiuste discriminazioni anche il rifiuto dei matrimoni o delle adozioni per le coppie omosessuali.
x Leo e BB
troppo malamente cammuffata, a questo punto sposo la tesi del complotto neocon-israeliano e del Presidente Pirla.
Ciao

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Rolli 4 dicembre 2008 alle 11:33

Immagino il terrore per le pressioni alla Francia o all’italia che non hanno i matrimoni gay, sìsì.
Equilibrano la bilancia dei gay incarcerati, torturati, impiccati, in gran parte dei paesi orientali.

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British Bulldog 4 dicembre 2008 alle 19:40

Per non parlare del fatto caro Leonida che non è che Hassad Junior (per altro all pari dell padre Hassad Senior (certo che avevano di fantasia in famiglia per i nomi) sprizzasse pozzi di simpatia verso Saddam ,visto per altro come un concorrente per le leadership in quell area e che 9 a 10 lo avrebbe fatto fuori di suo piu che volentieri–

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Francesco 4 dicembre 2008 alle 21:16

verissimo BB ma tra Saddam e gli americani forse preferiva Saddam.
se poi doveva “solo” tenergli d’occhio qualche carico riservato, magari pure utile anche a lui …
saluti

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British Bulldog 5 dicembre 2008 alle 05:33

domanda e uno come Saddam si fidava di affidare un eventuale carico di quel tipo a uno come Hassad che non ci avrebbe messo meno di due minuti , avendone l occasione ,,,di piantargli un coltello alla schiena

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leonida alle termopili 5 dicembre 2008 alle 07:35

A proposito della collaborazione hassad-saddam.
Mi chiedo sempre se gli f14 ed i fulcrum trasferitisi, per sfiggire alla distruzione, dall’iraq all’iran durante la prima guerra del golfo, siano stati poi gentilmente restituiti ai legittimi propietari.
La “buon anima” di saddam penso avrebbe qualcosa da dire in proposito.
E non credo che hassad, trovandosi per grazia ricevuta potenza con adm a disposizione, avrebbe esitato a sfruttare tale posizione nei confronti dei vicini.

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British Bulldog 5 dicembre 2008 alle 13:02

se per quello nel 91 ai tempi della Prima Guerra del Golfo ,Hassad senior e la Siria si schierarono contro Saddam–

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Francesco 5 dicembre 2008 alle 13:26

Leonida, questa non me la aspettavo: come avrebbe mai potuto avere dei Tomcat l’aeronautica irachena? solo aerei francesi e russi, naturalmente!
Io parlo di materiale compromettente, non di armi pronte all’uso. magari c’entra qualcosa quel reattore distrutto poco tempo fa dagli israeliani?
saluti

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British Bulldog 5 dicembre 2008 alle 14:01

ti scordi Francesco che ai tempi della Guerra Irak-Iran il buon Saddam era il beniamino dell Occidente / USA inclusi e che all epoca dell Conflitto Iraniano abbondarono in regali all loro “Duca di Brunswick ” di Bagdad

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leonida alle termopili 5 dicembre 2008 alle 14:24

Franz, l’iraq avrebbe dovuto avere alcuni f14 ancora dai tempi della guerra iran-iraq, quando gli usa sostenevano saddam in funzione anti-ayatollah succeduti a reza phalavi. Tieni presente che l’ f14 è entrato in servizio nel ’72. Tra le altre cose il tomcat è stato il nerbo dell’areonautica iraniana che, dopo l’embargo, immagino non abbia avuto altra possibilità che mantenerne in servizio un certo numero cannibalizzandone gli esmplari in dotazione.

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British Bulldog 5 dicembre 2008 alle 16:55

comunque se vuoi la verita sull Iraq caro Francesco eccotela in tutto tutta la sua cupa realta

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leonida alle termopili 6 dicembre 2008 alle 15:19

B.B, vecchio mio, non posso che essere d’accordo:
“Bill, forse mi sono ancora spiegato male. Se gli usa facessero una politica imperiale che seguisse logiche imperiali, beh, rientrerebbe nel campo della normale evoluzione di una superpotenza; sarebbero comunque logiche razionali. Quel che dico io è che l’impegno yankee NON è imperiale in senso politico(che, ripeto, ci sta) quanto ideologico: c’è una bella differenza.
Poi tu continui dicendo dell’inottemperanza irachena alle risoluzione dell’onu. Bene. Ma cosa c’entra con le torri gemelle?
Allora l’intervento in iraq assume una valenza ancora diversa: fare i poliziotti ed obbligare il renitente ad ubbidire all’onu. Bisognerebbe però decidersi.
Lotta al terrorismo? Operazione di polizia? Redde rationem? Motivi umanitari? Democrazia, Libertà? Politica espansionistica?
Più va avanti questa storia e più ho paura che il tutto sia nato da una volontà di big jim di finire il lavoro iniziato dal padre…forse per esorcizzare un latente complesso di edipo.
di leonioda alle termopili il 16.11.04 13:31 | M | C | # “

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Francesco 7 dicembre 2008 alle 00:08

A me non risulta affatto che al Saddam cobelligerante siano stati dati aerei USA a nessun titolo, e mi sento di escludere categoricamente tutti i primi della classe (F14, F15 F16 e F18). Questo per un punto rilevante ma non decisivo.
E beniamino è un termine del tutto improprio, visto lo status di amichetto dei sovietici (e dei francesi) del nostro.
per gran parte della guerra, era l’imbecille da tenere in piedi per non far vincere l’Iran degli Ayatollah.
>> Bisognerebbe però decidersi.
Lotta al terrorismo? Operazione di polizia? Redde rationem? Motivi umanitari? Democrazia, Libertà? Politica espansionistica?
del tutto in disaccordo, carissimo :)
puoi attaccare la partecipazione USA alla seconda guerra mondiale a ciascuno di questi carri con buoni motivi, e a tutti insieme lo stesso
ciao

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